Sostegno alle Aree interne, Regione approva cofinanziamento per tre nuove aree

La Giunta regione ha approvato un provvedimento finalizzato a sostenere le nuove Aree Interne selezionate nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne (Snai) 2021-2027.

In coerenza con il Programma Regionale Calabria Fesr Fse+ 2021-2027, Priorità 5, Obiettivo Specifico 5.2, Azione 5.2.1, viene avviata la procedura per il cofinanziamento delle Aree “Alto Ionio Cosentino” e “Versante Tirrenico Aspromonte” con una quota regionale pari a 8 milioni di euro per ciascuna area, a fronte dei 4 milioni di euro già stanziati a livello nazionale.

Tale misura garantisce, come già previsto nel ciclo di programmazione 2014-2020, un apporto regionale pari al doppio delle risorse nazionali, per un totale di 12 milioni di euro per area.

Inoltre, nel rispetto dei principi di equità territoriale e di non discriminazione, è stato deliberato un finanziamento regionale pari a 12 milioni di euro anche per l’Area “Alto Tirreno Cosentino-Pollino”, nonostante la stessa non sia stata ammessa a finanziamento nazionale. Tale decisione consente a questa area, già positivamente valutata nella SNAI 2021-2027, di essere sostenuta attraverso le risorse del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.

«La deliberazione –  ha spiegato l’assessore Regionale all’Agricoltura e Sviluppo Rurale Gianluca Gallo –  riconosce il ruolo centrale dei presìdi di comunità nelle Aree Interne e rafforza l’impegno della Regione Calabria nella piena attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne, contribuendo in maniera concreta allo sviluppo sostenibile e inclusivo dei territori più fragili e marginali». (rcz)

 

Mammoliti (PD): Regione si attivi si attivi per evitare Cig e contratti di solidarietà ai lavoratori

«Gli operai forestali della Calabria non possono essere trattati come numeri e con meri approcci burocratici». È quanto ha detto il consigliere regionale del PD, Raffaele Mammoliti, chiedendo alla Regione di attivarsi, tempestivamente, per scongiurare la prospettiva, per la fine della legislatura, dell’attivazione della CIG e/o dei contratti di solidarietà. 

«Dopo l’encomiabile lavoro di riforestazione che ha consentito alla nostra regione di passare da 265.000 ettari a oltre 478.000 di patrimonio boschivo, gli operai non solo non usufruiscono del rinnovo del contratto integrativo regionale, scaduto da anni, ma percepiscono il TFR con ritardi inaccettabili e con risorse disponibili insufficienti», ha denunciato il dem che, durante la discussione per l’approvazione del bilancio di previsione 2025/2027 dell’Azienda Calabria Verde, avvenuta nel corso della seduta della II Commissione, ha sottolineato «queste criticità, oltre quella già ipotizzata da parte dei dipartimenti competenti». 

«Occorre, dunque – ha rilanciato – una vera inversione di rotta. C’è bisogno di un vero piano forestale che fissi obiettivi e ne monitori l’attuazione».

«Presenterò – ha annunciato – un’apposita proposta per chiedere di voler impiegare i risparmi ottenuti dal pensionamento di oltre 1026 operai a tempo indeterminato degli ultimi 2 anni per attivare l’assunzione di almeno 2000 operai, tecnici e impiegati a tempo determinato. Tale scelta è improcrastinabile soprattutto nelle aree interne per garantire il presidio del territorio, per affrontare concretamente il cambiamento climatico e il rischio idrogeologico in atto». (rrc)

Ad un mese dalla sua morte Catanzaro ricorda Franco Frontera, il medico di Natuzza Evolo

di MARIO TANGARIAd un mese esatto dalla morte del prof. Franco Frontera, mi torna tra le mani  il libro che il famoso medico catanzarese aveva scritto qualche anno fa insieme a sua moglie Lucia Bisantis, interamente dedicato al “sangue” di Natuzza Evolo, Il sangue di Natuzza si fa scrittura. La verità sulle emografie, un saggio curato per la Pellegrini Editore dal giornalista Arcangelo Badolati e in cui Franco Frontera racconta delle mille occasioni in cui Natuzza Evolo venne ricoverata nella sua clinica a Catanzaro, il Sant’Anna Hospital, per le sua patologia cardiovascolare e per le sofferenze che la stessa mistica di Paravati viveva durante la settimana Santa.

