Mascotte Olimpiadi 2026, gli ermellini di Taverna in finale: Votiamo tutti per la Calabria!

I fiori o gli ermellini saranno le nuove mascotte delle Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina? Ancora non si sa, ma sicuramente non può che inorgoglire che, tra i disegni finalisti, ci sia quello realizzato dall’Istituto Comprensivo di Taverna. Un risultato straordinario, che merita l’appoggio di tutta la Calabria, che può votare il disegno proposto dalla Scuola di Taverna.

La storia dei due ermellini – che sono fratelli – hanno conquistato i cuori degli italiani, superando le centinaia di proposte realizzate dagli studenti delle classi del primo ciclo di tutta Italia che hanno partecipato al concorso di idee “La scuola per le Mascotte di Milano Cortina 2026”.

L’iniziativa, lanciata dalla Fondazione Milano Cortina 2026 e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel giugno del 2021, ha coinvolto i docenti e gli studenti nella Road To The Games, incoraggiando la partecipazione dei più giovani nel segno dei valori Olimpici e Paralimpici. Sono circa 400 le domande di adesione e 1600 le idee progettuali ricevute, 681 sono poi le classi partecipanti e 82 gli istituti autori collettivi degli elaborati grafici. Una commissione di esperti ha contribuito all’individuazione delle coppie finaliste. La scelta passa ora alle persone che con il loro voto potranno dare il loro parere sulle proposte delle scuole.

Ma qual è la storia dei due ermellini dei ragazzi di Taverna?

È l’ora dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Conosciamo una coppia di gemelli supersportivi con un’idea fissa: gareggiare in tutte le discipline sportive dando il massimo in ogni prova perché le Olimpiadi e Paralimpiadi sono i Giochi di tutti e dunque ci sarà posto anche per due ermellini che non hanno niente da invidiare agli altri sportivi.

Tutti gli animali li hanno guardati prima con curiosità e divertimento ma quando hanno capito che quegli ermellini facevano sul serio il sostegno per loro è cresciuto sempre di più fino a diventare totale. Per questo grande obiettivo si sono allenati ogni giorno cimentandosi negli sport più disparati, usando tutti gli scenari e tutti gli strumenti che la natura italiana mette a disposizione.

Nel viaggio per arrivare ai Giochi avranno modo di mettere alla prova tutte le loro abilità per superare ostacoli e imprevisti dimostrando un carattere da veri campioni. Una volta arrivati a destinazione, i due si lasceranno coinvolgere dall’entusiasmo generale, unendosi agli atleti per scendere in campo, ma anche affiancandoli per incoraggiarli e dare buoni consigli, riuscendo a strappare un sorriso a tutti… questa per loro sarà la vittoria più grande.

A contendersi il titolo, i fiori disegnati dagli studenti dell’Istituto Comprensivo A.B. Sabin di Segrate (Milano).

La storia della stella alpina e del bucaneve inizia dalle montagne, un lungo cammino avventuroso verso la città che prende il via quando la stella alpina, sempre attenta a ciò che accade intorno a lei, si accorge del gran movimento di persone che sta animando le valli. Non si tratta dei soliti escursionisti o degli scalatori, che ha ormai imparato a conoscere bene, ma di atleti straordinari che hanno atteso anni per un grande evento di sport, le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali.

La stella alpina si lancia alla volta di quel mondo che finora aveva solo ammirato da lontano. Lungo il suo percorso finisce per fare nuovi incontri, come quello con un piccolo bucaneve, che spuntando da sotto la coltre gelata, aiuterà la stella alpina a ritrovare la strada smarrita.

Nel loro girovagare fatto di incontri, imprevisti, pasticci buffi e ostacoli da superare, la stella alpina e il bucaneve diventeranno un eccezionale esempio dei valori Olimpici e Paralimpici: due piccoli fiori che, mostrando una straordinaria resilienza, vinceranno sfide colossali per arrivare ai Giochi. Le discese e le scalate, il ghiaccio e la neve, la stanchezza, la distanza – nulla saprà tenerli lontani dal traguardo finale. Che i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 abbiano inizio!

Emozionata, la vicepresidente della Regione, Giusi Princi: «Io guardandoli e leggendo la storia dietro la loro immagine ho percepito senso di appartenenza ed entusiasmo; quello stesso entusiasmo che unisce tutti, da Sud a Nord, dalla Calabria fino a Cortina, segno di un’Italia che abbatte gli stereotipi che per troppo tempo ci hanno divisi. Unione e riscatto sono le parole chiave che mi ispirano i nostri due ermellini». (rrm)

Italo Reale (PD): Una pagina importante in vista del congresso nazionale

Italo Reale, presidente della commissione regionale per il Congresso del Pd, ha reso noto che si sono concluse tutte le assemblee di Circolo del Partito Democratico della Calabria.

