CROTONE – Al via i lavori di restauro del Castello Carlo V

Sono partiti lunedì 20 marzo i lavori di ristrutturazione del Castello di Crotone. Per l’esattezza si tratta di lavori che riguardano il recupero e la ristrutturazione del Bastione San Giacomo del Castello Carlo V della città pitagorica.

A darne notizia è il Segretariato regionale per la Calabria del Ministero della Cultura.

L’intervento, finanziato dal Pon Cultura e sviluppo (Fesr 2014-2020) del Ministero della Cultura, è gestito dal Segretariato regionale del Mic per la Calabria con un importo di 3.000.000 di euro. Il Castello Carlo V ha ottenuto il finanziamento in quanto rientra tra gli attrattori culturali calabresi, grazie alla sua importanza storica e monumentale.

La struttura costruita intorno all’800 d.C. per difendere la città dalle incursioni saracene, fu ristrutturata da Carlo V d’Asburgo e conserva sia torri circolari che bastioni che si affacciano sul mare. Dichiarato di interesse culturale nel 1965 ai sensi della legge 1089/39, è un grande complesso monumentale costituito da bastioni e cortine murarie che cingono una collina. La fortezza racchiude un’area di 13.560 metri quadri ed ha un perimetro di 640 m.

Il Bastione San Giacomo è posizionato nella zona sud-est del Castello, il cui ingresso è ubicato sul lato ovest. Entrati nel Castello, il percorso per raggiungere la sommità del Bastione è costituito da una rampa pavimentata con porfido che conduce sul lato sud del Castello, su un’area pavimentata anch’essa in porfido, che si estende dalla Torre Comandante al Bastione San Giacomo

La sommità del Bastione San Giacomo nel tempo è stata oggetto di diversi interventi che hanno previsto la realizzazione di opere in calcestruzzo che hanno portato: alla chiusura di vani e/o vuoti; allo smantellamento del sistema di allontanamento delle acque meteoriche; a rendere il piano di calpestio irregolare. Lungo il piano di calpestio sono presenti: aperture di areazione/illuminazione chiuse con grate; basamenti in calcestruzzo con piastra superiore in acciaio su cui durante la Prima guerra mondiale furono installate batterie costiere e vegetazione diffusa

Percorrendo le scale interne del Bastione San Giacomo, che si presentano poco regolari, è possibile giungere all’esterno del Castello Carlo V, mediante la postierla detta “Le Sette Porte”, che conduce all’orto botanico posto ai piedi dello stesso Bastione.

L’intervento di restauro comprenderà il ripristino della scala posta all’ingresso del Castello, il risanamento dei paramenti murari, il ripristino dei vani interni, il ripristino della sommità e dei paramenti del bastione, la messa in sicurezza degli archi in muratura, il ripristino dell’illuminazione esterna ed interna ed altre attività che consentiranno la piena fruizione dello storico edificio. (rkr)

CROTONE – La mostra “Rara Avis” dello scultore Antonio Affidato

Fino al 30 marzo è possibile visitare, al Museo Archeologico di Crotone, la mostra “Rara Avis – Olò ghiru tu Kròton” dello scultore Antonio Affidato.

L’artista espone nove sculture in bronzo che raffigurano alcuni personaggi della storia e del mito dell’antica magna Grecia. Pitagora, Milone, Hera Lacinia, Alcmeone, Serse, Phayllos, Medusa, Eracle e Gea, resteranno esposte fino al 30 giugno 2023. Una mostra che vuole esprimere il legame dell’artista con la sua terra ricca di storia arte e cultura.

Rispetto alla precedente mostra nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, Rara Avis è stata arricchita da tre nuove sculture in bronzo: Eracle, Milone ed Hera Lacinia, che si vanno a sommare a Gea, Medusa, Pitagora, Serse, Alcmeone e Phayllos, per un totale di nove opere. La mostra mette al centro la città di Kroton analizzando quello che è il retaggio storico, culturale di una terra ricca e variegata. La mostra ha anche lo scopo di raccontare il forte legame che corre tra l’artista Antonio Affidato e la sua terra. (rkr)

CROTONE – La mostra “Anime”

Fino al 19 marzo, alla Lega Navale di Crotone è possibile visitare la mostra “Anime”, dedicata alla fotografia femminile promossa dall’Associazione Culturale Ets Krotografia.

