L’OPINIONE / Elena Pomo: Perché Irene Calabrò merita la riconferma

di ELENA POMO – Vorrei dedicare qualche parola a una donna eccezionale, madre e assessora, che ha dedicato molti anni della sua vita a servire con dedizione la nostra città e il territorio circostante.

Ogni giorno ha offerto il meglio di sé stessa, sacrificando spesso tempo con la famiglia e persino momenti personali, con l’unico obiettivo di non trascurare alcun dettaglio nel suo impegno per la città. Per lei, la comunità è una priorità assoluta. Questa straordinaria donna non è solo un’assessora, ma anche un esempio di umanità, serietà e professionalità uniche. La sua esperienza, formazione e dedizione emergono in ogni aspetto del suo incarico, in particolare nelle deleghe al bilancio e al patrimonio culturale. La sua instancabile determinazione l’ha spinta a superare ogni sfida, dimostrando una capacità straordinaria nel raggiungere risultati e concretizzare obiettivi ambiziosi.

È indubbiamente una figura che merita di continuare a servire la città. In un contesto dove la cultura, la preparazione e le competenze sono essenziali, preferirei vederla in Giunta piuttosto che rimuovere persone senza la stessa ricchezza di conoscenze. La sua presenza è una risorsa inestimabile per la nostra comunità.

«Lei è una delle poche donne in politica che apprezzo», senza tener conto di appartenenze partitiche o bandiere, vedo in lei un esempio straordinario. Il suo valore per la comunità è così profondo e insostituibile che il suo contributo risalta in modo unico. La comunità è fortunata ad avere una figura così preziosa e spero che il suo impegno continui a ispirare e guidare il nostro percorso politico e sociale».

In queste ore di riflessione sul rimpasto degli assessori, vorrei condividere il mio forte sostegno per l’avv. Irene Calabrò. La sua dedizione inarrestabile per la nostra comunità è un faro di speranza e progresso che non può essere facilmente sostituito. L’assessore non è solo un membro competente della Giunta, ma è un pilastro fondamentale che ha dimostrato con azioni concrete il suo impegno e la sua capacità di portare cambiamenti positivi. La sua riconferma sarebbe un segnale di continuità e di impegno autentico per il bene della nostra città.

Al primo cittadino, Giuseppe Falcomatà la voce del popolo, le chiede di considerare attentamente lo straordinario contributo di questa donna e di permettere alla nostra comunità di continuare a beneficiare della sua leadership. La sua presenza è essenziale per il nostro futuro. (ep)

L’OPINIONE / Flavio Stasi: Intervenire sugli istituti superiori non basta

di FLAVIO STASI – Più passano i giorni, e meno si vedono spiragli per una risoluzione istituzionale dei gravi problemi generati dalla proposta di dimensionamento scolastico approvata dalla Provincia di Cosenza, perché si fa sempre più insistente l’ipotesi di intervento esclusivamente sugli istituti superiori.

Lo dico con grande chiarezza: non basta. La città di Corigliano-Rossano presenta tre parametri di criticità su quattro secondo l’osservatorio regionale, e tale circostanza autorizzerebbe delle deroghe positive, ovvero la salvaguardia di tutte le autonomie scolastiche, tenendo conto di un territorio di 350 chilometri quadrati, caratterizzati da località rurali, montane ed estremamente fragili. Ad essere penalizzate sarebbero soprattutto queste.

Nel peggiore dei casi, ovvero di mancata concessione di deroghe positive, non sono nemmeno plausibili “deroghe negative”. La popolazione scolastica di Corigliano-Rossano conta 7610 iscritti, tali da rendere necessarie almeno 7 autonomie con oltre 1000 iscritti, mentre l’attuale configurazione ne prevede 6.

Non voglio nemmeno citare gli altri casi, imbarazzanti sotto il profilo politico ed istituzionale, per i quali sono state mantenute o addirittura istituite autonomie che non hanno alcuna giustificazione. La città di Corigliano-Rossano deve essere rispettata tanto per ciò che riguarda gli istituti superiori, quanto per gli istituti comprensivi: in entrambi gli ambiti la proposta di piano è disastrosa, incoerente, inaccettabile.

