25 aprile, Scalese (Cgil Area Vasta): Liberazione è partecipazione, giustizia sociale e dignità del lavoro

«Celebrare l’ottantesimo anniversario della Liberazione significa, oggi più che mai, affermare con forza i valori di libertà, democrazia, partecipazione e giustizia sociale». È quanto ha detto Enzo Scalese, segretario generale di Cgil Area Vasta CZ,KR;VV, in occasione del 25 aprile.

«Il 25 aprile non è, e non può essere – ha ribadito – una ricorrenza formale o ‘sobria’: è un momento fondamentale per riaffermare diritti, tutele e dignità, soprattutto per il mondo del lavoro».

«Quando parliamo di Liberazione – ha proseguito Scalese – parliamo anche di libertà di pensiero, di espressione e di partecipazione. Ecco perché, in continuità con quei valori, invitiamo cittadine e cittadini a tornare protagonisti l’8 e il 9 giugno, sostenendo con il voto i cinque quesiti referendari promossi dalla Cgil, che puntano a restituire dignità al lavoro e ai lavoratori».

Ricordiamo che i quesiti referendari riguardano: L’abolizione dei contratti pirata, ovvero i contratti collettivi firmati da sigle non rappresentative, che sviliscono le tutele conquistate con i contratti maggioritari; La cancellazione delle norme che impediscono il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi, in particolare per i lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti; L’eliminazione delle causali nei contratti a termine, che hanno trasformato il lavoro stabile in una giungla di precarietà; L’estensione della responsabilità solidale negli appalti, per garantire che i diritti dei lavoratori siano tutelati lungo tutta la filiera; Il ripristino delle tutele contro gli infortuni e i rischi per la salute nei luoghi di lavoro, rimuovendo le deroghe che oggi consentono di lavorare senza le giuste garanzie di sicurezza.

«Il lavoro – ha aggiunto Scalese – non può essere terreno di sfruttamento o precarietà. Va difeso, reso sicuro, dignitoso, riconosciuto nella sua piena funzione costituzionale. Ma oggi dobbiamo anche guardare al tema della cittadinanza: chi vive, lavora, studia e contribuisce al benessere del Paese deve avere piena dignità e riconoscimento. È una questione di giustizia, di coerenza con i principi della nostra Repubblica, nata proprio dalla lotta contro ogni forma di esclusione e disuguaglianza.»

«Il 25 Aprile è una data fondante – ha concluso – che ci richiama alla responsabilità collettiva di difendere e attualizzare ogni giorno quei valori. Lo facciamo anche andando alle urne, esercitando con consapevolezza il nostro diritto di scelta per un’Italia più giusta, più libera, più umana». (rcz)

Il trionfo delle imprese femminili calabresi alla Mostra sul Made in Italy

di PINO NANORoma, Palazzo Piacentini, Lella Golfo –calabrese di Reggio Calabria, presidente della Fondazione Marisa Bellisario e protagonista di tanti anni di battaglie politiche in difesa delle donne – apre così, in occasione della giornata nazionale che celebra la creatività e l’eccellenza italiana, la presentazione della mostra “Made in Italy Impresa al femminile”

Oggi e per tutto il mese di maggio – dice Lella Golfo – si potrà visitare questo bellissimo percorso che unisce le pioniere – da Luisa Spagnoli ad Adele Fendi, da Inge Feltrinelli a Wanda Ferragamo, dalle calabresi Gloria Tenuta e Pina Amarelli a Lilli Spina – alle tante imprenditrici di successo del presente fino alle giovani che hanno investito in start-up che guardano al futuro. 

Fotografie, video e oggetti iconici raccontano le singole storie, che spaziano in tutti i settori produttivi italiani. Dalla moda all’elettronica, dalla cinematografia alla ristorazione, dalle cantine più prestigiose all’informatica, dalla farmaceutica all’aerospazio, dall’artigianato alla cosmesi, dall’industria armatoriale all’acciaio, si scopre che il coraggio e la determinazione delle donne hanno contribuito profondamente a fare grande l’Italia. Un viaggio che celebra la forza, la resilienza e la creatività delle donne che, con determinazione e passione, hanno aperto nuove strade in un panorama spesso dominato da stereotipi maschili. 

«Sono particolarmente orgogliosa di questa bellissima mostra perché tante delle sue protagoniste hanno ricevuto il Premio Marisa Bellisario, la Mela d’Oro. Tante di loro oggi sono note al grande pubblico ed è anche questo lo scopo del Premio e della Fondazione: dare visibilità e riconoscere i meriti delle tante donne che con il loro impegno e talento hanno contribuito a far grande il Paese e il Made in Italy. Attraverso questa significativa iniziativa raccontiamo un’Italia che progetta e innova, spesso partendo da una piccola bottega artigiana per conquistare i mercati di tutto il mondo».