Una esposizione interamente femminile, sotto la guida della coordinatrice Erika Ursini, composta dagli scatti delle donne dell’Associazione. (rkr)

A Crotone e Crucoli al via il Sona World Festival

Prende il via domani, la prima edizione del Sona World Festival, la rassegna che si svolgerà tra Crotone e Crucoli organizzata da Calabria SonaItaly Sona grazie alla collaborazione tra Crotone World” e il “Gran Premio Manente”.

Il territorio, dunque, è pronto ad ospitare oltre 10 appuntamenti di grande rilievo artistico e culturale in un periodo lontano dalla stagione estiva che da sempre è quella più ricca di appuntamenti e concerti. Una sfida nella sfida che vuole accendere i riflettori della cultura e della musica di qualità in una provincia spesso fuori dai circuiti del genere e che si discostano dal mainstream e dalla musica leggera. Un motivo per avvicinare specialmente i giovani ad un ascolto “diverso” e più consapevole di tutta la musica.

Un’occasione per portare tra Crotone e Crucoli dei veri e propri maestri nazionali che hanno fatto della musica “identitaria” un punto di partenza sviluppandola tra gli universi jazz, blues, rock e anche elettronica. Circa 11 settimane di concerti di altissimo livello, che si svolgeranno tra la Fabbrica di Crotone e il centro storico di Crucoli, e che coinvolgeranno artisti calabresi tra i più affermati a livello internazionale e artisti del sud Italia che ci presenteranno i loro ultimi lavori discografici spesso recensiti e premiati a livello mondiale. Un primo esperimento da allargare successivamente anche alla world music internazionale, un modo per lanciare un messaggio di integrazione, di pace e di dialogo tra i popoli attraverso il linguaggio universale e “naturalmente” contaminato della musica “folk”.

Si parte l’11 marzo alle 21.30 a la Fabbrica di Crotone, con Checco Pallone accompagnato dalla sua band con special guest Alberto La Neve e Tiziana Grezzi. Checco presenterà il suo ultimo lavoro discografico dal titolo Serenate – Fiore Selvatico.

«La scelta di scrivere oggi serenate e farne un disco nasce dall’esigenza di fermarsi, dalla necessità di riappropriarsi di un linguaggio e di una pratica che crea bellezza, che implica ascolto, in una società oggi troppo spesso rumorosa. La ricerca di intimità, anche nella scelta degli strumenti protagonisti assieme alla voce ed ai testi, esprime il desiderio di semplicità, di una espressione musicale scarna, che mette al centro la parola e le vibrazioni delle corde».

Checco Pallone è uno dei più apprezzati compositori e musicista calabrese, un inizio da percussionista (tamburi a cornice) con la Compagnia Calabrese di canto Popolare che cammina di pari passo con lo studio della chitarra classica e dello stile manouche, collaborazioni versatili, dal jazz al rock fino alla musica neo-tradizionale calabrese. Ha svolto anche attività di docenza in Conservatorio e concertistica in solo e come orchestratore della Calabria Orchestra, ma anche conduttore di un programma TV sulla Calabria musicale: questa è, in sintesi, la sua vivace e articolata vita professionale.

Fiore selvatico è il suo ultimo lavoro discografico del 2022 realizzato con i musicisti a distanza nell’inverno sociale del 2020. Undici le tracce allestite, musicate dallo stesso Pallone, che ha scelto testi tradizionali di serenate dell’area reggina davvero vivide sul piano poetico, raccolte nel volume miscellaneo pubblicato nel secondo Ottocento, intitolato “Fiori selvatici. Poesie popolari calabresi”. Accanto alle liriche popolari, si ascoltano composizioni proprie e originali in dialetto cosentino o composte in coppia con la vocalist.

