L’OPINIONE / Francesco Rao: Un Primo Maggio per riscrivere il futuro della Calabria

di FRANCESCO RAO – Il Primo Maggio, più che una semplice celebrazione, dovrebbe rappresentare una tappa riflessiva, un momento collettivo in cui guardare con onestà al passato e con responsabilità al futuro. In Calabria, regione attraversata da croniche fragilità economiche e sociali, questa ricorrenza assume un significato ancora più urgente e complesso. L’emigrazione intellettuale, la crisi demografica e la mancata valorizzazione delle nuove competenze hanno minato alla base ogni tentativo di costruzione di uno sviluppo duraturo.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una fuga costante di giovani menti, il cosiddetto “esodo dei cervelli”, che ha impoverito il tessuto produttivo e indebolito la capacità della Calabria di rinnovarsi. Non si è trattato solo di un impoverimento numerico, ma qualitativo: sono andati via i portatori di visione, di innovazione, di futuro. A questa deriva si somma la previsione ISTAT che, guardando al 2050, tratteggia uno scenario in cui l’invecchiamento e il calo della popolazione renderanno ancor più difficile mantenere in equilibrio il sistema sociale e produttivo.

Non basterà più “tamponare le falle”, come si è fatto sinora: serve il coraggio di ripensare un intero modello, perché l’attuale non è in crisi, è semplicemente obsoleto. La transizione tecnologica in atto, fatta di intelligenza artificiale, robotica e interconnessioni globali, impone nuove domande, nuove competenze e una nuova visione del lavoro. I bambini nati cinque anni fa, con ogni probabilità, svolgeranno lavori che oggi neppure esistono. Ciò significa che l’educazione, la formazione continua, la capacità di apprendere a disimparare e reimparare, saranno le vere risorse strategiche.

In questo scenario, la Calabria può scegliere se restare indietro o provare a colmare il divario, puntando su ciò che ancora possiede: le persone, la creatività, la resilienza sociale. Ma per farlo, occorre affrontare anche i temi più “tradizionali” con una nuova radicalità: sicurezza nei luoghi di lavoro, aggiornamento professionale costante, retribuzioni giuste, pari opportunità. Questioni che dovrebbero essere dati di fatto, e invece restano promesse disattese.

È impossibile non pensare a chi vive con 600 euro al mese da pensionato o a un docente che guadagna 1300 euro: non sono solo numeri, ma indicatori di una fragilità strutturale che genera ansia, frustrazione e talvolta disperazione. Questi lavoratori sono spesso costretti a vivere più nel timore del domani che nella dignità dell’oggi. Di queste storie si parla troppo poco: per impotenza politica o per distanza culturale?

Un Primo Maggio davvero significativo dovrebbe recuperare il senso profondo dell’articolo 1 della Costituzione – “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” – e tradurlo in pratica. Per farlo, bisogna restituire al lavoro la centralità che merita come strumento di realizzazione personale, coesione sociale e progresso collettivo.

Oggi, la Calabria ha bisogno di una visione chiara, alimentata da un nuovo patto educativo e sociale. I genitori di questa terra attendono risposte credibili, desiderano poter dire ai figli che studiare ha un senso, che impegnarsi può ancora cambiare le cose. Questa fiducia, oggi smarrita, va riconquistata con fatti, non con slogan.

Ecco perché il Primo Maggio deve tornare ad essere anche un “cantiere civile”, in cui si costruisce una società capace di garantire dignità, opportunità e speranza. Solo così questa data potrà davvero celebrare, oltre alla memoria delle conquiste sindacali, la possibilità concreta di un futuro migliore per tutti, in particolare per i giovani di Calabria.

Buon Primo Maggio, con l’augurio che torni ad essere il giorno in cui il lavoro non è solo celebrato, ma ripensato come motore di giustizia sociale e crescita collettiva. (fr)

[Francesco Rao è sociologo e docente a contratto Università “Tor Vergata” – Roma]

Su Rai3 in onda “Onde Ribelli. 50 anni di libertà in FM”

Venerdì pomeriggio, alle 16.15, su Rai3 andrà in onda “Onde Ribelli. 50 anni di libertà in FM”, scritto da Maurizio Pizzuto e Pino Nano e diretto da Maurizio Pizzuto.

