LOCRI (RC) – Venerdì il libro “Mio figlio sta facendo un viaggio meraviglioso”

Venerdì 16 agosto, a Locri, alle 19.30, nei giardini di Borgo Carbone, in contrata Carbone, sarà presentato il libro Edoardo Divino: mio figlio sta facendo un viaggio meraviglioso, a cura di Fabio Divino e Giulia Barillaro, con la prefazione di Mirella Restuccia, edito da Gangemi.

Alla presentazione, dopo i saluti di Andrea Candida, interverranno Francesco Maria Spanò, Francesca Mesiti e gli autori. Presenta Maria Teresa D’Agostino. Tutti i proventi del libro verranno donati alla Fondazione “Butterfly Onlus”.

Una storia vera, d’amore… diventata speciale, tutta raccontata dentro pagine dense di emozione. «Edoardo Divino nasce a Roma il 10 febbraio 2004. Inizia il suo viaggio meraviglioso il 22 gennaio 2022. Da allora sono stati numerosi i contatti e le manifestazioni che ci sono arrivati da un’altra dimensione e che avevano di fondo un sentimento di Amore incondizionato, difficile da descrivere. La coscienza con le memorie del passato, il carattere, le emozioni provate, sopravvivono alla morte che altro non è che un ritorno alla vera vita. In questo libro racconteremo lo straordinario e saggio filo logico con cui Edoardo ci ha risvegliati, reindirizzandoci verso la buona Luce», scrivono Fabio e Giulia.

REGGIO – Sabato a Gambarie si presenta il libro “Risorgi” di Francesco Tassone

Sabato 17 agosto, a Gambarie, al Residence Bucanese, alle 18, sarà presentato il libro Risorgi  di Francesco Tassone.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna Gambarie da Leggere, organizzata dal Comune di Santo Stefano in Aspromonte e coordinato da Giovanni Suraci.

L’incontro non rappresenterà semplicemente la presentazione di un libro, ma piuttosto sarà una festa in cui si condivide l’amore per la bellezza delle nostre radici, per la musica dei sentimenti e per la poesia del cuore. Francesco Tassone un fiore all’occhiello nel panorama culturale reggino in un post ha dichiarato:

«Ho avuto tanti maestri, insegnanti e persino Guru – ha detto l’autore –, in Italia e all’estero: cercavo qualcuno che lo superasse, ma, ogni volta, restavo sempre con l’amaro in bocca. Nel medio periodo il confronto non reggeva; nessuno era come lui! Luigi Tassone, mio padre, era un uomo che in qualche modo aveva capito il senso intimo della vita. E conosceva un metodo per trasformare un terreno in un’impresa agricola, una persona comune in un imprenditore di successo… e un giovane arrogante in un umile poeta appassionato. Lo sapeva fare e lo faceva con estrema naturalezza. Ogni anno, ad agosto, amava festeggiare il suo compleanno con i suoi numerosi amici a Gambarie in Aspromonte, in Provincia di Reggio Calabria. Non era un semplice compleanno, era una festa con musica, cibi semplici e buoni e ricchi premi per tutti, che iniziava la mattina e finiva la sera tardi. Per una sorta di effetti concomitanti, i premi erano così tanti, che c’era sempre un premio per tutti, nessuno perdeva!».

«Da quando lui nel 2011 è andato a svolgere la sua missione altrove – ha continuato – ogni anno in quel giorno, presento, con l’aiuto di amici preziosi, un nuovo libro, che in modi diversi, tra le righe, racconta qualcosa della mia relazione con lui. Della relazione di un figlio con suo padre. Il primo evento fu così sentito ed emozionante che in quell’occasione promisi (ahimè) di scrivere un nuovo libro ogni anno, per poterlo presentare in quel giorno speciale. Quest’anno il libro si intitola “Risorgi” e l’ho dedicato a Mamma che sarà presente all’evento. Non so come andrà a finire e se l’incontro sarà bello e intenso come le altre volte, non posso fare grandi promesse».

«Prometto solo, che se hai conosciuto Luigi Tassone in vita – ha concluso –sarà un’occasione per sentirlo vicino ancora una volta. Ma in verità, che tu lo abbia conosciuto oppure no, credimi non ha alcuna importanza. Tutti Noi abbiamo un padre da onorare. Tu vieni per il tuo».

