CARIATI (CS) – Inaugurato il Plesso “M. Venneri”

A Cariati è stato inaugurato il plesso scolastico “Marco Venneri”, in contrata Tramonti, realizzato con il finanziamento Fsc del Cipe per un importo complessivo di quasi 685 mila euro, dal 2017 ad oggi, l’intervento, ha richiesto la demolizione e la ricostruzione della scuola per garantire il necessario adeguamento antisismico.

«Il suono della campanella ed un arcobaleno di palloncini colorati a salutare l’ingresso dei grembiulini blu nella nuova scuola. L’aria di festa, la gioia e l’entusiasmo dei nostri piccoli concittadini, non può che ripagare di tutta la pazienza che in questi anni la comunità scolastica ha dovuto sperimentare per avere oggi un edificio più bello, accogliente e sicuro. Il raggiungimento di questo risultato è di tutti» ha dichiarato il sindaco, Filomena Greco.

Oltre al primo cittadino e alla dirigente scolastica Tiziana Cerbino, all’evento aperto anche alla partecipazione delle famiglie degli allievi, erano presenti il presidente del consiglio comunale Francesco Cicciù, il parroco George Viju, l’assessore alle politiche sociali Rosaria Bianco e di Maria Gabriella Dima e Franca Le Pere, discendenti dell’intellettuale calabrese, per un quarantennio, dalla fine dell’Ottocento a metà degli anni Trenta del Novecento, docente di discipline letterarie nel Seminario vescovile di Cariati. (rcs)

Il Consiglio comunale di Cariati approva richiesta di reinserire il Vittorio Cosentino nella rete ospedaliera regionale

«Un momento di comunione vera». Così lo ha definito il sindaco di Cariati, Filomena Greco, l’approvazione, all’unanimità, della delibera di Consiglio comunale con cui si richiede il reinserimento dell’ex ospedale Vittorio Cosentino nella rete ospedaliera regionale.

«Non dobbiamo abbassare la guardia, ma il momento ci sembra propizio per coltivare la speranza concreta di riottenere un presidio di sanità sul e per il territorio, garantendo anche ai cittadini di quest’area il diritto alla salute» ha ribadito il primo cittadino, che ha ringraziato il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per l’attenzione dimostrata e alle istituzioni locali e ai comitati dei cittadini per il costante impegno portato avanti in questi 11 anni di battaglie condivise.

All’assise, convocata dal Presidente del Consiglio Comunale Francesco Cicciù sulla base della richiesta ad hoc presentata dalla minoranza, hanno partecipato il vicesindaco Antonio Arcuri, l’assessore alle politiche sanitarie Rosaria Bianco, i consiglieri comunali Leonardo Trento, Maria Crescente e Maria Elena Ciccopiedi e gli amministratori di Crucoli, Cirò Marina, Campana, Crosia, Scala Coeli, Bocchigliero e Terravecchia.

Il Primo Cittadino ha espresso l’auspicio che il tavolo tecnico sulla sanità torni presto ad essere attivo e che i consigli comunali del territorio approvino in tempi celeri la delibera per dare ancora più forza all’iniziativa. (rcs)

CARIATI (CS) – Il Comune partecipa al bando promozione Jazz italiano

Il Comune di Cariati, guidato dal sindaco Filomena Greco, partecipa al bando del Ministero dei Beni Culturali dedicato alla promozione del jazz italiano.

«Ricercare ed intercettare fondi extra bilancio da destinare al miglioramento dei servizi e della qualità della vita della comunità. È questa, la bussola che continua a guidare l’Esecutivo il cui impegno continua ad essere quello di completare la proposta attrattiva intorno alla destinazione turistica, il cui nocciolo resta incentrato sulla valorizzazione del patrimonio identitario» ha dichiarato il primo cittadino.

Gli obiettivi dell’avviso sono quelli di promuovere talenti emergenti e formazioni jazzistiche, anche giovanili; la ricerca e la sperimentazione, anche attraverso la committenza di nuove opere, nel settore della musica jazz; favorire la conoscenza della cultura jazzistica, la circuitazione e promozione del jazz italiano in Italia e all’estero; attività formative indirizzate al perfezionamento professionale e/o realizzazione di progetti e di iniziative educative, anche con istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado; lo sviluppo professionale della filiera del jazz italiano. (rcs)

Lina, Antonio e Pietro, quei tre giovani cariatesi che sono l’immagine della Calabria audace

Luna, Antonio e Pietro sono tre giovani di Cariati che si sono distinti nel il cinema, nel cibo e nella corsa e che rappresentano la Calabria audace, una Calabria giovane che non si arrende e che ha tanto da dimostrare al mondo. Insomma, sono l’orgoglio della Calabria e del sindaco di Cariati, Filomena Greco, che ha evidenziato come «l’immagine audace della Calabria è nei suoi giovani».

