Furgiuele (Lega): Scuole sicure, ecco le risorse per la Calabria

Nell’ambito del progetto “Scuole sicure” i comuni di Catanzaro, Lamezia terme, Cosenza e Crotone beneficeranno per primi delle risorse stanziate. Ne dà notizia il deputato DomenicoFurgiuele (Lega) in una nota.

«È un risultato tangibile – afferma l’on. Furgiuele – che conferma l’attenzione del governo, e del ministro Salvini in particolare, sul fronte del contrasto al triste fenomeno della diffusione delle droghe nell’ambiente scolastico. Una piaga contro la quale si registra anche il mio impegno nella competente commissione istruzione e cultura della Camera dei Deputati. Alla Calabria, infatti, in questa prima fase, andranno 149mila euro così ripartiti: Catanzaro (41.403,67€), Lamezia Terme (36.898,59€), Cosenza (36.040,94€) e Crotone (35.254,15€). I comuni interessati dovranno presentare la richiesta di finanziamento alla Prefettura entro il prossimo 31 maggio».

I finanziamenti serviranno alla realizzazione di sistemi di videosorveglianza; all’assunzione a tempo determinato di agenti di Polizia locale, al pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della Polizia locale e alla promozione di campagne informative volte alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. (rp)

Wanda Ferro (FdI): Accolto un ordine del giorno per gli agricoltori

Il governo ha accolto un ordine del giorno presentato dal vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, sul decreto in via di conversione in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale, che prevede tra l’altro interventi destinati a migliorare la qualità del latte ovino finanziati attraverso un istituendo fondo.

L’ordine del giorno  impegna il Governo a valutare l’opportunità di intervenire in sede di Unione Europea al fine di modificare i regolamenti che definiscono il limite dei contributi elargibili nel regime del de minimis del settore agricolo, innalzandone il massimale di aiuto concedibile da 25 mila euro a 50.000 mila euro alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale.

Il regime de minimis ha infatti dimostrato di essere particolarmente efficace in tempi di crisi in quanto permette una reazione veloce per aiutare gli agricoltori a superare emergenze come le carenze temporanee di liquidità.

«L’innalzamento del limite finanziario – ha spiegato Wanda Ferro – è un primo passo in tale direzione, ma occorre un ulteriore sforzo, e questa sarà una battaglia che Fratelli d’Italia condurrà all’interno del Parlamento Europeo, affinché le istituzioni europee consentano allo Stato di concedere contributi eccezionali alle aziende agricole, soprattutto in situazioni di emergenza». (rp)

Bruno Bossio (PD): Radio Radicale, il Governo vuole oscurare una voce libera

L’on. Enza Bruno Bossio (PD) ha lanciato un appello contro la chiusura di Radio Radicale. «Oggi – ha dichiarato la deputata democrat – l’ineffabile sottosegretario all’editoria Vito Crimi ci spiega che la convenzione con Radio Radicale non sarà rinnovata perché non è transitata da una procedura pubblica. Allora perché non ha il coraggio di indire la gara, visto che ne ha la competenza?. La verità è che il Governo vuole solo che una voce autorevole, libera e dalla specchiata funzione informativa possa interrompere i suoi servizi per la collettività. Questa di Crimi è l’ennesima scusa per nascondere la sua reali intenzioni. Il Governo ha in mente solo l’assillo di imbavagliare Radio Radicale e oscurare una fonte di verità che, evidentemente, per un Governo di incompetenti, bugiardi e irresponsabili, può essere solo foriera di guai e problemi».

Bruno Bossio (PD): incostituzionali i decreti Sanità del ministro Grillo?