«In queste settimane – ha aggiunto – migliaia di iscritti hanno potuto esprimersi in libertà e trasparenza, contribuendo a scrivere una pagina importante del congresso nazionale costituente. Inoltre, vorrei esprimere il mio ringraziamento alle commissioni congressuali provinciali e ai loro presidenti nelle persone di: Giuseppe Mazzuca (Cosenza), Michele Drosi (Catanzaro), Peppe Panetta (Reggio Calabria), Gernando Marasco (Vibo Valentia), Gaetano Grillo (Crotone), che hanno garantito il totale rispetto delle regole e la serietà del processo democratico con terzietà, rigore e serietà dai capoluoghi di provincia ai comuni più piccoli».

«A loro e a tutti i membri delle commissioni provinciali – ha concluso – rinnoviamo la più totale fiducia per la seconda fase del congresso che si concluderà con le primarie del 26 febbraio 2023». (rcz)

La Calabria protagonista a Casa Sanremo con le sue eccellenze

La Calabria è arrivata a Sanremo e, nello specifico, a Casa Sanremo, “invadendo” la trasmissione con i suoi prodotti tipici e le ricchezze del territorio.

Nel talk “L’Italia in vetrina”, la trasmissione tv condotta da Veronica Maya in diretta dagli studi della Lounge di Casa Sanremo, cui hanno preso parte il dirigente regionale del settore Agroalimentare e Pesca, Bruno Zito, e la presidente della Commissione consiliare Agricoltura, Katya Gentile, si è parlato degli obiettivi del settore agricolo e delle misure che si stanno mettendo in campo per attuarli, oltre che dell’importanza dell’enogastronomia in generale per il settore turistico.

«La sostenibilità ambientale è la parola d’ordine – ha dichiarato Bruno Zito – la Calabria ha messo in campo alcune azioni tese a salvaguardare il mare, quali ad esempio l’utilizzo di cassette di plastica dotate di microchip per la tracciabilità del pesce in sostituzione di quelle di polistirolo usate finora e per il cui recupero verranno installate delle macchine compattatrici. Si sta inoltre incentivando l’acquisto di reti a maglia regolamentare ed è in previsione un aiuto economico per chi sostituirà le vecchie reti con quelle biocompatibili in fibra di cocco. Da ultimo, ma non meno importante, il posizionamento di barriere per favorire il ripopolamento e disincentivare la pesca a strascico».

«Abbiamo preso parte – ha evidenziato Katya Gentile – con grande entusiasmo e convinzione a questa iniziativa, fortemente sostenuta dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e dall’assessore regionale alle Politiche agricole e allo sviluppo agroalimentare, Gianluca Gallo. La Regione sta intraprendendo la strada più giusta per promuovere le proprie ricchezze e peculiarità, i prodotti agricoli, così come dei luoghi ma anche le persone della nostra terra».

«Stiamo per approvare una legge sui cammini di cui andiamo molto fieri – ha annunciato Gentile – sarà un’occasione per attrarre parte di quella fetta di pubblico che con grande consapevolezza decide di avvicinarsi a questo tipo di vacanza: i viaggi green, il turismo “slow” sono una realtà importante e la nostra offerta turistica deve poter soddisfare anche questo tipo di richiesta perché ha gli strumenti per farlo. Un grazie particolare al Patron di Casa Sanremo, Vincenzo Russolillo e a Giuseppe Greco per il lavoro fatto in questi anni e per la grande vetrina di quest’anno. Ci auguriamo di tornare il prossimo anno con una presenza ancora più importante».

Interessanti gli interventi di Cataldo Fornaro, interior designer, riguardo la sua visione personale della Calabria in termini di design e di Pasquale Labonia, imprenditore agricolo che ha illustrato le caratteristiche principali dell’olio locale e dei margini di sviluppo e crescita che prevede per questo prodotto. Immancabile l’enogastronomia: tra i prodotti presentati anche il finocchio di Isola Capo Rizzuto, che nel 2022 ha ottenuto il marchio Dop. Durante il cooking show lo chef Ercole Villirino, ha preparato “i maccarun”, e Pietro Tangari, ambasciatore delle eccellenze calabresi, ha presentato “il cappello della strega”.