Francesco Tassone, conosciutissimo a Reggio Calabria e all’estero, ha una propensione naturale a rendere interessante ogni sua opera, tanto da essere apprezzato su tutto il territorio nazionale dove viene chiamato per rappresentare i poeti del nostro territorio, non ultima è infatti la sua partecipazione al “Festival poetico delle visioni.”  Raduno che annualmente vede impegnati i maggiori poeti italiani. (rrc)

A Girifalco successo per il Borgia Film Festival Itinerante

Si è conclusa, con successo, a Girifalco, l’ottava edizione del Borgia Film Festival, il Festival Internazionale del cortometraggio realizzata dall’Associazione culturale Cinemando con il patrocinio del Comune di Girifalco.

La kermesse, svoltasi nel piazziale della Chiesetta dell’Annunziata, è stata condotta da Rosalba Fusto assieme ad Antonio Sinopoli e ha visto in gara 13 opere selezionate su un totale di 56 pervenute da ogni parte del mondo.

Delicate ed attuali le tematiche delle opere in gara: la guerra, il femminicidio, il Covid 19, l’inclusione e l’immigrazione, ecc.  La serata è stata inaugurata dalla splendida voce di Mariagrazia Peruzzi, e a seguire i saluti ed i ringraziamenti a nome dell’intera amministrazione comunale da parte della vicesindaca Alessia Burdino.

Ospite assoluto della prima serata, l’attore Enzo Salvi, che ha incantato e fatto ridere il pubblico con la sua performance i suoi sketch comici.

La seconda serata, aperta dall’artista Francesco Rosanò, in arte Libra, ha visto protagoniste le attrici Raffaella Fico e Raffaella di Caprio che si sono raccontate al pubblico; presente inoltre l’artista siciliano Orazio Rani, voce di spicco in Sud America. Durante la serata l’assessore alla cultura Elisa Sestito ha salutato e ringraziato l’organizzazione e tutti i presenti, sottolineando l’importanza e l’impatto culturale che il festival ha avuto, soprattutto con la trattazione di alcune tematiche durante la visione dei cortometraggi in gara. 

La terza serata, invece, ha visto in anteprima la proiezione del corto fuori concorso “Ninnaò”, girato qualche anno fa proprio a Girifalco e rappresentato dal regista Ernesto Censori. Ospiti d’onore della serata, l’attore Gianluca Di Gennaro e il cantante Costanzo Del Pinto che, con le sue note, ha trascinato il pubblico in uno spettacolo immersivo. La serata ha avuto inizio con l’esibizione del duo Karen Posella ed Anthony Junior Russomanno. 

Presenti anche l’attore calabrese Giuseppe Zavaglia, il regista Pasquale Giordano e Pino Scordamaglia, che hanno raccontato “il sogno di Piero”, un corto realizzato nel comune di Mesoraca tratto da una storia vera. 

Durante la serata, il sindaco di Girifalco, Pietrantonio Cristofaro, ha espresso gratitudine nei confronti della direttrice artistica per aver scelto Girifalco quale luogo per realizzare il festival, sottolineando il prestigio culturale e lo spessore degli ospiti presenti ed il pubblico pervenuto. 

La serata finale ha visto inoltre la premiazione dei cortometraggi vincitori. La giuria, presieduta dall’attore calabrese Rino Rodio e composta dal prof. Pino Vitaliano, lo scrittore Domenico Dara, il prof. Maurizio Tinello, Teresa Citraro, Gennaro Bertucci, critico di cinema, Lorenza Pennestrì, master in sceneggiatura, ha decretato il Premio miglior Cortometraggio ex equo con “I bambini del pane bianco” e “Il segreto”.

L’opera “un bacio di troppo” fa il bis con i premi di “miglior attore protagonista” e “miglior attore non protagonista”. Premio della critica invece al corto “Aishab” e premio per la miglior regia all’opera “Yuri”. Il “premio sezione speciale” infine è andato all’opera “My dream”. A Consegnare i premi oltre alla giuria, la direttrice artistica Rosalba Fusto e l’assessore alla cultura Elisa Sestito. 

Durante le serate, presenti inoltre anche molti attori e registi dei cortometraggi in gara tra cui anche l’attore calabrese Gianni Pellegrino che si è esibito in uno sketch divertente molto apprezzato dal pubblico.