Insieme alla fondatrice e presidente della Fondazione Marisa Bellisario, a presentare la mostra, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il capo di gabinetto Federico Eichberg, la presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Fipe Valentina Picca Bianchi e Giannola Nonino, storica imprenditrice friulana che con la sua famiglia ha rivoluzionato il mondo della grappa. 

Per Lella Golfo questa rassegna internazionale è il territorio ideale per riaffermare il primato delle donne: «Il genio italiano che è anche genio femminile- sottolinea- e attraverso le storie di queste capitane coraggiose raccontiamo un cammino non semplice, spesso in salita ma proprio per questo carico di significato. Un’evoluzione inarrestabile che nel corso degli anni ha portato le donne in settori un tempo impensabili. L’imprenditoria femminile in Italia ha una storia ricca e complessa».

I dati economici danno ragione alla sua intuizione originaria

Oggi, l’imprenditoria femminile in Italia rappresenta un valore aggiunto fondamentale per l’economia e la società del Paese.  Secondo gli ultimi dati di Unioncamere, le imprese femminili sono oltre 1,3 milioni, pari al 22,2% del totale delle imprese italiane. Ed è ancora più positivo sapere che la concentrazione è soprattutto al Sud. Dal 27,2% delle imprese molisane al 24,2% delle siciliane. In quasi tre casi su quattro- grida con entusiasmo Lella Golfo «le attività guidate da donne operano nel settore dei servizi ma sono femminili anche il 37,7% delle imprese del tessile, il 36,6% nella Sanità, il 29,7% nei servizi turistici e ristorazione. Altro dato molto positivo è l’alta percentuale di imprese guidate da under 35. Negli ultimi 10 anni le imprese giovanili e femminili a maggior contenuto di conoscenza sono aumentate del 41,3%». 

Al Ministro Urso che chiede alla Golfo il perché del successo della sua Fondazione, Lella Golfo risponde alla sua maniera spiegando che il cambiamento più importante intervenuto in questi anni – sottolinea Lella Golfo – «sia la consapevolezza che lo sviluppo dell’imprenditoria femminile non rappresenta soltanto un passo fondamentale verso la parità di genere ma contribuisce alla crescita e alla ricchezza economica del Paese».

«Ogni immagine, ogni storia che troverete qui – ha proseguito – non è solo un tributo a chi ha già raggiunto traguardi straordinari ma un’ispirazione per le generazioni future. E mi auguro che siano tanti i ragazzi e le ragazze che verranno a visitarla. Non è soltanto un palcoscenico per celebrare il passato ma un invito all’azione per il futuro. Il titolo di un Premio Bellisario, nel lontano 2004 recitava: “Le donne che fecero l’impresa”. Ecco guardare alla fiducia e all’ambizione di queste donne è anche un modo per guardare con ottimismo al futuro di un’Italia del saper fare».  

Un viaggio affascinante e non solo celebrativo, dunque questa Rassegna Internazionale sul made in Italy, perché ogni immagine e ogni storia che troverete qui -scandisce con orgoglio Lella Golfo– «non è solo un palcoscenico per celebrare il passato, ma un vero e proprio invito all’azione per il futuro». (pn)

Cgil: Accelerare tempistiche per manifestazione d’interesse per stabilizzazione tis

Occorre accelerare le tempistiche e mantenere un confronto costante per assicurare che nessun lavoratore resti escluso dal percorso di uscita definitiva dal bacino del precariato». È quanto hanno ribadito Ivan Ferraro e Luigi Veraldi, rispettivamente segretari di Nidil Cgil Calabria e Cgil Calabria, nel corso dell’incontro, svoltosi in Cittadella nei giorni scorsi, per discutere e chiarire i contenuti della dichiarazione di interesse pubblicata nei giorni scorsi, finalizzata all’adesione volontaria da parte dei Comuni alla misura di stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), attraverso l’utilizzo di un voucher economico di 25mila euro per ciascuna assunzione a tempo indeterminato.

«Come Cgil Calabria – hanno spiegato – abbiamo ribadito la necessità di apportare alcune modifiche e chiarimenti importanti. In particolare, è stato confermato che i lavoratori over 60 non sono esclusi da ogni forma di stabilizzazione: la Regione si è impegnata a chiarire formalmente, entro le prossime ore, che anche per loro resta aperta la possibilità di essere assunti presso enti pubblici, come previsto dall’articolo 6 dell’Accordo Quadro sottoscritto lo scorso 17 febbraio. Resta confermato, al tempo stesso, che dal 1° giugno 2025 gli over 60 non faranno più parte del bacino dei tirocinanti in servizio attivo, essendo collocati nel percorso di sostegno economico fino alla pensione (scivolo pensionistico)».

