CORIGLIANO ROSSANO – L’evento “Verso Sud – La strada per crescere non è l’autonomia” del M5S

Domani pomeriggio, alle 18, a Corigliano Rossano, nella sala Ex delegazione comunale, si terrà svolgerà l’evento del Movimento 5 Stelle Verso Sud – La strada per crescere non è l’autonomia differenziata con la partecipazione dell’ex presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico.

All’evento saranno presenti: il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi per i saluti istituzionali; le deputate Vittoria Baldino ed Elisa Scutellà; l’eurodeputata Laura Ferrara e il consigliere regionale Davide Tavernise. A moderare l’incontro la deputata Anna Laura Orrico.

Questa autonomia differenziata è destinata solo ad aumentare fortemente il divario tra Nord e Sud. Sono in gioco diritti, risorse e principio di uguaglianza. L’evento vuole così essere occasione di informazione e confronto con cittadini, forze produttive e rappresentanti istituzionali del territorio per tenere alta l’attenzione e perché siano neutralizzate le drammatiche conseguenze che questa riforma potrebbe produrre. (rcs)

Il sindaco di Trebisacce Aurelio: Conoscere e approfondire conseguenze sui territori dell’autonomia

«Se la Costituzione della nostra Repubblica prevede l’autonomia differenziata ci aspettiamo che questo valga come garanzia fondamentale per tutti i cittadini dello Stato». È quanto ha dichiarato il sindaco di Trebisacce, Alex Aurelio, sottolineando l’importanza di «conoscere e approfondire quali siano o potrebbero essere le conseguenze in tutti i territori, soprattutto per il nostro Mezzogiorno, derivanti dall’effettivo passaggio di competenze alle regioni».

Questo da una parte «per non in un allarmismo di maniera, pregiudiziale e ideologico non supportato dalle necessarie conoscenze; dall’altra, non voler subire passivamente decisioni che, in ogni caso, potrebbero sembrare imposte dall’alto», ha spiegato il primo cittadino intervenendo all’incontro promosso dal Comitato del Coordinamento regionale per la democrazia costituzionale sul tema No all’autonomia differenziata.

«La Casa comunale – ha detto ancora il sindaco – è, può  e deve essere sempre palestra di confronto, luogo e spazio fisico ed ideale, per avvicinare i cittadini a temi importanti come questo; temi che – ha aggiunto – toccano ed interessano direttamente la vita ed in molti casi la sopravvivenza delle piccole comunità, come il diritto alla salute, l’emergenza rifiuti e la tutela dell’ambiente, il diritto alla mobilità e la garanzia di infrastrutture e trasporti normali – per citarne solo alcuni».

«Cos’è l’autonomia differenziata, quali sono le competenze che potrebbero passare alle regioni, cosa sono i Livelli essenziali di prestazione, come verranno definiti ed eventualmente finanziati. E, soprattutto, quali saranno le conseguenze sui territori, sui lavoratori e sulle imprese. Il tema – ha aggiunto il sindaco Aurelio – riguarda tutti gli attori sociali ed è per questo che siamo chiamati ad uno sforzo laico di comprensione maggiore sulle eventuali prospettive future».

Coordinati dal giornalista Andrea Mazzotta, sono intervenuti al partecipato incontro il coordinatore del Comitato Pasquale Corbo che ha relazionato sul tema e Silvio Gambino, professore emerito dell’Unical. (rcs)

La Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali incontrano Calderoli

«Il Comitato di 61 esperti a supporto della cabina di regia per l’autonomia differenziata istituita con la legge di bilancio 2023, si va nella direzione giusta ed auspicata dal sottoscritto e dal presidente Occhiuto». È quanto ha dichiarato Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale, a margine dell’incontro tra il ministro Roberto Calderoli e la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali.

«Sostengo da tempo – ha ricordato Mancuso – che l’attuazione dell’autonomia regionale differenziata, nel rispetto dell’articolo 5 della Costituzione che prevede l’unitarietà e l’indivisibilità della Repubblica, è una sfida per la modernizzazione degli assetti della Repubblica, con particolare attenzione alla promozione delle autonomie locali e al soddisfacimento e tutela dei diritti dei cittadini. Una sfida che il Sud deve affrontare a testa alta, esercitando un protagonismo dinamico e propositivo».

