Bandiere Blu, per Siderno è la sesta consecutiva

di ARISTIDE BAVA – Per il sesto anno consecutivo la città di Siderno ha ottenuto la Bandiera Blu. Il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, viene  assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education), per le località balneari d’eccellenza a livello nazionale e internazionale. Particolarmente soddisfatta l’Amministrazione comunale sidernese che ritiene che questo risultato «premia non solo la straordinaria bellezza del nostro mare, ma soprattutto il lavoro costante e sinergico portato avanti dall’Amministrazione comunale, dalle istituzioni scolastiche, dalle associazioni, dagli operatori turistici e da tutti i cittadini che ogni giorno contribuiscono a rendere Siderno una città più sostenibile, curata e accogliente».

Ormai, da anni, d’altra parte, la Bandiera Blu è diventata molto più di un simbolo: rappresenta uno standard di qualità ambientale, efficienza dei servizi, educazione al rispetto del territorio e gestione sostenibile delle spiagge. Ed è vero anche che sono molte le famiglie e i viaggiatori  che  scelgono le loro mete estive proprio in base alla presenza di questo riconoscimento, che, dunque, diventa anche un elemento fondamentale per lo sviluppo del turismo locale e per l’economia del territorio.

Significativa la dichiarazione della sindaca Mariateresa Fragomeni dopo la notizia della nuova attribuzione “girata” dal vicesindaco Salvatore Pellegrino che ha partecipato alla cerimonia di attribuzione delle bandiere blu: «Siamo orgogliosi di questo importante traguardo – che riconosce il valore del nostro mare, ma anche l’impegno costante della comunità tutta. Siderno, con la sua percentuale dell’80% di raccolta differenziata, continua a distinguersi come città attenta all’ambiente, all’accoglienza e alla qualità della vita, e questo riconoscimento ci sprona a fare ancora di più». Con l’occasione, l’Amministrazione comunale ha voluto ringraziare tutti coloro che, con il proprio contributo, rendono possibile il mantenimento di questo standard così elevato, confermando Siderno come punto di riferimento per il turismo balneare in Calabria.

Quest’anno la Calabria, per le bandiere blu, ha conquistato con 23 assegnazioni, il terzo posto in Italia, dopo Liguria e Puglia, collezionando tre nuovi ingressi, ovvero  due in provincia di Cosenza (Cariati e Corigliano Rossano) e uno in provincia di Catanzaro (Cropani). Il vessillo che attesta, tra l’altro, mare eccellente negli ultimi quattro anni, efficienza della depurazione e della gestione dei rifiuti e nel complesso del territorio va quest’anno a 246 Comuni rivieraschi (erano 236 nel 2024) e 84 approdi turistici (81), per complessive 487 spiagge (485), che corrispondono a circa l’11,5% dei lidi premiati a livello mondiale. Queste le bandiere Blu della Calabria  Provincia di Cosenza: Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante, Corigliano Rossano, Cariati, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana, Provincia di Reggio Calabria: Caulonia, Roccella Jonica, Siderno. Provincia di Crotone: Cirò Marina, Melissa, Isola di Capo Rizzuto. Provincia di Catanzaro: Cropani, Sellia Marina, Catanzaro, Soverato. Provincia di Vibo Valentia: Parghelia, Tropea. La cerimonia per l’assegnazione si è tenuta presso il Cnr di Roma. (ab)

A Roma si presentano “Storie amare sanitarie”

Domani a Roma, alle 18, al Centro di Cultura Calabrese Cassiodoro, saranno presentati i libri “Le tre vite di Lisa” di Margherita Eichberg e Maurizio Federico e “Non chiediamo a Dio perché ce lo ha tolto, lo ringraziamo per avercelo dato” di Giacomo Saccomanno.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Lisa, La Casa di Giacomo, dal Centro Cassiodoro e dall’Accademia Calabra.

Si parte con i saluti di Domenico Naccari, vice presidente dell’Accademia Calabra e di Agnese Eichberg, di Lisa Odv. Modera Gyìiuseppe Germanò, dell’Università La Sapienza di Roma. Intervengono Margherita Eichberg, Maurizio Federico, Laura Bergese e Giacomo Saccomanno.

«Si tratta di due libri – ha spiegato Saccomanno – legati alla amara e triste storia di due bambini che, per evidenti errori sanitari, sono deceduti eppur potevano essere salvati. Un sistema sanitario poco diligente che, spesso, pensa prima ai propri personali interessi e poi a quelli dei pazienti. Vite parallele nella tristezza di momenti in cui la speranza era alla base dei sentimenti dei genitori, spezzata dagli accadimenti e dalla mancanza di vera missione per gli operatori che avrebbero dovuto maggiormente essere presenti e consapevoli che avevano in mano la vita di due piccoli essere umani a cui è stata tolta la possibilità di vivere. Storie parallele legate da ansie, speranze, dolore e amarezza».