Duro attacco della deputata Enza Bruno Bossio (PD contro i provvedimenti annunciati dal dicastero della sanità. «Il ministro della Salute – afferma l’on. Bruno Bossio – gioca con la sanità calabrese, annunciando decreti speciali che da una parte potrebbero presentare profili di incostituzionalità e, dall’altra, non hanno alcuna efficacia per ridurre i costi ed elevare l’efficienza del sistema sanitario calabrese. La sanità calabrese è da oltre dieci anni commissariata, senza che dalla gestione straordinaria abbia tratto alcun giovamento. Semmai la Calabria assiste per via del commissariamento a un abbassamento dei livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni e un aumento di tasse e costi di funzionamento. Ecco perché, insieme al collega De Filippo, abbiamo presentato una interrogazione ai ministri alla Salute, all’Economia e agli Affari regionali affinché si possano accendere nelle sedi parlamentari i riflettori su una vicenda oscura e dai risvolti assai preoccupanti. Sono dieci anni che ai calabresi è negato il diritto alla salute mentre è imposto loro pagare le tasse più alte d’Italia. Ma al peggio non c’è mai fine: invece di lavorare per il superamento del commissariamento e, magari, provvedere al risarcimento del danno».

«Il ministro, oggi, – conclude la deputata PD – propone di intensificare la cura attraverso misure di rafforzamento dei poteri commissariali. Si andrebbe, in sostanza, non a rimuovere le ragioni che hanno reso, in questo decennio, strutturale la crisi del sistema sanitario regionale ma a potenziare i termini del fallimento della gestione commissariale. Tutto ciò avviene in forma incostituzionale. Insomma, volere insistere e perseverare in uno sperimentato fallimento che oltretutto impone un ulteriore prelievo fiscale dalle tasche dei calabresi, è come far svolgere a danno dei calabresi una vera e propria vicenda fraudolenta. Chiediamo, pertanto, di evitare che il governo approvi atti abnormi e ai limiti della legalità e che, anche sulla sanità calabrese, ogni decisione venga assunta previa intesa nella conferenza Stato – Regioni». (rp)

D’Ippolito (M5S): Ecomafie, la Calabria in testa fra le regioni per i reati ambientali

Secondo il deputato pentastellato Giuseppe d’Ippolito «La Calabria è tra le prime regioni italiane nelle classifiche dei reati in campo ambientale». D’Ippolito è un componente della commissione Ambiente. «È quanto confermato nel corso delle audizioni a Reggio Calabria della commissione d’inchiesta sul Ciclo illegale dei rifiuti, che hanno acceso i riflettori su fenomeni che denunciamo da anni, nella totale indifferenza degli ultimi governi regionali, di centrosinistra e centrodestra. Inoltre, nelle stesse audizioni sono stati ribaditi il livello disastroso della depurazione delle acque, la gravissima emergenza in atto nella gestione del ciclo legale dei rifiuti, che a mio avviso va commissariata, e i pericoli dei roghi, ancora molto ignorati per via del solito negazionismo politico in ambito locale».

«Come ha detto – aggiunge D’Ippolito – il presidente della commissione bicamerale d’inchiesta, il collega di gruppo Stefano Vignaroli, la situazione della Calabria è drammatica. Voglio evidenziare che la carenza di personale nelle Procure rende difficile e poco incisiva l’attività di prevenzione e controllo. Inoltre, sul fronte dei rifiuti la Regione Calabria consente modalità di smaltimento che aggirano le regole. È urgente – conclude il deputato 5Stelle – rimettere in carreggiata la Calabria e salvaguardare la salute dei cittadini e l’economia del territorio, messa in ginocchio da continue aggressioni all’ambiente che, nel silenzio e nell’immobilismo del governo regionale, si ripercuotono in maniera pesante sulla qualità della vita».

Carè (PD): aiuti ai connazionali all’estero, forza trainante dell’economia

L’on. Nicola Carè (PD, circoscrizione estera), in una nota, sottolinea l’importanza che rivestono gli italiani all’estero e la necessità da parte delle istituzioni di prevedere gli adeguati provvedimenti a favore dei più svantaggiati, come previsto dalla sua proposta di legge depositata a fine marzo.

