L’assessore Varì: 40 milioni di euro per sostenere il tessuto produttivo

È stato presentato, in Cittadella regionale, dall’assessore alle Attività Produttive, Rosario Varì, un nuovo strumento agevolativo diretto ad imprese di tutte le dimensioni a sostegno dei settori produttivi presenti e per favorire nuovi insediamenti.

All’incontro sono intervenuti la dirigente di settore Valeria Scopelliti e l’amministratore delegato di Fincalabra, Alessandro Zanfino, organismo intermedio per lo svolgimento delle funzioni dell’Autorità di Gestione del PR Calabria Fesr-Fse+ 2021/2027.

«La misura presentata oggi – ha dichiarato Varì – ha la finalità di attrarre e consolidare sul territorio calabrese insediamenti produttivi che siano innovativi e sostenibili e, quindi, competitivi sui mercati e con rilevante impatto occupazionale. È importante evidenziare che questa iniziativa offre opportunità di finanziamento anche alle grandi imprese, che costituiscono un volano di sviluppo fondamentale per la transizione digitale ed ecologica».

L’intervento prevede contributi a fondo perduto per programmi integrati composti da almeno una componente obbligatoria di investimento produttivo – come la creazione di nuove unità produttive, l’ampliamento o la diversificazione di quelle esistenti – e da eventuali componenti aggiuntive di innovazione, come la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale, in coerenza con la strategia regionale per la Specializzazione Intelligente.

Il finanziamento minimo previsto per ciascun programma è pari a 500 mila euro, con una prevalenza delle spese legate agli investimenti produttivi pari almeno al 60% del totale. L’intensità di aiuto sulla parte relativa agli investimenti varia in base alla dimensione dell’impresa: fino al 60% per le piccole imprese, al 50% per le medie e al 40 % per le grandi. Significative anche le intensità di aiuto per le attività di innovazione, ricerca e sviluppo.

«Questa misura – ha aggiunto – che coinvolge diversi settori manifatturieri e dei servizi, prevede anche la possibilità di finanziare le grandi imprese del settore turistico, rappresentando, di fatto, un’azione volta a integrare e potenziare quanto già avviato a livello regionale a sostegno delle Pmi del settore».

L’iter di selezione è basato su una procedura valutativa a sportello, articolata in fasi di verifica formale e sostanziale, seguite da una valutazione di merito e secondo criteri di impatto occupazionale, rilevanza tecnologica e coerenza con le priorità strategiche regionali.

L’Avviso, da oggi in pre-informazione, prevede l’apertura dello sportello per la fine del mese di giugno.

«Il Governo regionale, guidato dal Presidente Occhiuto – ha concluso l’assessore allo Sviluppo Economico – è fortemente impegnato nell’azione di valorizzazione del territorio e di sostegno alla crescita delle imprese». (rcz)

Grazie a Comunità Educante un ponte tra la Locride e Brescia

di ARISTIDE BAVASi è concluso un intenso e significativo evento di scambio tra due iniziative territoriali impegnate nella costruzione di comunità educanti: “Locride Educante 4.0” in Calabria e “Tutti i Frutti: una comunità che matura con l’esperienza” in Lombardia.

Entrambi i progetti sono sostenuti da Con i Bambini – Impresa Sociale, nell’ambito del Bando per le Comunità Educanti, che negli ultimi anni ha attivato in tutta Italia processi innovativi di alleanza tra scuola, enti del Terzo Settore, famiglie e istituzioni, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa minorile attraverso modelli partecipativi e di lungo respiro. Questo momento di confronto seppure in territori profondamente diversi  ha messo in luce la straordinaria ricchezza di pratiche, visioni e approcci che stanno emergendo grazie a questo filone di sperimentazione nazionale.

L’evento appena realizzato nella Locride si inserisce nell’opera di costruzione di una cultura educativa nei territori, incentrata sulla comunità educante come risorsa viva e generativa. L’incontro di scambio nella Locride tra le due reti di comunità educante, rispettivamente coordinate come enti capofila da Civitas Solis e dalla cooperativa bresciana Cauto, ha registrato  il coinvolgimento di operatori, educatori, dirigenti scolastici, amministratori locali e cittadini attivi nei diversi comuni del territorio.

