LONGOBUCCO (CS) – La Nuova Longobucco chiede il ripristino della guardia medica

L’Associazione La Nuova Longobucco ha chiesto il ripristino della guardia medica, «un presidio fondamentale per garantire l’assistenza in caso di situazioni che rivestono carattere di urgenza».

«Circa 40 chilometri – viene evidenziato –e circa un’ora per raggiungere da Longobucco il pronto soccorso di Rossano, è una distanza più che ragionevole per esigere che anche questo territorio, cuore dell’entroterra montano, disponga con continuità della guardia medica».

«Se, come si prevede – conclude la nota – i tempi burocratici previsti per arrivare all’individuazione del nuovo medico di base possono arrivare anche fino ad un anno, anche l’assenza della guardia medica, significherebbe lasciare totalmente scopertala comunità che, come è noto, presenta una popolazione prevalentemente anziana ultra-sessantacinquenne». (rcs)

SAN MARCO ARGENTANO (CS) – Il Comune approva il bilancio di previsione 2022 e triennale 22-24

Il Comune di San Marco Argentano ha approvato il Bilancio di Previsione 2022-2024, l’atto fondamentale di programmazione della spesa del Comune di San Marco Argentano.

«Le incertezze legate ai pesanti aumenti di materie prime, dell’energia elettrica e del gas – dichiara l’assessore al bilancio Di Cianni Finisia – rappresenteranno per il 2022 un problema rilevante non solo per le famiglie, ma anche per gli stessi enti locali, senza qualche intervento governativo a sostegno».
Pertanto il bilancio in oggetto è in equilibrio ed è stato sviluppato con prudenza e attenzione, perché non possiamo non ricordarci che l’anno corrente sarà un anno complesso soprattutto con
riferimento al “caro energia”.
In estrema sintesi, il bilancio prevede di continuare a garantire tutti i servizi alla persona senza nessun aumento di tasse e tariffe per i cittadini; introduce agevolazioni Imu; stanzia ulteriori risorse alla cultura e servizi culturali e per le opere pubbliche. (rcs)

MENDICINO (CS) – All’IC Statale il progetto “Scuola Cardioprotetta”

All’Istituto Comprensivo Statale di Mendicino, si è svolto il retraining del Corso BLSD e BLSD-P, nell’abito del progetto Scuola Cardioprotetta, fortemente voluto dal promotore e allora presidente del Comitato di quartiere 3, Robertino Barone, con la preziosa collaborazione del dott. Sandro Ganzino, coinvolgendo l’Istituto Comprensivo del territorio.

Questo progetto oggi continua per il bene della comunità mendicinese, non solo scolastica.

«Queste sono le cose importanti, questi sono i veri gesti, queste sono le opere da fare, io ci sono e ci sarò sempre – ha dichiaratoRobertino Barone – ringrazio la Dirigente Scolastica Assunta Morrone, sempre presente e attenta a tutto quello che si fa per i bambini e ragazzi dell’Istituto Comprensivo Statale di Mendicino».

«Ringrazio il personale scolastico e i docenti – ha concluso – che dopo una giornata di lavoro hanno dedicato altre cinque ore del loro tempo alla formazione per il bene della comunità scolastica. Non per ultimo, ringrazio vivamente il dott. Sandro Ganzino che ha dato la sua disponibilità e professionalità allo svolgimento del corso». (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – Sabato si presenta il libro “Manuale di volo…”

Sabato 16 aprile, a Castrovillari, alle 18, nella Sala Varcasia della Parrocchia di San Francesco di Paola, si presenta il libro Manuale di volo di Antonio Rende, edito da Macabor.

Agli intervenuti porterà il saluto, di Castrovillari “Città che legge”, il sindaco Domenico Lo Polito, già professore alle Superiori, mentre i contributi, moderati dalla docente Filomena Bloise, sono a cura dell’editore Bonifacio Vincenzi, delle insegnanti Carla Bonifati (in pensione) e Maria Pia Domanico (che seguirono con altri colleghi Antonio al liceo), dell’attore Fabio Pellicori, e dell’autore che susciterà, sicuramente, diverse domande.

«Un momento – fa presente il primo cittadino sottolineando il valore aggiunto e richiamo che offre il testo nel presentare come l’autore ha vissuto su di lui lo sguardo dell’impeto educativo – atteso quanto interessante per ciò che propone al mondo docente, sempre a che fare con le domande, la coscienza critica e libertà di espressione dei ragazzi, ma anche con le loro aspirazioni, l’importanza in quale università approfondire gli studi scelti e l’opportunità di ritornare, se possibile, per dare consistenza e forza alla propria Terra d’origine, espressione d’identità ed appartenenza, sempre da migliorare per affermare le capacità che genera grazie ad una Storia e genialità dell’essere e rapportarsi di donne e uomini».

