Da Consiglio regionale disco verde a proroga graduatorie 2021 per personale socio-sanitario

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha espresso soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, alla proroga di tutte le graduatorie vigenti, tanto a tempo indeterminato che a tempo determinato, in essere dal 2021 dei concorsi pubblici di enti ed aziende del Servizio Sanitario della Regione Calabria.

La norma, in vigore da subito e che riguarda avvisi e selezioni, consentirà il reclutamento del personale socio-sanitario per il funzionamento delle strutture ospedaliere e non solo.

La proposta, approvata, aveva l’obiettivo di integrare e rendere più chiara la normativa esistente, prevedendo espressamente la proroga delle graduatorie in essere derivanti da avvisi o selezioni per reclutamenti anche a tempo determinato; superare la perdurante mancanza di personale in ambito sanitario regionale; garantire la continuità e l’efficienza delle prestazioni sanitarie nel rispetto dei principi essenziali di buon andamento, economicità ed efficacia dell’azione amministrativa.

Un risultato, per Straface, che contribuirà a garantire la continuità assistenziale nel Servizio Sanitario Regionale evitando, allo stesso tempo, la dispersione di risorse umane qualificate e maggiore efficienza nell’organizzazione del personale.

«La Legge regionale n. 6/2025 – ha spiegato relazionando sul punto – ha introdotto, all’inizio di quest’anno, disposizioni fondamentali in materia di proroga della validità delle graduatorie dei concorsi pubblici relativi agli enti ed aziende del Servizio Sanitario regionale. Tale misura si era resa necessaria per ridurre il rischio di carenze di personale sanitario in un contesto caratterizzato da difficoltà di reclutamento di professionalità specifiche e da una domanda crescente di servizi sanitari. Tuttavia, tale norma – ha aggiunto – disponeva la proroga della validità ed efficacia delle sole graduatorie approvate nell’anno 2023 e in scadenza nel 2025; senza comprendere quelle approvate in anni precedenti e senza chiarirne la portata».

«Si era in presenza di limitazioni – ha proseguito la Straface – che rischiavano di lasciare scoperta una parte essenziale delle professionalità già risultate idonee nelle procedure (avvisi o selezioni) di reclutamento per contratti a tempo determinato: numerosi operatori sanitari, che hanno già dimostrato di aver maturato esperienza e competenze specifiche all’interno del nostro sistema sanitario e che non avrebbero potuto avere la possibilità di prestare servizio, con inevitabili ripercussioni negative sulla tenuta del sistema sanitario regionale e sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini». (rrc)

Il Consiglio regionale approva i bilanci di previsione di Arpal e Arpacal

Sono stati approvati i bilanci di previsione dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal) e quello dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpacal), nel corso della seduta del Consiglio regionale di martedì 11 marzo.

È stata rinviata, invece, l’approvazione delle leggi istitutive delle due nuove Agenzie regionali: la ReDigit spa, per la creazione del Sistema Informativo Integrato regionale della Calabria, e l’Agenzia regionale per l’energia della Calabria. Il vice presidente della Regione, Filippo Pietropaolo, ha chiesto il rinvio alla prossima seduta di Consiglio della votazione finale.

Nel corso della stessa, iniziata con un minuto di silenzio in memoria di Francesco Occhiuto, figlio del senatore Mario Occhiuto, e nipote del presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto, sono state approvate le proposte di legge, di “Promozione del cicloturismo e riconoscimento della ciclovia dei parchi della Calabria” e quella recante “Modifiche all’articolo 5 della legge regionale 19 novembre 2020, n. 22 (Disciplina delle Associazioni Pro Loco)”.

Licenziata, per come emendata, e con l’autorizzazione al coordinamento formale, la proposta di legge recante: “Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 2007, n. 18 (Norme in materia di usi civici)”. Analogo risultato ha avuto la proposta su “Disposizioni normative in materia di politiche sociali e accreditamenti istituzionali”.

Nella seduta, presieduta dal vicepresidente Pierluigi Caputo – il presidente Filippo Mancuso era assente – è stata licenziata  per come emendata, e con l’autorizzazione al coordinamento formale, la proposta di legge recante: “Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 2007, n. 18 (Norme in materia di usi civici)”. Analogo risultato ha avuto la proposta su “Disposizioni normative in materia di politiche sociali e accreditamenti istituzionali”.

Sono state escluse alcune interrogazioni a risposta immediata, dalle quali sono state escluse quelle riguardanti la sanità, per l’impegno assunto dal presidente della Giunta Occhiuto, di chiedere la convocazione di una seduta ad hoc.