Scrive lo stesso prof. Frontera nel suo libro: «Natuzza iniziò a ricoverarsi nella clinica “Sant’Anna” nel 1974, nonostante all’epoca la nostra struttura sanitaria fosse mono specialistica per Ostetricia e Ginecologia e tale sarebbe rimasta fino al 1989, quando sarebbero stati attivati altri reparti fra cui quello di Medicina Interna. La circostanza per la quale Natuzza decise di ricorrere alla nostra struttura, ci meravigliò molto. Ogni cosa, tuttavia, nella sua vita ha avuto un senso che è inizialmente sfuggito alla umana comprensione».

Ed anche sulla scelta della clinica da parte di Natuzza il prof. Frontera ricorda che: «considerando che ogni scelta di Natuzza, ogni comportamento, erano indirizzati dall’angelo, ritengo che anche la volontà di affidarsi alla clinica “Sant’Anna” abbia fatto parte di un disegno della Provvidenza Divina».

Ma chi era Franco Frontera? 

«Il professore Franco Frontera – scrive in una nota il sindaco Nicola Fiorita il giorno della sua morte, è stato una personalità importante per la città di Catanzaro non solo in campo medico, ma anche in quello sociale, imprenditoriale  e sportivo, essendo stato tra le altre cose dirigente e azionista dell’Unione Sportiva Catanzaro ai tempi della serie A. Ma il suo più grande capolavoro è stato il Sant’Anna Hospital che ha portato a livelli altissimi di eccellenza, soprattutto in materia di cardiochirurgia, con un notevole afflusso di pazienti in cerca di una “Sanità Qualificata” e invertendo per un periodo la cosiddetta migrazione sanitaria una delle piaghe della nostra regione e soprattutto creando posti di lavoro qualificati e un indotto per la città di Catanzaro». 

La sua vita in realtà sembra quasi un romanzo

Lo studioso nasce a Savelli, in provincia di Crotone, il 23 settembre 1926 e consegue la maturità classica nel 1944. Studente straordinariamente bravo e capace brucia le tappe. Iscritto alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari nell’anno Accademico 1944-45, prosegue poi gli altri cinque anni di studi presso l’Università di Napoli e si laurea il 29 Luglio 1950 con 110/110 e lode.

Dal 1950 al 1962 è assistente presso la Scuola Ostetrica di Catanzaro, svolgendo attività di reparto, di ricerca e di didattica. Nel luglio 1954 consegue il Diploma di specialista in Ostetricia e Ginecologia con 70/70 e la lode, e nell’anno 1970 ottiene la Libera Docenza universitaria in Patologia Ostetrica e Ginecologica. Nella sessione estiva 1971-72 consegue l’Idoneità Nazionale di Primario Ostetrico-Ginecologo. 

Il 24 marzo 1962 è l’anno della svolta per la sua vita professionale ma anche per la sua vita personale. È l’anno in cui inaugura la Casa di Cura “S. Anna”, struttura mono specialistica in Ostetricia e Ginecologia, nella quale, nell’arco dei primi 25 anni di attività, sono venuti alla luce oltre trentamila neonati. 

All’inizio degli anni ’90 la casa di cura viene dotata del Poliambulatorio Gamma, un centro di diagnosi direttamente collegato alla clinica, e alla fine degli anni ’90, Franco Frontera dà vita al “S. Anna Hospital”, con l’attivazione delle Unità Operative  di Cardiologia e di Cardiochirurgia, divenendo una struttura di eccellenza dotata di 90 posti letto e dei relativi servizi di terapia intensiva, subintensiva, emodinamica ed elettrofisiologia. 

Ed a proposito della fondazione della Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro ed al suo rapporto con Natuzza Evolo, ci piace ricordare e riportare ciò che lo stesso prof. Frontera scrive nel suo libro: «nel 1992 mi reco a Paravati per partecipare all’Assemblea annuale dei Soci fondatori dell’Associazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Ne approfitto per passare da Natuzza che, nel salutare me e mia moglie dice: “poi dobbiamo invitare per una conferenza il prof. Marino, il cardiochirurgo di Roma”». 