Da qui la peculiarità della proposta con riflessioni a più voci per rilanciare un messaggio sempre vero sull’insegnamento strettamente collegato alla crescita dell’alunno e ad un incontro umano in cui sono condivise e approfondite l’esperienza e la conoscenza della realtà, in un quadro di riferimento valoriale improntato alla formazione della persona umana, e dunque alla crescita dell’intera società.

Non a caso l’insegnante è la vera risorsa della scuola: il soggetto che rischia in prima persona – la sua faccia, le sue idee, le sue energie – nel rapporto con gli allievi.

L’educatore è perciò portatore di un’esperienza della realtà e di un’ipotesi per comprendere, ma anche una persona capace di comunicarla e di farla rivivere in funzione di una coerenza ideale.

Per questo avere sempre presenti gli studenti, accorgersi delle loro esigenze, valorizzare le loro capacità e doti, aiutarli nei disagi che provano, e che non sempre riescono a manifestare, condividere con loro il bisogno di superare la frammentazione del sapere, spesso imposta dalla divisione rigida delle materie, come cercare di scoprire il senso delle cose che si studiano e si insegnano, formarli, con sintesi personali, significa ridare Cuore ad una crescita più diffusa.

Un’occasione, insomma, per rispondere insieme che vale la pena costruire rapporti vivi, veri, quotidiani, fra insegnanti e alunni, ed una scommessa da giocare a tutto campo in questa ripresa e rinascita agognate, ma bisognose di Testimoni e testimonianze. (rcs)

COSENZA – Il Rotary Club Sette Colli ha donato generi alimentari alla Casa San Francesco

Il Rotary Club Cosenza Sette Colli è stata avviata, all’interno del club, una raccolta fondi che ha consentito l’acquisto di derrate alimentari che sono state poi donate alla Casa San Francesco – Oasi francescana e alla Mensa dei poveri della Chiesa di San Francesco d’Assisi.

L’iniziativa è stata accompagnata da un incontro a cui ha partecipato una delegazione del RC Cosenza Sette Colli composta dal Presidente Vincenzo Divoto, dal Segretario Maria Francesca Valente e dal Tesoriere Francesco Bozzo. Per l’Oasi Francescana era presente il responsabile Pasquale Perri, mentre ad accogliere gli ospiti rotariani nella Chiesa di San Francesco d’Assisi c’era il Parroco P. Franco Caloiero

«Un’esperienza significativa, un piccolo gesto di solidarietà con il quale il nostro Club, nel puro spirito rotariano del servizio, ha inteso essere vicino a due tra le tante realtà solidali che operano sul nostro territorio», ha commentato il Presidente Divoto.

«Pasqua – ha proseguito – è la festa della riconciliazione e della rinascita, ma anche un momento in cui è più forte il senso della famiglia e dell’accoglienza. Sul nostro territorio tanti fratelli e sorelle, meno fortunati di noi, sono in difficoltà e riescono a vivere in maniera dignitosa solo grazie all’impegno di enti e associazioni caritatevoli che si prendono cura di loro ogni giorno».

«Riteniamo sia giusto contribuire, per quanto possibile – ha proseguito – a sostenere queste realtà offrendo loro un piccolo contributo che nasce dall’offerta volontaria e generosa di ciascun socio del nostro Club. Un gesto che ha una duplice valenza, reale ma soprattutto simbolica, in quanto sprona realtà solidali come Casa San Francesco e la Mensa dei Poveri della Chiesa di San Francesco ad andare avanti sulla strada che stanno già percorrendo egregiamente con umiltà e determinazione, e soprattutto incarnando perfettamente il messaggio di carità del poverello di Assisi». (rcs)  

CALOPEZZATI (CS) – Successo per la presentazione del libro “Ecco chi è stato”

Successo, a Capolezzati, per la presentazione del libro Ecco chi è stato di Fabio Pugliese, fondatore e presidente per sei anni dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ed edito dalla casa editrice Editoo.

L’evento, presentato dalla dott.ssa Melania Melato dell’area Marketing di Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini che attraverso ill proprio brand Editoo porta avanti anche iniziative editoriali, è stato introdotto dai saluti del sindaco di Calopezzati, Edoardo Antonello Giudiceandrea, quelli del parroco, Don Nicola Alessio, del dott. Giuseppe Cilidonio, Area Manager di Studio3A, che da anni collabora fattivamente con l’Associazione, e di Tino Marino in rappresentanza del Presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Leonardo Caligiuri, assente per motivi di salute.