A conclusione la direttrice artistica ha tenuto a ringraziare ancora una volta l’intera amministrazione comunale, che fin dal primo momento ha accolto e sostenuto il progetto del festival, ed in particolare il sindaco Pietrantonio Cristofaro, il vicesindaco Alessia Burdino, l’assessore alla cultura Elisa Sestito ed il consigliere Vincenzo Olivadese, il Cinema Fusto di Borgia per le proiezioni, Tele Pepè per la diretta, i ragazzi della security e tutto lo staff che si è adoperato per la buona riuscita del Festival. (rcz)

 

REGGIO – Venerdì al MArRC un viaggio tra Mito e Ragione

Venerdì, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, alle 21.30m si terrà l’evento L’Universo Magnogreco nella Calabria Ionica, una serata dedicata alla scoperta delle connessioni profonde tra l’astronomia e la cultura della Magna Grecia, in un racconto affascinante tra mito e logos.

L’evento è curato dal Planetario Pythagoras di Reggio Calabria. Durante la serata, i partecipanti saranno guidati in un racconto avvincente tra il Mito e il Logos, esplorando come l’uomo sia divenuto il protagonista di una cultura razionale e critica tipicamente occidentale.

L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali del Direttore del Museo Archeologico Nazionale, dottor Fabrizio Sudano, seguiti dalla presentazione dell’iniziativa a cura della prof.ssa Angela Misiano, responsabile scientifico del Planetario Pythagoras. Il dibattito sarà coordinato dal dottor Fortunato Zappia e vedrà la partecipazione del prof. Ulderico Nisticò e dei dottori Gabriele Quattrone e Francesco Pisani.

La serata sarà ulteriormente arricchita dall’osservazione della Luna in fase gibbosa crescente, del pianeta Saturno e delle stelle del cielo estivo, grazie agli strumenti messi a disposizione dallo staff del Planetario Pythagoras.

Sarà l’occasione per una serata indimenticabile, un viaggio straordinario tra mito, stelle e filosofia.

La Magna Grecia è storicamente simbolo di contaminazione di idee, cultura, linguaggio e tradizioni. L’astronomia, che affonda le sue radici nella nostra regione, testimonia questo iter culturale iniziato millenni fa, assumendo significati particolari per la nostra terra. I concetti di ordine e di legge naturale, presupposti ineludibili della conoscenza razionale, hanno avuto nel cielo notturno l’origine della riflessione filosofica sull’Uomo e sul Mondo.

Le stelle, con i loro nomi ispirati alla mitologia – divinità, eroi, ninfe, satiri, animali fantastici, mostri – costituivano per i nostri antenati della Magna Grecia un universo affascinante e complesso. Ma al di là delle stelle, cosa c’è? L’uomo si confronta con la follia che si oppone alla ragione, immergendosi in un dualismo tra ragione e non-ragione che ha segnato profondamente il nostro rapporto con l’umanità e la guerra. i(rrc)

ARDORE (RC) – Venerdì si presenta il saggio “L’arcolaio delle fiabe”

Venerdì 16 agosto, ad Ardore, al Castello Feudale, alle 21.30, sarà presentato il saggio L’arcolaio delle fiabe. Il femminile e la trasfigurazione nei racconti popolari di Paolo Battistel ed edito da Oligo Editore.

L’evento è stato organizzato dal Sistema Bibliotecario Territoriale Jonico – Bovalino (RC), in collaborazione con il comune di Ardore, la Pro Loco Ardore e il Centro Studi “Francesco Misiano “.

