Pd Calabria: Inaccettabile blocco trasporto dializzati da Asp di CZ

«Occhiuto convochi subito le parti, imponga la modifica delle attuali norme regolamentari e garantisca il servizio di trasporto dei dializzati nei Distretti sanitari di Catanzaro e Soverato senza ulteriori ritardi. i dializzati non sono figli di un dio minore, ma cittadini con pieno diritto all’assistenza e al rispetto». È quanto ha chiesto il PD Calabria, sottolineando come «privare 150 malati cronici di un servizio essenziale è un atto ingiustificabile e inaccettabile, che si traduce in un abbandono istituzionale di persone fragili, costrette a sottoporsi a una terapia indispensabile per la loro sopravvivenza».

«Questa assurda sospensione – hanno spiegato i dem – conferma lo stato comatoso del Servizio sanitario della Calabria. Come si può lasciare senza un mezzo di trasporto chi, ogni due giorni, deve recarsi in ospedale per sottoporsi a un trattamento salvavita? È inconcepibile che si arrivi a questo punto per questioni puramente burocratiche, scaricando sui pazienti le inefficienze di chi avrebbe il dovere di garantire i servizi essenziali».

«Occhiuto vede oppure no il caso? Il commissario governativo – hanno tuonato i dem – non può voltarsi dall’altra parte: ha il dovere di garantire a questi pazienti il servizio in questione, senza costringerli a lottare per un loro diritto sacrosanto. Le associazioni che avevano garantito il trasporto dei dializzati non siano più umiliate. Ora vigono addirittura disposizioni che prevedono il rimborso di appena 1/5 del costo del carburante per chilometro».

«È immorale – hanno concluso – che vengano trattati come un peso, quando sono persone che già affrontano una terapia complessa, debilitante e faticosa». (rcz)

Oltre la Contabilità: Il Nuovo Ruolo del Commercialista nell’Impresa

di SABRINA PARADISONel panorama economico contemporaneo, il ruolo del commercialista sta attraversando una trasformazione profonda. Se in passato questa figura era prevalentemente associata alla gestione contabile e fiscale delle imprese, oggi le aziende cercano un professionista capace di offrire consulenza strategica e supporto nella gestione aziendale. Questo cambiamento è dettato dall’avvento delle nuove tecnologie, dalla crescente digitalizzazione e dall’evoluzione delle esigenze del mercato.

La Digitalizzazione e l’Automazione: Una Sfida e un’Opportunità

L’impatto delle nuove tecnologie

L’introduzione di software avanzati e l’intelligenza artificiale hanno semplificato e automatizzato molti processi contabili. Strumenti digitali sempre più sofisticati permettono di gestire calcoli complessi con estrema precisione e rapidità, riducendo il carico di lavoro manuale e la necessità di intervento umano per le operazioni di routine. Questo fenomeno ha spinto i commercialisti a riconsiderare il proprio ruolo, ponendo l’accento sulle competenze consulenziali più che su quelle puramente tecniche.

Il Commercialista del Futuro: Un Consulente Aziendale a Tutto Tondo

Dall’esperto fiscale al partner strategico

Le imprese moderne non hanno più bisogno solo di un esperto fiscale, ma di un professionista in grado di guidarle attraverso le complessità economiche e normative. Il nuovo commercialista deve essere un consulente strategico, capace di fornire assistenza su temi come la pianificazione finanziaria, l’ottimizzazione della gestione aziendale, la digitalizzazione dei processi e l’accesso a nuove opportunità di mercato.

Questa trasformazione non implica la fine della professione, bensì un ritorno alle sue origini più autentiche. Il commercialista deve integrare competenze multidisciplinari che spaziano dall’economia al diritto, dalla finanza alla gestione aziendale, per rispondere in modo efficace alle sfide contemporanee.

Le Condizioni Economiche in Calabria

Nel 2024, l’economia della Calabria ha mostrato segnali contrastanti. Secondo la Banca d’Italia, nei primi sei mesi dell’anno si è registrato un calo dei prestiti alle imprese (-1,7% su base annua a giugno), attribuibile sia a un irrigidimento delle condizioni di offerta sia a una domanda di credito ancora debole, sebbene in lieve ripresa. Questo fenomeno ha interessato principalmente le piccole imprese (-5,6%), mentre le aziende di maggiori dimensioni hanno visto una quasi stabilità nei finanziamenti (0,4%).