Tra i momenti più significativi, il ricevimento ufficiale nella Sala Consiliare del Comune di Siderno della delegazione bresciana  con un dibattito moderato da Raffaella Rinaldis sul tema “Comunità educanti e Sharing Economy” che ha visto protagonisti la Sindaca Mariateresa Fragomeni, Francesco Mollace, coordinatore di Locride Educante 4.0, Luigi Moraschi, vicepresidente di Cauto, Laura Scalvi, Roberto Ranghetti, facilitatori del progetto. Hanno anche partecipato  numerosi esponenti della rete territoriale, tra cui le dirigenti scolastiche Giuliana Fiaschè e Carla Pelaggi, Aurelia Vottari del Consultorio Familiare dell’Asp, Giuseppe Nunziato Belcastro di Mediterraneo e Ambiente, Mario Trichilo dell’Ymca, Daniela La Porta del Polo tecnico Marconi/Ipsia, l’assessora sidernese Francesca Lopresti.

Di particolare intensità anche un workshop di coprogettazione tenutosi a Gerace, con la partecipazione degli assessori Pino Varacalli e Marisa Larosa, impegnati nella realizzazione di progetti di riciclo e riuso cari alla vocazione ambientale.

Poi anche le visite ad alcune esperienze significative di comunità educante sul territorio, tra cui i presidi educativi e sociali attivati da Civitas Solis a Locri e a San Luca oltre ad un significativo percorso di scoperta delle produzioni tradizionali. In questo caso gli ospiti, hanno potuto conoscere da vicino il lavoro quotidiano delle operatrici dell’associazione impegnate nel sostegno a minori e famiglie in un contesto fragile e caratterizzato da numerose difficoltà ma ricco di energia generativa.

Non sono mancati i momenti di condivisione informale e valorizzazione delle eccellenze del territorio, grazie all’accoglienza delle realtà locali come il ristorante La Collinetta di Martone e l’associazione Terre dei Primi, l’osteria U Ricriu di Siderno, e la trattoria Du Priori di Antonimina, un percorso di scoperta delle produzioni tradizionali, valorizzate dalla biodiversità locale e con i metodi antichi di produzione alimentare.

Secondo Francesco Mollace, direttore di Civitas Solis «questo scambio, ha confermato l’importanza di favorire il dialogo tra territori diversi, in un’Italia che vuole saper apprendere da sé stessa. L’impegno comune ora è rendere duraturo il rapporto tra le due reti, per costruire insieme nuovi modelli educativi, partecipativi e inclusivi. Perché – dice Mollace – le comunità educanti si costruiscono nel tempo, attraverso l’incontro tra visioni, territori e persone che credono nel cambiamento». (ab)

Sanità a Vibo, Mammoliti (PD): Un clima di tensione inaccettabile dopo gli ultimi gravi episodi

Il consigliere regionale del PD, Raffaele Mammoliti, ha evidenziato come «la drammatica situazione della sanità vibonese si ripercuote in modo inaccettabile sulla vita quotidiana degli operatori e dei cittadini, mentre chi possiede ruoli di governo e responsabilità continua con indolenza a governare in modo ordinario come se nulla fosse».

«Tutto ciò è assolutamente inaccettabile – ha detto –. Si stanno consumando drammi umani, professionali e familiari che diffondono sfiducia e preoccupazione favorendo un clima di inquietante allarme che non aiuta affatto. Con tutte le cautele dovute non si può restare, tuttavia, inermi ed in silenzio di fronte a quello che sta avvenendo nel Sistema sanitario e ospedaliero vibonese».

«In poco tempo abbiamo, purtroppo – ha proseguito – registrato una giovane vittima di 37 anni con il suo bambino mai nato di 7 mesi, un paziente che presso l’ospedale di Tropea non ha potuto ricevere le cure appropriate per l’assenza di uno strumento che era stato ripetutamente richiesto da medici e operatori agli organi competenti e per ultimo quanto avvenuto nei giorni scorsi dove una donna in gravidanza al settimo mese perde il suo bimbo».

«Il silenzio da parte di chi possiede responsabilità e ruoli di governo espone, prima di tutto – ha aggiunto – medici ed operatori sanitari al pubblico ludibrio che non meritano. Bisognerebbe, invece, farsi carico delle loro problematiche anche fornendo informazioni ufficiali e tempestive per fugare eventuali responsabilità. Nel caso di un distacco di placenta, così come risulta dalle informazioni assunte, non dovremmo trovarci davanti a un errore umano. Dunque, il silenzio degli amministratori non fa altro che alimentare i dubbi, anche legittimi, della popolazione. Un silenzio che, anzi, fa salire ancora la tensione come dimostrato anche dalle dimissioni del dottore Vincenzo Mangialavori dopo l’ultimo caso a Ginecologia».