Ad aprire la serata, i saluti istituzionali del sindaco del comune di Ardore, Giuseppe Campisi, seguiranno i saluti del presidente della Pro Loco Ardore, Stefano Priolo, per concludere con il vicepresidente del Centro Studi “Francesco Misiano”, Giuseppe Grenci. Dialogano con l’autore, l’assessore alla cultura del comune di Ardore, Rosita Muscatello e il direttore del Sistema Bibliotecario Territoriale Jonico – Bovalino (RC), Antonio Bova.
Scrittore e profondo conoscitore del mito e del folklore europeo, Paolo Battistel ci conduce nei recessi più profondi di quelle antiche narrazioni che noi siamo soliti chiamare “fiabe”. Storie sacre e arcaiche generate all’alba dell’umanità e apparentemente tanto semplici da sembrare a molti soltanto delle “storie per bambini”. Dietro al velo di moralità e censura, il canto della fiaba risveglia l’essenza più profonda dell’essere umano (dal bambino all’anziano) riscuotendolo dalla sua grigia opacità e facendolo rinascere a nuova vita.
In questo testo l’autore si concentra sulla figura della donna – nei suoi infiniti volti e funzioni – all’interno delle fiabe. Si viaggerà dalla dolce Rosaspina dal sonno incantato, verso principesse viziate, in fuga da un brutto ranocchio, fino a giungere a oscure dee e streghe come Baba-Jaga. Le fiabe ci incantano perché ritroviamo in esse i frammenti della nostra stessa anima, che prendono vita al suono magico delle parole “C’era una volta…”. (rrc)

CORIGLIANO ROSSANO – Domani s’inaugura l’Effige San Francesco di Paola

È con l’inaugurazione dell’Effige San Francesco di Paola che si chiude domani, a Corigliano Rossano, il trittico votivo in via Duomo, che celebra i santi patroni della città di Corigliano-Rossano, simboli di fusione, integrazione e fede, San Nilo e San Francesco di Paola, ultimo erede del monachesimo in Calabria iniziato da proprio da San Nilo abbracciano l’effige popolare della madonna Achiropita.

 Tre icone monumentali di 2 metri che si stagliano su un fondo d’oro verso il cuore mariano della diocesi. L’opera, offerta gratuitamente, dall’artista Natalino Scino «è  un regalo fatto con il cuore alla mia città, rendendo belle degli spazi con figure legate alla nostra identità».

Il trittico si snoda in tre nicchie su via Duomo, verso la cattedrale dell’Achiropita è stato promosso come azione di rigenerazione urbana dall’amministrazione comunale.  L’ultima icona votiva, in ordine di tempo, ritrae san Francesco di Paola secondo l’antico canone della vera effige conservata a Montalto Uffugo e ripetuta in alcune opere del Museo del Codex e della chiesa dei minimi a Corigliano. L’opera completa sarà inaugurata durante la processione, in occasione dei festeggiamenti per Maria Santissima Achiropita, che si snoderà per le vie del centro storico di Rossano. (rcs)

SOVERATO (CZ) – Venerdì al via l’Azzurro Food&Beer Festival

Dal 16 al 19 agosto, sul Lungomare di Soverato fa tappa l’Azzurro food&beer Festival, con tantissimi stand gastronomici ed eventi accompagneranno visitatori e turisti durante quattro giorni di specialità e golosità italiane. Bombette pugliesi, cuoppo di pesce, arrosticini, salumi umbri, birre artigianali, prodotti tipici calabresi, sono alcune delle eccellenze culinarie del Bel Paese che sbarcheranno a Soverato.

Ma non solo cibo: alla manifestazione è in programma l’esibizione della giovane cantante, Aurora, in arte @aurytrip10

E ancora, “Skankaman Live Drum Set” un viaggio extrasensoriale tra ritmi e visioni, un’esperienza sonora e visiva che trascende la realtà quotidiana. Skankaman, carismatico frontman e fondatore della storica band reggae calabrese dei Marvanza, sarà ‘presente all’”Azzurro food&beer festival” in un originale spettacolo solista che celebra il potere della musica e del ritmo.

Mentre insieme a RaggaMafy, Skankaman proporrà al pubblico presente anche il nuovo show “Pyramid Sax” un’ora e mezza di puro divertimento, con i migliori successi Deep House, Dance e Afrobeat, arricchiti da coinvolgenti performance di sax e percussioni. Un evento imperdibile per gli amanti della musica e dell’energia rigorosamente dal vivo. (rcz)

