CATANZARO – I consiglieri Capellupo e Palaia soddisfatti per i festeggiamenti in onore di San Vitaliano

«”Grande successo del weekend di eventi, spettacoli, ristorazione e socialità organizzato nel centro storico della città in occasione della festa del patrono, San Vitaliano. Grazie alla visione dell’Amministrazione comunale e in particolare all’impegno dell’assessore Antonio Borelli, questa serie di iniziative ha segnato un momento storico per Catanzaro, attirando centinaia e centinaia di persone come mai successo in precedenza. In un periodo dell’anno particolare come quello di metà luglio, dove la gente è attratta dal turismo costiero, la città si è dimostrata pronta a sorprendere e accogliere turisti e cittadini, offrendo un ricco programma di eventi che ha valorizzato il carattere identitario e l’unicità di Catanzaro. La volontà di puntare su un turismo che dialoga attivamente con i commercianti locali è stata una scelta strategica e vincente che ha rafforzato i legami tra la comunità e il tessuto commerciale del centro storico».

A dirlo sono i consiglieri comunali di Catanzaro Vincenzo Capellupo e Daniela Palaia che aggiungono: «Le strade animate dai visitatori e le piazze affollate sono la testimonianza di come sia possibile rilanciare un territorio attraverso l’organizzazione di eventi di qualità. La direzione strategica messa in campo ha dimostrato l’importanza di una collaborazione sinergica tra settore pubblico e privato per raggiungere obiettivi comuni. La festa di San Vitaliano si è trasformata così in un momento di celebrazione e rinascita per Catanzaro, con il centro storico che ha riacquistato tutta la sua vitalità e il suo fascino. Gli spettacoli come le commedie serali del Teatro Incanto e del Teatro Hercules, l’ampia offerta enogastronomica messa in piedi da Neshimu Village, le attrazioni come l’Urban trekking di Artemide e il percorso tra storia e magia di Mirabilia, hanno offerto un’esperienza unica ai partecipanti. È necessario ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo weekend di eventi e rinnovare l’impegno a sostenere ulteriori iniziative che promuovano la crescita economica e culturale della città». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Presentati i libri della poetessa Pina Majone Mauro

Il 12 luglio, presso la suggestiva Tenuta Statti, si è tenuta la presentazione del prezioso cofanetto contenente tre libri della rinomata poetessa Pina Majone Mauro, editi da Grafichéditore. L’evento ha richiamato un grande numero di amici e ammiratori dell’autrice, desiderosi di rendere omaggio alla sua straordinaria carriera letteraria.

Pina Majone Mauro ha dedicato la sua vita a promuovere la cultura e le tradizioni della regione, diventando una personalità di spicco a livello nazionale infatti è stata un’instancabile sostenitrice della Calabria e delle sue eccellenze.

La serata, condotta con maestria da Antonio Cannone, si è rivelata un incontro ricco di momenti di intensa emozione.

Durante l’evento, Costanza Falvo D’Urso e la figlia Jenny Mauro, che sono state le ideatrici e curatrici di questa opera omnia, hanno ricordato la figura di Pina.

Anna Stella Scerbo e Davide Vespier, nelle loro relazioni hanno delineato il percorso artistico e spirituale della poetessa offrendo spunti di riflessione molto preziosi.

Hanno sottolineato come le poesie di Pina tocchino corde profonde nell’animo dei lettori, che si trovano ad affrontare le sfide della vita e i momenti di sofferenza. Attraverso la sua scrittura, Pina Majone Mauro riesce a trasmettere un senso di connessione e solidarietà, facendo emergere la bellezza che può ancora essere trovata anche nelle situazioni più difficili. La sua capacità di trasformare il dolore in arte è testimone della forza dell’animo umano e dell’importanza di trovare il coraggio di affrontare le avversità.

Le poesie sono un richiamo a non smettere mai di cercare la bellezza e la gioia nella vita, nonostante le prove che essa ci possa presentare infatti coinvolgono in un viaggio emozionale unico. Le sue parole risuonano nell’anima, lasciando un’impronta indelebile.

Davide Vespier, sottolineando l’incisività e la profondità dei versi dell’autrice, ha abilmente intrecciato il suo discorso con la lettura di alcune poesie tratte dai libri del cofanetto, affidando la recitazione a Giovanna Villella, che ha sapientemente interpretato l’anima vibrante e sensibile delle composizioni di Pina.

Uno dei momenti più toccanti è stato l’emozionante lettura della poesia dedicata alla morte del figlio Carlo, sempre da parte di Giovanna Villella, che ha suscitato una forte commozione nel pubblico presente.

Magistrali le scelte delle musiche per sola arpa, che hanno accompagnato la lettura, suonate con perizia dalla bravissima Paola Testa.

Durante l’evento, è emerso anche l’amore incondizionato di Pina Majone Mauro per la Calabria, regione che ha esaltato attraverso le sue creazioni poetiche. La sua capacità di trasmettere l’anima e l’essenza di questa terra è stata ampiamente riconosciuta e celebrata dagli intervenuti.