Mi appello dunque nuovamente al Presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto, ed alla Vice Presidente, Giuseppina Princi: non si creino ulteriori ed inutili corto circuiti istituzionali – che creerebbero confusione e non giovano alla Calabria – e ci si relazioni con i contesti reali del territorio, partendo proprio dai dati dell’osservatorio regionale. Corigliano-Rossano non chiede di essere privilegiata, ma merita di essere rispettata. (fs)

[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]

L’OPINIONE / Klaus Davi: Salvini torni sui suoi passi per il Ponte sullo Stretto

di KLAUS DAVI – Trovo politicamente, sociologicamente e moralmente sbagliato che i cittadini calabresi e siciliani debbano ‘contribuire’ per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Il sud ha già ampiamente pagato in termini di disuguaglianze, vite umane, emigrazione, presenza asfissiante della criminalità organizzata e desertificazione socio economica.

Trovo poi veramente paradossale che la politica per mesi abbia promesso miglioramenti nel mezzogiorno grazie al Pnrr e ora arriva la beffa (che sa molto di mossa elettorale leghista) di doversi autofinanziare un’opera partorita negli ambienti romani. Personalmente sono favorevole alla costruzione del Ponte, ma non a queste condizioni. Spero che il ministro Salvini, che è persona avveduta, ci ripensi, anche perché senza consenso sociale difficilmente il suo progetto potrà vedere la luce. (kd)

L’OPINIONE / Antonio Loiacono: Interrogativi sul finanziamento del Ponte e le garanzie di sviluppo

di ANTONIO LOIACONOIl progetto del ponte sullo Stretto di Messina ha sempre suscitato grandi aspettative e dibattiti tra i cittadini e gli addetti ai lavori. 

Oltre al sogno di collegare le due sponde della Sicilia e della Calabria, sorgono ora legittimi interrogativi in merito al finanziamento dell’opera e alle garanzie che i fondi destinati allo sviluppo delle due regioni maggiormente interessate non saranno sacrificati a favore del progetto.

È infatti appena approdato in Commissione Bilancio l’emendamento del governo in tema di investimenti in infrastrutture che, varia le fonti di finanziamento dell’opera.

Le modifiche introdotte all’artico 56 confermano l’investimento complessivo di 11.630 milioni, ma la spesa a carico dello Stato si “affievolisce” a 9.312 milioni! Per gli altri 2.318, il Ministro Salvini si “appoggia” al Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027! Così, 718 milioni arrivano dalla quota nella disponibilità delle amministrazioni centrali e dei ministeri, mentre i restanti 1.600 fanno parte della dote destinata alle Regioni Sicilia e Calabria!

È un grande problema: la costruzione del ponte, vedrà sacrificati investimenti essenziali per migliorare la qualità della vita e stimolare la crescita economica nelle due regioni.

 Da una prospettiva positiva, la realizzazione del Ponte sullo Stretto potrebbe aprire nuove opportunità per lo sviluppo economico, la creazione di posti di lavoro ed il potenziamento delle infrastrutture. Inoltre, potrebbe favorire una maggiore integrazione tra il continente e la Sicilia, stimolando il turismo e agevolando lo scambio commerciale.

I cittadini si chiedono, ora, se l’opera, pur rappresentando un collegamento fisico, possa diventare un ostacolo per lo sviluppo delle comunità locali. Il governo aveva rassicurato ripetutamente che i finanziamenti necessari per la realizzazione del ponte andavano separati da quelli destinati allo sviluppo regionale. Tuttavia, l’odierno emendamento alimenta il dissenso e l’incertezza tra la popolazione. Inoltre, la questione del coinvolgimento del settore privato nei finanziamenti è emersa come punto cruciale di discussione. Molti si chiedono se investitori privati avranno un ruolo significativo nella realizzazione del ponte e se ciò potrebbe influenzare la gestione e le priorità dell’opera. 

