Caro voli, Orrico e Tavernise (M5S): Servono interventi urgenti per calmierare i prezzi

«Chiediamo misure urgenti e strutturali per calmierare i prezzi dei trasporti da e per la Calabria nei periodi di alta domanda». È quanto hanno chiesto la deputata Anna Laura Orrico e il consigliere regionale Davide Tavernise del M5S, ribadendo la necessità di «un monitoraggio serrato da parte dell’Antitrust e dell’Enac per verificare se vi siano pratiche speculative, ma soprattutto è necessario un piano nazionale che garantisca la continuità territoriale anche per la nostra regione».

«Tornare a casa non può essere un privilegio per pochi. È una questione di giustizia sociale, di equità territoriale e di dignità per migliaia di calabresi», hanno aggiunto, sottolineando come «ancora una volta, in occasione delle festività, tornare in Calabria per migliaia di fuorisede diventa un miraggio. Una situazione ormai cronica che si ripresenta puntualmente a ogni Natale, Pasqua o ponte festivo: voli introvabili, tariffe esorbitanti, e una terra sempre più isolata dal resto del Paese».

«Le segnalazioni che arrivano da studenti e lavoratori calabresi fuori sede – hanno proseguito – sono a dir poco allarmanti: per volare da Milano a Lamezia Terme e ritorno si superano abbondantemente i 600 euro, con picchi che toccano i 728 euro anche con compagnie cosiddette low cost. Ma non è tutto. Dalla stampa apprendiamo che per tornare da Bologna a Crotone, in autobus, servono fino a 550 euro. Un rincaro che sfiora il 300% rispetto ai prezzi standard. È inaccettabile che chi vuole tornare nella propria terra per riabbracciare la famiglia debba spendere cifre da capogiro, quando spesso si tratta di giovani precari, studenti, lavoratori con stipendi bassi».

«Siamo di fronte a una distorsione del mercato che penalizza ancora una volta il Sud e in particolare la Calabria. Il diritto alla mobilità – hanno concluso – non può essere soggetto alle sole regole del profitto, soprattutto in regioni come la nostra dove l’alternativa ferroviaria è inadeguata e il trasporto su gomma non è sostenibile per tempi e costi. Questo sistema non fa che aggravare lo spopolamento e l’emigrazione giovanile, isolando ulteriormente il nostro territorio». (rrm)

Minori, famiglie e servizi tra fragilità, affido e adozione

Si è parlato di affido e di adozione, nonché sul sostegno alle famiglie e i servizi correlati, nel corso del Forum organizzato dal Circolo Culturale Rhegium Julii e svoltosi al Consiglio regionale.

L’evento è stata l’occasione per riflettere su un tema di straordinaria importanza, se si pensa che – secondo un rapporto pubblicato dall’Unicefquasi mezzo milione di bambini  in Europa e in Asia centrale vivono in strutture di accoglienza, con un tasso doppio rispetto alla media mondiale, e se si considera che la condizione minorile resta particolarmente difficile, sui sono afflitti da disabilità». 

Dopo i saluti istituzionali del Presidente del Rhegium, Giuseppe Bova, ha introdotto i lavori il dirigente Mario Musolino, che ha ricordato le più recenti modifiche  legislative in materia di adozioni e l’interessante commento sulla materia del giornalista e scrittore Ferruccio De Bortoli.

L’avv. Lucia Lipari, vicepresidente Agape, dopo un excursus statistico e politico sulla condizione minorile a livello europeo e nazionale, ha evidenziato – secondo i dati Istat«come nel 2022 in Italia 1 milione 269 mila minorenni versano in una condizione di assoluta. povertà».

Di particolare rilievo la riflessione in videoconferenza svolta dallo psichiatra Giuseppe Nicolò, del Dipartimento di salute mentale dell’Asl Roma 5, che si è soffermato sull’incremento della sofferenza psicologica in età evolutiva, con accessi anche drammatici al pronto soccorso.

A seguire ha relazionato l’avv. Alessandra Callea, presidente della Camera minorile, che ha analizzato i due differenti istituti dell’affido e dell’adozione distinguendo l’affidamento familiare come un intervento di breve e medio periodo, mentre la pluralità delle modalità di affidamento familiare corrisponde alla necessità di dare risposte appropriate ai differenti bisogni del bambino e della sua famiglia. 