Il progetto Sona World Festival è realizzato grazie a CalabriaSona e Italysona ed è sostenuto dal Nuovo Imaie, da la Fabbrica, da Marasco Comunicazione, dal Comune di Crucoli, dall’Associazione Cult ed è organizzato in collaborazione con la Libreria Cerrelli, circolo arci le100Città, Jobel, Video Calabria, BlogFoolk e la Rete Italiana World Music. (rkr)

Cdm a Cutro, Tavernise (M5S): Da cdx gravissima mancanza di rispetto istituzionale per Crotone

Per il consigliere regionale e capogruppo del M5SDavide Tavernise, nel «Consiglio dei ministri, convocato per oggi a Cutro, il centrodestra avrebbe dovuto manifestare, seppur con ritardo estremo rispetto alla tragedia dei migranti, forte senso dello Stato».

«Avrebbe dovuto – ha aggiunto – perché nella realtà l’atto ultimo e penoso del governo su questa triste vicenda è il mancato invito, alla riunione del consiglio dei ministri, del sindaco di Crotone Vincenzo Voce, manifestando così mancanza di rispetto delle istituzioni. Il sindaco di Crotone, infatti, secondo quanto si apprende dalla stampa sarebbe l’unica istituzione territoriale coinvolta nella tragedia di Cutro a non essere invitata».

«Se le circostanze fossero confermate – ha concluso – rappresenterebbero soprattutto una mancanza di rispetto verso la città di Crotone che in questi tremendi giorni ha dato prova di valori profondi. Al sindaco di Crotone va la mia piena vicinanza certo che il deprecabile sgarbo istituzionale non scalfirà il suo operato orientato a tutelare in ogni modo le comunità tristemente colpite da questa tragedia. Un governo che in tali circostanze non invita un sindaco, seppur critico verso l’esecutivo, per ragioni di propaganda non rappresenta lo Stato ma solo una ristrettissima cerchia di propri elettori». (rrc)

Falbo (Camera di Commercio) in visita al Comalca, il più importante mercato ortofrutticolo del Sud Italia

Nei giorni scorsi, il presidente della Camera di Commercio Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Pietro Falbo, ha incontrato Daniele Maria Ciranni, presidente del Comalca, il più importante mercato ortofrutticolo del Sud Italia e punto di riferimento per l’intera Calabria.

Nel corso dell’incontro, Ciranni ha illustrato le attività del mercato e insieme al presidente Falbo ha avuto un proficuo colloquio con gli operatori commerciali. «I numeri del Comalca sono soddisfacenti ma potrebbero essere ulteriormente incrementati» ha chiarito ancora il presidente della Camera di Commercio commentando i risultati sinora conseguiti dal mercato ortofrutticolo. Cinquecento i fornitori e quasi mille i clienti della società consortile tra cui rivenditori ortofrutticoli, grande distribuzione organizzata o privati cittadini.

«Queste cifre parlano da sole – ha aggiunto ancora Falbo – e raccontano di un impegno costante volto a valorizzare le produzioni locali in un proficuo interscambio con prodotti nazionali e internazionali. Contiamo di implementare ulteriormente le attività a vantaggio dei produttori calabresi ma soprattutto dei consumatori alla ricerca di ortofrutta di qualità». (rcz)

L’ITALIA DI MATTARELLA ONORA I MIGRANTI
MA DEL GOVERNO IERI NON C’ERA TRACCIA

di SANTO STRATI – Non c’è niente di privato nella visita del Presidente Sergio Mattarella fatta ai sopravvissuti, alle vittime, ai familiari del naufragio di Cutro. L’Italia di Mattarella è a fianco dei calabresi a piangere dei fratelli lontani, geograficamente parlando, ma vicini nel cuore. È una tragedia immane, difficile da digerire e impossibile da archiviare come fatalità: la tratta dei migranti non finisce nello Jonio, di fronte a Cutro, come non finisce davanti alle coste di Roccella Jonica. C’è un infame mercato della disperazione, che costa peraltro migliaia di euro per un imbarco che non è sicuro, anzi tutt’altro. È una scommessa con la vita, ma è vita quelli di poveri e disperati profughi in fuga dalla guerra, dalla violenza, dalla fame?