Per questa sera è prevista una cena riservata agli addetti ai lavori e ai media che vedrà protagonisti in tavola i prodotti del pescato e le eccellenze gastronomiche del territorio. Tanti i calabresi giunti nella Riviera dei Fiori per questa eccezionale opportunità, fra questi non poteva di certo mancare il maestro orafo Michele Affidato, celebre artista che realizza da 14 anni tutti i premi speciali del Festival della Canzone Italiana, il Premio Lucio Dalla e quello intitolato a Mia Martini, conterranea del Maestro e per questo a lui particolarmente cara. In mattinata, in occasione di Sanremo Writers, è stato presentato il libro Cercati al mare, di Elena Mezzotero, che ha affermato di essersi ispirata al paesaggio calabrese nella scrittura dell’opera.

La Calabria è presente ormai da 13 anni a Casa Sanremo, e, grazie a Giuseppe Greco, si garantisce un’ottima visibilità facendo emergere al meglio la bellezza e la ricchezza del territorio.

Greco, altro calabrese “Doc”, si trova a Sanremo anche come inviato della trasmissione “Di Bocca in Bocca”. Sono molte infine le realtà locali private che, in completa autonomia, hanno deciso di prendere parte alla trasferta sanremese all’interno di Casa Sanremo. (rrm)

Mammoliti (PD): Terremoto in Turchia sollecita azioni e riflessioni su fragilità della Calabria

Il consigliere regionale del Pd, Raffaele Mammoliti, ha evidenziato come «il devastante terremoto avvenuto in Siria e Turchia sollecita un’appropriata  azione sul da farsi per affrontare con la giusta determinazione i rischi legati  alla fragilità del territorio e del modo di costruire in Calabria».

«La nostra  regione – ha spiegato – è soggetta ad elevato rischio sismico, idraulico, maremoto, incendi.  Il 100% dei comuni calabresi è ad elevata pericolosità sismica. Per tale  ragione sarebbe auspicabile attivare da parte del governo regionale un  lavoro di coordinamento al fine di verificare e utilizzare le tantissime risorse  disponibili. Bisognerebbe promuovere un vero e minuzioso lavoro attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori competenti in una dedicata cabina di regia per realizzare un apposito censimento individuando le  priorità di intervento».

«Occorre dare attuazione e concretezza – ha evidenziato – a provvedimenti legislativi che sono stati a volte svuotati e a volte inattuati  come il Piano casa, il Contratto di fiume e di costa, il consumo di suolo zero  per fare degli esempi se si vuole realmente dare impulso ad una seria ed  efficace pianificazione urbanistica e territoriale per mettere in sicurezza dal  rischio sismico, l’intero patrimonio edilizio pubblico e privato abbastanza  vulnerabile. Solo agendo sul fronte della prevenzione, si potranno  scongiurare disastri che si potrebbero verificare».

«Non possiamo affatto sottovalutare – ha proseguito – che negli ultimi 350 anni più della metà dei terremoti  catastrofici, avvenuti in Italia, si sono registrati in Calabria con la perdita di  oltre 200.000 vittime oltre ai consistenti danni sociali ed economici. Per tale  ragione continuare a parlare della destinazione di ben 10 miliardi di euro per la costruzione del Ponte sullo Stretto, mi sembra una vera e propria strategia di  distrazione di massa rispetto alle reali priorità della Calabria».

«In tale direzione – ha concluso – mi attiverò per presentare un’apposita mozione in Consiglio  regionale».

I fondatori di Mi ‘Ndujo a Occhiuto: Facciamo squadra per esportare bellezza della Calabria

Roberto Bonofiglio, Marco Zicca, Ornela Nokaj ed Eugenio Romano, soci fondatori di Mi ‘Ndujo, hanno rivolto un appello al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, affinché si faccia squadra per esportare la bellezza dell’identità della Calabria.

La rete del panino calabrese recentemente è stata premiata da Intesa Sanpaolo come prima tra le dieci storie imprenditoriali di successo del Mezzogiorno. Un riconoscimento che ha raccolto il plauso del presidente Occhiuto.

L’azione di promozione della Calabria identitaria e distintiva – hanno detto – quella autentica e la sola capace di emozionare, quella che esprime e racconta il valore sociale, culturale, economico, turistico ed esperienziale del suo millenario patrimonio agroalimentare ed enogastronomico diventa tanto più efficace se fatta propria ed interpretata ogni giorno col sorriso dell’ottimismo, dai territori, dalle comunità e dalle sue classi dirigenti. E sarà soltanto il gioco di squadra che ci farà vincere, soprattutto se si tratta di riappropriarsi della storia, delle tradizioni, del presente e del futuro di intere generazioni, condividendo solo energie positive, ambizioni e progetti».