«Bisognerebbe chiedere ai commissari come mai, dopo quasi un anno dal loro insediamento – ha continuato il dem – non abbiano ancora provveduto, dopo numerosi eventi sentinella, a predisporre un Piano organico di provvedimenti, a nominare un Direttore sanitario e un Dirigente di presidio ospedaliero, lasciando queste due cariche essenziali per il governo della sanità provinciale ed ospedaliera nell’assoluta precarietà».

«Ed ancora, non è dato sapere se abbiano avuto il tempo, nei pochi giorni di permanenza settimanali – ha detto ancora – di farsi un giro nella struttura ospedaliera per parlare con medici ed operatori sanitari per rendersi conto, direttamente, delle difficoltà quotidiane che affronta il personale e adoperarsi per risolverle, così come reiteratamente sollecitato anche dalle OO.SS. territoriali».

«Gli operatori ed i cittadini vibonesi non meritano di vivere questa emergenza – ha concluso – e di trovare come risposta soltanto giustificazioni burocratiche e comportamenti inconcludenti, invece di provvedimenti concreti ed operativi che continuerò a sollecitare a tutti i livelli». (rvv)

Papa Leone XIV ai giornalisti del mondo: “Siate operatori di Pace”

di FRANCO BARTUCCIPapa Leone XIV nell’incontrare e salutare i giornalisti del mondo, nell’auditorium San Paolo VI, ha esordito proponendo un passaggio del “Discorso della montagna”, proclamato da Gesù: «Beati gli operatori di pace» (Mt 5,9). 

«Si tratta – ha proseguito il Papa – di una Beatitudine che ci sfida tutti e che vi riguarda da vicino, chiamando ciascuno all’impegno di portare avanti una comunicazione diversa, che non ricerca il consenso a tutti i costi, non si riveste di parole aggressive, non sposa il modello della competizione, non separa mai la ricerca della verità dall’amore con cui umilmente dobbiamo cercarla. La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri; e, in questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza: dobbiamo dire “no” alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra».

Poi ha espresso la sua solidarietà della Chiesa ai giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità, chiedendone la liberazione. 

«La Chiesa – ha proseguito Papa Leone XIV – riconosce in questi testimoni – penso a coloro che raccontano la guerra anche a costo della vita – il coraggio di chi difende la dignità, la giustizia e il diritto dei popoli a essere informati, perché solo i popoli informati possono fare scelte libere. La sofferenza di questi giornalisti imprigionati interpella la coscienza delle Nazioni e della comunità internazionale, richiamando tutti noi a custodire il bene prezioso della libertà di espressione e di stampa. Grazie, cari amici, per il vostro servizio alla verità». 

Parole che ci riportano a Papa Francesco con l’invito fatto a noi giornalisti nel momento dell’apertura della Porta Santa, effettuata subito dopo l’ultimo Santo Natale e prima del nuovo anno, con la proclamazione dell’Anno Santo Giubilare della “Speranza”, per il quale ci ha affidato e riconosciuto un ruolo vitale: «Cercate la verità e siatene testimoni». Da “cercatori di verità” a “operatori di pace”, per una chiesa missionaria, in cui ciascuno deve sentirsi missionario nella società per vivere il tempo della pace, giustizia, serenità e fratellanza universale.

Dopo avere apprezzato il lavoro degli operatori del mondo dell’informazione durante i riti della Settimana Santa e della luce della Pasqua, che ci ha portato alla scomparsa di Papa Francesco, come poi nella introduzione dello spirito del Conclave,  riuscendo a narrare la bellezza dell’amore di Cristo che ci unisce tutti e ci fa essere un unico popolo, guidato dal Buon Pastore, ci ha detto: «Viviamo tempi difficili da percorrere e da raccontare, che rappresentano una sfida per tutti noi e che non dobbiamo fuggire. Al contrario, essi chiedono a ciascuno, nei nostri diversi ruoli e servizi, di non cedere mai alla mediocrità. La Chiesa deve accettare la sfida del tempo e, allo stesso modo, non possono esistere una comunicazione e un giornalismo fuori dal tempo e dalla storia. Come ci ricorda Sant’Agostino, che diceva: “Viviamo bene e i tempi saranno buoni” (cfr Discorso 311). Noi siamo i tempi”. Grazie, dunque, di quanto avete fatto per uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni, attraverso i quali leggiamo spesso la vita cristiana e la stessa vita della Chiesa. Grazie, perché siete riusciti a cogliere l’essenziale di quel che siamo, e a trasmetterlo con ogni mezzo al mondo intero». 