Gli studenti dell’Aba di Reggio al Concorso dei Madonnari di Taurianova

Sebastiano Nicolò e Lara P. Cerqueira de Oliveira sono gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria che hanno partecipato alla nona edizione del Concorso Internazionale dei Madonnari di Taurianova.
Gli studenti, che hanno partecipato alla manifestazione su volere del direttore Piero Sacchetti e seguiti dal prof. Francesco Scialò e l’interessamento della prof.ssa Mimma Galluso, hanno elaborato un progetto che facesse risaltare la figura della Madonna connessa all’idea di libro, resa concreta da un effetto pop up, con al centro la cattedrale.
Lara P. Cerqueira de Oliveira, studentessa di grafica d’arte che da due anni partecipa attivamente al progetto, ha spiegato che la scelta dei colori è stata istintiva, come deve essere nel fluire creativo dell’arte: corallo per la cattedrale, verde acqua per il mantello della Madonna con sfumature viola e oro.
«Un’esperienza che consiglio – ha dichiarato – sia per l’apprendimento di un’arte antica e peculiare, che per l’esperienza di comunità che si vive in questo contesto, con la possibilità di rientrare in un circuito internazionale».
Celebrando quest’arte “di breve durata”, preziosa anche per questo, il concorso di Taurianova, fa infatti parte di un circuito virtuoso, che include Nocera, Mantova, Nicosia, fino al concorso tedesco di Blumberg nella foresta nera, al quale gli artisti sono invitati a partecipare. Spesso artisti viaggiatori, con sacco a pelo e gessetti al seguito, ai quali viene offerto il viaggio e l’ospitalità anche con l’aiuto di una rete di sostegno formata dai commercianti di Taurianova che aderiscono alla campagna “Adotta un Madonnaro”, mentre i pasti sono garantiti dallo chef Antonello, con attenzione per le esigenze di ognuno.
Antonella Larosa, alla direzione artistica dell’Associazione promotrice, artista, madonnara lei stessa, è molto soddisfatta del risultato ottenuto.
«Vogliamo soprattutto che i giovani siano praticanti di questa nobile e umile arte – ha dichiarato –, la cui storia inizia con la stessa scrittura. Per questo teniamo particolarmente alla presenza degli studenti e dei professori dell’Accademia che potrebbe promuoverla sempre di più».
«Nata come forma di devozione, quando l’artista proponeva un’immagine del santo patrono per voto – ha concluso Larosa – quest’arte è una forma di celebrazione spirituale, come abbiamo visto nelle 58 opere proposte dai 75 artisti presenti».
Organizzata dall’Associazione “Amici del Palco”, la manifestazione ha visto arrivare a Taurianova più di 70 artisti di talento arrivati da tutto il mondo per metter mano a gessetti colorati e dare forma all’antica arte impermanente dei madonnari:  dalla concorrente giapponese Canaco Matzumoto alla folta delegazione messicana, raccolti attorno al tema prescelto, “Maria, arte e sapienza” quest’anno particolarmente sentito perché legato al 130º anniversario del miracolo mariano di Taurianova e alla elezione della stessa a Capitale italiana del libro. (rrc)

CELICO (CS) – Dal lunedì 19 agosto al via il Festival dell’Effimero

Lunedì 19 agosto, a Celico, prende il via la 14esima edizione del Festival dell’Effimero di Celico, organizzato dal Comune di Celico e dall’Associazione Culturale Sila Antica, con l’intento di promuovere la cultura del territorio,  dell’ambiente e degli stili di vita sostenibili, della legalità,  attraverso la musica con artisti nazionali e del territorio, dibattiti ed eventi che hanno funzione aggregante per un intero comprensorio.

Fino al 23 agosto, dunque,  il centro presilano si trasformerà in un vero hub musicale e di eventi, con un’incredibile line-up di artisti che irromperanno felicemente con i loro spettacoli nel piccolo borgo. Il festival dell’Effimero rientra nel Progetto ‘Celico città celeste’ finanziato dal Ministero del Turismo  a valere sull’ “Avviso pubblico sul fondo di cui all’articolo 1, comma 607 della legge 29 dicembre 2022, n .197, destinato a finanziare progetti di valorizzazione dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, classificati dall’Istituto Nazionale di Statistica come comuni a vocazione turistica, al fine di incentivare interventi innovativi di accessibilità, mobilità, rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale”.

«L’edizione di quest’anno sarà molto partecipata – ha dichiarato in conferenza stampa di presentazione il sindaco di Celico, Matteo Francesco Lettieri –. In tanti, da altre regioni, stanno infatti prenotando in strutture ricettive della zona, a conferma che l’evento rappresenta un importante indotto per tutto il territorio e fino in Sila, dove le persone si fermeranno per qualche giorno in più per visitare le nostre montagne».

«Questo significa che l’evento – ha concluso Lettieri – è diventato un ottimo attrattore per far conoscere Celico e non solo».

