Buon Natale a chi è tornato, a chi rimane, a chi ripartirà

di Santo Strati

Il Natale, nelle regioni meridionali, ma soprattutto in Calabria, è la festa del ritorno: è l’occasione (o il pretesto) per tornare alla casa delle origini, per ritrovare genitori, parenti, familiari. È, però, un ritorno a tempo determinato: passate le feste, salutati parenti e amici, si torna nella “propria” città che non sta in Calabria. Portando giusto qualche prelibatezza fatta in casa (le tipicità e le squisitezze alimentari della regione, grazie al cielo, si trovano ormai dappertutto) e un piccolo magone nel pensare che, forse, sarebbe bello, magnifico, poter lavorare per la terra che li ha visti nascere.

È un nostos diverso da quello che si realizza d’estate, per le vacanze. Si sceglie il mare, la collina, la montagna n Calabria e – se si può – si dedica qualche giorno a far visita a parenti e amici. A Natale no: la festa della famiglia accentua il senso di appartenenza, quella calabresità che rappresenta l’innato desiderio di ricongiungersi alla propria terra – madre ingrata – e fa avvertire un sentimento ineguagliabile di malinconia. I calabresi, al contrario di tanti altri “emigrati” portano la Calabria nel cuore, anche quando diventano importanti, ricchi e famosi e non solo quando l’esistenza continua tra mille difficoltà: sta nel loro, nel nostro, dna che in tanti ci invidiano. Non a caso, ovunque si vada c’è sempre un calabrese, molto spesso in posti chiave che ha saputo conquistare con fatica, lavoro e passione. Perché per i calabresi la sfida è doppia: quanta diffidenza da superare, quante mortificazioni e rinunce, prima di farsi apprezzare. È il riscatto di chi crede nel lavoro, nell’onestà, nell’impegno personale, e deve lottare contro i pregiudizi e le facili etichette di mafiosità. C’è la ‘ndrangheta e sono in tantissimi a combatterla: quello calabrese è un popolo fiero, che non ama la sopraffazione e la violenza, ma non sempre ha trovato uno Stato presente nella sua lotta quotidiana al malaffare e alle consorterie di mafia.

La Calabria ha una lunga storia di emigrazione, ma non ci sono più le valigie di cartone né i bastimenti di inizio secolo, quando le Americhe (o i Paesi d’Europa) erano l’unico sbocco possibile per un futuro migliore. Oggi, però, l’emigrazione calabrese è soprattutto intellettuale: migliaia di giovani, risorse essenziali per una regione che vuole crescere, vanno altrove per vedersi riconosciute capacità e competenze. Le statistiche dicono che solo negli ultimi cinque anni se ne sono andati oltre 180mila (oltre la metà laureati): giovani cui è stato negato il futuro nella propria terra, cui non è stata offerta la pur minima opportunità di occupazione e lavoro, anche in presenza di competenze e capacità.

È questa la colpa maggiore di chi ha governato la Calabria, sin dalla nascita delle Regioni: non aver programmato (né tanto meno pianificato) il futuro delle giovani generazioni. Sono nate le Università, a Cosenza, a Reggio, a Catanzaro, sono venuti fuori centri di eccellenza per la ricerca e la formazione, ma i nostri giovani con le loro capacità vanno ad arricchire altre città, altre regioni, altri Paesi. Per questo sono emerse tante eccellenze tra i calabresi emigrati nel mondo negli ultimi 50 anni. Primeggiano, i calabresi, nelle istituzioni, nella scienza, nelle professioni. La Calabria è una fabbrica di eccellenze, peccato che poi le regali agli altri.

In tutti i campi, soprattutto in quello scientifico il giovane calabrese deve preparare la valigia (spesso spalleggiato da genitori con la lacrima nascosta) ma non per Erasmus o una (giusta) esperienza all’estero bensì per trovare una nuova casa, formare una famiglia, mettere a frutto le proprie competenze, lontano da casa. Ecco perché poi tornano a Natale, per un abbraccio fugace alla terra che li ha respinti, per una carezza di mamma o papà che – credeteci – manca, anche quando la vita diventa un’altra, nel caso di una metropoli, in una piccola città o in futuribili centri tecnologici di altissimo livello.