«Secondo il censimento del 2017 ed i dati pubblicati dall’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), – osserva l’on. Carè – la popolazione italiana residente oltre i confini nazionali ha raggiunto oltre 6 milioni: un trend migratorio in costante crescita a cui si contrappone un quadro nazionale in costante declino demografico.

I nostri connazionali all’estero sono una forza trainante determinante per l’economia del Paese, promuovendo il Sistema-Italia, stabilendo primati nei più svariati campi  e contribuendo, inoltre, ad inviare costantemente un ingente flusso di liquidità in valuta pregiata attraverso le rimesse. Compito delle Istituzioni è sì rilevare il potenziale e l’apporto da essi assicurato,  sostenendolo ed incentivandolo, ma altresì  ricordarsi dei concittadini in stato di bisogno. Dall’osservazione di  tali circostanze, parti costitutive di ogni mandato parlamentare, nasce la mia proposta di legge n. 1712, dal titolo ‘Disposizioni in materia di corresponsione dell’assegno sociale ai cittadini italiani residenti all’estero’, presentata il 28 marzo, per l’estensione della sua erogazione a favore di tutti coloro che ne presentino i requisiti.

«Da sempre la storia della emigrazione italiana ha affascinato intere generazioni, per la sua complessità e le mille sfaccettature. Tanti italiani hanno realizzato i propri sogni, si sono inseriti perfettamente nel nuovo mondo che li accoglieva: con sacrifici ed impegno hanno creato floride aziende e costruito un avvenire radioso per sé ed i propri figli,  conferendo prestigio al Paese. Altri, invece, nonostante sacrifici, costanza e fatiche si sono scontrati con oggettive difficoltà e, dopo anni di duro lavoro, non hanno avuto la possibilità di raggiungere il benessere agognato e crearsi un’adeguata copertura previdenziale, per affrontare con serenità la terza età.

«Spesso, in molti si sono trovati a risiedere in paesi privi di accordi bilaterali con il nostro:  hanno subito discriminazioni lavorative e sociali. La creazione di un adeguato sistema previdenziale per le fasce di popolazione più deboli, è la conseguenza di un periodo storico, principalmente legato agli anni Sessanta, in cui tanto doveva ancora compiersi in materia di diritti civili. L’Unione Europea appariva ancora in divenire e molti provvedimenti erano affidati ai singolo stati: concertazione e collaborazione a livello internazionale erano lontane da raggiungersi. Il problema è spesso stato ignorato e per molti anni nulla è stato fatto, nonostante le proteste e gli inviti giungessero da più fronti.

«La nostra Costituzione – afferma Carè – supporta la necessità di garantire ai cittadini italiani un’esistenza libera e dignitosa: essa può raggiungersi solo attraverso opportuni mezzi di sostentamento. Questa proposta di legge è un imperativo categorico: un obiettivo della buona politica per sostentare le fasce di popolazione più fragili.  Un essenziale principio di civiltà democratica è dunque introdurre quanto prima questo emolumento sociale minimo, estendendolo ai cittadini italiani residenti all’estero che ne posseggano i requisiti. In un quadro economico e sociale globale, in cui si coopera affinché siano garantiti i diritti inviolabili ed essenziali di tutti gli esseri umani, prescindendo da cittadinanza e territorio, è impensabile ignorare i bisogni primari della propria popolazione.

«Gli artt. 2, 3, 35 e 38 della Costituzione garantiscono libertà e uguaglianza: tutta la nostra Carta Costituzionale, in realtà, è pregna dei principi di solidarietà e collaborazione. L’uguaglianza sostanziale è conditio sine qua non dell’operato del legislatore: è, pertanto, doveroso consentire una assistenza previdenziale più vasta. L’assegno sociale così come sancito dalla legge 21 luglio 1965 n. 903, privo degli opportuni cambiamenti dettati dalle esigenze dei tempi, priverebbe la normativa della sua stessa ratio». (rp)

