Mammoliti (PD): Manovra finanziaria troppo timida per la Calabria

Il consigliere regionale del Pd, Raffaele Mammoliti, ha dichiarato che la «manovra finanziaria è troppo timida per la Calabria che resta in emergenza» e che «serve un piano straordinario del lavoro».

«L’approccio prudenziale della manovra da 5,8 mld – ha spiegato – non è certamente sufficiente ed in grado di affrontare da sola con la dovuta efficacia gli aspetti inediti del contesto economico, sociale e produttivo della nostra Regione. In tale direzione sarebbe stato auspicabile che nella sessione di bilancio fossero audite le forze sociali e produttive. Soltanto attraverso l’utilizzo proficuo e coerente delle risorse disponibili – appena 773 mln di Euro – pari al 13,3% iscritte in bilancio, le risorse della programmazione 2021/2027, le risorse del Pnrr, sarà possibile fronteggiare la drammatica situazione sociale, occupazionale e produttiva, che a partire dal 2023 rischia inevitabilmente di aggravarsi».

«Basti tenere in considerazione l’aumento del costo dell’energia e l’aumento del costo delle materie prime – ha proseguito – oltre ad alcune scelte del Governo nazionale, come il ridimensionamento del reddito di cittadinanza, per comprendere il reale rischio di una grave e drammatica crisi produttivo-occupazionale. Se non saranno garantite le risorse necessarie ai lavoratori forestali, al trasporto pubblico locale, per sostenere la stabilizzazione del diffuso precariato e per limitare i danni conseguenti alla diminuzione della platea dei percettori del reddito di cittadinanza, che coinvolge oltre 200.000 calabresi, anche la tenuta democratica della nostra Regione rischia di essere messa a dura prova. In tale direzione, la descrizione del quadro delle politiche che la Giunta regionale (Defr), intende implementare per il raggiungimento del Programma di governo presentato lo scorso 14 Dicembre 2021, dal Presidente Occhiuto, non appare sufficientemente adeguato, soprattutto in riferimento alla soluzione prevista del bacino del precariato».

«Pertanto si sollecita l’attuazione e l’impegno assunto all’unanimità dal Consiglio regionale – ha concluso – nella seduta del 23 Dicembre 2021, dell’Ordine del Giorno presentato dal sottoscritto, che prevedeva la realizzazione di un Piano Straordinario del Lavoro. Solo garantendo la dignità del lavoro, la Calabria potrà offrire risposte adeguate ai tantissimi giovani diplomati e laureati che sono costretti ad emigrare non solo fuori dalla Regione ma addirittura fuori dall’Italia». (rrc)

Reggio e la Calabria prime in Italia per numero di partecipanti ai Campionati di Astronomia

La Calabria guida, ancora una volta, la classifica nazionale per la partecipazione di studenti ai Campionati di Astronomia. Sono, infatti, 3582 studenti su 9322 partecipanti a livello nazionale.

In classifica seguono il Lazio, con 932 allievi, la Sicilia con 629, la Campania con 614,  Chiude la classifica delle venti regioni il Trentino Alto Adige, con 16 allevi.

I campionati di Astronomia sono banditi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ed affidati per la realizzazione alla Società Astronomica Italiana che opera su dieci sedi nazionali, di cui nove dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e una presso la Città Metropolitana di Reggio Calabria con il suo Planetario Pythagoras.

In Calabria gli istituti secondari di secondo grado che hanno superato quota 100 di allievi iscritti sono il Liceo Scientifico Enrico Fermi di Bagnara, il Liceo scientifico Michele Guerrisi di Cittanova. Da evidenziare i numeri del Liceo Scientifico Alessandro Volta di Reggio Calabria che partecipa con ben 651 allievi.

Un dato importante, superiore al totale delle regioni Sicilia e Campania, considerato l’indirizzo di studio ed il piano dell’offerta formativa che il Liceo pubblica sul suo sito, anche quello dei 337 partecipanti dell’Istituto D’Istruzione Superiore – Liceo Classico Oliveti-Panetta di Locri, una bella conferma dell’attenzione che i licei classici pongono verso le discipline scientifiche. Nella secondaria di primo grado guidano la carica dei 100 gli Istituti Comprensivi Carducci-Vittorino da Feltre, il Giovanni XXIII Di Villa San Giovanni, la Falcomatà-Archi, l’istituto Comprensivo Tommaso Campanella, il Telesio-Montalbetti, l’Istituto Rossano 3 – Roncalli di Corigliano-Rossano e l’Istituto Pascoli –Galileo Galilei.

Risultati di straordinaria importanza per il territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che già a partire dalla metà degli anni ’90, quando era ancora Provincia, ha investito convintamente nel settore della cultura scientifica, affidando a partire dal 2003 le attività didattiche e la gestione scientifica del Planetario Pythagoras alla Società Astronomica Italiana, ente morale e referente nazionale per quanto concerne le attività legate all’astronomia e all’astrofisica.