La dott.ssa Maria Grazia Marcianò, responsabile famiglie e minori per il Comune di Reggio Calabria, con il supporto della dott.ssa Pietropaolo, ha portato all’attenzione un report degli affidi su base comunale che «nel 2025 è stato pari a 13. È fondamentale- ha sostenuto Marcianò – il senso di appartenenza dei minori alle famiglie per il loro sviluppo».

I lavori hanno visto le conclusioni dell’Assessore regionale alle Politiche Sociali Caterina Capponi: «non solo affido residenziale ma anche sostegno alle famiglie d’origine, accompagnamento educativo e costruzione di una rete sociale capace di garantire stabilità e serenità ai bambini accolti, la cittadinanza deve informarsi e considerare il proprio possibile ruolo nel sistema dell’accoglienza, perché prendersi cura di un bambino significa investire sul futuro dell’intera comunità».

«Come Assessorato – ha concluso – ci stiamo impegnando a costruire un nuovo sistema affido nella nostra regione, attivando, tra gli altri interventi, un tavolo tecnico sull’affido già deliberato dopo aver recepito le nuove linee guida nazionali». (rrc)

 

L’Assemblea Stretto di Messina approva il bilancio

L’assemblea ordinaria della società Stretto di Messina Spa, guidata da Giuseppe Recchi, ha approvato il Bilancio d’esercizio 2024 che si chiude con un utile di oltre 12 milioni.

All’Assemblea degli Azionisti ha fatto seguito il Consiglio di Amministrazione che ha preso atto della relazione dell’Amministratore delegato, Pietro Ciucci, sui principali risultati conseguiti dal progetto, sullo stato di avanzamento e sulle prossime tappe.

In particolare, tra i principali capisaldi del 2024 e dei primi mesi del 2025, sono stati richiamati i seguenti passaggi: l’approvazione dell’aggiornamento del Progetto Definitivo del 2011; la conferma da parte del Consiglio Europeo dell’inserimento del ponte sullo Stretto di Messina nel corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneo’; il cofinanziamento della Commissione Europea per la progettazione ferroviaria; la copertura integrale del costo dell’Opera pari a 13,5 miliardi con la Finanziaria 2025; il parere favorevole della Commissione di Valutazione di impatto ambientale; l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto “report Iropi”, ovvero “motivazioni imperative di rilevante interesse pubblico”, che consente di perfezionare le previste comunicazioni alla Commissione Europea per il completamento della Valutazione di Incidenza Ambientale.

A questo dovrà seguire l’esame del progetto definitivo e del piano economico finanziario da parte del Cipess. Dopo l’approvazione del Cipess saranno avviati i primi lavori e la progettazione esecutiva dell’intera opera. (rrm)

Destinazioni turistiche, nella Sibaritide un confronto senza precedenti

Intercettare target diversi. Destagionalizzare. Incrementare i pernottamenti. Aggregare. Attrarre. Unificare la proposta e il servizio. Sono questi, secondo Michele Abastante, ideato del progetto imprenditoriale Sibaritide Turismo, gli obiettivi da raggiungere «per organizzare, come non è stato fatto fino ad oggi, la vendibilità e fruibilità unitaria del pacchetto turistico-esperienziale dell’intera Sibaritide, dall’alto al basso jonio, dall’Arberia alla Sila Greca».

«L’ambizione possibile ed a medio termine di questa nostra piattaforma già pronta e che vuole essere a servizio di aziende ed enti locali, è quello di riuscire a mettere in rete tutti i servizi e le opportunità di visita e viaggio a beneficio del turista», ha spiegato, nel corso della presentazione, all’Auditorium Amarelli di Corigliano Rossano, del progetto “Destinazione Sybaris”, organizzata e tematizzata dalla Montesanto Sas.

Obiettivo del progetto, quello di gestire, promuovere e coordinare in modo unitario ed inclusivo, le attività turistiche, coinvolgendo istituzioni locali e partner privati, operatori dell’ospitalità e della ristorazione, scuole e Proloco, passando dai tour operator.