«Ci si aspetta l’individuazione del ‘Lep’ – ha concluso – con relativi costi e fabbisogni standard, che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale; la fine del metodo della ‘spesa storica’, che da decenni svantaggia il Sud e che, infatti, è superata dal ‘ddl’ approvato dal Consiglio dei ministri il 16 marzo e, al contempo, la definizione (da parte del Parlamento) delle materie e degli ambiti concernenti i Livelli essenziali delle prestazioni».

Per il consigliere regionale Salvatore Cirillo, che ha partecipato all’incontro: «Dall’impegno sinergico del ‘Comitato per l’individuazione dei Lep’, che il ministro Calderoli definisce ‘una piccola Costituente’, finalmente, dopo due decenni dalla riforma del 2001 del Titolo V della parte seconda della Costituzione, si potranno individuare i diritti civili e sociali che le Istituzioni pubbliche debbono garantire ai cittadini ovunque essi risiedano». (rrm)

L’APPELLO / Mons. Francesco Savino: Schieratevi aspramente contro l’autonomia

di MONS. FRANCESCO SAVINO – Carissime e carissimi tutti e tutte,

Quest’anno ho voluto iniziare il mio augurio per questa Santa Pasqua con una di quelle domande scomode che il mio conterraneo ed amico sincero, il Venerabile don Tonino Bello, amava rivolgere agli uomini ed alle donne che, come voi, si impegnavano in politica. Il mio intento non è quello di scoraggiarvi o di entrare a gamba tesa nelle vostre scelte politiche ma quello di provocarvi in senso etimologico. Lo faccio perché come don Tonino, non sopporto più l’idea di quegli auguri innocenti, formali, calendarizzati ed a scadenza.

Lo faccio perché sento che ora è urgente riflettere su queste esasperate tensioni che la nostra terra sta vivendo in un silenzio doloroso ed incredibile.

Proprio io che sono l’uomo del “credo”, della fede disinteressata e forte, mi riscopro non credente rispetto alla scelleratezza di certe azioni umane. Non ci credo davvero che le quote di speranza che ciascuno e ciascuna di voi portate nel cuore si stiano esaurendo al punto da rendervi politicamente “malaticci e consumati”, pronti ad aderire a qualsiasi scelta politica calata dall’alto e a tradire il centro del vostro impegno che è, sempre, la persona. Mi perdonerete se vi dico che state tradendo… il sogno di Isaia! Il sogno di Isaia è il vostro stesso sogno, quello dei vostri figli, dei vostri nipoti, della vostra gente.

“Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is 2,1-5).

La guerra che la nostra terra sta vivendo non è fatta di armi e bombe ma è più subdola e silenziosa ed è fatta di scelte e non scelte, di dimenticanze e di indifferenze, che stanno marginalizzando gli ultimi.

Sono spaventato da questo imbarbarimento umano e culturale che avverto all’indomani di una vera e propria crisi umanitaria che è stata quella causata dal Covid-19. So bene che non esiste una politica cristiana ma solo un modo cristiano di fare politica ed a questo mi appello e vi chiedo di appellarvi.

Il conto alla rovescia è scaduto e serve davvero prendere con coraggio il timone di questa “nave senza nocchiere in gran tempesta” per cercare di risollevare le sorti dei nostri paesi.

Le urgenze che siete chiamati in prima persona a fronteggiare sono troppe, ne ho contezza. Vi chiedo di “starci”, di abitarle, di accoglierle.

Di sentirle come vostre irrequietezze, come qualcosa che vi toglie il sonno e vi fa vibrare i pensieri nella ricerca di soluzioni che guardino al bene comune. Per questa ragione vi chiedo di schierarvi aspramente contro quelle scelte che intendono tradire la giustizia sociale e l’equità.

Mi riferisco alla tanto dibattuta “secessione dei ricchi” o autonomia differenziata che di fatto recinta i sogni, le aspettative e le contaminazioni sociali, culturali, economiche ed umane per cui qualcuno prima di noi ha dato la vita, ha lasciato terra ed affetti, ha sacrificato l’appartenenza per il riscatto. Stiamo mettendo a rischio la nostra economia, il nostro lavoro, l’istruzione, la tutela della nostra salute. Stiamo mettendo a rischio la sacralità della Costituzione e, determinando una più ampia forbice di disuguaglianza, la stessa sacralità del Vangelo. Non si può lasciare che incomba un abisso tra i modelli d’eccellenza e modelli che arrancano a garantire livelli essenziali di prestazione.

Non esistono città, paesi e regioni di serie A e di serie B; crederlo rischia di ridurre tutto al caos del tifo, della disorganizzazione. Se le vostre voci, veri protagonisti del tessuto sociale nazionale, resteranno inascoltate, calerà il silenzio su tutte quelle realtà che danno forza alla società civile.

Di questo io ed i miei confratelli vescovi abbiamo lungamente discusso nel dibattito delle aree interne, proprio con la preghiera che fossero le realtà territoriali, quelle più periferiche e lontane dalle cronache, ad essere ascoltate.

Questo perché provvedimenti come quello dell’autonomia differenziata non tengono conto della povertà come condizione preesistente.

Eppure il Covid-19 avrebbe dovuto insegnarci proprio questo e cioè che per alcune persone la pandemia non ha significato l’avvento di uno stato di incertezza ma ne ha stigmatizzato la presenza.

“Le esperienze vissute dai gruppi vulnerabili sono definite da una forma di ingiustizia epistemica: il rifiuto della conoscenza della vita e della necessità che hanno i gruppi socialmente emarginati (…)”.

Lasciate che vi dica che l’autonomia differenziata è la madre di questa ingiustizia epistemica che vuole ridisegnare un’Italia spaccata dalla disparità sociale. Vi chiedo di avere a cuore sempre gli ultimi, di essere per loro e per tutta la gente, generosi fino alla follia.

Vi chiedo di battervi per tutti quei giovani che hanno perso l’incanto, la dignità e la speranza e che sono alla ricerca di un lavoro che possa significare la costruzione di una famiglia o di un futuro sereno tra le braccia della propria terra. Tenete a cuore le difficoltà della gente e la loro disperazione.

Accogliete gli stranieri e quelli che si sono estraniati da loro stessi lasciandosi assorbire dalla morsa del gioco d’azzardo o cadendo nell’inferno delle dipendenze. Abbiate la povertà come metodo ed i grandi principi sanciti dalla Carta Costituzionale come scopo, della vostra esistenza prima e del vostro agire politico poi.

Lavate i piedi al mondo, come i servi, obbedienti al servizio e come gli amanti, obbedienti all’amore.

In ultimo e non per ordine di importanza, curate gli ambienti che vivete. Rendeteli sostenibili ed abitabili, accoglienti e fecondi.

Abbiatene cura ed educate le vostre genti alla cura e alla salvaguardia della porzione di pianeta che abitano e per riflesso delle loro e delle vostre azioni, di tutto l’intero mondo. Accompagnateli nell’amore per gli animali, per le piante e per ogni specie vivente che abita, come noi, la nostra madre Terra.

Educhiamoli a prevenire ed evitare gli sprechi di acqua, di cibo, di risorse e di ricchezze. Educhiamoci ad essere quella bellezza che salverà il mondo.

Solo così avrete accolto Dio. Solo così avrete fatto memoria della Pasqua. Solo così avrete obbedito alla vostra vocazione.

“Se il Signore ti chiama a quella vocazione, fai politica. Ti farà soffrire, forse ti farà peccare, ma il Signore è con te. Chiedi perdono e vai avanti.

Ma non lasciamo che questa cultura dello scarto ci scarti tutti! Scarta anche il creato, perché il creato ogni giorno viene distrutto di più. Non dimenticare quella parola del beato Paolo VI: la politica è una delle forme più alte della carità”. (fs)

(Mons. Francesco Savino è arcivescovo di Cassano allo Ionio)

Da Lamezia il Pd lancia la sfida a Calderoli, Irto: Bloccare progetto dell’autonomia

Da Lamezia il Partito Democratico fa partire un percorso che si propone di bloccare il Ddl Calderoli, che rischia di spaccare in due il Paese e di affossare definitivamente il Sud.

Un percorso iniziato nel corso della manifestazione di Lamezia, che ha registrato  la presenza dei vertici del partito, dei consiglieri regionali, dei sindaci di centrosinistra Nicola Fiorita e Franz Caruso, del segretario regionale della Cgil Angelo Sposato e della Uil Santo Biondo, oltre del neo capogruppo del partito a palazzo Madama, Francesco Boccia.

La discussione sull’autonomia differenziata è stata introdotta dalla relazione tecnica del professore Damiano Silipo, mentre il segretario regionale del Pd, Nicola Irto ha tracciato la rotta per bloccare il progetto di secessione mascherato voluto dalla Lega.

«Il Pd ha sempre avuto una posizione chiara e ferma contro l’autonomia differenziata per come elaborata dal ministro Calderoli. E continua ad averla anche con la segretaria Elly Schlein: non possiamo accettare una proposta iniqua, con dubbi profili di costituzionalità e che rischia di dividere il Paese. Da oggi – ha spiegato Irto –  avviamo la mobilitazione dei circoli calabresi per fermare la proposta leghista di autonomia che è inaccettabile in quanto ancorata alla spesa storica, priva di meccanismi di perequazione e senza alcuna garanzia sui Lep».

«Come ha detto il presidente della Cei Matteo Maria Zuppi Zuppi, facendo propria la preoccupazione di tanti vescovi del Meridione: “non c’è sostenibilità senza solidarietà e non esiste sussidiarietà senza solidarietà”. Sanità, trasporti, scuola non possono viaggiare a velocità diverse nelle varie regioni italiane – ha concluso – e le amministrazioni più in difficoltà nella messa a terra delle risorse vanno sostenute e aiutate dal governo centrale».

Preoccupazioni espresse anche da Francesco Boccia che ha allargato il ragionamento anche alle risorse del Pnrr.

«Arrivano segnali preoccupanti da Bruxelles anche per quanto riguarda il Pnrr che, invece, avrebbe dovuto essere un grande piano per ridurre le diseguaglianze. Non sappiamo quali progetti saranno rimodulati e quali risorse saranno tagliate e per quali territori. Irto ha con me responsabilità diretta della nostra azione in Senato e sicuramente il Pd farà battaglia in Aula sul Pnrr se  il governo non darà risposte chiare».

«Calderoli vuole andare avanti sullo spacca Italia – ha detto ancora Boccia – non considerando che per rendere omogenei sul territorio nazionale servizi essenziali come sanità, scuola e trasporti servono tra 80 e 100 miliardi. Soldi che non ci sono e spiegano il grande raggiro di Calderoli: può fare tutti i Comitati che vuole, ma resta il fatto che vuole utilizzare l’autonomia come una clava contro il Sud e i territori più poveri. Serve una grande mobilitazione nel Mezzogiorno che deve partire dal Pd e dalla Calabria perché questo provvedimento va bloccato».

«Inizia un percorso di mobilitazione in Calabria e nel Paese – ha detto Sposato – sui temi del salario e delle pensioni, del fisco, della salute, sulle politiche di investimento e sviluppo. Il governo sta abbandonando lavoratori e pensionati, non investe sui giovani ed ha completamente dimenticato il Sud che rischia la desertificazione economica e demografica».
«Occorre costruire una grande alleanza sociale e politica – ha continuato l segretario generale di Cgil Calabria – per contrastare scelte che dividono il Paese e fanno pagare il prezzo più alto ai poveri. Il lavoro, anche quello regolare è diventato povero. Serve scendere in piazza e bisogna farlo al più presto».
«Sull’autonomia differenziata – ha concluso – il voto della Calabria nella conferenza delle Regioni è stato unilaterale da parte del Presidente della giunta regionale che non ha inteso ricevere alcun mandato dalla sua giunta e dal Consiglio Regionale. Questo modo di fare stride con la democrazia di mandato che almeno sulle questioni di impatto costituzionale dovrebbe essere quantomeno vincolante. Nella nostra regione c’è un preoccupante arretramento che ci porterà, se non arriveranno risposte, a trasferire la vertenza Calabria nelle piazze». (rcz)

Autonomia differenziata, Versace: Bisogna scendere in piazza

Sull’autonomia differenziata, il sindaco f.f. della Città Metropolitana Carmelo Versace è certo su una cosa, che «bisogna scendere in piazza. Abbiamo già aspettato troppo».

«È il caso di alzare la voce perché siamo veramente stanchi di fare i bravi ragazzi». Questo l’appello lanciato dal sindaco metropolitano facente funzioni Versace per «fermare una secessione dei ricchi che, di fatto, è già in atto. Per le Olimpiadi di Cortina  i territori del Nord hanno chiesto le anticipazioni sulle risorse e non aspetteranno l’approvazione del “ddl Calderoli” per ottenere maggiori finanziamenti. Quei fondi sono già stati assegnati».

Il primo cittadino, infatti, ha partecipato al convegno Autonomia differenziata: fermare la secessione dei ricchi è dovere civile, organizzato dall’amministrazione comunale di Polistena. ra i relatori erano presenti, oltre al sindaco del paese pianigiano, Michele Tripodi, anche i sindaci di Catanzaro e Crotone, Nicola Fiorita ed Enzo Voce, la consigliera regionale Amalia Bruni, i professori dell’Unical Silvio Gambino e Walter Nocito, il professore emerito dell’Università “Federico II” di Napoli, Massimo Villone, la professoressa dell’Università di Catanzaro Monica Nardi ed il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato.

«Ci sono deputati, senatori, consiglieri regionali – ha incalzato – che devono decidere sull’autonomia differenziata perché sono stati mandati lì per questo. I parlamentari calabresi sono pagati per stare a Roma e, magari, sarebbero pure remunerati per fare una domanda, almeno ogni tanto, per dire che “c’è anche il Sud”. Questo lassismo porta all’avanzata spedita del disegno di legge». Ma, per Versace, «non sono certo temi nuovi. Paghiamo a caro prezzo l’inconcludenza della classe dirigente degli ultimi 20 anni».

«Un anno e mezzo fa – ha ricordato – abbiamo denunciato come l’alta velocità e l’alta capacità non sarebbero mai arrivate nei nostri territori e, nel frattempo, il Governatore Roberto Occhiuto provava a tranquillizzarci sostenendo il contrario. Adesso, ci dicono che l’Alta velocità e l’Alta capacità arriveranno solo se sarà fatto il Ponte sullo Stretto. In Consiglio regionale, qualcuno può interrogare Occhiuto su queste cose? Io lo sto facendo, ma nessuno risponde dalla Cittadella».

Il sindaco metropolitano facente funzioni si è rivolto al Governatore Occhiuto anche per chiedere che la Regione «si adegui alla legge e trasferisca le funzioni di competenza della Città Metropolitana». «È dal 2015 che aspettiamo», ha detto annunciando che «adesso andremo per le vie legali».

«Nessuno – ha aggiunto – in Consiglio regionale, alza la mano per dire che c’è una Città Metropolitana prevista dalla Costituzione».

«Mi sorprendono – ha affermato ancora – le ultime dichiarazioni di Occhiuto quando sostiene che non sosterrà il “ddl Calderoli” fin quando non verranno trasferiti al Sud 80 miliardi. Sembrano dichiarazioni di chi ha votato contro questo progetto scellerato, facendo finta di non averlo approvato in conferenza Stato-Regioni. Ma di cosa stiamo parlando?».

«Qualcuno – ha continuato il sindaco metropolitano facente funzioni – ci dice che non sappiamo spendere le risorse. Non mi sembra proprio. Siamo la seconda Città Metropolitana ad aver ricevuto l’approvazione del Ministero per un quadro di finanziamenti da 118 milioni. Per la prima volta, abbiamo sperimentato, con successo, l’unione dei Comuni che si sono messi assieme facendo di quell’esperienza virtù. Oggi dobbiamo sentire Occhiuto, ancora una volta, che invita a “fare di meno per recuperare il passato”. Ribadisco: ma di cosa stiamo parlando?».

«Siamo a Polistena – ha detto ancora Carmelo Versace – dove il sindaco si è dovuto barricare per mantenere un presidio ospedaliero minimo ed elemosinare qualche medico, provando a garantire qualche piccolo servizio senza nemmeno poter contare su un’ambulanza di prossimità. Questa è la Regione che stiamo vivendo, quella che, dopo i sacrifici dei Comuni sulla gestione dei rifiuti per risanare il buco e rimettere in campo gli impianti vetusti ricevuti, si sentono dire “non abbiamo più bisogno di voi e ce la riprendiamo”».

«Lo stesso discorso vale per l’idrico – ha concluso –. Ma non è questa un’autonomia differenziata? Stiamo aspettando anche troppo per scendere in piazza». (rrc)

Bevacqua (PD): Idea di Calderoli di finanziare Lep con Fondi Ue non spesi dal Sud offende il Meridione

Il consigliere regionale e capogruppo del PD, Mimmo Bevacqua, ha evidenziato come «l’idea di Calderoli di finanziare i Lep con i fondi europei non spesi dal Sud non solo rende ancora più irricevibile il suo Ddl, ma è un’offesa alla intelligenza dei meridionali e calabresi».

«La proposta di autonomia differenziata – ha spiegato – per come è stata formulata fin qui non è accettabile, perché ancorata al criterio della spesa storica, non prevede meccanismi di perequazione e non fa chiarezza sui Lep, Livelli essenziali di prestazione. Il ministro, al quale proprio sul punto sono arrivate richieste di chiarimenti dai sindacati e della stessa Conferenza Stato-Regioni, trova una soluzione che aggraverebbe ancora di più il problema. La sua proposta sarebbe quella di finanziare i Lep con i fondi europei non spesi nella programmazione 2014-2020».

«Praticamente – ha sottolineanto – il governo Meloni vuole finanziare i Lep con stanziamenti che sono già delle Regioni del Sud che li perderebbero e, al contempo, non riceverebbero nessun fondo aggiuntivo per i Lep».

«Si tratta di una misura – ha proseguito il capogruppo dem a palazzo Campanella – che non solo penalizza ancora una volta le Regioni meridionali, ma che presenta anche aspetti di incostituzionalità, in quanto le risorse europee sono complementari alla spesa ordinaria dello Stato verso i territori e in nessun caso possono sostituirla».

«Ci troviamo davanti a una proposta non soltanto iniqua e inaccettabile – ha concluso Bevacqua – ma che dimostra, ancora una volta, quali siano le reali intenzioni della Lega e del governo di centrodestra. Tramite l’autonomia differenziata si vuole soltanto premiare il Nord del Paese e affossare in maniera definitiva le regioni meridionali. A tutti i livelli il Pd si opporrà a un simile disegno politico che non può trovare accoglimento». (rrc)

Autonomia, Versace (Metrocity RC): Governo rischia di compromettere unità nazionale

«Non ci convince l’autonomia differenziata basata sulla spesa storica, né ci tranquillizza il metodo intrapreso dal Governo per portare a termine un’operazione che rischia di compromettere, definitivamente, l’unità nazionale». È quanto ha detto il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, nel corso del convegno Causa ed effetti dell’autonomia differenziata – cosa cambia in Calabria, nel Sud, in Italia, organizzato dall’università Mediterranea presso il Salone delle Conferenze del Dipartimento DiGiES.

Nel corso del suo intervento, ha riconosciuto «le responsabilità ed il fallimento politico amministrativo e dirigenziale degli ultimi 20 anni, riassunto bene nel sostegno “tout court” del Governatore Roberto Occhiuto al “Ddl Calderoli”, escludendo ogni dibattito ed i necessari approfondimenti».

«Di cosa dovremmo discutere – si è domandato – se i Lep sono stati già inseriti nella Finanziaria? Tecnicamente, fra pseudo commissioni e commissari, dovremmo liquidare una faccenda che affonda le proprie radici nel 2001. Non credo che questa riforma possa andare avanti».

Per questo, Versace ha chiesto uno scatto di reni ai parlamentari calabresi affinché «vengano garantiti i diritti e le garanzie dei nostri concittadini».

«In questa fase – ha aggiunto – sono più preoccupato per l’incapacità della Regione Calabria di spendere i fondi europei o perché qualcuno, nei vari dibattiti, torna ad agitare lo spettro delle gabbie salariali».

Quindi, il sindaco metropolitano facente funzioni ha offerto un altro spunto di riflessione: «C’è un ddl depositato da ormai molti anni e che parla di autonomia dell’Area metropolitana dello Stretto. Secondo me, dovremmo riprendere quel progetto per ridare dignità ai nostri territori. A livello costituzionale, ci sarebbe la possibilità di raggiungere l’autonomia che serve a mettere in rete i servizi fra le due sponde di Reggio e Messina».

«Questa – ha concluso Versace – non vuole essere affatto una provocazione, ma una necessità di fronte ad una Regione che, ancora una volta e costantemente, continua a guardare agli interessi dell’area che si estende da Catanzaro in sù». (rrc)

Bevacqua (PD): Prima la perequazione, poi si può discutere dell’autonomia

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Mimmo Bevacqua, ha ribadito le sue preoccupazioni, già più volte espresse in merito al ddl Calderoli, sottolineando la necessità di costruire un fronte calabrese unitario che vada al di là delle divisioni tra destra e sinistra e consideri, finalmente, i rischi concreti di accentuazione delle diseguaglianze territoriali.

«Soprattutto – ha affermato Bevacqua, nel corso del gruppo regionale del PD sull’autonomia a Corigliano Rossano – la proposta Calderoli non tiene in nessuna considerazione il divario già esistente tra Nord e Sud del Paese, pari circa 80 miliardi annui a tutto  vantaggio delle regioni settentrionali, rispetto alla spesa pubblica statale pro capite. Con l’aggravante che la proposta avanzata dalla Lega, approvata anche dal presidente Occhiuto nella Conferenza unificata delle Regioni, si limita a prevedere una trattativa privata tra governo e regioni richiedenti l’autonomia, con il Parlamento a fare sostanzialmente da semplice spettatore, privato di ogni sua prerogativa e della concreta possibilità di incidere».

«Senza una preliminare realizzazione effettiva della perequazione infrastrutturale fra le diverse aree del Paese, con attenzione centrata in particolare su diritti sociali, sanità, istruzione e mobilità – ha concluso Bevacqua – qualsiasi ipotesi di autonomia differenziata è soltanto un attacco all’unità giuridica ed economica della Repubblica e all’uguaglianza sostanziale dei suoi cittadini».

Il dibattito è stato introdotto dalla capogruppo in Consiglio comunale, Rosellina Madeo, e dal  segretario di circolo di Corigliano Rossano Franco Madeo(rcs)

Il sindaco di Reggio Brunetti: Autonomia una barbarie nei confronti del Meridione

L’autonomia differenziata è «una barbarie nei confronti del Meridione». È così che l’ha definita il sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, nel corso del consiglio comunale di Reggio Calabria che, nel corso dell’assemblea, ha respinto il Ddl Calderoli.

Per Brunetti, «questo è il prezzo da pagare per non fare cadere il Governo, la tassa che alcuni partiti stanno corrispondendo alla Lega. Questa è la reale situazione in Italia. Il Governo Meloni è messo alle strette».

«Mi preoccupa – ha aggiunto Brunetti – che la Regione Calabria abbia definito il “Ddl Calderoli” “la cosa migliore fatta dal Governo Meloni”. E mi preoccupa perché o non c’è coscienza e conoscenza di ciò che si discute oppure è stato imposto di dire le cose che sono state dette. Per questo, sul tema dell’autonomia differenziata, propongo la convocazione di un Consiglio comunale aperto ai rappresentanti del Governo, del Parlamento e della Regione Calabria dove, con coraggio, possano aver l’opportunità di spiegare ai cittadini i cardini della norma che verrà discussa alle Camere».