C’è solo un singulto di speranza che sovrasta la disperazione e spinge a tentare il quasi impossibile. E, purtroppo, non sarà l’ultima tragedia del mare: il Mediterraneo, il mare definito “nostro” (nostrum) a significare la condivisione di acque che lambiscono Paesi di culture e tradizioni diverse, che però nasconde gli aspetti più bui dell’indifferenza contro cui combatte la generosità e la solidarietà dei calabresi. Per salvare vite i primi carabinieri accoris si sono lanciati nelle acque gelide, prima dell’alba, per portare soccorso o recuperare corpi senza vita. Una disperazione nella disperazione non riuscire a salvare vite di sconosciuti che tendono mani in cerca di aiuto.

E la visita di Mattarella, annunciata come privata, rappresenta il doveroso e dovuto tributo dello Stato alle nostre genti che, come sempre, fanno vedere la parte migliore di questa terra, la Calabria positiva, generosa e accogliente, ospitale e solidale. Che ha nel dna i geni della fraternità, che conosce il senso dell’umanità e offre il suo calore a chiunque. I rifugiati – che tali non sono per la nostra legislazione se non dopo burocratiche e stancanti trafile – da dovunque vengano hanno bisogno di aiuto, hanno il diritto di trovare l’assistenza e l’umanità che il mondo di oggi sembra trattare come fosse un optional.

Il Presidente Mattarella ha voluto far sentire alle vittime del naufragio, molti dei quali resteranno senza nome, il senso dell’umanità dell’Italia che si scontra con l’ottusità delle leggi e la mancanza di visione. Ma ha anche offerto un segnale di speranza ai sopravvissuti: non solo giocattoli ai bambini ricoverati ma il calore di un Paese che – al contrario dell’Europa – supera l’indifferenza e le diffidenze. E il Presidente Occhiuto ha annunciato che anche i familiari delle vittime che sono arrivati a Cutro (una quarantina) troveranno l’assistenza della Regione che li ospiterà in un albergo di Crotone e organizzerà attraverso la Protezione civile la logistica necessaria.

L’inverno demografico, al Sud, è ancora più rigido, servono braccia di uomini e donne, servono nuove famiglie – non importa di quale etnia e di quale provenienza – per ripopolare borghi abbandonati, ricostruire case lasciate andare in rovina, ridare vita a paesi sempre più numericamente rimpiccioliti, pronti a svanire, eppure non c’è un piano di accoglienza, di flussi migratori intelligenti che trasformino il problema migranti in risorsa per il Paese. C’è voluta questa tragedia per mettere in discussione gli attuali piani di accoglienza, ma non basta far arrivare – in pieno comfort via nave o aereo – chi fugge da guerre, carestie, fame e oppressione: bisogna offrire opportunità di inclusione sociale, lavoro, possibilità di crescere e integrarsi, nella legalità e nel rispetto degli usi del nostro Paese. Con il rigore necessario a garantire fedi religiose diverse e costumi che vogliano perpetrare tradizioni, senza violare etica e codici di convivenza civile.