«Vogliamo condividere – hanno proseguito – quelle belle parole di stima e l’entusiasmo della nostra squadra impegnata in Calabria ed a Roma con tutta la rete imprenditoriale della nostra terra, a partire dai tanti fornitori di ingredienti e materie prime con cui ci sforziamo di tradurre nei nostri panini distintivi la bellezza della nostra identità, di quella Calabria che, come spesso ricorda il Presidente Occhiuto, l’Italia non si aspetta».

«E che tocca a tutti noi – hanno concluso Bonofiglio, Zicca, Nokaj e Romano – conoscere per disvelare al mondo intero, a testa alta ma senza mai rinunciare all’ironia». (rrm)

Ugl incontra Occhiuto per il futuro della Calabria

Metter mano alla costruzione di un futuro degno di questa terra, ovvero la Calabria. È stato questo il fulcro dell’incontro svoltosi tra Ornella Cuzzupi, segretario regionale Ugl Calabria, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

«Ci interessano poco le passerelle e i discorsi di circostanza soprattutto se al centro dell’analisi c’è una terra martoriata come la Calabria. L’incontro con il presidente Roberto Occhiuto, nella sede romana della Regione, tenuto unitamente al Segretario Nazionale Confederale Francesco Paolo Capone, vuole essere un punto di partenza per dare fiato e forza a un territorio che racchiude in se capacità e potenzialità enormi seppure troppe volte drammaticamente penalizzato per meri interessi di parte, spesso di carattere illegale», ha detto Cuzzupi.

«La Calabria, perla di rara bellezza, è di fatto una terra di frontiera lontana dal centro del Paese – ha proseguito – e ancor più distante dai palazzi del potere. Ecco, che la riunione con il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sia avvenuta nella capitale alla presenza del Segretario Generale dell’Ugl, non è un caso: è il segnale forte alla gente calabra che c’è chi pone al centro della propria azione un progetto di sviluppo per il territorio. Le parole “funzionalità per i cittadini, per il sistema produttivo, per il lavoro e per rendere il nostro territorio competitivo” devono essere contenitori da riempire di fatti e concretezza».

«Abbiamo presentato al Presidente Occhiuto – ha proseguito Cuzzupi – una serie di proposte per sollevare le sorti della Calabria. Abbiamo indicato una via, segnalato priorità quali il lavoro e il contrasto alla precarietà, specificato che la legalità è un valore irrinunciabile per convogliare sulla nostra terra investitori e attività produttive; auspicato che siano creati i presupposti affinché s’inneschi un vortice di positività; precisato l’importanza di talune opere quali, ad esempio, il Ponte sullo Stretto; detto a chiare lettere che l’Ugl è pronta a ogni cosa pur di veder spuntare il sole calabro senza nubi che ne offuschino l’orizzonte».

Il segretario regionale ha posto, quindi, quindi l’accento sulla necessità di far recuperare alla Calabria quel terreno perso, che la relega spesso come fanalino di coda del Paese.

«È necessario, assolutamente necessario – ha ribadito – mettere la Calabria al centro di un realistico disegno di recupero nel quale il motore dell’azione deve essere svolto proprio dal governo Regionale. Tocca dunque al Presidente Occhiuto prendere atto della necessità di agire, da subito, e attivare tutte le azioni opportune. Da parte nostra, sapremo essere positivi e obiettivi nelle nostre analisi, siamo pronti a dare una mano anzi due per la Calabria, così come sapremo essere inflessibili di fronte all’ennesimo fallimento». (rrm)

Nella guida di Repubblica su popolo Arberesh una sezione dedicata alla Calabria

Nella guida di “Repubblica” intitolata Albanesi d’Italia, storia e volti del mondo arbëresh, c’è una sezione dedicata alla Calabria.

La guida rappresenta un pregevole compendio informativo e un agevole vademecum per conoscere la cultura arbëreshe. I discendenti delle popolazioni albanesi al seguito del principe e condottiero Giorgio Castriota Skanderbeg che, a causa dell’invasione ottomana, dalla seconda metà del XV secolo, migrarono dall’Albania, dall’Epiro e dalla Morea verso l’Italia meridionale. 