«Per quanto riguarda il contributo di 25mila euro per ciascuna assunzione – hanno proseguito – è stato ribadito che resta confermato per ogni stabilizzazione a tempo indeterminato. I Comuni che non hanno possibilità assunzionali devono semplicemente comunicarlo sulla piattaforma regionale. Invece, i Comuni che hanno capacità assunzionale anche per un numero inferiore rispetto a quelli in utilizzo, devono indicare quel numero. Si sta lavorando affinché laddove un Comune abbia la potenzialità di assumere, ma decida di non aderire, i tirocinanti in utilizzo presso lo stesso ente verranno rimossi e inseriti in un percorso di formazione per il reimpiego presso enti realmente disponibili alla contrattualizzazione».

«Altro tema affrontato – hanno illustrato – è stata la durata della manifestazione di interesse successiva: Cgil ha chiesto che la Regione preveda, dopo l’attuale fase di ricognizione, una manifestazione di interesse valida fino al 31 dicembre 2025 per gli enti che oggi non utilizzano tirocinanti, ma che potranno procedere a future assunzioni attingendo ai TIS presenti nella piattaforma regionale. Tale percorso potrà avvenire attraverso procedure semplificate previste dall’articolo 16 della Legge 56/1987».

«Si è, inoltre – hanno concluso – stabilito che il prossimo incontro si terrà il 5 maggio 2025, alla presenza dell’Anci Calabria, per definire nel dettaglio la successiva manifestazione di interesse e pianificare il monitoraggio costante della piattaforma. Abbiamo ribadito che la misura in corso, seppur limitata, può rappresentare un primo passo importante per diverse centinaia di lavoratori». (rcz)

Confcommercio Cosenza e Intesa Sanpaolo: 120 mln per sostenere le imprese

Sono 120 milioni di euro la somma stanziata da Intesa SanPaolo e Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Cosenza, per rafforzare il sostegno alle imprese del territorio calabrese.

Tale somma, che fa parte di un plafond destinato solo alla Calabria, rientra nell’ambito di un accordo strategico sottoscritto dalle parti, al cui centro vi sono una serie di strumenti pensati per accompagnare le imprese locali nei processi di crescita, transizione digitale ed energetica. Tra questi, figurano soluzioni evolute per l’incasso digitale, che permettono una gestione dei pagamenti più efficiente e multicanale, e un nuovo modello di accesso al credito a breve termine completamente digitalizzato, pensato per semplificare le procedure e rispondere con tempestività alle esigenze delle PMI del commercio e dei servizi.

Particolare attenzione è riservata alla promozione dell’imprenditoria femminile, alla nascita di nuove realtà aziendali e al rafforzamento delle attività esistenti, grazie a linee di finanziamento dedicate e all’anticipo degli incassi Pos. In un’ottica di sostenibilità, l’accordo prevede soluzioni finanziarie innovative come “S-Loan Cer” e “S-Loan Progetti Green”, a supporto degli investimenti in fonti rinnovabili, affiancate da servizi di consulenza per l’adesione alle Comunità Energetiche Rinnovabili e l’accesso agli incentivi previsti dal piano “Transizione 5.0”.

Non mancano strumenti per accompagnare le imprese in un percorso di crescita responsabile, attraverso la valutazione del profilo Esg e laboratori di approfondimento, né servizi per il noleggio di beni strumentali, che consentono di disporre delle attrezzature necessarie senza dover immobilizzare capitali. Il sostegno alla digitalizzazione si traduce inoltre in programmi mirati e finanziamenti pensati per accompagnare la trasformazione tecnologica delle aziende, con il coinvolgimento di partner specializzati. A completare l’offerta, anche un ampio ventaglio di soluzioni assicurative per la protezione dell’attività e delle persone.

«Lo scopo dell’incontro con Confcommercio Cosenza è quello di favorire la conoscenza e il confronto costruttivo per cogliere le opportunità che Intesa Sanpaolo può offrire all’intero settore del commercio – ha spiegato Giuseppe Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo – come sempre, il nostro Gruppo si dimostra attento alle esigenze del tessuto imprenditoriale locale, e come sempre è in prima linea per accompagnare le piccole imprese nel rilancio attraverso progetti di sviluppo, digitalizzazione e sostenibilità, obiettivi coerenti con il Pnrr».

Klaus Algieri, presidente di Confcommercio Cosenza, ha evidenziato che «la collaborazione con Intesa Sanpaolo rappresenta un’opportunità strategica di grande valore per le nostre imprese associate. In un contesto economico che impone alle imprese sfide sempre più complesse, poter contare su strumenti finanziari mirati, consulenza specializzata e un approccio integrato allo sviluppo rappresenta un passo decisivo verso una nuova stagione di crescita».

«Questo accordo – ha proseguito – va oltre il semplice supporto economico: è una leva concreta per promuovere l’innovazione, sostenere la transizione digitale ed ecologica e rafforzare la competitività delle aziende locali. Confcommercio Cosenza si impegnerà con determinazione a far conoscere alle imprese del territorio tutte le opportunità messe a disposizione, perché crediamo che solo attraverso una sinergia tra rappresentanza, credito e visione strategica sia possibile costruire un futuro più solido e sostenibile per il nostro sistema produttivo».

L’accordo sarà promosso attraverso iniziative congiunte di comunicazione e incontri informativi sul territorio, con l’obiettivo di illustrare alle imprese associate a Confcommercio Cosenza le numerose opportunità offerte da questa sinergia. (rcs)

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Ancora tanta disinformazione su alta velocità

di GIACOMO SACCOMANNOÈ veramente incomprensibile come in Italia si possano dire tante “non verità” facendole passare per notizie! Un modo “maldestro” per nascondere la realtà e far passare nell’opinione pubblica delle evidenti fake news.

La sinistra che non vuole la modernizzazione del Paese e che ha lasciato, specialmente il Sud e la Calabria, agli ultimi posti a livello europeo, continua a sbandierare posizioni negative che non esistono e che, comunque, creano nei cittadini confusione e incomprensione.

Un modo per nascondere la evidente inconsistenza di una politica poco costruttiva e che mira soltanto a demolire quello che gli altri vorrebbero realizzare per la crescita dei territori. Si legge, tra l’altro, in questi giorni denunce di mancanza di fondi per la realizzazione dell’Alta velocità, con commenti catastrofici. Ignoranza o solamente un sottile e possibile procurato allarme?

Si è mai visto che si bloccano decine di miliardi di euro per un’opera ancora non progettata? Ripetesi per la tratta Paola-Reggio Calabria non esiste il progetto dell’alta velocità in quanto, nel passato, nessuno si è prodigato di realizzarlo e tenendo presente che ha quasi sempre governato la sinistra si ha il quadro di quanto questa sia inconsistente e ambigua! A settembre del 2024 scrivevo, con chiarezza e puntualità, come stessero le cose. Nessuno ha mai smentito il mio dire, ma si continua a mescolare nel marcio.

Ecco la sintesi di quell’intervento: «Si continuano a leggere sui giornali cartacei ed online notizie inverosimili rispetto al progetto dell’Alta Velocità, creando disinformazione ed anche possibili reazioni dei territori interessati».

Nel mio intervento del 13 settembre 2024 ho riportato i dati ufficiali del progetto, ma sembra che pochi lo abbiano letto o, comunque, continuato a mescolare nel torbido. Ritorno sull’argomento al solo fine di evitare, ancora, che si possano mandare in giro notizie non vere. Si ribadisce che la nuova linea AV/AC Salerno – Reggio Calabria costituisce la continuità di un itinerario strategico passeggeri e merci per la connessione tra il Sud della penisola e il Nord attraverso il corridoio dorsale, asse principale del Paese. Il nuovo collegamento consentirà di incrementare i livelli di accessibilità alla rete AV per diverse zone ad elevata valenza territoriale quali il Cilento e il Vallo di Diano, la costa ionica, l’alto e il basso Cosentino, l’area del Porto di Gioia Tauro e il Reggino, oltre che velocizzare anche relazioni di traffico verso Potenza, verso la Sicilia, verso diverse aree della Calabria e, allo stesso tempo, contribuirà in maniera significativa al potenziamento dell’itinerario merci da/per Gioia Tauro.  

L’intero itinerario da Salerno a Reggio Calabria è stato suddiviso in lotti funzionali. Considerando la consistenza e il costo dell’intera opera, lo studio effettuato ha previsto la realizzazione di scenari temporali intermedi, individuando tra i vari lotti quelli prioritari che consentono un maggior ritorno in termini di benefici. In particolare:

Lotto 1 Battipaglia-Praia: è suddiviso in diversi sotto lotti, ma è possibile affermare che il primo “Lotto 1a Battipaglia-Romagnano” è in corso di realizzazione, nel mentre per il “Lotto 1b e 1c Romagnano-Praia” si prevede di avviare entro l’anno corrente la fase negoziale per il lotto 1b, a seguito del completamento dell’iter autorizzativo ad oggi in corso. A seguire, acquisita la completa copertura finanziaria, potrà essere avviata la fase negoziale anche per il lotto 1c. 

A completa realizzazione dell’intero Lotto 1 si avrà un beneficio significativo fino a 30 minuti sui tempi di percorrenza complessivi tra Roma e Reggio Calabria.