Nel mercato del lavoro, il tasso di occupazione è salito al 44,5% nei primi sei mesi del 2024, con un incremento dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tuttavia, questo dato rimane significativamente inferiore alla media nazionale, con un divario di 17 punti percentuali. Nonostante un aumento del reddito ai valori correnti, i consumi delle famiglie hanno subito una leggera contrazione, riflettendo l’impatto dell’erosione del potere d’acquisto accumulata nel biennio 2022-2023.

Per quanto riguarda il reddito disponibile, nel 2021 la Calabria ha registrato livelli inferiori alla media nazionale: il 50% degli individui disponeva di al massimo 12.900 euro annui, rispetto ai 17.500 euro dell’Italia. La provincia di Crotone ha mostrato il reddito mediano più basso (11.700 euro) e la disuguaglianza più contenuta, mentre Catanzaro e Reggio Calabria hanno registrato i redditi mediani più elevati (13.200 euro).

Questi dati dimostrano come la Calabria affronti ancora sfide significative in ambito economico, con una crescita modesta e persistenti disparità rispetto alla media nazionale.

La Necessità di una Formazione Continua

Adattarsi al mercato in evoluzione

Per rimanere competitivi, i commercialisti devono investire nella formazione continua e nell’aggiornamento costante. Le nuove competenze richieste comprendono la capacità di interpretare i dati finanziari in chiave strategica, la conoscenza delle tecnologie emergenti e la comprensione delle dinamiche di mercato. Solo attraverso un continuo miglioramento professionale sarà possibile offrire un servizio di valore alle imprese, distinguendosi dai competitor e garantendo un contributo essenziale alla crescita aziendale.

Conclusioni

Il futuro della professione del commercialista risiede nella sua capacità di evolversi e adattarsi ai nuovi scenari economici. La sfida principale sarà quella di abbracciare il cambiamento, trasformandosi da semplice gestore di numeri a consulente strategico e partner fondamentale per le imprese. In questo modo, il commercialista non solo manterrà la propria rilevanza, ma ne uscirà rafforzato come figura indispensabile nel mondo imprenditoriale moderno. (sp)

In Regione si è insediato il Tavolo Azzurro per il futuro della pesca

Si è insediato, in Regione, il Tavolo Azzurro, il nuovo organismo di confronto e programmazione dedicato al settore della pesca calabrese.

Il Tavolo, che si pone come strumento strategico per affrontare le criticità del settore, favorendo la pianificazione condivisa delle politiche di sviluppo della risorsa mare e delle attività ittiche, ha visto riunirsi rappresentanti delle cinque Province calabresi, del mondo della cooperazione e delle associazioni di categoria AGCI, Legacoop, Confcooperative, Anapi Pesca, Unimar), nonché esperti del settore, rappresentanti delle Università di Cosenza e Reggio Calabria e referenti di Capitanerie di Porto e Gal Pesca e Acquacoltura.

Al primo incontro, avvenuto alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, si è fatto il punto sullo stato del comparto ittico calabrese, con particolare attenzione alle sfide e alle opportunità legate all’implementazione del Programma Nazionale Feampa 2021-2027, il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, che rappresenta un’importante leva di sviluppo per il settore.

L’assessore Gallo, in particolare, ha sottolineato l’importanza del dialogo tra istituzioni e operatori del settore per garantire una gestione sostenibile della pesca e delle risorse marine, promuovendo innovazione e competitività.

L’incontro si è concluso con l’impegno di aggiornare periodicamente il Tavolo per monitorare i progressi e definire azioni concrete a sostegno della filiera ittica calabrese. (rcz)

Muraca (PD) interroga Occhiuto sul Reddito di Libertà per donne vittime di violenza

Il consigliere regionale del Pd, Giovanni Muraca, ha depositato una interrogazione per chiedere al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, «se la Regione Calabria intenda contribuire a incrementare il budget per il Reddito di Libertà, per garantire che tutte le donne che ne hanno diritto possano beneficiarne senza riscontrare difficoltà economiche o burocratiche».

