Fatti di Musica, domani a Diamante il concerto di Aiello

Domani sera, al Teatro dei Ruderi di Cirella a Diamante, è in programma il concerto di Aiello.

L’evento rientra nell’ambito di Fatti di Musica, il Festival-Premio del Live d’Autore ideato e diretto da Ruggero Pegna.

Il 27 agosto, infine, si tornerà nell’Anfiteatro di Acri per il il concerto di Salmo, autentica super star della nuova musica d’autore italiana. Per lui, ci sarà un allestimento da megashow, con un gigantesco ledwall ed effetti speciali. Primo artista rap-crossover rock ad esibirsi allo Stadio San Siro lo scorso 6 luglio davanti a 50 mila persone,  conta oggi oltre 2,9 miliardi di streaming totali, 67 dischi di platino e 41 dischi d’oro. Il disco FLOP, uscito il 1 ottobre 2021, certificato triplo platino, ha raggiunto oltre 250 milioni di streaming. (rcs)

ORIOLO (CS) – Domenica il concerto di Paolo Belli

Domenica 20 agosto, a Oriolo, alle 21.30, a Piazza del Borgo, è in programma il concerto di Paolo Belli e della sua big band.

Il concerto di Paolo Belli è musica e divertimento, un mix irresistibile di note e parole che appassiona il pubblico di tutte le età: in scaletta ai suoi successi più conosciuti come “Sotto questo sole” e “Ladri di biciclette” si alternano altri pezzi più recenti e cover di canzoni celebri della musica italiana, tutti brani che si trovano nel suo ultimo lavoro discografico “La Musica che ci gira intorno”. Il CD, uscito nel maggio 2022, è una raccolta registrata in stile grande orchestra con la sua Big Band per omaggiare grandi artisti italiani fra cui Fossati, De Gregori, Dalla, Ron.

La Paolo Belli Big Band è composta da: Mauro Parma alla batteria, Enzo Proietti al pianoforte e tastiere, Gaetano Puzzutiello al contrabbasso e al basso elettrico, Peppe Stefanelli alle percussioni, Paolo Varoli alla chitarra, Pierluigi Bastioli e Daniele Bocchini al trombone, Davide Ghidoni e Nicola Bertoncin alla tromba, Marco Postacchini e Gabriele Costantini al sax, Juan Carlos Albelo Zamora al violino e all’armonica.  (rcs)

MAIDA (CZ) – Be Color crea l’evento internazionale con il live dei Franz Ferdinand

di FRANCESCO CANGEMI – Be Alternative e Color fest hanno compiuto un miracolo per la Calabria. Un miracolo laico, s’intende, impensabile fino a qualche anno fa. Hanno portato, grazie alla loro unione in un unico festival ribattezzato Be Color, un grande evento internazionale alle nostre latitudini. Il concerto dei Franz Ferdinand, andato in scena il 13 agosto all’Agriturismo Costantino di Maida dopo due giorni belli carichi di Color Fest, è un evento paragonabile forse solo al concerto di Elton John a Reggio Calabria nel 2004 o a quello di Bob Dylan a Cosenza del 2006.

Artisti scozzesi, i Franz Ferdinand sono sicuramente una delle band più importanti degli anni Zero del panorama internazionale del post punk revival che strizza l’occhio al ritorno del rock ‘n’ roll nascendo nella vasta cerchia degli artisti indipendenti che l’Europa sfornava proprio in quel periodo.

Averli potuti vedere è stato un miracolo dal punto di vista turistico e dal punto di vista economico primo perché i due organizzatori di eventi, quelli del Be Alternative festival (che ha portato in provincia di Cosenza Coma_Cose, Baustelle e Nu Genea), e quelli del Color Fest (che, quest’anno hanno portato Meg, Lovegang 126 e Verdena), hanno messo risorse economiche insieme per creare un budget tale da attrarre star internazionali. Rinunciare a qualcosa del proprio orticello per creare una vasta landa musicale. Secondo grande motivo economico rilevante è stato aver mosso e fatto muovere tante economie delle tantissime persone accorse al concerto.

La band capitanata da Alex Kapranos e Julian Corrie ha portato a Maida il tour della loro raccolta di successi, il disco come il tour si chiama Hits to the head, e il pubblico ha decisamente apprezzato. I Franz Ferdinand hanno fatto un concerto maiuscolo, tutto rock ‘n’ roll, senza neanche una ballad, che non ha mai smesso di far saltare chi ha partecipato. È quasi inutile sottolineare come il massimo del gradimento sia arrivato con le note di Do you want to e This fire. Divertente anche lo sforzo di Kapranos che ha cercato di parlare in italiano e pronunciando il nome “Calabria” più di quanto abbia fatto il governatore Occhiuto dalla sua elezione.