Quindi, si è entrarti nel vivo con un dibattito-confronto sul libro molto articolato ed interessante tra l’autore, il direttore de “Il Crotonese” Giuseppe Pipita, il Prof. Natale Vulcano, autore di molti libri di successo, ed il pubblico presente in sala.

L’iniziativa, organizzata e fortemente voluta dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, con la collaborazione di Studio3A-Valore S.p.A., è riuscita a far comprendere che sui problemi che riguardano la Statale 106 è necessaria una rivoluzione culturale. Bisogna prima di tutto capire bene qual è il problema per essere all’altezza di affrontarlo e di risolverlo.

Alla presentazione hanno partecipato molti iscritti al Moto Club Rossano “Stefano Acri – Maurizio Greco”. La loro partecipazione, idealmente, ha rappresentato il mondo dei Bikers in Calabria che da sempre sono attenti al rispetto del codice della stradale ed hanno una particolare sensibilità per la sicurezza stradale.

La presentazione del libro è stata dunque utile per avviare un momento di approfondimento e di riflessione su una grave problematica ancora troppo poco conosciuta, ma è stato anche un momento di confronto su “chi siamo e cosa vogliamo” per dirla con l’Ing. Pugliese: uno strumento per capire cosa c’è da fare per cambiare tutto e rendere la “strada della morte” finalmente una sicura, moderna, normale e, quindi, la strada della vita e, dello sviluppo e del progresso.

«Oggi ci ritroviamo con una Regione Calabria che attraverso suo il Dipartimento Infrastrutture afferma che per ammodernare la Statale 106 servono 8 miliardi di euro ma lo Stato ha da poco stanziato circa 200 milioni…. Ha fatto bene nei giorni scorsi – continua Pugliese – il Capo della Procura di Catanzaro, Nicola Gratteri, a sostenere, come faccio anche io da mesi, che si tratta di un’elemosina. È molto importante che tutti, nessuno escluso, iniziamo a capire che è venuto il momento di prendere una decisione: rispetto ai problemi che riguardano la Statale 106 vogliamo continuare fare propaganda ed a rimanere indifferenti oppure vogliamo fare ognuno la nostra parte attivamente e responsabilmente? In questo senso è necessario far nascere una cittadinanza attiva edotta e preparata sul problema al fine di affrontarlo e risolverlo una volta per tutte» ha concluso l’autore del libro chiarendone il principale obiettivo». (rcs)

COSENZA – Presentato il programma “Sport4Hope”

È stata presentata, nel salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile il programma di Sport4Hope. Lo sport unito pro Cattedrale, la kermesse sportiva legata ai festeggiamenti per gli 800 anni della Cattedrale di Cosenza.

All’incontro introduttivo è stato presente l’arcivescovo di Cosenza – Bisignano, monsignor Francesco Nolè, che nel suo intervento ha sottolineato come «lo sport è inclusivo, ci costringe a collaborare. I giovani, la cultura della pace e lo sport camminano insieme – ha aggiunto il presule –. Quando si fa sport non c’è tempo per litigare, perché i valori in gioco sono quelli della lealtà e del rispetto delle regole. Lo sport, infatti, richiede soprattutto fatica, impegno, allenamento».

Per mons. Nolè, «lo sport è una delle leve più interessanti della vita delle persone, perché riguarda tutti, senza differenza di età».

La conferenza stampa ha visto la presenza dei rappresentanti delle ventitré associazioni, in rappresentanza del variegato mondo dello sport, che animeranno decine di manifestazioni lungo tutto l’anno 2022, con il coinvolgimento di centinaia di atleti del territorio bruzio. 

Durante la presentazione è intervenuto don Matteo Imbrogno, delegato del Vescovo per il mondo dello sport; il significato della kermesse è stato invece spiegato da Giorgio Porro, presidente del CSI Calabria, che ha voluto evidenziare il legame tra Sport4Hope e gli 800 anni della cattedrale di Cosenza.

«Lo sport e la Chiesa insieme per sentirsi meno soli in questo tempo difficile» ha sottolineato invece Francesca Stancati, delegata cosentina del Coni, che ha definito l’iniziativa «un messaggio di speranza».

A farle eco è stata Deborah Granata (Comitato Paralimpico locale), per la quale «lo sport è uno strumento inclusivo», mentre Walter Malacrino (Sport e Salute Calabria) ha ricordato l’importanza della “crescita culturale, religiosa e sportiva insieme”. 