La presentazione del cofanetto di Pina Majone Mauro è stata un’occasione unica per celebrare il talento e l’impatto letterario di una grande poetessa. La serata ha reso omaggio alla sua straordinaria capacità di esplorare le profondità dell’animo umano e di catturare l’essenza della vita attraverso la parola poetica.

Il cofanetto rappresenta un tesoro per gli amanti della poesia e per coloro che desiderano immergersi nell’universo creativo di Pina Majone Mauro. La sua poetica intensa, maestosa e commovente trova la sua massima espressione in queste opere, offrendo ai lettori un’esperienza letteraria unica ed emozionante.

Ci si augura che presto, frasi tratte dalle poesie di Pina, come “A me poeta è dato/ di attraversare la morte/ senza per questo morire” diventino celebri e ricordate e citate come avviene per i poeti più famosi.

Eugenio Guarascio, che ha sponsorizzato l’opera, e Nella Fragale, in rappresentanza della casa editrice, hanno salutato gli intervenuti. (rcz)

CONFLENTI (CZ) – Omaggio agli anziani con la Festa degli adultissimi

I volontari dell’Associazione Una Voce Tante Voci hanno reso omaggio agli anziani in una giornata di gioia e scambio culturale.

Sabato 15 luglio il territorio di Conflenti si è trasformato in un tripudio di allegria e connessione intergenerazionale con la celebrazione della festa degli “Adultissimi”, evento organizzato dall’Associazione “Una Voce Tante Voci” che ha riunito anziani e giovani in una giornata all’insegna del buon cibo e del calore umano.

La festa ha avuto inizio con un pranzo conviviale, durante il quale gli anziani hanno avuto l’opportunità di condividere momenti di gioia e condivisione con i volontari dell’associazione. I tavoli imbanditi con prelibatezze locali e l’atmosfera festosa hanno creato un clima accogliente e caloroso, stimolando conversazioni animate e sorrisi contagiosi.

Il coinvolgimento dei suonatori del Reventino, guidati dal Maestro Giuseppe Gallo e dal giovane Loris Paola, ha rallegrato la giornata con suoni e balli della tradizione locale; il gruppo di musicisti, abili nel suonare la musica popolare con i loro strumenti tradizionali, come l’organetto, la fisarmonica e il tamburello, ha riempito l’aria di melodie coinvolgenti e ritmi vivaci, catturando l’attenzione di tutti i presenti.

Gli anziani hanno ballato al ritmo della musica, dimostrando che l’età non è un ostacolo alla gioia e alla vitalità. Le note travolgenti hanno risvegliato ricordi ed emozioni, creando un ponte tra le generazioni e permettendo agli anziani di condividere con i più giovani le tradizioni e la cultura del loro passato.

L’iniziativa ha dimostrato che lo scambio culturale e l’interazione tra diverse generazioni sono fonti di arricchimento reciproco: i volontari hanno avuto l’opportunità di apprezzare la saggezza e l’esperienza degli anziani, mentre questi ultimi si sono sentiti valorizzati e riconosciuti per il loro contributo alla comunità. Un senso di gratitudine e rispetto si è diffuso nell’aria, unendo le persone in un legame unico che va al di là delle differenze anagrafiche.

La festa degli anziani a Conflenti ha ormai raggiunto la quindicesima edizione, diventando un appuntamento fisso per celebrare la saggezza, l’amore e la vitalità di coloro che hanno contribuito a costruire le fondamenta della comunità. Grazie all’impegno dell’associazione Una Voce Tante Voci e alla partecipazione dei suonatori del Reventino, questa giornata è oramai diventata un ricordo indelebile per tutti i presenti.

Mentre il sole tramontava e le ultime note musicali si dissipavano nell’aria, gli anziani, i volontari e i suonatori si sono salutati con abbracci affettuosi e la promessa di ritrovarsi ancora. La festa degli anziani a Conflenti ha dimostrato che l’amore e la condivisione superano ogni barriera e che, quando diverse generazioni si uniscono, si creano momenti magici che rimangono impressi nel cuore di tutti per sempre. (rcz)

Danilo Iannello nuovo presidente del Lions Club Catanzaro Host

Danilo Iannello è il nuovo presidente del Lions Club Catanzaro Host, succedendo al presidente uscente Gioacchino Passafari. Il passaggio delle consegne è avvenuto nei giorni scorsi, al Country Club Le Querce di Catanzaro.

Alla cerimonia del Passaggio delle Campane hanno partecipato numerosi officers di Circoscrizione, componenti di service, di progetti e del Comitato e rappresentanti di club del Distretto Lions 108 Ya, Tra questi: l’Immediato Past Governatore del Distretto Lions 108Ya Franco Scarpino; il Coordinatore distrettuale delle Circoscrizioni Maria Bitonti; il Presidente della Seconda Circoscrizione, Maurizio Bonanno; il Coordinatore distrettuale del progetto “Regalare un sogno ai bambini in degenza ospedaliera Un’estate al mare”, nonché presidente Unicef Calabria, Giuseppe Raiola; il Coordinatore per la Seconda Circoscrizione LCIF Antonio Scarpino; il Componente per la Calabria per il progetto “La Sicurezza sul Lavoro la prevenzione tra cultura e senso civico”, Francesco Iiritano; il componente della Seconda Circoscrizione per il progetto “Legalità e responsabilità, prevenzione in difesa del cittadino”, Angela La Gamma. Presenti, inoltre, il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Pietro Falbo; il presidente Fidapa, sezione di Catanzaro, Laura Gualtieri.