«Le attività – ha dichiarato il delegato alla cultura della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Filippo Quartuccio – sono molteplici e sono indirizzate alla formazione e alla divulgazione scientifica in favore degli studenti e all’orientamento dei giovani particolarmente interessati all’astronomia. Si aggiungono i corsi di aggiornamento e di alta formazione, anche a carattere residenziale, per insegnanti e giovani studiosi».

«A Stilo e Riace – ha aggiunto – si svolge da 27 anni la scuola residenziale, nazionale, di formazione per i docenti. Un lavoro enorme, con risultati davvero importanti, nonostante i progetti didattici legati all’astronomia non siano affatto di facile attuazione per svariati motivi. La nostra Città Metropolitana, grazie all’indirizzo a suo tempo impresso dal sindaco Falcomatà e confermato dal facente funzioni Versace, ha tentato di ovviare, in maniera certamente significativa, a queste difficoltà, attraverso le attività messe in atto dal Planetario che ogni anno forgia le menti brillanti dei nostri ragazzi, introducendoli nello straordinario mondo dell’Astronomia. Mai come in questo momento storico il nostro territorio ha bisogno di cittadini in cui sia sviluppato un legame emotivo con la cultura e la scienza. L’astronomia, da questo punto di vista, può essere il veicolo emozionale privilegiato per raggiungere questo obiettivo».

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Responsabile scientifica del Planetario Pythagoras, professoressa Angela Misiano, che ha messo in evidenza «i brillanti risultati ottenuti  grazie al lavoro e alla sensibilità dei docenti che aderendo alle attività extracurriculari dimostrano attenzione verso i propri alunni e colgono il valore didattico e motivante di queste iniziative».

«Un grazie – ha concluso Misiano – riconoscente va al Direttore Generale dell’Ufficio scolastico Regionale Antonella Iunchi, che ha promulgato i Campionati presso le scuole della nostra regione che risulta prima non solo per gli alunni partecipanti ma anche per il numero di scuole iscritte, 54 anche qui seguita dal Lazio con 30». (rrc)

A Bruxelles amministratori calabresi a confronto sulle potenzialità offerte dall’Unione Europea

Quello che si è svolto a Bruxelles è stato un importante appuntamento istituzionale, dove una nutrita rappresentanza di amministratori locali si sono confrontati per discutere delle potenzialità offerte dall’Unione Europea.

Una tavola rotonda dal titolo Opportunità di finanziamento europei per la Regione Calabria, organizzato dall’europarlamentare Denis Nesci, e a cui ha preso parte anche il consigliere regionale Antonio Montuoro, presidente della Prima Commissione Consiliare Bilancio.

«Si è trattato di un momento di approfondimento e confronto sulle tante opportunità che l’Europa offre in termini di programmazione e fondi strutturali. Uno sforzo comune da approfondire a tutti i livelli per cercare di cambiare il volto della nostra regione attraverso importanti come quelli che l’Unione europea mette a disposizione», ha affermato Montuoro ringraziando l’on. Nesci per l’invito e augurando buon lavoro all’europarlamentare che «saprà essere strumento di raccordo tra il territorio e le opportunità offerte dall’Unione europea».

«La Commissione europea ha dato il via libera definitivo al Por Calabria 21/27 proprio qualche giorno fa – ha sottolineato ancora il presidente della commissione consiliare Bilancio –. Il primo programma plurifondo approvato in Italia. Parliamo di uno strumento finanziario di circa 3 miliardi e 700 milioni, compreso il Piano operativo complementare: la sfida della Regione Calabria sarà quella di pianificare al meglio queste risorse, al fine di rispondere alle diverse esigenze del territorio».

Una Europa al servizio dei territori, insomma. «È questo quello che chiedono i cittadini – ha rimarcato Montuoro – soprattutto in un contesto id grandi crisi come quella che stiamo attraversando. E soprattutto per una regione come la Calabria dove restano deficitari la maggior parte degli indicatori economici: la capacità di saper rispondere alle emergenze che interessano famiglie e imprese, dipenderà dalla qualità della spesa dei fondi e dalla conseguente competenza della programmazione europea: siamo già al lavoro per non perdere l’ultimo treno e garantire un futuro migliore alla Calabria e ai Calabresi». (rrm)

Le eccellenze calabresi ad Artigiano in Fiera di Milano

Ci sarà anche la Calabria, con le sue eccellenze, alla 26esima edizione di Artigiano in Fiera, in programma dal 3 all’11 dicembre a Fieramilano.

Si tratta di una manifestazione internazionale dedicata alla microimpresa in cui la Calabria, nel padiglione 3, metterà in vetrina le sue eccellenze con 123 attori del territorio.