Approvate, anche, la proposta di legge “Disposizioni normative per il contenimento della spesa ed in materia di personale”. Con l’autorizzazione al coordinamento formale è stata approvata la proposta di legge “Disciplina dei complessi turistico ricettivi all’aria aperta”. A seguire, hanno completato la seduta, l’approvazione della proposta di legge recante “Interpretazione autentica dell’art. 17, comma 3, legge regionale 20 aprile 2022, n. 10 (Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente)” e la “Proposta di legge al Parlamento recante: “Estensione del riconoscimento dei contributi figurativi – previsto dalla legge 10 marzo 1955, n. 96, in favore dei perseguitati politici antifascisti o razziali – agli imprenditori, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi resistenti alla criminalità organizzata”.
La seduta si è conclusa con l’approvazione della proposta di legge recante: “Modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2025, n. 6 (Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria)”, della proposta di legge su “Modifiche ed integrazioni all’articolo 13 della legge regionale 19 marzo 2004, n. 11 (Piano Regionale per la Salute 2004/2006)”, e, in ultimo, della proposta di legge “Integrazioni all’articolo 14 della legge regionale 21 dicembre 2018, n. 47 Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2019)”. (rrc)

Catanzaro a Bruxelles per il progetto Intelligent Cities Challenge

Catanzaro, che fa parte della Rete delle Città Intelligenti d’Europa, era presente a Bruxelles per un momento finale di incontro e scambio di esperienze, promosso dalla Commissione Europea per il progetto ICC – Intelligent Cities Challenge.

Catanzaro, infatti, è stata parte del progetto insieme con le altre ottantotto città europee impegnate a governare il cambiamento urbano con i processi di transizione digitale ed ecologica. La delegazione dei Tre Colli era composta dal presidente del Consiglio comunale, Gianmichele Bosco, dall’assessore al Marketing territoriale, Vincenzo Costantino, dal coordinatore del progetto ICC, Antonio De Marco e dall’esperto locale nonché direttore del Mudiac (Museo Diffuso di Arte Contemporanea Catanzaro), Matteo Sainato. Era presente anche il coordinatore per Catanzaro del Progetto, Saverio Romeo, designato dall’U.E.

Il Comune capoluogo di regione, nell’ambito delle reti previste da ICC, ha partecipato a quella tematica sulla “Cultura” e sul “Turismo”. Il resoconto finale del lavoro è stato illustrato nel corso della prima giornata in un apposito “panel”, riassuntivo delle attività svolte con il partenariato socio-economico, l’associazionismo culturale e il Terzo Settore per la progettualità legata al Pon Metro Plus Catanzaro, che ha inteso intrecciare cultura e inclusione sociale e ha richiesto una esplicita attenzione al tema del “green deal” nell’ambito delle proposte progettuali che sono state definite.
Un’esperienza, quella di Catanzaro, citata da ICC come “buona prassi” per il settore della “Cultura”, molto apprezzata dai rappresentanti delle altre città europee, soprattutto in ragione dell’originale integrazione garantita dal capoluogo tra interventi culturali e processi di inclusione sociale e di economia innovativa sociale.
La seconda giornata dell’incontro di Bruxelles è stata dedicata al confronto tra gli amministratori delle città europee presenti sulle scelte in materia di sviluppo urbano sostenibile, con Catanzaro che ha aderito all’appello rivolto alla Commissione europea e ai governi dei Paesi membri che prevede il rilancio della competitività locale sostenibile attraverso i “Green Deal locali”, riconoscendo il ruolo cruciale dei partenariati pubblico-privato a livello territoriale nel guidare la transizione verde.
Da rilevare, inoltre, che dalla partecipazione di Catanzaro alla rete delle Città Intelligenti d’Europa è anche scaturita la sottoscrizione di specifici accordi di collaborazione con le città partner di Dortmund (Germania) e Camara de Lobos (Portogallo) per progetti di cooperazione e scambi sul tema della cultura e della creatività artistica giovanile, che consentirà al capoluogo di consolidare il suo ruolo originale di realtà urbana protagonista di relazioni e buone prassi in ambito comunitario.
Commentando la due giorni dedicata a ICC, il presidenteBoscosi è detto «soddisfatto per i risultati del progetto, che rappresentano un punto fermo contro ogni attuale tentativo di rimettere in discussione gli obiettivi ambientali delle strategie dell’Unione Europea».
«Sono in più orgoglioso – ha aggiunto – del forte coinvolgimento del comune di Catanzaro in questo impegno globale delle città europee sul cosiddetto green deal. Un modo per ribadire, per quanto ci riguarda, la nostra ambizione collettiva ad uscire dai confini angusti e provinciali in cui la città è stata relegata per troppo tempo; ma anche la nostra determinazione che abbiamo nel programmare scelte politiche finalizzate a una qualità dello sviluppo urbano centrato sul raggiungimento dei target comunitari e dell’Onu in materia di transizione ecologica».
L’assessore Costantino, dal canto suo, ha voluto sottolineare «l’importanza per la nostra città di essere presente sulla scena internazionale, all’interno di quei network che, dimostrando di apprezzare il lavoro che stiamo facendo, proprio com’è avvenuto nell’incontro di Bruxelles, diventano al contempo occasione molto preziosa per instaurare con le altre realtà relazioni di confronto e rapporti di collaborazione».
«La nostra partecipazione alla rete – ha concluso – su cultura e turismo è infatti tutt’altro che casuale, avendo noi scommesso su entrambe non solo per favorire crescita e coesione sociale interne ma anche per farne elementi forti di marketing verso l’esterno e aprire così la città ai flussi che dall’esterno possono arrivare diventando economia». (rrm)

Cutro Calabria Italia di Mimmo Calopresti vince il Nastro d’Argento 2025

Il documentario Cutro Calabria Italia, per la regia di Mimmo Calopresti, ha vinto il Nastro d’Argento 2025, sezione “Cinema del reale”.

Alla premiazione, svoltasi a Roma, al Cinema Barberini, erano presenti oltre al regista, la produzione, la a, il presidente Anton Giulio Grande.

Prodotto da Alfa Multimedia per la Calabria Film Commission che ha voluto affidare alla regia di Mimmo Calopresti il racconto della tragedia di Cutro ma, soprattutto, dimostrare la capacità dei Calabresi di accogliere e mostrare tutta l’umanità e l’accoglienza dinanzi al bisogno.

Il documentario racconta i fatti del 26 febbraio 2023, quando un vecchio caicco di legno, con 180 migranti a bordo, è naufragato a Steccato di Cutro, in provincia di Crotone.

Davanti all’immane tragedia, i cutresi e tutta la popolazione locale non sono rimasti indifferenti, hanno aperto le loro case e i loro cuori, come da fratello a fratello.

Il regista ha raccontato e documentato, con stile narrativo sicuro, le conseguenze del naufragio e la solidarietà e il senso di responsabilità fattiva delle istituzioni calabresi e della gente di Calabria. Questo il commento del regista dopo l’annuncio del Premio: «Cutro Calabria Italia non è solo un documentario che non vuole far dimenticare, ma anche la straordinaria partecipazione dei calabresi a cercare di dare solidarietà a quella povera gente che arrivava dalla Turchia».

«Cutro Calabria Italia – ha concluso Calopresti – è il cinema che si fa realtà, per poter condividere il bisogno delle persone di un’umanità che nessuno può spegnere».

Il Nastro d’argento annunciato oggi arriva a suggello del lavoro di promozione del documentario, sia nei festival che sui canali Rai, certificando il percorso di qualità della Calabria Film Commission, dopo l’Orso d’Oro a Berlino del 2023 per “The Good Mothers” e i premi in diversi Festival italiani ed internazionali. (rrm)

Nasce il Coordinamento per il Turismo Naturalistico del Territorio Crotonese

Promuovere e valorizzare il turismo sostenibile nella provincia di Crotone attraverso la collaborazione tra associazioni, enti e operatori del settore, mettendo in rete le competenze e le risorse di chi opera nella tutela ambientale, nella promozione del patrimonio naturalistico e nello sviluppo di un’offerta turistica consapevole e rispettosa del territorio. È questo l’obiettivo del Coordinamento per il  Turismo naturalistico del territorio crotonese, il cui coordinatore è Girolamo Parretta, che avrà il compito di favorire il dialogo tra le varie realtà aderenti, coordinando le strategie e promuovendo iniziative volte alla crescita del settore in sinergia con istituzioni e imprese locali.

Tra i promotori del Coordinamento figurano Confcommercio Calabria Centrale – Crotone, il Circolo per l’Ambiente Ibis Odv, il Club Velico Crotone Asd, Fili Meridiani, l’Associazione Il Barattolo Ecotronei, La Maruca Aps, il WWF Provincia di Crotone, Ubimaior – Another Beach Project, il GAL Kroton e Verzino Adventure, tutte realtà impegnate nella tutela ambientale, nella promozione delle eccellenze naturalistiche e nello sviluppo di un turismo responsabile e sostenibile.

Il turismo naturalistico è oggi un settore in forte crescita che sta riscuotendo un grande successo a livello internazionale, rappresentando un’opportunità concreta per il territorio crotonese che, grazie alla creazione di sinergie tra i diversi attori coinvolti, può diventare una destinazione attrattiva e competitiva, valorizzando le sue peculiarità ambientali, culturali e identitarie e promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e innovativo.

L’azione del Coordinamento sarà orientata al miglioramento della qualità dei servizi turistici attraverso iniziative di formazione e aggiornamento per gli operatori del settore, alla creazione di infrastrutture eco-sostenibili per facilitare la fruizione del territorio in modo responsabile, alla promozione del territorio crotonese su scala nazionale e internazionale attraverso strategie di marketing mirate e collaborazioni con enti e organizzazioni di settore e al potenziamento della digitalizzazione per rendere più efficiente la comunicazione e la gestione dell’accoglienza turistica.

Il turismo naturalistico rappresenta un’opportunità strategica per il futuro del territorio e il Coordinamento nasce proprio con l’intento di valorizzare le risorse esistenti e creare un’offerta turistica innovativa, capace di attrarre visitatori alla ricerca di esperienze autentiche in armonia con la natura e le tradizioni locali.

«Il nostro obiettivo è costruire un modello di turismo sostenibile che sappia mettere a sistema tutte le realtà che operano nel territorio», ha dichiarato Girolamo Parretta, coordinatore del neonato organismo, convinto che attraverso il lavoro congiunto di istituzioni, associazioni e imprese si possa generare valore per la comunità locale e posizionare il territorio crotonese come destinazione di eccellenza per il turismo naturalistico.