Così, questo Buon Natale può suonare come mezza beffa: il nostos finisce troppo presto. Non dura. Buon Natale, dunque, a chi è tornato e ripartirà, ma soprattutto a chi rimane pensando ostinatamente a un sogno di lavoro, crescita e sviluppo. Irrealizzabile? No, questa terra può cambiare. Cambiamo gli uomini, cambiamo le teste – se occorre – ma chiediamo prima di ogni cosa opportunità per i giovani della Calabria. (s)

(Nell’immagine di copertina il presepe di sabbia di Stalettì, Catanzaro)

Più Libri Più Liberi, 100mila presenze, soddisfatti anche gli editori calabresi

10 dicembre 2018 – Calato ieri sera il sipario sulla XVII edizione di Più Libri, Più Liberi, la rassegna della piccola e media editoria, con uno straordinario successo di pubblico: 100mila presenze, e quasi tutti gli incontri affollatissimi. La partecipazione di oltre 15o0 autori, tra italiani e internazionali, ha qualificato la fiera rivelando la grande voglia di incontro che si registra oggi tra lettori e autori, soprattutto da parte dei giovani. La piccola partecipazione di editori calabresi, qualcuna “storica” (come Città del Sole di Franco Arcidiaco e Antonella Cuzzocrea), ha comunque portato a casa un buon riscontro di interesse.

L’editore reggino Roberto Laruffa al suo stand a Più Libri Più Liberi

Città del Sole ha proposto proprio ieri la presentazione di Carneade di Antonio Calabrò, con interventi di Franco Arcidiaco, Pietro Raschillà e Roberto Scanarotti. Laruffa editore ha presentato Il vento dell’Est di Paolo De Luca con il vicedirettore dell’Ansa Stefano Polli e Nicola Graziani, raccogliendo molti consensi; Coccole Books (di Cosenza) ha suscitato l’interesse dei più piccoli con le sue belle edizioni per bambini e l’evento musicale Il formichiere Ernesto; l’editore crotonese D’Ettoris ha presentato il libro di Andrea Pappalardo Bianche sponde sotto una lesta aurora e il libro di Silvio Rossi I signori dell’anello. Guida alla vita familiare in piccole note con Giuseppe Brienza. E grande eco, a proposito di Calabria, ha avuto l’incontro dell’ex sindaco di Riace Mimì Lucano con i giornalisti Francesco Merlo di Repubblica e Alessia Candito del Corriere della Calabria.

Un’edizione che ha, in sostanza, confermato la validità della formula: non è facile trovare chi paga un biglietto per ascoltare gli autori ma soprattutto per comprare dei libri. Invece a Roma funziona. È una vetrina per gli editori, ma una ghiotta occasione di cultura per il pubblico. Resta da capire quanti poi dei 100mila che hanno affollato gli stand degli editori, torneranno in una libreria a curiosare, “annusare” libri, scoprire novità o autori sconosciuti. Manca l’abitudine al libro, probabilmente, non ereditata dai genitori per i più giovani, ma l’affollamento agli incontri e alle presentazioni fa ben sperare. PLPL è sì una gigantesca bancarella di libri, con un’offerta che potrebbe persino apparire esagerata, ma svolge adeguatamente la funzione di stimolo e di impulso alla lettura. L’osservazione più frequentemente raccolta in fiera è stata, però: “qui scrivono tutti, ma leggono in pochi”.

«Anche quest’anno Più libri più liberi è stata una straordinaria occasione culturale: code dalla mattina alla sera, migliaia di ragazzi, incontri affollatissimi, editori contenti – ha sottolineato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi –. AIE, l’Associazione Italiana Editori, si conferma una volta di più la casa di tutta l’editoria italiana, la casa dei piccoli e medi editori».

«Grande festa del libro e del mondo della cultura – ha detto Anna Maria Malato Presidente di Più libri più liberi – che ha visto la partecipazione di un pubblico attento, colto e interessato, proveniente non solo da Roma ma da ogni parte dell’Italia. Siamo molto soddisfatti per l’attenzione che tramite la nostra manifestazione siamo riusciti a dare ad un tema complesso come il Nuovo Umanesimo. Ci impegneremo per consolidare questo risultato e crescere ancora negli spazi e nell’offerta».