Il neo presidente, come è stato sottolineato nel corso della presentazione, è cresciuto a “pane e Lions” sulle orme e l’esempio del papà, l’avvocato Giuseppe, indimenticabile Governatore del Distretto Lions 108Ya, scomparso l’anno scorso e al quale è andato sin da subito un applauso nel ricordo commosso della sua imponente figura, esempio di altruismo e generosità nello spirito dei valori lionistici.

Prima del passaggio della campana, il presidente Passafari ha tracciato un bilancio delle attività e dei progetti realizzato con i soci nell’anno di presidenza all’insegna dell’aggregazione dei club: dalla campagna di sensibilizzazione alla prevenzione del diabete attraverso screening gratuiti, ai service culturali come quello dedicato al lavoro nella musica popolare, realizzato in collaborazione con il Conservatorio Tchaikovsky, ma anche la presentazione del service distrettuale “Artisti in Corsia” realizzato dal dottor Raiola, collette alimentari e tante attività all’insegna dell’attenzione alle necessità della comunità.

Per il presidente Iannello assieme all’emozione c’è «il peso della responsabilità che avverto per essere chiamato a guidare e rappresentare un Club con una straordinaria storia come il Catanzaro Host, che vanta al suo interno straordinarie professionalità e personalità: il valore e la caratura umana di tutti i soci rappresentano il valore aggiunto di questo club – ha detto ancora –. Il Lions Club Catanzaro Host è sempre stato un punto di riferimento per la società civile nella quale ha operato e nella quale ha lasciato un segno profondo, sino al recentissimo passato: tutti i presidenti che si sono succeduti e i presenti in sala hanno scritto la storia del lionismo e hanno scritto la storia di vicinanza sociale alla nostra collettività, ed è proprio a coloro che sono maggiormente bisognosi del nostro lavoro e del nostro intervento che saranno dirette le maggiori energie».

L’impegno del presidente Iannello, quindi, prima di tutto è quello di «mantenere alto il livello del lionismo di Catanzaro».

«E tenterò di farlo con gli amici che mi accompagneranno, prima di tutto i componenti del direttivo», ha detto ancora salutando prima di tutto il Primo Vicepresidente, l’avvocato Nicola Cantafora, al quale ha voluto rivolgere le congratulazioni per il recente riconoscimento ricevuto per i 60 anni di carriera.

Il presidente ha quindi approfondito alcuni aspetti del programma per l’anno sociale 2023-2024, «partendo dalle tradizioni, quale abbrivio del lavoro che verrà svolto, come ad esempio le attività culturali, tra le quali “il premio Targa Lions che mi sta molto a cuore ed è nella nostra storia e nelle profonde tradizioni del Club».

Accanto a ciò l’essenza del Club, i momenti sociali di servizio nell’ottica del We Serve. «Quelli ci scaldano il cuore e lo scaldano alla collettività, a cui ci rivolgiamo non solo nel senso più tradizionale e tipico della raccolta fondi, ma anche da intendersi nell’accezione di momenti di sostegno e vicinanza morale, nella convinzione che accanto alle problematiche economiche che affliggono buona parte del pianeta, vi sia una concreta necessità si sostegno morale, da svilupparsi quale contributo alla riscoperta di valori umani positivi – ha detto ancora Iannello –. Vorrei anche poi recuperare le nostre tradizioni perché ahimè il nostro recente passato caratterizzato dal Covid, che non ha visto certo il Lions sottrarsi ai suoi compiti e ai suoi scopi, ci ha privato comunque di qualcosa, ci ha privato della possibilità di aggregazione, ci ha privato della possibilità di trascorrere anche informalmente delle ore insieme».

Il presidente, infine, ha sottolineato l’importanza del confronto e delle idee da condividere per «costruire qualcosa di positivo. E allora, da parte mia ci sarà tutta la buona volontà e tutta l’energia, ma sono certo – ha concluso – che avendo a fianco le energie, le intelligenze, le professionalità, l’affetto di ognuno di voi e con qualcuno che mi aiuterà da lassù faremo grandi cose».

Nel corso della serata è stato conferito il Melvin Jones Fellow – il più alto riconoscimento che un Club possa dare ad un socio o ad un membro della società civile per importanti meriti nel servizio – ad Antonio Scarpino, già presidente del Club e attuale tesoriere, per l’impegno svolto in prima linea nel periodo della pandemia nella campagna di vaccinazione condotta all’azienda. Il premio è stato consegnato dal dottor Giuseppe Raiola.