Per i Lotti 2-6,  Praia-Reggio Calabria sono in corso le attività per avere un quadro aggiornato del tracciato per il successivo opportuno confronto con gli Enti interessati. Per le attività di progettazione relative allo sviluppo del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali bisognerà attendere i passaggi sopra indicati.

Questa la situazione attuale e si spera che non ci siano altre Fake News!

Stranamente non si contestano dati ufficiali, ma si lanciano “notizie non vere”. Questa è la sinistra che vorrebbe governare l’Italia! (gs)

Al Porto di Scilla 5 mln per la riqualificazione e messa in sicurezza

Sono 5 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione per la riqualificazione e messa in sicurezza del Porto di Scilla, «perla del nostro territorio». Lo ha reso noto il deputato di Fi, Francesco Cannizzaro, sottolineando come «è l’ennesimo risultato di Roberto Occhiuto Presidente, l’ennesimo risultato concreto portato a casa dal governo regionale di Centrodestra».

“C’è stato un costante confronto – ha spiegato Cannizzaro – con l’assessore regionale alle Infrastrutture ed ai Lavori pubblici, Maria Stefania Caracciolo, e con il Direttore generale del settore, Claudio Moroni, grazie ai quali, di concerto con i Commissari prefettizi del Comune di Scilla, vi è stato il decisivo impulso per la positiva conclusione dell’iter burocratico, che si concretizzerà formalmente in questi giorni con la firma della convenzione tra Regione Calabria e Comune di Scilla per dare avvio all’attività amministrativa». 

«Nella pianificazione dell’accordo di programma per il Fondo di Sviluppo e Coesione 21/27, la Giunta Occhiuto si è, dunque, determinata inserendo tra le opere la realizzazione del nuovo Porto di Scilla», ha illustrato il parlamentare, ricordando come «del resto, l’attenzione della squadra di Forza Italia Calabria e di tutto il Centrodestra sulle infrastrutture è altissima, in particolare sui porti e aeroporti, a nostro avviso volano di sviluppo definitivo per le realtà turistiche e commerciali di tutta la nostra regione».

«Nel dettaglio – ha aggiunto Cannizzaro – gli interventi previsti dal finanziamento consistono nel potenziamento della diga foranea, nell’ampliamento delle infrastrutture e delle dotazioni impiantistiche, nella realizzazione di nuovi percorsi pedonali e di strutture in grado di migliorare le relazioni tra porto e territorio; ciò consentirà di trasformare Scilla in un vero e proprio porto turistico, creando da un lato un importante indotto legato alle attività della nautica da diporto, dall’altro condizioni più idonee alla crescita del comparto ittico».

«Siamo convinti – ha proseguito – che Scilla abbia bisogno di nuova linfa per poter sviluppare al meglio e al massimo le proprie potenzialità, rimaste ad oggi quasi del tutto inespresse. Eppure la sua naturale propensione è quella di diventare meta turistica di livello planetario, affacciata su un Mediterraneo di cui deve diventare, insieme a tutta l’Area metropolitana di Reggio Calabria, sempre più baricentrica».

«Non a caso – ha concluso – anche RyanAir ha deciso di utilizzarla spesso come copertina per la propria sponsorizzazione delle rotte da/per la Calabria. Se già adesso, in condizioni non ottimali, fa registrare numeri incredibili – ha concluso Francesco Cannizzaro – non oso immaginare cosa potrebbe diventare con i giusti investimenti e le grandi idee che abbiamo e che stiamo mettendo in campo. Avanti tutta!». (rrc)

Da Regione ok a Piano regionale per la lotta agli incendi boschivi

La Giunta regionale ha approvato il Piano regionale per la lotta agli incendi boschivi 2025.

Approvato su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, il Piano rappresenta un ulteriore passo avanti verso un modello virtuoso sempre più integrato e proattivo – ritenuto dal presidente della Regione Roberto Occhiuto fondamentale per una reale salvaguardia dell’ambiente –, in cui prevenzione, monitoraggio e intervento tempestivo si fondono in una strategia multilivello, capace di ridurre significativamente la superficie boscata percorsa dal fuoco.

Particolare rilievo è attribuito alla gestione del combustibile, riconosciuta come leva fondamentale per contenere il rischio incendi. Il Piano prevede una programmazione mirata degli interventi nelle aree a maggiore vulnerabilità – come sottoboschi, scarpate e zone di interfaccia urbano-rurale – supportata da dati storici e indicatori ambientali.

In questo contesto, il ruolo dei Comuni e degli enti gestori di infrastrutture lineari (come strade, ferrovie ed elettrodotti) è centrale in un’ottica di gioco di squadra: la sinergia tra livelli istituzionali e soggetti territoriali sarà determinante per rendere più efficaci le azioni preventive.