«La Fiera ha confermato la sua formula di successo – ha spiegato il presidente del Gruppo Piccoli editori di AIE, Diego Guida –. Questo si è concretizzato in incontri professionali seguitissimi che, attorno al tema della visibilità delle nostre produzioni e dell’internazionalizzazione, si sono tradotti in proposte pratiche e operative per il comparto, che imposteranno il lavoro per la categoria dei prossimi mesi».

«Anche in questa occasione il Centro per il libro e la lettura ha voluto dedicare i propri incontri alle scuole, bambini e ragazzi, i nostri interlocutori privilegiati – ha dichiarato Romano Montroni, Presidente del Centro per il libro e la lettura –. In generale siamo soddisfatti perché iniziative come Più libri più liberi hanno un grande valore per avvicinare il mondo dei libri ai lettori».

Da ultimo, da segnalare il grande successo per i ventitré appuntamenti del programma professionale, affollatissimi, che si sono svolti all’interno del Business Centre, il nuovo polo business e professionale di 500 metri quadrati, posizionato al Piano Forum e curato negli allestimenti da Gino Piardi con suo progetto Perrero Experience che ha portato in Fiera le eccellenze del design italiano. Il Business Centre ha funzionato da punto di incontro tra gli editori, le aziende della filiera (11 le aziende che hanno incontrato gli editori) e il pubblico professionale. Più libri più liberi rafforza così il suo ruolo di incubatore e di occasione di confronto e crescita per gli operatori del settore. Lo conferma anche il PLPL Rights Centre in cui gli editori e gli agenti stranieri hanno potuto conoscere il meglio della produzione editoriale della piccola e media editoria italiana da tradurre nei propri Paesi. Il progetto ha visto raddoppiare sia il numero degli incontri che sono diventati più di 600, sia il numero degli operatori italiani, 101, rispetto ai 45 dello scorso anno. Hanno partecipato 30 operatori stranieri provenienti da 20 Paesi. (rrm)

 

Nati x Leggere: regalate un libro per Natale

8 dicembre 2018 – Il progetto Nati per Leggere sta trovando buona accoglienza con l’iniziativa “Regala un libro per Natale”. Hanno aderito in provincia di Reggio Mondadori Bookstore di Siderno, l’Abbecedario di Locri, Regeneration Point di Bova Marina, Libreria Nuova Ave di Reggio, libreria L’isola che non c’è di Catona e la libreria Pan di libri di Reggio. (rrc)

Oggi in Campidoglio il Premio Roma allo Sviluppo

6 dicembre 2018 – Stamattina in Campidoglio, alla Sala Protomoteca, alle 10, la quarta edizione del Premio Roma allo Sviluppo del Paese, un riconoscimento ideato e realizzato dal calabrese cav. Ercole Pietro  Pellicanò che “intende premiare personalità del mondo dell’economia, delle scienze, del sociale e della cultura, che si siano particolarmente distinte per i contributi dati alla crescita e al prestigio del Paese”.

Il Premio Economia, Impresa e Sociale è stato assegnato a Vito Pertosa presidente del Gruppo MERMEC, la laudatio sarà a cura di Salvatore Rossi; il Premio Scienza, Cultura e Arte, a Giorgio Parisi, Presidente dell’Accademia die Lincei, con laudatio di Massimo Egidi; il Premio Speciale a Carla Fracci, con laudatio di Beniamino Quintieri. La cerimonia sarà introdotta dal cav. Pellicanò e chiuda da un intervento del presidente del Premio Marcello Messori.

Ercole Pietro Pellicanò, ideatore del Premio Roma allo Sviluppo

«Il Premio – dice il cav. Pellicanò – è intitolato a Roma e vuole essere un tributo ad una città che è al centro del mondo, economico e civile. Essa, con il suo splendore e le sofferte contraddizioni è la “madre” dalla quale tutto nasce e proietta i suoi valori nell’intelligenza e nella creatività dei figli. È doveroso riconoscere a Roma questa centralità, per la sua storia e per ciò che essa ha rappresentato, e rappresenta per l’intera umanità. L’assegnazione del Premio vuole essere un momento di incontro e di riflessione, in cui si intendono raccogliere intorno all’Urbe capacità realizzatrici ed ideali, espressi da personalità degne di tale riconoscimento».