Confcommercio, attraverso il direttore di Confcommercio Calabria Centrale, Giovanni Ferrarelli, ritiene che l’offerta turistica debba essere rappresentata dalle peculiarità del territorio. Nell’evoluzione del mercato dei turismi, quello naturalistico rappresenta una grande opportunità: fondamentale è organizzare al meglio l’offerta, e questo protocollo va in questa direzione.

Nelle prossime settimane sarà organizzata una conferenza stampa con i soggetti che hanno sottoscritto l’accordo, che rimane comunque aperto alle adesioni di nuove associazioni. Il Coordinamento per il Turismo Naturalistico rappresenta un importante passo avanti nella valorizzazione del territorio crotonese che, attraverso il rafforzamento delle sinergie tra gli attori locali e l’adozione di strategie innovative, potrà sviluppare un’offerta turistica capace di rispondere alle nuove esigenze del mercato e di creare opportunità di crescita per l’intero comparto. (rkr)

La Laurea honoris causa in Ingegneria Gestionale a Santo Versace piena di significato

di FRANCO BARTUCCI – «È con profonda emozione che, oggi, prendo la parola di fronte a voi e non vi nascondo la mia gioia e felicità. Ricevere questa laurea Honoris Causa è un onore straordinario, che accetto con gratitudine e con la consapevolezza della grande responsabilità che essa porta con sé. Ringrazio di cuore questa Università e la Facoltà che ha voluto conferirmi questo riconoscimento, un gesto che sento non solo come un tributo al mio percorso professionale, ma anche come un legame profondo con la mia terra, la Calabria, che tanto ha segnato la mia storia personale e imprenditoriale».

«In questa lectio, vorrei condividere con voi il mio cammino, un percorso in cui il lato umano e quello professionale non sono mai stati separati. Ho sempre creduto che il lavoro, per essere autentico e portare un contributo importante alla società, debba essere guidato dai valori, dalla passione e dall’etica. È con questo spirito che ho affrontato ogni sfida trasformando le esperienze personali in motore di crescita e costruendo, insieme a mio fratello Gianni, impresa che è diventata simbolo di creatività e innovazione nel mondo».

«Questa non è solo la mia storia, ma è la storia di chi, con determinazione e visione, ha saputo trasformare un sogno in realtà. È la storia di chi ha creduto nella forza delle radici e della capacità di guardare lontano. E oggi, di fronte a voi vorrei raccontarla con sincerità, perché possa essere uno spunto di ispirazione per il vostro futuro».

Sono le parole introduttive della Lectio Magistralis tenuta lunedì da Santo Versace nell’aula magna “Beniamino Andreatta”, prima che il Rettore Nicola Leone lo proclamasse dottore per la laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale dell’Università della Calabria.

Sono parole che costituiscono in questo momento particolare un manifesto da imprimere nei cuori e nelle menti dell’intera comunità universitaria che sarà chiamata nelle prossime settimane a scegliere il nuovo rettore che rimarrà in carica per un unico mandato di sei anni, dal 2025 al 2031.

Nel chiudere la sua lezione magistrale ha con profonda emozione comunicato agli innumerevoli studenti di ingegneria gestionale, che hanno assistito alla cerimonia con grande partecipazione, stimolati anche dal gruppo dirigenziale della loro Associazione IGeA, che ritornerà con piacere per trascorrere insieme a loro delle ore di conversazione e socializzazione intensa.

La cerimonia, moderata dalla giornalista Livia Blasi, della sede calabrese della Rai, con delle considerazioni appropriate nel presentare le varie figure importanti della manifestazione, hanno preso il via con l’intervento della prof.ssa Francesca Guerriero, direttore del dipartimento Dimeg, ordinario di Ricerca Operativa, che ha sottolineato come «il conferimento della laurea honoris causa in ingegneria gestionale a Santo Versace rappresenta un riconoscimento significativo del suo percorso imprenditoriale. La sua capacità di trasformare un’idea in un’impresa di successo, grazie alle sue competenze manageriali, è un modello concreto di eccellenza».

«La sua storia, che ha avuto inizio a Reggio Calabria – ha aggiunto – e si è sviluppata nel rispetto dei valori familiari, è un esempio straordinario di determinazione e identità. Spero che la sua esperienza possa ispirare i giovani e le famiglie calabresi, dimostrando che talento, determinazione e competenza non conoscono confini».

Con emozione ha preso la parola Giusy Ambrogio, associata di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione, coordinatrice del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale, che in qualità di presidente del Consiglio del corso di studi ha dato il via alla procedura amministrativa di conferimento del titolo ad Honorem alla figura di Santo Versace.

«Abbiamo voluto fortemente questa iniziativa – ha esordito nel suo intervento – perché di certo rappresenta una straordinaria storia di successo di una famiglia calabrese, la storia di un nostro conterraneo che, sicuramente con sacrificio ma anche tanta determinazione, è riuscito ad affermarsi a livello globale. In più, Santo Versace incarna perfettamente la figura dell’ingegnere gestionale, ovvero colui che mette le proprie competenze e capacità al servizio di un’azienda per far sì che tutto funzioni nel modo giusto, trasformando in valore le idee – in questo caso – creative e geniali del fratello». 