«Lisa, una ragazza adottata e che aveva trovato una famiglia amorevole e una nuova vita e che, invece, è stata strozzata da una sanità, a volte approssimativa, senza quel cuore pulsante dell’amore per il proprio lavoro. Quasi un numero. Giacomo Francesco, un bimbo speciale che ha subito alla nascita un intervento errato e che poi, per evidente negligenza del sistema sanitario, è stato portato alla morte. 31 dicembre: un arrivo concordato a Roma per essere operato e salvato e che, invece, non ha trovato nessuno! Durante la notte la morte! I libri raccontano queste strazianti storie e mettono in luce non tanto il cattivo funzionamento della struttura sanitaria, quanto l’indifferenza di alcuni medici che, a volte, non si rendono conto di essere i giudici della vita o della morte delle persone ed in questo caso di due splendidi bambini», ha proseguito Saccomanno. (rrm)

Gli Ardorini gioiscono per Leone XIV

di FRANCO BARTUCCITutti in Piazza San Pietro, non appena si è appresa la notizia che il conclave aveva scelto il nuovo Pontefice dopo la morte di Papa Francesco.

Non solo chi era a Roma, ma anche nelle proprie case, grazie ai mezzi di comunicazione televisiva. Nell’attesa di vederlo uscire ed affacciarsi sul loggione della Basilica, dopo l’apertura della tenda, il pensiero correva pensando e pregando con una domanda precisa, chissà chi avranno scelto i porporati spinti dal “fiato” dello Spirito Santo.

Ecco arrivare l’annuncio da parte del cardinale Mamberti “Habemus Papam” nel cardinale Robert Francis Prevost, agostiniano statunitense, che ha assunto il nome di Leone XIV.

Poi la sua apparizione e la gioia mista al pianto ci avvolge in quanto la sua espressione dolce, pacata e serena ci mostra una sua luminosità che con la sua espressione sorridente assicura e dà certezze per un mondo migliore, un mondo che in quei momenti altri uomini si mobilitano, freddi nel cuore, impugnando e mostrando da una parte strumenti di guerre e dall’altra annunci belligeranti proclamando la parola “tasse”, che significa lotta intestina tra ricchezza e povertà.

Sappiamo che per alcuni anni ha vissuto come missionario in Perù ad assistere e dare dignità agli ultimi e questo come famiglia Ardorina, creata dal venerabile don Gaetano Mauro, con la casa madre a Montalto Uffugo, che da alcuni anni ha i suoi missionari in Colombia e Honduras, questo ce lo fa sentire ancora più vicino e le parole del suo primo discorso sono musica per alleviare le sofferenze ed insieme creare un concerto di amore e pace avendo delle certezze nelle figure di Dio Padre, Gesù, la Madonna e Papa Francesco, del quale ancora si avverte, come lui stesso ce lo ha ricordato nel suo primo discorso, che riporto a seguire integralmente, lo spirito della sua figura e le parole di incoraggiamento per essere testimoni di verità, amore e pace.

«La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra. La pace sia con voi!». 

«Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente. Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole ma sempre coraggiosa di Papa Francesco che benediva Roma! Il Papa che benediva Roma dava la sua benedizione al mondo, al mondo intero, quella mattina del giorno di Pasqua». 

«Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione: Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace. Grazie a Papa Francesco! Voglio ringraziare anche tutti i confratelli cardinali che hanno scelto me per essere Successore di Pietro e camminare insieme a voi, come Chiesa unita cercando sempre la pace, la giustizia, cercando sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura, per proclamare il Vangelo, per essere missionari». 

«Sono un figlio di Sant’Agostino, agostiniano», che ha detto: «con voi sono cristiano e per voi vescovo. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato. Alla Chiesa di Roma un saluto speciale! Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere come questa piazza con le braccia aperte. Tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il dialogo e l’amore». 

«E se mi permettete una parola, un saluto a tutti e in modo particolare alla mia cara diocesi di Chiclayo, in Perù, dove un popolo fedele ha accompagnato il suo vescovo, ha condiviso la sua fede e ha dato tanto, tanto per continuare ad essere Chiesa fedele di Gesù Cristo. A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, di Italia, di tutto il mondo vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono. Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale a Maria, nostra Madre».

Quanta gioia e convinzione di condividere quei pensieri e parole di amore ad essere comunità viva nel nome e per conto di Cristo nel costruire tra noi esseri umani ponti di fratellanza per sconfiggere le guerre, l’odio, la sete di ricchezza e di potenza, ma essere uomini e donne nella semplicità ed umiltà.