Il prof. Frontera, che era un ginecologo, si meravigliò di queste parole ma con il passar del tempo decise di avviare una nuova iniziativa imprenditoriale e convertire la clinica. Occorrevano però personalità di rilievo e contare sull’opera di un grande professionista capace pure di sviluppare la ricerca in una branca tanto particolare quanto complessa e la scelta cadde proprio sul Prof. Benedetto Marino, cattedratico di cardiochirurgia alla Università “La Sapienza” di Roma. Nessuno di noi si accorse che si stava concretizzando il vaticinio di Mamma Natuzza che nel 1992, sette anni prima, aveva accennato a tale figura di professionista anche lui meridionale ma che non aveva mai conosciuto la mistica di Paravati. Che fu Natuzza a volere addirittura indicare alcune figure professionali per la Casa di Cura si evince anche dalla storia  di Tonino Cichello, l’infermiere personale degli ultimi anni di Natuzza, anche egli nato a Mileto, il paese nella cui frazione è situata Paravati. 

Lo stesso raccontò la storia di come aveva incontrato la mistica

Tonino dopo aver conseguito la laurea infermieristica a Roma, tornato a Mileto e disoccupato percorreva ogni giorno la via Nazionale dove era ubicata la modesta casa di Natuzza senza mai fermarsi, né conosceva la mistica. Un giorno vedendo alcune auto con targa svizzera ferme davanti l’abitazione della mistica, mosso da curiosità decise di conoscerla e tornò indietro. Trovò la stessa intenta a chiudere il cancello dopo aver accompagnato i visitatori stranieri alla uscita, che nel frattempo si erano allontanati. 

Natuzza con ancora la mano appoggiata al cancello le disse: “chi va trovandu?” e lui: «niente sono un infermiere, ancora non lavoro e volevo conoscerti», e Lei: «u te preoccupare che lavorerai!».

Dopo alcuni anni, Tonino che nel frattempo era ritornato a Roma, ricevette una telefonata dalla Clinica Sant’Anna di Catanzaro, per un colloquio e poiché al 5° piano si trovava ricoverata Natuzza, mosso da curiosità salì a salutarla. Si trovò di fronte la Mistica che gli disse: “ Militese ti piace lavorare qui? ecco ora tu mi farai i prelievi”. Così avvenne e per circa nove anni, Tonino Cichello divenne l’infermiere personale sia di Natuzza che del marito Pasquale Nicolace.

La Casa di Cura “Sant’Anna” per la medicina in Calabria fu una sfida professionale senza precedenti, coronata almeno agli inizi di immensi riconoscimenti pubblici e successi internazionali. 

Scrive ancora il prof. Frontera «i timori e le perplessità erano forti e non potevamo fare a meno di sentire, anche e soprattutto, il parere di Mamma Natuzza che ci disse: “Prefessò, faciti, faciti io pregherò la Madonna di assistervi».

Il “S. Anna Hospital” per lunghissimi anni verrà infatti riconosciuto dalle società mediche e dall’agenzia governativa per la sanità (Agenas) tra i migliori dieci centri italiani di Alta Specialità del Cuore, sia per il volume di prestazioni e sia per la qualità degli esiti. 

Poi con il tempo qualcosa è andato storto e questo ha segnato profondamente la fine della clinica per come Franco Frontera l’aveva realizzata e immaginata, e un mese fa anche la sua scomparsa.

Subito dopo la sua morte uno dei pezzi-ricordo più belli che siano stati scritti su di lui porta la firma di Franco Cimino, uno degli intellettuali oggi più vivi e più seri della città di Catanzaro: «Medico dell’antica medicina – lo definisce Franco Cimino, che di Catanzaro conosce persino le pietre più remote – che ha rappresentato nella Catanzaro della ricostruzione, una grande risorsa scientifica. In particolare, in quel campo, assai delicato, della ginecologia oltre che dell’ostetricia. Persona fiera delle sue idee e coraggiosissima nel rappresentarle. Vero per tutti. Geniale, sotto molteplici aspetti. Anche in quella naturale sua capacità imprenditoriale, che egli ha saputo, tra i primi in Calabria, applicare alla medicina. E alle potenzialità di sviluppo delle sue molteplici attività. Soprattutto, nel potenziamento delle strutture».