Proseguendo il suo intervento la prof.ssa Ambrogio ha ricordato con profonda emozione la particolare sensibilità e legame che i laureati in ingegneria gestionale hanno con la propria Università ben rappresentati dalla loro Associazione IG Alumni.

È stata proprio una iniziativa di questa Associazione che ha aperto il rapporto con Santo Versace per presentare il suo libro “Fratelli”.

«Una circostanza in cui abbiamo potuto apprezzarne – ha sottolineato la coordinatrice del corso – non solo il talento e la visione imprenditoriale, ma anche l’uomo, la grande motivazione e l’entusiasmo per la vita. Siamo certi che la sua storia e il suo esempio possano rappresentare una fonte d’ispirazione per le giovani menti che oggi siedono nelle nostre aule, pronte a costruire il loro futuro». 

A rappresentare il mondo delle imprese – introdotto dalla moderatrice Livia Blasi – è intervenuto Francesco Cicione, presidente di Entopan, che ha ricordato come l’Università della Calabria e il progetto Versace, che ha preso il via nel 1972, hanno entrambe 50 anni di vita e che debbono entrare in un rapporto di fusione culturale e scientifica.

Il suo è stato un intervento improntato sulla presentazione della figura di Santo Versace, un uomo che ha saputo coniugare tradizione ed innovazione, che con il suo modo di essere ha saputo insegnare valori straordinari ed importanti, come il dovere di essere ambiziosi nell’umiltà e nella bontà; di essere eccellenti nell’elevazione dei valori più alti;  essere sapiente per essere umano e sapere amare mettendo al centro di tutto il rispetto dell’uomo; ed in ultimo il saper coniugare i valori dell’etica e dell’estetica. Una figura che si innesta perfettamente nei valori dell’UniCal che personalità come Andreatta e docenti di prestigio come Guenot, Casciaro, Nuccio Ordine ed altri ci hanno lasciato.

Un intervento che ha portato la moderatrice Livia Blasi, nel dare la parola al prof. Luigino Filice, a ricordare che in fondo la manifestazione per effetto degli interventi accolti e sentiti mettevano in evidenza un incontro efficace tra le discipline scientifiche e le discipline umanistiche con l’obiettivo comune di riconoscere l’uomo quale soggetto centrale portante nella evoluzione storica della società moderna.

Per il prof. Luigino Filice, ordinario di Tecnologie e sistemi di lavorazione,  nel proporre il conferimento della laurea Honoris Causa in ingegneria gestionale a Santo Versace, ne ha sottolineato i meriti acquisiti nel corso della sua vita professionale nel campo della moda e della imprenditorialità, attività che connotano una profonda innovazione ed originalità espressive, tali da configurarlo tra le personalità calabresi di rilievo internazionale.

«Leggendo il libro “Fratelli”, man mano che scorrevo le pagine – ha detto il prof. Filice – mi veniva in mente la sua vicinanza, di pensiero ed azioni, alla mia visione di ingegnere gestionale, professionista di valori e valore. Sono lieto che il Corso di Studi abbia condiviso questa idea e spero che la Laurea a Santo possa essere per lui il giusto ringraziamento per aver reso grande un’idea vincente e controintuitiva di Calabria, già molti anni fa, e per i nostri giovani studenti di oggi, che sono la vera anima del Corso, una testimonianza efficace del potenziale che potranno dischiudere in uno dei futuri che vorranno costruire nella loro vita professionale».

Ad inizio servizio abbiamo riportato l’introduzione che Santo Versace ha fatto nella sua “Lectio Magistralis” ed a chiusura del servizio se ne trascrive l’appello rivolto agli studenti presenti alla cerimonia: «Abbiate il coraggio di sognare e la determinazione di realizzare. Ogni impresa, ogni percorso di successo nasce dalla capacità di credere nel proprio talento e nella terra di cui siamo figli: ho vissuto e lavorato in Calabria fino a 30 anni».

«La mia formazione, umana e professionale è tutta calabrese. Le mie radici – ha proseguito –sono sempre state e continuano ad essere la mia forza e la mia fonte di ispirazione. Il Sud è un incommensurabile patrimonio di idee, tradizioni, valori e l’Università della Calabria rappresenta una risorsa preziosa, perché fucina di menti brillanti e di progetti di valore. Un esempio concreto del contributo straordinario che il Sud può dare allo sviluppo di tutto il Sistema Paese».

«Con mio fratello Gianni siamo partiti dal Mezzogiorno – ha concluso – e abbiamo rivoluzionato l’industria della moda in tutto il mondo. Ora, supportando il progetto avviato da Entopan, sento che c’è l’opportunità di fare lo stesso per il mondo dell’innovazione. Ritrovo la stessa attitudine, lo stesso coraggio e la stessa voglia di esaltare la centralità culturale del Mediterraneo a livello globale».

