Ponte sullo Stretto: definito il Comitato Tecnico Scientifico, coordinatore Prestininzi

Ratificata la nomina del Comitato Tecnico Scientifico delPonte sullo Stretto. È l’organismo indipendente cui sono demandati compiti di supporto e consulenza per il progetto del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. La squadra tecnica, la cui rosa era stata sottoposta al parere delle Regioni Calabria e Sicilia, entrerà immediatamente in funzione.

A coordinare il gruppo sarà il geologo prof. Alberto Prestininzi (orgogliosamente calabrese di Caulonia) già ordinario di Rischi Geologici presso l’Università di Roma “La Sapienza”, oggi in quiescenza.

Gli altri componenti del CTS scelti dal Ministero delle Infrastrutture (MIT) sono: Claudio Borri, ordinario di Scienze delle Costruzioni presso il Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Firenze, con specializzazione in strutture e aerodinamica, Direttore del “Centro Interuniversitario di Aerodinamica delle Costruzioni e Ingegneria del Vento”;  Andreas Taras, ordinario di costruzioni in acciaio e strutture composite presso l’ETH di Zurigo;  Sara Muggiasca, professore associato del Dipartimento di Ingegneria Meccanica del POLIMI, direttrice della Galleria del Vento.;  Mauro Dolce, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università “Federico II” di Napoli, esperto in Rischio Sismico e Vulcanico; Francesco Karrer, professore ordinario di Urbanistica presso La Sapienza Università di Roma (in quiescenza); Giuseppe Muscolino, ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università di Messina; Paolo Fuschi,  ordinario di Meccanica delle Strutture presso l’Università di Reggio Calabria e di Alessio Ferrar, professore ordinario di Ingegneria Geotecnica presso l’Università degli Studi di Palermo. (rrm)

Saccomanno (Lega): In 10 anni spariti 400 mila giovani, Ponte sullo Stretto ultima speranza

Secondo il politico della Lega, Giacomo Saccomanno, ben 400.000 giovani sono “spariti” da queste regioni, lasciando un vuoto demografico che rappresenta una sfida per il futuro. In questo contesto, il ponte sullo Stretto di Messina viene considerato come l’ultima opportunità per invertire questa tendenza negativa.
Saccomanno sostiene che il Ponte potrebbe rappresentare una svolta per il ripopolamento demografico della Sicilia e della Calabria, offrendo nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico. Tuttavia, Saccomanno critica coloro che si oppongono al progresso e al ponte sullo Stretto, accusandoli di volere solo il male delle proprie comunità meridionali. Secondo il politico, questa opposizione al progresso è disastrosa e antidemocratica, poiché impedisce lo sviluppo e la crescita delle regioni del Sud.
Il ministro Matteo Salvini viene elogiato per la sua visione lungimirante, in grado di comprendere l’importanza di investire nel progresso e nel collegamento tra le due regioni.
Il ponte sullo Stretto, secondo Saccomanno, potrebbe rappresentare un’opportunità unica per rilanciare l’economia e attrarre nuove risorse e investimenti nelle regioni meridionali. In conclusione, il ponte sullo Stretto di Messina viene considerato come l’ultima speranza per invertire la tendenza alla diminuzione della popolazione giovanile in Calabria e Sicilia. Saccomanno sostiene che coloro che si oppongono al progresso stanno danneggiando le proprie comunità, mentre il ponte potrebbe rappresentare una svolta per il ripopolamento e lo sviluppo economico delle regioni meridionali. (rcz)

Manifestazione dei No-Ponte. In tanti dalla Calabria a Messina

Affollata la manifestazione che sabato ha attraversato le strade del centro di Messina per dire No al Ponte e Sì ai tanti interventi vitali per l’area dello Stretto. Tralasciando il trito e stucchevole balletto delle cifre che segue ogni manifestazione, a dar forza a questa affermazione – afferma una nota del Comitato – «non è solo la bella e rumorosa partecipazione al corteo ma anche il clima con cui la cittadinanza ha accolto i manifestanti. Già sulla traghetto i lavoratori marittimi hanno solidarizzato con la nutrita delegazione calabrese, ricordando l’ipocrisia di chi usa le giornate da bollettino rosso, come quella di ieri, e le code agli imbarchi per giustificare l’esigenza del Ponte: si tratta infatti, a loro dire, di poche giornate durante l’anno, facilmente affrontabili implementando le corse anche con l’attuale flotta. E in ogni caso gli investimenti per ammodernare e potenziare la flotta dello Stretto sarebbero nettamente inferiori a quelli stimati per il Ponte, con tempistiche minime e soprattutto dal risultato sicuro».