La giornata targata Be Color ha visto esibirsi anche Duck Baleno, gli interessanti Ada Oda, Angelica, il mito Giorgio Canali insieme al cassanese Praino e il bravissimo Bruno Bellissimo che ha mescolato i suoni eccezionali suoni al basso con macchinette elettroniche che fanno ballare le masse.

«Chiudiamo 3 giorni di festival non solo con numeri importantissimi, 6mila le presenze – dicono gli organizzatori di Color Fest – ma inaugurando di fatto un nuovo decennio del festival che vede per la prima volta artisti internazionali di alto livello all’interno del festival, aprendo così una stagione nuova per la musica internazionale in Calabria col marchio Be Color».

«Non poteva che concludersi al meglio la prima di Be Color – commentano gli organizzatori di Be Alternative Festival – Tutto esaurito per l’unica data al Centro Sud Italia del tour 2023 dei Franz Ferdinand in Calabria a Maida. Un concerto indimenticabile ideato ed organizzato dalla sinergia di Be Alternative festival e Color Fest, due realtà che da più di 10 anni si impegnano a proporre il meglio della musica alternativa nella nostra regione. Ci vediamo il prossimo anno». (frc)

Taranta e dintorni a Squillace: oggi l’ultimo giorno

di BRUNELLA GIACOBBE – Oggi è possibile vivere in pieno l’ultimo giorno dell’XI edizione del festival “Taranta e Dintorni tra arte, musica e mestieri” nell’antico borgo di Squillace.
L’evento iniziato sabato 12 agosto e proseguito domenica, vede in questo lunedì 14 agosto una chiusura dal successo garantito se consideriamo che la prima giornata ha registrato oltre quattromila presenze e la seconda ha sfiorato le cinquemila.
Ideato e organizzato dall’associazione “Aggregazioni” guidata da Damiano Maida e patrocinata dal Comune e dalla Camera di Commercio di Squillace, il festival si è arricchito di contributi e qualità ad ogni edizione. Il programma promette arte, musica e mestieri e così è.

L’arte
Le opere più rilevanti dal punto di vista storico-artistico sono esposte in siti molto significativi: nel Castello di Squillace, che rappresenta esso stesso un’imponente e suggestiva opera d’arte e che è visitabile anche in apertura serale straordinaria a posta per l’occasione, nella chiesa gotica di Santa Maria della Pietà, nella Casa delle culture dove è presente una mostra di ceramica contemporanea e nell’antica Bottega Conca dei maestri vasai dove i visitatori possono apprezzare le lavorazioni tipiche delle botteghe dell’artigianato squillacioto, storicamente noto per le ceramiche come da antichissima tradizione locale. Visitando la Bottega Conca si mettono in discussione i concetti di arte e di mestiere, o per meglio dire si mettono in comunicazione, essendo gli attrezzi da lavoro in primis e il risultato delle lavorazioni per mezzo di questi una sincretica connessione tra il mondo dell’arte e quello dei mestieri. L’arte è inoltre presente negli stand che offrono ai potenziali acquirenti non solo le caratteristiche ceramiche locali, ma anche opere e piccoli “lavoretti fatti a mano” di vario genere: dai dipinti su creta, tela e altri supporti, ai suppellettili, dagli attrezzi per la cucina in legno e ovviamente ceramica ai graziosi accessori ornamentali per donne. Nella categoria “arte” citiamo altresì la danza, essendo da sempre annoverata tra le espressioni artistiche più significative del genere umano, che già dal pomeriggio vedrete certamente manifestarsi spontaneamente, come già accaduto nelle due giornate precedenti, davanti il palco in fase di prove tecniche per i concerti serali ed in vari angoli, vichi e vicoletti del borgo supportata da canti e ritmi improvvisati sul momento.