Per il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, «va benissimo il confronto a più voci sulle nuove prospettive del turismo della Sibaritide, al quale come Amministrazione Comunale stiamo offrendo un contributo propositivo ed organizzativo importante».

«Il punto fermo e credo condiviso da tutti – ha aggiunto – è che, fino ad oggi, di destinazione turistica e di una nuova visione di come progettare ed organizzare su basi diverse una proposta turistica territoriale non si è mai realmente discusso».

«Così come dobbiamo parlare apertamente – ha aggiunto – della stretta connessione che vi è tra urbanistica e turismo e da questo punto di vista è evidente che vada ripensata anche la pianificazione delle zone urbane. Dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di mettere in discussione anche ciò che fino ad oggi abbiamo chiamato turismo, riferendoci ad esempio alla grande componente di ritorni stagionali in Calabria di familiari e parenti trasferitisi altrove».

«Allo stesso tempo, parlando di numeri, dobbiamo stare attenti e capire – ha sottolineato il primo  cittadino – se e quali siano quelli sui quali costruire e progettare seriamente, atteso che quelli spesso accreditati dalle narrazioni mediatiche o convegnistiche non coincidono con quelli che restituisce ad esempio la tassa di soggiorno».

«Come ripeto spesso – ha proseguito Stasi – l’organizzazione di eventi piccoli e grandi non può essere concepita come strumento per ribaltare la proposta in questo contesto, ma risponde ad altre esigenze. Mille ragazzi che non partono a Natale per raggiungere la sede universitaria non dormono in albergo, ma hanno comunque un valore soprattutto sociale (ed in parte economico) importante per noi».

«È, altrettanto necessario, confrontarsi senza infingimenti – ha sottolineato – con i grandi villaggi ed insediamenti turistici balneari per capire come intendano contribuire e costruire, assieme a tutti i soggetti coinvolti, una destinazione che corrisponda effettivamente a tutta l’esperienza turistica proponibile al visitatore che sceglie la Sibaritide. I villaggi sono una risorsa preziosa, ma devono integrarsi con tutto il resto».

«Mi rendo conto che la condivisione è faticosa tanto più se rapportata ad un fenomeno dal governo complesso come il turismo ma – ha concluso Stasi, complimentandosi con il progetto di DMC promosso da Michele Abastante – noi abbiamo deciso di provarci e lo stiamo facendo con il tavolo tecnico di ben 43 sindaci messo in piedi per la prima volta nella storia della Sibaritide per la costruzione di una Destination Management Organization (DMO)».

Introdotti e coordinati dal comunicatore strategico e lobbista Lenin Montesanto, hanno portato il loro contributo, oltre a numerosi interventi dalla gremita sala dell’Auditorium Amarelli, anche il padrone di casa, l’amministratore delegato dell’omonima Fabbrica di Liquirizia e Presidente dell’Unione Imprese Centenarie Italiane, Fortunato Amarelli che si è soffermato, tra le altre cose, sulla necessità di proporzionare adeguatamente l’investimento in comunicazione strategica delle destinazioni turistiche; l’inventore della storica esperienza ‘A Cantina di Cariati, Giovanni Filareti, sottolineando il progressivo ed innegabile valore di attrattore turistico verso quel centro storico con la Cittadella Fortificata Bizantina, conquistato progressivamente negli anni da un’iniziativa imprenditoriale nata per promuovere e condividere l’identità enogastronomica locale.

Il dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Majorana (Istituto Professionale Alberghiero, Istituto Tecnico Agrario, Istituto Tecnico Industriale) di Corigliano – Rossano, Saverio Madera ha insistito sia sul valore aggiunto della formazione e della qualità di competenza, prodotti e servizi per fare la differenza nei mercati globali e rendere quindi veramente competitive e vincenti i progetti di destinazione turistica; sia sulla innegabile forza del brand Sybaris, tra i Marcatori Identitari Distintivi  (MID) più riconoscibili della Calabria su scala universale.