Durante la cerimonia il CSI ha voluto simbolicamente consegnare a mons. Nolè una fascia di capitano di “Sport4Hope”. (rcs)

COSENZA – Programma Gol, il presidente Consiglio comunale Mazzuca: Proporremo progetto “Cosenza Resiliente”

Il presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Giuseppe Mazzuca, ha spiegato che, a seguito dell’approvazione da parte dell’Anpal al Programma di Garanzia e occupabilità dei lavoratori (GOL), il Comune di Cosenza «è già pronto a fare la sua parte presentando il Progetto “Cosenza Resiliente”, una proposta per l’istituzione di un Patto territoriale per la transizione ecologica e digitale».

«L’idea – ha spiegato – era già stata illustrata dal sindaco Franz Caruso e dal sottoscritto al ministro del Lavoro Andrea Orlando a cui avevamo consegnato, nelle scorse settimane, una bozza del progetto del Comune di Cosenza. L’obiettivo è quello di rafforzare interventi di qualificazione di inoccupati/disoccupati al fine di accelerare nuovi inserimenti occupazionali. Abbiamo ipotizzato un progetto che possa interessare minimo 1100 persone. Tra l’altro i 41,4 milioni rappresentano solo la prima tranche dei finanziamenti stanziati per la Calabria: sono 4,4 miliardi di euro le risorse complessive messe a disposizione dal Pnrr per lo sviluppo delle politiche attive del lavoro, cui si aggiungono 500 milioni di euro a valere sul React-Eu».

«Dobbiamo avere ben chiara – ha proseguito – la sfida che abbiamo di fronte e come Comune abbiamo lavorato fin da subito per centrare i settori che avranno più bisogno di lavoratori e di persone da formare anche in funzione dell’avvio di processi di innovazione, riconversione e trasformazione industriale. Il Progetto intende innovare le seguenti filiere produttive: culturale e creativa, la filiera dell’edilizia, dell’Ict e del terziario innovativo, la filiera dell’agroalimentare e quella riguardante i servizi ambientali».

«Tra le persone che potranno usufruire del Progetto Gol – ha concluso – ci saranno sicuramente i lavoratori delle Cooperative che prestano servizio con il Comune di Cosenza, ma “Cosenza Resiliente” interesserà anche le donne, i disoccupati di lunga durata, le persone con disabilità, i giovani al di sotto dei trent’anni e i lavoratori con almeno 55 anni». (rcs)

CIVITA (CS) – Tornano le tradizionali Vallje arbëreshë

Dopo due anni di stop a causa della pandemia, a Civita tornano le Vallje, «evento clou della Pasqua Arbëreshe e, soprattutto, l’evento più importante per la comunità civitese, che ha conservato nel tempo tradizioni e riti di grande spettacolarità e di intenso contenuto emotivo», ha spiegato il sindaco di Civita, Alessandri Tocci.

«Le Vallje – ha proseguito – attirano ogni anno una moltitudine di fedeli e di turisti, anche stranieri. Un “ritorno”, dopo due anni di pandemia, alle nostre tradizioni che sarà salutato anche con la presenza di un ospite d’onore d’eccezione, il presidente della Repubblica d’Albania, Ilir Meta, che, a nome dell’intera comunità civitese, ringrazio infinitamente per aver deciso di onorarci della sua presenza, così come ringrazio sentitamente l’ambasciatrice Anila Bitri».

«Con la fine dello stato di emergenza – ha detto ancora il primo cittadino – anche per i cittadini di Civita è iniziato il percorso, fatto di piccoli passi, che ci deve portare verso la normalità. Siamo consci che questa “ripartenza” certamente non può significare un ritorno immediato a vivere e a comportarci come facevamo due anni fa, ma deve essere un “ritorno alla vita” cadenzato e adattato al massimo rispetto delle regole che il periodo ancora ci impone. Il Covid, purtroppo, non è stato ancora sconfitto completamente, siamo costretti, a tutto oggi, a farci i conti».

«Una “condizione”, questa – ha detto – che ha influito anche nella preparazione e nell’organizzazione delle Vallje 2022 e che influirà anche nel loro svolgimento. Quest’anno, infatti, l’esibizione delle Vallje civitesi sarà un po’ diversa da quella “tradizionale”, ma certamente non si andrà a sconvolgere la “sacralità” dell’evento. Il nostro auspicio è che già l’anno prossimo si possa tornare a vivere nella piena normalità e che quindi le Vallje potranno svolgersi nuovamente nel pieno rispetto della tradizione».