La torre di Babele e l’Intelligenza Artificiale  

Dal suo saluto agli operatori del mondo dell’informazione non potevano mancare i riferimenti ai vari contesti della società odierna in cui facili sono i linguaggi che fanno perdere il senso delle cose e gli atteggiamenti che portano a vivere nel contesto di una torre di Babele, nella quale ci si disperde a seguito di linguaggi incomprensibili e distanti dal rispetto del valore umano della vita e del rispetto dell’identità e della dignità dell’uomo e della donna, portando a far primeggiare nelle comunità l’egoismo degli interessi che conducono facilmente ai conflitti economici e bellici con il flagello di vite umane.

«Oggi, una delle sfide più importanti – ha proseguito Leone XIV – è quella di promuovere una comunicazione capace di farci uscire dalla “torre di Babele” in cui talvolta ci troviamo, dalla confusione di linguaggi senza amore, spesso ideologici o faziosi. Perciò, il vostro servizio, con le parole che usate e lo stile che adottate, è importante. La comunicazione, infatti, non è solo trasmissione di informazioni, ma è creazione di una cultura, di ambienti umani e digitali che diventino spazi di dialogo e di confronto. E guardando all’evoluzione tecnologica, questa missione diventa ancora più necessaria. Penso, in particolare, all’intelligenza artificiale col suo potenziale immenso, che richiede, però, responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti, così che possano produrre benefici per l’umanità. E questa responsabilità riguarda tutti, in proporzione all’età e ai ruoli sociali».

Affabile diviene il suo dire e sentirsi coinvolti per divenire “operatori di pace” nel nostro vivere quotidiano: «Cari amici, impareremo con il tempo a conoscerci meglio. Abbiamo vissuto – possiamo dire insieme – giorni davvero speciali. Li abbiamo, li avete condivisi con ogni mezzo di comunicazione: la TV, la radio, il web, i social. Vorrei tanto che ognuno di noi potesse dire di essi che ci hanno svelato un pizzico del mistero della nostra umanità, e che ci hanno lasciato un desiderio di amore e di pace. Per questo ripeto a voi oggi l’invito fatto da Papa Francesco nel suo ultimo messaggio per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività. Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana. Voi siete in prima linea nel narrare i conflitti e le speranze di pace, le situazioni di ingiustizia e di povertà, e il lavoro silenzioso di tanti per un mondo migliore. Per questo vi chiedo di scegliere con consapevolezza e coraggio la strada di una comunicazione di pace». (fb)

PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Le pensioni dei superstiti

di UGO BIANCO

In caso di decesso di un pensionato o di un lavoratore, il sistema previdenziale italiano tutela i familiari superstiti attraverso specifiche prestazioni economiche.

L’Inps eroga la pensione di reversibilità quando la persona deceduta è già titolare di trattamento pensionistico, mentre riconosce la pensione indiretta quando il decesso riguarda un lavoratore assicurato, non ancora in pensione. Di seguito vengono illustrati i principali requisiti e le condizioni per accedere a queste prestazioni. Le regole si applicano ai lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, agli artigiani, commercianti, lavoratori autonomi agricoli, alla gestione separata ed ai dipendenti pubblici. In linea generale, tali disposizioni valgono anche per i liberi professionisti iscritti alle casse previdenziali autonome (ad esempio avvocati, medici, notai), pur con alcune differenze legate all’autonomia regolamentare.

   Quali sono i requisiti?

Il diritto alla pensione di reversibilità è garantito quando il “de cuius” è titolare di una pensione diretta, come la vecchiaia, l’anticipata, la supplementare o l’inabilità. In caso di pensione indiretta, l’assicurato, deceduto, deve avere almeno 15 anni di contribuzione in tutta la carriera lavorativa oppure 260 settimane di contributi, di cui almeno 156 negli ultimi 5 anni precedenti il decesso. Sono validi i contributi obbligatori, figurativi o da riscatto, mentre i soli contributi volontari non danno diritto alla prestazione.