Il Reddito di Libertà, introdotto dal Governo con il Dpcm del 17 dicembre 2020, è un contributo economico finalizzato a sostenere l’autonomia delle donne che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza, consentendo loro di affrontare spese per l’autonomia abitativa e la formazione dei figli minori. 

Tuttavia, il fondo previsto per la Calabria, pari a 319.963 euro annui, è risultato insufficiente a soddisfare tutte le richieste di supporto presentate dalle donne vittime di violenza.

Muraca ha sottolineato come il Governo abbia incrementato il fondo destinato al Reddito di Libertà, portando l’importo mensile da 400 a 500 euro per ciascuna beneficiaria, ma ha evidenziato la necessità di un intervento della Regione Calabria per integrare questi fondi, come già fatto da altre regioni italiane, come Emilia-Romagna, Lazio e Molise.

«È necessario che la Regione Calabria – ha sottolineato il dem – faccia la propria parte in un programma di supporto alle donne vittime di violenza, così com’è un diritto fondamentale che le donne abbiano accesso a risorse adeguate per costruire una vita nuova, lontana dalla violenza, e la nostra regione non può restare indietro rispetto ad altre realtà che stanno dando risposte concrete». (rrc)

 

L’OPINONE / Pasqualina Straface: Il PD non sa leggere gli atti del Governo

di PASQUALINA STRAFACE – Ancora una volta il PD calabrese perde una buona occasione per tacere e ci costringe ad assistere ad una farsa tragicomica. Da ridere, se non ci fosse davvero da piangere per come questa classe dirigente dimostra pedissequamente di non saper leggere nemmeno documenti e atti ufficiali.

Com’è possibile che si facciano strafalcioni assurdi rispetto a questioni che, invece, si dovrebbero conoscere bene? La dichiarazione dello Stato di emergenza sulla rete ospedalieraviene incontro alle necessità e alle esigenze che il Governatore Occhiuto e Forza Italia hanno prospettato al Governo proprio per rimediare alla catastrofica gestione sanitaria ereditata.

L’attivazione di misure straordinarie che consentano di accelerare tempi e procedure sull’edilizia sanitaria, non soltanto rappresenta una volontà assunta deliberatamente dalla Regione, ma è uno strumento deliberatamente voluto dal Presidente e Commissario ad acta per la Sanità in Calabria, finalizzato ad attuare quella rivoluzione epocale necessaria a snellire le procedure burocratiche, a svecchiare i progetti dei nuovi ospedali che per quasi venti anni sono rimasti chiusi nei cassetti e a velocizzare i loro tempi di realizzazione.

Se questo è il fallimento, vuol dire che il Partito Democratico calabrese è protagonista solitario di un teatro dell’assurdo. (ps)

[Pasqualina Straface è consigliera regionale]

No Ponte Calabria: Siamo di fronte a un nuovo commissariamento

Solo un mese fa il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, annunciava trionfalmente che la sanità calabrese sarebbe presto uscita dal commissariamento, grazie a una delibera del Consiglio dei Ministri. In quella occasione, ribadiva il suo impegno per la chiusura del piano di rientro e il miglioramento dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea).

Noi calabresi conosciamo fin troppo bene lo stato disastroso del nostro sistema sanitario, e quel presunto miglioramento dei Lea non corrisponde certo alla realtà vissuta quotidianamente da chi si reca nei nostri pronto soccorso o frequenta i nostri ospedali e strutture sanitarie.

Tuttavia, l’annuncio dell’uscita dal commissariamento non poteva che suscitare un senso di sollievo: questa prospettiva avrebbe significato restituire alla politica la gestione della sanità in Calabria. E non certo per fiducia nella classe politica regionale, ma perché la fine del commissariamento avrebbe tolto loro l’alibi secondo cui non potevano intervenire direttamente sulla sanità. Inoltre, avrebbe dato maggiore forza ai comitati nati per difendere la sanità pubblica calabrese, restituendo ai cittadini la possibilità di incidere con le loro lotte nei territori.

Invece, ieri (7 marzo ndr) è arrivata la doccia gelata: il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per il sistema ospedaliero della Regione Calabria.