Prodotto da Studio Colosseo in collaborazione con Rai Documentari, il documentario racconta, con la voce di Luca Ward, quella straordinaria stagione di cambiamento culturale, sociale e politica che ha trasformato per sempre il modo di comunicare.

Il documentario, quindi, offre uno sguardo curioso ed emozionante sulla nascita e l’evoluzione delle radio libere in Italia, dagli anni ’70 fino a oggi.

“Onde Ribelli – 50 anni di libertà in FM” ripercorre le tappe fondamentali dell’avvento delle radio libere attraverso le voci dei protagonisti che ne hanno scritto la storia: tra le testimonianze più significative quella di Vasco Rossi, che racconta i suoi esordi con Punto Radio a Zocca, molto prima di iniziare la sua carriera di cantautore. Con lui anche Red Ronnie, Claudio Cecchetto, Linus, Tiberio Timperi, Anna Pettinelli e molti altri volti e voci simbolo di un’epoca irripetibile.
Attraverso interviste esclusive, materiali d’archivio e racconti di chi ha vissuto in prima linea questa rivoluzione, il documentario ricostruisce l’entusiasmo pionieristico e la sfida di chi ha creduto nella forza liberatrice dell’FM, lottando per una comunicazione libera, accessibile, autentica.
Un racconto avvincente che intreccia storia, musica, passione e militanza, restituendo il ritratto di un’Italia in fermento, pronta a farsi sentire. Non solo nostalgia, ma anche riflessione sul presente e sul futuro della radiofonia e della libertà di espressione.

“Onde Ribelli – 50 anni di libertà in FM” è molto più di un documentario: è una dichiarazione d’amore per la voce libera dell’etere.

Il documentario, inoltre, è stato proiettato in anteprima lo scorso 29 aprile a Roma, alla presenza degli autori, del regista, dei protagonisti e del produttore.

Procedono i lavori del Museo del Mare di Reggio

Procedono spediti i lavori del Museo del Mare di Reggio Calabria.

A due mesi dalla posa della prima pietra, il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, assieme all’assessore delegato alla realizzazione dell’opera, Carmelo Romeo, ai responsabili di Cobar Spa e al supporto tecnico dell’architetto Giuseppe Melchini ha effettuato un sopralluogo.

«I lavori del Museo del mare proseguono bene – ha commentato il sindaco Falcomatà – Insieme all’Assessore Romeo e agli ingegneri della ditta Cobar Spa che sta eseguendo i lavori, abbiamo fatto un sopralluogo e verificato che sono state ultimate tutte le demolizioni previste per questo lotto. Ora ci prepariamo alla fase successiva: la posa dei massi che costituiranno la scogliera, fondamentale per la messa in sicurezza dell’intera struttura».

«Il cantiere – ha aggiunto – sta avanzando nel pieno rispetto delle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e dalla Capitaneria di Porto. Siamo entusiasti del progresso di quest’opera strategica, destinata a trasformare radicalmente il volto della nostra città, contribuendo al passaggio definitivo da città a vocazione turistica a città turistica a tutti gli effetti».

Anche l’assessore Romeo ha sottolineato l’importanza e il buon andamento dei lavori: «Il cantiere del Museo del Mare è pienamente operativo. Attualmente, la ditta Cobar Spa è impegnata nella prosecuzione delle demolizioni e nelle operazioni di bonifica bellica delle aree interessate. Come Amministrazione comunale, abbiamo già convocato la conferenza dei servizi per il Lotto 1, relativo alla fase conclusiva e più significativa del progetto: la costruzione vera e propria del Museo. Il nostro auspicio è che si continui su questa strada, affinché Reggio Calabria possa presto beneficiare di un’opera strategica, capace di generare importanti ricadute sia sul piano turistico che su quello occupazionale». (rrc)

Primo viaggio collaudo su Metropolitana Catanzaro, lavori ultimati entro fine anno

È stato effettuato il primo viaggio di collaudo sulla Metropolitana Catanzaro. È sempre più vicino, infatti, il completamento dei lavori.

