Pd Calabria: Inaccettabile atteggiamento del cdx sull’autonomia

Il gruppo del Pd in Consiglio regionale ha definito «inaccettabile l’atteggiamento del centrodestra sull’autonomia differenziata», tema che sarà discusso nella seduta di venerdì 10 marzo. 

«Avevamo più volte chiesto la convocazione di un Consiglio regionale ad hoc – hanno spiegato – per discutere dell’autonomia differenziata sulla quale il governo nazionale ha impresso un’incomprensibile accelerazione e che, per come progettata dal decreto Calderoli, rischia di spaccare in due il Paese».

«Ed invece oggi – prosegue la nota del gruppo Pd – dopo un lungo silenzio la nostra richiesta è stata accolta, ma la discussione è stata prevista già per venerdì prossimo, con un preavviso minimo e non sufficiente a preparare un dibattito così importante. Per di più il confronto sull’autonomia differenziata è stato inserito all’ultimo punto della riunione, quasi a volerne sminuire il significato e l’importanza relegandolo a fine seduta. Davanti a quello che può essere considerato un vero e proprio muro di gomma per non mettere in imbarazzo il presidente Occhiuto che ha dato il suo placet a un provvedimento che penalizza la Regione che presiede, non rimane altro che la mobilitazione di piazza». 

«Come gruppo del Pd – ha spiegato il capogruppo Mimmo Bevacqua – incontreremo nei prossimi giorni le forze sociali e le associazioni tutte per proporre loro una grande manifestazione  pubblica chiamando a raccolta tutti i cittadini che non  vogliono piegarsi a decisioni imposte dall’alto e penalizzanti per il loro futuro». 

«Serve una assunzione di responsabilità collettiva – conclude la nota del Pd – per bloccare un provvedimento che finirà con l’avvantaggiare ancora le Regioni ricche del Nord a discapito delle Regioni meridionali che avrebbero bisogno di ben altra attenzione da parte del governo nazionale costretto a pagare dividendi elettorali alla Lega. Le forze politiche tutte e ogni consigliere regionale devono prendere posizione e con coraggio dire da che parte stanno: se con il progetto di secessione mascherata voluto dalla Lega o dalla parte degli interessi reali della Comunità che li ha eletti». (rrc)

CATANZARO – L’iniziativa “L’autonomia non serve al Paese” della Cgil Area Vasta

Domani mattina, a Catanzaro, alle 10, alla Casa delle Culture, è in programma l’iniziativa L’autonomia differenziata, non serve al Paese promosso dalla Cgil Area Vasta Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia.

Christian Ferrari, segretario nazionale Cgil, che chiuderà il confronto a più voci. Dopo l’introduzione dei lavori – moderati dalla giornalista Tiziana Bagnato – da parte del segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, interverranno: il senatore Nicola Irto; la deputata Vittoria Baldino; la giurista Anna Falcone; il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita; il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato.

«Nonostante gli effetti devastanti dell’autonomia regionale sulla sanità toccati con mano dai cittadini durante l’emergenza Covid, con le pessime performances del sistema sanitario di molte regioni e il conflitto tra Stato e Regioni durante la pandemia, l’“autonomia differenziata” ha continua inesorabilmente la sua marcia, grazie anche al ‘fiancheggiamento’ del Governo di centrodestra insediatosi a settembre. Il progetto di Autonomia differenziata concretizzato nel disegno di legge che porta la firma del ministro Calderoli rappresenta un colpo di grazia a principi, diritti e valori democratici faticosamente conquistati da generazioni di lavoratori e lavoratrici dal Dopoguerra in poi – afferma il segretario generale dell’Area Vasta, Enzo Scalese –. Come sostenuto da esperti in materia, in Italia mancano le tre condizioni fondamentali per un equilibrio tra Stato, Regioni e Comuni: responsabilità ben definite, risorse finanziarie sufficienti per far fronte alla responsabilità, monitoraggio e controllo».