Nel corso della cerimonia è stato celebrato l’ingresso della nuova socia Teresa Lacava. Il direttivo per l’anno 2023-2024 sarà composto da: Gioacchino Passafari (Past presidente); Nicola Cantafora (I vice presidente); Domenico Salerno (II vice presidente); Aldo Aloi (III vice presidente); Pietro Maglio (segretario); Antonio Scarpino (tesoriere); Pietro Siragusa (cerimoniere); Nicola Ruoppolo (censore); Silvia Raiola (addetto stampa); Antonio Aiello (off. Telematico); Maria Cirillo (coordinatrice di Club per LCIF); Pietro Falbo (presidente GST); Andrea Scarpino (Leo Advisor). (rcz)

PETRIZZI (CZ) – Il Movimento Terra e Libertà “elogia” Gioacchino Criaco

Movimento Terra e Libertà traccia un primo bilancio del ritorno dello scrittore Gioacchino Criaco in Calabria. Lo fanno con una nota in cui sottolineano il fatto che lo scrittore incoraggia «il bisogno di cambiamento di alcune comunità resistenti».

«Il noto scrittore Gioacchino Criaco – scrivono – appartiene alla razza in via d’estinzione degli intellettuali in trincea, pronti a levare la loro voce contro le storture della società e gli interessi dei potenti, cioè quei conducenti impazziti del treno in corsa coi freni rotti sul quale siamo saliti tutti quanti. Naturalmente costoro in questa fase storica digeriscono peggio di una volta gli oppositori, abituati come sono a giovarsi di una pletora di professionisti della cultura, veicolatori indefessi di luoghi comuni falsi e consolatori che ci fanno accettare il mortifero stato di cose presente. Non stupisce, in questo scenario, che, mentre il territorio calabrese perde di giorno in giorno le sue qualità primarie (salubrità dell’aria e delle acque, vegetazione, fertilità della terra e suoli non impermeabilizzati) a tutto vantaggio di speculatori spesso finanziati dal pubblico erario per scempiarlo irrimediabilmente, chi si interroga sul modo di ostacolare questo processo non richiami per nulla l’attenzione dei mezzi di informazione».

Continua la nota: «Dall’8 al 13 luglio è obiettivamente successo in Calabria meridionale qualcosa di straordinario e importante: alcuni gruppi umani tra loro collegati e impegnati nelle lotte territoriali hanno organizzato spazi di discussione pubblica con Gioacchino Criaco, che a tutti gli effetti è un loro utile e disponibile interlocutore, uno dei pochissimi intellettuali di riferimento per i calabresi resistenti, capaci di mettere in discussione l’economia della crescita e la società ossessionata da quei traguardi produttivi di fatto incompatibili con la sopravvivenza della specie umana sulla Terra».

A Petrizzi (Cz), «dove si è insediata nell’ultima tornata elettorale un’amministrazione guidata da un sindaco che fa parte di una cooperativa agricola impegnata nella battaglia in difesa dei boschi delle Serre minacciati dal cosiddetto “eolico stragista”, a San Giorgio Morgeto nell’ambito di un festival frequentato da produttori di cibo sano rispettosi degli ecosistemi e capaci di comprendere l’importanza della biodiversità, a Gallico presso il Centro sociale Cartella che offre da anni ai medesimi produttori spazi, aiuti e appoggi, davanti a una motivata platea mobilitata dalla locale sezione dell’Anpi e dalla fattoria sociale “Terre di Vasia” a Serrata, paese incuneato in un’area fertile e amena sulla quale pende la spada di Damocle rappresentata da un progetto di parco fotovoltaico dall’oscena ampiezza (200 ettari!), e infine a Reggio Calabria, in un contesto in cui Maria Lucia Parisi della sezione Condò dell’ Anpi è riuscita a convogliare gli sforzi e gli entusiasmi di altre associazioni e di numerosi singoli, Gioacchino Criaco ha interagito con i presenti (coadiuvato da vari moderatori degli incontri come Dario Macrì, Sergio Pelaia, Lucia Cara e Michele Trungadi) invitandoli a cambiare immaginario e punto di vista e a lottare per scongiurare il rischio, al momento molto concreto, di consegnare un Pianeta inabitabile alle prossime generazioni. Il prossimo appuntamento per questi amanti della vita disposti a sfidare l’economia della morte è proprio nella fattoria sociale “Terre di Vasia” per il 22 e il 23 luglio, un altro spazio «orizzontale “per i ragionamenti e l’organizzazione delle successive azioni collettive». (rcz)

CATANZARO – Info point nel Centro storico, la soddisfazione del consigliere Arcuri

È con grande entusiasmo che il consigliere comunale Giorgio Arcuri rilancia l’apertura dell’Info Point turistico del centro storico della città. La postazione, situata all’imbocco di Corso Mazzini e ospitata nei locali delle gallerie del complesso San Giovanni, «rappresenta un importante punto di riferimento per i turisti che scelgono di visitare il capoluogo calabrese».

Frutto di una preziosa collaborazione tra l’Assessorato al Turismo, la Pro Loco e i commercianti del centro storico, questa iniziativa «segna un passo significativo nell’offerta di servizi turistici durante la stagione estiva. È la dimostrazione che il dialogo tra istituzioni e attività commerciali funziona e può portare a risultati concreti».