All’indomani appaiono sui giornali tra le altre cose l’immagine del vescovo missionario  Robert Francis Prevost a cavallo durante i suoi viaggi di missione nella sua diocesi di Chiclayo in Perù ed allora la stima diventa comprensione, partecipazione ed arricchimento missionario come invocato nel discorso di cui sopra, che porta la famiglia missionaria Ardorina ad essergli vicino, data l’esperienza missionaria ultra trentennale vissuta in Colombia con padre Ermolao Portella, come in Honduras, per circa un decennio da padre Gianfranco Todisco, vescovo, su nomina ad inizio secolo di Papa Giovanni Paolo II ed inviato a guidare la Diocesi di Melfi Rapolla Venosa in Basilicata, che allo scadere dei suoi settant’anni chiede a Papa Francesco di  concedergli la gioia di tornare a fare il missionario e lo manda in Honduras. La loro caratteristica era quella di viaggiare in groppa al cavallo sui territori di loro competenza missionaria, così come abbiamo visto sui giornali di Leone XIV, tanto che alcuni hanno fatto questo titolo: “Un Dark Horse” in Vaticano”.

Per i Padri Ardorini missionari in Sud America, noti come Pii Operai Catechisti Rurali Missionari Ardorini, il cavallo, la camicia nera o celestina sono i segni ed il costume che testimonia la loro missione sacerdotale. Ecco quindi spiegata la loro esultanza e gioia espressa attraverso un messaggio indirizzato pubblicamente a Papa Leone XIV.

«Sensibili come Congregazione religiosa per il mondo rurale in Italia, Canada, Colombia, India e Tanzania, esultiamo lodando e ringraziando il Signore per il dono di un nuovo pastore alla sua Chiesa. Preghiamo lo Spirito Santo affinché continui a dischiudere nuovi orizzonti al Vangelo».

Poi con il loro Fondatore, il Venerabile don Gaetano Mauro “promettono al Papa Leone XIV obbedienza illimitata, chiedendo, quindi, la Paterna benedizione per continuare a portare nei casolari dispersi nelle campagne del mondo il pensiero di Dio, la parola di Dio, la presenza di Dio”.     (fb)

LA RIFLESSIONE / Franco Cimino: Questa schifosa guerra finirà prima o poi

di FRANCO CIMINO – Prima o poi questa schifosa guerra finirà. Finiranno prima o poi le due più vergognose in quanto più seguite dalla pubblica opinione mondiale.

Guerre meno vergognose, però, di quelle dimenticate perché prive di interesse politico ed economico di chi le guerre consente e sostiene per accumulare altra ricchezza. Prima o poi la guerra finirà. Finirà perché la guerra ha cessato di essere guerra. La guerra è, per definizione, la distruzione di case e cose. La rovina di terre, dell’acqua e dei fiumi. Abbattimento di strutture e prospettive.

È la morte di milioni, migliaia, centinaia, decine, di persone. Anche di una sola persona! La guerra prima o poi finirà, perché avrà perso il suo lavoro sporco. Non ci sarà più nulla da abbattere, niente più da distruggere. Nessun’altra vita umana da uccidere. Nessun altro corpo vivo da trucidare. La guerra, prima o poi finirà, perché non avrà più nulla da fare, se non seminare, negli stessi campi di grano bruciati, l’odio feroce che preparerà nuove guerre.

Ma, intanto, la guerra, prima o poi, finirà. Il dramma ulteriore, che si sta consumando oggi, davanti a terra rovinate, a territori bruciati, a città abbattute, alle immagini di donne e bambini che si ammucchiano disperati davanti a quei tavoli improvvisati dai quali viene distribuito il poco cibo, che autentici criminali e governanti disumani consentono, ovvero non hanno potuto impedire, di giungere in quelle zone di lutto e di dolore. In particolare, nell’irriconoscibile Striscia di Gaza.

La vergogna, cioè, più pesante del mondo, correo, in quella parte ancora distratta e indifferente, e in quell’altra chiusa nel proprio egoismo, per tutto ciò che in quell’inferno sta accadendo. Il dramma di oggi è nella congiunzione che separa il prima dal poi. In questo invisibile spazio c’è il tempo, quest’ultimo fatto già di tre mesi passati da quando è stata annunciata la tregua, nel quale si calcola siano state uccise alcune migliaia di esseri umani.

E c’è il prossimo, ancora di settimane e giorni, ma fosse soltanto uno, in cui saranno uccise alle migliaia di persone. Centinaia, forse. Una soltanto, magari. Un tempo criminale che ci vedrà tutti corresponsabili, nel quale si consumerà un’altra barbarie. La più acuta perché tra bombardamenti e mitragliate e cannonate, e acqua e cibo e medicine fatte volutamente mancare, saranno ammazzate tante altre persone. Esseri umani innocenti, colpevoli solo di essere nati nella loro terra.

Più colpevoli ancora, di non volerla abbandonare. Più colpevoli di voler costruire nella quella propria terra uno Stato che possa essere autonomo, libero, sicuro, indipendente. Quanto altro dolore ancora, quanto altro sangue a fiumi ancora, quante altre lacrime a fiumi ancora, quante altre grida di madre e di bambini ancora, devono scorrere per potersi dire, gli assassini di mestiere, i torturatori del potere, i ladri di terre e di speranze, sazi per il rigonfiamento della loro ingordigia?