Chi sono i beneficiari?

Hanno diritto alla pensione ai superstiti: il coniuge o la persona unita civilmente; il coniuge separato; il coniuge divorziato, a condizione che percepisca l’assegno divorzile, non si sia risposato e che il primo contributo previdenziale del defunto sia stato versato prima della sentenza di divorzio.

I figli e gli equiparati, nelle seguenti condizioni: minorenni alla data del decesso del genitore; inabili al lavoro e a suo carico al momento del decesso, indipendentemente dall’età; maggiorenni studenti, a suo carico, non lavoratori, che frequentano scuole o corsi di formazione equiparabili all’istruzione scolastica, fino al compimento del 21° anno di età; maggiorenni studenti universitari, a suo carico, non lavoratori, che frequentano l’università entro la durata legale del corso di studi e comunque non oltre il 26° anno di età;

Il superstite è considerato a carico del defunto se sussistono condizioni di non autosufficienza economica e di mantenimento abituale. Ai fini dell’accertamento, è rilevante anche la convivenza con il deceduto.

In mancanza del coniuge e dei figli, ha diritto alla prestazione, il genitore dell’assicurato/pensionato, se al momento del decesso ha almeno 65 anni, non essere titolari di pensione e risulta a suo carico. Gli aventi diritto possono essere anche i fratelli celibi e le sorelle nubili, se inabili al lavoro, non titolari di pensione e a carico del defunto, in assenza di coniuge, dei figli o dei genitori.

Quanto spetta? 

L’importo lordo della prestazione, calcolato sulla pensione diretta o sul montante contributivo, è così suddiviso:

Quali sono i limiti reddituali?

Gli importi delle pensioni ai superstiti (a favore di coniuge, genitori, fratelli e sorelle) sono cumulabili con i redditi del beneficiario entro i limiti previsti dalla Tabella F della legge 8 agosto 1995, n. 335 (art. 1, comma 41). Di seguito si riportano le soglie reddituali, valide per il 2025, corrispondenti alla percentuale di riduzione applicata:

Qual è la decorrenza?

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo alla data del decesso del pensionato o dell’assicurato.

Quando si perde il diritto?

Il diritto alla pensione ai superstiti può cessare in diverse situazioni, tra cui: Nuovo matrimonio del coniuge; al compimento di 21 anni, per il figlio studenti di scuola secondaria o corsi equivalenti. Al compimento di 26 anni, se studente universitario oppure in caso di interruzione o conclusione degli studi prima di tali limiti; la perdita del riconoscimento dell’inabilità; Il superamento delle soglie massima di reddito prevista per la cumulabilità; nuovo matrimonio o se vengono meno i requisiti di inabilità, convivenza o carico economico, per fratello o sorella.

Come si richiede?

La domanda va inoltrata all’Inps solo in modalità telematica:

Direttamente dal sito web dell’istituto, mediante le credenziali SPID, CIE o CNS; Tramite gli Enti di Patronato che predispongono ed inviano on line la richiesta; Rivolgendosi ai contact center al numero gratuito da rete fissa 803164 oppure allo 06 164 164, a pagamento da rete mobile. (ub)

[Ugo Bianco è presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Calabria]

Il reggino Pino Naim è il nuovo Governatore del Distretto Lions 108 ya

di ARISTIDE BAVA – Il calabrese Pino Naim, reggino, noto professionista in campo medico, è il nuovo Governatore del Distretto Lions 108 ya (Calabria, Campania e Basilicata). È stato eletto con largo suffragio di voti (246 su 296 votanti)  dal Congresso – il XXIX dell’importante struttura associativa internazionale – che si è tenuto dal 8 al 10 maggio  a Battipaglia alla presenza di un gran numero di soci.

Naim subentra al campano Tommaso Di Napoli e si insedierà il 1° luglio con l’inizio del nuovo anno sociale 2025/2026. Il congresso ha confermato  anche il nome  del primo  vicegovernatore ovvero il napoletano Bruno Canetti (185 voti su 296) ed ha eletto il secondo vicegovernatore nella persona di Gianfranco Ucci (Benevento) che ha superato, seppure di stretta misura,  l’avellinese Luigi Mirone (155 voti contro 144).