«Inoltre – continua – è bene ricordare che per la prima volta l’Info Point coinvolge entrambi i quartieri chiave della nostra città, il quartiere Lido e il centro storico, dimostrando che a premiare è l’impegno nel valorizzare tutte le attrazioni che Catanzaro ha da offrire. Come già dimostrato ieri durante il primo giorno di festeggiamenti per la festa di San Vitaliano, l’Info Point turistico rappresenta un punto di interesse strategico per promuovere le bellezze culturali e storiche della nostra città e che deve continuare ad essere valorizzato».

«Grazie a questo lavoro – conclude – l’Info Point turistico rappresenterà un luogo accogliente dove i visitatori potranno trovare informazioni dettagliate sulla storia, le tradizioni, gli eventi e le bellezze naturali di Catanzaro. E dimostra che, anche nel Centro storico, si può puntare su uno sviluppo economico e sociale della nostra comunità». (rcz)

CATANZARO – #Neshimu village, successo per la prima serata

Vedere il centro storico pullulare di gente in piena estate non era mai successo, soprattutto nei giorni legati alla festività del Santo Patrono, San Vitaliano.

E’ accaduto ieri sera grazie al #Neshimu Village. L’evento pensato dall’associazione Food Centro Storico ha richiamato tantissimo pubblico.

Grande successo per la formula pensata con l’area food e beverage, allestita su Corso Mazzini dalle realtà aderenti a Food Centro Storico, abbinata a tanta buona musica, da Pazz Music Bureau con dj set Sharon al travolgente concerto della C’è Rino Band con i migliori brani di Rino Gaetano.

Si è svolta anche l’estrazione dei biglietti della lotteria #Neshimu. Di seguito i numeri dei biglietti estratti e i relativi premi:
-00227, Seat Ibiza offerta dalla concessionaria AutoSala e da FCS;
-0099, percorso gastronomico calabro-siculo per 4 da Slurperie Bistrot;
-00214, 1 bottiglia di grappa mazzetti Altavilla dal Bar Cavatore;
-0008, 3 chilogrammi di pasticceria dal Panificio Tassone;
-00228. una bottiglia di champagne Collet Blanc de noir da Feel Spiris&More;
-0030, aperitivo per 4 persone al Caffè Foyer;
-00116, felpa brandizzata e una vaschetta di gelato da 1 kg dalla Gelateria Amedeo.

Grande soddisfazione da parte dell’associazione. «Siamo partiti con il progetto #Neshimu in modo sperimentale – dichiara il direttivo – e abbiamo registrato ottimi risultati in questi mesi e sempre un maggiore interesse e riscontro. Come Food Centro Storico ci siamo costituiti in piena pandemia, le difficoltà ci hanno unito, stimolato e fatto creare una rete che vogliamo portare avanti per il bene della città e dei catanzaresi. Ci crediamo, ci abbiamo investito in questo progetto e continueremo a farlo, sperando di continuare ad avere una proficua interlocuzione con chi amministra il territorio. Il Centro Storico del capoluogo merita di essere vissuto, apprezzato, valorizzato, tutelato, sia dai cittadini che dalle istituzioni».

L’iniziativa è stata organizzata con il supporto del Comune di Catanzaro e della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo. (rcz)

BADOLATO (CZ) – La proposta di Lanciano: portare il la festa del nome Italia nelle scuole

Nel 1983 l’associazione culturale “Calabria Prima Italia” di Badolato (Cz) in una indagine scritta in 40 scuole superiori italiane (due per regione) ha appurato che soltanto il 2% degli studenti ed il 5% dei docenti erano a conoscenza del fatto che il nome Italia fosse nato in Calabria, più o meno in che periodo e cosa potesse significare.

Nonostante siano passati da allora ben 41 anni, Domenico Lanciano, fondatore e responsabile del sodalizio, ipotizza che siano ancora troppi gli studenti e i docenti non in grado di rispondere a tali quesiti che sono importanti per l’identità nazionale. Propone perciò al Ministro della Pubblica Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e a tutti i dirigenti scolastici di realizzare una “Festa del Nome Italia” in qualsiasi periodo dell’anno scolastico oppure attorno ad alcune date significative per l’italianità pure per appianare una simile disinformazione che nuoce appunto alla coesione nazionale.

Ad esempio, le date più significative per celebrare il nome Italia potrebbero essere il 4 ottobre (giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia), il 4 novembre (Festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate), il 7 gennaio (Festa del tricolore), il 17 marzo (anniversario dell’avvenuta Unità d’Italia) oppure il 2 giugno (Festa della Repubblica).

Inoltre, lo stesso Lanciano propone di far festeggiare il nome Italia a tutti coloro i quali portano tale nome-emblema negli eventi anche internazionali come le stesse Forze Armate, il Coni (comitato olimpico nazionale italiano) tramite lo sport e persino presso i nostri emigrati all’estero. Urge, quindi, una vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale, magari pure tramite la stampa cartacea e web e tutte le reti televisive italiane (in particolare la Rai in quanto ente pubblico).

Ed afferma: «Noi italiani dovremmo essere fieri ed orgogliosi del nome Italia nato 3500 anni fa, non soltanto per ciò che significa e rappresenta, ma pure perché è uno dei più antichi del mondo. Un motivo in più affinché la stessa Regione Calabria non soltanto moltiplichi il suo impegno nella valorizzazione di tale preziosità unica ma decida come Ente di denominarsi ufficialmente “Calabria Prima Italia”. Avessero tutto ciò in un qualsiasi Paese estero, non avrebbero esitato tanto!».

Tutto ciò aveva sollecitato, recentemente (mercoledì 21 giugno), l’associazione “Calabria Prima Italia” (che è attiva dall’aprile 1982) realizzando con vero successo di pubblico e di mass-media la prima “Festa del nome Italia” (con il patrocino gratuito della Biblioteca Pubblica e del Comune di Davoli, nonché della Presidenza della Regione Calabria) con il conseguente “Premio Prima Italia 2023” destinato ad 84 tra istituzioni, enti, aziende, associazioni e personalità.

Intanto si sta lavorando per organizzare varie altre iniziative, tra cui il Raduno di coloro che si chiamano Italo e Italia, nonché la “Maratona Italia” nell’Istmo di Catanzaro (tra il golfo di Lamezia e il golfo di Squillace) che, come affermano i più antichi scrittori, è il luogo dove è nato il nome Italia da Re Italo attorno al 1500 avanti Cristo. (rcz)

A Catanzaro il mondo forense e della politica si è riunita in memoria di Francesco Squillace

Al Polo Museale Multifunzionale “Marca” di Catanzaro il mondo forense e quello della politica si sono incontrati in memoria di Francesco Squillace, avvocato, politico e letterato calabrese, a tre anni dalla sua scomparsa. 

A lui, infatti, è stata dedicata la giornata di studio dal titolo La coesistenza della professione forense con l’attività politica, dove un folto parterre di ospiti accorsi da tutta la Calabria per onorare il ricordo di un uomo che ha molto contribuito, con i suoi scritti e le sue attività, al progresso letterario, giuridico e amministrativo della nostra terra.

Sono intervenuti  il prof. Giovanni Pitruzzella, zvvocato Generale presso la Corte di Giustizia dell’Ue., il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, l’avv. Gianfranco Squillace, figlio di Francesco Squillace, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, Vincenzo Agosto, l’assessore comunale alla Cultura, prof.ssa Donatella Monteverdi, l’avv. Marcello Furriolo, già sindaco di Catanzaro, ed il prof. Franco Cimino. In sostituzione del dott. Guido Carlino, per la Corte dei Conti è intervenuta la dott.ssa Rossella Scerbo. Ha moderato dott. Angelo Buscema, giudice Costituzionale.

Hanno relazionato l’avv. Aldo Costa, su L’impegno al servizio della comunità tra politica e toga, l’avv. Francesco Granato (già Sindaco di Catanzaro) con un ricordo di Francesco Squillace, la politica cortese, ed il prof. Valerio Donato (Ordinario di diritto privato presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro) sulla Tutela effettiva dei diritti civili e sociali, tra difesa tecnica ed attività politica.

«Oggi celebriamo non soltanto un grande uomo e giurista, ma anche un vero e proprio modello di professionista che, per tutelare i diritti e le libertà degli individui ma al tempo stesso l’indipendenza del potere giudiziario, svolge due ruoli, quello di avvocato e quello di grande politico, entrambi con la stessa passione civile. Credo che questa figura potrebbe essere un utile esempio ai giuristi di oggi». Lo ha affermato Giovanni Pitruzzella, cui ha fatto eco Angelo Buscema: «Il rapporto tra attività forense e politica prevede un importante impegno civile, impegno di chi deve da una parte dare ascolto alle istanze dei cittadini e dall’altra mettere a disposizione la propria professionalità. L’odierna giornata di studi mette insieme questi due aspetti, invitando a coltivare la consapevolezza, investire sulla cultura e sulla capacità di dialogo con la popolazione e tra avvocati, offrendo sempre un servizio di giustizia ai cittadini con grande spirito di comunicazione».

L’evento, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Catanzaro con il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense, è stato ideato su iniziativa della famiglia Squillace.  

«Questo incontro  – ha affermato Gianfranco Squillace, figlio del compianto avvocato – ha per noi una valenza molto importante e non soltanto dal punto di vista affettivo, quanto per cristallizzare un ricordo della figura di nostro padre, un avvocato che ha abbracciato in maniera esemplare l’attività politica. Abbiamo cercato di porre l’attenzione sulla memoria di ciò che ha fatto per oltre 60 anni di attività per potere anche avere anche un ricordo tangibile di quella che è stata la sua attività».

«Un politico deve conoscere i bisogni della gente ma deve conoscere anche i limiti per rispondere a quei bisogni – ha affermato Francesco Granato –. Quindi si rivela quantomai utile e positiva la presenza di un avvocato nelle istituzioni anche perché oggi più che mai il proliferare di normative rende l’attività politica assolutamente esposta ai rischi di errore e confusione».