«La decisione di far esibire – ha spiegato – dopo che la manifestazione delle Vallje sarà terminata e quindi completamente fuori dal “contesto” dell’evento, un gruppo musicale arbëresh vuole essere, perché la musica è vita, un auspicio per un ritorno completo alla vita. Ringrazio, fin da ora, chi si è speso e chi si spenderà per la buona riuscita delle Vallje. Un ringraziamento speciale lo voglio rivolgere ai componenti della Pro loco e alla sua presidente, Flavia D’Agostino, che quotidianamente si impegnano per la conservazione e, soprattutto, per la valorizzazione delle nostre tradizioni Arbëreshe, al vicesindaco Vincenzo Mastrota, al presidente del consiglio, Antonluca De Salvo, a padre Remo Mosneag, e a Demetrio Emanuele, per il circolo <Gennaro Placco>».

Quest’anno saranno presenti i gruppi:  “ShënMëria e Yllthit” di San Costantino Albanese (PZ), “Katundi Joni” di San Marzano di San Giuseppe (TA), “Kreshnikët e Lirisë”  di San Benedetto Ullano, “ShpirtiArbëresh” di  Cerzeto, “I Coristi della Corale” di Lungro, “ShënMërtir  Tamburi Band” di San Martino di Finita,   “Zëmrat e Rea” di Firmo, “Vëllezërit Arbëreshë di Civita (gruppo appena rientrato da una tournèe in Grecia e magistralmente diretto da Mimmo Imbrogno) e la “Vallja Çiftjote di Civita. Al termine dell’esibizione dei gruppi si esibirà il gruppo musicale arbëresh “Peppa Marriti Band di Santa Sofia d’Epiro. Tutta la manifestazione sarà in diretta su Kontatto Radio.

Le Vallje sono delle danze coreutiche molto particolari formate da uomini e donne vestiti in costumi tradizionali Arbëreshë, guidate da “Caporali” che si snodano per le vie del paese intonando viersh, canti epici e d’amore. I costumi d’Arberia sono una parte importante, insieme alla lingua, dell’eredità che i profughi hanno portato con sé dalla Madrepatria. Quelli indossati dalle donne sono splendidi e sontuosi in raso ed oro ornati di preziosi ricami.

“La vallja di Pasqua è uno degli avvenimenti più importanti del ciclo folclorico dell’anno. In passato si svolgeva dalla domenica al martedì, attualmente sopravvive solo nella zona del Pollino, ma la sua durata è limitata al martedì”. Secondo la tradizione, le Vallje sono “la commemorazione della vittoria riportata da Giorgio Castriota Skanderbeg, il quale, alla guida di un piccolo esercito, sconfisse le armate turche guidate dal rinnegato Balabano, salvando la cittadella di Kruja il 24 aprile 1467. Secondo il calendario Giuliano in vigore in quel tempo, il 24 aprile 1467 era proprio il martedì dopo la Pasqua”. I movimenti eseguiti durante la danza rappresenterebbero “la tecnica di accerchiamento messa in atto da Skanderbeg contro l’esercito turco”. La vallja, infatti, muovendosi imprigiona i forestieri tra le sue spire, essi rappresentano i Turchi che vengono liberati, dopo aver pagato il simbolico riscatto, che nella circostanza consiste nell’offerta di liquori e dolci. Le Vallje, quindi, sono un modo per la popolazione arbëreshe di ricordare il “suo passato epico” e di rivendicare il diritto di sopravvivere nel tempo ed affermare la propria identità. “La vallja, comunque, rappresenta non una esibizione folkloristica, ma un momento importante tendente a rafforzare i lineamenti etnici, sociali e morali della gente arbëreshe”. (rcs)

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Lunedì si presenta il libro di Rubens Curia

Lunedì 11 aprile, a San Giovanni in Fiore, alle 17, al Just Cafè Restaurant, la presentazione del libro Per una sanità partecipata di Rubens Curia.

L’evento è stato promosso da Donne e Diritti, per discutere di sanità e diseguaglianze sociali nelle comunità delle aree interne.

Un importante appuntamento, di confronto, discussione, partecipazione da noi fortemente voluto ed a cui porteranno il loro contributo,  operatori sanitari della medicina territoriale,  ospedaliera,  operatori sociali e del volontariato, tra cui Don Giacomo Panizza, presidente di ” Comunità progetto Sud” di Lamezia Terme, storico rappresentante delle migliori battaglie socio- sanitarie in Calabria ed il dr. Antonio Caputo, responsabile di oncologia del nostro nosocomio SanGiovannese.

Intervengono le Associazioni Avo e Speranza della Sila. Le letture sono a cura di Rosa BiancoMirella MarascoSerafino Audia. Coordina Stefania Fratto(rcs)