Il nuovo governatore Lions Pino Naim è socio del Lions Club Villa San Giovanni “Fata Morgana”. Vive a Reggio Calabria ed è laureato in medicina e chirurgia e specializzato in Chirurgia dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva. È stato sempre un uomo di punta dell’importante associazione internazionale in cui ha ricoperto, in oltre trent’anni di attività  numerosi incarichi. È fortemente impegnato anche nel sociale. Ha poggiato la sua candidatura a Governatore su alcuni aspetti significativi quali meritocrazia, etica e libertà ribadendo la necessità di dare impulso all’Associazione anche attraverso un lionismo “concreto” non mancando di evidenziare anche nella sede congressuale che i tempi sono cambiati e anche il lionismo e cambiato ed è necessario vivere in maniera più attiva le problematiche dei nostri territori, puntare su nuovi soci di buon livello sociale e, soprattutto sfruttare le capacità e le professionalità di quelli che già sono all’interno del Distretto per favorire al meglio la soluzione dei problemi delle comunità.

Nel suo discorso di ringraziamento, pur evidenziando le necessità della “sua” Calabria, ha auspicato un Distretto unito, capace di condividere ogni passo di un percorso virtuoso per aiutare le comunità meridionali affrontando le criticità dei territorio, in sinergia con gli Enti istituzionali e con le altre Associazioni. Molta attenzione ha prestato anche alla necessità di lavorare da “Lions concreti” non solo per contribuire a migliorare la  società ma anche per riscoprire alcuni valori essenziali, come la famiglia, la solidarietà e la fratellanza tra i popoli guardando con attenzione alla necessità di “costruire la pace”. (ab)

A Rende nasce il Museo della Ceramica

di LAURA CARLOTTA GOTTLOB – Sabato 17 maggio alle 18, si inaugura a Palazzo Magdalone di Rende Centro Storico il “Museo delle Ceramiche di Calabria“. Si tratta di una straordinaria donazione di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona che andrà a impreziosire il cosiddetto “Borgo Museale” della vecchia Rende. Un evento di grande rilievo, giacché riguarda più di mille reperti provenienti dall’epoca classica magno greca e romana fino al medioevo.

Reperti, dunque, che con i loro differenti stili attestano il passaggio delle diverse dominazioni e culture che hanno attraversato la Calabria. Altomonte, Belvedere, Gerace, Nicastro, Soriano, Squillace e Rende naturalmente, sono solo alcune tra le località di produzione delle ceramiche più belle. Motivi decorativi di suggestione mistica si alternano a espressioni più semplici e spontanee, a seconda dell’epoca e della funzione dell’oggetto.

Per quanto riguarda Rende, sono gli storici a dirci molto e a dimostrarci che l’attività dei pignatari rendesi fu favorita dalla natura del sottosuolo “…perché quasi in superficie si trovava dellottima argilla rossa, priva di impurità di varia natura…”

Da sottolineare la grande prodigalità della famiglia Bilotti, iniziata nel 2006 da Carlo e Enzo Bilotti a Cosenza con il mirabile “Museo all’Aperto” (MAB), e mai interrotta dagli eredi, sempre fedeli alla Calabria.  Ora, dopo le statue all’aperto, le opere dei futuristi calabresi al Museo del Presente di Rende, l’intera raccolta di arte contemporanea al Castello di Rende Centro Storico, arrivano i pezzi di ceramica che ci riportano indietro nel tempo quando soprattutto la città di Rende era un grande centro ceramico”.

Dunque, la donazione di Roberto Bilotti riporta il tema dei pignatari di Rende al centro dellattenzione e soprattutto permette agli storici di ricostruire ancora meglio questa stagione così illustre e così feconda per la storia e la vita della città. Proprio per questo la manifestazione in programma sabato a Rende avrà un significato culturale e sociale di grande valenza storica per lintera Calabria. (lcg)

Il ruolo e le funzioni delle donne nella società moderna

di FRANCO BARTUCCIGli studenti e studentesse dell’Università della Calabria, di qualsiasi corso di Laurea o Dipartimento, da quest’anno hanno l’opportunità di seguire il corso  di “Genere e Scienza”, tenuto dalla prof.ssa Laura Corradi, sociologa e docente di “Studi di Genere e Metodo Intersezionale”.