Quanto tempo dovrà separare quel prima dal poi? In questa sporca lurida guerra che i potenti dicono finirà. Prima o poi. (fc)

Il Garante Marziale scrive ai capigruppo dei Deputati: Priorità a legge su età del consenso

Il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Antonio Marziale, ha inviato una lettera ai capigruppi dei deputati, sollecitando la discussione in Commissione Giustizia, dove è stata incardinata, della proposta di legge n. 1616, che riguarda la legge sull’età del consenso da 14 a 16 anni.

La proposta di legge, “Modifiche agli articoli 609-ter, 609-quater e 609-quinquies del Codice penale in materia di reati sessuali in danno di minori”, è stata presentata il 15 dicembre 2023 dai parlamentari Antoniozzi, Cannizzaro, Furgiuele, Loperfido e Zurzolo, su impulso della Mozione approvata dal Consiglio regionale della Calabria, che qualora approvata innalzerebbe la soglia del consenso sessuale da 14 a 16 anni.

«È di fondamentale importanza – ha spiegato Marziale, nel corpo del testo inviato ai parlamentari – che il disegno di legge possa proseguire celermente nel suo iter legis, attesa l’esigenza, non più rinviabile, di ricostruire il tessuto socio-culturale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, mai come ora messo a rischio dalla previsione di una soglia anagrafica fra le più basse del mondo occidentale».
«Va evidenziato – ha sottolineato il Garante – che in Consiglio regionale della Calabria tutti i consiglieri e le consigliere si sono meritoriamente schierati a favore della Mozione, dimostrando che la tutela dei minori va ben oltre qualsivoglia steccato divisivo. Mozione che è stata, altresì, discussa e condivisa dalla Conferenza nazionale delle presidenti delle Commissioni pari opportunità di Regioni e Province autonome, in data 18 ottobre 2023, nonché dalla Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in data 17 luglio 2024». (rrc)

Aal via la tariffa irrigua unica del Consorzio di Bonifica della Calabrial via la tariffa irrigua unica del Consorzio di Bonifica della Calabria

Al via la tariffa irrigua unica del Consorzio di Bonifica della Calabria. È il risultato raggiunto dall’incontro, in Regione, tra i rappresentanti del Consorzio di Bonifica della Calabria, le Associazioni Agricole Professionali e l’assessore Regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, per condividere i criteri per l’individuazione della nuova tariffa per il prelievo d’acqua dagli impianti irrigui consortili.

La nuova tariffa unica regionale comporterà una diminuzione rispetto alle tariffe adottate in nove degli undici comprensori dei consorzi accorpati ed un lieve aumento nei due restanti comprensori, comunque mitigato. Sono state infatti definite agevolazioni per Imprenditori Agricoli a Titolo Principale e per Coltivatori Diretti (35%), nonché per tutti gli utenti in generale (10%), che opteranno per il pagamento in unica soluzione.

L’incontro, fortemente voluto dall’assessore Gallo, è stato promosso a seguito delle preoccupazioni sollevate dalle Organizzazioni Professionali di Categoria in merito alle ripercussioni che l’aumento che alcune tariffe avrebbero potuto avere sulle aziende agricole, già gravate da notevoli difficoltà economiche.

Nel corso della discussione, il Consorzio ha illustrato la necessità di garantire un gettito sufficiente a coprire i costi di gestione degli impianti, sottolineando l’importanza di armonizzare le tariffe sull’intero territorio regionale per superare le sperequazioni esistenti.  Le Associazioni Agricole hanno presentato le loro proposte per mitigare l’impatto economico sui produttori, evidenziando il ruolo fondamentale del settore agricolo per lo sviluppo regionale.

Grazie alla mediazione dell’assessore Gallo ed all’impegno di tutte le parti coinvolte, si è giunti ad un accordo per la rimodulazione delle tariffe agricole. Le Organizzazioni Professionali, nel ribadire l’importanza della riforma e il ruolo fondamentale del Consorzio, hanno condiviso unanimemente il percorso sostenuto per il raggiungimento della tariffa unica regionale, raccomandando al Consorzio di continuare nella repressione degli abusivi e nella emersione completa di tutte le superfici agricole effettivamente irrigate.

Inoltre, l’assessore Gallo ha assicurato il prosieguo dell’impegno da parte della Regione Calabria nel sostenere la riforma fortemente voluta dal Presidente Occhiuto, che si avvia ad affermare un modello unico in Italia a cui dovrà dare seguito una diminuzione delle spese correnti e l’ottimizzazione dei servizi, ma che comunque, sta iniziando a dare i primi frutti.

L’incontro si è concluso con la comune volontà di proseguire il dialogo e la collaborazione per affrontare le sfide del settore agricolo per concentrarsi sulla valorizzazione delle risorse idriche regionali in modo efficiente e sostenibile anche attraverso la modernizzazione e l’adeguamento delle infrastrutture. (rcz)

L’OPINIONE / Candeloro Imbalzano: Su sanità il PD sa fare solo battaglie di retroguardia

di CANDELORO IMBALZANOLa manifestazione di sabato del PD a Catanzaro sulla sanità calabrese, nella quale si sono notate più bandiere di partito che presenze fisiche di cittadini, è la più tangibile dimostrazione della sua attuale, totale mancanza di proposta politica in ordine ai problemi più delicati ed atavici della nostra regione. 

