Tavernise e Tridico (M5S): Assicurare il Tfr ai lavoratori forestali

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise e il candidato alle Europee ed ex presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, hanno ribadito la necessità di «fare il possibile per assicurare il Tfr» ai lavoratori idraulici e forestali in pensione di Azienda Calabria Lavoro  e che aspettando «a tempo la corresponsione del trattamento di fine rapporto?».

Ed è per questo che i due esponenti hanno presentato una interrogazione scritta al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, chiedendo «come si sta muovendo la Regione e cosa intende fare per garantire i diritti dei lavoratori».

«Si deve tenere presente – continua la nota – che l’Azienda Calabria Verde non rientra nel novero della pubblica amministrazione e per l’istituto del Tfr vale, quindi, quanto previsto per il settore privato. Trattasi di credito che sorge con la costituzione del rapporto, matura nel corso del suo svolgimento, diventa esigibile alla cessazione e deve essere erogato dalla data di messa in quiescenza, nei tempi tecnici necessari. Questi tempi possono assimilarsi ragionevolmente in tre mesi, considerando che, in caso di assenza di problemi di liquidità, il Tfr viene corrisposto in concomitanza con l’ultima busta paga o al massimo entro i successivi 30-45 giorni».

«Ricordando – continua la nota – che per i dipendenti pubblici il termine ordinario per la liquidazione del Tfr varia da 90 giorni (per le pensioni di inabilità o per decesso del lavoratore) a 12 mesi (per raggiungimento dei limiti di età e di servizio) e a 24 mesi (per tutti gli altri casi di cessazione, come per esempio le dimissioni e il licenziamento), la tempistica che sta attuando Azienda Calabria Verde risulta in ogni caso inadeguata e rappresenta una violazione del diritto dei lavoratori posti in quiescenza».

Tavernise e Tridico hanno ricordato, anche, che «in un incontro del 12 febbraio 2024 nella sede della Direzione Generale di Azienda Calabria Verde a Catanzaro con i rappresentanti delle sigle sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, il direttore Generale, dott. Giuseppe Oliva, rispondendo alla diretta richiesta di chiarimenti da parte delle Organizzazioni Sindacali sulle liquidazioni del Tfr per gli operai idraulico-forestali di Calabria Verde posti in quiescenza, per il personale transitato dai Consorzi di Bonifica e per quello relativo alla L.R. 15/2008, ha informato che l’Ente, con le risorse attualmente disponibili, sta per chiudere il pagamento dei TFR relativi ai lavoratori posti in quiescenza nel 2021». (rrc)

L’Azienda Calabria Lavoro diventa Agenzia: È nata l’Arpal

L’Azienda Calabria Lavoro, Ente pubblico economico, è diventata Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro – Arpal, un ente pubblico non economico. Una trasformazione che è stata possibile grazie alla proposta di legge della Giunta regionale su NOrme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l’apprendimento permanente.

Proprio su questa norma, si è tenuto un tavolo di confronto all’Assessorato regionale al Lavoro su questa norma che riorganizza, radicalmente, questa importante materia alla luce delle novità  introdotte dalla legislazione europea e nazionale, mettendo a sistema gli  strumenti di programmazione e di governance.

L’articolato che definisce principi, finalità, compiti e funzioni della Regione, dei  Centri per l’impiego, secondo le normative in vigore, del Tavolo regionale per i  servizi e le politiche attive del lavoro, dell’Unità di intervento e di gestione delle  crisi aziendali, dell’Osservatorio sul Mercato del lavoro, sottolineando la sinergia delle strutture per l’esercizio integrato delle azioni attuative.

Al tavolo erano presenti, per la parte pubblica l’assessore Giovanni Calabrese, il  DG del Dipartimento regionale lavoro Roberto Cosentino, il funzionario Pasquale  Capicotto e la Commissaria di Azienda Calabria Lavoro Elena Latella; per la Fp Cgil La Segretaria generale Alessandra Baldari, per la Cisl Fp la Segretaria  generale Luciana Giordano, Giuseppe Spinelli e Giuseppe Ranieri, per la Uil Fpl il subcommissario Walter Bloise. 

Tutte le Oo.ss. presenti al tavolo hanno espresso soddisfazione per aver  ottenuto la trasformazione di Azienda Calabria Lavoro in Agenzia, ovvero un Ente  della Pubblica Amministrazione che riconosce quindi ai lavoratori tutti i diritti e le  tutele anche di natura previdenziale e assistenziale, oltre che contrattuale, applicando il Testo Unico del Pubblico Impiego. 