È quanto ha reso noto il Dipartimento Infrastrutture della Regione Calabria.

Sul primo dei due binari – nel progetto definiti linea A e linea B – che collegano le Stazioni di Catanzaro Sala e di Catanzaro Lido, i macchinisti di Ferrovie della Calabria, sotto la costante presenza e vigilanza dell’amministratore, Ernesto Ferraro, e dell’intero staff tecnico hanno fatto marciare un treno, percorrendo l’interezza della linea A e fermandosi in ogni stazione per effettuare le misure del caso.

L’avanzamento dei lavori sul resto dell’opera continua spedito anche sul secondo binario, già interamente posato e che per la fine di maggio risulterà anch’esso percorribile come il binario A, così come è in corso il completamento delle finiture sulle 6 stazioni intermedie, con la finalità di conseguire per settembre l’autorizzazione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) all’entrata in esercizio.

Senza sosta continuano anche i lavori sulla linea C, che dalla Stazione di Dulcino si sviluppa per raggiungere la Stazione di Germaneto passando per le due fermate intermedie di Campus e di Germaneto (ultima delle strutture in corso di realizzazione), il cui completamento è previsto nel prossimo autunno, così da consentire l’entrata in esercizio di tutto il tracciato metropolitano entro la fine dell’anno.

Nel corso della giornata i tecnici – dal collaudatore al personale dell’organismo indipendente ferroviario, dal personale dell’ufficio del Rup a quello della direzione dei Lavori e di Ferrovie della Calabria – hanno provveduto a fare le rispettive valutazioni, in un continuo e propositivo confronto con l’appaltatore che ha dato prova di grande rigore e dedizione.

Sotto il coordinamento del direttore generale del Dipartimento Infrastrutture e lavori pubblici, Claudio Moroni, subentrato nell’ultimo anno e mezzo quale Rup anche in ragione delle sue specifiche competenze tecniche, si è quindi proceduto a superare problematiche che da diversi anni giacevano irrisolte e rendevano difficilmente possibile il completamento dell’opera: in cantiere al momento lavorano oltre 350 unità di personale che stanno superando positivamente gli step previsti dal cronoprogramma. (rcz)

Il Parco dell’Aspromonte in prima linea nella tutela della biodiversità

Sono 269.775,60 euro la somma di cui è destinatario l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, per realizzare il progetto “Nature”, che mira a proteggere la ricchezza faunistica del territorio e a preservarne gli habitat naturali.

Questo importante progetto, avviato il 15 aprile 2025 e della durata di due anni, è stato finanziato con cofinanziamento nazionale del Fondo di Rotazione.

Nell’ambito del programma Interreg Grecia – Italia 2021/2027, il progetto si propone di affrontare le sfide legate alla salvaguardia delle specie e degli habitat prioritari, sviluppando piani di conservazione, promuovendo campagne di sensibilizzazione e mettendo in atto azioni concrete. La strategia congiunta tra i partner mira a migliorare la gestione dei Siti Natura 2000, contrastando la perdita di biodiversità attraverso interventi mirati ed efficaci.

Il Consorzio di gestione di Torre Guaceto, in qualità di capofila, l’Agenzia per l’Ambiente Naturale e il Cambiamento Climatico (NECCA) della Grecia e il Parco Nazionale della Sila, sono i principali partner del progetto. Il finanziamento complessivo è di 1.282.091,68 euro, di cui 961.568,76 euro (75%) provengono dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e 320.552,92 euro (25%) da cofinanziamenti nazionali italiani e greci.

Grazie a questo supporto finanziario, l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte realizzerà interventi significativi per il monitoraggio e la conservazione di specie protette, tra le quali ha individuato la tartaruga marina Caretta caretta e l’Ululone dal ventre giallo, un anfibio di grande valore ecologico. Contestualmente, il progetto prevede azioni di sensibilizzazione rivolte alla comunità, fondamentali per accrescere la consapevolezza sull’importanza della biodiversità e della sua tutela.