Si è trattato di un modesto tentativo di mettere in discussione gli encomiabili e titanici sforzi messi in campo in questi tre anni dal Presidente Occhiuto e dalla maggioranza di centrodestra di risollevare la drammatica condizione ereditata in un settore da decenni notoriamente  malridotto. Dopo anni di colpevole ed innegabile malgoverno del centrosinistra – per tutti, i guasti prodotti dal 2015 al 2020 dalla maggioranza a trazione Oliverio –, in previsione della prossima campagna elettorale, si arriva al paradosso di inscenare forme stantie di protesta, nel velleitario esperimento  di offuscare con un banale polverone, la memoria dei calabresi, che certo non hanno dimenticato la stagione dei bilanci orali, del Commissari incompetenti e dell’assoluta inattività politica ed amministrativa del centrosinistra incapace di  ovviare alla paralisi delle procedure burocratiche per la costruzione dei nuovi ospedali, a partire da quello sulla Piana, a cui il Governatore attuale ha dato una brusca e concreta accellerazione.

Sulla Sanità, occorre anzitutto onestà intellettuale! La politica, tutta la politica, sui decenni di guasti, di incapacità, di omertà, di favoritismi ed i omissioni,  ha responsabilità enormi, attenta come è stata a soddisfare fameliche clientele elettorali, avvalorare sprechi in tutte le direzioni, (basti ricordare i  costosi  macchinari inutilizzati per favorire i privati), inventare spesso primariati di fatto e responsabili di strutture semplici e complesse, anche laddove non vi erano le condizioni minime sul piano professionale, penalizzando la meritocrazia a tutti i livelli, con un utilizzo devastante di imponenti risorse e  la presenza asfissiante di poteri più o meno forti e di lobbies inattaccabili.

Era inevitabile che i Governi sarebbero approdati al Commissariamento della Sanità della nostra Regione, subita per primo, lo ricordi il PD, dal già presidente Loiero. 

Oggi, invece di organizzare fumose sceneggiate in piazza, lo stesso partito farebbe bene a recitare anzitutto il suo “mea culpa”, accompagnando, almeno sulla Sanità,  il Governatore Occhiuto e la sua  maggioranza del  Consiglio Regionale, nella meritoria e positiva opera di riportare progressivamente il settore ad una condizione di normalità, come già certificato dal ministro competente per alcuni segmenti di attività.

Al contrario, i dirigenti PD avviano di fatto la campagna elettorale su un terreno per loro assai scivoloso ed insostenibile, dimentichi dello stato fallimentare della loro azione amministrativa a partire dalle città capoluogo ed in particolare  dalla città di Reggio. 

Invece di occuparsi, in quest’ultimo scorcio di consiliatura, dei drammatici problemi con cui sono costretti a fare quotidianamente i conti i reggini, lascito di oltre dieci anni di insipienza, improvvisazione e generale incapacità amministrativa, il Sindaco si abbandona a reiterati  lamenti sulle mancate deleghe alla Città Metropolitana.

Meno male che ha imputato al suo compagno di partito ed ex ministro  Del Rio la manchevolezze di una legge da essi voluta e proposta,  non dimenticando che, tra il 2015 ed il 2020, ha avuto 5 anni per rivendicare all’ex presidente Oliverio ed ottenere quanto dopo dieci anni  va chiedendo  all’attuale maggioranza, che pure ha avviato nei mesi scorsi  il complesso iter amministrativo per la loro definitiva concessione. (ci)

[Candeloro Imbalzano è già presidente della Commissione “Bilancio, Attività Produttive e Fondi Comunitari” del Consiglio Regionale” ed esponente di “Forza Italia]

A Firenze il Premio Internazionale “Bronzi di Riace”

Avrà luogo mercoledì, 14 maggio, a Firenze, la 24esima edizione del Premio Internazionale “Bronzi Di Riace”, uno dei più prestigiosi e illustri premi nati in Calabria, diventato ormai internazionale. 

La manifestazione si svolgerà all’interno del magnifico e antico “Palazzo Medici”. La dimora, commissionata nel 1444 da Cosimo il Vecchio all’architetto Michelozzo, fu la prima residenza della famiglia Medici, ed è uno dei luoghi simbolo di Firenze non solo per la sua storia e per i suoi capolavori, ma anche per la sua rilevanza cittadina, essa infatti oltre a essere un museo è sede della Città Metropolitana e della Prefettura di Firenze.

Il Premio Internazionale “Bronzi Di Riace”, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria e della Toscana e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha come patron e fondatore il Presidente Giuseppe Tripodi, ed è costituito dal Comitato d’Onore composto dal Vice Presidente Giuseppe Viceconte e dal Direttore della Comunicazione Nuccio Puccio ed ha come Testimonial Paola La Salvia, tenente colonnello della Guardia di Finanza e scrittrice: una guerriera dei tempi moderni, esempio di professionalità e di leadership, simbolo di una eccellenza tutta italiana.