«L’autonomia differenziata, quindi, serve davvero al Paese? – ha chiesto Scalese –. Noi crediamo di no e dobbiamo anche discutere di quelli che sono i possibili strumenti per ridurne gli effetti devastanti che sta avendo sull’identità nazionale. Le ricadute pratiche del progetto di Autonomia differenziata sulle vite degli italiani non possono rimanere chiuse in aule ristrette del Parlamento, visto che comunque non c’è un coinvolgimento di tutti i gruppo parlamentari: l’importanza del tema esige che il dibattito raggiunga ogni cittadino, anche per questo sentiamo l’esigenza e abbiamo il dovere di alimentare il confronto anche attraverso iniziative come quelle che abbiamo organizzato per giovedì a Catanzaro». (rcz)

Venerdì si riunisce il Consiglio regionale: All’odg dibattito sull’autonomia

Venerdì 10 marzo si riunisce il Consiglio regionale della Calabria. In quest’occasione, è previsto, insieme agli ordini del giorno, il dibattito sull’autonomia differenziata.

All’ordine del giorno, Proposta di Provvedimento Amministrativo n. 91/12^ di Iniziativa del Consigliere G. Mattiani recante: “Modifiche e integrazioni agli articoli 12, 13, 15, 18, 21, 37, 57 e 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale (Deliberazione del Consiglio regionale 27 maggio 2005, n. 5)” – (Relatore: Consigliere Mattiani); Testo unificato delle proposte di legge nn. 84/12^, 94/12^ e 132/12^ “Disposizioni per la realizzazione, il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei Cammini di Calabria” – (Relatore: Consigliere Gentile).

Ancora, proposta di legge 152/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Ratifica dell’intesa tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano per l’istituzionalizzazione della conferenza delle Regioni e delle Province autonome” – (Relatore: Consigliere De Francesco); Proposta di provvedimento amministrativo n. 115/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2023-2025 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR)” – (Relatore: Consigliere Montuoro). (rrc)

Russo (Cisl): Fare chiarezza e giustizia sulla tragedia di Cutro

«Fare chiarezza e giustizia per la tragedia di Cutro». È quanto ha dichiarato Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, aprendo i lavori del Comitato Esecutivo regionale dell’organizzazione sindacale.

«La tragedia di Cutro – ha spiegato Russo – ci ha lasciato sgomenti e inquieta in profondità le nostre coscienze di persone, di cittadini, di sindacalisti. Siamo grati al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che con la sua presenza e il suo silenzio eloquente ha rappresentato in maniera esemplare il nostro Paese. Lasciamo ad altri il compito di fare chiarezza sulle cause di questa ennesima sciagura che ha travolto la vita di bambini e adulti».

«Per il nostro Paese e per l’Unione Europea – ha evidenziato – è il momento del confronto e di una riflessione responsabile: occorre scegliere e percorrere senza tattiche dilatorie le strade per affrontare le emergenze ed evitare nuovi drammi, progettando al tempo stesso un’azione a medio e lungo termine che dia a rifugiati e migranti la speranza di un futuro senza rischio per la vita”.

«Come ha chiesto ieri (domenica ndr) Papa Francesco all’Angelus, “i trafficanti di morte siano fermati, i viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte”.  Nelle prossime ore la Cisl – ha annunciato – valuterà l’adesione alla manifestazione nazionale indetta da alcune associazioni per l’11 marzo, a Crotone».

«Intorno a noi – ha sottolineato il Segretario della Cisl Calabria – vediamo che su troppi temi importanti viene alimentato da più parti un clima rissoso che non facilita il confronto e la soluzione dei problemi. Viene il sospetto che la confusione serva proprio ad occultare i nodi da sciogliere. Il dibattito politico e sociale non deve mai perdere di vista l’obiettivo del bene comune, che dovrebbe da tutti essere condiviso».

«Un tema caldo è l’autonomia regionale differenziata – ha ribadito –. La Cisl non è sfuggita al confronto con il Ministro Calderoli nell’incontro alla Regione Calabria. È stata un’occasione importante per ribadire il nostro punto di vista, per ripercorrere i passaggi che, dalla legge 42 del 2009, non hanno in alcun modo condotto a un federalismo efficiente e solidale, rispettoso della Costituzione. Non è stato superato il criterio della spesa storica, non sono stati fissati i livelli essenziali delle prestazioni, validi per tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale e finanziati in riferimento alla previsione del fabbisogno standard. In quell’incontro abbiamo ribadito che non aver applicato i Lep ha portato meno risorse al Sud e impedito anche ad amministrazioni virtuose di creare lavoro, di offrire più servizi ai propri cittadini, più istruzione e cultura, più assistenza ai deboli. Bisogna dunque puntare anche a recuperare i ritardi accumulati nella spesa per la crescita del Mezzogiorno».