Tra le innovazioni del Piano 2025: il potenziamento della piattaforma digitale Gemello Digitale, per una lettura integrata e dinamica dei dati territoriali; un sistema avanzato di monitoraggio con droni a decollo automatico, sensori meteorologici e intelligenza artificiale; l’attivazione di un nucleo di analisi per l’interpretazione in tempo reale delle condizioni di rischio e la generazione del bollettino di pericolosità giornaliero.

Grazie a questo approccio, negli ultimi anni si è registrata una progressiva riduzione delle superfici boscate interessate dal fuoco. Anche sul fronte della deterrenza, i risultati sono crescenti, con quasi 400 incendiari segnalati solo nel 2024.

Il Piano Aib Calabria 2025 rafforza un modello che unisce innovazione, presenza sul territorio e alleanze operative: una strategia che guarda al futuro con concretezza e visione. (rcz)

L’OPINIONE / Guido Mignolli: Esperienze tragiche di rendicontazioni, tra incubi e tentazioni

di GUIDO MIGNOLLI – Dunque, cari signori, ci risiamo! Non vi è mai successo, in certi momenti, di essere assillati da un sogno ricorrente? Qualcosa tipo “il giorno della marmotta”..

Ti svegli sperando che sia stato solo un incubo notturno… E invece no! Ecco qua! È accaduto di nuovo! Realmente!

Chi, operando con i progetti di sviluppo, non si è trovato periodicamente a dover subire decisioni in apparenza sostenute dal ferreo patto fra numeri e norme, in realtà frutto di convinzioni e convenzioni, povero scudo a protezione dei deboli che si fanno forti? Chi non ha passato le notti insonni a meditare sul drammatico momento appena trascorso, con quelle parole che risuonano come un triste mantra: riconoscibilità della spesa, rendicontazione dei fondi, inammissibilità di quei costi…

Incubi notturni o tragiche realtà, chi non ne sarebbe travolto dovendo subire le esperienze – ripetute, ahimè – tra il paradosso e l’irrazionale, di qualificati controllori “esterni”, sguinzagliati alla caccia del terribile mucchio selvaggio?

Chi non resterebbe traumatizzato di fronte a sceriffi armati, sempre pronti a estrarre l’enorme pistola dalla fondina, immersi nelle tue fatture, con l’aria di coloro che finalmente hanno scovato la banda che risucchia i fondi comunitari dello sviluppo rurale? E tu, schiacciato nell’angolino, sei catapultato in un vortice di pensieri. E ti viene in mente di tutto. E ti senti colpevole. E poi, mentre osservi lo sceriffo che inumidisce il dito che sfoglia le carte, ti rimproveri per non aver avuto l’idea prima, ripercorrendo le atmosfere affascinanti e terribili dell’immensa biblioteca conosciuta da Guglielmo da Baskerville. E subito dopo ti penti, ma vedi il mucchio di carte con le spese che “hanno problemi” che cresce ininterrottamente. E cerchi di allontanare le tentazioni malevoli, per metterti nelle migliori condizioni e affrontare il tuo destino. Che in quel momento ha il viso glaciale di un revisore piantato davanti a te… Nulla di peggio può succedere che dover sbattere contro muri posti inopinatamente sul tuo cammino. Con i muri, per definizione, non vi è dialogo; sono solo una combinazione di laterizio e cemento, lontani dalla capacità critica che vada, solo di poco, oltre la mera forma.

Tranquilli, non intendo proporvi faticose e inutili interpretazioni tecniche in materia di rendicontazione di risorse pubbliche che il PSR Calabria destina ai GAL e alle imprese agricole, o far riemergere la solita contrapposizione fra coloro che “fanno”, con la fatica di operare in realtà delicate, e gli altri che giudicano dall’alto dei propri inespugnabili fortini, ma soltanto discettare molto brevemente sul significato dell’essere professionisti al giorno d’oggi. Sono sicuro che converrete non si tratta più solo di competenze tecniche. Quelle sono scontate, a volte esageratamente bisogna ammettere, mentre sono altre quelle che pur necessarie non rappresentano bagaglio di tutti. Già vedo gli sguardi vagamente sarcastici degli interessati, come a dire “che cosa c’entra il buon senso, la consapevolezza, la capacità critica, la ‘misura’ del comportamento, nel processo di decisione in materia economico-finanziaria?” Ho l’ardire di ritenere che siano fondamentali. C’è tutta una letteratura sul tema, istruttiva e divertente, che vi invito a ritrovare, dalla cinematografia di George Roy Hill e Alan Parker al contributo poetico di John Grisham, all’approccio epistemologico di Donald Alan Schön. Essere professionisti oggi è difficile e la categoria si assottiglia sempre più. Come quella più alta della nota classificazione di Sciascia, mentre le altre crescono a dismisura. “E che si fa a questo punto?”, vi domanderete. Non lo so. Forse per alcuni di noi è il momento dell’uscita di sicurezza, del nostalgico fermo immagine di Butch Cassidy, un attimo prima della fine, che rapidamente si deteriora sino a scomparire. (gm)