Con questo Premio l’intento del Presidente Tripodi è stato quello di ispirarsi al celebre ritrovamento delle due maestose statue di bronzo risalenti probabilmente al 450 A.C. e riemerse, in seguito al loro ritrovamento nel 1972, dagli abissi del mare antistante le coste di Riace.

Questa manifestazione offre un riconoscimento a quelle persone che nel percorso delle rispettive vite professionali hanno dimostrato di possedere inequivocabilmente i requisiti di valorosi guerrieri. Il Premio Bronzi di Riace mette in luce le eccellenze di donne e uomini, celebrandone il talento e la passione.

Molte le personalità insignite: Sez. Zeus (giustizia e legalità): Dr. Giuseppe Cricenti, Magistrato della Corte di Cassazione, Dr. Raffaele Francesco Gaglianò, Guardia Di Finanza, Cav. Giuseppe Giangrande, Arma dei Carabinieri, Cavaliere di Gran Croce dell’ Ordine al Merito della Repubblica Dr. Franco Marsico, Prof. avv. Antonio Preteroti, Dr. Bruno Strati, Prefetto.

Sez. Atena (strategia militare): Cav. Uff. Stefano Mangiavacchi, V. Presidente Nazionale Onorario Istituto del Nastro Azzurro fra decorati al Valor Militare.

Sez. Ippocrate (salute e medicina): Prof. Massimo Clementi, Professore di Microbiologia e Virologia Professore Emerito, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Dr. Michele Accardo, specialista in Ortopedia e Traumatologia, Prof. Bernardo Misaggi, Medico Chirurgo, specialista in Ortopedia e Traumatologia, Prof. Dott. Vincenzo Nicola Telesa, Direttore Dipartimento Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Perugia.

Sez. Biagi (giornalismo e cultura): Dr.ssa Agnese Pini, direttrice del quotidiano “La Nazione”.

Sez. Montessori (formazione e scuola): Arch. Benno  Albrecht, Rettore dell’Università Iuav di Venezia.

Sez. Santa Barbara: Ing. Gregorio Agresta, dirigente generale dei Vigili del Fuoco. Sez. Erodoto (Storia): Dr.Cosimo Ceccuti, storico; Sez. Ermes (commercio e economia): avv. Margherita Amarelli, imprenditrice, Azienda Agroalimentare Geca S.r.l. Di Giovanni Pontieri, Ing. Giovandomenico Caridi, Salvo Iavarone, Presidente Confinternational, Ing. Mario Bruno Lanciano, presidente del Consorzio europeo per la sicurezza di grandi infrastrutture strategiche, architetto Simone Micheli, Pastificio Fabri, Cav.Roberto Vasarri ,manager.

Sez. G. Paolo II (fede e carità): Mons. Luigi Castiello, Fondazione Tommasino Bacciotti, Consolata Lella Golfo, giornalista, pubblicista e Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Norman  Academy, Incorporation No Profit, Dr. Giuseppe Prete, Cancelliere Europeo World Organization of Ambassadors.

Sez. Michelangelo (scultura e pittura): Franco Messina, artista Pittore. Sez. Versace (moda e costume): Eleonora Altamore, fashion Designer.  Sez. Apollo (arte musica): Alessandro Greco, conduttore televisivo e radiofonico, Maestro Giuseppe Lanzetta, direttore d’Orchestra, Maestro Gaspare Maniscalco violinista, liutaio e poeta.  (rrm)

Parte da Siderno la battaglia per un Sud protagonista

È partita da Siderno la battaglia del Partito Democratico per un Sud protagonista in Italia e in Europa per battere le destre. Una battaglia iniziata dalla due giorni organizzata a Siderno dall’europarlamentare del PD, Sandro Ruotolo insieme al gruppo “Socialisti e Democratici” al Parlamento Europeo e che ha visto partecipare un folto pubblico composto da militanti, simpatizzanti e cittadini desiderosi di dare il proprio contributo d’idee per costruire insieme un’alternativa al governo regionale e nazionale

Per l’europarlamentare Ruotolo, infatti, «dobbiamo portare al Parlamento Europeo lo scandalo della sanità calabrese perché c’è una questione di diritti negati ai cittadini e c’è un puzzo insopportabile di mafia, di compiacenza. Serve una strategia europea per i territori fragili e abbandonati e la risposta non è il ponte sullo Stretto, ma riprendere la filosofia del PNRR, quella dell’Europa che investe dove c’è bisogno».

A fare gli onori di casa la sindaca di Siderno (e dirigente nazionale Pd) Mariateresa Fragomeni, fondatrice del circolo cittadino democrat che ha supportato l’iniziativa accogliendo positivamente l’approccio pratico e operativo voluto da Ruotolo «che – ha spiegato Mariateresa Fragomeni – mantiene le proprie promesse, vista l’attenzione costante ai territori, alla Calabria e a Siderno che ha sempre manifestato e continua a dimostrare».