I numerosi interventi che si sono succeduti durante il corteo hanno ricordato le molteplici ragioni per dire No al Ponte, dalla sismicità dell’area alla unicità di una biodiversità che sarà devastata, dal numero risibile di posti di lavoro reali che si creerebbero rispetto a quelli sbandierati all’incapacità di dare risposte ai problemi di mobilità. I diversi interventi di altre realtà, come No Tav o No Muos, hanno ben evidenziato come «parlare di Ponte non significa parlare di un’infrastruttura né di un progetto realizzabile, ma di un modello che attraversa tutte le grandi – e troppo spesso inutili – opere e che relega la natura, la terra e chiaramente i suoi abitanti al ruolo di merce da spolpare e sacrificare sull’altare del dio denaro».

«Gli oltre 15miliardi di euro previsti per la costruzione del Ponte saranno soldi nostri, e per recuperarli dovranno raschiare sui risicati bilanci pubblici, nazionali ma soprattutto di Calabria e Sicilia, che nella narrazione pontista saranno i territori più “beneficiati”. Soldi tolti quindi alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla cura del territorio, agli investimenti per ammodernare e potenziare il sistema trasportistico. Altro che dare una risposta ai tanti nostri figli e fratelli che vanno a cercare fortuna altrove.

Il movimento No Ponte Calabria – si legge nella nota diffusa a fine manifestazione – rilancia l’appello a rafforzare l’opposizione al Ponte e a questa logica perversa che ha destinato la nostra terra al ruolo di hub energetico e discarica di rifiuti. Lo facciamo rivolgendoci agli artisti, agli intellettuali, alle personalità del mondo della cultura e dello spettacolo affinché sostengano e promuovano le ragioni di questa lotta. Ma anche a tutti i sindaci della Costa Viola, ZPS che sarà fortemente e irrimediabilmente impattata sia dai lavori per le rampe di accesso al Ponte che dalle altre opere connesse (cave, depositi, discariche…), qualora decidessero mai di avviare i cantieri nonostante tutte le criticità del progetto non risolte.

Cantieri che potrebbero rappresentare altre “prime pietre” spot, come fu per la Variante di Cannitello, ferita ancora aperta per la città di Villa San Giovanni. Non possiamo accettare altre prese in giro del genere, per questo dobbiamo mettere in campo tutte le nostre intelligenze, le nostre capacità, i nostri corpi, e costruire una grande mobilitazione che assicuri un futuro ai nostri figli».  (rrc)

 

Ponte sullo Stretto, il governo aumenta i compensi dei tecnici

Via libera al superamento del tetto per i compensi dei tecnici che lavoreranno per realizzare il Ponte sullo Stretto. Nessun aumento di stipendi, invece, per i componenti del Consiglio di amministrazione della società che si occupa dei lavori.

Non ci sarebbe, dunque, alcuna deroga al limite massimo di 240mila euro di stipendio per i manager della società Stretto di Messina Spa, incaricata dei lavori per la costruzione dell’infrastruttura che dovrebbe collegare la Sicilia con il resto d’Italia. Così spiega l’ad della società stessa, Pietro Ciucci. Sul punto si era creato un gran polverone: dal testo dell’articolo 15 dell’ultima bozza del dl Asset e Investimenti sembrava infatti che per i vertici di Stretto di Messina Spa sarebbe saltato il tetto stabilito nel 2016. L’ipotesi della deroga, ha detto Ciucci all’Ansa, riguarderebbe invece «l’assunzione di dipendenti, ovvero ingegneri ed esperti con le massime competenze, da parte della Società». Non sarebbe quindi «rivolta al presidente e all’ad e in generale al Consiglio di amministrazione». Ciucci ha poi sottolineato che la società assumerà 100 risorse da Anas e Rfi aziende. Per loro, però, il tetto non è previsto.

Ciucci assicura quindi che «in altre parole non ci sarebbe un costo aggiuntivo per la finanza pubblica», aggiungendo comunque che «è noto che per altre società comparabili dell’area pubblica non si applica il tetto agli stipendi». Poi ha spiegato che – siccome per il Ponte si parla di «un investimento di oltre 10 miliardi di euro, il più grande investimento italiano degli ultimi decenni e il ponte sospeso più lungo al mondo che sta riscuotendo interesse a livello mondiale» – è necessario poter «contare sulle migliori professionalità ingegneristiche e tecniche per poter dialogare, negoziare e controllare tutti i soggetti italiani e internazionali coinvolti nella realizzazione che possono contare su organizzazioni di primo livello».

