Addio allo scultore Michele Di Raco (1934-2026)

di ALFREDO FOCÀ– È tornato alla Casa del Padre Michele Di Raco, Scultore, Ritrattista, Incisore dopo aver prodotto un nutrito catalogo di opere di particolare rilevanza artistica, dopo una vita interamente dedicata alla ricerca artistica, all’insegnamento.

Un commosso addio al Maestro dell’arte, oggi che Reggio e la Calabria perdono uno dei suoi più grandi figli. Scultore, docente, dirigente scolastico, ha lasciato oltre 160 opere tra monumenti pubblici, rilievi, bozzetti e sculture sia di carattere profano che d’arte sacra e un’impronta profonda nella cultura figurativa del territorio, un patrimonio di inestimabile valore artistico e culturale che rappresenta una testimonianza rivolta a celebrare l’artista e a custodirne la memoria tra i grandi maestri della scultura e dell’arte figurativa del ‘900.

Le opere di grande pregio artistico lasciate da Michele DIiRaco, in gran parte commissionate da istituzioni pubbliche, mostrano con significativa plasticità la sua innata sobrietà e riserbo senza inseguire l’effimero o le ricadute utilitaristiche della professione e possono così raggrupparsi:

  • Complesso Monumentale a San Paolo sulla collina di Pentimele, Reggio Calabria.
  • La stele bronzea che ricorda l’approdo di S. Paolo a Reggio nella Pineta Zerbi.
  • Il monumento a Cristo Redentore a Montalto.
  • La stele “Parallelo 38” sulla SS106 a Bocale di Reggio.
  • Fontana della Fata Morgana collocata all’ingresso dell’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”.
  • Monumento Funebre di Mons. Giovanni Ferro nella Cattedrale di Reggio Calabria.
  • Monumento “Reggio anni 70” – Opera in memoria dei Moti di Reggio Calabria.
  • La “Calabria e il mare” scultura dedicata al tema del mare e dei pescatori (“il pesce spada”), collocata nel cortile di Palazzo Campanella del Consiglio Regionale della Calabria; il “Nudo con colomba” una fontana artistica in bronzo patinato dal maestro reggino Michele Di Raco, custodita all’interno del Palmarium di Palazzo Campanella.
  • Il bassorilievo in ceramica la Fata Morgana nella stazione centrale di Reggio Calabria,
  • Il monumento al minatore di Motta San Giovanni.
  • Sculture sacre – Tra cui quelle conservate nella Chiesa di Santa Lucia a Reggio Calabria

Nato a Taurianova il 25 agosto 1934, principia il  suo percorso formativo artistico  presso il liceo artistico Mattia Preti di Reggio Calabria, fondato nel 1949 per iniziativa del pittore, decoratore e storico dell’arte Alfonso FRANGIPANE, del quale fu allievo prediletto; quindi proseguì all’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida di Antonio BONFIGLIO (Messina, 1895 – Condrò, 1995), perfezionando e affinando la preparazione artistica e figurativa sotto la guida dello scultore, conterraneo, Alessandro MONTELEONE (Taurianova, 1897 – Roma, 1967, titolare della cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di via Ripetta a Roma) perfezionando così le sue innate doti artistiche di ispirazione post-classica.

Parallelamente alla produzione artistica DI RACO, costruì una prestigiosa carriera nel contesto dell’Istruzione e dell’insegnamento: fu docente di ceramica e scultura presso il Liceo Artistico “Mattia Preti” di Reggio, dove ha assunto la guida come Preside dal 1974-1981-82  per poi ricoprire anche l’incarico di Dirigente Superiore/Ispettore per il Ministero della Pubblica Istruzione fino a diventare dirigente superiore per i servizi ispettivi della pubblica istruzione per l’istruzione artistica. Un impegno riconosciuto ai massimi livelli dello Stato con il conferimento della medaglia d’oro del Presidente della Repubblica quale benemerito della scuola, della cultura, dell’arte.

Un antico rapporto di stima e apprezzamento reciproco tra il Maestro Michele DI RACO, Sua Eccellenza Reverendissima il Venerabile Mons. Giovanni FERRO, e l’On. Prof. Giuseppe REALE si è consolidata sulla base della rappresentazione dell’arte sacra e si concretizzata nella realizzazione di un sogno: il progetto di una grande opera monumentale dedicata a San Paolo, Paolo di Tarso. L’on. Giuseppe REALE, ideatore visionario e fedele interprete della volontà di monsignor Giovanni FERRO che sognava l’erezione di un’opera di rilevante importanza dedicata a San PAOLO, riconoscibile nello Stretto, tra L’Etna e il Faro. L’idea prese forma nelle raffinate e plasmanti capacità di Michele DI RACO in grado di trasformare sapientemente e artisticamente le idee in bronzo e marmo.