Per risolvere questi dubbi e preoccupazioni, è fondamentale che le istituzioni coinvolte forniscano una chiara e dettagliata pianificazione finanziaria, garantendo (veramente!) che i fondi destinati al ponte non vengano sottratti ai programmi di sviluppo regionale. Inoltre, una maggiore trasparenza sui rapporti con il settore privato contribuirebbe a dissipare i timori di eventuali interessi conflittuali.

In conclusione, mentre il ponte sullo Stretto di Messina potrebbe rappresentare una straordinaria opportunità per la connettività e lo sviluppo, è essenziale affrontare le legittime preoccupazioni sulla sua finanziabilità e sui potenziali impatti sullo sviluppo regionale. Mentre l’opera potrebbe effettivamente portare benefici significativi, è fondamentale che sia affrontata con la massima serietà, responsabilità e considerazione per il benessere a lungo termine delle regioni coinvolte. Solo attraverso una gestione oculata e trasparente dei finanziamenti si potrà garantire che questo progetto ambizioso non diventi un ostacolo al progresso delle comunità coinvolte. (al)

L’OPINIONE / Santo Biondo: Emendamento alla manovra un vero e proprio scippo

di SANTO BIONDO – L’emendamento alla manovra, approvato dalla Camera, che rimodula i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto, prevedendo una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi (su un totale di circa 11,6 miliardi al 2032), è un vero e proprio scippo, un tentativo goffo, senza senso e controproducente per il futuro del Mezzogiorno, volto chiaramente a placare gli animi dentro la maggioranza.

Di fatto, per la realizzazione di quel progetto faraonico, si sottraggono fondi per lo sviluppo regionale, già destinati alla Calabria e alla Sicilia per altri scopi, che erano necessari a garantire, fra le altre cose, la tenuta dei servizi sociali e l’ammodernamento di altre infrastrutture.

Non solo. Questa scelta è in netta contraddizione con la stessa logica dell’autonomia differenziata, tanto cara al Governo e che però, guarda caso, non la applica in questa circostanza, avendo deciso di centralizzare la spesa e di eliminare l’autonomia di gestione dei finanziamenti per lo sviluppo di quelle due regioni.

È una scelta antistorica, che mette un freno alle opportunità di sviluppo del Mezzogiorno, che cozza con l’essenza dei fondi di coesione e che finisce per porre questo Governo nel novero di quelli più anti meridionalisti della storia repubblicana.

Quanto accaduto alla Camera è inaccettabile. Il Governo corra ai ripari e intervenga con prontezza, perché quei fondi per lo sviluppo regionale hanno una precisa e specifica destinazione, e da quella non possono essere distolti. (sb)

[Santo Biondo è segretario generale di Uil Calabria]

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Giù le mani dai Fondi di Sviluppo e Coesione destinati alla Calabria

di NICOLA FIORITA – Come i faraoni dell’antico Egitto, che impegnavano risorse economiche immani per costruire le ambiziose piramidi, il leader della Lega Salvini rastrella con ogni mezzo i soldi per finanziare un’opera –  il ponte sullo Stretto – che la Calabria non ha mai voluto e cercato. La smania di passare alla storia come il realizzatore del ponte sta portando il vicepremier leghista a rastrellare tutte le risorse disponibili, anche a costo di privare la già debole Calabria degli strumenti finanziari per programmare il suo sviluppo.

L’emendamento, con cui parte dei soldi che serviranno per il ponte – se mai si farà – saranno presi dalla riduzione del Fondo Sviluppo e Coesione destinato alla Calabria fino al 2027, è inaccettabile nel metodo e nella sostanza. La Calabria diventa più povera sull’altare di un’opera della cui utilità è legittimo serbare dubbio. Ma poiché Salvini agisce come se il ponte sia sostenuto e apprezzato dalla popolazione calabrese, è forse venuto il momento di fare chiarezza su questo punto. Si indica, come prevede lo Statuto della Regione Calabria, un referendum consultivo su questa opera e sulla sua obiettiva utilità.