Sanità Calabria: Sapia (M5S) contesta la nomina del Commissario ASP Cosenza

«La nomina di Giuseppe Fico quale commissario dell’Asp di Cosenza è l’ennesima dimostrazione di irresponsabilità politica da parte del governatore Mario Oliverio e della sua giunta, recidivi». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Francesco Sapia, della commissione Sanità, che aggiunge: «Per inciso, né Oliverio né il dipartimento regionale Tutela della salute ne hanno informato i commissari governativi Saverio Cotticelli e Thomas Schael. Fico, già in maniera illegittima piazzato al vertice dell’Asp di Crotone, ora dovrà gestire l’Asp di Catanzaro, di cui è commissario, insieme a quella di Cosenza, salvo che qui non accetti. In pratica, metà della sanità calabrese starebbe nelle mani di un solo uomo. Eppure l’Asp di Catanzaro, ad oggi sotto accesso antimafia, e l’Asp di Cosenza hanno problemi strutturali simili a quelli dell’Asp di Reggio Calabria, di recente sciolta per infiltrazioni. Fico pensa di avere come san Pio il dono della bilocazione?».

«Al pari del suo predecessore Raffaele Mauro, la commissaria dell’Asp di Cosenza, Caterina De Filippo, ha mollato alla svelta – continua il deputato – l’incarico ricevuto dal presidente della Regione Calabria, al quale ricordo che la stessa azienda ha gravissime sofferenze di bilancio e di organizzazione, da troppo tempo nelle mani di un gruppo dirigenziale di risaputa, manifesta esposizione politica. Davanti alla necessità di assicurare il buon governo dell’Asp di Cosenza, il dirigente generale del dipartimento Tutela della salute, Antonio Belcastro, tace e firma agli ordini del governatore».

«Oliverio – incalza il parlamentare del Movimento Cinque Stelle – è corso ai ripari perché la struttura commissariale del governo ha già individuato tre figure per la direzione dell’Asp di Cosenza, esterne al solito circuito di palazzo, di comprovata esperienza e con un passato di lotta alla criminalità organizzata».

«Non aspettiamo altro – conclude Sapia – che i commissari governativi nominino i nuovi vertici delle Aziende del Servizio sanitario calabrese, perché non si può più andare avanti con il governatore Oliverio che gioca a Risiko mentre i malati sono costretti a patire e partire». (rp)

Carè (PD): sostegno agli italiani all’estero contro il rischio recessione

L’on. Nicola Carè (PD), componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera affronta in una nota l’esame dell’attuale situazione economica italiana, dove appare forte il concreto rischio di recessione, e individua le soluzioni con scelte mirate agli investimenti e il sostegno degli italiani all’estero.

«L’Italia  – dice l’on. Carè, eletto per il Partito Democratico nella circoscrizione estera Africa, Asia,Oceania e Antartide – registrando dallo scorso anno una contrazione della crescita economica dello 0,2% si pone in una pericolosa recessione tecnica. Il Fondo Monetario Europeo, inoltre, rileva: deficit in salita, calo dell’occupazione, bilancia commerciale al passivo. Questi tre parametri presentano un Paese apatico, immobile, stagnante. Le soluzioni, indicate dal Governo attuale per uscire dallo stallo, sono il Reddito di Cittadinanza e la Quota 100: il primo consentirebbe alle fasce di popolazione più indigenti di disporre di un reddito base, la seconda, introducendo requisiti pensionistici agevolati, favorirebbe il ricambio del lavoro dipendente, incentivando l’occupazione.

«Tuttavia, le risorse richieste, pari a circa 38 miliardi di Euro nel triennio 2019-2021, sono reperite interamente a deficit, con un consistente rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato. In realtà, dunque, una manovra economica che dovrebbe offrire impulso, causerà un rapporto debito/Pil di oltre 2 punti. ‘La manovra del popolo’ condurrà ad un rilevante aumento debitorio dei conti pubblici, con un lieve aumento dei consumi interni, stimato a meno di un decimo percentuale.