La due giorni, che ha portato Siderno al centro del dibattito politico regionale e nazionale, si è aperta con un dibattito sul tema dell’immigrazione, intesa come fenomeno da governare con umanità e responsabilità, moderato dall’editore de “La Riviera” Rosario Condarcuri. Dopo l’introduzione di Mariateresa Fragomeni, sono intervenuti il segretario cittadino del Pd di Crotone, Annagiulia Caiazza che, ricordando il rapporto di collaborazione instaurato con le Ong, ha detto che «le politiche migratorie vanno regolate, non scansate. Così l’immigrazione è ricchezza culturale ma anche economica», mentre il capogruppo dem in consiglio regionale Domenico Bevacqua ha aggiunto che «nelle politiche migratorie i sindaci non possono essere lasciati soli». Particolarmente toccante l’intervento del parroco Padre Francesco Carlino, missionario in Africa e che per anni ha preso parte alle fasi successive agli sbarchi di migranti al Porto di Roccella Jonica. Dopo aver ricordato le responsabilità dell’Europa per le politiche colonialiste nel continente nero, ha aggiunto che «chi alimenta nazionalismi va a incentivare logiche patologiche di odio. Gesù, alla fine della vita, ci interrogherà sull’amore. Nessun razzista potrà mai eludere la verità ultima del vangelo».

Ha concluso Sandro Ruotolo, dicendo, tra l’altro, che «la prima cosa che dovremo fare, quando arriveremo al governo, è abolire la legge Bossi-Fini e ripristinare quella solidarietà fissata nei principi costituzionali».

Quindi, guardando alla prossima sfida elettorale delle elezioni regionali in Calabria, la dirigente del gruppo Donne Democratiche della provincia di Reggio Calabria Barbara Panetta ha moderato l’incontro sul tema “Per una Calabria libera, giusta e protagonista”, introdotto dalla presidente dell’assemblea regionale del Pd Calabria Giusy Iemma.

E il ruolo trainante del Partito Democratico nella costruzione dell’alternativa al centrodestra di Occhiuto è stato ribadito dalla presidente dell’assemblea provinciale reggina Tania Bruzzese, dal senatore (e segretario regionale del Pd) Nicola Irto e dal dirigente regionale Carlo Guccione, da sempre attento alle tematiche riguardanti la sanità. Quest’ultimo, si è concentrato particolarmente sugli effetti della legislazione speciale «che – ha detto – consegna a un presidente di Regione e Commissario della Sanità calabrese come Occhiuto anche il ruolo di commissario alla costruzione della nuova rete ospedaliera, dandogli in mano una dotazione di un miliardo e mezzo che può essere fonte di consenso e interlocuzioni a un anno e mezzo dalle elezioni, mentre l’emigrazione sanitaria aumenta e quasi il 5% dei calabresi rinuncia a curarsi», aggiungendo che «in Calabria ci sono troppi centri di spesa. La centralizzazione degli acquisti ci farebbe risparmiare almeno 300 milioni di euro, togliendoli agli appetiti torbidi e ‘ndranghetistici».

Il deputato ed ex ministro Andrea Orlando ha rivolto una stoccata al Governo Meloni quando ha detto che «Essere europei al 100% e guardare al Mediterraneo è una cosa; volere rapporti privilegiati con gli Stati Uniti è un’altra perchè per il Sud cambia completamente la prospettiva. L’Africa può essere, invece, una grande risorsa», bocciando la Zes unica che reputa «un modo di rinunciare a individuare delle priorità: trovare indifferenza nelle differenze. Lo stesso ponte sullo Stretto è una Zes unica dal punto di vista metodologico», allargando così il campo sulla costruzione di un’alterativa al governo nazionale tale da assegnare un ruolo prioritario al Mezzogiorno d’Italia.

Questo è stato il tema del dibattito conclusivo della prima giornata, moderato dal segretario del circolo cittadino di Bianco Giusy Falzea e che ha registrato gli interventi della coordinatrice regionale delle Donne Democratiche Teresa Esposito, della consigliera regionale Amalia Bruni, dello stesso Nicola Irto e del capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia, mentre il protagonismo del Sud Italia è stato approfondito dall’incontro di apertura della seconda giornata, moderato da Mariateresa Fragomeni e nel quale sono intervenuto il segretario della federazione di Reggio Calabria Antonio Morabito, il presidente del consiglio comunale di Cosenza Giuseppe Mazzuca, l’ex consigliere regionale Luigi Tassone e il deputato e responsabile nazionale del Pd per il Mezzogiorno Marco Sarracino, che oltre a ribadire l’impegno del Pd e della segreteria guidata da Elly Schlein a tenere nella massima considerazione il Sud Italia come assoluta priorità programmatica, ha raccolto le proposte di molti militanti che sono intervenuti.