«Siamo convinti – ha detto il primo cittadino – che la promozione di questa terra possa e debba passare dalla forza espressiva di una giovane attrice come Lina Siciliano, protagonista del film calabrese Una femmina, in gara al Festival di Berlino; dalla caparbia del piccolo grande Antonio Fuoco, promosso, dopo l’esperienza a bordo delle vetture Ferrari nei vari campionati GT, al volante della scuderia del cavallino AF Corse; dall’esempio di responsabilità sociale che il pluripremiato maestro pizzaiolo Pedro’s continua a rappresentare e ad esportare in tutto il mondo, con la sua pizza identitaria e che profuma di territorio».

«Ringraziamo Lina, Antonio e Pietro – ha proseguito il sindaco Greco – per aver contribuito, attraverso il loro talento a promuovere la nostra terra oltre i confini regionali, dimostrando che anche questo angolo di Calabria può essere terreno fertile di opportunità, far registrare il ritorno nella propria terra di origine o guidare le scelte di quei cervelli che hanno preferito non emigrare e restare per innovare, crescere, creare e condividere occasioni di crescita. Lo hanno dimostrato, ognuno per il proprio ambito: basta volerlo».

L’approdo di Antonio Fuoco come pilota ufficiale Ferrari in AF Corse fa seguito al percorso di crescita nel mondo delle ruote dal 2019 fino ad oggi. Nel 2022 darà il suo contributo alla squadra e alla Ferrari a bordo di una 488 LMGTE Pro numero 52, affiancato a Miguel Molina, a partire dalla 1000 Miglia del Sebring.

Ambasciatore Maestro Pizzaiolo, Premio Internazionale Doc Italy – viaggio attraverso le eccellenze. È, questo, il riconoscimento ritirato nei giorni scorsi al Campidoglio da Pietro Tangari, già Premio Herakles, imprenditore che ha deciso di restare ed investire nella sua terra. Il Premio si pone l’obiettivo di gratificare i protagonisti che promuovono l’Italia nel Mondo in tutti i settori d’eccellenza, conferendo un contributo di valore al nostro Paese, riscoprendo il senso d’appartenenza e l’identità nazionale.

Il suo provino per la parte di attrice protagonista nel Film Una femmina, esordio nel cortometraggio del cineasta cosentino Francesco Costabile, la poco più che ventenne Lina Siciliano lo ha girato nella casa famiglia dov’è cresciuta insieme ai 6 fratelli. Il suo talento è riuscito a suscitare interesse ancor prima che la pellicola uscisse nelle sale cinematografiche. (rcs)

CARIATI (CS) – Emergenza covid, dal Comune 157 mila euro per le famiglie

Il Comune di Cariati, guidato dal sindaco Filomena Greco, per contrastare l’insorgenza delle nuove povertà emerse a seguito dell’emergenza Covid, ha disposto 157 mila euro che saranno assegnati ai nuclei familiari aventi diritto attraverso buoni per l’acquisto di generi di prima necessità, rimborso per il pagamento delle utenze domestiche (energia elettrica, acqua, gas, telefono, internet e Tari) e del canone di locazione abitativo relativo al periodo gennaio – dicembre 2021.

Le domande possono essere presentate entro il 21 gennaio.

Lo ha reso noto il primo cittadino, informando con l’assessore alle politiche sociali Rosaria Bianco che la Giunta Municipale ha approvato nei giorni scorsi i criteri, l’avviso ed il modello di domanda relativi al Fondo finalizzato all’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare e di sostegno al pagamento delle utenze domestiche.

Avere la residenza anagrafica nel Comune di Cariati da almeno un anno; avere la residenza presso l’abitazione indicata nel regolare contratto; attestazione valore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) relativo al nucleo familiare in corso di validità, con un valore non superiore a 9 mila euro; titolo di possesso e/o di godimento dell’abitazione per coloro che fanno richiesta unicamente per il contributo utenze domestiche. Sono, questi, alcuni dei requisiti per richiedere il contributo.
150 euro per i nuclei familiari con un componente; 250 per le famiglie composte da due persone; 350 euro per i nuclei con 3 componenti; 450 per quelli da 4; 550 euro per le famiglie con 5 persone. Sono, questi, gli importi relativi all’erogazione dei buoni spesa alimentari che saranno incrementati di 100 euro in caso di presenza di persone con disabilità permanenti o patologie associate a disagio socio-economico e/o figli minore di anni 6.
Possono presentare domanda anche i percettori di sostegno pubblico (NASPI, reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, interventi erogati tramite Fondi PON, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, assegno sociale, contributo regionale, affitti, altre forme di sostegno previste a livello comunale o regionale), solo se rientrano nelle categorie ISEE per come indicato nell’avviso.
Redatta sul modello disponibile sull’albo pretorio online, la domanda deve essere presentata preferibilmente tramite pec all’indirizzo protocollo.cariati@asmepec.it. Per i cittadini impossibilitati a trasmettere il modulo a mezzo pec/mail, potranno consegnare la domanda cartacea all’Ufficio Protocollo in busta chiusa. Per tutte le informazioni l’ufficio di servizio sociale resta a disposizione da martedì a venerdì dalle ore 9.30 alle 13, telefono 0983.9402204. (rcs)