«Dunque, senza dimenticare ciò che venne fatto – ha continuato –  a partire dalla Bicamerale del 1997, con la modifica del titolo V della Costituzione nel 2001 e il referendum confermativo, non possiamo ora permetterci una riforma superficiale con un dibattito Nord-Sud che non ha senso nel quadro dello sviluppo complessivo del Paese. Perché non può esistere autonomia se non si stabiliscono Lep e fondo di perequazione. Nell’incontro con il Ministro abbiamo, inoltre, ribadito che l’iter legislativo in materia deve svolgersi in modo partecipato, coinvolgendo sindaci e parti sociali»

«Solo a queste condizioni – ha spiegato Russo – il regionalismo differenziato può rappresentare un’opportunità per la Calabria e il Sud. Non ci spaventa il regionalismo, ma una sua cattiva versione che può seriamente minare la coesione della Repubblica “una e indivisibile”, di cui parla l’articolo 5 della Costituzione. La Calabria ha le sue carte da giocare, con un patrimonio boschivo superiore a quello della Germania e 800 km di coste, la produzione di energia rinnovabile più di quanta ne consumi, la ricchezza di risorse idriche, una significativa imprenditoria agroalimentare».

«Occorre, però – ha proseguito Tonino Russo –, investire responsabilmente i fondi europei, valorizzare i talenti e le risorse umane e tecnologiche che nella nostra regione esistono. Alcuni esempi. Lo stabilimento Baker Hughes, ex Nuovo Pignone, di Vibo Valentia è centro di eccellenza per la progettazione e la costruzione di scambiatori ad aria per diverse applicazioni nel settore dell’energia».

«Negli ultimi anni – ha spiegato ancora – ha investito oltre 12 milioni di euro su una nuova linea produttiva che consente l’applicazione di processi avanzati di saldatura automatizzata e di lavorazioni meccaniche ad elevato livello tecnologico per la realizzazione di componenti strutturali per turbine a gas, con alte performance a livello mondiale, oggi utilizzate per estrazione di gas e petrolio. E, notizia ancora più positiva, in questa azienda irrompono le donne. C’è una significativa presenza di ragazze che si muovono attorno ai macchinari di produzione con efficienza e con un’alta professionalità acquisita attraverso specifici percorsi formativi. In una regione come la nostra questo fa la differenza. Ancora: la nostra Università della Calabria, regina delle start-up, è vertici delle classifiche italiane e internazionali nel campo dell’applicazione delle tecnologie alle scienze. Ci sono Istituti Tecnici che sfornano talenti nel campo della robotica e vengono premiati a livello mondiale. Basta con l’idea di una Calabria condannata ad essere periferia dell’Europa».

Grande attenzione la Cisl Calabria sta ponendo, ha detto ancora Russo, «all’accelerazione dei processi per l’utilizzo delle risorse comunitarie in ambiti fondamentali per lo sviluppo: forestazione e difesa del suolo, in un territorio la cui fragilità è proverbiale, anche per frenare lo spopolamento delle aree interne; collegamenti stradali e ferroviari per liberare la nostra regione dall’isolamento; valorizzare tutte le potenzialità che il porto di Gioia Tauro offre con la sua vasta area retroportuale, con l’area industriale, con la ZES, con il gateway ferroviario».

«Non è sufficiente denunciare quello che non va – ha sottolineato il Segretario generale della Cisl calabrese –, bisogna costruire il futuro. Bisogna creare e rendere utili, mediante un confronto costruttivo, tavoli intorno ai quali politica, istituzioni, forze sociali lavorino nell’ottica di un patto sociale per il superamento delle emergenze e per la ripartenza. È necessario, da parte di tutti un esercizio di responsabilità e di competenza per non far finire tutto in caciara. Se non ci sarà questo sforzo responsabile, non costruiremo un futuro per i giovani, spesso qualificati, che continueranno a lasciare la Calabria per andare a lavorare altrove».

Concludendo il suo intervento, Russo ha ricordato che «il 28 e 29 marzo si voterà per il rinnovo di RSU e RLS nel gruppo Poste Italiane: tutta la Cisl Calabria è impegnata nel sostegno delle proprie liste».

All’introduzione del Segretario Generale è seguito un dibattito partecipato in cui gli interventi delle federazioni di categoria e delle strutture CISL territoriali hanno ripreso e condiviso i contenuti della relazione. (rcz)

Giuseppe Nucera: Autonomia può avviare il riscatto della Calabria, ma basta furti

Per Giuseppe Nucera, leader del Movimento La Calabria che vogliamo, si è detto convinto «che l’autonomia può liberare  energie e risorse e fa scattare un maggiore orgoglio di appartenenza».

«Perché i calabresi fuori dalla Calabria diventano eccellenze nei diversi campi e settori di appartenenza? Questa la domanda a cui devono rispondere gli opinion leaders calabresi che esprimono un ‘No’ ideologico a priori», ha chiesto Nucera.

L’ideatore del movimento ‘La Calabria che vogliamo’, in qualità di presidente di Confindustria Rc in passato con una riflessione congiunta con l’economista Matteo Olivieri e pubblicata sul Sole 24 Ore, si era già espresso a favore dell’autonomia differenziata, convinto che possa rappresentare per tutto il sud quella chiave di volta per concretizzare lo sviluppo del meridione, atteso da troppo tempo.

«La Calabria solo così potrà dimostrare quanto vale. Basta ad assistenzialismo e a decisioni che ci vengono imposte da Roma. È arrivato il momento di prendere in mano il nostro destino, l’autonomia differenziata – ha sottolineato Nucera – deve essere vista come un’enorme possibilità da sfruttare con determinazione, allontanando ogni paura. Un’errata mentalità in questi decenni ci ha portato ad essere considerati e considerarci a nostra volta come una popolazione meno capace e competente di quelle del centro e del nord Italia, ma non è assolutamente così».

Nel ribadire convintamente le possibilità favorevoli offerte dall’autonomia differenziata, Nucera però non tralascia l’aspetto relativo alla spesa storica, fattore che rischierebbe di trascinare il Sud e la Calabria ancora più a fondo.

«È questo il vero tema dello scontro – ha evidenziato –. Bisogna dire basta ai furti del passato e ripristinare il giusto livello delle prestazioni essenziali, fattore fondamentale per far si che l’autonomia differenziata possa essere per la Calabria la via per il riscatto e non per sprofondare ulteriormente».

«Per ottenere tutto quello che la Calabria merita e ha perso nel corso degli ultimi decenni, – ha sottolineato – c’è bisogno di una rinnovata classe politica, dalla schiena dritta e decisa a far valere le ragioni della nostra terra. Le furberie del passato hanno fatto relegare la Calabria ad ultima regione d’Europa, è il momento di riappropriarci del nostro destino». 

«Per l’equità territoriale bisogna eliminare ogni riferimento alla spesa storica attuale – ha concluso –. Il Mezzogiorno prima dell’Unità d’Italia era più avanzato economicamente e socialmente. Invito a visitare il Museo delle Ferriere a Mongiana per conoscere la verità storica: oltre mille operai e scuole per bambini, quando nel regno dei Savoia c’era ignoranza e arretratezza. Basta timori reverenziali, i furti devono finire». (rrm)

Autonomia, Lo Schiavo: Il Sud non scappa in ritirata, dice “no” a partita truccata

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo si è rivolto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sottolineando come «il Sud non scappa in ritirata, ma dice “no” a una partita truccata».

«Il presidente Occhiuto, cercando affannosamente di motivare il suo voto favorevole in Conferenza Stato-Regioni al Disegno di legge sull’Autonomia differenziata, parla di un “Sud che non scappa in ritirata davanti alle sfide” – ha detto – Ma di quali “sfide” parla esattamente Occhiuto? Come fa a sostenere con queste argomentazioni una scelta politica che punta solo a spaccare il Paese e a indebolire le Regioni più povere che avranno tutto da perdere e nulla da guadagnare in una partita truccata in partenza?».

«E dispiace che sia stato proprio il presidente della Regione Calabria – ha proseguito – che aveva avuto inizialmente posizioni coraggiose contro l’Autonomia differenziata, a battere in ritirata sapendo che questa riforma non può portare alcun beneficio alla nostra regione. D’altra parte avevamo chiesto al presidente se avrebbe avuto la forza e l’autonomia di garantire tutti i calabresi e non solo il suo schieramento. Mi sembra che stia prevalendo questa seconda posizione».