Questo finanziamento è particolarmente rilevante poiché consente all’Ente Parco di intervenire non solo all’interno del proprio perimetro, ma anche al di fuori dei confini territoriali, all’interno delle ZSC (zone speciali di conservazione) ampliando la portata delle sue azioni. Le risorse, interamente coperte dal finanziamento, permetteranno di raggiungere importanti obiettivi di conservazione senza alcun onere aggiuntivo.

«Questo progetto – ha affermato il Commissario straordinario, Renato Carullo – rappresenta un tassello fondamentale per la tutela della biodiversità e la gestione sostenibile del territorio. Grazie alla sinergia con i partner e al supporto finanziario, potremo mettere in atto azioni concrete per proteggere specie simbolo del nostro patrimonio naturale, come la tartaruga Caretta caretta e l’ululone dal ventre giallo».

«Questo programma – ha concluso – non solo rafforza il ruolo dell’Ente Parco d’Aspromonte nella conservazione ambientale, ma ci consente di lavorare in rete con altre realtà di eccellenza». (rrc)

Coldiretti e Terranostra: In Calabria settore agrituristico in crescita

Il settore agrituristico in Calabria continua a crescere con numeri molto incoraggianti. È quanto hanno rilevato Coldiretti e Terranostra Calabria, in occasione del Ponte del 1° maggio, evidenziando come «quest’ultimo ponte di primavera fa segnare alla vacanza in campagna un’onda lunga che stimola gli agriturismi al miglioramento della qualità culinaria ed ad ampliare l’offerta di attività sportive e didattico-culturali, capaci di conquistare sia i grandi che i bambini. A beneficiarne è l’intera filiera agroalimentare a partire dai consumi di cibi e bevande ai quali è destinato secondo la Coldiretti circa 1/3 della spesa turistica».

Nella nostra regione, infatti, il sistema conta su circa  400 strutture attive con oltre 12mila posti a tavola e circa 1500 posti letto, alimentando e sorreggendo anche l’economia di altri settori, soprattutto nelle aree rurali e zone interne. Si pensi solo alla vendita dei prodotti tipici, e che svolge anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità.

Dal punto di vista geografico – continua Coldiretti –, gli agriturismi svolgono anche un ruolo fondamentale nel presidio del territorio: circa l’80% si trova in zone montane e in aree collinari, con una presenza diffusa nei paesi con meno di 5mila abitanti. Oltre questo la Calabria conta 2049 aziende con almeno un’attività connessa tra le quali 40 aziende che praticano l’agricoltura sociale (dato in crescita) e 94 fattorie didattiche. La multifunzionalità che offre un contributo a mantenere vive le aree rurali più marginali».

I ponti primaverili, dunque, confermano anche l’ascesa dell’enoturismo. Ma ottimi segnali vengono anche dagli altri comparti, come il birraturismo, l’oleoturismo e il turismo dei formaggi, a riprova del fatto che la vacanza in campagna non è più circoscritta alla tradizionale attività di pernottamento, dando la possibilità di turisti di vivere esperienze sempre più complete, nel segno della sostenibilità. (rcz)

Presentato in Cittadella il marchio De.CO identitaria

È stato presentato, in Cittadella regionale, il marchio De.CO, Denominazione Comunale di Origine, attestazione che può essere attribuita da un Comune per riconoscere, promuovere e tutelare i prodotti agroalimentari e artigianali, locali e particolarmente caratteristici del proprio territorio.

All’incontro con la stampa, moderato dal giornalista, Fabio Benincasa, sono intervenuti: il vicepresidente Filippo Pietropaolo, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, la dirigente generale dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, il direttore generale del dipartimento Agricoltura e Sviluppo rurale, Giuseppe Iiritano, il presidente Unpli Calabria, Filippo Capellupo, Manuela Filice, responsabile progetto De.CO identitaria Unpli Calabria, Domenico Cerminara, vicepresidente Unpli Calabria e membro della commissione Ambiente Unpli nazionale, Luigia Granata, designer identitaria, creatrice del logo.