Altro che miglioramento dei Lea! Altro che uscita dalla crisi! Siamo di fronte a un nuovo commissariamento, con poteri straordinari che consentono di derogare a norme di legge e vincoli di bilancio. Una misura di questo tipo è prevista solo in casi di eventi eccezionali come terremoti, incendi, alluvioni o crisi sanitarie di portata straordinaria.

Eppure, dopo 15 anni di commissariamento e di piani di rientro fatti di lacrime e sangue, il nostro sistema ospedaliero è ancora talmente devastato da richiedere lo stato di emergenza!

Questa è l’ennesima dimostrazione che né al Governo nazionale né a quello regionale importa davvero della Calabria e dei calabresi. Roma e Catanzaro continuano a trattare la nostra terra come una colonia da sfruttare, abbandonandola quando si tratta di garantire diritti fondamentali come quello alla salute, ricorrendo a “misure speciali” solo per mascherare le proprie responsabilità e aggirare ogni vincolo di trasparenza e giustizia.

In un momento storico in cui le classi dominanti e i governi investono in armamenti e opere inutili e dannose come il Ponte, l’unica vera speranza per la Calabria non risiede in questa classe politica incapace e complice, ma nelle tante resistenze attive presenti nella nostra regione: nei comitati che si oppongono alla chiusura dei presidi sanitari, nella lotta per la difesa dell’ambiente, nelle mobilitazioni per infrastrutture realmente utili ai cittadini. Solo da queste esperienze di partecipazione e conflitto può nascere un’idea di futuro sostenibile e una Calabria possibile.

Come Movimento No Ponte, crediamo che sia urgente costruire un fronte comune tra tutte queste realtà, per dare voce e forza alle lotte dei territori e per immaginare insieme un’alternativa concreta. È tempo di unire le resistenze e costruire un percorso condiviso per la difesa dei nostri diritti e della nostra dignità. (Comitato No Ponte)

Il consigliere Lo Schiavo: «Certificato il fallimento della gestione commissariale»

Per il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, «la decisione con la quale il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo Stato d’emergenza per il sistema ospedaliero calabrese certifica, oltre ogni ragionevole dubbio, il fallimento netto ed incontrovertibile della gestione commissariale della sanità in Calabria, anche e soprattutto nella sua fase più recente, in cui questa coincide con la gestione politica della Regione».

«E, ancor di più, smonta mesi di retorica e di proclami sui presunti miglioramenti del settore sanitario e tutte quelle rassicurazioni rispetto ai tempi di realizzazione delle nuove strutture sanitarie, dai grandi ospedali alle case di comunità», ha aggiunto il consigliere del gruppo Misto, ricordando come «per mesi abbiamo denunciato ritardi e inefficienze, segnalando a suon di interrogazioni consiliari, interventi a mezzo stampa e appelli, le condizioni drammatiche del sistema sanitario così come il rischio di dover restituire ingenti finanziamenti dell’Europa».

«E, per mesi – ha proseguito – abbiamo ricevuto altrettante rassicurazioni (a questo punto basate esclusivamente su mere speranze) da parte del presidente/commissario Occhiuto. Ora anche lo stesso Occhiuto ha dovuto arrendersi all’evidenza dei fatti, prendendo finalmente coscienza della realtà e chiedendo soccorso al Governo amico, accorso in aiuto con un intervento straordinario che consentirà l’adozione di misure eccezionali per rispettare i tempi e gli obiettivi del Pnrr».

«Arriveremo, dunque – ha continuato – al paradosso di avere un commissario alla sanità (Occhiuto) a sua volta commissariato dalla Protezione civile, sperando che questo serva almeno a vedere le opere complete e operative. Ma resta, ed è grave, l’onta di un fallimento che per mesi è stato edulcorato e allontanato a colpi di annunci social e che ora arriva a presentare puntuale il conto».

«Adesso, per Occhiuto –ha concluso Lo Schiavo – sarebbe forse il caso di fare un passo indietro ed ammettere che il dramma della sanità in Calabria non può essere gestito solo con le buone intenzioni». (rrc)

L’OPINIONE / Mariateresa Fragomeni: Occhiuto e i suoi lavorino per una Calabria ordinaria nel campo sanitario

di MARIATERESA FRAGOMENI – Il 7 febbraio: Roberto Occhiuto annuncia l’imminente fine del commissariamento della Sanità calabrese; 7 marzo, il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza, per la durata di dodici mesi, in relazione alla situazione di criticità in atto concernente il sistema ospedaliero della Regione Calabria. La distanza tra i proclami trionfalistici di un mese fa e la realtà è tutta in questo giro del mondo (della sanità calabrese) in trenta giorni.