«Ma ora pretendiamo, da subito, che la discussione sia portata in Consiglio regionale – ha continuato –. E a questo scopo, come forze d’opposizione, abbiamo chiesto unitariamente la convocazione di una seduta ad hoc, anche per capire se il presidente Occhiuto abbia deciso su mandato della sua maggioranza di sostenere un disegno che mina alle basi i principi di unità e solidarietà nazionale. Cosicché ognuno possa assumersi le proprie responsabilità davanti agli elettori. Non sono più ammesse ambiguità, serve mettere nero su bianco posizioni e contenuti e capire se anche la maggioranza del Consiglio regionale è convinta, come Occhiuto, che l’Autonomia differenziata sia davvero una soluzione vantaggiosa per la nostra regione». (rrc)

Giordano e Conia (Metrocity RC): Serve mobilitazione istituzionale contro autonomia

«Serve una mobilitazione istituzionale forte contro l’autonomia differenziata». È quanto hanno rilanciato i consiglieri metropolitani Giuseppe Giordano Michele Conia.

«Il Governatore Occhiuto – hanno affermato – nonostante le prime timide perplessità sul Ddl Calderoli, non ha inteso difendere la Calabria di fronte agli interessi di partito, esprimendo parere favorevole ad una legge profondamente iniqua. In questo modo le regioni più ricche beneficeranno di maggiori risorse, di un gettito fiscale più vantaggioso, di premialità sui servizi essenziali a scapito dei cittadini del Mezzogiorno e delle regioni storicamente più depresse, proprio a causa delle scelte sbagliate effettuate negli anni, che hanno relegato il sud ad una condizione di sottosviluppo».

«Sostanzialmente la Regione Calabria – hanno incalzato Giordano e Conia – sta dalla parte di chi vuole spaccare il Paese in due, di chi punta ad un Italia con i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. Non è costituzionalmente né umanamente possibile».

Da qui la proposta, avanzata dal Consigliere Giordano, di «convocare un consiglio metropolitano aperto per riflettere, insieme ai 97 sindaci del comprensorio, sulle insidie insite nel Ddl sull’autonomia differenziata che possono segnare il definitivo colpo di grazia alle speranze di crescita e rilancio del Meridione».

«È una battaglia che deve coinvolgere tutti – hanno concluso i consiglieri metropolitani – a prescindere da ideologie e interessi di partito. Ed è fondamentale che tutti i parlamentari eletti nelle regioni del Sud, a cominciare dai nostri, ma anche i consiglieri regionali che rappresentano il nostro territorio, assumano una posizione di chiara e netta contrarietà a questa legge. Ne va del futuro dei nostri figli. Perché, nell’anno 2023, è davvero assurdo pensare che un bambino nato a Milano possa avere più diritti di un bambino reggino o calabrese. Bisogna fermare questa deriva secessionista». (rrc)

Giuseppe Giordano (Metrocity RC): Convocare un consiglio aperto metropolitano su autonomia

Giuseppe Giordano, consigliere metropolitano della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha chiesto «la convocazione di un Consiglio metropolitano alla presenza dei sindaci del comprensorio per riflettere sui rischi insiti nell’Autonomia differenziata, approvata dal Consiglio dei ministri e recentemente promossa dalla Conferenza delle Regioni».

La richiesta è avvenuta nel corso del Consiglio metropolitano, convocato dal sindaco f.f. Carmelo Versace, che si è aperto con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del naufragio di Cutro.

«Mi sarei aspettato una posizione diversa da parte della Regione Calabria – ha sostenuto Giordano – che si è espressa a favore del provvedimento Calderoli che rischia di spaccare il Paese in due, spostando il baricentro verso le aree più ricche che godrebbero di un maggiore gettito fiscale. Chiedo un Consiglio, aperto ai sindaci, affinché ogni espressione locale possa fare arrivare la propria voce contro lo scempio che si sta prefigurando».

Sul punto, il consigliere Michele Conia ha detto che «bisogna opporsi con fermezza all’autonomia differenziata» ed ha invitato il sindaco facente funzioni a farsi portavoce delle istanze dei territori presso la Regione ed il Governo.

Carmelo Versace, in questo senso, ha preso l’impegno di scrivere al Governatore Occhiuto per «esporre le perplessità manifestate dall’aula su un atto che cambierà la quotidianità dei nostri cittadini». «Credo sia importante – ha aggiunto – raccogliere l’invito di convocare un consiglio, allargato agli enti locali, per approfondire un tema così divisivo».

Successivamente, è stato discusso ed approvato il Piano fieristico 2023/2025 con una novità: la Città Metropolitana sarà presente, il prossimo aprile, al “Real Italian Food & Wine” di Londra.

«Per la prima volta – ha spiegato il consigliere delegato Domenico Mantegna – daremo l’opportunità, a dieci aziende del territorio, di varcare i confini nazionali, mettendo in mostra le nostre eccellenze ad un evento internazionale, dedicato al Made in Italy, che coinvolge circa 250 operatori del settore “Food&Beverage” fra distributori, importatori, agenti, chefs sommeliers, club privati, piattaforme di vendita on line, delicatessen e off licence, buyers sommelier di ristoranti di alto livello, critici ed opinion makers».

Per il resto, il Piano fieristico conferma la presenza della Città Metropolitana nei padiglioni delle principali kermesse del Paese. «Con le nostre imprese – ha spiegato Mantegna – torneremo al “Cibus” di Parma, andremo al “Discover Italy” di Sestri levante, al “Tuttofood” ed al TTG di Rimini ed anche ad “Artigiano in fiera”. Queste sedi le conosciamo bene perché abbiamo sempre svolto un ruolo da protagonisti, grazie soprattutto al grande lavoro di squadra che ha coinvolto i settori delle Attività produttive, del Marketing territoriale, del Turismo e della Cultura».

«Un plauso va dato, sicuramente – ha aggiunto – all’attività svolta dalla dirigente Giuseppina Attanasio e dalla funzionaria Vilasi».

Parole rilanciate dal consigliere delegato Filippo Quartuccio: «La Città Metropolitana riesce a far emergere il proprio significato storico e culturale, le proprie peculiarità paesaggistiche ed enogastronomiche. Quella delle fiere è davvero una delle occasioni più importanti per essere visibili, conoscibili e conosciuti».

Il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, ha ricordato come «vada riconosciuto il merito del sindaco Giuseppe Falcomatà nel sapere e volere promuovere ed investire in un preciso programma di supporto alle aziende del territorio, anche attraverso una nuova narrazione capace di rappresentare il meglio delle nostre realtà». Quindi, il Consiglio ha dettato gli indirizzi che fissano gli obiettivi per il contenimento delle spese di funzionamento delle società partecipate dalla Città Metropolitana.

Approvati alcuni debiti fuori bilancio per sentenze esecutive, l’aula “Repaci” ha dato il via libera al Regolamento sul prelievo di materiale litoide da fiumi, torrenti e corsi d’acqua del territorio che per il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, «va a colmare un gap della Regione Calabria».

«Come al solito – ha sostenuto – ci rimbocchiamo le maniche e approviamo un regolamento che, mettendo ordine, aiuterà i Comuni. Questo regolamento fornisce, finalmente, un ruolo di programmazione strategica per una materia importante che attraversa l’aspetto ambientale, quello paesaggistico, la protezione civile, il livello sociale ed economico del territorio».

Sul punto, il consigliere delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda, nel ringraziare il settore ed il dirigente Catalfamo, ha riconosciuto «l’importanza di aver normato un tema particolarmente complesso con un provvedimento che può, parzialmente, aiutare anche sul piano della sicurezza del territorio». «Questa attività – ha spiegato – può dare impulso all’economia dei territori».

In seguito, il Consiglio Metropolitano, con la sola astensione dei consiglieri Romeo e Minicuci, ha assegnato alla società partecipata Castore la gestione dei servizi di manutenzione degli edifici istituzionali e degli edifici scolastici. Secondo il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, i lavoratori Castore e le loro famiglie «potranno guardare al futuro con maggiore ottimismo».

«Grazie a tutti i consiglieri, al dirigente Mezzatesta ed al suo staff – ha commentato Versace – perché, in tempi più che rapidi, si è riusciti a mettere Castore nelle condizioni di poter estendere i propri servizi. Dire che sono soddisfatto è riduttivo. Oltre ad ottenere un corposo risparmio per l’Ente, questo provvedimento ci permetterà di programmare le attività avendo un unico punto di riferimento».

«La mia gratitudine – ha ribadito il sindaco facente funzioni – è per tutta la classe operaia di Castore e per le loro famiglie che, in questi ultimi anni, hanno dovuto affrontare enormi sacrifici. Se, adesso, c’è più luce nel loro futuro il merito è sicuramente del sindaco Falcomatà che ha fortemente creduto in questa operazione e del Consiglio metropolitano che mi onoro, adesso, di rappresentare. E’ un risultato politico molto importante raggiunto in appena sette mesi». Identico concetto è stato espresso dal consigliere Giovanni Latella: «Castore rappresenta uno dei punti di forza dell’amministrazione Falcomatà. Sono orgoglioso di questo risultato straordinario».