«Nessuna iniziativa – avverte l’on. Carè –  stata offerta dalla politica governativa a favore dell’export, indicato dai principali Istituti della finanza mondiale come l’unico settore economico italiano dallo spiccato trend di crescita. Non una parola di elogio nei confronti della principale sua forza motrice: la cittadinanza residente oltre confine. Gli imprenditori, le aziende operanti all’estero, le generazioni ora nei nuovi territori di adozione: strumento essenziale per il Paese. Certamente vi sono anche numerosi fattori esterni incidenti: le relazioni tese tra Washington e Pechino, la Brexit, una tendenza ad atteggiamenti protezionistici nonché il rallentamento controllato degli scambi. Questi fattori condizionano i consumi interni, ma potrebbero essere efficacemente neutralizzati da una politica economica che investa sulle risorse, valorizzi le eccellenze, agevoli la promozione dei nostri beni esportabili.

«Accrescere il grado di internazionalizzazione  delle piccole e medie imprese, circa il 90% del totale, potenziare gli strumenti agevolativi, collegare il mondo del lavoro alle Università ed ai Centri di ricerca, concentrare le risorse pubbliche in settori ed aree dal maggior potenziale: solo così può attuarsi una politica efficace. A tal proposito, cito i risultati riportati nel comparto agro-alimentare, da sempre un settore fiorente. Secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, le vendite estere di prodotti agricoli hanno ceduto il 5% del loro valore con un incremento modesto dell’1%; si cresce ma troppo lentamente.
Aprirsi ai mercati internazionali, promuovendo una maggiore conoscenza dei prodotti locali infonderebbe nuova linfa in un ambito cruciale anche per l’indotto economico interno.

«In materia di export, il 2019 appare positivo  con un +2,9% verso i mercati UE e 1,2%, nell’area extra-UE; un aumento del 5,4% in India, USA, Africa sub-sahariana e Svizzera, zone economiche in cui siamo leader nella meccanica strumentale e farmaceutica. Alle consuete relazioni commerciali fruttuose con Australia e Asia, si aggiungono nuovi mercati dal trend estremamente positivo:  il Brasile con  un 11,6%, l’India con un 15,5% , la  Slovenia di cui siamo il secondo partner commerciale, il Marocco con un incredibile 10% e la Svezia con un interessante incremento dell’8%.

«La leadership di cui godiamo e gli ottimi risultati riportati , è bene sottolinearlo, non si devono alle attitudini propositive della maggioranza governativa, ma alla dedizione degli imprenditori, al rigore delle aziende, alle qualità dei prodotti che, seppur creati a ciclo industriale, sovente conservano un’artigianalità unica. Un enorme patrimonio che prospera ed esiste solo grazie al capitale umano che ci rappresenta nel mondo. Nonostante questi incoraggianti risultati economici, la politica attuale è indifferente e non sostiene questa preziosa risorsa. Non è possibile affidare interamente alla responsabilità dei cittadini, l’economia dell’intero Sistema-Italia: bisogna operare scelte mirate a sostegno degli investimenti, avere cura della cittadinanza all’estero e per l’estero, incentivarne gli scambi, aprirsi ad un contesto economico internazionale che ci considera insostituibili garanti di qualità.

«L’apatia, l’indifferenza – conclude l’on. Carè – non sono la risposta: danneggiano il Paese, lo privano di risultati, ne fiaccano gli obiettivi e ledono il benessere di tutti. (rp)

 

Wanda Ferro (FdI): «Da Toninelli colpo mortale all’Aeroporto di Crotone»

La deputata di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, lancia l’allarme sul colpo mortale inflitto – secondo la stessa Ferro – dal ministro Danilo Toninelli all’Aeroporto di Crotone. La Ferro fa riferimento alla nota inviata alla Regione Calabria dalla Direzione generale per gli aeroporti, rispetto al pagamento degli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei da e per l’aeroporto di Crotone.

