PROMESSE MANCATE E CRITICITÀ COSTANTI
I CALABRESI SONO STANCHI DELLA POLITICA

di FRANCESCO RAO – La mediocrità ci ha condotto alla peggiore delle condizioni, incidendo contemporaneamente sulle sorti delle generazioni passate, presenti e future. La campagna elettorale per le Elezioni Politiche è partita da mesi, anzi non si è mai fermata durante gli ultimi 30 anni.

Oggi leggevo alcune “illibate” constatazioni, colorate da autorevoli pareri e pregevoli giudizi, dispensati soprattutto sui social, luogo nel quale non si diffonde informazione ma si alimenta confusione. Gli estensori delle riflessioni, in piena libertà, oltre a commentare le proposte lanciate a caldo da Silvio Berlusconi, ossia 1000 euro al mese per le pensioni e un milione di alberi l’anno, non hanno perso tempo per tentare di individuare i colpevoli della fine dell’era Draghi. 

Non entro nel merito. Ognuno durante questa coda di Campagna Elettorale proporrà ciò che meglio crede, costruendo su argomentazioni e proposte quel rapporto di fiducia utile a raccogliere il consenso, indispensabile ad eleggere i componenti del futuro Parlamento, presumibilmente più instabile di quelli precedenti. Quest’ultima è una mia convinzione, lungi dal volerla far passare come una verità. Il prossimo 25 settembre, come diceva il grande Totò, sarà la somma a fare il totale e potremo immediatamente comprendere quali nuovi equilibri politici verranno generati.  

Rimanendo in tema di partiti, mi chiedo, al cospetto di una sinistra ormai polverizzata, incapace di risolvere quanto portato a strascico durante gli ultimi 27 anni, nei quali i lavoratori LSU/LPU – nati durante il Governo Prodi grazie al famoso pacchetto Treu – sono stati costretti a vivere con una ”elemosina” di Stato, lavorando senza contributi e attaccati di anno in anno alle speranze di un rinnovo contrattuale per poter continuare a vivere, svolgendo con il loro prezioso lavoro un supporto divenuto ormai indispensabile per gli Enti Locali, luogo nel quale ancora oggi di concorsi pubblici per porre fine alle carenze di personale e competenze non se ne parla, il problema continua ad essere Silvio Berlusconi e le sue proposte?

La domanda sorge spontanea: quale programma verrà proposto in alternativa da chi non si preoccupa più dei lavoratori una volta chiamati salariati? Sarà considerata la priorità dell’agenda approvata dal Governo dimissionario e consegnata all’Europa per ottenere i fondi del PNRR oppure si scriveranno altre nuove ed affascinanti promesse destinate ad alimentare prima aspettative e poi ulteriori delusioni? Inoltre, a causa delle mancate sicurezze contrattuali e reddituali, quanto è cresciuta la povertà educativa nel nostro Sud e quanti opportunità sono state negate a tantissimi giovani, seppur meritevoli ma impossibilitati a studiare perché con 500 euro bisognava scegliere ogni giorno come destinare anche un solo euro?

Siccome ultimante è sorto il desiderio di promuovere il salario minimo, vogliamo per favore verificare l’importo mensile, versato attualmente ad una Persona con invalidità civile? Poi, siamo certi che le aziende con più di 15 dipendenti siano disposte ad assumere persone iscritte al collocamento mirato, secondo quanto previsto dalla Legge 68/99, oppure siano più propensi a pagare l’eventuale sanzione, importo di gran lunga inferiore alle 13 mensilità e continuare ad assumere persone normodotate?

Sarei anche curioso di sapere se tra tutti i Ministri dei Trasporti della Repubblica, susseguitesi durante gli ultimi 30 anni, fosse mai balenata l’idea a qualcuno di loro di superare il limite arrecato da una galleria nel territorio della provincia di Cosenza ai convogli ferroviari impegnati a trasportare i container provenienti dal Porto di Gioia Tauro. Forse era necessario, ancora una volta, alimentare il divario Nord-Sud per salvaguardare qualche Porti del Centro-Nord e bloccare lo sviluppo del Meridione, attraverso l’implementazione dello stesso Porto di Gioia Tauro e della ZES?

Berlusconi potrà anche essere poco gradito per il Popolo del Centro-Sinistra. Ma vorrei chiedere a quanti ancora oggi riportano intolleranza nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio: i governi afferenti al Centro-Sinistra sarebbe riuscito a realizzare l’attuale Autostrada A2, seppur ancora soggetta a mille problematiche ma destinata a diventare l’Autostrada più evoluta d’Europa grazie al progetto “Smart Road” promosso da Anas? Conosco la risposta, ma avrei il piacere di conoscere anche le altre risposte in merito. 

Tra il 2007 e il 2020 circa, quali schieramenti politici hanno scelto di non inviare finanziamenti al Sud, adducendo tra le tante scuse divenute nel tempo fuffa elettorale e pretesto predicato nei vari talk televisivi per screditare il Meridione ed i meridionali onesti? La criminalità organizzata non esiste soltanto nel Meridione. Esiste ovunque. Perché quando il Dr. Nicola Gratteri poteva essere nominato Ministro della Giustizia nessuno si è indignato a fronte del risultato poi reiterato con la mancata elezione a Procuratore Nazionale Antimafia? Bisogna scegliere da che parte stare. Se c’è un problema occorrono mezzi e professionalità per contrastarli in modo radicale, altrimenti il risultato sarà riconducibile ai contenuti del Gattopardo. 