«C’è un dato che emerge in questa personalità poliedrica, intreccio di emotività e razionalità. Personalità ricca di qualità e di forza intellettiva, anche morale. È l’aver realizzato, nella sua vecchia clinica Sant’Anna, chiusa che fu l’attività ostetrica-ginecologica, una delle chirurgie cardiovascolari tra le più innovative e importanti d’Italia. Qui, valorizzando chirurghi di straordinario valore. E offrendo al migliore tra questi, la possibilità e l’onore di farsi maestro e di fare scuola. Si deve anche a lui, il professore Frontera, come veniva chiamato, a questo genio, medico competente, amministratore intelligente, “politico lungimirante”, uomo visionario e delle grandi intuizioni, se Catanzaro ha potuto avere per vent’anni una chirurgia del cuore di alto livello». 

Il giudizio di Franco Cimino è netto: «Si deve a lui, l’interruzione, su questo campo, della migrazione sanitaria. Migrazione costosissima su per la Regione, che sborsa ancora ogni anno centinaia di migliaia di euro alle regioni del Nord, sia per i pazienti. Per loro, sul piano anche della fatica psicologica e fisica. Per non dire delle famiglie e degli immani sacrifici che sono costrette a sopportare su piano economico oltre che della messa in subbuglio della propria organizzazione. Si deve a lui e alla sua clinica la salvezza di migliaia di vite umane. Di calabresi e catanzaresi, soprattutto. Poi vennero tempi difficili. Per lunghi anni faticosi e rischiosi. Fino a tre anni fa, poi conclusasi con la drammatica chiusura della clinica e la conseguente messa sul “lastrico” di decine di medici e lavoratori specializzati della clinica. I motivi sono molti e molti i responsabili di questa chiusura che suona come un peccato mortale sulla pelle del capoluogo. C’è in quei motivi, sicuramente una “innocente” responsabilità di Franco Frontera forse per la fatica e l’età che nonostante il suo bell’aspetto, ha pesato molto su alcune scelte che avrebbero avuto bisogno di maggiore “lucidità». 

A noi che vogliamo ricordarlo come un benefattore ci piace pensare che ora si sia rivolto ancora una volta e come in passato, direttamente  in Paradiso alla sua consigliera Mamma Natuzza e che come allora Lei abbia risposto: «State sereno, andate tranquillo, perché la Madonna i progetti non li lascia incompiuti, io sto pregando pure per voi!».

E chi come noi crede in Natuzza Evolo Serva di Dio sa bene che la storia del “Sant’Anna Hospital” non finisce qui e che tutti si impegneranno affinché tale struttura voluta e protetta da una “Santa”, torni a splendere nel panorama sanitario della Calabria, superando tutti gli ostacoli che ancora oggi ne frenano la ripresa delle attività e riqualificando così il nome del suo fondatore, Franco Frontera. (mt)

LA RIFLESSIONE / Franco Cimino: Quella commedia dei potenti nella Basilica di San Pietro

di FRANCO CIMINO – E comunque, a me quella cosa in Chiesa non è piaciuta affatto. Sapeva di strumentalizzazione, di sceneggiata. Di recita conveniente per la facile pubblicità dalle televisioni in mondo visione.

In Chiesa, luogo sacro. Ché Basilica di San Pietro è una Chiesa, oltre che il monumento dell’uomo alla sua “procreatività” divina. È una delle più grandi opere d’arte mai edificate dall’uomo. Opera d’arte, che contiene altre opere d’arte, dalla divina creazione umana, quale dimostrazione dell’esistenza di Dio.