Protagonisti, poi, a questa edizione, i Bronzi di Riace insieme alle 20 aziende della Città Metropolitana di Reggio Calabria, dove potranno far conoscere e vendere i propri prodotti durante l’importante manifestazione internazionale, dove si attendono più di un milione di visitatori e a cui hanno aderito 3000 artigiani provenienti da 100 Paesi di tutto il mondo.

La Metrocity ha scelto di presentarsi a Milano esaltando due dei simboli più identitari del territorio metropolitano: i Bronzi di Riace e il Bergamotto, che saranno protagonisti indiscussi delle azioni di promozione territoriale, pensati dall’Ente in occasione della Fiera. Le immagini della Città Metropolitana nei luoghi di passaggio obbligato per raggiungere i padiglioni, la presenza sui social e sul sito web ufficiale di AF e la realizzazione di uno stand promozionale con una grafica suggestiva, sono soltanto alcune delle attività di marketing messe in campo per garantire la massima visibilità al territorio metropolitano in una straordinaria vetrina internazionale.

«L’obiettivo è mostrare il meglio della Città Metropolitana, i simboli identitari, l’autenticità dei prodotti, le tradizioni enogastronomiche e musicali. In una sola parola, la cultura del nostro territorio che deve presentarsi al mondo orgoglioso della propria identità», ha commentato il sindaco ff della Città Metropolitana Carmelo Versace.

«La bellezza del nostro essere autentici – ha spiegato ancora – della capacità di rimanere ancorati alle tradizioni, sperimentando nuove connessioni; la forza di una cultura che affonda le radici in un glorioso antico passato del quale conserviamo caratteri e valori; il coraggio di piccoli imprenditori instancabili che credono nel proprio lavoro e nella possibilità di intraprendere un percorso comune di crescita che veda impegnati Istituzioni e Comunità. Portiamo tutto questo ad Artigiano in Fiera, presentiamo ciò che siamo, un popolo ricco di bellezza, di cultura, di forza e di coraggio».

«Stare accanto alle nostre piccole imprese e ai nostri artigiani, dando loro opportunità di confronto con nuovi mercati e con altre esperienze produttive è fondamentale per proseguire nella mission di sviluppo economico sostenibile del territorio metropolitano, in cui nessuno resti indietro. Andiamo tutti insieme nella stessa direzione, con consapevolezza e determinazione – ha concluso –. La grande partecipazione delle aziende a queste iniziative e le richieste di supporto e di vicinanza che raccogliamo giornalmente, ci fanno capire che dobbiamo spingere sulle attività in grado di esportare l’immagine del territorio, di aprire nuovi mercati e di creare nuovi canali di commercializzazione. I settori dell’artigianato, dell’enogastronomia, dell’agroalimentare hanno ampio potenziale di crescita e possono influire anche sul comparto turistico, per l’interesse crescente verso le tipicità, e di conseguenza su tutto l’indotto. Investiamo nel futuro». (rrm)

ENERGIA, OCCHIUTO: CI SIANO VANTAGGI
PER CHI PRODUCE FA FONTI RINNOVABILI

di ANTONIETTA MARIA STRATI – La Calabria è una regione che produce tanta, troppa energia. Eppure, i calabresi pagano le stesse bollette degli altri cittadini di regioni che producono meno energia. Come fare allora? Una idea l’ha offerta il Governatore della Regione, Roberto Occhiuto, intervenendo a Buongiorno Regione.

Il Governatore ha evidenziato come «sulle autonomie regionali penso innanzitutto che vada applicata la Costituzione, che stabilisce che i diritti devono essere assicurati ai cittadini italiani in maniera uguale e uniforme su tutto il territorio nazionale».

«Per questo occorre la perequazione, proprio per dare la possibilità alle Regioni più povere di assicurare gli stessi diritti a tutti. Al termine della perequazione, quando tutti i cittadini hanno acquisito gli stessi diritti, se poi ci sono Regioni che hanno capacità fiscali maggiori, credo che sia giusto consentirgli interventi ulteriori per i loro cittadini».

Occhiuto ha rilevato come «purtroppo la perequazione in questo Paese non ha mai funzionato negli ultimi anni, anzi quando si sono finanziati i servizi pubblici, lo si è fatto in ragione della spesa storica e non dei fabbisogni standard. Cominciamo a cambiare queste cose. Per quanto riguarda le materie delegate, ho già detto al ministro Calderoli che su questo tema noi accettiamo la sfida col governo».

«Faccio un esempio molto attuale, quello sull’energia – ha spiegato –. La mia Regione produce molta più energia rispetto a quella che consuma, ma i miei cittadini pagano le bollette elettriche allo stesso modo dei cittadini di altre Regioni che producono meno energia. Eppure produciamo una percentuale molto più alta di energia da fonti rinnovabili e dall’idroelettrico. Perché la mia Regione non può, dunque, tenere per sé i maggiori introiti fiscali derivanti da una maggiore produzione di energia alternativa?».