CARIATI – Rinviato il concerto di Capodanno in programma domani

Doveva essere un concerto ben augurante, capace di trasmettere alla platea sensazioni uniche, quelle che solo la musica è in grado di far vivere, entrando nell’intimità di ciascuno, ma il Covid-19 ha fermato anche questa manifestazione di carattere sociale e culturale, con riflesso di tipo ricreativo. Si tratta del “Concerto di Capodanno”, giunto alla sua dodicesima edizione, che era in programma domani con la Banda musicale ‘G. Puccini’ – Città di Crosia nel Teatro comunale di Cariati.

Considerata l’evoluzione della situazione epidemiologica e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, e a seguito dell’ordinanza n. 1417 del 29 dicembre del sindaco di Cariati, in cui sono previste apposite misure urgenti per il contenimento del contagio sul territorio, il presidente della Banda musicale ‘G-Puccini’ – Città di Crosia, Giuseppe Greco, nonché direttore della struttura deputata alla produzione del concerto, Istituto Donizetti di Mirto Crosia, insieme al maestro direttore della suddetta banda musicale, Franco Arcangelo,  hanno comunicato che la manifestazione è stata rinviata a data da destinarsi.

Nel corso del concerto, oltre che da  musici della banda Puccini, si sarebbero dovuti esibire, accompagnati dalla stessa orchestra, i maestri solisti Danilo Perticaro al sax  e Luca Sarubi alla tromba. Inoltre era prevista l’esibizione dei gruppi musicali ‘Controtempo live-music’ e ‘Agape wind quartet’.

«Il concerto – ha commentato il direttore Greco – è pronto ed è stato solo rinviato, con l’auspicio di poterlo realizzare al più presto, appena l’emergenza sanitaria lo consentirà”. Allo stesso Greco, a cui si è unito il Maestro Arcangelo, non sono mancate parole di ringraziamento verso l’esecutivo comunale di Cariati, guidato dal sindaco Filomena Greco,  e verso l’intera struttura del comune ionico per aver «da subito accolto l’idea di realizzare il concerto nel teatro cariatese, prodigandosi per la realizzazione, ma le condizioni oggettive non l’hanno consentito».  (rcs)

 

Tavernise (M5S): Rendere covid hospital strutture di Cariati, Lungro, Mormanno, Mesoraca e Scilla

Il capogruppo in Consiglio regionale del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha proposto di riaprire gli ospedali, oggi dismessi, di Cariati, Lungro, Mormanno, Mesoraca e Scilla, perché vengano adibiti a Covid hospital».

«La crescita esponenziale del numero dei contagiati – ha spiegato – con il consequenziale aumento della domanda di assistenza sanitaria, impone, come annunciato dallo stesso Presidente di Regione, Roberto Occhiuto, una tempestiva e decisa risposta. Risposta che, però, notoriamente deve fare i conti con la strutturale fragilità del sistema sanitario calabrese. A tanto, fanno il passo i rilievi mossi dalla Corte dei Conti recentemente, per cui in Calabria dei 134 nuovi posti letto in terapia intensiva, da aggiungersi agli esistenti 146 già attivi, e alla riconversione in posti di terapia semi-intensiva per 136 postazioni, ci ritroviamo solo 4 nuovi posti di terapia intensiva».

«Tutti gli altri interventi – ha detto ancora – risulterebbero ancora da avviare. Non bastasse, il contributo dei privati alla gestione dell’emergenza sanitaria è stato minimo. Valutata, dunque, nel complesso la rete territoriale calabrese, con interventi solo pianificati, previsti, ma da realizzarsi probabilmente, nel 2022 inoltrato, la riapertura dei nosocomi di Cariati, Lungro, Mormanno, Mesoraca e Scilla, strutture in parte già operative, perché vengano adibiti a Covid hospital risulta essere la risposta più veloce, efficiente ed efficace, all’aumento dei contagi e dei ricoveri. La stessa soluzione a più riprese, nel corso dell’emergenza sanitaria, è stata sollecitata dalle stesse amministrazioni comunali».