«Per altro verso– ha aggiunto – abbiamo ricordato un personaggio politico che ha gestito con umanità e cortesia la missione del politico in tempi in cui la politica aveva una certa supponenza e arroganza di classe. Questo avvocato dell’entroterra della provincia di Catanzaro ha vissuto la politica analizzandone sia i percorsi, i mezzi, sia i risultati. Ha scritto molti libri, di cui voglio ricordare, in particolare, quello dedicato ad Ernesto Pucci, In quella opera Squillace esprime tutta la delusione per una serie di risultati non raggiunti, per una Calabria che, dopo 50 anni dal regionalismo, non è riuscita a vincere la sfida della modernizzazione, per il Governo nazionale che ha cancellato dalla propria agenda la Questione meridionale».

«Un democristiano atipico, Francesco Squillace – ha proseguito – un politico popolare e cortese che ha contribuito come pochi ad indurre un processo di rivalutazione della politica nella opinione pubblica e nel mondo delle professioni, ma al quale non è stato consentito di arrivare fino in fondo, nonostante i suoi meriti. Ha vinto mantenendo la modestia, ha perso mantenendo la dignità, per non avere mai abusato dei mezzi in relazione ai fini. La politica allora pensava di non avere bisogno di politici come lui, fuori dal coro. Pessimismo o realismo? Io direi conoscenza profonda di una realtà indecisa e problematica, come quella calabrese». 

«Un convegno che fa comprendere quanto la grande rappresentanza in Parlamento, da sempre, di avvocati in qualità di deputati o senatori abbia un senso rispetto alla capacità di legiferare e, quindi, di essere quel valore aggiunto rispetto ai tanti temi di discussione. Ancor di più in un momento in cui si sta dibattendo della riforma della giustizia – ha affermato Wanda Ferro, rispondendo anche a domande sul tema “riforma”–. Sapete che Fratelli d’Italia si era in qualche modo opposta a quella che era stata una stortura rispetto alla riforma Cartabia, che doveva rendere la giustizia più veloce ed efficiente ma così non è stato. Devo dire già con dei provvedimenti sono state fatte delle correzioni: No allo scontro tra apparati dello Stato, credo in una sinergia rispetto ad un percorso di condivisione che deve portare ad una riforma che possa garantire le vittime, pene certe ed una giustizia realmente giusta». 

“Penso che siamo in una fase nella quale l’ingegneria costituzionale, lo svolgimento dell’attività politica e delle attività tecniche da parte degli operatori del diritto sia molto cambiato rispetto al passato – ha dichiarato, a seguire, Valerio Donato –. Un grande compito ci attende, costruire dei protagonisti capaci di esprimere la virtù del bene e di coniugare la propria attività con il raggiungimento del bene collettivo, come ha fatto con grande umiltà a mio avviso proprio l’avvocato Francesco Squillace».

«Ritengo – ha dichiarato Marcello Furriolo – che in politica mai come in questo momento ci sia necessità che l’attività sia supportata da grandi valori ideali ma anche da grandi capacità professionali, connubio che Francesco Squillace ha interpretato al più alto livello. Non è possibile che i diritti della gente siano affidati a politici che non abbiano alcun radicamento professionale con la società. Oggi lanciamo un segnale importante soprattutto ai giovani, che prendano atto della necessità di un cambiamento radicale del modo di fare politica». 

«L’avvocato Squillace è stato uno degli esempi più giusti del connubio tra politica e diritto – ha detto Donatella Monteverdi – a fondamento della società occidentale, ruolo a cui ha saputo aggiungere anche quello di intellettuale, di cultore delle tradizioni e dei luoghi. Credo che queste figure debbano essere prese ad esempio, come uomini del loro tempo, per costruire oggi un nuovo percorso che metta insieme questi due valori, politica e diritto».

«La difficile coesistenza tra i due ruoli è, a mio avviso, compatibilissima, anzi conferisce maggior forza ad entrambi i compiti, non è un caso che tantissimi avvocati siano presenti nei vari livelli dell’ Amministrazione, dal livello locale a quello parlamentare. – ha detto ancora –. Sono ben 114 gli avvocati tra deputati e senatori, ciò a dimostrazione dell’importanza del ruolo dell’avvocato come cerniera tra la società politica e la società civile. Non bisogna, poi, tralasciare l’importanza degli studi legali, presenti capillarmente su tutto il territorio, che rappresentano un presidio di legalità che offre una tutela dei diritti ad ogni livello ed ovunque».

«Calamandrei ricordava sempre – ha proseguito – che è proprio l’avvocato a garantire la regolarità del procedimento ed è lo stesso avvocato che aiuta il giudice a meglio comprendere la questione che sta giudicando ed emettere un provvedimento più giusto. Ecco perché è importante ricordare Francesco Squillace, lui che ha esercitato l’attività ai migliori livelli, che è stato amministratore con incarichi di grande responsabilità oltre che un fine intellettuale, per cui questo fa parte della poliedricità degli avvocati, conosciuti proprio per la capacità di svolgere anche altre attività oltre a quella forense».