Maggiore soddisfazione deriva anche dal fatto che il comune di Celico è beneficiario di un bando del Ministero del Turismo, per complessivi 2.250.000,000 euro. Una somma che è destinata, oltre che a iniziative culturali come il Festival dell’Effimero, anche a interventi infrastrutturali nel territorio celichese, presilano e silano, che riguardano il progetto di più ampio respiro ‘Celico città celeste’.  La storia del borgo è infatti strettamente legata a quella dell’Abate Gioacchino da Fiore, che qui ebbe i natali nel 1130: fondatore dell’Ordine florense, fu una delle figure simbolo dell’età medievale, e citato anche da Dante nel XII canto del Paradiso tra la schiera dei beati sapienti.  È proprio attorno alla figura di Gioacchino che il progetto ‘Celico città celeste’ sta alimentando un nuovo percorso per guidare il viaggiatore alla scoperta della simbologia gioachimita, e quindi dei luoghi dove l’Abate elaborò il suo pensiero. Esistono infatti, nel territorio che arriva fino a San Giovanni in Fiore, tutti i suoi luoghi,  uniti in un percorso che è fruibile come un vero e proprio itinerario insieme turistico, culturale, religioso. Lo spirito è quello di far conoscere aspetti legati alla sua personalità, al suo passaggio, per scoprire soprattutto l’attualità di Gioacchino.

Gli eventi in cartellone saranno tutti completamente gratuiti. Dopo la cerimonia di apertura del 19 agosto alle 17, il primo palcoscenico serale in Villa comunale, alle 22.00 sarà dei Villazuk che, con tutta la loro variegata espressività musicale, cantano la voglia di cambiamento, il ritorno alle cose semplici, il recupero delle tradizioni. La sera del 20 agosto, sempre in villa alle 22.00, si esibirà la Max power 883 che ripropone tutti i più grandi successi degli 883 e Max Pezzali in uno straordinario spettacolo live da cantare e ballare tutti insieme. Il 21 agosto, stesso luogo e ora, sarà la volta degli Area 765, il gruppo nato nella provincia di Rieti nel 2011 in seguito allo scioglimento dei ‘Ratti della Sabina’ di cui hanno fatto parte sin dagli esordi. Si sono imposti sulla scena musicale italiana attraverso 6 album in studio, e oltre 700 concerti in un tour senza soluzione di continuità sui palchi di tutta Italia, in piazze gremite e locali sold out.

La sera del 22 agosto al pattinodromo sarà tutta per Michele Bravi, nella la sua unica tappa estiva proprio a Celico, prima dell’avvio del tour che partirà da Assisi il 15 settembre prossimo. Sarà una  serata emozionante tra le canzoni contenute nel nuovo disco ‘Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi’, che contempla anche ‘Viaggio nel tempo’, ‘Umorismo italiano’ e ‘Malumore francese’ (feat. Carla Bruni). Così come non mancheranno i singoli di maggior successo, come ‘Il diario degli errori’, certificato disco di platino e ‘Mantieni il bacio’, disco d’oro.

La 14esima edizione del Festival dell’Effimero chiuderà il 23 sera, sempre al pattinodromo di Celico, con Ermal Meta – nel suo unico concerto gratuito in Calabria – che nei live di questa estate canta ‘Buona Fortuna’, il nuovo album pubblicato a maggio di quest’anno che porta il nome della sua bambina, Fortuna, nata a giugno scorso. Il pubblico ascolterà però anche altri successi tra cui ‘Ragazza paradiso’, ‘Piccola anima’, o ‘Non mi avete fatto niente’, canzone cantata insieme a Fabrizio Moro e vincitrice al  Festival di Sanremo 2018.

Questi gli eventi principali all’interno di un programma ricchissimo e da non perdere, di quel festival dell’Effimero, nato dall’idea dei pochi amici dell’Associazione Culturale Sila Antica, che lo avevano concepito come l’evento per un solo giorno – e per questo effimero – e che nell’arco di 14 anni si è affermato tra i maggiori eventi e di altissimo richiamo in Calabria. (rcs)

 

COGLIERE L’OPPORTUNITÀ DI RIDISEGNARE
LA CALABRIA CHE L’ITALIA NON SI ASPETTA

di MIMMO CRITELLI – Gli ultimi avvenimenti, nazionali e regionali (Autonomia Differenziata, Bonifica Sin, etc.) che hanno riguardato il posizionamento degli schieramenti politici Calabresi (Cdx e Csx), spingono ad una riflessione di merito per coglierne i punti di forza piuttosto che quelli di debolezza.