«Il Vittorio Cosentino di Cariati – ha detto ancora Tavernise – in attesa di essere riconvertito in ospedale di zona disagiata, offre le adeguate caratteristiche per entrare in funzione in tempi brevissimi a questo scopo. Lo stesso si può dire della struttura sanitaria del Capt di Lungro, con piani interamente ristrutturati ed arredati, nonché delle strutture di Mormanno, di Mesoraca e di Scilla, che presentano ambienti nuovissimi e ampli».

«Le strutture indicate, che in una situazione sanitaria ordinaria, potrebbero, dunque – ha spiegato ancora – garantire oltre 200 posti letto, oggi si presentano come idonee, tanto negli spazi a disposizione, per ogni misura di sicurezza, quanto per impiantistica presente, ma inutilizzata, come la Tac del Capt di Lungro, per essere adibiti a Covid hospital dedicati a ricoveri non intensivi. Strutture che vedrebbero il personale sanitario, in via di assunzione, addestrato a gestire i pazienti in ingresso secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e le linee guida emanate dai Centri di riferimento».

«È giunto il momento di accelerare fortemente – ha concluso Tavernise – perché la Calabria è in grave ritardo rispetto all’emergenza, scaturita dalla quarta ondata della pandemia, e mi rivolgo a voi tutti, perché non ho dubbi di trovarvi sulle mie stesse posizioni. Pertanto, sollecito, altresì, l’inserimento degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare nella rete ospedaliera, nel nuovo piano operativo regionale, riaprendo i reparti per come le sentenze del Consiglio di Stato impongono». (rrm)

CARIATI (CS) – Presentati sette progetti per il Cis

Sono 7 i progetti, per oltre 13 milioni di euro, con i quali l’Amministrazione Comunale candida la Città ad essere ammessa ai finanziamenti ministeriali previsti dai Contratti Istituzionali di Sviluppo (CIS), piano straordinario di interventi per valorizzare il patrimonio ambientale, turistico e culturale della regione e renderlo fruibile a tutti.

Lo ha reso noto il sindaco, Filomena Greco, sottolineando con l’assessore alle opere pubbliche Fiorenzo Bevacqua che il filo rosso delle proposte progettuali avanzate è stato, insieme a quello di migliorare la vivibilità per i residenti, quello della valorizzazione dei marcatori identitari e delle risorse storiche, paesaggistiche, ambientali ed enogastronomiche per i turismi.

Oltre 2,7 milioni per la messa in sicurezza delle aree in frana lungo l’acquedotto comunale Acquarella-Zagaria; quasi 2 milioni per il progetto di viabilità sostenibile; un milione e 700 mila euro per il progetto di riqualificazione sociale e culturale dell’area degradata denominata Borgo Marina; un milione e 738 mila per il progetto di riqualificazione ambientale della fascia rimboschita e la realizzazione di una pista ciclabile di collegamento con il centro urbano; due milioni e 700 mila euro per la riqualificazione ed il recupero della zona Stabilimento e San Paolo.

Circa 1,8 milioni per la valorizzazione del territorio e la creazione di un museo della cultura contadina; meno di un milione di euro per la realizzazione della Fabbrica del Pensiero Meridiano e del turismo esperienziale ed eco sostenibile. Sono, questi, nello specifico gli importi ed progetti che se ammessi a finanziamento potranno contribuire allo sviluppo del territorio. (rcs)

CARIATI (CS) – Al via la rassegna “Cultura del Borgo”

Ha preso il via, a Cariati, la rassegna Cultura del Borgo – L’arte di essere donna, ideata dall’avvocato Giovanna Abbruzzino e dalla poetessa Giusy Nisticò, e promossa dall’Associazione CalabriaUno Tva in collaborazione con B&B Le Torri di Teresa De Tursi, il Comune di Cariati, le Confraternite di Misericordia di Cirò Marina e Scala Colei.

La serata è stata inaugurata dalla signora Teresa De Tursi che ha portato i saluti a tutte le autorità presenti ed agli ospiti.

All’evento è intervenuto il sindaco di Cariati, Filomena Greco, che ha fatto presente come sia importante fare questo tipo di manifestazione per condividere e fare rete non solo con le associazioni, ma con tutti gli altri enti. Il ruolo delle donne nell’arte è diventato sempre più preminente, ma soprattutto è l’arte stessa ed essere mutata negli ultimi anni, una promozione del patrimonio culturale italiano coniugata con i principi della non discriminazione e delle pari opportunità.