Il Presidente Mattarella, visibilmente commosso, ieri davanti ai feretri, dove spiccavano quelle piccole bare bianche a graffiare i cuori, era l’Italia, quella vera che disconosce razzismo e xenofobia, che ha un cuore grande, anzi immenso: ciascuno ha avvertito un dolore, come se avesse perduto un parente, anche se lontano ma fraternamente vicino. Alla camera ardente il Presidente ha incontrato il Presidente Occhiuto e i sindaci di Cutro (Antonio Ceraso) e di Crotone (Vincenzo Voce). Assente – ingiustificato – il Governo che avrebbe dovuto mandare almeno un rappresentante all’apertura della camera ardente. (s)

GRAZIE AI SINDACI PER LE GENEROSITÀ DELLE COMUNITÀ DI CUTRO E CROTONE

Il Presidente Mattarella ha espresso gratitudine ai sindaci di Cutro e Crotone per la generosità espressa dalle comunità locali. «Credo – ha commentato il sindaco di Crotone Vincenzo Voce – che la presenza del presidente Mattarella qui smuoverà un po’ le coscienze. Questo dobbiamo fare. Voglio ribadire che questa gente a mare non si deve lasciare un minuto di troppo».

«La visita del presidente Mattarella, l’omaggio alle vittime della tragedia di Steccato di Cutro, – ha detto Voce – ci ha onorati e commossi. Il presidente ha espresso il cordoglio ed associato il dolore di tutto il popolo italiano al dolore dei familiari delle vittime, al dolore che la comunità crotonese sta provando in questi giorni. Abbiamo avvertito tutta la sua vicinanza ed umanità. Non ci ha fatto sentire soli. Ho avuto modo di consegnare al presidente il documento del recente consiglio comunale, un invito da parte della comunità crotonese all’unità ed all’umanità. Quell’unità e umanità che il presidente della Repubblica incarna. Abbiamo sentito lo Stato vicino attraverso il nostro grande presidente verso il quale esprimiamo tutta la nostra gratitudine» (rkr)

QUEI MESSAGGI AFFRANTI E PIENI DI UMANITÀ

Davanti al PalaMilone tanti fiori e tanti i cartelli lasciati dalle comunità di Cutro e Crotone. Il più significativo esprimeva il senso di frustrazione per non aver salvato più vite: «Se la nostra spiaggia di Steccato non ha accolto i vostri figli per la Vita, ma per la morte perdonateci», firmato da madri e donne di Steccato di Cutro.

«Ogni vita persa così è un fallimento. L’animale attacca per sopravvivere, l’uomo attacca l’uomo per egoismo. Torniamo a essere umani»,

«Non finiremo all’inferno per il male che abbiano fatto ma per il bene che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto. Nessuno si senta innocente».

Accanto a quelli anonimi anche quelli firmati: «Non si può morire così! Ognuno di noi avrebbe potuto fare di più» hanno scritto i bambini della scuola Karol Wojtyla di Isola Capo Rizzuto.

E, infine, toccante il messaggio di un altro bambino: «Quello che è successo mi ha provocato tanta tristezza». Commovente la fila di crotonesi che hanno voluto lasciare un fiore o un peluche, con una preghiera mesta e silenziosa: le parole non servono. Il dolore è autentico e va rispettato. (rkr)

 

Mattarella oggi a Crotone: l’Italia piange i migranti morti a Cutro

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  sarà oggi a Crotone per rendere omaggio alle vittime  del naufragio dell’imbarcazione a Steccato di Cutro. Lo ha reso noto l’Ansa. Al momento, sono 67 le vittime accertate. Incerto, ancora, il numero delle vittime.

Il presidente Mattarella, lo stesso giorno in cui è avvenuta la tragedia, ha espresso dolore  per «una ennesima tragedia del Mediterraneo che non può lasciare nessuno indifferente».

Il Presidente della Repubblica, poi, ha sollecitato un forte impegno della comunità internazionale per rimuovere le cause alla base dei flussi di migranti; guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, territori resi inospitali dal cambiamento climatico.

È altrettanto indispensabile che l’Unione Europea assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie, nel sostegno alla cooperazione per lo sviluppo dei paesi da cui i giovani sono costretti ad allontanarsi per mancanza di prospettive. ν

CROTONE – Concluso il progetto “Zero-Sei”

Si è concluso, nei giorni scorsi a Crotone, il progetto Zero-Sei, un’iniziativa promossa dal Comitato “Territori in Rete”, promotore per la fusione dei Comuni dell’area crotonese.