La riunione del Consiglio dei ministri ha approvato due decreti omnibus, mettendo mano a diverse materie prima che il governo si conceda qualche giorno di relax di Ferragosto, fra cui la vicenda legata a nuove risorse per il Ponte sullo Stretto.

È possibile che il confronto sul salario minimo riparta l’11 agosto, prima della pausa estiva. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, sarebbe venerdì la giornata che si sta valutando per l’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e le opposizioni.

cambia la promessa rivoluzione sui taxi, che riescono a stoppare il cumulo delle licenze. E a sorpresa arriva il prelievo sugli extraprofitti delle banche per raccogliere fondi per il calo delle tasse e il taglio del cuneo, che frutterà, annuncia Matteo Salvini, «alcuni miliardi» per la manovra. Proprio la manovra, in dieci mesi di governo, aveva impegnato i ministri così a lungo. E quasi una manovra d’estate è quella che approva il Cdm, considerando la quantità delle norme che spaziano dall’inasprimento delle pene per chi appicca gli incendi all’estensione delle intercettazioni per salvaguardare i processi di mafia, dal granchio blu ai fondi contro il caro materiali per non fermare le opere del Pnrr, dall’otto per mille alle tossicodipendenze fino all’addio definitivo alle ultime restrizioni Covid (e c’è pure, ma è un ddl, l’istituzione del premio “maestro dell’arte della cucina italiana”). Il tutto diviso in due decreti omnibus che dovranno passare il vaglio del Colle – che già aveva acceso un faro su questa modalità legislativa – prima di arrivare in Parlamento. Si perderà qualche settimana per la conversione, visto che le Camere riapriranno a settembre, ma sul tavolo c’erano tante questioni da sistemare prima di uno stop che dovrebbe essere breve, almeno per Giorgia Meloni, che prima di staccare potrebbe fare un primo giro di incontri con le opposizioni sul salario minimo. (rrm)

L’Area integrata dello Stretto diventa realtà: oggi il primo tavolo operativo

L’Area integrata dello Stretto diventa realtà. Con decreto del Ministro Matteo Salvini è stato riattivato il tavolo tecnico per i trasporti nell’area dello Stretto.

Una nota informa che la prima riunione è stata prevista per oggi, martedì 8 agosto, alle ore 11.30, all’Università di Messina.

«L’iniziativa – spiega il ministero – si inserisce nell’ambito delle attività avviate dal ministero per pervenire in tempi rapidi alla realizzazione del Ponte» con l’obiettivo di promuovere iniziative finalizzate allo sviluppo dell’intermodalità in ambito ferroviario, aeroportuale e marittimo nell’area.

Il tavolo è coordinato dall’ammiraglio ispettore Nunzio Martello, vice comandante generale della Guardia di finanza.

Vi partecipano tecnici ed esperti del Ministero, delle due Regioni (Calabria e Sicilia), dell’Autorità portuale dello Stretto, delle Città metropolitane di Reggio Calabria e Messina e delle rispettive Università.
«Il tavolo, oltre a servire da luogo di coordinamento delle strategie e delle iniziative tra i soggetti istituzionali coinvolti, si pone l’obiettivo di elaborare delle proposte volte alla definizione di un sistema unitario, anche dal punto di vista tariffario, dei collegamenti marittimi nello Stretto di Messina e dei servizi di trasporto pubblico locale a terra, assicurando integrazione funzionale delle reti, accessibilità, qualità, flessibilità adeguate alle esigenze di mobilità attuali e future», si legge nel testo.

Inoltre il tavolo si propone di assicurare «massima attenzione e qualità al sistema di infrastrutture e trasporti esistenti, per preparare al meglio la realizzazione del collegamento stabile». (rrc)

LETTERA APERTA / Francesco Sgambelluri: Le parole di Don Ciotti sul Ponte offensive

di FRANCESCO SGAMBELLURI – Gentilissimo e stimato presidente, mi onoro di far parte del Movimento politico “Equità Territoriale ” fondato dallo scrittore Pino Aprile. Io sono uno dei tanti figli di questa regione, la Calabria, che è rimasto a combattere per il proprio territorio, nonostante le avversità e spesso anche ai pregiudizi e l’abbandono istituzionale e infrastrutturale da parte di questo nostro paese.