A questo si somma anche il documento-riflessione promosso dal Comitato Magna Graecia, del quale mi pregio di far parte anche in termini di ispirazione teorica, relativamente l’immobilismo amministrativo della fascia jonica: pienamente condivisibile.

Non appaia pretenziosa la simmetria fra l’autonomia delle Regioni e la conseguente perifericità dell’Arco Jonico, dal momento che in esso si sommano tutta una serie di criticità speculari alla stessa differenza fra nord e sud del Paese.

Parafrasando Roberto Occhiuto: il Tirreno e i Capoluoghi “borbonici” (Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza) rappresentano una Ferrari, a differenza dello Jonio accostabile alla Panda tanto cara al “mio” Governatore.

Non è una semplificazione, ma semplicemente una presa d’atto. Ho apprezzato e difeso il comportamento tenuto dal “mio” Presidente in ordine alle zone d’ombra e alla frettolosità con le quali la maggioranza Parlamentare di Cdx ha approvato il disegno di legge che regola l’autonomia delle Regioni.

Una maratona notturna, come i “compari” di Pisa, alla quale si sono sottratti molti parlamentari PopolarLiberali, per come mi piace appellare quelli di Forza Italia, in special modo quelli calabresi.

Ebbene, trascorse alcune settimane da quel contraddittorio politico e istituzionale con la Lega e la costituzione di qualche “Osservatorio” sugli effetti e le implicazioni dell’applicabilità della legge, si è mancato di mettere in evidenza che, ancora una volta, il ministro Calderoli si è dimostrato un “prestigiatore” dei meccanismi parlamentari e legislativi.

Sono stati colti con le mani nella marmellata, Calderoli e Zaia, dalla loro stessa frettolosità propagandista, un pò come quegli ambulanti avventizi del mordi e fuggi.

La richiesta di autonomia del Veneto, per le molte ed importanti materie non soggette ai Lep, e senza la prescrizione di un’area perequativa che azzeri il criterio della spesa storica, ha di fatto svelato l’azione unilaterale della Lega che ha finito per spiazzare anche Fratelli d’Italia che oggi è un partito che raccoglie uniformemente il suo consenso nazionale.

La successiva iniziativa europea di collocazione della Lega nel partito dei “Patrioti” di Orban, per circoscrivere la leadership di Giorgia Meloni al campo nazionalista piuttosto che europeista, è stato l’altro tassello di una strategia lucida che prova a marginalizzare il ruolo dei Popolari-Liberali-Riformisti italiani.

Ormai non sono più da annoverare come movimenti carsici quello che sta avvenendo nel rapporto fra Lega e FdI, dalla costituzione del Governo, sbilanciato a favore della Lega rispetto a FI, passando per Autonomia, Premierato, Giustizia ed Europa.

Su questi capisaldi programmatici, FI riesce a difendere le sue radici liberali e riformiste solo grazie al Ppe. Ma ritornando alla Calabria, e alla controversa legge sull’autonomia differenziata, ho motivo di pensare che Occhiuto sia rimasto più condizionato dal suo ruolo nazionale, nel porsi sulla stessa linea degli altri Governatori del Sud, insieme a Bardi, a sostegno di un Referendum che surclasserà, in termini di firme e di esito elettorale, persino quello sul nucleare o sulla riduzione dei Parlamentari.

Questa legge farlocca, da “compari” di Pisa, può solo essere disinnescata dall’esito Referendario. In caso contrario, anche se dopo due anni per le materie LEP e da subito per tutto il resto, non c’è bisogno di aspettare il parere di illustri economisti per stabilirne gli effetti distorsivi e separatisti.

Quali speranze ha un Paese dal debito pubblico sproporzionato che, nel frattempo, ha persino accentuato il divario economico e sociale fra macro aree (anche al loro interno), di vedere crescere omogeneamente e in competetizione paritaria l’intero sistema Paese? A mio giudizio, nessuno.