Alla conferenza, moderata dal giornalista Gianfranco Bonanno, dopo i saluti di Antonio Arcuri, presidente della Fondazione che ha ospitato l’evento, ha relazionato Emilio De Masi, già consigliere regionale, coordinatore del neonato Comitato, il quale ha illustrato in un appassionato intervento il senso e le linee guida del progetto.  Il Comitato era rappresentato, oltre che dal Coordinatore Emilio De Masi, da Domenico Critelli, già assessore provinciale della Provincia di Crotone, Salvatore De Luca, già assessore al Comune di Crotone, Salvatore Foti, imprenditore. Zero-Sei è un progetto che punta ad aggregare sei municipalità – Crotone, Cutro, Isola C.R., Scandale, Rocca di Neto e Strongoli – per giungere a una sola, grande, forte Città capace di recitare un ruolo da protagonista nel nuovo scenario del regionalismo differenziato.

Nella prospettiva di un nuovo assetto di governo regionale, infatti, si fa ancora più forte l’esigenza di una rappresentanza territoriale più omogenea, basata sulla condivisione di aspirazioni di riscatto sociale e culturale, del comune patrimonio identitario e delle rispettive esperienze amministrative, rimodulando in ottica partecipativa l’idea di un campanilismo ormai superato dalle trasformazioni socio-economiche e demografiche del nostro tempo. La città in embrione sarebbe la seconda in Italia per estensione geografica (oltre 600 Km. quadrati, seconda solo alla Capitale), con 100mila abitanti e ben 32 Km. di costa. Il progetto prevede una roadmap che toccherà, a partire dalle prossime settimane, tutti i Comuni interessati, dove l’idea sarà proposta agli amministratori e alle comunità locali. (rkr)

MIGRANTI, CONTRO L’INDIFFERENZA UE
C’È IL DOLORE AUTENTICO DEI CALABRESI

di SANTO STRATI – L’immagine dei corpicini dei due gemellini senza vita spiaggiati sulle coste di Cutro resterà il simbolo più angosciante di questa nuova e, purtroppo, non ultima, tragedia del mare. Tragedia epilogo di un viaggio non della speranza ma della disperazione. È forte il dolore della gente calabra, come se ognuno in questa tragedia avesse perso un figlio, un genitore, un fratello: queste vittime sconosciute ci appartengono perché è nel dna dei calabresi il senso di solidarietà, ma soprattutto di fraternità, che viene fuori incontrollabile, sempre davanti a qualunque sciagura o calamità.

La tragedia di Cutro non stiamo a dire, col senno di poi, che forse si poteva evitare: è un problema che si trascina da anni quello degli sbarchi, che ricade sulle spalle di sindaci la cui umanità ci fa fare pace con le amministrazioni locali. Un problema che non si risolve con provvedimenti legislativi o ordinanze assurde (sapete che chi soccorre senza autorizzazione i profughi rischia pesanti ammende, dopo il decreto Piantedosi-Meloni sulle ONG?), ma andrebbe affrontato con buonsenso e cristiano spirito di umanità. I migranti fuggono da guerre, disagi sociali, povertà: non sono alla ricerca di un eden (ormai impossibile dovunque) ma di uno sbocco di vita, un’aspettativa di futuro da poter offrire ai propri figli, in realtà dove non solo la lingua è sconosciuta, ma anche le relazioni interpersonali si scontrano con pregiudizi e preconcetti di sapore razzista.

Questa tragedia ha colpito profondamente la Calabria e in poca parte l’Italia: tra distrazione e indifferenza la nostra terra ha mostrato ancora una volta il suo fortissimo rispetto verso tutti, con un innato spirito di accoglienza che, purtroppo, non trova sempre il meritato consenso. La questione richiede soluzioni, ha bisogno dell’intervento dell’Europa – come segnalato con convinzione dal Presidente Occhiuto – ma va affrontata con realismo e decisione.