Il maestro pizzaiolo Daniele Campana, di Campana 12 a Corigliano Scalo, Tre Rotelle Gambero Rosso e Vincenzo Bossio dell’omonima storica Fabbrica Tessile di Calopezzati, hanno condiviso la loro esperienza e scelta professionale, misurata e misurabile ormai anche in termini di marketing territoriale attraverso le rispettive ed attrattive proposte, di materie prime di qualità, territoriali e calabresi il primo, di recupero dell’eredità artigianale tessile, il secondo.

Nel dichiararsi a disposizione di ogni step successivo del progetto di Dmc, la sindaca di Pietrapaola, Manuela Labonia ha colto l’occasione per condividere le strategie dell’Amministrazione Comunale finalizzate a rafforzare la proposta turistico-balneare con la valorizzazione in chiave esperenziale dell’inedito patrimonio naturalistico e identitario dell’entroterra e del centro storico.

Il destination manager Daniele Donnici ha insistito sulla complessità del fenomeno turismo a fronte del quale, costruendo progetti di destinazione, servono competenze qualificate, contenuti di qualità, prodotti e servizi autentici, economia circolare e misurazione costante dei dati.

L’Amministratore Unico di Terme Sibarite Spa, Gianpaolo Iacobini per il quale vi sono oggi tutte le condizioni per disegnare ed essere tutti co-protagonisti di una autentica Primavera dei turismi della Sibaritide.

«Se c’è un errore ed un rischio da evitare – ha precisato Lenin Montesanto, ideatore dei Mid e Program Manager della Cabina di Regia regionale per la Carta dei Marcatori Identitari Distintivi – anche in questo percorso progettuale che va sostenuto ed incoraggiato perché il primo di matrice imprenditoriale in questo territorio, è quello della confusione (purtroppo costante nella dimensione pubblica regionale) tra contenitore e contenuto».

«Senza l’individuazione preliminare di contenuti distintivi, non può esserci – ha ribadito – alcun contenitore realmente competitivo nel medio e lungo periodo e si rischia solo di generare spreco di risorse, così come quello mai ad oggi misurato di tutta la faraonica spesa pubblica per la voce turismo, messa in campo e variamente interpretata in Calabria dall’avvio del regionalismo ad oggi, a tutti i livelli».

«Allo stesso modo – ha aggiunto – la vera sfida della sempre auspicata destagionalizzazione resta quella di investire in recupero ed analisi di dati, flussi e tendenze e, solo sulla base di questi, selezionare i target di riferimento del posizionamento ambito, per intercettare adeguatamente le motivazioni dei potenziali viaggiatori, ma a casa loro, ovvero – ha concluso Montesanto – in fase di progettazione e scelta della loro vacanza/destinazione».

Dopo la conferenza stampa a Corigliano-Rossano, quello che Montesanto ha definito un itinerario pensante nella Sibaritide che cambia, di ascolto di tutti gli attori e animatori sociali, economici e culturali, proseguirà mercoledì 23 ad Amendolara, nella sede del Parco Marino della Secca; domenica 30 ad Altomonte, ospiti dello storico Hotel – Ristorante Barbieri; giovedì 8 maggio al Parco Archeologico di Castiglione di Paludi e mercoledì 14 maggio al Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni (Mumam) di Cariati. (rcs)

Fusione dei Comuni, il PD: Al lavoro per riforma organica

Il Partito Democratico della Calabria ha reso noto che sta lavorando per una riforma organica e sistematica del procedimento di fusione dei Comuni calabresi.

Nell’ambito della proposta di legge “Norme in materia di istituzione delle unioni dei comuni montani e delle fusioni dei comuni montani” recentemente depositata dal Pd a palazzo Campanella, viene ribadita la necessità di rispondere concretamente alle sfide che il nostro territorio sta affrontando, in particolare lo spopolamento e la gestione inefficiente dei servizi essenziali nelle aree interne e per tutti i Comuni. La proposta, che prevede incentivi economici e amministrativi per le fusioni tra i Comuni montani, ha l’obiettivo di creare un sistema di governance più moderno e sostenibile.

Il gruppo del Pd, impegnato in questo processo, sta lavorando a un intervento normativo che non solo favorisca l’aggregazione dei Comuni, ma stabilisca anche un quadro chiaro e procedurale per la fusione, ponendo attenzione a tutti gli aspetti tecnici, economici e sociali che ne derivano. La nostra proposta mira a semplificare le procedure di fusione, garantendo, nel contempo, la rappresentanza democratica dei Comuni coinvolti e incentivando la collaborazione intercomunale. In tale contesto avanzeremo anche una nostra proposta mirata a rivedere la legge n. 24 del 2023. (rcz)

Si è concluso il mandato di mons. Marcianò da Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia

di PINO NANO – «Oggi ho salutato mons. Santo Marcianò, che si appresta a concludere il suo mandato. Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, mons. Marcianò è stato una guida straordinaria e un faro che ha illuminato la via per tutti i militari e per l’intera Difesa. Ha saputo essere vicino a ognuno di noi, condividendo le gioie nei momenti sereni e donandoci forza nei momenti più difficili e tristi. A nome mio, di tutte le donne e gli uomini della Difesa, il più profondo e sincero ringraziamento per il suo instancabile sostegno e la sua preziosa testimonianza di fede e umanità». Parole del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Saluto più solenne di questo non si poteva riservare ad un figlio di Calabria, per giunta ad un prete calabrese, reggino di nascita, che ha fatto del servizio per gli altri la sua missione di vita e che già da ragazzo – sottolinea mons. Salvatore Nunnari arcivescovo emerito di Cosenza e reggino come lui- era uno straordinario apostolo di fede e di speranza.

Incarico record per lui. Vi ricordo che Papa Francesco, lo aveva nominato Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia il 10 ottobre 2013, il che significa 13 anni di servizio pastorale tra i nostri militari.

La notizia della fine del suo incarico come Ordinario Militare d’Italia ai vertici della Difesa la dà ufficialmente la Sala Stampa della Santa Sede, all’indomani della nomina del nuovo Ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, con una nota assolutamente formale: «In conformità alla Legge italiana che regola il servizio di Assistenza Spirituale alle Forze Armate, mons. Santo Marcianò, al compimento del 65° anno di età, ha lasciato l’incarico di Ordinario Militare per l’Italia».

L’ultima occasione pubblica, ma sorse anche solenne, di questi giorni per mons. Santo Marcianò come Ordinario Militare d’Italia è stato il saluto ai cappellani militari che hanno vissuto insieme a lui questa straordinaria stagione di vita, e l’occasione è servita al sacerdote calabrese per riannodare i fili del discorso mai taciuto sulla pace.

«Abbiamo assistito, specie negli ultimi tempi, a una recrudescenza inattesa e a un progressivo diffondersi di tanti focolai di guerra, che interpellano in qualche modo anche i militari italiani. Penso soprattutto – dice Santo Marcianò nell’omelia della messa del Crisma – a coloro i quali sono impegnati nelle missioni Internazionali che, in terra o in navigazione, richiedono un crescente impegno. Li ho visitati sempre quando ho potuto, specie nelle feste; e soprattutto ho visto il modo in cui voi, cappellani, li affiancate in questa vita faticosa e rischiosa, aiutandoli a maturare nella loro vocazione di operatori di pace. Una vocazione che, in quei luoghi, cerca di puntare al dialogo, al rapporto con le popolazioni locali, al servizio umanitario, ma esige per tutti i militari una formazione adeguata, ovunque essi si trovino e qualunque ruolo ricoprano». 

Ecco a cosa servono oggi i cappellani militare: «Da sacerdoti – sottolinea don Santo Marcianò – voi accompagnate personalmente tutti: dai militari nelle caserme agli allievi nelle Scuole; da coloro che sono impegnati nelle emergenze a quelli che svolgono compiti di alta responsabilità di guida, anche nel mondo delle Istituzioni. Siete accolti e cercati da loro e ne stimolate il servizio alla giustizia, al bene comune, alla pace , sapendo che, in ogni luogo, è un privilegio, lo è stato pure per me, portare Cristo e il Suo Vangelo, portare l’olio di consolazione che ci ha unti nell’Ordinazione e che va versato sui fratelli».

Tutta la sua vita precedente l’aveva vissuta tra Reggio e Rossano. Monsignor Santo Marcianò è nato a Reggio Calabria il 10 aprile 1960. Si è laureato in Economia e Commercio nel 1982 presso l’Università degli Studi di Messina. L’anno successivo ha iniziato il cammino di formazione verso il sacerdozio presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore; nel 1987 ha conseguito il Baccellierato in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense.