I mestieri
Tutte le botteghe artigiane sono aperte per l’occasione fino a tarda notte. Nella Casa di Cassiodoro la Pro Loco di Squillace ha curato la mostra sugli strumenti di lavoro della Squillace antica e dei suoi mestieri. A sottolineare la caratterizzazione artigianale del territorio, l’edizione di quest’anno ci ha tenuto a produrre monete in ceramica marchiate con il logo “Taranta e dintorni” da un lato e la sagoma del Castello di Squillace dall’altro, a riprova dello stretto legame che si è instaurato tra il borgo, gli squillacioti e l’evento con i suoi ospiti. I mestieri sono presenti attraverso i gazebo dedicati, immancabilmente anche in questo frangente, alla lavorazione dell’argilla che, a seguito della cottura in forni specifici, diventa la nota ceramica pronta per essere dipinta ed eventualmente ripassata nei forni per fissare il colore. Ma non solo. I visitatori possono “letteralmente “toccare con mano” l’antico, quanto contemporaneo, mestiere tipico di Squillace perché diversi torni sono a disposizione dei visitatori, con un’attenzione particolare per i più piccoli, che possono sperimentare in prima persona l’emozione di tenere l’argilla tra le mani e lavorarla dandole forma attraverso la rotazione del pezzo grezzo, chiaramente sotto la guida attenta dei mastri che si sono resi disponibili a far vivere questa particolare esperienza.

La musica
La musica, la terza grande co-protagonista del festival, è presente con suoi rappresentanti di rilievo, conosciuti e molto amati dai calabresi in sede e fuorisede tornati per le vacanze estive. Nonché, come abbiamo verificato nelle due giornate precedenti, anche dai numerosi turisti italiani e stranieri presenti all’evento, alcuni dei quali anche alloggiati in questi giorni proprio nel borgo di Squillace.
Durante la prima serata di sabato 12 agosto hanno scaldato gli animi direttamente dal palco del “Taranta e dintorni” la band di inediti Korabattenti, tutti originari di Soverato (CZ) e dediti alla composizione di musica folk, folk rock, musica popolare, etno funk e anche pop classica. Il più volte acclamato dal pubblico fin dal sound check pomeridiano, Mimmo Cavallaro, cantautore calabrese originario di Caulonia, nel Reggino, luogo che peraltro ospita il più grande e longevo evento calabrese dedicato alle tradizionali tarantelle, il Taranta Power. In chiusura del suo concerto, quasi alle due di notte, è stato annunciato il dj set di Francesco Maida che ha continuato a far ballare l’immensa folla presente fino alle prime ore del mattino.
La seconda serata ha visto suonare per primi i Taranta Nova, originari di San Donato di Ninea (CS) nella frazione di Policastrello, a seguire Cosimo Papandrea di Gioiosa Jonica (RC), infine gli Aulos di Montepaone.

A chiudere la rassegna, questa sera, si potranno ascoltare gli AmaKorà di Vezzano in provincia di Vibo Valentia, particolarmente interessanti per la loro missione di riesumare antiche musiche popolari che altrimenti, senza il contributo di artisti come loro, andrebbero perdute. Di medesimi intenti è il collettivo Parafoné che suonerà a seguire come seconda band. Infine, per chi non sarà sazio di note di taranta e danza, la serata continuerà con il dj set di Funky Junior.

Per godere del festival nella sua totalità consigliamo di arrivare nel borgo già dal primo pomeriggio, attraversandolo nella sua totalità e visitando il Castello di Squillace con la dovuta calma, accedendo al piccolo museo ivi presente in cui sono racchiusi i più importanti reperti del luogo: abiti tradizionali, le ceramiche oggetto di ritrovamenti archeologici e ritrovamenti fossili. Nelle giornate di sabato e domenica i turisti hanno letteralmente invaso lo splendido Castello di Squillace che ancor più, al calar del sole, risultava suggestivo grazie ai riflessi rossi e dorati che battevano sulle antiche mura, valorizzandone i volumi. Dall’altura del castello è possibile scorgere i borghi di Vallefiorita, Amaroni, Girifalco e anche il capoluogo Catanzaro, tutti arroccati sulle loro colline. Dal punto calpestabile più alto, volgendo lo sguardo al mare, è possibile vedere il lungomare di Catanzaro Lido con il suo porto e molti altri scorci di spiaggia della costa jonica catanzarese. I concerti si terranno alle pendici del castello, per cui il programma della giornata risulta davvero molto attraente, per non dire imperdibile! (bg)

Sergio Cammariere: festa grande al porto di Catanzaro

Festa grande al porto di Catanzaro con Sergio Cammariere: una notte indimenticabile, da incorniciare e conservare nel cassetto dei ricordi. Al concerto di Sergio Cammariere  hanno partecipato oltre 10.000 spettatori che hanno riempito l’area portuale, assiepandosi persino sulla balconata del lungomare per assistere a quello che si è rivelato non solo un concerto, ma un’emozionante festa, un autentico tributo della Calabria ad uno dei suoi musicisti e artisti più amati in Italia e all’estero.

“Un musicista, compositore, autore e poeta, orgoglio della Calabria!”: con queste le parole di Ruggero Pegna ha presentato il Riccio d’Argento , opera dell’orafo Gerardo Sacco, assegnato a Cammariere, oscar dello spettacolo musicale dal vivo, Premio ai Migliori Live d’Autore dell’anno del suo storico Festival Fatti di Musica giunto alla 37° edizione. A consegnare il prestigioso riconoscimento sono intervenuti il Presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso e l’Assessore Comunale al Turismo Antonio Borelli, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale che, con questo concerto, ha avviato nel migliore modo possibile il nuovo festival “Porto a Sud”. La serata è stata introdotta da Antonio Ursino di Carpe Diem, ideatore di “Sapore di mare”, il villaggio di promozione di eccellenze del territorio dotato di area concerti.

Un incrocio tra tre progetti suggellato col botto da un successo oltre ogni previsione. Un bagno di folla ha abbracciato Cammariere sin dalla sua entrata sul palcoscenico, accompagnando ogni brano con cori, applausi, ovazioni, fino ad una emozionante e lunghissima standing ovation spontanea alla consegna del premio. Immagini che resteranno indelebili nella memoria di chi ha partecipato, ma anche dello stesso artista e dei suoi straordinari musicisti: Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabasso e Daniele Tittarelli al sassofono. Seduto dietro al fedele pianoforte, compagno delle sue innumerevoli composizioni, Cammariere ha sfoderato un live di eccezionale e virtuosa musica vera, in tempi in cui autotune e basi hanno fatto dimenticare cosa siano strumenti e grandi musicisti.  In due ore di concerto sono arrivati molti dei successi della sua ricca discografia, da  “Cantautore piccolino” a “Dalla pace del mare lontano, spaziando dal cantautorato più classico al pop, al jazz, con improvvisazioni e momenti che solo grandi musicisti possono offrire al loro pubblico. Con i diecimila a cantare l’ormai storica hit “Tutto quello che un uomo”, che lo fece esplodere al Sanremo 2003, il Porto è diventato un immenso coro in una notte davvero magica, accesa da brani che oramai fanno parte della storia della canzone d’autore italiana, come ha confermato anche la grande Mina che ha inserito questo brano nel suo album “Ti amo come un pazzo”.

Impossibile, a concerto terminato, non ripensarci e tornare sul palcoscenico all’incalzante richiesta di bis. Così sono arrivati altri due brani, con la poetica “Vita da Artista” a scrivere la parola fine ad un live memorabile. Nel backstage, foto e autografi fino a tarda notte. “Serata bellissima, che porterò per sempre con me, grazie a tutti!”, ha affermato il cantautore visibilmente emozionato.

Con “Porto a Sud” e “Sapore di mare”, inseriti nel più ampio e ricco programma di eventi “Vento d’Estate”, in collaborazione con le esclusive di Fatti di Musica, il Comune di Catanzaro e l’Associazione Carpe Diem, intendevano rafforzare l’immagine e la promozione del quartiere marinaro e, già dal debutto, l’obiettivo è stato pienamente centrato, come hanno sottolineato con soddisfazione Mancuso, Borelli e Ursino. La doverosa festa alla “Bandiera Blu 2023” del capoluogo è iniziata nel modo migliore. “Porto a Sud” ha visto domenica il concerto di Joe Bastianich e La Terza Classe e stasera (lunedì) con l’Orchestraccia, tutti ad ingresso libero, per concludersi a termine del concerto con un grande spettacolo pirotecnico di benvenuto al Ferragosto. Nell’area adiacente a quella dei live è stato allestito un elegante Food Village. Il Festival è realizzato con il contributo dei Flag e della Presidenza della Regione Calabria. (rs)

(La fotografia è di Massimiliano Natale)

SANGINETO (CS) – La pianista Giusy Caruso in “Tirreno d’Amare”, festival dei sensi 2023

di ANNA MARIA VENTURA – Particolarmente intensa e bella questa estate calabrese, costellata di eventi culturali che uniscono letteratura, cinema, arti e musica e toccano ogni parte del territorio di Calabria. Dai borghi montani alle località di mare dello Jonio e del Tirreno. Non c’è città o paese che non abbia le sue belle manifestazioni culturali. Le Pro Loco, le varie associazioni culturali, gli stessi Comuni, con i loro assessori alla cultura e i vari enti preposti al turismo non sono andati in vacanza. La Calabria sempre più acquista consapevolezza del suo valore e offre ai suoi abitanti e ai turisti che la vengono a visitare sempre più numerosi la parte migliore di sé. E’ bello questo fervore. La vacanza concepita non solo come riposo, ferie e divertimento, diventa occasione di arricchimento culturale e stimolo di nuove conoscenze. Di persone e di luoghi. Anzi luoghi, magari già conosciuti, appaiono sotto una luce nuova.

Fra le varie manifestazioni itineranti e programmate in varie tappe nella lunga estate si distingue certamente “Tirreno d’AMare” Festival dei sensi 2023, che unisce arte, musica, cultura, benessere e tour esperenziali nella Riviera dei Cedri, a Cetraro e Sangineto, nell’alto Tirreno cosentino.

Questo territorio è un tratto di costa tra i più belli della Calabria, un intreccio suggestivo di spiagge chilometriche alternate ad alte scogliere che precipitano nel mare cristallino, disegnando calette e grotte spettacolari. Attorno, foreste lussureggianti, fiumi impetuosi che sgorgano da vette a duemila metri di quota, borghi antichi e tramonti infuocati, oltre a fondali ricchi di vita, protetti dal parco marino regionale “Riviera dei Cedri”.

Un tratto di costa in alcuni punti selvaggio e incontaminato, in altri, un po’ troppo cementificato, ma dal microclima unico: la stretta compresenza di mare e montagne dà vita a endemismi quali la primula di Palinuro e il garofano delle rupi e permette la coltivazione del delicatissimo cedro.
Arte, musica, cultura, benessere, tour esperienziali, tutto questo è “Tirreno d’Amare” Festival dei Sensi, per scoprire un’esperienza musicale innovativa ed i luoghi del Grand Hotel San Michele di Cetraro, con lo splendido salone alla terrazza vista mare ed il suggestivo Castello del Principe a Sangineto.

Il 3 agosto c’è stata l’apertura dell’edizione 2023, la terza, con “Il Risveglio dei Sensi”, un percorso artistico musicale nei luoghi del Grand Hotel San Michele, che ha visto impegnati i giovani artisti che hanno preso parte al workshop Mirroring Creative Lab 2022, tenuto dal M° Giusy Caruso in collaborazione con l’Associazione Culturale Μεράκι.

“Tirreno d’AMare” nasce dal sodalizio artistico tra la pianista Giusy Caruso – Pianist & Artist Researcher e l’architetto Mario Aloe, due cosentini residenti all’estero desiderosi di prendersi cura della propria terra. L’idea del Festival è quella di puntare a eventi che combinano musica, arte, ma anche benessere e tour per fare esperienza dei luoghi storici della Riviera dei Cedri. L’obiettivo è quello di creare e promuovere nei luoghi dell’Alto Tirreno cosentino progetti artistici e culturali che facciano vivere esperienze sensoriali sul territorio e che siano da richiamo soprattutto per i turisti stranieri che scelgono la Calabria come loro meta di vacanze.

Direttore artistico Giusy Caruso Pianist & Artist Researcher – Tour Leader Mario Aloe – Comunicazione Μεράκι – Partner Pro Loco Sangineto, Progetto Borgo Vivo, Regione Calabria, Grand Hotel San Michele, Proloco Civitas Citrarii Aps.

Ciò che rende speciale questo festival sono la direzione artistica e le esibizioni di Giusy Caruso, grande pianista cosentina, di fama internazionale.

E proprio ieri sera, 8 Agosto, a Sangineto marina, presso il Castello del Principe, si è svolta la serata evento del festival: la performance multimediale (pianoforte e sensori) dell’artista Giusy Caruso, la pianista che suona col corpo, con le proiezioni di Alessandro Giorgi. Suggestivo e meraviglioso, quasi surreale lo spettacolo creato dal suono del pianoforte e dalle immagini che apparivano sullo schermo. Luci e colori di paesaggi cangianti dalla bellezza dirompente si succedevano, secondo i movimenti delle braccia della pianista che sembrava volasse sulla tastiera e dalla tastiera s’immergesse con tutta l’energia del suo corpo esile in quei mondi, dalle sue note evocati. Raffinata la sua musicalità e forte la sua presenza scenica, contrassegnata da un temperamento carismatico, intellettualmente sorretto da una tecnica pianistica brillante. Sono proprio queste le qualità riconosciute dalla critica musicale europea alla pianista calabrese, che vive in Belgio.

A rendere ancora più magica la serata, la suggestiva cornice del Castello del Principe.
Luogo famoso di storia, è un maniero risalente al XV secolo. Ha una struttura di forma quadrangolare in cui spiccano quattro torri cilindriche poste agli angoli, il portale d’ingresso è un loggiato del ‘700.

Fu eretto nella seconda metà del XV secolo dai principi Sanseverino di Bisignano. Per molti anni è diventato una famosa discoteca, dove affluivano giovani da ogni luogo della Provincia cosentina. Attualmente è in fase di restauro. E’ stato bello assistere, nel corso della serata del “Tirreno d’Amare” alla sua trasformazione in teatro, grazie alla magia esercitata dal pianoforte di Giusy Caruso. (amv)

Omaggio a Maria Callas a Gerace con il soprano Teresa Cardace

Oggi, martedì 8 agosto, alle ore 21.00, alla Chiesa di San Francesco d’Assisi di Gerace, all’interno del programma della XV edizione del Rapsodie Agresti Calabriae Opera Musica Festival, in scena un omaggio a Maria Callas, nel centenario della nascita, col soprano Teresa Cardace e col tenore Ignacio Prieto,  accompagnati al pianoforte da Maria Sarl.

L’evento fa parte del del programma della XV edizione del Rapsodie Agresti Calabriae Opera Musica Festival, in scena “Vissi d’arte… vissi d’amore. Omaggio a Maria Callas”, nel centenario della nascita della grande Divina, col soprano catanese Teresa Cardace, affiancata per l’occasione dal tenore Ignacio Prieto e dalla pianista Maria Sarl.

Verranno proposti brani e arie che hanno reso leggendaria la figura del grande soprano greco. Tra questi “Vissi d’arte” da “Tosca” di Giacomo Puccini, “Mon coeur s’ouvre àta voix” da “Sansone e Dalila” di Camille Saint-Saëns, “Io son l’umile ancella” da “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea e “Voi lo sapete, o mamma” da “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascani,

La serata prevede la lettura di testi creati ad hoc per commemorare e celebrare l’essenza di Maria Callas, vocalità rara e irripetibile e personalità scenica universalmente amata. (rs)

REGGIO – Il 21 agosto in scena “Pagliacci”

Il 21 agosto, a Reggio, alle 21.30, all’Arena dello Stretto, andrà in scena Pagliacci,dramma in due atti, libretto e musica di Ruggero Leoncavallo, opera emblema del verismo melodrammatico italiano, insieme a Cavalleria Rusticana, frutto del genio del compositore napoletano. Ad interpretarla l’Orchestra del Teatro “F. Cilea” insieme al Coro lirico “F. Cilea”.

«Una produzione straordinaria – commenta il Consigliere delegato alla Cultura della Città Metropolitana, Filippo Quartuccio – un’altra perla di rara bellezza che rappresenta certamente uno degli eventi più prestigiosi del nostro calendario estivo. Da anni ormai, insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà ed ora con il facente funzioni Carmelo Versace, ci siamo riproposti l’obiettivo di riportare l’arte lirica di fronte al grande pubblico, con eventi di richiamo, ad ingresso gratuito, capaci di coinvolgere l’intera cittadinanza reggina, che siano accessibili a tutti».

«Perché la lirica non deve essere intesa come un’arte elitaria o esclusiva – ha detto – ma come un’occasione popolare di socialità e di condivisione, sotto l’aspetto culturale ma anche squisitamente emotivo. Siamo orgogliosi di riproporre un evento del genere in un contesto di rara bellezza come quello del nostro Lungomare. Dopo il successo dello scorso anno sarà un’altra serata magica, con un format che deve diventare familiare nella nostra città, capace di attrarre non solo la comunità ma anche turisti e visitatori».

L’opera “Pagliacci”, la cui prima rappresentazione si tenne al Teatro dal Verme di Milano il 21 maggio 1892, a detta dello stesso Leoncavallo, si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, dove il compositore visse da bambino alcuni anni. Probabilmente anche l’ispirazione della vicenda rende un legame particolare tra l’opera e la Calabria.

La produzione, ad opera dell’Orchestra del Teatro “F. Cilea” vedrà protagonisti il Coro lirico “F. Cilea” e ovviamente l’Orchestra del Teatro, impegnati in questi mesi nelle produzioni estive di Taormina Arte. Per l’occasione, coro ed orchestra, saranno guidati dal Direttore principale di quest’ultima, il Maestro Alessandro Tirotta, bacchetta carismatica ed artista apprezzato a livello internazionale. Protagonista dell’Opera, in riva allo stretto, nel vero senso del termine, vista la location, sarà il tenore Walter Fraccaro (Canio), cantante tra i più prestigiosi in Italia e all’estero, per la prima volta a Reggio Calabria. Il tenore, dalla carriera internazionale e presente nei maggiori teatri del mondo, sarà affiancato dalla brava e bella presenza del soprano georgiano Elena Sabas (Nedda), soprano in auge con importanti esperienze in tutta Europa. La parte di Tonio, e quindi dell’affascinante Prologo, è affidata alla robusta voce del coreano Cesare Kwon, mentre la parte di Silvio, amante di Nedda, sarà affidata al baritono reggino (Scilla) Raffaele Facciolà, che si sta distinguendo in numerosi contesti e Festival prestigiosi. Completa il Cast la fresca voce del tenore Davide Benigno. La regia dell’opera, assieme alle luci e alla scelta dei costumi, è affidata al veterano Mario De Carlo, in una produzione tutta nuova e realizzata per il contesto e le esigenze di produzione, con l’ausilio del Graphic Designer Maurizio de Marco. Maestro del Coro Bruno Tirotta, Maestro collaboratore Andrea Calabrese, assistente alla regia Marco Labate, Artisti circensi “Giocolereggio”. Costumi della Sartoria Bianchi di Milano, assistente ai costumi Grazia D’Agostino, Trucco e Parrucco Alfredo Danese, Responsabile della produzione Angela Battaglia. (rrc)

Armonie d’Arte, successo per i concerti di Vinicio Capossela e Daniele Silvestri

La 23esima edizione di Armonie d’Arte Festival, diretto da Chiara Giordano, continua a raccogliere successi e consensi. Lo scorso 2 agosto, al Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide è andato in scena lo spettacolo di Vinicio Capossela.

L’artista – tra i più importanti ed incisivi nel panorama della canzone d’autore italiana degli ultimi trent’anni – ha regalato al numeroso pubblico accorso nella sua unica data regionale un live istrionico e travolgente. Di fronte ad oltre 1500 spettatori, Capossela ha “acceso”, metaforicamente ma non solo, una notte già premiata di suo da una meravigliosa luna piena.

Capossela, accompagnato magistralmente dalla sua band, ha presentato un live che ha attraversato gran parte della sua carriera, partendo dai brani che compongono il suo ultimo album, Tredici canzoni urgenti, premiato di recente con la Targa Tenco come miglior disco italiano dell’anno. Accanto al più recente capitolo del suo percorso discografico, hanno trovato spazio anche altri brani cardine della sua carriera, sempre sospesi tra un folk-blues a tratti orchestrale, a tratti più “intimo” e “scarnificato”. L’artista ha dedicato a Mimmo Lucano per l’utopia sociale di Riace “Il Povero Cristo”, ha lucidato alcuni dei gioielli di casa, come le travolgenti “Marajà”, “Che coss’è l’amor”, alternate a momenti più intimi, “Signora Luna”, “Camera a Sud”, “Ultimo Amore” e “Con una Rosa”, fino al colpo d’ala finale, in cui Capossela ha inanellato, in doppia, poderosa sequenza “L’Uomo Vivo” con il sempre tellurico “Il Ballo di San Vito”, un brano che non finisce mai di sorprendere, per la densità e varietà delle sue intrinseche connotazioni, non solo popolari.

 «Un concerto davvero unico, che ha messo insieme un luogo di grande importanza, un grande artista visionario come Capossela e dei temi importanti del nostro tempo –  ha sottolineato Chiara Giordano, direttrice artistica di Armonie d’Arte Festival – siamo in particolar modo soddisfatti del supporto ricevuto da parte della direzione del Parco, dell’amministrazione di Cassano all’Ionio, e anche grazie a loro se siamo riusciti a creare un evento così speciale».

Il giorno successivo, giovedì 3 agosto, un’altra notte di mezza estate tra musica e questa volta natura con il live di Daniele Silvestri. Il cantautore romano si è esibito, infatti, in un contesto straordinario per un tour estivo, oltre che suggestivo come pochi: il bosco adiacente all’antico complesso monastico di Serra San Bruno, tra secolari abeti bianchi e giovani faggi. “Sembra di stare in Austria”, ha esordito di fatti scherzando l’artista. Scenario surreale, temperature ottobrine, numeri da grandi eventi per un live che ha tenuto per oltre due ore alta l’attenzione del pubblico giunto da tutta la Calabria a Santa Maria del Bosco per celebrare uno dei più amati cantautori contemporanei.

 Ben trenta i brani in scaletta ripercorrendo i suoi successi più celebri, aprendo con un sentito omaggio a Paolo Conte e chiudendo con i suoi pezzi più radiofonici, quelli che hanno fatto letteralmente scatenare il pubblico sotto il palco.  La “verde milonga” di Conte ha dato infatti il benvenuto alla Calabria, spazio poi alle diverse letture e visioni di “Uomo” che da sempre caratterizzano il repertorio di Silvestri: “L’uomo intero”, “L’uomo col megafono”, “L’uomo nello specchio”. Immancabili, in una nostalgica carrellata dei suoi brani più ascoltati, “Ma che discorsi”, “Occhi da orientale”, “Le cose in comune”, “Sempre di domenica”, “L’amore non esiste”. Per ascoltatori più appassionati, “Colpa del fonico”, “Monetine”, “Le navi” e “While the children play”, canzone contro la guerra. Il dialogo col pubblico è semplice ma continuo, Silvestri di questo interscambio ne ha fatto un album ed un tour, proprio l’ultimo, che si chiama “Estate X” proprio perché nasce – un live dopo l’altro – da un confronto con la platea. Un tour senza schemi, a sorpresa proprio come un’incognita.

Sul palco assieme a lui, un gruppo affiatato di ottimi musicisti che hanno scaldato il pubblico di Serra San Bruno con il loro talento. A cominciare da Marco Santoro, calabrese originario di Sambiase, al fagotto, per proseguire con i tastieristi Gianluca Misiti e Duilio GaliotiDaniele Fiaschi (chitarrista), Jose Ramon Caraballo Armas (percussionista), Gabriele Lazzarotti (bassista) e Piero Monterisi (batterista). Il percorso musicale è appagante e coinvolgente, ancor più in conclusione quando si rompono le righe ed è il cantautore stesso ad invitare tutti sotto palco per il gran finale con “La Paranza”, “Salirò”, “Testardo”, “Cohiba”.

«Mi piacciono i festival che cercano di riportare l’attenzione sui luoghi belli, sui luoghi storici che possiamo rivivere ancora adesso. È stato davvero magico», ha dichiarato Silvestri appena sceso dal palco. (rcs)

LOCRI (RC) – Domani il concerto del soprano Paoletta Marrocu

Domani sera, a Locri, alle 21, alla Corte del Palazzo di Città, si terrà il concerto del soprano Paoletta Marrocu, accompagnata al cembalo dal M° Francesco Erle e al fagotto dal M° Andrea Bressan.

L’evento è il quarto concerto del ciclo Le regine del Belcanto della 15esima edizione del Rapsodie Agresti Calabriae Opera Musica Festival.

Se nei concerti precedenti sono state eseguite musiche di autori della Scuola di Musica Napoletana come Vinci, Cimarosa e Scarlatti, in questa occasione, vengono proposte cantate e concerti dell’altra grande realtà musicale del primo Settecento, la Scuola Musicale Veneziana con i suoi autori più significativi, fra cui spiccano Vivaldi e Albinoni.

La serata prevede il seguente programma: “Riedi a me” Cantata op.4 n.4 di Tomaso Albinoni (1671-1751); Larghetto dal Concerto per fagotto F VIII n. 36 e “Cessate ormai cessate”, Cantata RV 684, Cantata di Antonio Lucio Vivaldi (1678-1741); Sonata in la minore per fagotto e continuo: adagio, allegro, tempo di minuetto di Giuseppe Tartini (1692-1770); “Filli, chiedi al mio core” Cantata op.4 n.6 di Tomaso Albinoni; Sonata in fa maggiore Rv 41 per fagotto e continuo: largo, allegro, allegro, largo e “Vedrò con mio diletto”,  Aria di Anastasio, dal Giustino RV 717 di Antonio Lucio Vivaldi.

«Paoletta Marrocu è, per Rapsodie Agresti – ha detto il direttore artistico, Domenico Gatto – una presenza costante e un punto di riferimento musicale non solo per la qualità del suo canto, ma, soprattutto, per il suo apporto progettuale e per una profonda  visione del fare musica. Desidero ricordare che nell’ambito del Festival la Marrocu ha partecipato nel 2018 al “Don Giovanni” di Mozart nel ruolo di Donna Elvira ed è stata Tosca nel 2019. Nel 2023 con il M° Erle ha realizzato il progetto “Combattimenti” all’interno del quale ha eseguito il “Combattimento di Tancredi e Clorinda” di Monteverdi eseguendo tutte le parti cantante e recitate del madrigale». (rrc)