«Un dibattito di grande rilievo quello sullo sviluppo della professione forense nell’ambito della Pubblica Amministrazione – ha aggiunto Vincenzo Agosto –. Si tratta di una coesistenza e un punto naturale di arrivo relativo a quello che è il percorso di studi che si è fatto laddove si vuole trasfondere nell’ambito della p.a. tutto ciò che si è imparato,  cercando di porre rimedio alle storture della p.a. rispetto al proprio personale punto di vista e rispetto a quella che è l’idea della Pubblica amministrazione e della gestione dei beni comuni».

«A Francesco Squillace – ha concluso Franco Cimino – va un merito straordinario, che non si ferma alla sfera affettiva. Nella vita ha fatto tutto, e tutto pienamente: l’avvocato, il padre di famiglia, il cittadino d’Italia e di Chiaravalle, il politico ed il fedele militante nella Democrazia Cristiana, il più grande partito democratico della storia repubblicana italiana».

«Lui era tante cose in una – ha aggiunto – e la passione e l’intelligenza gli consentivano di fare tutte queste cose bene, ma soprattutto era una persona educata, non soltanto gentile e cortese nei modi e signorile nelle espressioni, poiché aveva un altissimo sentimento verso le persone e un altissimo senso delle istituzioni, sapeva riconoscere le persone, il valore del loro lavoro e la grande forza dell’istituzione democratica». 

Un ritratto di grande valore, quello tratteggiato dai tanti intervenuti alla Giornata in memoria di Francesco Squillace. Un valore che si ritrova oggi nei ricordi, ma anche nella concretezza delle tante cose realizzate ed infine ma non per ultimo nei suoi libri, un patrimonio storico, culturale e politologico importante che la famiglia Squillace ha messo a disposizione di tutti gli appassionati e curiosi lettori di una storia locale che appartiene un po’ a tutti e che, anche per questo, non va dimenticata. (rcz)

CATANZARO – Radioprotezione Medica e Fisica, concluso il corso di formazione su valutazione rischi e sorveglianza

Un percorso formativo sulle tematiche inerenti la “tutela della salute” del personale delle aziende sanitarie in materia di Radioprotezione: è quello che si è sviluppato nei giorni scorsi nella Casa delle Culture della Provincia di Catanzaro con la necessità di porre l’attenzione sulle disposizioni emanate con la recente revisione/aggiornamento del D.Lgs. 81/2008 e Dl 101/2020 in Materia di Radioprotezione.

Un’attenzione particolare è necessaria per l’attività del medico competente/autorizzato (MC/MA), la sua partecipazione attiva al processo di “valutazione dei rischi”, le corrette misure di “sorveglianza sanitaria obbligatoria” e le relative procedure applicative di qualità, orientata alla qualità dei sistemi gestionali aziendali.

Il corso – con il Patrocinio dell’Ordine dei medici di Catanzaro guidato dal presidente Vincenzo Antonio Ciconte – ha previsto l’erogazione di chiare indicazioni applicative e operative in merito ad una corretta collaborazione del MC/MA al sistema aziendale di sicurezza, ed una compiuta attenzione delle misure obbligatorie di tutela sanitaria dei lavoratori.

«La radioprotezione è sia medica che fisica, quindi vede coinvolti diversi professionisti – ha affermato il dottor Massimo Sabbatucci, tra i relatori del corso – Quando parliamo di radioprotezione parliamo di radioprotezione dei lavoratori, quelli che lavorano con le radiazioni, sia in ambito sanitario ma anche in molti ambiti extrasanitari e nella popolazione, molto più ampia, oltre che della protezione dei pazienti – spiega ancora – C’è un’attenzione maggiore che si è sviluppata negli ultimi decenni, e le norme sempre in evoluzione per proteggere sempre di più il paziente, perché l’uso indiscriminato di diagnostica con le radiazioni o di terapia con le radiazioni, non è un rischio giustificabile per gli effetti che potrebbero avere».

In sostanza, sottolinea il dottor Sabbatucci «c’è bisogno di un attento studio delle dosi che il paziente riceve, dei danni che potrebbe avere, e tutto questo è legato proprio alla normativa che non risulta di facile acquisizione. Da qui l’importanza della formazione oltre che l’informazione: gli operatori devono sapere di cosa stiamo parlando in modo che possiamo parlare tutti la stessa lingua. La formazione è utile e ritorna a seguire le lezioni in presenza è molto importante perché c’è uno scambio anche di esperienze, uno scambio vivo, di discussione che molte volte esce dagli schemi. E per fortuna».

Tra i temi approfonditi quelli relativi alla legge 101/2020 e le figure professionali coinvolte; Diritti e doveri degli attori in ambito di diagnostica; Radiazioni Ionizzanti – Grandezze ed unità di misura; Radioattività naturale ed artificiale; gli Effetti Biologici delle Radiazioni Ionizzanti; l’Irradiazione esterna e contaminazione radioattiva.

Il Comitato scientifico del corso è composto dai dottori: Salvatore De Filippo, Anna Maria Passafari, Rosario Colace e Saverio Palermo. (rcz)