Questa storia avvincente trova una radicata e vivace testimonianza nelle comunità calabro-arbëreshe presenti in ben 31 comuni calabresi (situati in provincia di Cosenza, Catanzaro e Crotone) che per rilevanza numerica, ma soprattutto per l’importanza storico-culturale che rivestono, rendono la Calabria la regione italiana più rappresentativa per la minoranza storico-linguistica arbëreshe, cosi come riconosciuta dalla legge 482/1999 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”. 

In apertura, dopo l’introduzione del direttore Giuseppe Cerasa, c’è un commento (“Fieri del popolo arbëresh di Calabria”) del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che evidenzia la specificità unica della Calabria, regione con ben tre minoranze linguistiche (greca, arbëresh e occitana), eredità di un passato in cui popoli e culture differenti coesistevano in una sorta di koinè culturale. 

Nella guida si distingue una corposa sezione che vede protagonista la Calabria e al cui interno è presente un inserto dedicato ai 31 comuni arbëreshe che, scrive il presidente Mancuso, «oggi sono considerati un felice esempio di integrazione proprio grazie al rapporto dialettico tra identità e alterità che i discendenti hanno saputo tramandare».

«A presidio dell’idioma e degli studi albanologici – si legge – ci sono le attività di approfondimento e ricerca della cattedra di Albanologia dell’Università della Calabria, così come l’aspetto religioso – centrale e fortemente identitario nella cultura arbëreshe che ha mantenuto il rito greco bizantino – ha come suo fondamentale punto di riferimento l’Eparchia di Lungro».

Per il presidente Mancuso «la minoranza arbëreshe, grazie alla sua matrice fortemente identitaria, costituisce un arcipelago linguistico e culturale all’interno del territorio regionale che a tutt’oggi conferma la vitalità di questa comunità, divenendo un potente attrattore turistico di cui andiamo fieri e testimoniando la ricchezza culturale, materiale e immateriale, della nostra meravigliosa regione». (rrm)

 

Sanità, la soddisfazione di Forza Italia per operazione di Occhiuto su accertamento debito

Tutta Forza Italia calabrese è d’accordo su un punto: che quella fatta dal Roberto Occhiuto, presidente della Regione e commissario ad acta, sull’accertamento del debito sanitario, è un’operazione straordinaria.

«Un’operazione storica», come l’ha definita lo stesso Occhiuto ma che è solo l’inizio di un lungo percorso di ripartenza. «Abbiamo tantissimo da fare: sui pronto soccorso, sull’emergenza urgenza, sul reclutamento dei medici, su tutta la riorganizzazione del sistema sanitario», ha ribadito il Governatore in un video su Facebook.

Giuseppe Mangialavori, deputato e coordinatore regionale azzurro in Calabria, ha evidenziato come le importanti novità illustrate da Occhiuto «costituiscono un nuovo inizio e la premessa fondamentale per voltare finalmente pagina nel delicato e complesso campo dei servizi sanitari in Calabria».

«Il presidente Occhiuto – insieme all’intera struttura commissariale e al Dipartimento regionale – è riuscito a mettere in campo un’operazione verità che nessuno, in oltre dieci anni di commissariamento del settore – ha concluso – era riuscito a realizzare. Si tratta per la Calabria di un altro obiettivo centrato, e la dimostrazione che alla guida della Regione vi sia un amministratore che pone i diritti fondamentali – quale è quello alla salute – al centro della propria agenda di governo».

La sottosegretaria agli Esteri e dirigente di FI, Maria Tripodi, ha definito l’azione del commissario ad acta «un primo fondamentale passo verso l’accertamento del debito sanitario della nostra Regione».

«Da decenni – ha ricordato – si fantasticava su un debito miliardario della sanità calabrese: c’era addirittura chi ipotizzava cifre superiori a 3 o 4 miliardi di euro. Oggi il governo regionale – dopo che per 12 anni i commissari non erano riusciti in questa impresa – in pochi mesi ha ricostruito la storia contabile delle Aziende sanitarie e ospedaliere».

«Le richieste di presunti crediti maturati al 31 dicembre 2020 – ha continuato – sono di poco superiori a 862 milioni di euro, quelle riferite agli anni 2021 e 2022 quasi 364 milioni di euro».

«Cosa vuol dire? Che queste sono le cifre massime – ha detto ancora –, quanto chiedono i creditori, ma il debito reale – al termine delle operazioni di verifica condotte anche con l’ausilio della Guardia di Finanza – sarà molto probabilmente inferiore del 20/25%. In linea, dunque, con tante altre Regioni. Altro che debito monstre. Da qui potrà ripartire la sanità, da qui si potrà ricominciare a investire per i servizi e per la cura. Il presidente Occhiuto sta ancora una volta dimostrando che la Calabria può essere governata, governata bene e con piglio».

Giovanni Arruzzolo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, l’ha definita «un’ottima notizia per la Calabria».

«Per anni, con pregiudizio – ha spiegato –, si è lucrato su un’immagine della sanità calabrese irrecuperabile. Il commissariamento dei governi nazionali non solo non ha quantificato il debito sanitario, ma ha limitato all’osso i livelli di assistenza e alimentato a dismisura l’emigrazione sanitaria».

«Il presidente Occhiuto, in soli pochi mesi – ha ricordato – ha lavorato con determinazione e soprattutto ha realizzato un sistema di organizzazione senza precedenti per certificare finalmente il debito sanitario calabrese. Ora, per la nostra Regione si apre davvero una nuova era in questo settore, in cui si potranno finalmente restituire ai cittadini quelle condizioni di civiltà che per anni sono state negate».

Il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, ha evidenziato come «Occhiuto ha dimostrato che la sanità in Calabria può essere governata e anche bene».

«Con la ricognizione aritmetica, dettagliata e precisa del debito della sanità la Calabria dimostra al Paese e all’Europa di essere una Regione normale, meritevole di ancora più fiducia e considerazione», ha detto Graziano, aggiungendo che «non occorreva molto, solo capacità e la consapevolezza di assolvere ad un ruolo – quello del governo – con coraggio e determinazione».

«È quanto ha dimostrato il governatore Roberto Occhiuto – ha detto ancora Graziano – restituendo alla nostra terra, in poco più di un anno, l’orgoglio di poter essere amministrata da una classe dirigente che finalmente si assume la responsabilità delle proprie azioni. Più che per la ricognizione del debito che oggi ci fornisce un quadro chiaro su come tracciare la rotta e uscire finalmente da quasi tre lustri di incertezze e decisioni abominevoli, ora siamo felici per aver ricollocato la Calabria nell’alveo della normalità che significa nuova programmazione e, per i calabresi, speranza in un futuro migliore. E tutto questo grazie a Roberto Occhiuto».

Francesco Cannizzaro, deputato di FI, ha dichiarato: «finalmente trasparenza e chiarezza segnano il governo della sanità in Calabria».

«Per la prima volta, nella storia recente della Regione – ha aggiunto – dopo oltre dieci anni di commissariamento, e grazie alla spinta del presidente Occhiuto, i cittadini calabresi hanno un quadro su bilanci, conti, debiti e crediti di un mondo che fino a poco tempo fa appariva agli occhi dei più come una grande e inavvicinabile nebulosa».

«Il debito sarà molto inferiore al miliardo di euro – ha continuato – Le cifre catastrofiche che hanno raccontato per anni non esistono e non esistevano. Semplicemente, in tanti in passato non sono stati in grado di fare bene il proprio mestiere. Ha vinto la determinazione del governo Occhiuto, ha vinto la buona amministrazione che consentirà ora alla Calabria di intraprendere un nuovo cammino nella tutela del diritto alla salute». (rcz)

Parola di Vita ripercorre il viaggio in Calabria di Papa Ratzinger

di PINO NANOIn un inserto speciale di 36 pagine Enzo Gabrieli direttore responsabile di Parola di Vita, ripercorre e ricostruisce il legame profondo che Papa Benedetto XVI ha avuto da Pontefice con la Calabria, riproponendo nel numero di oggi il fascino della visita che il Papa tedesco fece il 9 ottobre 2011 alla Certosa di Serra San Bruno tra uomini di fede che da secoli vivono in clausura. Un documento inedito e di straordinario valore mediatico.

«A qualcuno – scriveva in quella occasione lo stesso don Enzo Gabrieli, direttore Responsabile di Parola di Vita, il più antico periodico della Chiesa Calabrese – sarà sembrato strano, altri sono rimasti perplessi. Il papa parla del valore del silenzio. Lo ha fatto in Calabria, lo ha comunicato la sala stampa annunciando ai giornalisti il tema della prossima giornata per le comunicazioni sociali. Il messaggio sarà reso pubblico solo il prossimo 24 gennaio, ma nessuno ci vieta di ipotizzare che Benedetto XVI proprio dalla certosa di San Bruno abbia voluto anticiparne le linee». 