«Se io domani – ha continuato – dovessi ricevere un gruppo industriale che vuole realizzare un grande impianto eolico offshore, visto che la Calabria è una Regione molto esposta al vento, io dovrei convincere le popolazioni a ospitare quell’impianto.
È una cosa complessa, difficile, lo faccio perché è giusto per il Paese, ma sarebbe ancora più giusto che i cittadini avessero dei vantaggi concreti».

«Se non si interviene in questo modo, dando appunto dei vantaggi ai territori che investono sulle rinnovabili, non ci può essere un reale incentivo allo sviluppo dell’energia pulita», ha concluso il governatore.

E proprio di autonomia regionale e costituzione ha parlato, nei giorni scorsi in una intervista a La Repubblica Napoli, il presidente della Svimez, Adriano Giannola.

Nell’intervista, Giannola ha parlato di un’autonomia regionale che «è un siluro alla Costituzione sin dal 2001, ed è fuori dalla legge del 2009 che è stata elaborata e firmata dall’attuale ministro Calderoli. Questa si chiama eversione».

L’autonomia, che «è prevista dalla Costituzione – ha detto il presidente della Svimez –. Se fosse intellettualmente onesto, Fassino dovrebbe illustrare la corretta procedura prevista dall’articolo 116, che prevede possibili maggiori competenze per le Regioni e chiude con una frase molto semplice: “Nel rispetto dell’articolo 119” e della legge del 2009 mai applicata, dove si parla di fondi perequativi, senza vincolo di destinazione, e si rinvia a un altro stile ancora».

Del tema ne ha ampiamente parlato Pietro Massimo Busetta in un suo editoriale, sottolineando come «il Sud può contribuire insieme a tutto il Paese alle energie rinnovabili o anche ad ospitare i rigassificatori, ma non si vede il motivo per cui le pale eoliche, o i campi di impianti solari, che certo non migliorano il paesaggio, possano essere messe sulle colline siciliane o sul tavoliere delle Puglie o sugli Appennini e non possano essere piazzate invece anche sulle Alpi, o i rigassificatori non siano distribuiti per tutto il Paese».

«Bene bisogna – ha continuato – che ogni realtà regionale possa essere autonoma rispetto all’energia che consuma e nel caso invece si debba ricorrere a quella di regioni diverse, che queste siano indennizzate per il servizio che compiono nei confronti del Paese. Perché deve essere chiaro a tutti che gli impianti che creano energia sono un peso per le realtà che le accolgono che devono essere compensate in qualche modo».

Busetta nel suo editoriale ha ribadito che non è necessario «che profeti improvvisati e mai visti si presentino al Sud per venderci come opportunità quelle che invece sono solo esigenze legittime, ma da considerare più prezzi da pagare che incassi da ricevere. Il Sud non chiede soltanto di essere interlocutore adulto del sistema Paese, ma pretende di non essere considerato area coloniale nella quale catapultare, oltre che  i paracadutati della politica,  profeti per convincere i più riottosi della bontà di progetti della cui esigenza sono portatori le aree più industrializzate».

D’altronde, è da tanto ormai che la Calabria si sta muovendo sul tema dell’energia, soprattutto delle rinnovabili. Era il 25 maggio del 2021 quando l’allora assessore regionale all’Innovazione e Ricerca, Sandra Savaglio, aveva annunciato che «la Calabria può essere un centro di riferimento sulle energie rinnovabili e, con i suoi siti di ricerca, si candida a essere un nucleo strategico sul Mediterraneo nell’ambito del Pnrr».

E da qui, tantissime cose sono nate in Calabria. Sono nate le prime Comunità energetiche (secondo un report de La Repubblica, attualmente ce ne sono quattro), il presidente della Regione ha stipulato un importante accordo con il Gestore Servizi Energetica, società del Ministero dell’Economia, dalla durata di tre anni.

Un protocollo, questo in particolare, che prevede di sostenere la Regione Calabria nella pianificazione energetica regionale generando modelli virtuosi di economia circolare e agevolando il raggiungimento dei target di sostenibilità attraverso la diffusione delle fonti rinnovabili, dell’autoconsumo e della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico.

Le fondamenta ci sono. Serve solo attuare quello che Occhiuto ha suggerito, in modo da consentire ai cittadini calabresi di beneficiare del vantaggio di avere l’elettricità a km zero e prodotto in modo pulito. Se ciò venisse fatto, la Calabria potrebbe essere apripista per una perequazione che non è mai stata applicata. (bl)

 

Torna il Frecciarossa notturno tra Milano e la Calabria per il Ponte di Ognissanti e Immacolata

Nelle giornate del 28 ottobre, 1° novembre e 7 dicembre, tornano i collegamenti notturni dei Frecciarossa tra Milano e la Calabria. Trenitalia, infatti, ha predisposto sei nuovi collegamenti in occasione dei ponti di Ognissanti e dell’Immacolata.

Il Frecciarossa notturno partirà da Milano Centrale alle 21.20, con arrivo a Reggio Calabria alle 8.18 della mattina seguente. La partenza da Reggio Calabria è invece fissata alle 22.19, con arrivo a Milano alle 8.50 del giorno dopo. Disponibile nei sistemi di vendita di Trenitalia il Frecciarossa notturno ferma a Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella e, in Calabria, a Paola, Lamezia Terme Centrale, Rosarno e Villa S. Giovanni.  Il collegamento di ritorno per il ponte dell’Immacolata, previsto l’11 dicembre, verrà inserito successivamente nei canali di vendita con il completamento dell’offerta invernale.

Per raggiungere la Sicilia, inoltre, è possibile usufruire delle navi veloci di Blujet (Gruppo FS) in connessione con il Frecciarossa da Villa San Giovanni, per un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto. Un servizio che si aggiunge alle Frecce e Intercity che collegano nord e sud del Paese per un’offerta sempre più flessibile, integrata e attenta alle esigenze di mobilità delle persone che, viaggiando di notte, potranno dedicare maggiore tempo allo svago e alla famiglia durante i ponti di novembre e dicembre. (rrm)

La Calabria protagonista della Festa del Cinema di Roma con Gratteri, La Ruina e altri

La Calabria giusta e contemporanea sfila alla Festa del Cinema di Roma sotto l’egida dei Bronzi di Riace, che quest’anno festeggiano i 50 anni dal loro ritrovamento.

Dal 21 al 22 ottobre, infatti, tantissime le personalità calabresi che animeranno la kermesse: il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, l’attore Saverio La Ruina, la performer di danza/teatro Maria Luigia Gioffrè e i musicisti-compositori Remo De Vico, Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Alessandro Rizzo del MIAI (Museo Interattivo di Arte Informatica di Cosenza), sono tra gli ospiti più attesi del Cube Stage, l’ipertecnologico palco cubico interattivo con audio e video mapping 3D, voluto dalla Regione Calabria per la stagione di grandi eventi nazionali e internazionali nel cinquantenario del ritrovamento dei due guerrieri di bronzo.

A una settimana esatta dal successo dell’inaugurazione con il lancio di ‘Calabria Straordinaria’, la nuova campagna cinematografica della Regione Calabria Dipartimento Turismo – Marketing territoriale e Fondazione Calabria Film Commission con Elisabetta Gregoraci diretta da Giacomo Triglia, avvenuta alla presenza di Anton Giulio Grande, Commissario Straordinario della Fondazione Calabria Film Commission, il Cube Stage torna nel weekend di chiusura della Festa della Cinema. Show immersivi che aumentano la realtà delle performance live di artisti calabresi contemporanei tra i più apprezzati e innovativi, con gli echi classici della Magna Grecia e con i Bronzi stessi, autentiche meta-celebrity della Festa del Cinema di Roma con l’emozionante virtual-documentary proiettato all’interno del Cube Stage.

A 30 anni dalle terribili stragi che uccisero i giudici Falcone e Borsellino, il 21 ottobre alle 18.00, il Cube Stage diventa un luogo di riflessione sul tema delle mafie con il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. Da trent’anni in prima linea contro la ‘ndrangheta e coordinatore di indagini internazionali, il magistrato calabrese in dialogo con la giornalista Eva Giovannini (Rainews24) interviene con il suo libro Complici e Colpevoli (Mondadori). Un saggio che indaga nei meccanismi della criminalità organizzata contemporanea capace d’infiltrarsi nel Nord Italia e in Europa, passando inosservata con l’avallo delle nuove tecnologie e della solita complicità di politica e imprenditori.

A seguire, alle ore 19.00, The Finding of Memory performance dell’artista Ehab Halabi Abo Kher, presentata da Mudiac, il Museo Diffuso d’Arte Contemporanea di Catanzaro.

Intense le letture di Saverio La Ruina, fine attore, drammaturgo e regista teatrale italiano nato a Castrovillari, che sarà accompagnato nelle sue performance dalle installazioni audio video del Cube Stage, il 22 ottobre a partire dalle ore 19.15, mentre in apertura il Live set del Laboratorio Elettroacustico del Miai (Museo Interattivo di Arte Informatica di Cosenza) formato dai musicisti  e compositori Remo De Vico, Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Alessandro Rizzo; a chiudere la serata, il dj set a cura di DJ Miniera, duo formato da Giuseppe Armogida (Catanzaro, 1985), filosofo e docente di Estetica, e Marco Folco (Roma, 1989), collezionista di suoni e divulgatore di musiche rare.