E la soddisfazione per l’ottima riuscita della due giorni è stata espressa a chiare lettere da Sandro Ruotolo all’inizio dell’incontro conclusivo, moderato dall’editore di Telemia, Giuseppe Mazzaferro. Ha ricordato l’impegno del 40% dei fondi Pnrr per il Mezzogiorno e ha dato notizia dell’appello che il suo gruppo al Parlamento Ue ha condiviso con quello dei Popolari e della Sinistra in cui viene ritenuta intollerabile la crisi di Gaza, accogliendo la proposta della sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi di far partire da lì una grande  manifestazione pro Gaza.

Ha difeso la scelta di votare per il no al riarmo e sì a una difesa comune europea, ribadendo l’importanza del voto ai cinque referendum di giugno e chiudendo con un concetto cardine del Pd: «dobbiamo essere il partito degli elettori e non degli eletti».

Le conclusioni sono state affidate al capodelegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti, che ha scaldato i cuori dei numerosi presenti quando ha esordito dicendo: «sono qui per lanciare un messaggio: c’è bisogno di noi»

. Una vera e propria adunata, la sua, per combattere insieme fino a sconfiggere quella che ha definito la peggiore destra di sempre. «Dobbiamo essere forti e organizzati – ha spiegato – per ricostruire un sentire comune, perché ritorna originale il motivo per il quale facciamo politica: la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono la dignità della persona».

Dopo aver richiamato più volte i principi fondanti della Costituzione e del Manifesto di Ventotene, ha lanciato l’ennesimo richiamo all’unità delle forze alternative alla destra, puntando «sulla speranza che fa la differenza, che – ha detto – è il motore della partecipazione in un tempo in cui il mondo è precipitato verso l’angoscia senza speranza, il terreno in cui prospera la destra». Sulla sanità ha detto che «la differenza tra noi e chi sostiene la Meloni è che noi pretendiamo che il diritto alle cure si eserciti con la tessera sanitaria; loro con la carta di credito», chiudendo sul ruolo del Pd «che è quello di offrire un’alternativa alla rassegnazione, come facciamo a Siderno e in tanti altri comuni» e «costruire alleanze sociali, riaccendere la speranza di una riscossa popolare per la dignità». (rrc)

L’OPINIONE / Ornella Cuzzupi: La Calabria si rimbocchi le maniche e lavori per il futuro

di ORNELLA CUZZUPI – La presentazione della Relazione di Attività 2024 dell’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro della regione Calabria che si terrà oggi alle 15 nell’aula Monteleone del Consiglio regionale, non sarà un bollettino di dati e di sterili riflessioni, bensì l’inizio di un percorso che inciderà nel mondo del lavoro Calabrese e nel rapporto tra le varie componenti pubbliche e private per il rilancio della nostra terra attraverso l’idea di un lavoro più giusto e presente.

La scelta operata dall’Osservatorio di parlare direttamente ai territori e fungere da stimolo al pubblico e all’imprenditoria privata è una sfida da vincere ad ogni costo. Come ogni madre fa, e qui il nostro sincero e affettuoso augurio a tutte le mamme, occorre che la Calabria si rimbocchi le maniche per costruire il futuro. Ci riempie di speranze il previsto intervento alla presentazione della Relazione d’Attività di quest’anno del Sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali Claudio Durigon che, ancora una volta si affaccia alla realtà calabrese in modo diretto, così come saremo felici della presenza delle Istituzioni e del mondo politico senza distinzioni di sorta. La nostra terra, la nostra gente, i nostri giovani hanno bisogno di lavoro stabile, produttivo per il Paese e di tornare ad aver fiducia nelle Istituzioni. Sono questi gli strumenti per sconfiggere le discriminazioni.  

Alla presentazione sarà presente il presidente del Consiglio Filippo Mancuso, promotore insieme al presidente Occhiuto, dell’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro.

Dobbiamo a loro se questo Organismo esiste e lavora a pieno ritmo. A loro e a chi in questo progetto ha riconosciuto l’embrione di un qualcosa di diverso, di esclusivamente dedicato al territorio. Parlo degli Enti quali Inail, Inps, l’Ispettorato nazionale del Lavoro, ma anche dei Consulenti del Lavoro, Associazione nazionale tra mutilati e invalidi del lavoro, le organizzazioni sindacali che partecipano, i professionisti che hanno messo il loro tempo al servizio dell’Osservatorio senza alcuna retribuzione. Insomma, un meccanismo che si sta trasformando in una straordinaria macchina che produce impulsi positivi. Speriamo solo che non vi sia chi si metta di traverso e impedisca di realizzare quanto previsto.

Occorre riconoscere all’Unar e al suo Direttore Mattia Peradotto, d’aver saputo cogliere l’occasione di aprire un nuovo fronte contro le discriminazioni attraverso la collaborazione con il nostro Organismo. Collaborazione che, sta entrando nella sua fase più concretamente visibile. Contiamo presto di proporre proprio all’Unar una manifestazione congiunta per la lotta alle discriminazioni. “Un lavoro giusto per una terra più giusta” non è solo uno slogan bensì un programma per il futuro. (oc)

[Ornella Cuzzupi è presidente dell’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro]