Brogli elettorali, Minicuci chiede all’Amministrazione Falcomatà di prendere posizione sull’inchiesta

Il già candidato a Sindaco di Reggio Calabria per la coalizione di centrodestra, Antonino Minicuci, in merito all’inchiesta sui brogli elettorali alle ultime elezioni comunali di Reggio Calabria, ha chiesto all’Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà di prendere una posizione netta.

«Le motivazioni pubblicate dal Tribunale del Riesame – ha detto Minicuci – in merito all’inchiesta sui brogli elettorali, rappresentano un quadro chiaro e piuttosto significativo della vicenda. In questi mesi, a più riprese, io in prima persona e l’intero centrodestra sulla vicenda abbiamo stimolato l’amministrazione comunale, il sindaco Falcomatà e gli esponenti del Partito Democratico reggino senza ottenere alcuna risposta».

Evidente alterazione del regolare esercizio del voto di soggetti anziani”; “Creazione di una fitta rete di relazioni, che hanno consentito di porsi come terminale di un ben congegnato sistema”; “Capacità di muoversi con disinvoltura all’interno delle istituzioni pubbliche e degli uffici comunali e di relazionarsi con soggetti, utilizzati sovente come pedine da spostare all’occorrenza, allo scopo di dare materiale attuazione al meccanismo di alterazione della competizione elettorale”; “Assoluta spregiudicatezza e totale indifferenza per i procedimenti democratici di formazione della volontà popolare.

«Ho deciso – ha spiegato Minicuci – di inserire alcuni passaggi presenti all’interno delle motivazioni del Tribunale del Riesame perché, più che mai, credo bisogna attenersi ai fatti. Non si tratta, come si è sentito dire dai colleghi di maggioranza in questi mesi, di sterili polemiche o di un centrodestra che non voleva rassegnarsi alla sconfitta.  E’ ormai lampante, al di là di ogni dubbio o diatriba tra fazioni, che le ultime elezioni comunali a Reggio Calabria si sono svolte in modo irregolare. Questo è un dato acclarato che da candidato Sindaco sconfitto al ballottaggio prima ho l’obbligo di manifestare a tutti i reggini e poi di sottoporre (nuovamente) all’attenzione dell’amministrazione Falcomatà». 

«Ancor prima – ha proseguito – è un dato acclarato che mi trovo costretto a subire con amarezza e che fa vacillare la credibilità che ho sempre riposto nelle istituzioni e nella democrazia. Vorrei capire se gli esponenti del Partito Democratico reggino vogliono essere coerenti rispetto a quanto celebra il nome del loro partito, o se la democrazia per loro è un concetto che vale a ‘targhe alterne’. Vorrei chiedere a loro, e a tutta la maggioranza, se a parti invertite, ovvero con un clamoroso e accertato broglio elettorale in favore del centrodestra, avrebbero scelto la stessa via del silenzio. La mia convinzione è che le manifestazioni e gli eventi nei quali si sarebbero chieste le dimissioni dell’amministrazione avrebbero avuto cadenza quotidiana».

«In qualsiasi altra città – ha proseguito ancora – nella quale per qualche errore (non certo per via di un “ben congegnato sistema orchestrato alla scopo di alterare la competizione elettorale”) l’esito delle urne appariva scorretto fosse anche per pochi voti, si è tornati al voto nelle sezioni incriminate. L’attuale composizione del consiglio comunale di Reggio Calabria, non è opinione ma un dato oggettivo, è illegittimo. Di conseguenza, un minimo di onestà intellettuale, rispetto nei confronti dei cittadini che si sono recati (davvero) alle urne e soprattutto doveri morali personali e nei confronti dell’Ente rappresentato, dovrebbero obbligare ad una presa di coscienza, sino a oggi del tutto assente».

«Alla luce di quanto emerso e riportato – ha detto ancora – plasticamente nero su bianco dal Tribunale del Riesame, chiedo all’amministrazione comunale se davvero si ha l’intenzione di fare orecchie da mercante all’infinito, e continuare ad occupare poltrone impregnate dal loro autoritarismo e tirannia». 