Il Premio è promosso dalla rivista Tempo Finanziario. In giuria col presidente Marcello Messori e il coordinamento di Ercole Pietro Pellicanò, Fabio Carniol, Pierluigi Ciocca, Giorgio Di Giorgio, Patrizia Grieco, Gaetano Miccichè, Enzo Moavero Milanesi, Beniamino Quintieri, Salvatore Rossi. Il Comitato dei garanti del Premio è presieduto da Giuliano Amato e composto da Innocenzo Cipolletta, Massimo Egidi e Franco Gallo. (rrm)

Più Libri Più Liberi: gli editori calabresi presenti a Roma alla fiera della piccola editoria

6 dicembre 2018 – Da ieri alla Nuvola dell’Eur l’edizione 2018 di Più Libri Più Liberi, la fiera di Roma dedicata esclusivamente all’editoria indipendente: cinque giornate dove scoprire le novità e i cataloghi di oltre 500 editori, incontrare autori, assistere a performance musicali, reading e dibattiti. Lo scorso anno sono stati oltre 100mila i visitatori. Anche quest’anno presenti diversi editori calabresi.

In primo piano Città del Sole Edizioni che partecipa per il diciassettesimo anno consecutivo. L’appuntamento con gli appassionati di libri è allo Stand F45, Centro Congressi, La Nuvola, Eur dove sarà possibile sfogliare ed acquistare le ultime novità e i titoli di punta degli ultimi anni.

L’offerta culturale della casa editrice di Reggio, diretta da Franco Arcidiaco e Antonella Cuzzocrea, è ampia e accoglie la pluralità di voci che narrano la società attuale e le sue mille sfaccettature. Alcune di queste voci sarà possibile ascoltarle durante incontri programmati all’interno dell’evento: ad aprire le danze domenica 9 dicembre ore 14.30, sala Venere, il nuovo libro di Antonio Calabrò Carneade, converseranno con l’autore Pietro Raschillà, Rai TG1, redazione Linea Verde e Roberto Scanarotti, giornalista e scrittore, già capoufficio stampa FFSS. Un happening “letterario” coinvolgerà i visitatori allo Stand F45 per tutti i giorni della kermesse (5-9 dicembre) e vedrà protagonista il Regno della Litweb e la sua “regina”, la blogger Ippolita Luzzo con il suo nuovo  libro Pezzi. Un modo diretto di incontrare gli appassionati di blog letterari, la sua presenza allo stand darà un affresco che, a tratti, è esso stesso narrativo, coinvolgente, sapido di sale greco.

Laruffa Editore di Reggio, che si occupa non solo della promozione della cultura e dei luoghi di Calabria, ma anche di tematiche olistiche e temi internazionali, ha presentato ieri il libro di Paolo De Luca, Il vento dell’est, dispotismo e democrazia nell’era della globalizzazione con Stefano Polli, vicedirettore dell’Ansa e Nicola Graziani, storico “quirinalista” dell’Agenzia Italia, due giornalisti di grande esperienza nel campo della politica interna ed internazionale.

Presenti alla Nuvola anche Coccole Books (E21) l’editore di Belvedere Marittimo (CS) specializzato in opere per bambini, Del Vecchio Editore di Cosenza e D’Ettoris di Crotone

Qualche numero sulla fiera: oltre 1.200 autori, tra cui Abraham Yehoshua, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Zerocalcare, Joe R. Lansdale, Patrice Nganang, Pinar Selek, Michael Dobbs, Paolo Giordano, Philippe Forest, Michela Murgia, Fabio Stassi, Luciano Canfora, Giorgio Agamben che si confronteranno sul tema dell’anno, Per un nuovo umanesimo.

E ancora attualità e politica con i direttori dei maggiori giornali italiani: Mario Calabresi, Virman Cusenza, Marco Damilano, Giovanni De Mauro, Luciano Fontana e Marco Travaglio. Primo appuntamento a inaugurare la Fiera sarà la diretta RAI con lo speciale di Quante storie condotta da Corrado Augias.

Inoltre, tanto spazio anche alla letteratura per ragazzi, e un grande regalo per loro: il “Buono Libro” da 10 euro da spendere in fiera.