All’interno di questo corso si è svolto un seminario che ha avuto come relatrice la prof.ssa Sandra Costanzo, in cui si è parlato della presenza delle donne nelle Stem, ovvero Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, nonostante queste siano state escluse per secoli nei vari settori nevralgici della società moderna.

La relatrice del seminario, Sandra Costanzo, è Ingegnere Informatico, con dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica, ed attualmente professore Ordinario di Campi Elettromagnetici all’ Unical. Selezionata nel 2024 come una delle 20 donne leader di eccellenza nel settore ‘IEEE Antennas and Propagation’ – è stata anche inclusa dal 2022 nella lista ‘Top 2% Scientists’ della Stanford University e insignita del ‘Sigillo d’Oro’ dal Comune di Cosenza.

Gli stereotipi di genere sembra si stiano sgretolando, molto iniziando dalla famiglia: «Nel mio percorso di studi e ricerca Stem – ha detto la prof.ssa Sandra Costanzo – non ho avuto alcun ostacolo in famiglia, che invece ha assecondato la mia passione per la matematica e la fisica sin da piccola». 

Ma anche la scuola ha una grossa responsabilità, secondo Sandra Costanzo: «La mia idea di formazione, che proporrei fin dalle scuole secondarie, è orientata verso l’interdisciplinarietà, con l’obiettivo di superare la separazione netta tra le discipline, sostituendo queste ultime con topics (grandi temi) su cui innestare le varie competenze. Solo in questo modo, le nuove generazioni potranno controllare le tecnologie a vantaggio della società».

Un seminario in cui si è parlato delle nuove tecnologie che sono sempre più veloci, mentre il cambiamento sociale è ancora lento, soprattutto per quanto riguarda i retaggi patriarcali del passato e i pregiudizi sull’inferiorità delle donne che continuano ad esistere.  

Sandra Costanzo ha affermato che: «Siamo ancora lontani dal superamento delle disuguaglianze di genere, perché il soggetto femminile è stato per troppo tempo sottratto alla dimensione della storia. Ad oggi esiste ancora un enorme divario di dati disponibili in relazione al genere, basti pensare al contesto medico, dove per molto tempo anche la sperimentazione dei farmaci è stata effettuata esclusivamente su soggetti maschi».

A concludere il seminario è stata la prof.ssa Laura Corradi, promotrice del seminario, la quale ha dichiarato che l’iniziativa costituisce una piccola parte rispetto all’enorme problematica esistente e che non basta avere più donne nelle scienze: «Le scienze sono state costruite da uomini (occidentali, bianchi, di classe alta solitamente) e quindi rispecchiano spesso l’esclusione di altri soggetti. Abbiamo bisogno di più democrazia nelle scienze e della valorizzazione delle diversità». (fb)

Parte la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile della Calabria

Si è insediato, lo scorso 28 aprile, il Comitato di Coordinamento della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile della Calabria – Rus Calabria, guidato dal prof. Raffaele Zinno per il triennio 2025-2027.

L’accordo di costituzione della Rus Calabria è stato sottoscritto dai Magnifici Rettori delle tre Università statali calabresi nel mese di novembre dello scorso anno, dopo l’approvazione dell’accordo da parte degli organi di governo degli stessi atenei.
Il Comitato di Coordinamento è composto dalla prof.ssa Marina Mistretta e dal dott. Giacomo Falcone per l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dal prof. Raffaele Zinno e dal prof. Giuseppe Piero Guido per l’Università della Calabria e dalle prof.sse Angela Caridà e Monia Melia per l’Università Magna Graecia di Catanzaro.
La partnership tra le tre università calabresi è stata promossa dalla RUS nazionale, al fine di declinare a livello territoriale/regionale gli obiettivi nazionali e di incrementare l’impatto del sistema universitario sul territorio regionale, generando ricadute positive in termini ambientali, etici, sociali ed economici delle azioni poste in essere dagli aderenti alla Rete regionale. In linea con le finalità della Rus nazionale, la Rus Calabria assume l’impegno ad orientare le attività istituzionali degli atenei membri verso gli obiettivi di sostenibilità integrata e mira a valorizzare le competenze e le esperienze locali, orientando le attività del sistema universitario calabrese orientate a contribuire al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di Agenda 2030 dell’Onu.
La rete RUS nazionale, promossa dalla Crui – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – nel 2016, è la prima esperienza di coordinamento e condivisione tra tutti gli Atenei italiani impegnati sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. Ad oggi sono 88 gli atenei italiani aderenti alla Rus e impegnati nella diffusione della cultura e delle buone pratiche di sostenibilità, sia al loro interno che nei territori di riferimento.
Il Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Prof. Giuseppe Zimbalatti, è stato direttamente nominato dalla Presidente della Crui, come membro del Comitato di Coordinamento nazionale.
La costituzione del comitato di coordinamento regionale è il primo passo fondamentale per concretizzare a livello regionale la visione strategica nazionale, che è caratterizzata – come dichiarato dal Presidente della Rus nazionale, il prof. Carmine Trecroci dell’Università di Brescia – da uno spirito di confronto e continuo coinvolgimento della comunità universitaria, per intensificare gli sforzi per la riduzione dell’impronta ecologica delle nostre università e del territorio. (rrc)