Contro il “Ddl Calderoli”, infatti, l’aula “Battaglia” ha votato una mozione presentata dal consigliere Antonio Ruvolo che invita l’esecutivo di Palazzo Chigi ad inviare la proposta alle Camere per «permettere un approfondito e indispensabile dibattito pubblico nel Paese su scelte che determineranno importanti e irreversibili conseguenze istituzionali, economiche e sociali».

Nel chiedere la definizione obbligatoria dei Livelli essenziali delle prestazioni, dei costi, dei fabbisogni standard e dei fondi perequativi, il testo approvato dal Consiglio comunale chiede «di vietare regimi transitori governati da fantomatiche “commissioni paritetiche” prive di qualsiasi legittimazione politica».

«Ogni trasferimento di materie – è un’altra richiesta – avvenga nel rispetto dei principi di solidarietà e unità nazionale, garantendo maggiori risorse a quei territori in cui permangono gap infrastrutturali, economici e sociali col resto dell’Italia».

Secondo il civico consesso, infatti, «la compartecipazione al gettito tributario maturato nel territorio regionale è a vantaggio delle regioni economicamente più forti, con maggiori finanziamenti alle regioni del Nord e conseguente aumento del divario con il Mezzogiorno».

Quindi, il capogruppo del Partito democratico, Giuseppe Sera, ha ribadito «un netto no ad un’autonomia differenziata che abbandona il Sud al suo destino».

Stesso discorso lo ha fatto il consigliere Giuseppe Giordano che ha definito il “Ddl Calderoli” un «vero e proprio pastrocchio che spezza il Paese in maniera irreversibile». E se Ruvolo si è detto «fortemente preoccupato per l’incertezza con cui si è intrapreso il percorso legislativo», il consigliere e sindaco facente funzioni della Città Metropolitana Carmelo Versace è tornato a criticare il Governatore Roberto Occhiuto che, col suo voto favorevole in Conferenza Stato-Regioni, «ha svenduto la Calabria».

«Il Ponte sullo Stretto – ha aggiunto – è una mancetta per far stare in silenzio il Sud rispetto all’autonomia differenziata». Per Filippo Burrone l’autonomia differenziata rappresenta, fra le altre cose, «un grave attacco alla scuola pubblica spingendola verso una privatizzazione forzata, negando l’accesso ai figli delle famiglie meno abbienti».

«Con questa riforma – ha continuato – la Lega nord mostra il suo volto più feroce che vuole il Sud schiavo dei poteri settentrionali». Fra i contrari anche il consigliere Antonino Castorina: «Dobbiamo essere in prima linea contro una secessione istituzionale che deturpa i nostri territori e i nostri giovani».

Giovanni Latella ha parlato, poi, di «polpetta avvelenata data in pasto ai cittadini del Sud». La mozione è stata approvata con 15 voti favorevoli, un astenuto e sei contrari.

Prima della discussione sull’autonomia differenziata, il consiglio comunale ha espresso la propria adesione ad Arrical, la nuova autorità di governo del Sistema idrico e del Ciclo integrato dei rifiuti voluta dalla Regione. Prima del voto, il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti si è soffermato su alcune precisazioni: «Dobbiamo farlo perché lo impone una legge regionale, ma lo facciamo in maniera subordinata alla convocazione dell’assemblea per nominare i rappresentanti del proprio Comitato».

«Aderire ad Arrical – ha specificato – non vuol dire aderire a Sorical. È bene fare chiarezza su una procedura avviata dalla Regione e che porta con se tanta confusione e moltissime incognite».

Concetti condivisi anche dai consiglieri Sera, Versace, Giordano e Franco Barreca.

Successivamente, dopo aver discusso ed approvato alcuni debiti fuori bilancio, l’aula ha nominato i consiglieri Guido Rulli e Giuseppe Sera quali componenti della commissione per l’aggiornamento degli albi dei giudici popolari delle corti d’assise e di appello. (rrc)