Abate (Gruppo Misto) ha scritto al Governo per intervenire sugli agrumi poco tutelati

La senatrice del Gruppo MistoRosa Silvana Abate, ha reso noto di aver una lettera ufficiale al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, chiedendo ufficialmente la revisione accordo tra l’Unione Europea e gli Stati della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe-Sadc (Sud Africa, Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland e Mozambico).

«La crisi agrumicola dei Paesi Europei, in primis dell’Italia – ha spiegato – si è acuita da quando l’Unione europea ha firmato il suddetto accordo di partenariato economico nel 2016 e che, nelle prossime settimane a distanza di cinque anni, sarà ridiscusso».

«Con questo accordo – ha proseguito – gli agrumi dell’Africa del Sud hanno invaso i nostri mercati causando un crollo del prezzo di vendita dei prodotti italiani. Ma c’è anche un altro problema non meno importante. Dai controlli sono stati rilevati numerosi parassiti nel prodotto arrivato con le importazioni sudafricane (dalla cocciniglia farinosa al fungo che causa la macchia nera degli agrumi)».

«Parassiti – ha spiegato ancora – che potrebbero sicuramente entrare nel continente dal Sud Africa e colpire le zone di produzione europee distruggendo interi raccolti. Mentre le aziende UE devono rispettare l’esigente modello di produzione comunitario sostenendo alti costi, è evidente, invece, come il Paese africano offra poche garanzie agli Stati europei sotto l’aspetto fitosanitario rischiando di pregiudicare seriamente la salute delle piante dell’agrumicoltura europea».

«Se a tutto questo si aggiunge – ha detto ancora – l’aumento dei costi di elettricità, fertilizzanti e carburante, ne deriva che la nuova campagna di raccolta potrebbe essere disastrosa. Per questo bisogna intervenire ora e con fermezza. Ma se mentre la Spagna si sta muovendo, sulla questione ho riscontrato e denunciato un grave silenzio da parte delle istituzioni italiane a cominciare dal Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli».

«Con la lettera inviata – ha spiegato – ho chiesto ufficialmente ed istituzionalmente che il Ministro si affianchi al suo omologo spagnolo promuovendo una revisione del suddetto accordo, analizzandone in profondità il suo impatto commerciale affinché non ci siano ulteriori concessioni a Paesi terzi extra-UE».

«Auspico – ha concluso – che ci sia da parte sua una risposta immediata per dare una risposta a tutto il comparto agrumicolo italiano tutelandolo in tutte le opportune sedi e tutelando, soprattutto, le piccole e medie imprese, vero polmone produttivo del Paese». (rp)

Molinaro (Lega): Controllare gli agrumi che arrivano dalla Spagna

Il consigliere regionale della LegaPietro Molinaro, ha sottolineato che «è fondamentale il controllo degli agrumi spagnoli che arrivano in Italia», in quanto è stata rilevata una concentrazione di un insetticida proibito dall’Unione Europea.

«La Germania – ha riferito Molinaro – ha bloccato  la vendita di arance spagnole per eccesso di residui chimici. Gli uffici preposti. In Italia, in questi ultimi anni, c’è stato un vero boom di agrumi spagnoli che hanno provocato, questa vicenda porta a ribadirlo. concorrenza  sleale.  Infatti come ben sappiamo, sono presenti sui mercati e  in notevoli quantità arance e clementine spagnole che stanno togliendo enormi quote di mercato ai nostri agrumi».

«Alla luce di questo – ha proseguito – è fondamentale il controllo degli agrumi spagnoli che arrivano in Italia. Non è sicuramente ammissibile che sulle nostre tavole dobbiamo portare questi agrumi solo perché costano di meno!  Alzare il livello dei controlli è un obbligo in primis per tutelare la nostra salute e poi per non continuare ad assistere a prezzi irrisori agli agricoltori».

«Il pericolo è serio – ha evidenziato il consigliere regionale – e non va sottovalutato anche perché, in questo momento, causa il blocco della Germania, c’è sul mercato una grandissima quantità di agrumi spagnoli a prezzi bassissimi e che proprio per l’utilizzo di prodotti fitosanitari banditi dall’UE presentano una conservabilità più lunga». 

«Abbiamo  – ha concluso – una grande occasione per tutelare il diritto alla salute, far recuperare reddito agli agricoltori e valorizzare i nostri eccezionali agrumi». (rcz)