Il mercato librario mostra un segno positivo: cresce il numero dei piccoli e medi editori (+0,5%), crescono le novità pubblicate (+10,5%) e cresce il peso dei titoli dei piccoli editori sul totale dei libri in commercio (oggi più di 1 titolo su 2 è da ricondurre alla piccola e media editoria). Cresce anche la loro quota di mercato nelle librerie, online e grande distribuzione (è al 39%, + 3,3% rispetto al 2016): tutti indicatori che confermano come la piccola e media editoria registri buoni andamenti nel suo complesso, pur avendo ancora troppe difficoltà ad accedere ai canali distributivi e a conquistare la giusta visibilità.

A scuola si legge: ecco Libriamoci

22 ottobre – Da oggi al 27 ottobre la campagna sociale di lettura nelle scuole: Libriamoci 2018 vuole sensibilizzare docenti e studenti all’abitudine della lettura dei libri. Il 2018 è l’anno europeo del patrimonio culturale. Un anno per scoprire il nostro patrimonio culturale, in tutte le sue manifestazioni materiali, immateriali e digitali, quale espressione della diversità culturale europea ed elemento centrale del dialogo interculturale. Il patrimonio racconta storie, viene costantemente reinterpretato, è in continua evoluzione. (rcz)

La giornata contro la tratta degli esseri umani, le iniziative in Calabria

19 ottobre – Si è celebrta ieri la dodicesima edizione della Giornata Europea contro la Tratta di Esseri Umani e anche la Regione Calabria ha dato la sua adesione. Lo fa con IN.C.I.P.I.T. – INiziativa Calabra per l’Identificazione, Protezione ed Inclusione sociale delle vittime di Tratta – il progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Pari Opportunità e dalla Regione Calabria, frutto di un lavoro di rete a cui contribuiscono soggetti pubblici e privati che da anni operano in questo ambito.Il gesto simbolico promosso quest’anno dal Numero Verde Nazionale Antitratta con l’obiettivo di informare e sensibilizzare contro un fenomeno che per la Commissione Europea coinvolge quasi un milione di sospette vittime, è la liberazione in aria di un palloncino recante il messaggio #LIBERAILTUOSOGNO, metafora della liberazione simbolica del sogno di migliaia e migliaia di bambini, donne e uomini del pianeta che ogni giorno vengono portati con l’inganno dal loro Paese di origine in un altro allo scopo di essere sfruttati nell’ambito della prostituzione, dello sfruttamento lavorativo, delle economie illegali, dell’accattonaggio forzato. Per il progetto INCIPIT sono previsti eventi in tutto il territorio regionale a cura degli enti partner della Regione.
A Reggio Calabria l’Arcidiocesi Reggio Calabria-Bova Comunità di Accoglienza ONLUS e l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII hanno promosso un momento di sensibilizzazione con un’intervista a Radio Antenna Febea a due operatrici del progetto che hanno raccontato il senso della Giornata Europea e le azioni di Incipit
A Lamezia Terme, l’iniziativa è stata curata dall’Associazione Comunità Progetto Sud, Il Delta Cooperativa Sociale, Associazione Mago Merlino con la proiezione del documentario “Che la maledizione sia dannata” presso il Caffè letterario al chiosco San Domenico sul corso Numistrano. Il documentario – prodotto nell’ambito di un progetto promosso dalla Fondazione Basso – racconta i cambiamenti avvenuti dopo l’editto dell’Oba, autorità religiosa di Benin City in cui si è espresso contro i trafficanti di esseri umani il 9 marzo 2018. È seguito un dibattito con l’intervento in diretta, attraverso skype, della regista.
Per l’area di Sibari, è stato convocato un incontro con la rete territoriale dei soggetti che hanno aderito al progetto Incipit per discutere su “I fenomeni di emersione dello sfruttamento sessuale e lavorativo nella sibaritide alla luce del progetto Incipit”. L’incontro si è svolto presso la Casa Speranza con sede in piazza stazione di Rossano.
A Catanzaro, infine, la Fondazione Città Solidale promotrice ha promosso per domani mattina un incontro con gli studenti del Liceo Enrico Fermi di Catanzaro Lido con la partecipazione di alcune autorevoli personalità ed esperti del settore. (rcz)