Si pronunci il corpo elettorale calabrese se effettivamente vale la pena sacrificare tutto per una sola opera. Ho la sensazione piuttosto netta che l’opinione pubblica calabrese sia molto indifferente o, in molti casi, molto scettica su questa opera. Io resto dell’idea che un potenziamento delle infrastrutture a terra e dei trasporti marittimi tra Calabria e Sicilia, associato a un ammodernamento delle flotte sotto il profilo tecnologico, risulterebbe una scelta più coerente, più economica, più eco sostenibile. Ma se proprio questo Governo vuole realizzare il ponte non lo faccia con i soldi della Calabria. Salvini si costruisca il suo giocattolo con i soldi della Padania. (nf)

L’OPINIONE / Franz Caruso: Su Città unica non prevalgano fretta e superficialità

di FRANZ CARUSO – Sullo studio di fattibilità per la città unica, il suo autore, affidatario diretto dell’incarico da parte della Regione, insiste nella elencazione di dati e modalità che difettano in maniera assoluta ed evidente di un profilo tecnico-scientifico.

Assai improbabile appare prima di tutto la previsione sulla riorganizzazione finanziaria del nuovo ente. Da quanto si apprende dalla stampa, si salta, inoltre, a piè pari, la richiesta di indicare la fonte legislativa e contabile del presunto finanziamento di 150 milioni di euro in dieci anni che, secondo lo studio di fattibilità, dovrebbe essere assicurato al nuovo ente.

Mi auguro, comunque, che si eserciti davvero una azione interruttiva del percorso impostato dalla maggioranza di governo regionale. È auspicabile, infatti, che in sede di esame del Consiglio Regionale non prevalgano fretta e superficialità. Se così dovesse essere, quello della fusione sarebbe la risultante di un percorso avventuroso. Un modo utile soltanto ad estinguere gli attuali Comuni e a mettere in pista la municipalità di una nuova città che, così fatta, arrecherebbe solo danni ai cittadini ed ai territori interessati.

Continuo ad essere convinto che  non si può assolutamente sacrificare la validità della idea di Città Unica sull’altare degli interessi politicisti ed elettoralistici di chi pensa di strumentalizzare una forma di ingegneria istituzionale nella speranza di insediarsi alla guida del nuovo Ente. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Alessandra Baldari: È necessario confronto per il Servizio sanitario regionale

di ALESSANDRA BALDARI – La volontà di rendere effettivo l’auspicato buon funzionamento dei servizi che s’intendono  riorganizzare passa obbligatoriamente dal rispetto di norme e contratti che regolano le relazioni sindacali, che non sono una inutile e fastidiosa complicazione, ma sono fondate sul bilanciamento degli interessi delle aziende e le tutele dei lavoratori, finalizzando al bene comune dei cittadini un’azione sinergica tanto ricercata quanto  necessaria.

Questo vale tanto più per il Servizio Sanitario Regionale, che “come un ammalato uscito dalla rianimazione ha bisogno di riabilitazione” (come detto dal presidente  Occhiuto), e quindi ha bisogno che tutte le figure deputate a farlo funzionare siano coinvolte nel percorso di “rianimazione” che comporta anche un cambio di passo delle condizioni di lavoro.

In esplicito, significa operare  un cambiamento profondo anche di processi organizzativi che, se condivisi, riusciranno a dare gambe a quel percorso di riforma che più volte è stato al centro delle dichiarazioni dell’attuale politica regionale per sanare le profonde criticità del sistema che non dimostra di dare segnali di ripresa.

Sono ormai mesi che, anche unitariamente, sollecitiamo i vertici della Regione, tra cui la struttura commissariale e il Dipartimento alla salute, a riavviare le relazioni sindacali per incardinare con un calendario stretto la discussione su temi fondamentali, ma dopo mesi di silenzio e un primo incontro interlocutorio, in luglio, con il prof. Profiti,  riguardo il reclutamento della dirigenza PTA di Azienda Zero,  non vi è stato nessun confronto produttivo di risultati. Anche quello con la dirigenza medica su linee guida contrattuali e regolamento Alpi, seppur avviato nei mesi scorsi, è stato congelato.