«La Calabria – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – si presenta in modo diverso all’esterno modificando il suo racconto, grazie al governo Occhiuto e a quanti stanno lavorando bene ed efficacemente, mettendo in rete il proprio lavoro quotidiano, collegandolo e presentandolo e raccontandolo nel modo migliore possibile».

«Presentandoci con dignità spesso sorprendiamo – ha aggiunto – a questo aggiungiamo le manifestazioni di livello nazionale che facciamo in Calabria con grande professionalità, come il Vinitaly a Sibari. Tutto questo è possibile per un territorio che fornisce sostanza reale, rispondendo con la qualità dei prodotti e dell’offerta messi in campo».

«E ciò – ha proseguito l’assessore – porta alla costruzione dell’orgoglio e della consapevolezza di quello che sappiamo fare e di come lo facciamo. Nessuno ha tutto quello che abbiamo noi, certo siamo nicchia, non abbiamo grandi numeri, ma nel settore agricolo primario e agroalimentare nessuno ha la nostra qualità. A questo punto il coinvolgimento dei territori era quanto mai necessario per fare il passo successivo».

«Il pezzo mancante – ha continuato – è la costruzione dell’orgoglio e della consapevolezza, senza il quale non ci possiamo presentare nel migliore dei modi. Se non ci impadroniamo di questa ricchezza non la potremo mai raccontare agli altri. Tutto questo si costruisce sul territorio – ha concluso l’assessore Gallo – anche con una norma che è stata approvata dal Consiglio regionale su iniziativa del consigliere, Domenico Giannetta, di cui io sono stato il cofirmatario, la norma sulle De.CO, con istituzione di un registro regionale».

Di aspetto identitario dei territori e del lavoro necessario per metterli in rete ha parlato Fulvia Caligiuri: «Le De.CO. sono fondamentali per collegare l’aspetto identitario al territorio. Identità diverse tra di loro e quindi ben vengano queste tipologie di attività, a maggior ragione quelle che cercano di unire. Motivo per il quale si è pensato a un logo unico per racchiude i territori calabresi».

«Le De.CO – ha spiegato Caligiuri – nascono dalla sensibilità di ciascun Comune che dà una denominazione particolare ad un determinato prodotto gastronomico o artigianale, ma anche ad una ricetta o altro. L’unione avviene ora anche visivamente e così tutti i Comuni che avranno istituito una o più De.CO, si uniranno sotto un unico logo identitario delle cinque province».

«Come Unpli abbiamo progettato la De.CO identitaria – ha spiegato il presidente Unpli Capellupo – ed è stato possibile perché la Regione Calabria attraverso l’assessore Gallo ha riorganizzato la denominazione comunale, in modo tale che ogni Comune possa essere messo nelle condizioni di far emergere quanto di buono ha il proprio territorio, dandone una identità chiara e forte».

«Con tutte le Proloco calabresi – ha proseguito – stiamo spingendo affinché emergano le specialità di ciascun territorio, regalando all’esterno un’immagine sempre più positiva. Per questo non posso che ringraziare il governo Occhiuto che dal primo momento si è impegnato per raccontare la Calabria in modo differente, cambiando di fatto la percezione della nostra Regione».

Il vice presidente Pietropaolo, e il direttore generale Iiritano hanno sottolineato l’importanza del progetto De.CO identitaria per valorizzare i prodotti locali non solo agroalimentari, ma anche artigianato e ambiente e rendere finalmente consapevoli i calabresi delle eccellenze agroalimentari presenti sul territorio regionale, di cui andare fieri.

«Il logo delle De.CO identitarie che ho creato – ha raccontato la designer Granata –, commissionato dall’Unpli Calabria, con il patrocinio della Regione, è un marchio riconoscibile che parla delle cinque province calabresi. I soggetti sono stati scelti ad estrazione perché altrimenti sarebbe stato impossibile decidere, perché la nostra regione è ricchissima».