«Dopo aver annunciato lo stanziamento di nove milioni di euro in tre anni per l’aeroporto di Crotone, – afferma Wanda Ferro in una nota – il ministro Toninelli fa marcia indietro e sferra un colpo mortale allo scalo pitagorico. Il ministero esprime perplessità per la scelta di collegamenti con Roma e Milano, già serviti dall’aeroporto di Lamezia. Tra l’altro, richiamandosi ad un report della Corte dei conti dell’Unione Europea, considera l’aeroporto di Crotone come una duplicazione del ‘vicino’ aeroporto di Lamezia, come se appartenessero allo stesso bacino di utenza, e calcolando un tempo di percorrenza di 62 minuti fra i due aeroporti. Una circostanza che, come risulta allo stesso Ministero, non corrisponde al vero, essendo i tempi di percorrenza almeno doppi rispetto a quelli indicati, poiché buona parte degli 88 chilometri di distanza tra i due aeroporti corrono sulla vecchia e pericolosa statale 106, in un tratto che attraversa numerosi centri abitati, e rispetto alla quale il governo non ha ancora neppure immaginato l’ammodernamento.

«Il ministero inoltre – afferma l’on. Ferro – boccia l’opzione Milano, considerandola un eccesso di offerta in ragione dei servizi garantiti su Bergamo, e dei collegamenti già garantiti da Lamezia Terme e Reggio Calabria. Altrettanto inopportuna viene giudicata la scelta di un collegamento con Torino, mentre tra le possibili destinazioni potrebbe rimanere solo quella ipotizzata di Venezia. Insomma una bocciatura totale dal ministero per il ruolo dell’aeroporto di Crotone, per i cui oneri di servizio pubblico erano stati stanziati 13 milioni di euro».

«Chiedo a questo punto al governo – prosegue Wanda Ferro – quali siano le reali intenzioni rispetto all’aeroporto di Crotone, alle cui sorti sono legate buona parte delle possibilità di sviluppo di un enorme comprensorio che si estende dal Crotonese verso la Sibaritide, e che è fortemente penalizzato da una viabilità ferma al dopoguerra. A nulla serve convocare in Calabria un Consiglio dei ministri, se poi le politiche di questo governo si limitano a provvedimenti terzomondisti, fatti di solo assistenzialismo e di nessun concreto investimento su quelle infrastrutture necessarie per consentire a questa regione di crescere con le proprie gambe, di diventare competitiva e di consentire alle proprie imprese di creare sviluppo e lavoro vero». (rp)

Caré (PD): No degli italiani all’estero sui tagli ai Comites

Il deputato Nicola Carè (PD) eletto nella circoscrizione estero (Asia Africa Oceania Antartide) ha partecipato nei giorni scorsi a Perth, in Australia, alla riunione del Comitato dei Presidenti dei Com.It.Es. in Australia. Il parlamentare, originario di Guardavalle, CZ, componente della Commissione Affari Costituzionali, sottolinea il No degli italiani all’estero alla “politica discriminatoria e irresponsabile” adottata nei confronti dei Comites.

Nel corso dell’incontro, svoltosi il 23 marzo, – riferisce una nota dell’on. Carè – sono state molteplici le tematiche di discussione affrontate, con  particolare attenzione  alla politica governativa emersa dall’attuale Legge di bilancio: riduzione dei contributi ai Com.It.Es., taglio del numero dei parlamentari previsti per le Circoscrizioni estere, diminuzione dei finanziamenti a sostegno delle attività culturali oltreconfine. In particolare, rispetto all’anno 2018, è stata prevista una riduzione del 40 per cento delle risorse destinate ai Com.It.Es..

Tale scelta politica avrà ripercussioni particolarmente gravi, coinvolgendone le funzioni a più livelli. I contraccolpi avverranno su due piani:
1. A livello micro-operativo e tecnico, tali decisioni incidono sulla operatività stessa dei singoli Com.It.Es. e danneggiano in modo irreparabile la loro natura, privandola delle sue stesse funzionalità e limitandola alle attività di ordinaria amministrazione.
2. A livello macro, tali azioni denotano la forte apatia delle istituzioni governative verso i nostri concittadini lontani: indifferenza culminata nella proposta  Legge di Riforma Costituzionale n. 1585 per ridurre la rappresentanza parlamentare nelle circoscrizioni estere.
Quest’ultima, aumentando la già evidente sproporzione tra cittadini residenti e non, mutilerebbe irrimediabilmente i loro diritti fondamentali.