In quella Chiesa, in quell’opera d’arte, è stata recitata la farsa più pregna di ipocrisia e spregiudicatezza, che si potesse immaginare. Con il corpo ancora vivo di Francesco a venti passi da lì, è stata profanata la casa di Dio, la palestra d’amore di Francesco, la cattedra alta dalla quale ha parlato al mondo del Vangelo. Con la parola del Vangelo, attraverso la sua parola umana.

Parola profonda dell’animo di un uomo che ha sofferto a causa delle guerre prodotte da molti degli uomini di potere, che erano venuti non a inginocchiarsi per chiedere perdono all’uomo che è stato contrastato e combattuto, offeso e denigrato, isolato nella sua lunga lotta contro la barbarie delle guerre, la ferocia dell’odio, la cattiveria della forza armata contro i deboli. Se l’ironia non fosse a me stesso sgradevole, direi che molti di loro sono venuti ai funerali più per verificare che Francesco fosse veramente morto, liberando il loro mondo della sua presenza, che non per renderegli omaggio, perdonandosi e chiedendo perdono.

Vedere che in quella Basilica del Papa regnante sotto il Cristo Signore della vita, guida del mondo e del cammino per la Pace, abbia trovato imperio e centralità un potente della terra, per essere globalmente riconosciuto come il capo del mondo, cui assoggettarsi riconoscendone autorità e potenza, francamente mi ha ferito molto. Come cristiano e come uomo. Sapere che quel potente in solo quindici minuti abbia potuto parlare con sette Capi di Stato, e lungamente come dicono gli ossequienti osservatori con il rappresentante del popolo ucraino, che, come quello di Gaza sta ancora subendo il martirio di continue uccisioni e devastazioni, fa ridere piangendo di dolore immobile, sconfitto, disarmato.

Se qualcosa di diplomatico, appena appena accennato, vi fosse stato in quella sala enorme di enorme bellezza, avrà riguardato, dicono ancora gli ossequienti osservatori, l’accordo di “pace” che si vorrebbe imporre all’Ucraina come alla Palestina ancora non nata, questo dovrebbe far riflette i pacifisti improvvisati sull’altare delle partigianerie.

L’accordo americano dello studio ovale, intendo, fotocopia della volontà di Putin e di Netanyahu, che vorrebbero che le posizioni restassero sul terreno così come sono state determinate da più di tre anni di assalti bellici durissimi da parte della Russia all’Ucraina e da quasi due anni di barbari massacri di Israele, sulla palpazione palestinese. Con un premio-rapina ai falsi mediatori in terre e in beni preziosi per l’imposizione di questa autentica vergogna.

Se questa è la Pace, io mi candido a fare il prossimo Papa. Se davvero si fosse voluto onorare Francesco, sarebbe bastato il silenzio. Ovvero, nel momento dello scambio del segno di pace durante la Messa per Lui, tutta la parte destra dall’altare, quella macchia nera che si vedeva in contrasto di colore dalle televisioni, si lanciasse, nello stesso spazio, in un abbraccio forte ad occhi chiusi per non sapere dell’altro.

Un abbraccio tra tutti loro. E tutti insieme, con gli occhi rivolti al cielo, urlare una sola parola, Pace, Pace, Pace. Quella professata dal Vangelo e predicata da Francesco. La Pace senza condizioni, se non quelle di riparare a tutte le offese morali e materiali commesse.

In danno all’uomo e alla umanità, che custodisce e valorizza la dignità e la vita di ogni essere umano. E del popolo e della terra a cui appartiene, un attimo prima di essere parte dell’Umanità. (fc)

CROTONE – L’autostazione Romano è cardioprotetta

L’Autostazione Romano di Crotone è diventata ufficialmente una struttura cardioprotetta: è stato, infatti, installato un defibrillatore semiautomatico Dae, uno strumento vitale che consente un rapido intervento in caso di arresto cardiaco

Grazie a questo dispositivo, chiunque si trovi all’interno o in prossimità della struttura potrà contare su un presidio salvavita immediatamente disponibile.

Il dott. Giovanni Capocasale, direttore del centro Simeup accreditato dalla Regione Calabria, ha consegnato all’ing. Dino Romano, titolare dell’azienda, una Targa di “Struttura Cardioprotetta”, che è stata affissa all’esterno della stazione.