Una piazza piena di emozioni con ospiti di grande eccellenza: Annarita Palaia, organizzatrice di eventi culturali, speaker radiofonica, ha raccontato come ha sempre avuto la passione per il palcoscenico, per il teatro e per qualsiasi mezzo che abbia a che fare con il pubblico. Per questo ha ideato Afrodite, un programma di Radiociak (la radio del capoluogo di regione), che è un viaggio nell’universo femminile svolto attraverso interviste a donne speciali che hanno voglia di raccontarsi e di condividere le loro storie. Annarita Palaia è anche ideatrice della Rassegna culturale Sabato d’Autore.

Anila Dahriu, poetessa internazionale di origini Albanesi, vincitrice di numerosi concorsi Nazionali ed Internazionali, ha raccontato come è nata la sua passione per la scrittura per la poesia, un vissuto burrascoso che ha dato vita ad opere molto intense e profonde.

Filomena Greco, presidente Associazione RriMi Bashkë APS, invece, ha messo in piedi un percorso culturale che ha come obiettivo quello di creare nel borgo dell’entroterra crotonese un punto di aggregazione intergenerazionale che ha come scopo principale quello di far riscoprire e rivivere le tradizioni, gli usi e i costumi arbëreshe. La Presidente Geco ha fatto presente come sia importante restare legati al passato per costruire il futuro e, per questo, ha presentato il costume originale del 1800, con tutti i ricami e gli ornamenti che si usavano un tempo.

Caterina Chimenti, dello Studio Alaios ha parlato del suo laboratorio d’arte che si occupa della riproduzione di terrecotte artistiche delle più importanti opere rinvenute nei siti archeologici della Magna Grecia. L’attività dello Studio Alaios nasce da una lunga collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Calabria che gli ha consentito di portare i manufatti nei punti vendita dei principali musei archeologici.

Una serata suggestiva ed interessante, condotta da Giovanna Abbruzzino e Giusy Nisticò, all’insegna dell’ottimismo, malgrado tutte le limitazioni vissute in ambito culturale negli ultimi tempi, nel massimo rispetto della normativa anti-covid, in segno di forza, quale terapia d’urto sulle fragilità emerse a seguito della pandemia.

Il prossimo appuntamento è per sabato 7 agosto, alle 21.30, a Piazzetta Fabio Friozzi, il Salotto letterario con Dante Maffia, storico, poeta e scrittore, che dialogherà con il giornalista Francesco Vignis e il pubblico.

L’11 agosto, sempre alla Piazzetta Fabio Friozzi, alle 21.30, l’evento A voce d’a Cuscienza, con Francesco Vignis, giornalista, in veste di autore delle liriche in dialetto napoletano raccolte nel libro A voce d’a CuscienzaGianni De Simone, ideatore della rivista Il CalabroneSalvatore Pucci, orafo cirotano che presenterà la sua nuova collezione eco-friendly. (rcs)

Il nuovo Arcivescovo Maurizio Aloise ha preso possesso della Diocesi di Rossano-Cariati