«La visita del Successore di Pietro in questa storica Certosa – ripete quel giorno Papa Ratzinger ai frati certosini di Serra San Bruno – intende confermare non solo voi, che qui vivete, ma l’intero Ordine nella sua missione, quanto mai attuale e significativa nel mondo dì oggi. Il progresso tecnico, segnatamente nel campo dei trasporti e delle comunicazioni, ha reso la vita dell’uomo più confortevole, ma anche più concitata, a volte convulsa».

Poi il Santo Padre aggiunge un concetto che farà il giro del mondo tanto efficace era: «Le città sono quasi sempre rumorose: raramente in esse c’è silenzio, perché un rumore di fondo rimane sempre, in alcune zone anche di notte. Negli ultimi decenni, poi, lo sviluppo dei media ha diffuso e amplificato un fenomeno che già si profilava negli anni Sessanta: la virtualità che rischia di dominare sulla realtà. Sempre più, anche senza accorgersene, le persone sono immerse in una dimensione virtuale, a causa di messaggi audiovisivi che accompagnano la loro vita da mattina a sera».

«I più giovani, che sono nati già in questa condizione, sembrano voler riempire di musica e di immagini ogni momento vuoto, quasi per paura di sentire, appunto, questo vuoto. Si tratta di una tendenza che è sempre esistita, specialmente tra i giovani e nei contesti urbani più sviluppa­ ti, ma oggi essa ha raggiunto un livello tale da far parlare di mutazione antropologica. Alcune persone non sono più capaci di rimanere a lungo in silenzio e in solitudine».

Per Papa Ratzinger quell’occasione fu l’occasione anche per ricordare la visita precedente che un altro Pontefice prima di lui aveva fatto ai frati di clausura, Papa Woytila.

«Nel maggio 1984, il beato Giovanni Paolo II indirizzò al Ministro Generale una speciale Lettera, in occasione del nono centenario della fondazione da parte di san Bruno della prima comunità alla Chartreuse, presso Grenoble. Il 5 ottobre di quello stesso anno, il mio amato Predecessore venne qui, e il ricordo del suo passaggio tra queste mura è ancora vivo. Nella scia di questi eventi passati, ma sempre attuali, vengo a voi oggi, e vorrei che questo nostro incontro mettesse in risalto un legame profondo che esiste tra Pietro e Bruno, tra il servizio Pastorale all’unità della Chiesa e la vocazione contemplativa nella Chiesa». 

Il discorso che Papa Benedetto XVI tiene in Certosa è carico di emozioni forti.

«Cari fratelli – dice il Santo Padre ai frati del Grande Monastero calabrese –, voi avete trovato il tesoro nascosto, la perla di grande valore. Avete risposto con radicalità all’invito di Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!”. Ogni monastero – maschile o femminile – è un’oasi in cui, con la preghiera e la meditazione, si scava incessantemente il pozzo profondo dal quale attingere l’acqua viva” per la nostra sete più profonda. Ma la Certosa è un’oasi speciale, dove il silenzio e la solitudine sono custoditi con particolare cura, secondo la forma di vita iniziata da san Bruno e rimasta immutata nel corso dei secoli».

E qui arriva l’analisi di benedetto XVI sul valore del silenzio.

«Ritirandosi nel silenzio e nella solitudine, l’uomo, per così dire, si “espone” al reale nella sua nudità, si espone a quell’apparente “vuoto” cui accennavo prima, per sperimentare invece la Pienezza, la presenza di Dio, della Realtà più reale che ci sia, e che sta oltre la dimensione sensibile. È una presenza percepibile in ogni creatura: nell’aria che respiriamo, nella luce che vediamo e che ci scalda, nell’erba, nelle pietre… Il monaco, lasciando tutto, per così dire “rischia”: si espone alla solitudine e al silenzio per non vivere di altro che dell’essenziale, e proprio nel vivere dell’essenziale trova anche una profonda comunione con i fratelli, con ogni uomo!.

Troppo semplice se fosse tutto automatico, ma il Papa sa bene che nulla è scontato.

«Non basta infatti ritirarsi in un luogo come questo – sottolinea nella sua omelia ai frati calabresi – per imparare a stare alla presenza di Dio. Come nel matrimonio non basta celebrare il Sacramento per diventare effettivamente una cosa sola, ma occorre lasciare che la grazia di Dio agisca e percorrere insieme la quotidianità della vita coniugale, così il diventare monaci richiede tempo, esercizio, pazienza, “in una perseverante vigilanza divina – come affermava san Bruno – attendendo il ritorno del Signore per aprirgli immediatamente la porta”; e proprio in questo consiste la bellezza di ogni vocazione nella Chiesa: dare tempo a Dio di operare con il suo Spirito e alla propria umanità di formarsi, di crescere secondo la misura della maturità di Cristo, in quel particolare stato di vita».