Un’iniziativa che potrebbe rappresentare un modello da seguire a livello nazionale, capace di integrare il trasporto pubblico con la prevenzione sanitaria.

Questo riconoscimento è molto più di un simbolo: è la testimonianza concreta dell’impegno quotidiano per garantire sicurezza, professionalità e cura verso tutti coloro che transitano per l’autostazione.

La presenza del Dae rappresenta una vera e propria rete di sicurezza per i cittadini e i viaggiatori: ogni minuto guadagnato in un’emergenza cardiaca può aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza.

L’installazione del Dae è solo una parte del progetto. L’ing. Romano ha voluto compiere un passo ancora più decisivo: formare oltre 30 dipendenti dell’autostazione, certificandoli all’uso corretto del defibrillatore.

Per raggiungere questo obiettivo, l’Autostazione Romano Crotone ha collaborato strettamente con la Simeup Crotone (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica).

Un team di istruttori nazionali — Gaetano Nicoletta, Roberto D’Aguì e Davide Messina — sotto la guida esperta della dott.ssa Anna Maria Sulla, ha tenuto un corso intensivo e coinvolgente. Grazie alla metodologia dinamica e pratica, il personale ha appreso tecniche fondamentali per agire con prontezza ed efficacia in situazioni di emergenza.

«Una menzione speciale  – si legge in una nota – va al signor Francesco Aprigliano, che ha curato in modo impeccabile l’organizzazione interna del personale. Il suo contributo è stato fondamentale per il successo del progetto: ha saputo gestire in maniera ottimale la logistica, coordinando tempi e presenze e garantendo un supporto continuo all’attività formativa svolta dalla Simeup Crotone».

Inoltre, durante la cerimonia, il dott. Capocasale ha ottenuto una nuova promessa dall’Ing. Romano: il progetto di cardioprotezione sarà esteso anche ad alcune linee provinciali verso l’entroterra crotonese.

L’idea è quella di installare defibrillatori sui pullman in servizio extraurbano e formare gli autisti alla gestione delle emergenze cardiache. Nasceranno così i “Pullman salva una vita”, mezzi che viaggeranno non solo tra i paesi, ma anche tra le possibilità di sopravvivenza di chiunque si trovi in difficoltà. (rkr)

L’INTERVENTO / Nicola Barone: Il grande vuoto che lascia Papa Francesco

di NICOLA BARONE – «Non dimenticatevi di pregare per me».

Sabato 26 sono stato presente alle esequie funebri di Papa Francesco come cavaliere di San Gregorio Magno.

Per me è stata una giornata veramente toccante, emozionante e storica, dal momento che ultimamente l’avevo incontrato sia il 24 sera a Santa Marta prima dell’apertura della Porta Santa, sia il 12 gennaio per il battesimo del mio nipotino Angelo nella cappella Sistina.

Pertanto vedere, poi, la salma a Santa Marta e poi nella Basilica di San Pietro è stato per me un momento di dispiacere enorme, in quanto mi sono venuti in mente tutti i ricordi degli incontri fatti con lui.

Nel 2015 ho avuto modo di consegnare la targa di Marconista del XXI secolo a Piazza San Pietro con il Presidente della Fondazione Marconi, prof. Gabriele Falciasecca, l’ing. Oscar Cicchetti, presidente di Telecom Argentina, ed il prof. Franco Romeo, presidente della Società italiana di Cardiologia.

Papa Francesco è stato un uomo grande, nella sua umile postura e profetico, nella sua analisi dell’epoca vissuta.
Ho inteso tributare un sentimento di vicinanza solidale e spirituale verso un pontefice che ha lanciato al mondo intero grandi messaggi di Pace, altamente profetici e lungimiranti nel corso dei 12 anni di Pontificato.

Messaggi, moniti e appelli che Papa Francesco ha sempre espresso in maniera diretta, favorendo l’incontro con tutte le fasce vulnerabili del pianeta, con l’ascolto alle istanze degli umili, dando voce alle periferie del mondo, che parta dal primario diritto dei popoli a vivere in pace.