Da sabato mons. Maurizio Aloise è il nuovo Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati. Il presule era stato accolto in mattinata in diverse realtà pastorali e sociali: nel campo dì concentramento di Ferramonti di Tarsia, nella parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo sempre nello stesso comune. A seguire la sosta in preghiera nel Santuario di Santa Maria delle Grazie in Spezzano Albanese, fino ad arrivare nella Cattedrale di Maria Santissima Achiropita per l’insediamento ufficiale.
Ad accogliere Mons. Aloise, l’Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto, Mons. Giuseppe Satriano, Amministratore Apostolico di Rossano-Cariati, l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Vincenzo Bertolone, presidente della Cec, il Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Mons. Luigi Renzo, e il Vescovo di Oppido M. – Palmi, Mons. Francesco Milito. Presenti numerosi presbiteri, fedeli laici e autorità istituzionali, che, assieme al sindaco di Corigliano Rossano, hanno dato il benvenuto a Mons. Aloise.
Mons. Aloise ha salutato nella sua omelia i fedeli e quanti lo hanno accolto.  «Eccellenze reverendissime – ha detto–; carissimo mons. Giuseppe Satriano, che per sei anni hai servito nell’amore il cammino di Chiesa di questa bella realtà arcidiocesana; carissimi presbiteri, diaconi e seminaristi; carissime persone di vita consacrata; sorelle e fratelli carissimi…carissime autorità civili e militari. Si sta concludendo il giorno della festa del cuore Immacolato di Maria, per aprirci al giorno della memoria liturgica del dottore della Chiesa sant’Antonio di Padova. Nella cerniera tra questi due eventi liturgici, con le Letture della domenica undicesima del Tempo ordinario, s’incastona questo giorno solenne della festa di nozze tra il nuovo Pastore e la sua Chiesa particolare di Rossano-Cariati: «Esulterà il mio cuore nella tua salvezza,/ canterò al Signore,/ che mi ha beneficato» (Sal 12, 6). Con le medesime parole esultanti del Salmista, utilizzate nell’Antifona della Memoria del cuore Immacolato di Maria, saluto oggi te, santa Chiesa di Dio che è in Rossano-Cariati, Sposa che mi è stata preparata dal Padre per questo tempo opportuno di nuova seminagione del Vangelo della misericordia, del perdono e della prossimità. Io ti amo, Chiesa di Rossano-Cariati, imitando Giuseppe il giusto, che i Vangeli ci presentano come amministratore dei misteri di Dio, come sovrintendente e custode del santuario, che è la sua sposa-Maria e del Logos che è in lei! Davvero sia san Giuseppe per me l’immagine ideale del Vescovo, uomo sacro a cui oggi viene affidata questa sposa di Rossano-Cariati: ella non è a mia disposizione, ma sono io a completa, totale, generosa e fedele disposizione di te, mia santa Chiesa! Io ti amo, o mia Chiesa particolare, imitando, per quanto mi è possibile, la stessa intensità affettiva con cui ti ama il cuore Immacolato di Maria, donna che custodiva la parola di Dio, meditandola nel suo cuore (Cfr. Lc 2,19). Ti chiedo oggi, in questa festa di nozze dell’Agnello della Pasqua eterna, o mia Chiesa-Sposa, di ricambiarmi il tuo amore gioioso, accompagnato dalla preghiera allo Spirito Santo perché ispiri questa mia prima Omelia episcopale in quest’amato territorio diocesano. Amate il vostro Pastore, sorelle e fratelli carissimi della Chiesa di Rossano-Cariati: presbiteri, diaconi, seminaristi, consacrati, fedeli cristiani laici! Amatemi con lo stesso ardore che infiammava il cuore di sant’Antonio di Padova, tanto venerato nella chiesa di Terranova da Sibari, fondata nel 1542 dai Minori Osservanti col titolo, a me molto caro, di Santa Maria delle Grazie! Amiamo, a nostra volta, con cuore sincero, da Terranova a Terravecchia, tutti coloro che, non potendo essere qui presenti per l’uno o per l’altro motivo, ci sentono e ci vedono da remoto, e attendono comunque da noi dei segni efficaci e concreti di amore, prossimità, affetto, solidarietà agapica, tenerezza. Insieme esaltiamo tutti eAltoglorifichiamo la santissima Trinità: la comune preghiera, intesa come ascesa spirituale e mistica a Dio Uno e Trino, magnifichi Dio Uno e Trino come il suo unico Pastore! Esorto perciò voi, ascoltatori e fedeli tutti, a pregare con me, per ottenermi, sotto lo scudo della Beata Vergine Maria, l’aiuto speciale della Grazia divina, a cui chiedo di assistermi nell’esortarvi alla giusta comprensione delle letture di oggi. Esse segneranno non soltanto la giornata odierna, ma l’intero cammino del mio servizio episcopale tra voi e per voi. Due brevi pensieri vi affido perciò, carissimi, ognuno collegato alle Letture oggi proclamate: (1) il primo pensiero riguarda la forza propulsiva della Parola di Dio, ribadita dall’oracolo di Ezechiele sul ramoscello di cedro (il quale metterà rami e farà frutti/ e diventerà un cedro magnifico), e ripresa nelle due parabole evangeliche del seme e del granello di senape; (2) il secondo pensiero ci apre tutti all’istanza escatologica, ovvero alle cose ultime della vita cristiana ed ecclesiale: Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo!».