È tutt’altro che sorprendente quanto deciso dal Governo, visto che è sotto gli occhi di tutti la situazione della rete ospedaliera calabrese che oltre all’ormai incancrenita fase di stallo nella realizzazione dei progetti finanziati da decenni, sta pagando i ritardi accumulati nella costruzione degli ospedali di comunità finanziati dalla Missione 6 “Salute” del Pnrr.

È evidente il fallimento del centrodestra regionale che, oggi, chiede la dichiarazione di stato di emergenza così come quindici anni fa invocò il commissariamento. In mezzo ci sono stati tre lustri in cui la gestione della sanità regionale è stata consegnata nelle mani del Governo che ha lasciato ai calabresi disservizi, prestazioni insufficienti e un gigantesco debito.

Si tratta di fatti che spingono, ancora una volta, le forze politiche che hanno realmente a cuore le sorti della sanità calabrese a coinvolgere i cittadini in una mobilitazione permanentea difesa del diritto a ricevere le dovute cure e assistenza sanitaria e il governo regionale ad abbandonare gli annunci roboanti, le passerelle e i tagli del nastro e a operare per il completamento di una rete di sanità ospedaliera e territoriale a tutt’oggi carente»

Occhiuto e ai suoi lavorino concretamente per realizzare, nel campo sanitario, una Calabria ordinaria, capace quindi di colmare il divario col resto del Paese! Magari con uno scatto di orgoglio che permetta alla Calabria (e soprattutto ai calabresi, che non è giusto che siano gli unici a pagare il debito sanitario) di staccare il cordone ombelicale che li lega a un Governo nazionale che ha bocciato la proposta di legge Schlein che si proponeva di risolvere il problema delle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale e arrivare nel 2028 a un finanziamento della sanità pari al 7,5% del Pil nazionale.

Questo sì sarebbe un atto d’amore per la nostra terra, invece di mettere le mani avanti fino a richiedere lo stato di emergenza che, oltre a essere un’implicita ammissione del proprio fallimento totale, ricorda tanto quel commissariamento della sanità calabrese invocato dal centrodestra nel 2010 come se fosse la panacea in grado di curare tutti i mali e che da quindici anni lascia la regione in un limbo dal quale non è uscita, coi risultati negativi che sono sotto gli occhi di tutti. (mf)

[Mariateresa Fragomeni è sindaca di Siderno]

Basta Vittime: Confermate criticità su progetti di ammodernamento della SS 106

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 ha rilevato come sono confermate le criticità sui progetti di ammodernamento del nuovo tracciato della S.S. 106 tra Sibari e Corigliano-Rossano.

Criticità che sono emerse nel corso di un incontro, avvenuto nei giorni scorsi, tra le delegazioni dell’Odv e del Comitato “Tutela del Territorio”: In primo luogo, è «stato appurato – ha riferito l’Odv – che non esiste un unico progetto, bensì due distinti e separati: il primo riguarda il collegamento tra Sibari e la stazione dell’area urbana di Corigliano, mentre il secondo interessa il tratto tra l’A.U. di Corigliano e la rotatoria di Aranceto».

«Ad oggi – ha aggiunto Basta Vittime – non vi è alcun vincolo o indicazione formale che attesti l’avvio simultaneo dei due progetti, né esiste un documento ufficiale che confermi la disponibilità di un finanziamento (anche parziale) per entrambi».

«Le incertezze sono aggravate dal fatto che, attualmente – continua l’Odv – esistono solo due Piani di Fattibilità Tecnico-Economico (PFTE), mentre mancano i Progetti Definitivi Esecutivi, essenziali per determinare il costo reale e dettagliato dell’opera. Questi ultimi saranno elaborati solo dopo l’aggiudicazione dei PFTE attraverso un appalto integrato, in cui le imprese vincitrici dovranno prima sviluppare i progetti esecutivi e poi procedere con la realizzazione dell’infrastruttura».

Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato che i PFTE, che verranno messi a gara, non hanno subito alcuna modifica rispetto a quelli presentati il 22 marzo 2023 al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Tali progetti erano stati oggetto di numerose osservazioni critiche, in particolare per la scarsa qualità e l’insufficienza degli approfondimenti progettuali.

Un altro punto di discussione ha riguardato «le perplessità dei cittadini ricorrenti sulle soluzioni progettuali proposte, ritenute non corrispondenti all’interesse generale della collettività. L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha inoltre sottolineato come le soluzioni attualmente previste non rappresentino una valida alternativa per migliorare la sicurezza stradale e infrastrutturale della S.S. 106».

Un’ultima riflessione ha riguardato la recente approvazione della delibera del Consiglio Comunale di Corigliano-Rossano. Le osservazioni avanzate dall’amministrazione comunale nell’ambito della Conferenza dei Servizi, e riprese nella delibera, non sono state recepite dall’Anas Spa. Inoltre, la scelta della minoranza consiliare di astenersi è stata ritenuta significativa.

Tra le parti presenti all’incontro è stata ribadita la comune volontà di sostenere la realizzazione di una nuova, moderna e sicura Strada Statale 106 tra Sibari e Crotone.

L’impegno profuso negli ultimi anni dalle Associazioni coinvolte «conferma la determinazione nel perseguire questo obiettivo strategico per l’interesse nazionale», ha detto Basta Vittime, sottolineando come «tuttavia, è ormai evidente che un eventuale fallimento di questo processo sarà attribuibile esclusivamente a chi, negli ultimi anni, ha dimostrato scarsa capacità di ascolto e, forse, un limitato interesse nella concreta realizzazione di un’opera di fondamentale importanza per la sicurezza e lo sviluppo».

La maggioranza di Co Ro: Sibari-Rossano realtà grazie agli sforzi dell’Amministrazione

Non fosse stato per la lungimiranza del sindaco Stasi, a quest’ora non parleremmo di occasioni di sviluppo, come quelle che porterà con sé la nuova statale 106 nel tratto tra Sibari e Rossano».È quanto hanno detto i consiglieri di maggioranza Consiglio comunale di Corigliano-Rossano dopo aver approvato, nel corso degli ultimi lavori assembleari, il parere alla Variante urbanistica ed il Vincolo preordinato all’esproprio delle aree.

«Una delle primissime azioni politiche intraprese dal sindaco, nel 2019, è stata proprio quella di incontrare Anas per iniziare a gettare le basi di una infrastruttura moderna e sicura che proietterà la nostra città, finalmente dopo molti decenni, in Europa. Una strada che collegherà la città al nodo autostradale, alla Puglia ed alla dorsale adriatica anche grazie al terzo megalotto, in poche decine di minuti. Infrastrutture del genere spalancano le porte a nuovi flussi turistici e commerciali, e quindi a nuove occasioni di sviluppo».

«In consiglio comunale – hanno proseguito – nei giorni scorsi abbiamo approvato, seppure con l’avallo della sola maggioranza, un atto importante politicamente ma simbolico, cioè non necessario o propedeutico alla firma della convenzione tra la Regione Calabria e l’Anas che condurrà al bando di gara entro la primavera. Avremmo però potuto guadagnare dei mesi, se solo la Regione e l’ente stradale si fossero incontrati prima e non dopo quasi un anno dalla chiusura della conferenza dei servizi. Una “firma” giunta in colpevolmente in ritardo rispetto, ad esempio, ai quindici giorni passati per sottoscrivere l’intesa relativa all’altra tratta tra Crotone e Catanzaro».

«Così come avremmo accolto, con favore – hanno detto – il segnale da parte delle opposizioni che si sono astenute, interpretando l’esclusivo spirito da bastian contrari per partito preso. Un’altra, l’ennesima, occasione persa per dimostrare senso di responsabilità nei confronti di un’infrastruttura essenziale per il territorio e quindi del futuro della città di Corigliano-Rossano».

«Ci auguriamo – hanno concluso i gruppi di maggioranza – che adesso si possa imprimere una forte accelerata alle procedure burocratica per giungere val bando di gara e ai lavori nel giro di pochi mesi». (rcs)