GOEL premiato dal Corriere della Sera

27 settembre – Goel – Gruppo Cooperativo, ha ricevuto il Premio “Le economie della fiducia” di Buone Notizie del Corriere della Sera.
La Comunità di Goel, composta da cooperative, aziende, e singole persone, dal 2003 opera per il cambiamento ed il riscatto della Calabria attraverso l’etica, l’innovazione e una ferma opposizione alle mafie.
Sono tanti, infatti, i settori in cui opera Goel: dall’agricoltura biologica alla moda di fascia alta, dal turismo responsabile ai servizi sociali e, in questi, applica il proprio metodo, con l’obiettivo di dimostrare che l’etica non è solo una scelta morale, ma l’unica strada percorribile per uno sviluppo economico vero dei territori in cui viene praticata.
Il Premio è stato assegnato lunedì a Milano, presso l’Unicredit Pavillon, nel corso della festa organizzata per i primi 12 mesi dell’inserto, che sta riscuotendo grande successo a livello nazionale.
«Questo premio, attraverso Goel, – ha dichiarato Vincenzo Linarello, presidente di Goel – è dedicato a tutti i calabresi, singoli ed associati, che non si arrendono. Ai calabresi che lottano quotidianamente che, malgrado tutto, non rinunciano al sogno di una Calabria innovativa, etica e solidale, una Calabria che vuole lasciarsi alle spalle il vecchiume della ‘ndrangheta, delle massonerie deviate e della politica corrotta». (rrc)

Primo trapianto di viso in Italia: il crotonese Benedetto Longo, vice nel team

24 settembre – Il primo trapianto italiano di viso (riuscito) all’Ospedale Sant’Andrea di Roma porta anche la firma del medico crotonese Benedetto Longo, secondo team leader dell’unità diretta da dal prof. Fabio Santanelli di Pompeo, capo dell’unità chirurgia plastica e ricostruttiva che ha effettuato lo straordinario intervento. Una operazione difficilissima che ha richiesto venti ore di lavoro per ridare il volto a una donna gravemente sfigurata da una terribile malattia.

Il prof. Fabio Santanelli di Pompeo e il dott. Benedetto Longo

La storia di Benedetto Longo,che ha un curriculm straordinario, è quella, purtroppo, di una delle tantissime eccellenze che la Calabria non sa valorizzare e utilizzare e che l’Italia cerca di far scappare all’estero. 40 anni, di Crotone, il dottor Longo, anni di esperienza ad Harvard, è specializzato in chirurgia ricostruttiva della testa, del collo e della mammella e ha firmato uno studio sulla ricostruzione della lingua considerato tra i più innovativi del mondo. Eppure è un precario. Il suo suo capo, il prof. Santanelli di Pompeo, felicissimo per la riuscita dell’intervento, si è sfogato con Margherita de Bac sul Corriere della Sera di oggi: «Il mio vice, non ha il posto fisso. È precario. Ha un contrattino da ricercatore alla Sapienza che riesco a coprire con i fondi raccolti grazie alla mia credibilità scientifica. Guadagna quanto una colf, con tutto il rispetto per le colf».
Si diceva della Calabria che perde le sue risorse umane migliori (e non fa nulla per farle rientrare e utilizzarle per concorrere alla crescita e allo sviluppo), ma anche l’Italia è uno strano Paese: paga 170mila euro l’anno al portavoce del presidente del Consiglio ma non trova i soldi per dare un posto e uno stipendio adeguato a un ricercatore di eccellenza (che prima o poi qualche università cinese, indiana o americana si porterà via).