«Per la provincia di Catanzaro – ha spiegato – è stato scelto il ponte Morandi, una veduta del centro storico e il morzello; per la provincia di Cosenza il duomo, il caciocavallo silano; per la provincia di Crotone è stata estratta la colonna di Capocolonna, il pecorino e la ricotta di pecora; per la provincia di Vibo Valentia la rupe e la cipolla di Tropea; per la provincia di Reggio Calabria l’Arena che si affaccia sullo Stretto e lo stocco. Il logo mi è stato commissionato dall’Unpli Calabria, con il patrocinio della Regione».

Manuela Filice e Domenico Germinara hanno raccontato tutto il percorso fino ad arrivare ad oggi con la presentazione del logo. Il progetto della De.CO identitaria per poter fare finalmente rete in modo concreto, attraverso Proloco e Comuni, istituzioni che raccontano i territorio nella loro vera essenza. Lavoro faticoso che ha portato i suoi frutti, con il coraggio di stare insieme e condividere. Occasione reale per valorizzare il territorio regionale. (rcz)

Addio al prof. Armin Wolf, fine studioso della storia della Calabria

di FRANCO CACCIA – Si è spento a Francoforte, all’età di 90 anni, Armin Wolf, noto storico, ricercatore e docente presso l’università tedesca di Heidelberg, nonché autore di svariati testi, tra cui Ulisse in Italia.

La copiosa produzione di libri e ricerche scientifiche merita uno spazio dedicato di approfondimento. In queste righe piace piuttosto sottolineare il legame che il prof. Armin Wolf e la sua signora Inge, hanno avuto con la città di Squillace. Inizialmente oggetto di studio, Squillace è presto diventata il luogo dell’anima per la coppia tedesca al punto da diventare, per lunghi tratti dell’anno, anche la loro casa. Nel giardino della loro abitazione, sita nei pressi del castello normanno, da cui si gode di un’emozionante vista dell’intero golfo di Squillace, sono state seppellite le ceneri della signora Inge, scomparsa negli anni scorsi e medesimo destino, per sua espressa e ferma volontà, avverrà nei prossimi giorni, con le ceneri del prof Wolf.

Sono particolarmente lieto di aver promosso, durante il periodo in cui ho ricoperto il ruolo di assessore alla programmazione e turismo del comune di Squillace, due importanti eventi per il giusto riconoscimento sociale al prestigio del professore. In entrambi i casi, una preziosa collaborazione è stata assicurata dal prof. Salvatore Mongiardo, anch’egli appassionato studioso di storia della Calabria ed amico personale di Wolf, così come preziose sono state le sollecitazioni di Domenico Lanciano, fondatore dell’Università delle generazioni e promotore di svariate iniziative di promozione della cultura e delle tradizioni calabresi.  Gli eventi sono stati l’istituzione a Squillace del Centro Studi e Ricerche della Prima Italia (delibera di giunta comunale n. 26 del 14.04.2021), allo scopo di favorire la promozione e diffusione della storia della Calabria, specie del periodo in cui in questo territorio nasceva la Prima Italia (3500 anni fa).

La carica di presidente onorario di detto centro di ricerche è stata assegnata proprio al prof. Wolf, mentre al dott. Salvatore Mongiardo, è stata assegnata la carica di direttore scientifico. Altro importante e partecipato evento è stato il conferimento della cittadinanza onoraria di Squillace, decisa all’unanimità dei componenti del consiglio comunale protempore, avvenuta nella sala consiliare il 25 settembre 2021.

Personaggi del calibro del prof Armin Wolf hanno il pregio di lasciare una traccia profonda che, si augura, possa essere valorizzata con successivi studi e ricerche per la promozione dell’identità e della potenzialità della Calabria antica e dei suoi meravigliosi borghi. (fc)

[Franco Caccia è già assessore alla Programmazione e Turismo del Comune di Squillace]

Unindustria e sindacati a confronto per il rilancio del lavoro e sviluppo economico

Si è discusso di infrastrutture, mobilità, logistica avanzata, valorizzazione del capitale umano e dei giovani, attrazione degli investimenti, nel corso della riunione svoltasi tra Unindustria Calabria e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

Il confronto riprende  la serie di riunioni operative già tenute negli ultimi 18 mesi.

Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, e il direttore dell’organizzazione Dario Lamanna, hanno quindi accolto nella sede dell’associazione i segretari regionali delle tre sigle sindacali Gianfranco Trotta (Cgil), Giuseppe Lavia (Cisl) e Mariaelena Senese (Uil).

«C’è grande sintonia d’intenti – ha detto Ferrara al termine dell’incontro –. Abbiamo ravvisato in maniera congiunta quanto sia importante operare per favorire l’attrazione di capitali e stimolare investimenti anche oltre i confini regionali».

«Quanto al tema delle infrastrutture – ha proseguito – non c’è distanza tra imprese e sindacati: riqualificazione delle aree industriali, reti ferroviarie e viarie moderne e sicure e le esigenze di mobilità di persone e imprese non sono negoziabili, ma necessarie. Il tutto nell’ineludibile cornice della legalità e della sicurezza nei luoghi di lavoro: è presupposto imprescindibile l’applicazione dei contratti nazionali di lavoro e con essa la lotta al lavoro sommerso che dà origine a una concorrenza sleale e alla mortificazione di imprenditori seri e lavoratori». 

«A ciò – ha detto ancora Ferrara – si aggiungono visioni congiunte su temi legati alla qualificazione delle imprese come la necessaria interlocuzione con gli Enti di formazione quali Its, Università e Accademie. C’è un capitale umano da formare e valorizzare in un’ottica di sistema, in maniera congiunta, perché si riduca il mismatch tra domanda e offerta nel mercato del lavoro calabrese. Questo è il terreno di collaborazione reciproca che ci vede tutt’altro che controparti».

«È difficile – ha affermato Trotta – richiamare investitori in Calabria con collegamenti precari e difficoltosi. La 106 ionica va completata, così come l’Alta Velocità. Serve che la sicurezza sui luoghi di lavoro diventi prioritaria, così come è urgente mettere a rete la filiera dei saperi con una nuova legge sul diritto allo studio, una legge regionale sul sistema universitario e della ricerca. Imprescindibile poi valorizzare la bilateralità nell’ottica della formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro». 

Per Lavia «solo una grande alleanza fra impresa e lavoro può contribuire a sostenere la crescita, lo sviluppo economico e occupazionale di territori e comunità. Prima di tutto, serve rafforzare un impegno comune su salute e sicurezza sul lavoro. Priorità all’attrazione degli investimenti privati, che generano valore aggiunto, forte attenzione alla riqualificazione delle aree industriali. Insieme possiamo contrastare la cultura del no, che genera immobilismo. Serve lavorare per il superamento dei gap infrastrutturali, con la realizzazione, per esempio, di un’Alta Velocità vera. E serve una stretta sinergia, con il mondo delle università calabresi. Su questi temi condivisi, possiamo lavorare insieme concretamente per una Calabria generativa».

Infine, per Senese, «l’Alta Velocità e il completamento della Statale 106 sono determinanti per lo sviluppo della Calabria e quindi del Mezzogiorno intero. La partenza dei lavori su nuovi tratti della Strada Statale 106 rappresenta una notizia importante per la Calabria, ma rischia di diventare un’occasione mancata se non si interviene con urgenza su alcuni nodi cruciali».

«E, poi – ha aggiunto – servono manodopera qualificata, ingegneri, tecnici e materie prime: su quest’ultime siamo di fronte a una vera e propria emergenza legata all’approvvigionamento dei materiali ed è proprio per questo chiediamo alla Regione Calabria un Piano cave aggiornato».