Con il Cube Stage – promosso da Regione Calabria per Bronzi50, in collaborazione con Fondazione Calabria Film Commission e Fondazione Cinema per Roma – prosegue la nuova narrazione contemporanea della Magna Grecia e della Calabria che ha visto nell’estate 2022 la rinascita dell’intero territorio calabrese, attraverso nuove visioni e valorizzazioni.

È così che, da ottobre a dicembre 2022 e ancora per tutto il 2023, la Calabria “viaggerà” in Italia e nel mondo, raccontandosi attraverso interventi artistici dal linguaggio contemporaneo che ne presenteranno la bellezza e la ricchezza nelle grandi città. (rrc)

A Lamezia si è riunito il PD regionale: al centro analisi del voto e futura attività politica

Si è riunito, a Lamezia Terme, il gruppo consiliare del PD, presieduto da Mimmo Bevacqua. Al centro del confronto, l’analisi del voto e la funzione del gruppo regionale nell’attuale scenario politico regionale e nazionale.

A tal fine si è deciso di mettere in campo una serie di iniziative con le forze sociali, economiche, del terzo settore e delle istituzioni locali per porre al centro dell’agenda politica calabrese i bisogni e le aspettative dei cittadini: sanità, Pnrr, fondi comunitari, mobilità, lavoro, terzo settore e i rapporti con gli enti locali, a partire da Anci e Upi  che si svolgeranno nelle prossime settimane.

Il Pd vuole tornare ad essere centrale nel dibattito politico calabrese e riannodare i rapporti con il territorio e i cittadini che, anche attraverso l’alta percentuale di astenuti, hanno dimostrato la propria distanza da partiti e istituzioni.

All’incontro ha preso parte anche il consigliere e segretario regionale del Pd Nicola Irto, appena eletto a Palazzo Madama, al quale sono stati formulati i migliori auguri per la sua nuova esperienza politica e manifestata, contestualmente, la disponibilità a lavorare insieme per il rilancio dell’attività del partito in Calabria. 

Pertanto il gruppo del Pd proseguirà la propria attività in massima sinergia con il partito regionale per potenziare e accelerare il percorso di rigenerazione avviato con il rinnovo degli organismi territoriali. (rcz)

Caro Times, la Calabria non è il cuore della mafia

di GIUSY STAROPOLI CALAFATIDite, dite, cos’è esattamente il cuore della mafia?

È forse la clonazione forzata e abusiva del vitale muscolo umano, con effetto del medesimo formidabile battito? È un progetto ‘mpacchiuso di asini mezzi pazzi che si impappinano nel naturale verso del raglio? È una irreversibile febbre da parrasìa che slenta e sclera il cervello umano? È forse il piglio feroce dei diavoli contro il sentimento dei resistenti? Cos’è?

“Il cuore della mafia” è l’accusa più infamante e schifosa che si insiste nel far pesare sulla storia della Calabria, e su tutto il suo popolo. La mafia è un dramma universale che, forse, anzi certamente attecchisce con maggiore forza nelle terre più depresse, disagiate e sole, ma non per questo è necessario geolocalizzarla a Sud, tra i fuochi del Mezzogiorno, le diaspore del Meridione, facendo rapporto a una banale e assai stereotipata leggenda antica (Osso Mastrosso e Carcagnosso) in grado di umiliare la dignità di una terra gloriosa come la Calabria, e quella dei suoi uomini.

La mafia è un viaggio dal precario equilibrio che fa sosta dove più le aggrada. E gira il mondo intero anche in meno di 80 giorni. La Calabria è certamente una meta, ma il relativo non può sempre passare a tutti i costi per assoluto. Costa vite, come nelle guerre di mafia.

La Calabria è malata di questo cancro, è vero, ma non è il solo manicomio in cui la mafia folle sbarella. E se c’è un dolore che fa tremare il cuore dei calabresi, è l’offesa insistente di chi invece di guarirla, aiutarla a stare meglio, darle speranza, la sotterra. La confina al cuore della mafia.

Il vero hub della mafia, non è in Calabria che sta, (non solo) la bussola orienta di precisione, e indica oltre che i punti cardinali, il petto della più varia e svariata antimafia che la Calabria la tiene nel suo principale mirino, e che alla signora (mafia), nei bordelli comunitari di detenzione del titolo, tiene il filo del potere, e favorisce la logica della superbia. Scribi e farisei, maestri del nulla.
Ma che tipo di cuore avete voi che pur di mettere in croce una regione intera, arrivate a definirla il cuore della mafia? E fate gravare sul cuore dei figli l’errore dei padri, il disappunto degli occhi del mondo?

Un cuore di pietra forse, uno schifosissimo cuore di ferro. Un cuore arrugginito di latta. Venite a viverla e a soffrirla, la Calabria, invece di crocifiggerla. Sentirete batterle in petto il cuore di carne che ha. E piuttosto che infliggerle ulteriore dolore, le darete conforto. È questione di umanità.

The Times è crudele, non pensa a nulla se non all’effetto. Nei giorni scorsi, con un titolo assai bastardo e irregolare consegna la Calabria al massacro. Altro che morzello di Catanzaro!

“Mafia hub hires cuban doctors as Italy’s medics shun region”

Nel cuore della Calabria, The Times ‘people’, batte incessante il mio cuore, batte eccitato il cuore dei miei figli, batte forte quello di famiglie intere di gente per bene. Battono i sacrifici di molti, il lavoro di tanti, i lutti e le feste di tutti. E batte anche il cuore di giornali come The Times quando, per osservare la Calabria, anche nel dare appeal a un titolo di giornale, rigettano, con responsabilità e senso di giustizia, stereotipi e pregiudizi. 

Saremo pure nati un lembo di terra un po’ malandato e forse anche un tantino maledetto noi calabresi, ma il cuore di chi vive quaggiù, batte più forte di quello della mafia. La Calabria è il nostro cuore. (gsc)

COLLASSO OCCUPAZIONALE PER I GIOVANI
IN CALABRIA SENZA LAVORO SONO IL 55,6%

di FRANCESCO RAO – I nostri giovani, dopo aver compiuto tanti sacrifici per conseguire l’ambito titolo di studio, oggi non riescono a mettere a frutto le loro conoscenze e affrancarsi dalla disoccupazione. Le cause di tali circostanze, in buona parte, sono rintracciabili in una serie di scelte fatte in passato e le responsabilità maggiori ricadono principalmente nella miopia della politica.

Quanto per cambiare, è stato speso moltissimo tempo per confrontarsi sul sesso degli Angeli, trascurando la vera e propria  valenza dell’ascensore sociale, rappresentato dai percorsi d’istruzione e dalla loro spendibilità nel mondo del lavoro. Per rimanere in tema, il numero chiuso per l’accesso alle Facoltà di Medicina sono state una scelta lungimirante? Oggi, tra le cause del mancato adeguamento tra domanda e offerta, proveniente direttamente dai mercati del lavoro, i Giovani del Meridione sono tristemente collocati all’angolo e pressati al muro dal collasso occupazionale che non potrà essere sanabile nel breve periodo.

La Calabria, nel 2017, restava al top in Ue, per tasso di disoccupazione giovanile, attestandosi al 55,6%. Ad oggi, non sono avvenuti grandi cambiamenti e persiste quel triste ancora quel primato patologico. Detto ciò, provo ad illustrare velocemente cosa è accaduto dal 1990 ai nostri giorni, tentando di analizzare brevemente le dinamiche Europee e mondiali afferenti al mondo dell’istruzione e del mercato del lavoro. Da una parte troviamo quanti hanno accolto, con umiltà ed entusiasmo, la tesi di Jeremy Rifkin guardando i processi di globalizzazione come una vera e propria opportunità.

A fronte di tali indicatori, sono state predisposte forme di adeguamento mediante l’istituzione di corsi di studio tesi a preparare i Giovani alle nuove competenze richieste da quel futuro che stava sopravvenendo. Dall’altra parte, cito l’esempio dell’Italia, in quel periodo era impegnata a reagire all’agenda politica del momento nella quale l’onda  lunga creatasi a seguito di tangentopoli, dall’ascesa di Berlusconi, dalla Destra al Governo, dal primo Governo Prodi, dall’adozione dell’Euro, con annessa la lotta eterna consistente nel decidere il rapporto di cambio lira/marco tedesco ecc. ecc.

Tutto ciò, purtroppo, oggi rappresenta la scadente cornice messa a disposizione dal Legislatore per il futuro dei nostri Giovani, costretti a non potersi posizionare positivamente all’interno del mercato del lavoro, tanto per inflazione di competenze quanto per problematiche legate alle tipologie cangianti dei contratti di lavoro. A ciò si aggiunge la penuria delle azioni concrete,  messe in atto per tentare di riportare nell’alveo ciò che oggi è diventato un vero e proprio fiume in piena identificabile nel crescente fenomeno della disoccupazione  giovanile. Allora come oggi, si è rimasti inermi a pensare che fosse sufficiente attutire l’urto sociale del momento, spendendo una marginale preoccupazione per il delicatissimo ambito maggiormente esposto e sperando nella così detta mano invisibile, pronta a riporre in equilibrio le condizioni venutesi a generare. Quella scelta ha cancellato il futuro di tutte quelle persone che oggi, alla soglia dei 40 anni, non hanno lavorato, versando contributi pensionistici nemmeno per un solo giorno.