«Ricordo – afferma l’on. Carè – che i Com.It.Es., un tempo Comitati dell’Emigrazione Italiana, sono stati istituiti nel 1985. Sin dagli anni Ottanta, infatti, il legislatore era consapevole che il diritto di voto, dunque la rappresentanza politica, non poteva dirsi completa senza un adeguato sistema di collegamento tra Istituzioni e cittadini: essi sono nati per rispondere a queste esigenze. Dalle elezioni dell’aprile 2015, operano con successo 101 Comites elettivi e  5 di nomina consolare: 47 in Europa, 42 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania e 7 in Africa. Essi hanno un ruolo essenziale, individuando le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunita’ italiana e promuovendo con le Autorita’ consolari e le Associazioni, svariate iniziative per la collettività. Consentono la partecipazione dei giovani, offrono opportunità , contribuiscono alla formazione professionale, curano gli ambiti ricreativi. Essi, dunque, non solo cooperano attivamente con le Istituzioni: tutelano diritti ed interessi. Sono il collante della cittadinanza italiana, avanguardia nella promozione e nella protezione del Made in Italy».

«Pertanto,  – ha detto l’on. Carè – ribadiamo un secco NO ad un indirizzo politico che ci danneggia tutti, agendo con fermezza a sostegno dell’enorme patrimonio umano oltre confine: un deciso NO ad un atteggiamento irresponsabile e discriminatorio.  Oggi più che mai, è altresì necessario un supporto costante di tutte le Istituzioni statali site all’estero, anche attraverso la promozione della lingua e della cultura italiane, ambasciatori ovunque del Sistema-Italia. Anche su questo, l’InterCom.It.Es. ha espresso una seria condanna: i tagli consistenti previsti per l’internazionalizzazione, la lingua e la cultura toccano preoccupanti livelli del 60% in meno. Riduzioni irresponsabili che certo non danneggiano solo gli italiani all’estero: potrebbero colpire anche l’economia interna del Paese con conseguenze sul Pil. La negazione dei diritti è inevitabilmente un perentorio rifiuto verso le necessità tutti gli italiani. Senza dar voce ad eccellenze e tradizione, si reca nocumento all’occupazione, alle imprese, a tutti i settori legati a sviluppo e ricerca».

Eppure, – mette in evidenza il deputato calabrese – nonostante le oggettive difficoltà, i Com.It.Es. continuano ad operare con successo con molteplici iniziative:

  • la Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo che si terrà a Palermo in aprile: quattro giorni per sintetizzare un percorso biennale a difesa e sostegno della emigrazione giovanile;
  • la recente collaborazione con Rai Italia, per diffondere in maniera più capillare la conoscenza di It.Es., C.G.I.E. e Associazioni.
  • il perfezionamento, previsto nel 2019, di un innovativo sistema di inclusione telematico dei nostri connazionali dal volto interattivo e moderno.

«Partecipazione, assistenza, formazione: le chiavi del successo di queste storiche istituzioni. La loro costante dedizione a favore sia della cittadinanza da tempo presente che di questa nuova ondata migratoria legata alle giovani generazioni, rende i Com.It.Es. un sostegno indispensabile da difendere e promuovere a vantaggio della collettività intera». – l’on Carè, ribadendo questi concetti –  ha voluto ringraziare per l’organizzazione e l’opportunità di confronto tutti i Presidenti dei Com.It.Es. in Australia ed, in particolare, alla Coordinatrice dell’evento e Presidente del Com.It.Es. per il Queensland ed il Northern Territory, Mariangela Stagnitti. (rp)