«L’obiettivo – ha concluso – è costruire una società più giusta e inclusiva, pertanto i temi del lavoro povero, dei bassi salari, della differenza dei salari tra uomo e donna a parità di mansioni vanno affrontati con urgenza, altrimenti continueremo a registrare dati impietosi sulla fuga dei giovani all’estero». (rcz)

Irto (PD) presenta la sua ricandidatura a segretario regionale

Al Cubo Cafè dell’Università della Calabria, il senatore del Pd, Nicola Irto, ha presentato le ragioni e gli obiettivi della sua ricandidatura a segretario regionale del Pd Calabria con la sua mozione significativamente intitolata “Ri-Generazione: Territorio, Identità, Futuro”.

«Il Pd Calabria deve alimentare nella piena unità la costruzione dell’alternativa al governo delle destre in vista delle prossime elezioni regionali e delle successive politiche, mettendo al centro anzitutto la sanità, lo Stato sociale, la difesa dei diritti insopprimibili, la legalità, la lotta allo spopolamento e il futuro dei giovani», ha detto il dem, spiegando che si candida «per proseguire il cammino di rigenerazione del partito già avviato insieme a tutte le sue componenti, cosciente che bisogna superare con intelligenza e coraggio particolarismi e frizioni di sorta; archiviare istinti di autoflagellazione; aprirsi il più possibile nei territori; ascoltare, avvicinare e includere le persone; consolidare la nostra identità politica; valorizzare i giovani e innovare sul piano delle regole interne, del linguaggio e degli strumenti di partecipazione».

«Sono grato al Pd nazionale – ha proseguito – che in molte regioni italiane ha anticipato i Congressi per consentirci di lavorare più a fondo all’alternativa di governo. È un’opportunità da cogliere e sfruttare. Siamo chiamati a impegnarci senza riserve per battere le destre, che a Roma come a Catanzaro aumentano i divari territoriali, puntano all’accentramento del potere, smantellano i servizi pubblici, marginalizzano il Sud, specie la Calabria, e mostrano crescente intolleranza per il pensiero diverso, il dissenso, il confronto paritario e l’opposizione democratica».

«Noi ci aspettiamo che tutto il centrosinistra partecipi convintamente a questa battaglia – ha evidenziato – necessaria ed essenziale, di rilancio e riscatto della Calabria, penalizzata e umiliata dai tagli del governo centrale, dal dirottamento delle risorse per lo sviluppo e la coesione e dall’abbandono degli investimenti, a partire da quelli per le infrastrutture indispensabili».

«Come Partito democratico calabrese – ha chiarito il senatore dem – abbiamo una responsabilità netta: dobbiamo scegliere se inseguire questo obiettivo politico, che è alla portata di tutto il centrosinistra, oppure se lasciare campo agli avversari, uniti dalle mire di potere, lontani dal popolo e abituati a nascondere i drammi collettivi con gli effetti speciali e la propaganda sui media».

«Allora – ha continuato – propongo di spingere sull’acceleratore, sia sul piano politico che su quello programmatico. Senza pregiudizi, dobbiamo costruire alleanze nel merito delle questioni e sulla base degli obiettivi, primo tra tutti il rilancio dalla sanità, che versa in una crisi mai vista e per cui scenderemo in piazza il prossimo 10 maggio a Catanzaro, per poi proseguire l’ascolto di operatori, pazienti e utenti, già intrapreso negli ospedali calabresi in accordo con il Pd nazionale».

«Dopo la fase congressuale – ha anticipato Irto – apriremo il ‘Cantiere delle idee per la Calabria’, chiamando a raccolta tutte e tutti coloro che vogliano contribuire alla crescita di un’alternativa partendo dai temi. Stiamo continuando ad aprire molte sedi fisiche dei nostri circoli, continueremo senza sosta e lanceremo l’App del Pd Calabria, che servirà ad aumentare la partecipazione, anche con la possibilità di trasmettere proposte, istanze e segnalazioni».

«Io immagino un partito coeso, dinamico, forte e determinante, vicino ai bisogni e al cuore delle persone, capace di affrontare le sfide locali e globali, di farsi interprete della grande – ha concluso Irto – voglia di cambiamento della comunità calabrese, che deve poter essere rappresentata e deve riavere fiducia, speranza e risposte concrete». (rcs)