Il dott. Benedetto Longo in sala operatoria

Il dottor Longo «si gratifica con le soddisfazioni al tavolo operatorio» – dice il prof. Santanelli di Pompeo al Corriere della Sera. Ma non può bastare. Orgoglio e soddisfazione della sua terra il dott. Longo deve diventare ma il cruccio (guaribile) di una Regione incapace di individuare le eccellenze, dentro e fuori il territorio che hanno bisogno di strutture adeguate per la ricerca, di un lavoro stabile e ben retribuito (comunque adeguato alle competenze) e di opportunità di creare centri di eccellenza in Calabria e condividere conoscenze ed esperienza con tantissimi giovani ricercatori che sanno moltissimo di scienza ma non hanno lavoro nella propria terra. Il dott. Longo merita l’attenzione dei media che gli è dovuta, ma il suo status di precario deve indurre a una seria riflessione sia a livello nazionale (ministro della Sanità le compete qualcosa?), ma anche e soprattutto a livello locale.
È giusto e auspicabile che i nostri giovani calabresi facciano esperienza all’estero (per scelta e non per necessità) ma il loro ritorno a casa (da tanti vanamente desiderato) sia una priorità di chi ci governa oggi e di chi ci governerà nella prossima legislatura regionale. Investire sulle risorse, sui giovani, sulla ricerca è l’unica strada da percorrere.
Complimenti, intanto, dott. Longo, Crotone e la Calabria sono largamente fieri di lei. (s)

Nella foto di copertina l’équipe medica che ha condotto il primo trapianto facciale in Italia: Il secondo da sinistra è Benedetto Longo affiancato a destra da Michail Sorotos e a sinistra da Pietro Giovanoli. Il prof. Santanelli di Pompeo è il primo a destra.

MATTARELLA: LA GAZZETTA DEL SUD PONTE CULTURALE TRA CALABRIA E SICILIA

16 settembre – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio pubblico inviato ieri all’amministratore delegato della Gazzetta del Sud, Lino Morgante, ha sottolineato come sia stato costruito un ponte editoriale e culturale tra Calabria e Sicilia, con la nuova realtà d’informazione che vede associato il Giornale di Sicilia alla Gazzetta. Il messaggio è arrivato in concomitanza della rinnovata veste grafica della Gazzetta (dal 1952 punto di riferimento essenziale dell’informazione in Calabria) e poco prima della grande festa di beneficenza GDShow organizzato da GDS Media&Communication assieme al gruppo editoriale SES (Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud) al Teatro greco di Taormina dove sì è registrato l’en plein stagionale (4425 spettatori).
«L’intento del rilancio di due testate significative e cariche di storia come la Gazzetta del Sud e il Giornale di Sicilia  – scrive Mattarella nel suo messaggio – appare tanto più meritevole in un contesto, quello del Mezzogiorno, in cui la battaglia per l’affermazione dei valori costituzionali e della legalità è particolarmente meritoria».
«Si tratta di un impegno di valore culturale e sociale, la cui essenza trova riscontro nell’arricchimento del tessuto civile dei territori ai quali i due giornali si dirigono. Una stampa credibile, sgombra da condizionamenti di poteri pubblici e privati, società editrici capaci di sostenere lo sforzo dell’innovazione e dell’allargamento della fruizione dei contenuti giornalistici attraverso i nuovi mezzi, sono strumenti importanti a tutela della democrazia. Questa consapevolezza deve saper guidare l’azione delle istituzioni.
«L’incondizionata libertà di stampa costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo. La Gazzetta del Sud e il Giornale di Sicilia hanno da pochi mesi costruito un ponte, editoriale e culturale, tra Calabria e Sicilia investendo sulla forza del loro radicamento e su sinergie idonee ad affrontare le difficili sfide del nostro tempo.
«L’impegno sviluppato dai corpi redazionali, dai reparti tecnici e grafici, dai direttori, dall’editore, è promessa di rinnovato fervore e prova di fiducia nei confronti delle opinioni pubbliche dei lettori di queste regioni, è motivo di soddisfazione e speranza, in un mercato editoriale attraversato da non poche tensioni. Il rafforzamento di voci espressive delle realtà del Mezzogiorno rappresenta un servizio reso all’intero Paese: il pluralismo e la libertà delle opinioni – condivise o non condivise – sono condizioni imprescindibili per la democrazia. Sono certo che la vostra fatica quotidiana, come già nel passato, aiuterà a rappresentare realtà dei vostri territori, i loro problemi e le loro attese, contribuendo a renderle protagoniste. A questo lavoro e a questo sforzo sono lieto di augurare ogni successo».

Nella foto di copertina: Antonio Ardizzone, Lino Morgante, Pippo Baudo e Salvo La Rosa alla serata di beneficenza di Taormina 

La serata di beneficenza della GDS al Teatro greco di Taormina: 4425 spettatori, record dell’anno