E spero, ardentemente, di essere smentito anche dal più semplice studente di economia senza dover scomodare luminari. Cambiando lo scenario territoriale, la Calabria non si sottrae alle dinamiche nazionali.

Se per decenni, non qualche anno, lo sviluppo e le strategie progettuali hanno orientato risorse e infrastrutture sull’asse Tirrenico o Ten-T (trasversale europea), non è forse ciò che è avvenuto fra Nord e Sud del Paese?

Non è forse che sullo “storico” calabrese oggi sentiamo parlare più di Ponte sullo Stretto che di “Autostrada dei tre mari”? In tal caso mi lascio prendere dalla mia personale suggestione di congiunzione fra le due sponde mediane del Tirreno e dello Jonio per poi procedere verso l’Adriatico nell’ambito della Macro Regione Mediterranea. E chissà che quest’ultima non sia più di una suggestione ma, forse, la soluzione al problema dell’autonomia, dove il Sud e i suoi circa 20Ml di abitanti potrebbero rappresentare una opportunità per l’Italia e per l’Europa.

Non nascondo di aver temerariamente accostato Autonomia, Bonifica dell’area Sin e Provincia della Magna Graecia, appena ho appreso che Occhiuto ha impugnato il provvedimento del Governo, e del “suo” ministro Pichetto Fratin, di smaltire i rifiuti in discarica privata adibita a ricevere quelli speciali e altamente inquinanti che giacciono in mare, da 50 anni, e sulla “consortile” da almeno 20 anni. L’occasione di un Presidente temerario, oltretutto “mio” Presidente, mi ispira una conclusione.

Se lo Jonio sta alla Calabria, come la Calabria sta all’Italia, si colga l’opportunità di ridisegnare la nuova Calabria, un’altra Calabria che «l’Italia non si aspetta».

Non la Calabria delle 3 macro Province di emanazione Sabauda, ma l’inedita Calabria che non torna indietro, ma guarda avanti e recupera il protagonismo delle periferie, spesso per auto-afflizione ed irrilevanza.

Crotone e Corigliano-Rossano nuovo asse dello sviluppo poliedrico poggiato su Bonifica e rilancio produttivo del Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara insieme all’ex sito Enel. La Zes unica come strumento programmatico ed economico per rilanciare la piattaforma logistica e intermodale del Mediterraneo orientale.

Senza campanilismi, ma in una visione ampia, solidale e di coesione.

Il sistema politico locale è inidoneo ad intravedere il futuro che si sta prospettando, salvo stracciarsi le vesti dopo prendendosela con gli altri e mai con il proprio pressappochismo.

Persino Cgil e Cisl si sono lasciati riaccorpare nell’area Centro, lasciando la sola Uil di Fabio Tomaino, alla quale mi sono iscritto, a resistere sull’autonomia organizzativa provinciale.

Si procede a grandi passi per un ritorno alle tre macro Province attesa l’irrilevanza delle piccole Crotone e Vibo.

Non voglio credere che il riformista Occhiuto, il liberalpopolare Occhiuto, il Presidente della scommessa di Governo nella Regione più depressa che sta affrontando con sicurezza e autorevolezza, possa assecondare un ritorno allo status quo ante 1993, senza aver tastato il polso ai cittadini, anche solo come parere consultivo come nella fusione di Cosenza Rende e Castrolibero e, mi auguro, anche di Montalto (inspiegabilmente esclusa dal virtuoso processo).

Nell’unica occasione di interlocuzione, de visu, che ebbi con Roberto Occhiuto nel luglio 2021 a Gizzeria, e della quale conservo piacevole ricordo e lo ringrazio, ne condivisi, insieme al compianto Peppino Cosentino, gli spunti e la visione progettuale.

Dal canto mio, gli espressi il convincimento che la Calabria avesse bisogno di un intervento meditato e partecipato, una conferenza interistituzionale regionale di riorganizzazione amministrativa, istituzionale e territoriale. I tempi sono maturi per lanciare anche questa sfida al sistema anchilosato dei partiti.

Il “mio” Presidente è in grado di andare oltre gli schemi, come ha dimostrato in questi tre anni di Governo, senza particolarismi ma con una visione generale e oggettiva?

La sfida del Governo si vince quando si recuperano gli ultimi e gli si offre una prospettiva migliore. Questo vale per la Calabria in Italia, come per lo Jonio in Calabria. (mc)