L’ultimo sollecito da parte delle organizzazioni sindacali si è esplicitato ai primi di ottobre, in un incontro con il Commissario Esposito a cui abbiamo sottolineato la necessità di calendarizzare convocazioni nel rispetto degli istituti dell’informazione e del  confronto in applicazione dell’ultimo  rinnovo contrattuale.  Incontri necessari, tra le altre cose, anche per redigere le linee guida regionali al fine di  uniformare la sottoscrizione dei contratti integrativi di Asp e Aziende Ospedaliere, per omogeneizzare le procedure di ulteriori stabilizzazioni ai sensi delle norme e accordi vigenti, evitando di incorrere, come è capitato, in azioni amministrative che hanno creato distinguo tra lavoratori con pari condizioni, riguardo al mantenimento in servizio ai fini della stabilizzazione e che abbiamo contestato.

Tra le altre, sono rimaste totalmente inevase le richieste di confronto partite a gennaio 2023, ai sensi dell’art.7 del nuovo CCNL per definire un accordo finalizzato alla ripartizione delle risorse che ammontano a 1.153.596,00 di euro per la Calabria, giusto art.1, comma 293 della legge 30/12/2021, n. 234, destinate a retribuire una indennità aggiuntiva al personale  afferente al Pronto soccorso. A proposito di dare risposte a chi sta in trincea e spesso subisce aggressioni.

In questi giorni, in vista della riorganizzazione delle Centrali Operative del 118, prevista nel programma di riorganizzazione territoriale da realizzare entro il 20 febbraio prossimo, con l’istituzione di una Sala opertiva 118 di area nord a Cosenza, una di area centro e sud a Catanzaro e  le Postazioni di Emergenza Territoriali 118 (PET), il Direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, su delega del Commissario di Azienda Zero, ha comunicato ai Direttori delle attuali Centrali Operative che, insieme al trasferimento delle competenze gestionali del 118, il personale medico e infermieristico potrebbe essere utilizzato presso le suddette istituende Sale Operative.

Abbiamo segnalato che tale provvedimento comporta processi di mobilità e riassegnazione del personale e, pertanto, è soggetto all’istituto del “confronto regionale”, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b del vigente CCNL 2019/21.  Agli operatori è stato chiesto in modo informale di operare una scelta riguardo alla futura sede lavorativa, senza alcuna convocazione  di confronto con le OO.SS. regionali di categoria , seppur obbligatoria per Contratto, ed in assenza di informazioni circa le modalità operative e le condizioni di lavoro dal punto di vista economico e giuridico. A tal riguardo, al fine di prevenire contenziosi e in considerazione della particolare funzione strategica di tale servizio, abbiamo chiesto la sospensione di ogni effetto della comunicazione inviata ai Direttori territoriali di Centrale Operativa di 118, nelle more del “Confronto” con le organizzazioni sindacali.

Riteniamo che questo modo di procedere, oltre che violare palesemente le previsioni contrattuali sulle relazioni sindacali che sono  giudizialmente tutelate in caso di mancata applicazione, continui a reiterare una prassi di autoreferenzialità che non agevola i processi di riforma e riorganizzazione tanto auspicati e necessari e lede i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del Servizio Sanitario Regionale che difenderemo  attivando ogni azione prevista dalle norme vigenti. (ab)

[Alessandra Baldari è segretaria generale di Fp Cgil Calabria]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Crotone ha il diritto di vivere in salute e in un ambiente incontaminato