Ringraziandola preventivamente per la sua opera meritoria contro tutte le mafie e sempre al fianco degli ultimi, per il grande coraggio dimostrato in più occasioni, condividiamo la sua battaglia in quanto quello delle mafie è uno dei più grandi mali che affligge l’Italia in generale. Vede il nostro Movimento nasce più o meno per gli stessi motivi, per garantire le stesse opportunità e gli stessi servizi a tutti gli individui in generale e i cittadini in particolare, senza distinzione alcuna.

Come purtroppo saprà noi meridionali dobbiamo spesso combattere contro più avversari, cioè contro le mafie delle quali siamo e siamo stati le prime vittime, e verso i pregiudizi spesso utilizzati per giustificare una mancanza di interesse e di cura dei nostri territori e più in generale delle nostre vite.

È proprio a tal uopo che le scrivo, abbiamo appreso dagli organi di informazione che lei in un recente convegno ha affermato a proposito del progetto per il ponte sullo stretto: “non unirà solo due coste, ma certamente due cosche”. Fermo restando la legittima contrarietà alla costruzione del ponte, ci chiediamo come possa essere caduto in un’affermazione del genere, un’affermazione che troviamo offensiva nei confronti dei cittadini onesti che popolano le due sponde dello stretto. Un’affermazione che sembra più una battuta da cabaret che un’affermazione di una persona che spesso ha mostrato una grande sensibilità anche verso i nostri territori.

Non è nostra intenzione strumentalizzare la questione ma vorremmo anche far capire a tutti gli attori della società civile, che non siamo più disposti ad abbassare la testa e a subire oltre alla mancanza di investimenti e prospettive per i nostri figli, anche delle offese gratuite. Vede in questi anni abbiamo visto che purtroppo l’Italia tutta, da nord a sud, è piena di esempi di corruzione, di infiltrazioni mafiose ecc. Per questo ci chiediamo come mai, solo quando si parla di una grande opera da realizzare al sud, si alza il solito polverone della mafia ecc.?

Noi vogliamo credere che ciascuno sia in grado di fare il proprio lavoro, altrimenti non rimane che arrendersi a non poter mai realizzare una grande opera e non avere possibilità di sviluppo. Ricordo anche le parole dello stimatissimo Nicola Gratteri che in una recente intervista ha affermato: “voi pensate a fare le infrastrutture che ai mafiosi ci pensiamo noi”.

Ecco noi vogliamo credere alle parole del grande magistrato calabrese e fidarci altrimenti è finita davvero! Ci auguriamo che lei possa spiegare e scusarsi con i cittadini calabresi e siciliani per la battuta infelice, può capitare di “scivolare su una buccia di banana”. Spero non ci deluda e possa darci una risposta. (fs)

[Francesco Sgambelluri è del Movimento politico “Equità Territoriale”]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: l Ponte degli Italiani porterà l’alta velocità Roma-Palermo

di GIACOMO SACCOMANNO – Incontro affollatissimo presso la Lanterna di Roma, alla presenza di ambasciatori, ministri, sottosegretari, imprenditori, manager, dove Matteo Salvini ha illustrato l’attività svolta in nove mesi di lavoro presso il ministero delle Infrastrutture, le strategie presenti e future, le opere realizzate e quelle cantierate, le grandi opportunità per la nazione, per le imprese e per l’occupazione. Grande attenzione sull’alta velocità e sul Ponte dello Stretto.

La prima consentirà di unire, finalmente, l’Italia e di poter raggiungere la Sicilia con le stesse modalità e velocità in cui ci sono tutti gli altri collegamenti della penisola. Il secondo, invece, sarà il compimento di un’opera che si attende da oltre 50 anni e che, finalmente, potrà vedere la luce. Un gran passo avanti per consentire la crescita del sud e, in particolare, della Calabria e della Sicilia, specialmente avendo riguardo alle opere che si dovranno realizzarsi sulle due coste. Interventi che cambieranno totalmente l’aspetto urbanistico, turistico e paesaggistico delle già menzionate zone e che, certamente, diverranno attrattori di occupazione e crescita reale.