Si è sempre battuto per costruire ponti contro la cultura dei muri e degli scarti.  (nb)

[Nicola Barone è presidente Tim San Marino]

Intesa tra Autorità di Sistema Portuale e Inail per salute e sicurezza

Promuovere la cultura della salute e sostenere la sicurezza negli ambienti di lavoro. Sono questi gli obiettivi dell’accordo siglato tra il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, e la direttrice regionale dell’Inail Calabria, Teresa Citraro.

Presenti il coordinatore CTSS, Stefano Busonero, il responsabile Ufficio Attività Istituzionali, Anna Rita Lofrano e il Direttore UOT di Catanzaro, Roberto Longo, della Direzione regionale Inail Calabria, e il Funzionario ispettivo Spisal di Reggio Calabria, Renato Mollica

Nell’ambito del Protocollo d’intesa “Inail – Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – Assoporti”, che ha definito obiettivi, ambiti e modalità di iniziative per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e la diffusione della cultura della sicurezza, saranno congiuntamente messi in atto strumenti e metodi semplificati per la rilevazione degli incidenti, la promozione di azioni formative e di sensibilizzazione nelle imprese, e la realizzazione di attività congiunte di comunicazione per la diffusione della cultura della prevenzione di infortuni e malattie professionali. 

In particolare nel perseguimento dei rispettivi fini istituzionali, l’accordo prevede la realizzazione di azioni di formazione e di informazione e sensibilizzazione al fine di favorire interventi di prevenzione nelle imprese. 

In questo contesto, saranno implementate le metodologie per la mappatura dei rischi in ambito portuale, con la successiva valorizzazione dei dati prodotti dagli strumenti in uso per la rilevazione e le analisi degli infortuni. 

Nel contempo, saranno avviate analisi dei dati di rilevazione dei rischi, finalizzata ad iniziative di prevenzione dei rischi, anche al fine della classificazione nell’ambito del rapporto assicurativo delle aziende. 

Sono altresì previste iniziative congiunte di comunicazione e promozione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, coinvolgendo operativamente i servizi ispettivi presso i Servizi Prevenzione ed Igiene degli Ambienti di Lavoro (S.p.i.s.a.l.), attivi presso ciascuna Azienda Sanitaria Provinciale competente per territorio in base all’ubicazione dei porti ricadenti nella circoscrizione territoriale dell’Autorità di Sistema portuale, ed il Referente regionale del Gruppo interregionale porti. 

Nella realizzazione delle attività programmate, le parti potranno valutare il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori del settore, delle associazioni di categoria delle imprese portuali e del Comitato di igiene e sicurezza del lavoro. (rrc)

L’OPINIONE / Walter Bloise: Basta violenze negli ospedali, subito misure concrete

di WALTER BLOISE – Ancora una volta un episodio di inaccettabile violenza scuote il pronto soccorso di Lamezia Terme, dove una infermiera e alcuni medici sono stati brutalmente aggrediti da un paziente. Un fatto gravissimo, che non può e non deve essere derubricato a “episodio isolato”.
La Uil Fpl Calabria da tempo denuncia lo stato di difficoltà in cui versano i presidi della sanità pubblica regionale, chiedendo con forza interventi urgenti per garantire la sicurezza di operatori e pazienti.

Le nostre proposte sono state chiare e puntuali: presidi di polizia fissi nei pronto soccorso; attivazione di sistemi di videosorveglianza efficienti; formazione specifica per il personale sulla gestione delle aggressioni; piani di assunzione straordinaria per ridurre i tempi di attesa e il sovraffollamento, causa principale di tensioni e riconoscimento dell’aggravante per chi aggredisce il personale sanitario, come già previsto dalla normativa nazionale.
Tutte queste richieste, avanzate in più sedi e ribadite più volte anche ai vertici istituzionali, sono rimaste in gran parte lettera morta.

Oggi assistiamo all’ennesima prova che ignorare il grido d’allarme dei lavoratori ha conseguenze drammatiche.

Non possiamo più aspettare, la misura è colma!