Viene ordinato presbitero il 9 aprile 1988 nella Cattedrale di Reggio Calabria. Nel 1990 consegue il Dottorato in Sacra Liturgia presso il Pontificio Ateneo ”S. Anselmo”. Dal 1988 al 1991 è Parroco della parrocchia “S. Croce” in Santa Venere (RC), e fino al 1996 vicario parrocchiale nella parrocchia “S. Maria del Divino Soccorso” a Reggio Calabria. Dal 1991 al 1996 è Padre Spirituale nel Seminario Maggiore Pio XI e dal 1996 è Rettore del medesimo Seminario, dove insegna Liturgia e Teologia Sacramentaria. Dal 2000 ricopre anche l’ufficio di Direttore del Centro Diocesano Vocazioni. Nel 1997 diventa canonico del Capitolo Metropolitano. Ma è anche Vicario Episcopale per il Diaconato permanente e i Ministeri, e membro di diritto del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale diocesano. 

Il 6 maggio 2006 viene eletto alla sede arcivescovile di Rossano-Cariati e riceve la consacrazione episcopale il 21 giugno 2006. Dal 2006 al 2013 è stato poi Segretario della Conferenza Episcopale Calabra. E come se tutto questo non bastasse è stato anche Segretario della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana.

Nelle prossime ore conosceremo anche la nuova destinazione dell’Arcivescovo che potrebbe tornare alla guida di una delle tante sedi arcivescovili italiane. (pn)

Approvati 18,6 milioni di euro per nuovi treni, Gallo: Un passo decisivo

È con 18,6 mln di euro stanziati dalla Regione che sarà possibile l’acquisto di tre nuove automotrici bidirezionali diesel/elettriche da destinare alla tratta Cosenza – Catanzaro Lido, a scartamento ridotto.

I nuovi treni, che entreranno in servizio entro novembre 2026, rappresentano un passo concreto verso la modernizzazione del trasporto regionale e rientrano in un piano più ampio di rilancio del sistema ferroviario calabrese, attualmente oggetto di importanti interventi infrastrutturali. Gran parte della linea Catanzaro Lido – Cosenza è infatti sospesa all’esercizio per lavori di ammodernamento, con la prevista riapertura del tratto Soveria Mannelli – Marzi/Rogliano dopo oltre dieci anni di inattività.

«Questo investimento segna un cambio di passo per la mobilità ferroviaria calabrese – ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo –. Diamo finalmente una risposta concreta alla domanda di trasporto locale, con mezzi moderni e sostenibili, in grado di garantire comfort, efficienza e sicurezza. L’acquisto dei nuovi treni, insieme al ripristino delle tratte sospese, ci permette di guardare con fiducia a un sistema ferroviario regionale più capillare e al servizio dei cittadini e dei territori».

Accanto a questo intervento, la Regione ha già previsto ulteriori 22,4 milioni di euro nel Fondo Sviluppo e Coesione 2021/2027, stanziati con delibera di Giunta n. 492/2024, per l’acquisto di altri convogli. Tali risorse saranno impiegate per sostenere l’incremento dei servizi ferroviari legato all’affidamento in corso a Ferrovie della Calabria s.r.l., in un contesto di maggiore estensione e utilizzo della rete ferroviaria regionale.

L’obiettivo è chiaro: rinnovare il parco mezzi, dismettere i treni più vetusti e offrire un servizio moderno e affidabile a beneficio di pendolari, studenti e cittadini calabresi. (rcz)

Giuseppe Soluri rieletto presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria

Giuseppe Soluri è stato rieletto, all’unanimità, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria.

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha espresso le sue congratulazioni a Soluri e a tutti «i giornalisti eletti che lo coadiuveranno nella guida dell’Ordine della Calabria per i prossimi anni».

«Soprattutto in questa difficile fase – ha detto Mancuso – l’informazione assume una funzione ancora più importante, perché, vista la complessità di ogni argomento con cui la politica e la società debbono misurarsi, è necessario avere un’informazione plurale, obiettiva e completa.  Fatta da professionisti preparati, a cui occorre garantire la piena libertà d’opinione, nel rispetto della dignità delle persone».