I rappresentanti sindacali hanno però evidenziato un punto caduta: la previsione  del trasferimento del personale attualmente in servizio in Acl a tempo  determinato e indeterminato nell’istituenda ARPAL ma con rapporto di lavoro part  – time e la mancata storicizzazione delle risorse necessarie a finanziare il bacino  di precariato precedentemente impegnato nel piano di potenziamento dei Cpi, benché su questo la controparte ha fornito rassicurazioni sulla continuità  dell’impegno anche nell’istituenda Agenzia  

Al riguardo, unitariamente, i rappresentanti sindacali hanno con forza sottolineato l’esigenza di ottenere le necessarie risorse finanziarie di cui si ha contezza per  garantire il full- time per tutto il personale che transiterà in Arpal, anche per  assicurare il buon finanziamento della nuova Agenzia, e per garantire la  possibilità della storicizzazione delle risorse per i lavoratori impegnati attualmente  nel progetto e hanno già concordato di proporre richiesta di audizione alla  competente Commissione in sede di approvazione della proposta di legge in  Consiglio regionale, su questo la parte pubblica ha condiviso il percorso proposto  a sostegno dell’Ente che dovrà occuparsi degli essenziali temi delle politiche del  lavoro. (rcz)

  

L’assessore Calabrese: Stabilizzati 11 lavoratori con Azienda Calabria Lavoro

Sono stati sottoscritti dei contratti, a tempo determinato, per 11 lavoratori di Azienda Calabria Lavoro. Lo ha reso noto l’assessore regionale al Lavoro e Formazione professionale, Giovanni Calabrese, sottolineando come «abbiamo restituito un minimo di speranza ad altri lavoratori ‘dimenticati’, per i quali possiamo iniziare a pensare ad un percorso di stabilizzazione».

«Il nostro obiettivo – ha evidenziato – è di rimediare alle storture del passato, che non hanno prodotto stabilità lavorativa, e provare a risolvere l’atavico problema del precariato pubblico che rappresenta, in modo evidente, il fallimento della politica nei confronti dei nostri cittadini calabresi».

«È un compito arduo che, con il Presidente Roberto Occhiuto ed il sostegno del Governo Meloni e del Parlamento – ha concluso – abbiamo l’obbligo di affrontare e risolvere per costruire una Calabria normale».

All’iniziativa in Cittadella hanno preso parte la commissaria di Azienda Calabria Lavoro, Elena Latella, e il dirigente del dipartimento regionale Lavoro e Welfare, Roberto Cosentino. (rcz)

Cgil, Cisl e Uil: Disattese le promesse per il precariato storico di Azienda Calabria Lavoro

I segretari di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Calabria, Alessandra Baldari, Luciana Giordano e Stefano Princi, hanno evidenziato come sono state disattese le promesse per il precariato storico da parte di Azienda Calabria Lavoro.

«Ancora volta – hanno detto i sindacalisti – la Regione Calabria non è conseguente alle promesse più volte reiterate alle lavoratrici ed ai lavoratori che vantano una storia ultra decennale di precariato; dipendenti da Azienda Calabria Lavoro, ma impiegati nei Dipartimenti regionali per anni e, in ultimo, figure essenziali per il Piano di potenziamento dei Centri per l’impiego. Rapporti di lavoro deboli, sempre soggetti a scadenza annuale e quindi sotto scacco, in attesa di un futuro stabile regolarmente promesso ma rinviato di anno in anno, invece, da proroghe, fino a che la legge ne ha garantito la possibilità».

«L’ultima proroga segnata dalla sottoscrizione di una deroga assistita accettata dalle lavoratrici e dai lavoratori solo in forza dell’impegno messo a verbale dalla Regione Calabria – hanno detto – controparte (novembre 2021), di impegnarsi anche con la emanazione di una normativa ad hoc da parte del Governo nazionale per consentire il raggiungimento del tanto agognato contratto a tempo indeterminato. Obiettivo in realtà conseguito con l’approvazione di un emendamento nella legge milleproroghe, art. 27 bis, legge 25.02.2022 n. 15, che ha previsto tra l’altro in tema di assunzioni anche la possibilità di ridurre il precariato storico di Azienda Calabria Lavoro, procedendo ad una selezione che consentisse la stabilizzazione definitiva di queste unità anche in sovrannumero e sostenuta da un finanziamento dedicato di 5 milioni per l’anno 2022 e, a regime dal 2023, di 10 milioni storicizzati».