Per quanto riguarda le politiche economiche, alla mancata crescita, dovuta alla crisi economica mondiale del 2008, sappiamo benissimo cosa affermava Keynes: “nei casi di crisi economica non bisogna chiudere i rubinetti per superare le difficoltà dettate dal momento ma occorre rispondere mediante la programmazione di opere pubbliche, capaci di generare il rilancio strutturale dell’economia”.

Anche in questo caso, la domanda è d’obbligo: noi siamo stati governati da scienziati, i quali, per sottrarre fondi alla criminalità hanno mantenuto da una parte alta la guardia con Forze dell’Ordine e Magistratura costretti a segnare il passo perché impossibilitati ad agire per mancanza di strumenti e per penuria di leggi capaci di alimentare la certezza della pena che caratterizza l’azione repressiva e  dall’altra parte, come documentato dai dati SVIMEZ, gli investimenti crollavano anno dopo anno, consentendo alla criminalità di far crescere i loro affari mentre gli Italiani diventavano giorno dopo giorno più poveri contribuendo a rendere quella parte d’Italia da potenziale trattore a rimorchio sgangherato.

Per motivi di spazio sarò costretto a saltare molti temi e mi dispiace, anche perché mi sarebbe piaciuto parlare delle numerose opere incompiute e dei relativi tempi necessari in Italia per realizzare un’opera strategica per il territorio. Evitiamo. A buon intenditore poche parole bastano. 

Vogliamo parlare della Scuola? Con massimo rispetto per quanti svolgono uno tra i lavori più belli al mondo, credendoci e spendendosi ogni giorno, siamo certi di offrire ai nostri ragazzi quelle competenze richieste da un mondo del lavoro fortemente evoluto? Non dite subito si. Ricordate cosa dice in merito l’OCSE e L’INVALSI ogni anno. Intanto, oggi apprendiamo la percentuale dei diplomati con il massimo dei voti all’ultimo esame di maturità. Per carità, mi fa piacere. A ciò si aggiunge una curiosità: come mai alle prove INVALSI siamo indietro ed alla maturità saltiamo in avanti? Questo argomento, entrerà nell’agenda della Campagna Elettorale in corso oppure ripareremo il tutto aprendo nuovamente le finestre di Palazzo Chigi per informare i nostri giovani che non sarà più necessaria la meritocrazia per realizzarsi, tanto il Reddito di Cittadinanza colmerà il vuoto occupazionale e consentirà una mensilità per sopravvivere?

Ed allora, se questa dovesse essere la scelta, vorrei sperare nell’arrivo di migliaia di Persone extracomunitarie, pronte ad abbandonare il lavoro svolto nel comparto agricolo, sempre più sottopagato e spesso gestito dal caporalato, salutando con piacere l’inserimento degli stessi nel settore della ristorazione e dell’hotellerie quali camerieri, baristi, pizzaioli. Vorrei sperare che moltissimi giovani, grazie al loro lavoro, ai loro sacrifici, alla loro autostima, possano studiare e realizzarsi quale classe dirigente di un’Italia intenta a credere a quanti vivono per promettere, senza rendersi conto di quanti danni hanno arrecato e arrecheranno.  

Ridotto il numero dei Parlamentari, ci sarà un giorno la lungimiranza politica per rimettere in discussione anche il Sistema Sanitario Nazionale, il quale non può essere governato a livello regionale ma dovrà essere ripensato come modello nazionale, teso a garantire agli ammalati di Reggio Calabria e di Cuneo identiche cure, identici luoghi di cura ed identici percorsi di medicina preventiva proiettando anche la straordinaria professionalità dei nostri medici in una sfera molto più ampia nella quale le uniche emergenze dovranno essere quelle afferenti alle cure verso i pazienti e non riconducibili al governo della sanità.

Volutamente non tocco il tasto delle Ferrovie, con annesso il sistema Alta Velocità. Vi chiedo però: quanti treni collegano Roma Termini con Milano e quanti treni collegano Roma Termini con Reggio Calabria ogni giorno?

Per fare meno male all’Italia ed ai nostri figli, dovremmo riflettere un po’ di più sull’importante fase nella quale ci troviamo. Invece di continuare ad essere parte di un gioco al massacro, spesso consumato sui social, dovremmo essere molto più propositivi e iniziare a pretendere il meglio, non il peggio.

Ci sono tanti argomenti sui quali confrontarci, vi sono anche numerosissimi vincoli di legge da rispettare, spesso non conosciuti da quanti pensano di avere la soluzione giusta ma anziché sedere in uno dei tavoli di governo si interloquisce dalla propria poltrona. Il nuovo inizio è possibile, dovrebbe essere incentrato sulla qualità, sull’affidabilità e sulla concretezza. Il compromesso a ribasso ci ha portato all’attuale crisi di valore, all’apatia e ad una crescente forma di astensionismo.

In questo clima, gli unici a perdere saremo noi, semplici Cittadini, innamorati della nostra terra. Ecco perché sarà importante comprendere molto di più gli argomenti sui quali si andrà a confrontarsi, evitare di essere eccessivamente focosi nelle discussioni e ascoltare tutti gli interlocutori impegnati nel dibattito. Forse è questa la sfida che dovremmo saper cogliere per eleggere un Parlamento capace di lavorare sulle criticità del Paese e non sulla tenuta degli accordi interni ai singoli partiti. Sarà difficile alzare il livello? Vedremo. (fr)

(Francesco Rao è presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi Calabria)