Il seme gettato nel terreno. 
«Il significativo brano del vangelo secondo Marco, proclamato oggi, riprende l’oracolo di Ezechiele sulla crescita rigogliosa di un seme di cedro. Originario della Cina e India meridionale, il cedro è stato introdotto nell’area mediterranea molto prima dell’era cristiana ed era già coltivato anche nella Giudea, anzi è stato il primo agrume a essere coltivato in Israele, utilizzato in occasione della Festa dei Tabernacoli. Esso simboleggia l’albero della conoscenza, come nel racconto biblico delle origini. La bellissima immagine vegetale del profeta Ezechiele viene ripresa e rilanciata oggi dalle parabole evangeliche del piccolo seme e del granello di senape. Il granello di senape, piccolissimo come la punta di uno spillo, è caratterizzato da estrema piccolezza ma da grande dinamismo vitale, in quanto cresce e, quasi sfuggendo al controllo del contadino, raggiunge anche i tre metri di altezza: «Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami» (cfr. Mt. 13,32). Per questa forza vitale, il granello di senape, è simbolo del Regno di Dio, il cui dinamismo sfugge a ogni umano controllo. Del resto, le parabole del seme nel quarto capitolo del Vangelo di Marco hanno il compito di far “esplodere” davanti ai nostri cuori il senso del Regno di Dio. Dall’evangelista l’immagine agricola viene piegata a dire qualcosa che non è più semplicemente naturale: il mistero di una Chiesa, piccolo arbusto che diventa capace di accogliere tutti i popoli della terra! Grandiosa efficacia della narrazione di Marco! Tutto ciò non suscita immediatamente nel nostro cuore, carissimi, il ricordo del ritratto di Marco, l’unica figura di evangelista rimasta in un codice greco dei Vangeli, anteriore al X secolo, qual è appunto il nostro prezioso Codex purpureus rossanensis? Questa testimonianza emblematica della Rossano bizantina, insieme con l’icona molto venerata dell’Achiropita e con le chiesette bizantine di San Marco e della Panaghia, così come l’abbazia di Santa Mari del Patire, ci ricorda il dovere primario dell’evangelizzazione nuova, a cui siamo chiamati in questo nostro tempo di reset globale, di rinascita e rinnovamento dopo la buia stagione della pandemia, che ancora affligge il mondo. Dobbiamo diffondere il piccolo seme della Parola di Dio. Il Codex, quest’insigne evangeliario, ci ha comunque risparmiato la perdita del Vangelo di Matteo e di quasi tutto quello di Marco. Delle 14 miniature conservate nel codice, di cui dodici raffigurano eventi della vita di Cristo, l’ultima è, come tutti sappiamo, il ritratto di Marco, che occupa l’intera pagina. Alla miniatura di Marco voglio oggi con voi guardare particolarmente: l’evangelista viene raffigurato mentre scrive sul rotolo pergamenaceo il suo Vangelo, lasciandosi ispirare da una donna – presumibilmente la Sapienza stessa di Dio, ma perché non vedervi la Vergine Santa –, che gli indica i punti su cui indugiare. Indugiamo oggi sulla potenza del piccolo seme della Parola di Dio: animato dallo Spirito Santo, questo seme possiede in proprio il potere di fruttificare; ma domanda di essere annunciato e seminato da noi sul buon terreno. Facilitiamo la diffusione di questo seme di origine divina, carissimi, lasciamolo germogliare e crescere, seminandolo nelle intelligenze e nei cuori di tutti. Il terreno che lo accoglie produrrà spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto sarà maturo, subito il Coltivatore manderà la falce, perché è arrivata la mietitura. Potenza, primato e forza della Parola di Dio, anche indipendentemente dai suoi annunciatori, presbiteri, predicatori e catechisti! Mettiamoci volentieri al servizio di quest’annuncio, carissimi! Diventiamo una comunità generativa e feconda, diffondendo la Parola fatta carne in Gesù Cristo! Alcuni vorrebbero vedere nel Vangelo di Marco un itinerario di fede specifico per i catecumeni (coloro che ricevono l’insegnamento orale, che ascoltano dalla viva voce). Nelle nostre terre, anche i battezzati sono, talvolta, come dei catecumeni, in quanto devono da capo ricevere abbondantemente il seme della Parola di Dio. Come il Marco raffigurato nel nostro Codice, lasciamoci guidare dalla mano di Cristo, Sapienza incarnata. Cristo è la concretizzazione personale del Regno di Dio, la cui forza di attuazione è dirompente. Non vi sembra questa, carissimi, una chiarissima indicazione di percorso per la nostra Arcidiocesi? Non vorremo noi porre al primo posto la riscoperta del primato della Parola di Dio? Se adesso questo nostro mondo è ancora governato dalla potenza del denaro, dell’inganno e della forza (la potenza di Satana), ci viene oggi ricordato che si fa vicino un diverso momento, in cui Dio stesso prenderà nelle sue mani il potere. Si va instaurando la sovranità della Parola di Dio che significa giustizia, concordia, pace, pienezza di vita. Il regno di Dio è già presente nella persona di Gesù, nelle sue Parole: comunichiamolo alle folle