«Per assicurare alla Calabria crescita economica e civile – ha concluso – c’è bisogno che la buona politica e la buona informazione si assumano la responsabilità di fare, ciascuno nel proprio ambito, la propria parte nell’esclusivo interesse dei cittadini». (rcz)

Uilp, Spi e Fnp: Comparto Rsa è simbolo di una sanità che non riesce più a garantire equità

«Il comparto Rsa è simbolo di una sanità che non riesce più a garantire equità, mentre le liste d’attesa si allungano, il personale scarseggia e l’assistenza domiciliare resta un miraggio». È quanto hanno detto Carmelo Gullì, Salvatore Mancuso e Francesco De Biase, rispettivamente segretari generali Spi Cgil Calabria, Fnp Cisl Calabria e Uilp Calabria, denunciando «le criticità rilevate in alcune  strutture, spesso denunciate anche da familiari e operatori e confermate dai nas, mettono a rischio la dignità degli ospiti.  Le Rsa non devono essere semplici “contenitori”, ma luoghi di vita, cura e rispetto».

«La non autosufficienza non è più un’emergenza, ma una realtà strutturale – hanno continuato –. Va affrontata con risorse, riforme e volontà politica, non con pannicelli caldi o misure parziali. Le famiglie calabresi non possono più essere lasciate sole».

La regione, infatti, «vive una condizione strutturale di marginalità e disuguaglianza nell’accesso ai servizi socio-sanitari. A partire dalla scarsa distribuzione delle Rsa, con particolare sofferenza nella provincia di Vibo Valentia e nelle aree interne, dove vive oltre il 70% dei calabresi. Su 404 Comuni, ben 266 ricadono in territori montani o a bassa densità, una fetta importante della cittadinanza che si trova sistematicamente esclusa da servizi fondamentali per la dignità e la salute».

«La Calabria, oggi più che mai, ha bisogno di politiche strutturali e di uno Stato che non lasci indietro nessuno», hanno detto , esprimendo soddisfazione per «l’importante esito in Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento che avrebbe modificato i Lea, aumentando i costi per le famiglie che si fanno carico dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Una misura che, se approvata, avrebbe aggravato una situazione già insostenibile per migliaia di nuclei familiari calabresi, che in molti casi devono affrontare rette Rsa fino a 3.000 euro mensili».

«I posti letto disponibili nel settore Rsa – hanno spiegato – sono gravemente insufficienti, un dato tra i più bassi in Italia. Le strutture residenziali accreditate, a gestione quasi totalmente privata, non sono proporzionati al bisogno della Calabria, condizione che contribuisce alla negatività dei Lea».

«A ciò si aggiunge l’assenza di un’efficace integrazione socio-sanitaria: manca un circuito solido per le dimissioni protette, costringendo molti anziani, anche con gravi patologie, a essere affidati alle cure familiari. Una situazione – hanno evidenziato – che alimenta una spirale di abbandono, stress economico e inadeguatezza dell’assistenza, aggravata dalla cronica carenza di medicina territoriale e dalla fragilità della rete di emergenza-urgenza».

Spi, Fnp e Uilp Calabria hanno, poi, denunciato «la latitanza delle istituzioni regionali, incapaci di rispondere con tempestività alle istanze di prossimità e assistenza, soprattutto nelle aree lontane dai presìdi ospedalieri. È inaccettabile che la medicina di territorio, in una regione orograficamente complessa come la Calabria, non venga messa al centro della programmazione sanitaria».

Per queste ragioni, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp Calabria «chiedono con forza: il rafforzamento dei servizi domiciliari, soprattutto nei territori rurali e marginali, investimenti pubblici per le nuove strutture RSA e per la riqualificazione di quelle esistenti, una specifica  attenzione alla normativa sull’autorizzazione e accreditamento, il rispetto della contrattazione collettiva per chi vi lavora e il controllo della qualità delle prestazioni offerte e l’attuazione della legge sulla non autosufficienza con il coinvolgimento delle parti sociali e una regia chiara tra Stato, Regioni ed Enti locali».