Tanto per cambiare, noi Italiani, siamo stati sempre bastion contrario a fronte dell’innovazione; invece di leggere con attenzione i mutamenti sociali e farli immediatamente nostri, abbiamo saputo reagire al cambiamento epocale del mondo del lavoro ampliando i percorsi di studio in maniera così virtuosa per contare infiniti corsi di laurea, per giunta poco spendibili nel mercato del lavoro italiano ed in gran parte dell’Europa. Tutto ciò è avvenuto mentre l’Ocse e l’Invalsi illustrava le dinamiche del cambiamento e richiamava gli Stati, compresa l’Italia, a porre maggiore attenzione verso quali skills promuovere nei campus universitari e negli Istituti Superiori. L’effetto della mancata ed oculata attenzione verso i nostri competitor è stato ed è alla base di quanto viene dettato attualmente dal Mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

Queste dinamiche di primissimo interesse, oggi coinvolgono i nostri Giovani e le loro famiglie, in modo particolare, quest’ultime, impegnate prima a sostenere la quotidianità dei loro figli nel percorrere la strada dell’istruzione e successivamente nel vederli penare a fronte del vortice della disoccupazione o, per la mancata gratificazione economica a fronte del lavoro svolto spesso in maniera precaria. Con l’avvento di Industria 4.0, le generazioni che oggi hanno un’età compresa tra 10 e 12 anni applicandosi soprattutto in matematica, informatica, lingue (inglese, arabo e cinese) troveranno in futuro maggiore opportunità occupazionale; anche lo studio della medicina e della chimica riscoprirà una nuova stagione, in questi ambiti sarà indispensabile approcciarsi all’informatica, alla robotica ed all’intelligenza artificiale.

Per le attuali generazioni, prive di occupazione,  a seguito delle letture e dagli studi sino ad ora compiuti e seppur la mia conoscenza non sia di rilevanza scientifica, l’unica chance intravedibile nel breve e medio periodo consisterà nel sapersi rimettere in gioco, reinventando un lavoro destinato a valorizzare ciò che ci circonda e ponendo il valore aggiunto delle nostre tradizioni  come un vero e proprio Brand da offrire a quote di mercato vogliose di vivere esperienze di accoglienza, cultura, prodotti locali e saperi dei quali il Meridione è ricco. Quanti sceglieranno di percorre questa strada, dovranno saper adempiere ad un primo ed importantissimo requisito: è vietato improvvisare, come purtroppo è stato fatto in passato, vendendo una pessima immagine dei nostri saperi e dei nostri luoghi.

Le parole d’ordine dovranno essere sostenibilità e qualità. Oggi, contrariamente al passato, possediamo i vettori giusti per canalizzare tali offerte e vi sono anche importanti finanziamenti per raggiungere gli obiettivi prefissati. Tali mezzi, da una parte alimentano alla massima velocità la diffusione del bello e potranno divenire il vero e proprio acceleratore del territorio e delle Comunità coinvolte. Perciò è sconsigliabile continuare ad usare i Social e la comunicazione in generale, in maniera spregevole. Si pensi per una volta all’importanza della web reputation da inquadrare anche come sistema di tenuta sociale.

L’esasperazione trasmessa mediante i vettori informatici crea vuoti economici ma anche nevrosi sociale. Queste scelte, qualora non governate adeguatamente dalle persone,  rappresenteranno un rinnovato senso di distruzione, volto a coinvolgere  quanti hanno intenzione di superare le difficoltà riconducibili alle tre generazioni viventi costrette a segnare il passo per mancanza di opportunità. Papa Francesco, durante il rientro da un viaggio in Marocco ha affermato: “chi costruisce muri finirà prigioniero delle sue barriere”.

Adesso, dipenderà soltanto da noi essere o non essere protagonisti. Ricorrendo ai nuovi modelli occupazionali, riconducibili soprattutto ai modelli di Start-Up, è possibile trasformare la tradizione in innovazione, interpretando il paradigma della criticità come una opportunità che sicuramente potrà conferire al Meridione una posizione attrattiva capace di aprire un dialogo con quanti non conoscono la parte bella delle nostre realtà.

Questa strada, messa a sistema, potrebbe aprire anche un nuovo percorso nel quale sia possibile infondere quella fiducia e quell’ottimismo indispensabile a superare l’attuale malessere sociale, rappresentato dalla disoccupazione, sempre più simile ad un vero e proprio male dal quale i nostri Giovani ne sono le vittime innocenti?

La Politica, in tal senso, é chiamata a dare risposte alle analisi offerte dalle scienze sociali e in tal senso, vorrei auspicare che la Campagna Elettorale in corso potesse immediatamente avere una svolta in meglio. Seguendo i vari Talk televisivi mi sembra di essere in una delle feste di paesi nei quali gli organizzatori, per raccogliere fondi, ricorrono al vecchio metodo dell’incanto, nel quale ad aggiudicarsi il bene é il miglior offerente. (fr)

(Francesco Rao, giornalista e sociologo, è Presidente del Dipartimento Calabria della Associazione Nazionale Sociologi)