Guido Mignolli, Direttore GAL Terre Locridee

 

La Calabria è la prima regione ad avviare investimenti con Pnrr per ammodernare i frantoi

La Calabria è la prima regione ad avviare investimenti, con i fondi del Pnrr, per ammodernare i frantoi.

La conferma arriva da Arcea, che nei giorni scorsi ha avviato le procedure di liquidazione dei primi tre milioni di euro legati al bando, pubblicato a fine 2023, di cui nei mesi scorsi era stata definita la graduatoria definitiva.

La misura è finalizzata a sostenere la filiera olivicola che, per vocazione identitaria e valenza economica ed ambientale, è da sempre essenziale per la crescita della Regione: l’olivicoltura calabrese, caratterizzata dalla presenza di più di 100 differenti varietà coltivate su oltre il 24% della superficie agricola complessivamente utilizzata, costituisce un tesoro di biodiversità, arricchito da Dop e una Igp, con 70.000 ettari di coltivazioni bio ed una produzione che fa della Calabria la seconda regione più produttiva del Paese, grazie ai circa 700 frantoi operanti sul territorio.

«Nella nostra terra – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – l’olivicoltura rappresenta un pezzo di storia, ma anche un motore di sviluppo economico, ambientale e culturale da sostenere ed anzi potenziare, per favorire qualità e competitività attraverso misure che consentano la salvaguardia e l’espansione del settore».

Da qui la scelta di utilizzare anche le risorse messe a disposizione dal Pnrr, pari a 16.567.725,31 euro, per accrescere la sostenibilità del processo produttivo con l’introduzione di macchinari e tecnologie capaci di migliorare le performance ambientali dell’attività di estrazione dell’olio extravergine di oliva, oltre che di ridurre la generazione di rifiuti e favorirne il riutilizzo a fini energetici.

Da segnalare anche l’obbligo di seguire percorsi di formazione in tema di produzione e degustazione degli oli Evo. Per garantire il finanziamento anche delle istanze giudicate meritevoli ma prive – al momento – di copertura, la Regione si è già attivata per intercettare risorse aggiuntive, ottenendo da subito un milione aggiuntivo e richiedendone altri 4.

Il rinnovo degli impianti tecnologici contribuirà anche al miglioramento della qualità degli olii e ad un generale incremento della sostenibilità della filiera olivicolo-olearia.

Peraltro, secondo criteri che fanno anche in questa circostanza della Calabria un caso unico, la concessione dei finanziamenti è stata abbinata all’obbligo (per gli operatori dei frantoi) di partecipare a corsi di molitura e (per i titolari degli stessi) a laboratori di assaggio, al fine di accrescere competenze degli addetti del settore e qualità del prodotto.(rcz)

Francesco, un Papa non sempre compreso

di PINO NANOCon la morte di Francesco se ne va via, per sempre, un grande Papa. 

Francesco, come lui amava essere chiamato da noi cronisti che frequentavamo la sala Stampa Vaticana, era soprattutto un Papa buono. 

Era un Papa cresciuto a pane e sacrifici, un Papa che arrivava a Roma da molto lontano, un Papa che aveva conosciuto e attraversato il dolore della terra Argentina fino in fondo, un Papa che aveva sofferto in prima persona l’atmosfera soffocante dei regimi totalitari del suo popolo, un Papa che per tutta la vita aveva sognato un mondo finalmente libero da ogni forma di condizionamento o di legacci ideologici.

Francesco era un Papa che aveva un innato un profondo senso del rigore, un Papa attentissimo a non calpestare mai gli altri, un Papa rispettoso del mondo degli ultimi, un Papa che sapeva essere pastore responsabile e insieme guida carismatica dei suoi fedeli, apostolo e testimone del suo tempo come nessun altro prima di lui forse era riuscito ad esserlo.

Francesco era il Papa dei contrasti, il Papa delle rotture, il Papa dei dubbi, il Papa degli eccessi, il Papa che conosceva i mille conflitti esistenti all’interno delle mura vaticane e che fino all’ultimo aveva provato a cambiare le cose. 

Autorevole, assolutamente consapevole del suo peso e del ruolo del suo magistero, Francesco avrebbe potuto dimettersi molto prima di morire, ne avrebbe avuto mille ragioni serie per farlo, e invece è rimasto al suo posto, fino all’ultimo, difendendo le ragioni della pace rispetto ad una guerra atroce e violenta come quella che ha messo in ginocchio il popolo ucraino.