Su tutto, però, la volontà ferrea del ministro Salvini che sta combattendo una battaglia vera e concreta a favore della crescita del mezzogiorno. Dispiace, soltanto, dover leggere cose assurde affermate da persone di spessore e che hanno fatto tanto per le comunità, che, forse, dimenticano che i colori politici, a volte, bisogna lasciarli fuori dai ragionamenti di livello. È notorio che la ‘ndrangheta si combatte con lo sviluppo, il lavoro e la cultura, non certamente lasciando un territorio nel sottosviluppo che genera, invece, criminalità. Non pensiamo e non vogliamo pensare che vi possa essere un retropensiero del genere. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

L’Unical protagonista dei lavori geologi preparatori per il Ponte sullo Stretto

L’Università della Calabria darà il proprio contributo ai lavori geologici preparatori per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Ciò è possibile grazie all’accordo firmato per la realizzazione della Carta Geologica Villa San Giovanni di cui saranno protagonisti i ricercatori del Dipartimento di Biologia, ecologia e scienze della Terra (Dibest) dell’Unical.

La convenzione per l’avvio dei lavori è stata sottoscritta presso la sede della Regione Sicilia a Palermo da Ispra, Dipartimento della montagna, foreste, forestazione e difesa del suolo della Regione Calabria, Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia e le Università di Palermo, Catania, Messina e della Calabria.

Il coinvolgimento dell’Unical giunge a valle di un accordo di collaborazione con la Regione Calabria, per la quale l’ateneo – e in particolare il Dibest – svolgerà il ruolo di referente sulle questioni geologiche.

I geologi del Dibest hanno già contribuito alla realizzazione della Carta Geologica scala 1:50.000 Messina-Reggio Calabria e nei prossimi quattro anni, pertanto, realizzeranno la Carta Geologica di un’area di 649 kmq (75% aree marine e 25% terrestri), tra le più complesse e strategiche dell’intero Mediterraneo su cui è individuato il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, il Ponte sullo Stretto di Messina.

La Cartografia Geologica Villa San Giovanni rappresenta uno studio multidisciplinare integrato delle rocce, dei sedimenti, dei fossili e delle strutture tettoniche e morfologiche di un territorio, associato ad una rappresentazione cartografica e digitale 4D (spazio/tempo). Non sarà semplicemente uno studio che fornirà necessarie informazioni geologiche funzionali alla progettazione del Ponte sullo Stretto di Messina, ma anche un’importante base per lo sviluppo di progetti e studi multidisciplinari di carattere scientifico, tecnologico ed industriale.

Infine, la cartografia geologica rappresenterà per il corso di laurea in Scienze geologiche un “laboratorio sperimentale” dove gli studenti di geologia potranno affrontare le future sfide geologiche-ambientali: dalla realizzazione dei modelli geologici per le grandi opere ed infrastrutture strategiche alla prevenzione, mitigazione e gestione dei rischi naturali ed antropici; dall’esplorazione alla caratterizzazione e sfruttamento sostenibile delle georisorse, delle nuove energie e del patrimonio geologico-ambientale e paesaggistico. (rcs)

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Ponte e rigassificatore svolta per tutto il Meridione

di GIACOMO SACCOMANNOUn momento cruciale e strategico per la Calabria ed il Mezzogiorno! Il rigassificatore ed il ponte sullo Stretto dono due opere fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Sud. Il primo è di fondamentale importanza per consentire all’Italia di diminuire sensibilmente le necessità energetiche da importare dall’estero.

Nel mentre, il secondo rappresenta un modello di tecnologia e di unione che renderebbe le due regioni attrattive sia sotto l’aspetto turistico che economico. Si è detto tanto del ponte, ma mai a sufficienza in quanto molti non hanno idee della valenza del progetto.

Un concentrato di tecnologia innovativa che rimette l’Italia al centro del nuovo sviluppo futuro sia ingegneristico che dell’ultima tecnica impiantistica. Un concentrato di opere che potrebbe cambiare radicalmente il territorio ed offrire una base di rilievo per l’occupazione e per la crescita sociale ed economica. Il rigassificatore non è un’opera a sé, ma potrebbe rappresentare quel volano per la creazione della piastra del freddo che consentirebbe l’incontro tra la produzione agrumicola, la conservazione di questa e l’immediata esportazione.

Un polo fondamentale per rendere la Calabria ed il Sud maggiormente competitivi e con un’offerta unica nello scenario italiano e no. Ecco la necessità che il Governo spinga verso la definizione della pratica del rigassificatore e consenta che questo venga realizzato a Gioia Tauro, ove vi è un progetto definitivo, con tutte le autorizzazioni necessarie e, quindi, immediatamente cantierabile.