In chiusura della cerimonia, il Magnifico Rettore Nicola Leone ha evidenziato come il percorso di Santo Versace rappresenti un esempio unico di successo, determinazione e amore per la propria terra, capace di ispirare le nuove generazioni di imprenditori e professionisti. Mosso da una visione che coniuga l’eccellenza imprenditoriale e la centralità della dimensione umana, l’opera di Santo Versace si è  distinta per la sua attività filantropica. Attraverso la Fondazione Santo Versace, ha agito in modo concreto contro le diseguaglianze sociali, mettendo in campo iniziative di inclusione sociale a sostegno delle persone fragili. (fb)

Il M5S Cosenza: Nuovo ospedale, il gioco delle tre carte su sanità cosentina

Analizzando la documentazione sulla questione del Nuovo Ospedale di Cosenza (diventato Nuovo Ospedale del Comprensorio Cosentino dopo la sconfitta al referendum sulla Città Unica), emerge un quadro controverso circa la sua localizzazione. È fatto noto, ormai, che lo studio adottato nel Piano di Rientro dell’agosto 2023 è stato soppiantato a gennaio 2025 da un nuovo Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFAP). Altrettanto noto è che questi avvenimenti hanno avuto come risultato lo “scippo” del nuovo ospedale da Vaglio Lise in favore di Arcavacata.

A rendere possibile questo cambio di rotta ci ha pensato, ad ottobre 2024, l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, pubblicando un Piano “Stralcio” che modifica il Piano di Assetto Idrogeologico (Pai) e introducendo nuove mappe di pericolosità che stravolgono gli indicatori di rischio utilizzati negli studi di fattibilità. Queste nuove mappe vengono tempestivamente utilizzate nel DocFAP che finisce così per individuare Arcavacata di Rende come sito “nettamente migliore”, escludendo Vaglio Lise. Come diretta conseguenza il Comune di Cosenza, con delibera di Giunta del febbraio 2025, impugna il decreto della Regione.

Il Comune lamenta, in breve, la violazione del principio di leale collaborazione, la presenza di contraddizioni nel DocFAP e, con l’invalidazione del piano di progetto originale del 2017, la perdita di una struttura sanitaria in città, dato che il progetto originario prevedeva anche la trasformazione dell’Annunziata in “Cittadella della Salute”. L’opzione Vaglio Lise era stata inizialmente considerata ottimale per accessibilità, topografia pianeggiante, allineamento con il PSC comunale, integrazione urbana, minor costo e, udite udite, assenza di rischio idrogeologico.

Siamo arrivati al punto della questione: è significativo che le modifiche delle classi di rischio nel nuovo PAI, che portano Vaglio Lise a “rischio massimo”, non siano accompagnate da aggiornamenti nei dati che periodicamente vengono rilevati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Gli ultimi rilievi del 2020/2021 riportano gli stessi valori del 2017. Questa discrepanza solleva questioni importanti. Ci chiediamo perché, in assenza di nuovi studi o eventi calamitosi, aggiornare le classi di rischio? Ci chiediamo anche se la tempistica sia fortuita: a febbraio 2024 viene ripetuta la procedura per l’individuazione del sito, a ottobre 2024 arriva il nuovo Pai che cambia le classi di rischio e a dicembre 2024 viene consegnato il DocFAP che esclude, anzi “scarica”, Vaglio Lise una volta per tutte. Perché, infine, contrariamente al Piano di Progetto del 2017, il DocFAP del 2024 non è stato reso pubblico?

Se l’aggiornamento non è motivato da nuovi dati scientifici, le spiegazioni possibili alla modifica delle classi di rischio possono andare dal semplice adeguamento normativo fino alla strumentalizzazione del processo per escludere determinate opzioni localizzative. Chi può dirlo? Ma, quale che sia il motivo, lo scenario attuale apre la strada a contestazioni tecniche e giuridiche: la riclassificazione può sempre essere contestata come sproporzionata e priva di giustificazione tecnica, configurando un difetto di motivazione o addirittura un eccesso di potere.

La questione investe aspetti di trasparenza amministrativa e corretta applicazione dei principi di buon andamento. È urgente chiarire fino a che punto la “politica” debba spingersi per influenzare decisioni strategiche. La costruzione del nuovo ospedale e della Cittadella della Salute rappresentano un’opportunità significativa per migliorare l’assistenza sanitaria e implicano investimenti ingenti: 349 milioni di euro, per il nuovo ospedale e 45 milioni di euro per la Cittadella.

Ma le istituzioni regionali preferiscono nascondersi dietro una trama opaca, ordita ad arte, che crea un labirinto burocratico che ha una e una sola uscita. Il ricorso del Comune di Cosenza ci appare come l’estremo tentativo di riportare trasparenza in un processo decisionale che sta dilatando i tempi di realizzazione di un’opera vitale per il diritto alla salute, che resta così sospeso tra studi, decreti e stralci. Il gioco delle tre carte. (Gruppo Territoriale M5S Cosenza)

L’OPINIONE / Alessandra Baldari: Stato di emergenza contraddice le rassicurazioni di Occhiuto

di ALESSANDRA BALDARI – La notizia dello Stato di emergenza per il sistema ospedaliero della Calabria deciso dal Governo per velocizzare i lavori finanziati col Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) derogando le norme di legge e i vincoli di bilancio per intervenire con urgenza e con poteri straordinari contraddice tutte le dichiarazioni e le rassicurazioni annunciate dal presidente – commissario per il Piano di rientro, che fino a qualche mese fa sono state reiterate in ogni occasione.