«Nel contesto della crescente longevità e dell’invecchiamento della popolazione – hanno detto – la categoria dei pensionati si configura come una delle più vulnerabili e bisognose di attenzione nelle politiche pubbliche. L’impegno del Governo non può limitarsi ad interventi parziali e a soluzioni temporanee se non peggiorative.

«È necessaria una riforma strutturale – hanno concluso – che investa in modo significativo nella formazione e nel reclutamento di personale socio-sanitario e che assicuri l’accesso a servizi di qualità per le persone non autosufficienti. Il Governo non può voltarsi dall’altra parte: la popolazione anziana cresce e, con essa, la necessità di un sistema che garantisca tutela, dignità e diritti. La Calabria, oggi più che mai, ha bisogno di politiche strutturali e di uno Stato che non lasci indietro nessuno».

I sindacati, infine, hanno espresso soddisfazione per la l’importante esito in Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento che avrebbe modificato i LEA, aumentando i costi per le famiglie che si fanno carico dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Una misura che, se approvata, avrebbe aggravato una situazione già insostenibile per migliaia di nuclei familiari calabresi, che in molti casi devono affrontare rette RSA fino a 3.000 euro mensili.

Tridico (M5S) lancia la mobilitazione per AV ferroviaria e le altre infrastrutture

L’europarlamentare del M5S, Pasquale Tridico, ha lanciato la mobilitazione per l’alta velocità ferroviaria e le altre infrastrutture, «a partire dai sindaci, per sconfiggere la linea del governo e del presidente Occhiuto».

«Siamo capaci di questo – ha aggiunto – e siamo capaci di protestare contro l’altro gigante che oggi impedisce qualsiasi idea di sviluppo, cioè la guerra. Con le risorse per il riarmo, non ci saranno i soldi per i diritti e – ha poi ammonito – i nostri figli non andranno a lavorare ma dovranno combattere».

Per l’europarlamentare, infatti, «è inaccettabile che ci venga venduto come salvifico il progetto del Ponte sullo stretto, che ci sottrae fino a 17 miliardi di euro ed è inutile, dannoso, tecnicamente impossibile e ambientalmente suicida».

«Questo mentre ci dicono No a una variante del tracciato e persino a un collegamento allungato dell’Alta velocità ferroviaria sino allo Ionio», ha aggiunto nel corso di un dibattito pubblico sullo sviluppo delle aree interne, sull’Alta velocità ferroviaria e le altre infrastrutture necessarie alla Calabria, organizzato dal Gruppo territoriale del Movimento Cinque Stelle e svoltosi lunedì scorso nella sala consiliare del Comune di Castrovillari con la partecipazione dei sindaci di Castrovillari, Cosenza, Corigliano-Rossano, Acri, Cassano allo Ionio, Frascineto e San Fili, delle deputate M5S Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico, di sindacati, associazioni e oltre un centinaio di cittadini.

«Ci sono due giganti – ha avvertito Tridico – che oggi impediscono lo sviluppo della Calabria, figli di una visione duale, divisiva e dominante della politica: uno è il ponte sullo Stretto, l’altro è la guerra con il riarmo. Finché non leviamo di mezzo il progetto del Ponte, che assorbe risorse, per tutte le priorità vere non ci saranno i fondi disponibili. Per questo dobbiamo sconfiggere due soggetti politici: il governo e il presidente Occhiuto, che condividono questa pericolosa visione duale e divisiva della politica, completamente sbagliata, e non rappresentano la maggioranza alla luce del dato sull’astensionismo».

«Il progetto dell’Alta velocità che propone il centrodestra – ha spiegato l’europarlamentare M5S – aumenterebbe ulteriormente il divario tecnologico e di sviluppo già accumulato dalla nostra regione. Avere le città collegate è una questione esistenziale per ottenere lo sviluppo che finora ci è stato negato. Il prossimo 10 maggio saremo tutti a Catanzaro per protestare contro la condizione della sanità, che è il declino assoluto della nostra regione».

«Questa è un’altra battaglia esistenziale che dobbiamo prendere tutti a cuore. Non esistono armi per fare la pace, esistono armi – ha concluso l’europarlamentare – solo per fare la guerra». (rcs)