La Uil Fpl Calabria chiede risposte immediate: non bastano le dichiarazioni di solidarietà a posteriori, servono atti concreti per tutelare chi ogni giorno lavora per salvare vite, spesso in condizioni disumane. Proteggiamo chi ci protegge. (wb)

La Governatrice Porcino in visita al Rotary di Polistena

Il Rotary di Polistena ha raccolto grandi apprezzamenti dopo la visita della Governatrice Maria Pia Porcino, che ha elogiato l’attività del Club e il clima di grande amicizia che lega tutti i soci, egregiamente diretto dal presidente Giuseppe Gatto e dal Consiglio direttivo.

Un particolare ringraziamento a tutti i soci, ma in particolare a Salvatore Auddino e Gaetano Vaccari, che hanno seguito l’evoluzione del Club con grande impegno e mettendo alla base di tutto l’armonia e la consapevolezza dell’importante di condividere con tutti ogni azione o programma. A seguito della visita ufficiale, l’incontro con tutti i soci e con il Past Governor Francesco Petrolo e con il Dgn Giacomo Francesco Saccomanno, con la indicazione, da parte della Governatrice, di come si sia riusciti a far convivere con grande affetto tutti i Club della Piana e cioè quello di Nicotera Medma e Gioia Tauro.

Nella splendida sala dell’Hotel Vittoria di Rosarno poi l’incontro con il Governatore dell’Albania-Kosovo Butrint Batali, accompagnato dalla moglie e dalla piccola figlioletta, che, non solo hanno potuto gustare le prelibatezze locali, ma sono stati accolti con grande entusiasmo da tutti i presenti ed, in particolare, da Maria Pia Porcino e da Maria Giovanna Fusca, organizzatrice del gemellaggio tra i due Distretti, formalizzato il giorno seguente.

Una serata di grande armonia che ha legato ancor più il Club e che ha consentito di seminare quella condivisione che lo rende quasi unico. Le dichiarazioni della Governatrice Porcino sono state molto eloquenti sulla soddisfazione personale per aver visitato un Club che riveste e comprende tutti gli elementi rotariani e che ha dimostrato grande organizzazione e lungimiranza.

Il presidente Giuseppe Gatto, nell’ascoltare le parole della Governatrice ha voluto ricordare di come un Club debba essere condotto come una grande famiglia ed ha voluto, espressamente, ringraziare tutto il Consiglio direttivo e tutti i soci, che hanno consentito questa crescita.

Infine, i ringraziamenti di Maria Giovanna Fusca per l’accoglienza riservata e del Governatore dell’Albania-Kosovo che non si aspettava un’atmosfera quasi magica che ha riscontrato nel Club, ricordando dei tanti connazionali che hanno trovato rifugio in Calabria e che hanno potuto realizzare i propri sogni e creare una comunità viva e che conserva ancora tutti i ricordi e tradizioni della terra di origine. Una serata memorabile che ha unito due popoli vicini, ma spesso lontani e che il Rotary ha cercato e cercherà di fondere sempre più. (rrc)

PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Il supplemento pensione

di UGO BIANCOEsistono molti lavoratori che raggiungono il traguardo della pensione e continuano a svolgere un’attività lavorativa. Svariati sono i settori interessati a questo fenomeno. Ad esempio, i lavoratori artigiani, che in ottemperanza all’obbligatorietà della contribuzione, ottenuta la rendita mensile, accrescono il proprio montante contributivo. In questa circostanza, ai sensi dell’articolo 7 della legge 155/1981, dopo un tempo stabilito, possono richiedere un ricalcolo della pensione e ricevere un incremento sull’importo mensile. Mi riferisco al supplemento di pensione, come prerogativa per aumentare il reddito disponibile.

Chi ha diritto al supplemento e quando si presenta la domanda?

La tabella sottostante è uno strumento utile per chiarire questo tipo di interrogativi:

Da quando decorre il supplemento? 

La decorrenza della prestazione è il primo giorno del mese successivo alla presentazione della richiesta. Non sono previste somme arretrate, anche se il diritto era maturato. 

Come fare domanda?

Accedendo al sito dell’Inps, mediante il servizio dedicato;

Rivolgendosi ai patronati che offrono assistenza nella compilazione e l’invio della richiesta. (ub)

[Ugo Bianco è presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Calabria]