di EMILIO ERRIGO – In un recentissimo incontro informativo alla mia persona nella qualità di nuovo Commissario Straordinario Delegato per la realizzazione degli interventi di bonifica e recupero del danno ambientale nel Sin di Crotone-Cassano e Cerchiara di Calabria, alla presenza della cittadinanza, autorità pubbliche e ordini professionali e attenti giornalisti , ben organizzato incontro, da parte dell’A.D. di Eni Rewind S.p.A, dott. Paolo Grossi, tenutosi a Crotone, all’interno dei locali industriali ora dismessi, dissi convintamente tra l’altro, al numerosissimo pubblico presente all’evento, che in extrema ratio e se ciò si dovesse rendere necessario e urgente, per assicurare la difesa civile e la salute dei Cittadini e abitanti di Crotone, che avrei esercitato il previsto diritto di avvalimento, dei Reparti Specializzati NBCR delle Forze Armate e di Polizia, compresi le competenti Unità Mobili Tecnologicamente Specializzati del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Dpcm 14 settembre 2023.
Nei giorni successivi passai dalle parole ai fatti, tanto da richiedere e ottenere, con i noti tempi della reattività e prontezza operativa dei militari, la presenza di alcuni qualificati e competenti Ufficiali dello Stato Maggiore della Difesa, al fine di visitare la Cittadella Militare di Cutro, una nuova realtà immobiliare dove se ritenuto necessario, sono intenzionato a costituire la Base Tecno -Logistca del Sin di Crotone -Cassano e Cerchiara, tenuto conto e considerato, che già a Cutro, risiedono in efficienti e moderne infrastrutture militari, alcune Unità Specializzate dell’Esercito Italiano, preposti a garantire sicurezza del territorio Crotonese , nell’ambito della Operazione Nazionale Strade Sicure.
Dissi in quella circostanza, che I Cittadini di Crotone, Cassano e Cerchiara e non solo, hanno il diritto inalienabile di vivere in salute e in un territorio dove ambiente, biodiversità e gli ecosistemi, siano davvero diritti costituzionali garantiti, così come espressamente e solennemente previsti dagli articoli 9, 32,41 e 117, della nostra Carta Costituzionale.
La storia culturale e industriale della Cittá e provincia di Crotone, non è stata clemente, per una serie di motivazioni e scelte di politica economica e industriale, non in linea e conformi con i diritti alla vita in sicurezza per la salute e dell’ambiente salubre.
Certo non si può pensare e credere, che coloro i quali hanno autorizzato e consentito l’industrializzazione delle aree territoriali di Crotone, peraltro a pochi passi dal mare, in un contesto ambientale allora veramente ricco di biodiversità , sano e incontaminato, avessero piena contezza delle conseguenze dannose che per nessi di causalità, avrebbero visto gli abitanti e residenti la Città di Pitagora della Magna Grecia, destinatari di malattie tumorali, ospedalizzazioni e gravissime conseguenze mortali per la loro stessa vita.
Ora siamo o dovremmo essere tutti coscienti e consapevoli, che a Crotone deve risorgere e rinascere una nuova vita sicura, dove la salute del territorio, delle acque sotterranee e superficiali, del mare e dell’aria, siano una priorità assoluta per le presenti e future azioni di politica economica – ambientale nazionale e regionale, rigenerante e produttiva di benessere collettivo e interessi diffusi.
In questo mese di novembre successivo alla mia nomina quale Commissario Straordinario delegato dal Governo, per la realizzazione degli interventi di bonifica e recupero del danno ambientale nel Sito di Interesse Nazionale di Crotone – Cassano allo Ionio e Cerchiara di Calabria(SIN), vi assicuro che non ho risparmiato energie psicofisiche per studiare, comprendere e conseguentemente agire, per l’esclusivo benessere generale di Crotone e di quanti hanno il diritto di vivere e vivere economicamente bene e in salute.
In verità ho trovato un ambiente umano forte, solidale, accogliente, con tanta, tanta voglia di vivere in Santa Pace per tutti, dignitosamente, nella legalità e giustizia sociale. Le Istituzioni pubbliche nazionali dei Ministeri competenti per materia del Governo e soprattutto, quelle regionali e provinciali in Calabria, ad iniziare dal Signor Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, il dott. Giuseppe Capoccia, Prefetto, S.E. dott.ssa Franca Ferraro, Prefetto della provincia di Crotone ,il Signor Sindaco della più volte citata cara Città di Crotone, ing. Vincenzo Voce, dal Presidente della Provincia Jonica di Pitagora, dott. Sergio Ferrari, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Meridionale Ammiraglio Andrea Agostinelli, con il direttore Amministrativo per il Porto di Crotone dott. Alessandro Guerri, i carissimi Comandanti delle Forze di Polizia e del Corpo dei Vigili del Fuoco, il Comandante della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera , il Capitano di Vascello, Domenico Morelli, del Presidente della Camera di Commercio di Crotone-Catanzaro e Vibo Valentia, dott. Pietro Falbo, tutti i Presidenti degli Ordini Professionali e delle numerose sempre attive e propositive Associazioni Sindacali, Ambientsliste, e Comitati di Cittadini, Cooperative dei Pescatori, Associazioni di categoria, sono fermamente convinti e d’accordo, che è giunta l’ora e senza incertezze d’azioni, per lavorare intensamente e onestamente, tutti assieme nessuno escluso, per affermare gli inviolabili diritti alla Legalità e Giustizia per il bene, la rinascita umana, ambientale, economica e sociale di Crotone.
Anche il Caro Presidente di Eni S.p.A, Gen.C.A.dott. Giuseppe Zafarana, già Comandante Generale del Corpo della Guardia di Finanza, in uno con i Vertici della Multinazionale Eni S.p.A. e l’Amministratore Delegato Eni Rewind S.p.A, Dott. Paolo Grossi, sono favorevoli e concretamente disponibili, con e per la immediata attività di bonifica , recupero e riqualificazione ambientale delle aree territoriali, costiere e marittime di Crotone.
Ora tocca alla politica attiva locale, provinciale e regionale, non lasciarsi prendere la mano dalle idee progettuali allo stato inattuabili e concretamente irrealizzabili nell’immediato, perché tutti devono sapere, che è necessario e urgente, rimuovere senza altri ingiustificati ritardi dannosi e pericolosi, tutti i contaminanti presenti e giacenti da molti decenni, in colline di sedimenti pericolosi per la salute, posizionati in brutta mostra a vedersi, tanto da precludere la visuale del mare antistante la fascia costiera-marittima a Crotone e Provincia.
Il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sono sicuro e certo, che non esiterà a fare la Sua importate parte, per far rinascere e risorgere là Città e la Provincia di Crotone.
Credetemi in fede, in ragione del fatto che questa mia convinzione deriva dalla pregressa attività svolta quale Commissario Straordinario dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal), nel quale incarico temporaneo, ho avuto modo, tempo e molte circostanze favorevoli, per comprendere quanto il nostro caro Presidente della Regione, abbia veramente a cuore e sia concretamente impegnato per la salvaguardia, tutela della Salute pubblica e valorizzazione dell’Ambiente in Calabria. (ee)
(Emilio Errigo è nato a Reggio di Calabria, Generale in riserva della Guardia di Finanza,,docente universitario di Diritto Internazionale e del Mare, attuale Commissario Straordinario Delegato di Governo per il SIN di Crotone – Cassano e Cerchiara di Calabria)

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: I docenti del Sud meritano stipendi più alti

di NICOLA FIORITA – Se ci sono docenti che meritano uno stipendio più alto sono quelli che insegnano in Calabria, in Campania, in Puglia, in Sicilia, in Basilicata. Sono i docenti-eroi che ogni giorno lottano in condizioni disagiate, in contesti sociali difficili, in edifici scolastici inadeguati, per portare avanti la loro missione educativa.

Sono i docenti che devono raggiungere sedi impervie, che ogni giorno salgono sui treni pendolari da terzo mondo, che rischiano perfino l’incolumità nelle aree più pericolose. Che sfidano ostacoli, pregiudizi, ostilità per recuperare bambini e ragazzi ad una vita di studi e di legalità. La proposta della Lega di aumentare gli stipendi dei docenti del nord è una grave offesa per tutto il mondo della scuola calabrese e non può essere in nessun modo giustificata.

I parlamentari del Mezzogiorno, di qualsiasi partito e di qualsiasi schieramento, non si limitino ad indignarsi, ma presentino in Parlamento  un ordine del giorno che chieda stipendi più alti per tutti i docenti italiani e semmai incentivi economici per chi insegna nelle aree più difficili del Paese. (nf)

[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]