Mi chiedo, ma come si farà a dimenticare l’immagine tristissima, e quasi patetica, di questo Pontefice in carrozzella che domenica di Pasqua trova ancora la forza di un respiro, per salutare per l’ultima volta il suo popolo?  

Come si farà a dimenticare l’abbraccio tenerissimo che Francesco, ormai sfinito e quasi imbalsamato, riserva e dedica al bimbo che domenica di Pasqua i suoi uomini di scorta gli poggiano tra le braccia? 

E come si farà a dimenticare il volto quasi impassibile di questo Papa che da lì a poco sarebbe salito al cielo, e che durante la sua lunga malattia non ha mai pensato un solo istante a se stesso, e al dolore che lo aveva reso schiavo e dipendente per sempre?

Ricordo che all’inizio del suo Pontificato, faceva quasi impressione immaginare la sua vita all’interno delle sue stanze sistemate e adattate per lui a Santa Marta, ma Francesco aveva voluto rompere con il passato. Lo aveva fatto di proposito, scientemente.

Voleva dimostrare al suo mondo, più che all’esterno, che era finalmente finito il tempo dei privilegi, o il tempo delle esagerazioni assurde, dimostrando invece con i fatti che un Papa poteva sopravvivere lo stesso nel chiuso di due stanze.

Ricordo ancora con immensa commozione il giorno in cui le telecamere della Rai lo inquadrano mentre sale sull’aereo per una delle sue prime missioni all’estero e l’obiettivo fa vedere in maniera davvero impietosa e irriverente al mondo intero le sue scarpe bucate. O lui, in una occasione diversa, che sale sulla scaletta dell’aereo portandosi per mano e trascinandosi dietro il suo sacco da viaggio. 

Era il senso del cambiamento. Era l’immagine forte della novità. Era la prova provata che il Papa argentino avrebbe rivoluzionato i tempi e i modi di vivere dei Palazzi Vaticani.

In giro per il mondo, eternamente avvolto e accarezzato da milioni di persone, poi un giorno lo ritroviamo solo con sé stesso, solo con la sua croce, abbracciato al legno del crocefisso, lui da solo, al centro della Piazza di San Pietro, negli anni in cui il mondo è oppresso dal Covid, e lo ritroviamo più forte di prima, più convincente che mai, più determinato che mai. 

Un Papa di cui sentiremo parlare negli anni che verranno, ne sono certo, per il coraggio di certe sue posizioni e di certe sue affermazioni. 

Francesco è il Papa che scende per un giorno in Calabria e che nel cuore infuocato della Piana di Sibari lancia il suo anatema contro la ‘ndrangheta, duro, feroce, diretto, quasi un pugno nello stomaco di una società per anni sonnolenta ed educata al silenzio. E per un giorno, Francesco diventa l’apostolo dei Sud del mondo, il difensore dei diritti civili, il passionario dei valori tradizionali della famiglia, il confessore pubblico di un popolo che non sa più in cosa credere e in cosa sperare.

E che dire delle sue ultime volontà? 

«Il giorno della mia morte riportatemi ai piedi della Madonna che tanto ha aiutato la mia vita e la mia missione pastorale». Francesco aveva già scelto da tempo il luogo della sua sepoltura, e per la prima volta nella storia ecco che un Papa lascia le mura Vaticane per riposare sotto la cripta della Basilica di Santa Maria Maggiore. 

È la discontinuità con il passato. È la voglia di riaffermare la sua libertà personale. È il desiderio soprattutto di riaffrancare se stesso difronte al mondo che lo guarda. E nel suo caso, sarà ancora una volta il linguaggio del corpo a tramandare di lui il ricordo più tenero e più bello, avvolto per questo suo ultimo viaggio terreno dalla Basilica di San Pietro alla Basilica di Santa Maria Maggiore da una semplice bara di legno e zinco priva di fregi e di inutili orpelli.  

Cosa sarà dopo di lui? È difficile dirlo, difficile immaginarlo, ma una certezza credo di averla e di poterla anche esprime in pubblico a tutti voi. 

Nulla sarà più come prima. Perché l’esempio di Papa Francesco ha già profondamente segnato la via maestra della Chiesa moderna, sempre più aperta e votata ai valori spirituali dell’uomo, e sempre più nemica dichiarata degli interessi materiali di una società educata all’ opulenza e alle tentazioni del corpo.

Ma è proprio questa forse la vera grande vittoria morale e finale di questo Papa non sempre compreso e non sempre amato per come avrebbe invece meritato di essere. (pn)

[Courtesy BeeMagazine]