«All’amministrazione comunale, infine – ha concluso – chiedo se è davvero questo il ‘secondo tempo’ che desiderano offrire ai cittadini e, al contempo, l’immagine di Reggio Calabria che vogliono esportare in Italia e nel mondo. Una città dove il sindaco e la maggioranza comunale, dopo aver appreso di essere stati eletti anche grazie ai voti di persone defunte e anziani infermi che non si sono mai recati alle urne, rimangono imperterriti al loro posto. Se la volontà è davvero questa, che almeno il sindaco Falcomatà, assieme alla maggioranza, abbiano il coraggio di dirlo al cospetto di tutti i reggini. Sia a chi ha creduto nel loro progetto politico, sia a chi aveva votato in maniera diversa e infine a coloro che non si erano recati alle urne ma risultano ugualmente tra i votanti. Tutti accomunati dall’essere stati presi in giro, cittadini che credevano nella democrazia la cui dignità è stata calpestata». (rrc)

REGGIO – A piazza Camagna la raccolta firme di “Reggio non si broglia”

Il Comitato Reggio non si broglia, compatibilmente con le disposizioni anti covid, ha dato appuntamento a questa sera, alle 19, a Piazza Camagna, per la raccolta firme della petizione per chiedere le dimissioni del sindaco Giuseppe Falcomatà.

L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito dei cosiddetti brogli elettorali avvenuti durante le elezioni comunali a Reggio Calabria e «chiama a raccolta i cittadini, al di là delle posizioni partitiche, nell’ interesse supremo della democrazia e della giustizia».

A piazza Camagna, dunque, il Comitato incontrerà tutti coloro che vorranno condividere la petizione popolare, chiedendo le dimissioni del sindaco ed il reinsediamento della commissione elettorale per riesaminare i risultati elettorali e controllare il voto dei rappresentanti di lista e la posizione di chi ha inteso disertare le urne.

«Non passa, oramai – si legge in una nota – giorno che il terrificante vaso di Pandora, riguardante le elezioni comunali svoltesi a Reggio Calabria nello scorso autunno, non riservi ulteriori quanto mortificanti novità. È sotto gli occhi di tutti che l’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica, retta da Giovanni Bombardieri, si allarga a macchia d’olio e ha coinvolto nelle ultime ore una trentina di persone fra scrutatori e segretari di seggio, senza dimenticare nei giorni precedenti l’arresto di un consigliere comunale del Partito Democratico (tra l’altro il più votato) e un presidente di seggio».

«Quindi, come già traspariva – continua la nota – i brogli elettorali hanno interessato diverse sezioni, e quindi ipoteticamente migliaia di elettori, la cui espressione di voto può essere stata oggetto di strumentalizzazione fraudolenta. Basti pensare che la differenza di qualche centinaio di voti può determinare una diversa assegnazione dei seggi consiliari, con grave alterazione di quella volontà popolare che è la base di un sistema democratico elettivo».

«Dunque – continua la nota – di tutto si tratta in questa vicenda, meno che di un caso isolato, come frettolosamente e in modo forse un tantino interessato, si è inteso farlo passare in alcuni ambienti della politica. E’ vero, lo abbiamo già dichiarato in precedenza, ma repetita iuvant, e quindi con forza il comitato spontaneo Reggio Non Si Broglia, è ancora qui a chiedere le dimissioni di un sindaco e di una compagine consiliare eletta in questa tornata elettorale dove la frode elettorale è acclarata. Solo il ritorno al voto può ripristinare quell’agibilità democratica, pesantemente compromessa da un modus operandi che mortifica il senso civico e l’autorevolezza di chi vuole rappresentare una Comunità cittadina. Un lavoro tempestivo ed approfondito quello degli investigatori e dell’autorità giudiziaria che deve vigilare per garantire quel rispetto delle norme la cui violazione va giustamente perseguita; ma la questione dei brogli elettorali non può e non deve essere affidata soltanto alle azioni della magistratura».

«La Politica, infatti – continua la nota – trova il suo fondamento nel valore etico e giuridico di un compito destinato a governare una Comunità e non ad utilizzarne i poteri nel proprio interesse. Al venir meno di questo presupposto, lo stesso funzionamento della democrazia viene accantonato, proprio su questa determinazione il Comitato si pone come azione civica di tutela degli interessi primari della Città».

«A questo punto  – conclude la nota – ci sentiamo di appellarci alla città, a quella Reggio che non intende più accettare supinamente il grande inganno perpetrato a sua insaputa, perché è davvero giunto il momento di dire a chiare lettere che noi non ci stiamo più! Le ultime elezioni sono state un grande bluff e vanno annullate». (rrc)