Il Governo, su richiesta dello stesso commissario, interviene a sancire una situazione giuridica prevista in situazioni eccezionali (che durano da 20 anni!) riguardo alla costruzione dei nuovi ospedali e che già all’epoca, proprio in ragione dell’urgenza di dare una risposta alla chiusura dei 18 ospedali e colmare le carenze della rete ospedaliera, aveva prodotto  l’attivazione di una procedura di emergenza di protezione civile durata sei anni senza conseguire alcun risultato, quindi inutile. E allora ci chiediamo, dopo tre anni di governo della sanità di quali superpoteri ha bisogno il presidente/commissario che fino a luglio 2024 ha assicurato i calabresi che tutto stesse procedendo regolarmente, anche in relazione ai progetti di riassetto territoriale con i fondi Pnrr?”

Quali sono gli impedimenti burocratici e i vincoli finanziari che paralizzano l’azione Commissariale che già può vantare di poteri rafforzati? Perché in Calabria non si possono appaltare regolarmente progetti e lavori in trasparenza e secondo le norme vigenti?

Accadde anche 20 anni fa, è vero, ma allora l’urgenza era rappresentata dalla tempestività con la quale si riteneva necessario intervenire a compensazione di territori rimasti privi di strutture assistenziali. E non funzionò, anzi  si diede vita ad intrecci  di supporto e collaborazione con la Regione Lombardia (Infrastrutture Lombarde) che non sortirono i risultati   auspicati e per i quali la Calabria ha pagato fior di milioni.

Non vorremmo che nei 12 mesi che consentiranno al commissario di Protezione civile, probabilmente lo stesso presidente/commissario, di attivarsi derogando a tutti i vincoli, siano nuovamente proposti  interventi di supporto parapubblici o pseudo privati provenienti da altre regioni a cui non crediamo di dovere nulla e a cui abbiamo già pagato molto.

E, ancora, ci chiediamo, data la acclarata sofferenza dei servizi per carenza di personale in tutte le strutture sanitarie, e che renderà impossibile la resa dei servizi in una sanità territoriale riformata, perché il presidente/commissario non invoca la deroga ai tetti di spesa per il reclutamento di personale  e l’abrogazione del tetto del salario accessorio del personale che rende asfittica ogni possibilità di valorizzazione dei professionisti sanitari?

Perché non retribuisce con tempestività i lavoratori del pronto soccorso sulla cui indennità ci sono ritardi siderali a fronte di un accordo sottoscritto in Regione con le organizzazioni sindacali ad ottobre 2024, che ancora oggi resta imbrigliato nelle maglie di sofismi burocratici privi di fondamento giuridico? Ed infine, se è un buon segnale che alcuni dei parametri dei livelli essenziali di assistenza hanno cambiato tendenza, è da rilevare che riguardo la prevenzione si indirizzano i cittadini a effettuare gli screening verso strutture private convenzionate, di fatto certificando che le strutture pubbliche non siano sufficienti, nonostante l’adesione alla convocazione agli esami di prevenzione sia ancora molto bassa in Calabria.

Queste sono solo alcune delle preoccupazioni che, sommate a tante altre, ci convincono che il risanamento e l’efficienza del servizio sanitario regionale siano ancora molto lontani e che non si risolveranno con l’attivazione dello Stato di emergenza per dodici mesi.

Essi richiedono interventi strutturali nell’organizzazione, nella destinazione delle risorse e nel rafforzamento del personale che per essere attratto deve trovare buone condizioni di lavoro ed una giusta e puntuale retribuzione per fornire servizi tempestivi e di qualità ai calabresi. (ab)

 

[Alessandra Baldari è segretaria generale Fp Cgil Calabria] 

In Calabria si chiudono gli Stati Generali del Sud di Forza Italia

Gli Stati Generali del Sud Italia di Forza Italia si chiuderanno a Reggio Calabria il 28 e 29 giugno. È quanto ha reso noto Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia, segretario regionale del partito in Calabria e responsabile nazionale del Dipartimento Sud, presentando l’iniziativa che partirà da Matera il 29 marzo, per poi proseguire il 12 aprile a Napoli, il 26 aprile a Termoli, il 10 maggio a Taranto, il 17 e 18 maggio a Ortona e Sulmona, il 14 e 15 giugno a Budoni, in Sardegna, il 21 giugno a Palermo e chiudersi, infine, a Reggio.