Non si tratta solo di fermare le partenze: avete minimamente idea dei campi di “concentramento” dove sciacalli senza scrupoli – trafficanti di uomini – ammassano gli aspiranti fuggitivi, che pagano cifre assurde (anche vendendosi un rene, o addirittura un figlio) e restano in attesa di un’imbarcazione, qualunque essa sia, che possa portarli via. E sono costretti ad aspettare, in condizioni disumane, un imbarco che rischiano di perdere, con l’addio ai soldi versati o “impegnati”. E mentre si discute come fermare gli imbarchi, nessuno si rende conto che la decrescita demografica del nostro Paese potrebbe trovare risorse umane preziose, volenterose e forti, in grado di sopperire la cronica mancanza di manodopera là dove, anche se ci sono occasioni di lavoro, c’è il rifiuto alimentato dal facile reddito di cittadinanza, distribuito, ahimè, senza criterio.

Diciamoci la verità, il modello è quello che si era inventato Mimmo Lucano, oggi in attesa di un verdetto (forse ingiusto, permetteteci il dubbio) che aveva creato e messo insieme una comunità multietnica coesa, inventando un lavoro, riattivando case abbandonate, creando occasioni di impiego, regalando una prospettiva di vita. Quella realtà di Riace non esiste più per tante ragioni, ma il modello che fece andare in copertina sul  prestigioso magazine Fortune (era il 2016)  il sindaco di allora per la sua “utopia della normalità”, risulta una via non solo percorribile ma diremmo obbligata. Ci sono migliaia di case abbandonate (e offerte in vendita anche a solo un euro) in tanti borghi desolati e dimenticati: seguendo il modello del visionario ex sindaco Lucano si potrebbe pensare di far arrivare – ove ci siano le condizioni – famiglie di profughi, ma non su carrette del mare, ma con voli autorizzati o navi militari e offrire loro ospitalità in cambio di lavoro utile alla collettività, in grado anche di ridare dignità umana a chi è costretto a scappare dalla propria terra. Perseguitati, oppressi, vittime di violenza: quante famiglie distrutte, quanti giovani vite spezzate, e quanta indifferenza. Un sentimento in continua ascesa di cui il genere umano si dovrebbe vergognare. Un sentimento che, grazie a Dio, non abita dalle nostre parti: c’è la generosità e il disinteressato aiuto di tantissimi calabresi a testimoniarlo. Ecco perché oggi la Calabria piange questi fratelli sconosciuti, dal punto di vista parentale, ma fratelli di sangue, al di là di qualunque differente etnia, linguaggio, costume di vita. È un dolore autentico che merita rispetto e ammirazione, perché vale sempre la regola che chi ha poco offre tanto, al contrario di chi ha e non dà.

«In Calabria – ha detto il Presidente Occhiuto intervenendo ad Agorà su Rai 3 – i migranti li vediamo sbarcare quotidianamente, e li soccorriamo, evitando di considerarli un problema. Tante volte si tratta di bambini e di donne che scappano da Paesi in guerra e che cercano una vita migliore. Le vittime di questa sciagura hanno pagato migliaia di euro per inseguire un sogno che, purtroppo, li ha condotti alla morte». I sopravvissuti devono la vita alle centinaia di volontari che, dopo l’allerta di Frontex che aveva avvistato sabato sera l’imbarcazione della morte e, vista l’impossibilità di un soccorso via mare o via elicottero per le avverse condizioni del tempo sono accorsi in spiaggia a tirare a riva i profughi riusciti ad avvicinarsi alla costa. Erano lì, col freddo pungente, con coperte per i profughi, volontari e forze dell’ordine, medici e gente comune, entrata in acque gelide per portare a riva uomini, donne, bambini. Alcuni di loro non ce l’hanno fatta, molti, grazie ai soccorsi, hanno sfidato il gelo della morte. Il grazie a questi calabresi, vera espressione della Calabria positiva di cui andare largamente orgogliosi, non sarà mai sufficientemente grande. (s)