«Insomma, i “migliori” – hanno proseguito – selezionati oltre 10 anni fa dalla Regione Calabria, attraverso una legge promossa proprio dell’attuale presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, per evitare la loro fuga, formati con stage ad hoc negli Enti calabresi o, altri, con borse di studio presso le migliori Università italiane, tutto a spese della Regione, che hanno supportato l’Amministrazione regionale, più volte considerati essenziali, come si evidenzia dalle rinnovate proroghe annuali, hanno sperato che fosse arrivato il momento di poter sottoscrivere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Si precisa che l’ultima proroga contrattuale scade il prossimo 10 dicembre e che non sarà né immediata, né semplice una ennesima proroga che si ventila essere di sei mesi, nonostante le affermazioni dell’Amministrazione circa l’essenzialità del loro ruolo».     

«Purtroppo, anche questa volta, “i migliori” – hanno detto ancora – sono stati traditi, nonostante gli impegni presi a mezzo stampa direttamente anche dal Presidente Occhiuto e formalmente dall’Assessore al Personale Pietropaolo e dall’Assessore al Lavoro Princi, con verbali sottoscritti nel 2021  con tutte le sigle sindacali, assumendo l’impegno per la stabilizzazione e, in ultimo, il 25 ottobre scorso, con verbale sottoscritto da alcune sigle sindacali, avente ad oggetto le necessarie garanzie relative alla selezione da attivare per dare attuazione all’emendamento approvato e finanziato dal Governo».

«In realtà – hanno spiegato ancora – la selezione  bandita per assunzioni presso la Regione Calabria, pubblicata il 29 novembre, presenta precise criticità che non garantiranno affatto il percorso di questo ampio e storico bacino di precari verso la stabilizzazione, essa è carente e addirittura omette, ad esempio, nell’elenco delle lauree necessarie per accedere alla stessa, alcune di quelle possedute da questi lavoratori, disattende a tutte le richieste fatte dalle OO.SS. riportate nel verbale a salvaguardia del percorso, prevede solo una manciata di punti aggiuntivi nella valutazione ex post, che non sono sufficienti a controbilanciare tutte le altre criticità segnalate formalmente e informalmente e più volte evidenziate dalle rappresentanze sindacali, non per creare percorsi privilegiati rispetto ad altri aspiranti esterni, ma banalmente in ragione dei 14 anni di precariato maturati, più che sufficienti ad acclarare qualità e professionalità».

«In buona sostanza, oggi – hanno detto – a 9 giorni dalla scadenza del termine ultimo e definitivo apposto ai contratti di lavoro di questo personale precario, le scriventi Organizzazioni Sindacali non possono che prendere atto dell’inaffidabilità degli interlocutori politici che sono riusciti a far schiantare contro un muro di ostinata opposizione alle ferme e legittime richieste del Sindacato di applicare direttamente l’emendamento sopra richiamato, l’irripetibile opportunità di stabilizzare nei ruoli della Giunta regionale questi dipendenti e di utilizzare le risorse finanziarie appositamente stanziate dal Governo nazionale».

«A questo punto le scriventi ritengono indispensabile – hanno evidenziato – che l’Amministrazione rispetti il contenuto del verbale del 25 ottobre scorso almeno nella parte in cui riconosce ai lavoratori la possibilità di essere stabilizzati direttamente in Acl nel caso in cui non dovessero superare le procedure selettive per il passaggio nei ruoli della Giunta regionale».

«Alla luce del fatto che gli ultimi tre anni di contratto di lavoro, in particolare – hanno continuato – conferiscono a norma di legge a questi lavoratori la possibilità di essere stabilizzati, decreto 81/2015, presso Azienda Calabria Lavoro, Ente Pubblico Economico della Regione Calabria, ritengono che l’Organo politico se, coerentemente alle dichiarazioni più volte rese e in ragione del percorso professionale di questi lavoratori, intende non smentire sé stesso, non deve far altro che conferire un finanziamento aggiuntivo ad Azienda Calabria Lavoro che avrà così la consistenza finanziaria per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, assicurando per questa via stabilità e continuità occupazionale, diritto acquisito per legge, a coloro che non vorranno, non potranno partecipare alla selezione, dati gli impedimenti e le incertezze descritte».

«Con questo obiettivo – hanno concluso – le scriventi Organizzazioni sono già mobilitate e non rinunceranno ad ogni mezzo legittimo, anche legale, nella vertenza per instaurare rapporti di lavoro stabili per quelli che hanno contribuito per più di un decennio a supportare la Regione Calabria, rinunciando anche ad altre opportunità professionali e con il sogno di restare nella propria terra». (rcz)