Michele di raco e una sua sculturaGli incontri, i sopralluoghi, ed il percorso artistico culturale di Michele DI RACO hanno maturato il progetto che ha preso  forma allorché Giuseppe REALE è stato chiamato nel 1992 alla Presidenza del Rotary Club Reggio Calabria ed in quella veste con tutto il  Club affidò al Maestro l’incarico di proporre il disegno dell’opera commemorativa del passaggio da Reggio Calabria  di San Paolo da Reggio, evocato anche nel Vangelo, ma solo nel 1999 il Rotary Club presieduto da Giuseppe FRANCO, ottenne dal Comune di Reggio Calabria la concessione dell’area sulla splendida Collina di Pentimele dove  erigere il monumento a San Paolo e, sulla scorta del bozzetto ideato da Michele Di Raco, un gruppo di tecnici, tutti i soci del Rotary Club Reggio Calabria, hanno curato gli aspetti tecnici e progettuali  da sottoporre al Comune per l’approvazione: hanno firmato gli elaborati progettuali dell’opera del Maestro DI RACO l’ing Antonino BRATH, l’ing. Filippo MALTESE, l’ing. Franco COSTANTINO, il geom. Antonino BACCELLIERI ed  il geologo, Giuseppe MANDAGLIO. Il bozzetto di Michele DI RACO trasformato in un progetto di complesso monumentale ingegneristico è composto da una colonna alta 20 m in marmo di Carrara, da una statua bronzea di San Paolo alta circa 3 m, sorretta da un base cilindrica in marmo di Carrara alta 2 m e diametro di circa 1,50 m, il tutto poggiato su un alto basamento idoneo a sostenere la colonna alta 20 m in marmo di Carrara e la statua in bronzo e marmo.

Il Maestro, forte della sua espressività artistica, ha modificato il primo bozzetto cogliendo il suggerimento di Peppino REALE, il quale sosteneva che Paolo di Tarso è approdato a Reggio non con la spada sguainata da guerriero, ma forte della sua parola, tanto che con la predicazione a Reggio egli ha prodotto la prima conversione di massa che successivamente si è diffusa in tutta Italia ed in Europa.

Nel bozzetto successivo Michele DI RACO ha rinfoderato e relegato la spada in secondo piano, facendo imbracciare al suo posto un libro che conferisce al “nostro San Paolo” un ecumenismo che completa ulteriormente con il braccio sinistro alto, accogliente.

Michele DI RACO, ha modellato e foggiato con le proprie mani e con passione il bozzetto fino a far esprimere al bronzo una plasticità, una sacralità intensa ed infine ha seguito personalmente la fusione presso la fonderia “Arte Bronzo di Pisani e Benedetti” di Villafranca a Verona. La plasticità del braccio alto accogliente, ricevente, lo ritroviamo in altre due grandi opere del maestro: il monumento funebre di Monsignor Giovanni FERRO ed il Cristo Redentore di Montalto.

A metà dell’opera Giuseppe REALE ha lasciato la sua vita terrena ed ha raggiunto Monsignor Giovanni FERRO, ma gli amici per realizzare il suo sogno, hanno fondato l’associazione Colonna di San Paolo, la cui presidenza è stata affidata al compianto dottor Giuseppe VIOLA, il quale con grande impegno è abnegazione, si dedicato con spasimo per onorare la promessa fatta all’on. REALE, ma invano in quanto l’opera ancora non risulta completa.

la struttura metallica del Cristo redentore a Montalto voluta Dal Card. Gennaro Portanova nel 1900, a pochi anni di distanza risultò essere così malandata e deteriorata che fu necessario rimuoverla. Nel 1974 un apposito comitato presieduto da mons. Giuseppe Caruso (1915-2013) affidò l’operazione di restauro integrale allo scultore reggino prof. Michele di Raco. La fusione fu eseguita dalla Fonderia Artistica Giuseppe Di Giacomo di Napoli su un calcom odellato a mano dallo stesso scultore Di Raco. Il nuovo monumento al Redentore fu portato a Gambarie d’Aspromonte in piazza Mangeruca, il 7 settembre 1975 per la solenne benedizione da parte dell’arcivescovo di Reggio Calabria mons. Giovanni Ferro quindi fu collocato sul nuovo basamento sulla cima di Montalto da un elicottero militare giunto appositamente dalla base americana di Sigonella.

Nell’ultima mostra voluta ed organizzata dall’Associazione Colonna S. Paolo e dal Rotary Club Reggio Calabria: dal titolo “MICHELE DI RACO – L’ANIMA DELLE FORME”  il  Maestro ha tagliato il nastro di inaugurazione dell’ultima sua “presentazione”, costituente la produzione di “ritratti e teste”, dove ha raggiungento l’acme dell’arte figurativa, della plasticità espressiva, rivelando una raffinata interpretazione da parte dell’autore dell’espressione vitale del soggetto, della bellezza senza posa, dove i dettagli non prevalgono ma congiungono i tratti.

Questa mostra è stata un doveroso omaggio all’arte e alla cultura di Michele DI RACO, artista immune da retorica, un riconoscimento all’apogeo artistico reggino e al ritegno del maestro, che, a fronte della quantità e qualità delle opere presenti a Reggio Calabria, ha eluso con discrezione il culto della persona e le attenzioni solenni. Un riserbo che rende grande l’uomo.

E’ utile rappresentare che per iniziativa del geom. Ninì BACCELLIERI componente il Consiglio Direttivo dell’Associazione Colonna S. Paolo e amico personale del Maestro, nonché dal Commissario Arcivescovile dell’”Oratorio Gesù e Maria” è stato concesso un loculo di tumulazione  “a imperitura memoria dello scultore Michele Di Raco, per essere stato l’autore della bella e imponente statua in bronzo del Servo di Dio Mons. Arciv. Giovanni FERRO”.

Il cordoglio dei componenti il Consiglio Direttivo e di tutti i Soci dell’Associazione Colonna San Paolo vanno alla moglie Gisa D’ORTONA, ed ai figli GIULIO, AGNESE e CARLO, ai quali è rivolto un forte abbraccio in questo momento di dolore.

“Michele, le tue splendide opere parlano e parleranno di te a futura memoria”. (af)

(Presidente dell’Associazione Colonna S. Paolo)