Bellissima lezione di cristianesimo. Indimenticabile il passaggio del Papa dalle mura della Certosa.

«Per questo – conclude Benedetto XVI – sono venuto qui, cari Fratelli che formate la Comunità certosina di Serra San Bruno! Per dirvi che la Chiesa ha bisogno di voi, e che voi avete bisogno della Chiesa. Il vostro posto non è marginale: nessuna vocazione è marginale nel Popolo di Dio: siamo un unico corpo, in cui ogni membro è importante e ha la medesima dignità, ed è inseparabile dal tutto. Anche voi, che vivete in un volontario isolamento, siete in realtà nel cuore della Chiesa, e fate scorrere nelle sue vene il sangue puro della contemplazione e dell’amore di Dio».

E nel caso qualcuno avesse ancora un dubbio nell’animo sulla validità della preghiera che si fa in una Certosa, il Papa tedesco arriva nella sua analisi fino in fondo, come solo lui da grande e illuminato teologo moderno sapeva fare. 

«La vita in una Certosa partecipa della stabilità della Croce che è quella di Dio, del suo amore fedele. Rimanendo saldamente uniti a Cristo, come tralci alla Vite, anche voi, Fratelli Certosini, siete associati al suo mistero di salvezza come la Vergine Maria, che presso la Croce stabat, unita al Figlio nella stessa oblazione d’amore. Così, come Maria e insieme con lei anche voi siete inseriti profondamente ne mistero della Chiesa, sacramento di unione degli uomini con Dio etra di loro. In questo – conclude il Papa – voi siete anche singolarmente vicini al mio ministero. Vegli, dunque, su di noi la Madre Santissima della Chiesa, e il santo Padre Bruno benedica sempre dal Cielo la vostra Comunità».

Una visita questa di Papa Ratzinger alla Certosa di Serra San Bruno che rimarrà negli annali della Storia della Chiesa e che oggi Padre Enzo Gabrieli su Parola di Vita riporta in vita è il caso di dire più bruciante e più attuale che mai. (pn)

 

L’OPINIONE / Giusy Princi: Calabria e Cuba hanno avviato percorso che non sarà legato solo alla medicina

di GIUSY PRINCI – È stato per me motivo d’orgoglio accogliere a Reggio Calabria, nel Palazzo della massima Assemblea regionale, l’Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhorff. Proprio alla provincia reggina è destinato interamente il primo contingente di medici cubani legati all’accordo imbastito con la Regione. Calabria e Cuba hanno avviato un percorso che, sono certa, non terminerà con la brillante operazione del Presidente Occhiuto legata alla Medicina.

In attesa di programmare altro, sfruttiamo al meglio quest’occasione legata alla Sanità, nata da una grande intuizione e dalla forte caparbietà del Presidente Roberto Occhiuto, che ha il solo scopo di supportare le strutture ospedaliere della Calabria. Le enormi difficoltà in termini di organico non sono di facile ed immediata risoluzione; pertanto l’operazione in sinergia con Cuba è mirata a gestire l’emergenza, non è che una soluzione tampone.

Nel frattempo il nostro unico e prioritario obiettivo è quello di affidare la sanità calabrese ai nostri professionisti. Dobbiamo tuttavia guardare in faccia la realtà ed accettare che senza questa mossa del Presidente e Commissario ad acta, tutti gli ospedali calabresi andrebbero ancor più in sofferenza, messi già allo stremo dalle carenze strutturali e di organico. Piuttosto, ritengo che la Calabria con quest’operazione abbia creato un modello, che sicuramente verrà riprodotto da altre regioni.

Quella di oggi è stata, ovviamente, anche l’occasione per parlare di altro. Nel corso della visita dell’Ambasciatrice in riva allo Stretto abbiamo infatti già intavolato le trattative per un gemellaggio culturale e scolastico. È rimasta estasiata dalle nostre bellezze, tanto quelle paesaggistiche quanto quelle culturali. Ne è spontaneamente nata la volontà reciproca di collaborare per attuare altri progetti nel prossimo futuro, sfruttando al meglio ciò che una realtà può offrire all’altra. Come ha ben detto l’Ambasciatrice nel corso dell’incontro istituzionale in Cittadella, le relazioni umane sono fondamentali, arricchenti e danno beneficio a tutti. (gp)