«Ringrazio il Segretario Nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, per averci creduto subito nelle potenzialità di questa iniziativa – ha detto Cannizzaro – e invitandoci ad organizzare questa campagna itinerante di ascolto-dibattito che non ha precedenti nella storia del partito. Un doveroso grazie anche ai colleghi segretari regionali ed ai presidenti di Regione azzurri del Mezzogiorno per il contributo che hanno dato e soprattutto daranno per la realizzazione dell’iniziativa».

«In ogni singola regione del Sud – ha spiegato Cannizzaro – organizzeremo un evento per illustrare le iniziative messe in campo dal governo ed al contempo ascoltare, raccogliere le istanze che provengono dai territori. Il Sud ha la necessità di porre all’attenzione del governo l’ancora attualissima cosiddetta questione meridionale, perché il divario tra Nord e Sud esiste ancora, sebbene si sia ridotto grazie all’azione dell’esecutivo di centrodestra e in particolare di Forza Italia».

«Per questo, ascolteremo i territori, tramite i cittadini, i nostri eletti, tutte le associazioni, il mondo universitario, le istituzioni. Ed a conclusione dell’iniziativa – ha continuato – sarà redatto un documento da sottoporre all’attenzione del governo, al cui inseriremo richieste e proposte. Vogliamo radicarci ancora di più in ogni singolo comune del Paese e ritengo che nel Mezzogiorno ci sia un terreno fertile dove possiamo recuperare molto consenso».

«Sono particolarmente orgoglioso poi – ha concluso il parlamentare calabrese – che il tour si chiuda proprio in Calabria, a Reggio, dove non si analizzerà solo la questione calabrese ma sarà l’occasione anche per tirare le somme di tutti gli Stati generali del Sud». (rrm)

L’entusiasmo dopo la sconfitta del Catanzaro

di FRANCO CACCIACi sono partite di calcio che vengono ricordate per le prodezze dei calciatori. Gol realizzati o negati grazie alla bravura ed al talento di attaccanti o portieri. Ci sono, invece, altre partite che passano alla storia per altre circostanze.

È il caso dell’incontro Cremonese-Catanzaro, giocato sabato 8 marzo, finito con un rotondo, quanto imprevisto, 4-0 a favore della squadra lombarda. Di fronte ad un risultato di questa portata le parole servono a poco per lenire le ferite di una cocente delusione degli oltre 1500 tifosi giallorossi che, anche in questa trasferta, hanno assicurato il loro colorato ed appassionato sostegno.

Come ormai consuetudine, con largo anticipo rispetto all’inizio della gara, i sostenitori giallorossi, provenienti da tutte le regioni del Centro Nord, oltre a quelli provenienti direttamente dalla Calabria, si ritrovano nei parcheggi attigui allo stadio, riservati agli ospiti. Cosa che il Ceravolo, nonostante i tanti milioni spesi e, purtroppo ancora da spendere, non potrà mai garantire.  Sono momenti di vera festa, di abbracci e saluti genuini tra quanti condividono questa meravigliosa passione.

Il Catanzaro calcio è un collante capace di mettere insieme generazioni, territori, ideologie, status sociali e professionali diversi. Tutti uniti per gridare con orgoglio Forza Catanzaro.  Una passione che, specie per chi vive da decenni fuori regione, è ancor più forte e le partite del Catanzaro rappresentano un appuntamento di famiglia irrinunciabile. Come il caso del sempre presente, gruppo di tifosi giallorossi, residenti a Monza, ma originari dei paesi della presila catanzarese, con il loro immancabile spazio gastronomico che condividono con la generosità tipica dei calabresi. Le partite del Catanzaro riescono a regalare anche questi momenti di piacevole aggregazione e di condivisione di un popolo che avverte il bisogno di rafforzare i legami identitari con la propria terra. E da questo popolo è arrivata l’ennesima lezione di amore incondizionato verso la squadra del cuore.

Fin dai primi minuti e per tutta la durata della partita, i sostenitori giallorossi non hanno smesso un secondo di cantare ed incitare i loro beniamini. Sebbene la squadra del presidente Noto abbia beccato una sonora sconfitta e le giocate in campo non siano state quelle a cui siamo stati abituati in questo comunque avvincente campionato di serie B, ad assicurare spettacolo ci hanno pensato i tifosi giallorossi.

La comunità giallorossa che riempie in tutte le partite fuori casa i settori riservati agli ospiti, è diventata famosa ed apprezzata, in tutte le città italiane, non solo per la qualità del tifo, ma anche per correttezza, educazione e rispetto nei confronti delle tifoserie avversarie e della popolazione residente.

È con questo spirito che, di fronte all’incredulità dei diecimila tifosi cremonesi, a fine partita la curva occupata dai tifosi giallorossi ha continuato a cantare a festa ed ad osannare i propri beniamini. Il mister Caserta e l’intera squadra sono stati accolti sotto la curva con un calore ed un entusiasmo tipici di una grande ed esaltante vittoria. In effetti vittoria è stata.

Se il Catanzaro ha perso sonoramente sul campo, a Cremona abbiamo assistito al trionfo dei valori autentici di uno sport che deve unire e non dividere. A vincere sono state le emozioni di una tifoseria indomita, vero patrimonio di un territorio desideroso di futuro. (fc)