Un’occasione più che unica che deve essere sfruttata al massimo e che non può che respingere decisamente le sirene negative di un no  a prescindere. La sinistra ha fatto già danni gravissimi al nostro paese e dovrebbe avere il pudore di ammendarsi e di lasciare in pace chi vuole governare per il bene della nazione. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

Ponte, Occhiuto incontra Ciucci (Società Stretto di Messina): Al 2030 opere per 70 mld tra Calabria e Sicilia

Al Consiglio regionale della Calabria il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha incontrato l’amministratore delegato della Società dello Stretto, Pietro Ciucci.

Durante la riunione – alla quale hanno preso parte anche Paolo Brunetti, sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Giusi Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni, Carmelo Versace, sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria, Giacomo Francesco Saccomanno, membro del Cda della società Ponte sullo Stretto, e Claudio Moroni, direttore generale del Dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Calabria – sono state tracciate le linee guida per la realizzazione dell’opera e sono state gettate le basi per un rapporto di positiva e costante collaborazione tra la società Ponte sullo Stretto, la Regione e gli enti locali per i prossimi mesi e per i prossimi anni.

«Il Ponte sullo Stretto rappresenta una grande opportunità per la Calabria, per il Mezzogiorno, ma soprattutto per l’intero Paese», ha affermato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ricordando come «il governo di centrodestra è determinato ad andare avanti per raggiungere l’obiettivo che si è prefissato, e noi sosteniamo convintamente questa battaglia».

«Ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Matteo Salvini, e la compagine governativa di Forza Italia – guidata dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani – ha aggiunto – per l’importante lavoro fatto in questi mesi. Il Ponte collegherà due Regioni che insieme fanno quasi 7 milioni di abitanti, diventerà conveniente portare l’alta velocità ferroviaria in Calabria e in Sicilia, e tante imprese decideranno di investire nei nostri territori portando occupazione e opportunità di sviluppo».

«E poi ci sono tutte le infrastrutture complementari – ha proseguito –  che proprio grazie al Ponte avranno ancor di più l’avallo del governo nazionale. In Calabria, ad esempio, già negli scorsi mesi abbiamo avuto 3 miliardi di euro per la strada statale Jonica, e ho chiesto all’esecutivo altri 2 miliardi per completare alcuni lotti della A2. Più in generale una grande opera come quella che ci accingiamo a realizzare avrà una ricaduta positiva sull’intera comunità calabrese, con la valorizzazione dei porti – a partire da Gioia Tauro – degli aeroporti, delle realtà turistiche e imprenditori della nostra Regione».

«Il Ponte sarà un incredibile attrattore di investimenti, ciò di cui abbiamo bisogno per far ripartire i nostri territori e per giocare da protagonisti la partita che l’Italia condurrà nei prossimi anni sul Mediterraneo, area sempre più strategica nello scacchiere internazionale.
Ringrazio Pietro Ciucci per l’incontro odierno, sono certo che lavoreremo bene insieme», ha sottolineato Roberto Occhiuto.

«Abbiamo accolto la grande sfida insieme al Ministero delle Infrastrutture, alla Regione Calabria e alla Regione Siciliana – ha dichiarato l’amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci – di completare nel rispetto del cronoprogramma le azioni finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo fissato per legge di approvazione del Progetto esecutivo entro il mese di luglio del 2024, con immediato avvio dei lavori».

«Impegno reso possibile grazie al grande lavoro svolto dalla Società negli anni. ha proseguito – insieme alla squadra di contraenti, dal Comitato Tecnico Scientifico, dal Territorio calabrese e siciliano e dalle Istituzioni, nel redigere e approvare il progetto definitivo dell’opera. Sono in corso numerose attività: il riavvio dei rapporti con i contraenti già affidatari dell’opera, l’aggiornamento del progetto che si concluderà entro settembre, l’aggiornamento delle previsioni di traffico necessarie per l’elaborazione del nuovo piano economico-finanziario per la copertura dell’investimento, pari a 13,5 miliardi di euro».

«Questo importo – ha spiegato ancora – comprende i raccordi stradali e ferroviari indicati dal territorio che daranno vita all’area Metropolitana dello Stretto. Questo a testimonianza che il ponte non è un’opera progettata altrove, ma è ancor più un’opera del territorio e realizzata per il territorio. Inoltre, la valenza strategica e funzionale del ponte è ulteriormente valorizzata dai significativi investimenti del governo sulla rete stradale e ferroviaria in Sicilia e Calabria».

«Un impegno, quello del Ministero delle Infrastrutture, senza precedenti – ha concluso – che al 2030 prevede opere per circa 70 miliardi tra Calabria e Sicilia che daranno vita ad un sistema di trasporti sostenibile, sia in termini di rilancio economico che sociale delle due regioni». (rrc)