Nel corso della seduta, il consigliere Giuseppe Giordano ha voluto ricordare l’ex vicepresidente della Provincia, Lillo Manti, scomparso nei giorni scorsi: «E’ stato un esempio per il suo stile inconfondibile e per la sua presenza assidua e garbata. Un politico di lungo corso, con una grande esperienza parlamentare e regionale alle spalle. La figura di Lillo Manti ha sempre spiccato per umiltà, generosità, acume, sagacia e saggezza». (rrc)

Il presidente Mancuso: Già previsto di discutere di autonomia in Consiglio regionale

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha specificato che era già previsto di discutere, nella prossima seduta del Consiglio regionale della Calabria, dell’autonomia differenziata.

Mancuso, poi, si rivolge alla consigliera regionale Amalia Bruni, sottolineando come «ancora una volta propala notizie inesatte. E continua, attraverso una comunicazione semplificata nella forma e vuota di contenuti, ad inventarsi un nemico che le impedirebbe ogni agibilità, per giustificare, dinanzi al suo elettorato, l’inconcludenza politica e legislativa».

«Non corrisponde, infatti – ha spiegato – a verità che il Consiglio regionale abbia impedito la discussione sull’autonomia regionale differenziata, avendo invece deciso, nell’ultima riunione, che se ne occuperà nella prossima seduta. Al di là degli esiti del dibattito in Aula e auspicando che non avvenga per tesi precostituite, mi pare utile ricordare al ‘capo dell’opposizione’ Amalia Bruni,  che si tratta di una previsione costituzionale introdotta con la riforma del Titolo V adottata dal centrosinistra nel 2001 (Governo Amato) e che ha preso avvio nel 2017 con la richiesta di trasferimento dei poteri in più materie da parte delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e con gli accordi preliminari delle tre Regioni con il Governo Gentiloni».

«Cosi come è  rilevante sottolineare – ha concluso Mancuso – che per essere utile al Paese l’autonomia differenziata dovrà  superare l’iniquo concetto della spesa storica e definire entro l’anno i Lep, riguardanti i diritti civili e sociali,  e i fabbisogni standard per stabilire quanto lo Stato deve garantire a ciascuna Regione. A tutti i cittadini, ovunque risiedano, bisogna garantire stessi servivi e analoghi diritti». (rrc)

Autonomia, Marra (Partito Liberalsocialista Calabria): Governo regionale agisce a scopi personali

Valentino Marra, segretario regionale del Partito Liberal Socialista Calabria, commentato la decisione del presidente Occhiuto sull’autonomia, sottolineando come «questa maggioranza di Governo agisce a scopi personali e di parte».

Marra, infatti, ha richiamato l’attenzione dei cittadini «sull’ennesima scelta politica di questo Governo e della sua maggioranza la quale invece di accrescere e garantire quello che la legge già prevede, con l’affannoso riconoscimento e scelta dell’autonomia differenziata, che vogliono votare, stanno per realizzare».

«Siamo alle solite – si legge in una nota – è un provvedimento che garantisce ancora di più chi è già garantito, favorirà non l’impegno e il dovere di equilibrare le disparità del territorio nazionale, delle diverse regioni, ma sarà determinato un minimo livello di servizio, garantito dallo Stato e la sostanza di denaro da garantire andrà alle solite regioni con economia già forte. Si indeboliscono ancor più le risposte sociali che specie il meridione potrà dare. Usando e utilizzando soldi che sono pure nostri, ci vogliono comandare, si vogliono economicamente rafforzare e decidere quello da fare».

«Come già successo con altre leggi, definite dagli stessi autori, “porcate” – continua la nota – invece che rispettare lo spirito costituzionale la stravolgono facendone una lettura egoistica atta ai loro bisogni, il contrario di quello che i Padri Costituenti attuarono, questa maggioranza di Governo agisce a scopi personali e di parte».

«Il partito Liberalsocialista Calabrese – conclude la nota – sta accanto ai cittadini per difendere il diritto dei più deboli che devono essere garantiti come nelle aree economiche forti, sarà accanto a tutti i cittadini che al di là delle appartenenze di ceto sociale e di reddito hanno diritto come tutti gli abitanti della nazione». (rcz)