e al mondo, a partire dai presbiteri e dai catechisti, fino all’ultimo dei fedeli: «Siete stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna» (1Pt 1,23). Perché la Parola produca frutto, carissimi, basta seminarla, assecondando il Vangelo sine glossa: tutto il resto viene da sé. Forse che il contadino, dopo la semina, si ferma nel campo per ricordare al seme che deve germogliare? Il seme non ha bisogno di lui, è autosufficiente: ha in sé tutto il necessario per crescere e diventare spiga matura. Oggi, sorelle e fratelli tutti, abbiamo ascoltato dall’evangelista Marco come tutta la grandezza del regno celeste è paragonata a un granello di senape. E come mai una similitudine così piccola, una similitudine così minima, anzi minima tra le minime, comprende un così grande potere? Questa è tutta la speranza dei credenti, questa è l’attesa più grande di noi fedeli. Questa è la felicità delle vergini, acquistata con le lunghe prove della castità. Questa è la gloria dei martiri, guadagnata con lo spargimento di tutto il sangue. Questo è ciò che occhio non vide né orecchio udì né mai entrò nel cuore di essere umano; questo è ciò che l’apostolo assicura che è stato preparato con un mistero ineffabile per coloro che amano: noi, sorelle e fratelli carissimi, ne siamo gli umili servitori!
« Tutti – ha concluso il presule – infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo. La seconda Lettera di Paolo ai cristiani di Corinto ci presenta oggi il chiaro annuncio del mondo che sta per venire. È l’annuncio del tempo delle cose ultime, che si manifesteranno per ciascuno di noi al momento del transito (credo la resurrezione dei morti) e, per tutti noi, al momento della resurrezione finale (e la vita del mondo che verrà). Pensiamo agli ultimi tempi, carissimi, proprio mentre viviamo nella contingenza e nel frattempo! Pensiamoci quando il dolore si fa più forte, quando le inimicizie, le vendette e i tradimenti ci abbattono, quando sembra che all’orizzonte non ci sia nulla di buono e di promettente… È un invito al senso della precarietà, ma anche della speranza in Dio; un appello a non crederci infiniti, eterni e onnipotenti. È una lezione che abbiamo ricevuto a lungo, in questi mesi, anche dal virus coronato e dai suoi deprecabili effetti nella vita di tanti, che ne sono stati colpiti e abbattuti; abbiamo imparato il significato della precarietà del nostro stare al mondo. Cosa ne deriva per la nostra esistenza quotidiana? Ascoltiamo tutti, a partire dai presbiteri, un’ammonizione di san Policarpo di Smirne: «Anche i presbiteri abbiano viscere di compassione e siano misericordiosi verso tutti, cercando di ricondurre gli sviati, visitando tutti gli infermi, senza trascurare né la vedova, né l’orfano, né il povero; ma sempre solleciti di fare il bene al cospetto di Dio e degli uomini; astenendosi da ogni ira, parzialità, giudizio ingiusto; stando lontani da ogni cupidigia di denaro; non troppo facili a prestare fede alle calunnie contro alcuno, né troppo severi nei giudizi, sapendo che tutti siamo debitori per i nostri peccati» (6, 1). Di qui un analogo appello dello stesso Policarpo a tutti i battezzati: «Se dunque noi preghiamo il Signore di perdonarci, dobbiamo anche noi perdonare; poiché siamo sotto gli occhi del Signore e di Dio e tutti dovremo presentarci al tribunale di Cristo e ciascuno dovrà rendere conto di sé. Serviamolo dunque con timore e con ogni riverenza, come ci fu comandato da Lui e dagli Apostoli, che ci predicarono il Vangelo, e dai profeti che ci preannunciarono la venuta del Signore nostro; siamo zelanti per il bene, evitando quelli che danno scandalo, i falsi fratelli e coloro che, portando ipocritamente il nome del Signore, trascinano nell’errore gli uomini vuoti» (6.2,3).
La Preghiera
O MARONNA E RA CARUPITA, TU M’AIUT E MI SCAVIT, E MI POZZ LIBERAR E TERREMOTI E PESTE E DE GUERRA… O Santa Vergine Achiropita, nostra Madre e Sorella dolcissima, poniamo oggi sotto il tuo rifugio e patrocinio tutti i presbiteri, i diaconi, le persone di vita consacrata, i fedeli laici e tutte le persone di buona volontà di questa Chiesa diocesana! O nostra Amata Patrona, concedi ai presbiteri di procedere sempre d’accordo con la mente del vescovo, come già fanno. Il vostro presbiterato, carissimi, ben reputato degno di Dio, sia molto unito al Vescovo come le corde alla cetra! O nostra Madre benedetta, concedi ai consacrati e ai laici unità e amore concorde, per cantare tutti al tuo Figlio Gesù Cristo: ciascuno diventi un coro, affinché nell’armonia del vostro accordo, prendendo nell’unità il tono di Dio, cantiamo ad una sola voce per Gesù Cristo al Padre, perché ci ascolti e ci riconosca, per le buone opere! Guidaci con la tua mano santa, o Madre, a scrivere nella nostra esistenza quanto la Parola di Dio vuole da noi! Ottienici, o Madre, di trovarci nella inseparabile unità per essere sempre partecipi di Dio e concedici di non ascoltare nessuno che non ci parli di Gesù Cristo nella verità, nell’amore e nella pace. Amen, Amen!