L’OPINIONE / Raffaele Greco: Le 23 bandiere blu testimoniano costante crescita della Calabria come destinazione

di RAFFAELE GRECO – L’ingresso di tre nuove destinazioni che fanno salire a 23 il numero delle Bandiere Blu calabresi, testimonia una crescita lenta, ma costante della nostra regione come destinazione ed un rinnovato impegno per la valorizzazione del patrimonio costiero e marino, in linea con i principi della eco-sostenibilità e della tutela ambientale che guidano la missione del nostro Ente ed il nostro avviato percorso di adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS).

Si tratta sicuramente di un traguardo significativo del quale andare fieri e in prospettiva anche e soprattutto di una sfida altrettanto importante: mantenere e migliorare ulteriormente e nel tempo tutti gli standard richiesti per il raggiungimento di questo risultato, in termini di qualità delle acque, di gestione dei rifiuti, di accessibilità, di educazione ambientale e informazione, di turismo responsabile e consapevole. È, anche questo straordinario risultato programmatico, un passo avanti comune nella direzione di una sempre maggiore consapevolezza locale dei nostri patrimoni identitari e distintivi e della possibilità che, dai cittadini alle istituzioni, dalla rete imprenditoriali alle associazioni, ciascuno di noi ha di contribuire alla trasformazione in economia, reddito e ricchezza del governo della bellezza della nostra competitiva eredità naturale e di biodiversità.

Il prezioso riconoscimento internazionale delle Bandiere Blu rappresenta il frutto del lavoro di questi anni portata avanti dall’amministrazione regionale guidata dal Presidente Roberto Occhiuto, dalle amministrazioni locali, dai cittadini e dagli operatori turistici e da quanti a vario titolo si impegnano quotidianamente per mantenere il nostro mare pulito, con spiagge sicure e accoglienti e con un adeguato sistema di servizi.

In questa prospettiva, l’Ente per i Parchi Marini della Calabria rinnova il proprio impegno nel promuovere progetti di educazione ambientale, monitoraggio scientifico e gestione sostenibile delle risorse marine, affinché anzi tutto le nuove generazioni possano crescere con una consapevolezza piena del valore del nostro mare, come valore aggiunto a tutto il patrimonio identitario regionale; perché solo attraverso un’azione collettiva e coordinata sarà possibile continuare a costruire ed a consolidare una Calabria che sappia coniugare tutela ambientale, qualità della vita e sviluppo economico durevole.

Per tutti i calabresi residenti e per quelli sparsi nel mondo, quello conquistato è un traguardo a suo modo storico da capitalizzare, che vede la nostra penisola nella Penisola aggiudicarsi il terzo posto nella graduatoria delle regioni italiane per numero di Bandiere Blu ottenute; ci auguriamo venga anzi vissuto da tutti come punto di non ritorno che contribuisce a rafforzare ulteriormente il nuovo ruolo che, in primis le nostre istituzioni regionali, in questi ultimi anni stanno interpretando con visione e con narrazione inedite e di prospettiva, ponendoci all’attenzione nazionale e internazionale come destinazione multi-tematica che vuole e che sa finalmente comunicare una reputazione forte, attrattiva, rispettosa della propria identità e natura e quindi vincente. (rg)

[Raffaele Greco è direttore generale dell’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria]