Barbuto (M5S): Serve troppe attività impattanti su Crotone, serve attenzione del Governo

La deputata del Movimento 5 StelleElisabetta Barbuto, ha ribadito che «sulla nomina del commissario straordinario per la bonifica del sito di interesse nazionale (Sin) Crotone-Cassano-Cerchiara e sulla tutela degli ecosistemi e del paesaggio nella città di Crotone e nel territorio circostante serve maggiore attenzione e determinazione da parte del Ministero della Transizione ecologica e del Governo».

«La dichiarata attenzione del Mite – ha spiegato – non soddisfa davanti ai quattro anni di attesa per la nomina di un commissario alla bonifica del SIN. La città e il territorio non possono restare ancora in attesa mentre  l’Eni tenta di sottrarsi a impegni già sottoscritti lasciando le scorie lì dove sono, in parte tombandole sull’ex sito industriale e in parte trasferendole a pochi chilometri di distanza, per giunta in una discarica privata a ridosso di una popolosa frazione di Crotone, dove da anni i cittadini denunciano i disagi legati alla presenza della stessa e reclamano il diritto alla salute. A questo si aggiunge il pericolo di nuovo impianti fortemente impattanti come un deposito costiero di rigassificazione (Gnl), in area adiacente al sito SIN e in zona urbanizzata, e di un impianto per la produzione di idrogeno blu».

«La transizione ecologica – ha concluso – è un obiettivo indifferibile e va fatta a seguito di una pianificazione adeguata, che tenga conto delle specificità dei luoghi e anche del contributo che hanno già dato fin qui, pure in termini di attività impattanti e conseguenze su ambiente e salute, da alcuni territori come quello crotonese.  Per questo ritengo che, in merito alla realizzazione di parchi eolici offshore nel mare Jonio, vada tenuta in debito conto sia la vocazione turistica di un territorio ricco di biodiversità e beni culturali e archeologici sia la presenza di attività di pesca, già fortemente limitate dalla presenza di piattaforme estrattive nell’area interessata». (rp)

Tirocinanti calabresi, Orrico (M5S): Governo dia avvio ai concorsi

La deputata del Movimento 5 StelleAnna Laura Orrico, ha depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministero per la Pubblica amministrazione ed a quello della Cultura «per capire se e quando partiranno le selezioni pubbliche in modo da non lasciare sguarniti gli uffici pubblici ed al contempo garantire una continuità lavorativa ai tirocinanti».

«Diversi luoghi della cultura calabresi – ha spiegato Orrico – come il Parco Archeologico di Sibari e la Galleria Nazionale di Cosenza hanno dovuto interrompere servizi ed attività per mancanza di personale, vicenda raccontata e denunciata da più organi di stampa».

«Questo perché – ha proseguito –, ormai da anni, il personale di queste strutture è corroborato e supportato dall’indispensabile attività dei cosiddetti ‘tirocinanti’ il cui contratto presso le sedi locali del Ministero della Cultura è scaduto lo scorso 31 dicembre. Una vicenda per cui mi ero spesa quando, da sottosegretario ai Beni culturali, avevo avviato interlocuzioni sia con i sindacati che rappresentavano i tirocinanti che con i dirigenti dell’allora Mibact».

«Purtroppo – ha detto ancora – la questione dei tirocinanti, che svolgono importanti attività all’interno delle pubbliche amministrazioni con corrispettivi economici non adeguati attraverso i quali, fra l’altro, spesso sostengono nuclei familiari fragili, va avanti da troppo tempo fra proroghe e precarietà».

«Tuttavia – ha detto ancora – l’art.50-ter del decreto-legge 73/2021 convertito, con modificazioni, dalla legge 106/2021, prevede l’assegnazione di personale da assegnare ai ministeri della Cultura, dell’Istruzione e della Giustizia nelle regioni, fra cui la Calabria, individuate nel solco dell’obiettivo europeo ‘Convergenza’. In particolare, il comma 1 del citato art. 50-ter autorizza il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri a bandire procedure selettive per l’accesso a forme contrattuali a tempo determinato e a tempo parziale alle quali sono prioritariamente ammessi proprio i soggetti inquadrati come tirocinanti presso i tre ministeri richiamati». (rp)

Melicchio (M5S): Usare fondi Pnrr per borse di studio e finanziamento Università del Sud

Il deputato del Movimento 5 StelleAlessandro Melicchio, ha proposto di utilizzare meglio i fondi per Pnrr per risolvere, in particolare, due problematiche «ataviche che non sono mai stati gestite compiutamente»: si tratta delle borse di studio di specializzazione per le professioni sanitarie non mediche e il sistema di finanziamento delle Università meridionali.

Il parlamentare, infatti, ha evidenziato come per gli specializzandi delle professioni sanitarie non mediche «la formazione nei presidi ospedalieri è, nella maggior parte dei casi, priva di alcun sostegno economico, tranne l’importante aiuto che arriva da qualche Università virtuosa. Sarebbe, quindi, il caso di utilizzare i fondi del Pnrr per creare un fondo nazionale che le università possono utilizzare per promuovere e aiutare la formazione di questi studenti».

Per quanto riguarda, invece, il finanziamento delle Università Medirionali, Melicchio ha ricordato come «il divario nel finanziamento delle università nel nostro sistema Paese non nasce oggi, ma è stato generato nel tempo e riguarda da vicino i criteri di riparto delle risorse dell’FFO (Fondo per il finanziamento ordinario delle università)».

«Questo riparto – ha spiegato – si basa su un criterio che mette in relazione il rapporto spese sostenute dalle università/entrate fisse degli atenei. In quest’ultima voce troviamo il ricavato delle tasse universitarie. Questo dato incide sulla ripartizione delle risorse in maniera importante. Se ora mettiamo in relazione il reddito pro capite delle famiglie degli studenti e le entrate che derivano dall’FFO troviamo, infatti, una correlazione diretta».

«Le università che risiedono in Regioni – ha spiegato ancora – dove il reddito pro capite è più alto sono in grado di applicare una tassazione più elevata, possono farlo, e in questo modo percepiscono più fondi dallo Stato con la ripartizione dell’FFO. Questo calcolo ha creato il divario negli anni: la Svimez calcola che per ogni docente pensionato nelle regioni del nord ne entrano fino a 5 nuovi docenti, mentre in quelle meridionali meno di uno. Si avverte, quindi, un impoverimento della docenza e dei corsi universitari al Sud. Ma anche una riduzione degli iscritti alle università: dal 2003 ad oggi abbiamo perso su base nazionale l’11% di iscritti, al meridione questa percentuale arriva al 23%…».

«Un caso su tutti – ha proseguito – fornisce una fotografia di questa situazione. Mettiamo in correlazione l’Università della Calabria con circa 26mila iscritti e l’università di Pavia con circa 24mila iscritti: Pavia ottiene il doppio dei fondi rispetto all’Unical, nonostante gli iscritti siano quasi uguali. Perché? Perché c’è una tassazione più elevata, e l’università che tassa maggiormente (ricavando più entrate) riceverà anche più finanziamenti dallo Stato tramite Fondo per il finanziamento ordinario delle università».

«Questo è il risultato guardando ai freddi numeri – ha concluso –. Un risultato che certamente aiuta l’aumento del divario e tutte le conseguenze che abbiamo affrontato. È arrivato il momento di risolvere questa problematica e oggi possiamo farlo tramite il PNRR che ha fra gli obiettivi anche la riduzione del divario del sistema universitario. Quale occasione migliore?». (rp)

D’Ettore (CI): Bankitalia, ora proposte per più coordinamento tra autorità e vigilanza

Il deputato di Coraggio ItaliaMaurizio D’Ettore, a seguito dei chiarimenti di Bankitalia sulla commercializzazione di pietre preziose, ha evidenziato come «il tema vero è quale sia lo spazio normativo in cui è possibile muoversi, e come la stessa commissione possa proporre un eventuale quadro normativo rinnovato che potrebbe consentire alla Banca d’Italia, ed altre autorità di vigilanza, di svolgere anche ulteriori compiti, rafforzando il coordinamento tra i vari enti competenti».

In una nota, ha sottolineato «la disponibilità ad un contributo tecnico per eventuali nuove misure, ricordando però che siamo in un ambito nel quale le attività di vigilanza devono essere coordinate con una serie di altre autorità, anche in funzione di quello che e’ l’indirizzo del contesto europeo, dal quale non possiamo estraniarci». 

«Banca d’Italia – ha concluso il deputato di Coraggio Italia – ha svolto un ruolo importante di interlocuzione che è stato utile quantomeno ad ottenere una quantità rilevante di ristori, ma è il momento di fare delle proposte concrete, rispetto a questo coacervo di norme e di competenze che esiste». (rp)

Sapia (Alt. c’è) interroga il Governo per recupero prestazioni sanitarie non erogate causa covid

Il deputato de L’Alternativa c’èFrancesco Sapia, ha interrogato il presidente del Consiglio dei ministri e i ministri della Salute e dell’Economia, in merito al recupero delle prestazioni sanitarie non erogate a causa della pandemia, chiedendo se intende «valutare uno scostamento di bilancio per aumentare le risorse stanziate al riguardo, ad oggi insufficienti, al fine di tutelare pienamente il diritto alla salute dei pazienti ordinari, anche per scongiurare che eventuali cronicizzazioni o aggravamenti possano aumentare i costi dell’assistenza sanitaria».

Con riferimento alla commissione d’indagine interna che di recente il commissario dell’ospedale di Cosenza, Isabella Mastrobuono, ha istituito per scovare eventuali favoritismi nella gestione delle liste d’attesa per gli interventi chirurgici, Sapia ha poi chiesto «quali informazioni abbia in proposito il ministro della Salute», perché, ha spiegato il deputato, «sarebbe grave se le visite intra moenia fossero servite o possano servire a scavalcare chi ha più bisogno di essere operato». Il parlamentare ha ricordato che «entro il 31 gennaio le Regioni e le Province autonome dovevano trasmettere a Roma i piani per l’utilizzo delle risorse, comunque insufficienti, destinate al recupero delle prestazioni rimaste in sospeso».

Nella sua interrogazione, Sapia ha quindi chiesto «quali Regioni e Provincie abbiano presentato nei termini questi piani e quanti siano i fondi disponibili per ciascuna di esse». Ancora, il deputato calabrese ha chiesto «se il ministro della Salute non intenda tempestivamente adottare, e all’occorrenza quali, iniziative di competenza al fine di controllare che il recupero delle prestazioni sanitarie non erogate a causa della pandemia segua effettivi criteri di tutela della salute in relazione alle condizioni dei pazienti, anche per scongiurare che il sistema delle visite intra moenia possa determinare disparità, a discapito dei cittadini meno abbienti». (rp)

Sapia (Alt. c’è) chiede incontro a Occhiuto per il poco personale nello Spoke di Corigliano Rossano

Il deputato de L’Alternativa c’èFrancesco Sapia, ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in merito alla carenza di personale allo Spoke di Corigliano Rossano. Di personale, ha riferito Sapia, ne hanno bisogno anche gli ospedali di Trebisacce e gli altri presidi dell’Asp di Cosenza.

«Non è possibile – ha aggiunto –trasferire i sanitari già in servizio da una parte all’altra, perché così non si tutela affatto la salute dei cittadini, si creano guerre di campanile e si mandano in sofferenza i reparti ordinari, nonché i medici, gli infermieri e gli Oss che vi lavorano».

Il deputato, poi, in una nota ha evidenziato come «nell’ospedale coriglianese ha rimarcato al commissario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina, la grave carenza di personale che frena le attività ordinarie dei due stabilimenti ospedalieri dello Spoke di Corigliano Rossano».

«Non si possono aprire ospedali Covid prendendo il personale dai reparti ordinari. È un errore clamoroso, che determina – ha sostenuto il parlamentare di Alternativa – l’ulteriore rinvio di ricoveri e prestazioni indispensabili, creando nuovi malati o peggiorando le condizioni di salute di tanti pazienti cronici. Nel 2020, in Italia le prestazioni non erogate hanno raggiunto la cifra record di 6 miliardi di euro, in quanto a valore economico. Per consentirne il recupero, il governo ha stanziato in tutto un miliardo di euro, a fronte di una richiesta del doppio da parte delle Regioni, che entro il 31 gennaio dovevano trasmettere a Roma i piani per utilizzare queste risorse, comunque insufficienti a tutelare i pazienti non Covid».

«Per discutere di questi problemi, che riguardano tutta la sanità pubblica calabrese, ho già chiesto – ha concluso Sapia – un incontro al commissario alla Sanità calabrese, Roberto Occhiuto, anche alla luce delle numerose segnalazioni e doglianze che mi arrivano da ambienti sanitari e sindacali, le cui preoccupazioni sono altissime. Mi auguro che Occhiuto mi riceva al più presto. C’è l’urgenza di mettere in campo una strategia politica, senza pregiudizi e al di là delle appartenenze, perché l’intera rappresentanza parlamentare calabrese prema sul governo, che ha il dovere di intervenire». (rp)

Sapia (Alt. c’è): Governo coadiuvi Occhiuto con personale statale per conti su sanità

Il deputato de L’Alternativa c’èFrancesco Sapia, ha interrogato i ministri della Salute e dell’Economia, cui ha chiesto «se non ritengano di assumere con urgenza iniziative per coadiuvare il commissario Roberto Occhiuto con personale statale qualificato, in maniera da effettuare una ricognizione puntuale circa lo stato reale delle opposizioni alle procedure esecutive da parte delle aziende del Servizio sanitario regionale e in modo da consentire la definizione dei bilanci aziendali mai approvati nel corso degli anni».

«L’atto parlamentare – si legge in una nota di Sapia, – ha preso le mosse dal recente caso dei circa 18 milioni contestati dalla Corte dei conti ad ex dirigenti di Villa Sant’Anna e a manager dell’Asp di Catanzaro per una vicenda di cessione di crediti non dovuti».

«La verifica dei livelli di opposizione rispetto alle procedure esecutive – ha scritto nella sua interrogazione il deputato di Alternativa – e la ricognizione sui bilanci delle aziende del Servizio sanitario della Calabria sono essenziali per il rientro dal disavanzo sanitario regionale, attesa la gravità di quelle contestazioni della Procura contabile e considerato che la mancata approvazione di numerosi bilanci, specie dell’Asp di Reggio Calabria e dell’Asp di Cosenza, rappresenta un grave limite per la tutela del diritto alla salute dei residenti in Calabria».

Secondo Sapia, «finora i vari governi nazionali non hanno mostrato alcuna intenzione di far luce sui conti della sanità calabrese, perché – conclude – controlli e accertamenti, come conferma quest’ultimo intervento della Corte dei conti, sono stati lasciati nelle mani di pezzi del sistema da superare». (rp)

Sapia (Alt. c’è) interroga il Governo per la tutela salute dei bambini

Il Deputato de L’Alternativa c’èFrancesco Sapia, ha evidenziato che «occorre l’intervento risoluto del governo al fine di garantire una migliore assistenza sanitaria ai bambini, anche con terapie intensive dotate di ventilazione extracorporea, cioè di Ecmo».

Sapia, infatti, ha interrogato il presidente del Consiglio e i ministri della Salute e dell’Economia, chiedendo loro iniziative concrete per tutelare il diritto alla salute dei bambini, «messo a rischio – ha evidenziato il parlamentare – dai tagli del Piano di rientro e da oltre vent’anni di gestioni inadeguate e di minori trasferimenti di risorse statali. Nel complesso si tratta di una cifra che supera i 3 miliardi di euro». Nella sua interrogazione, il deputato di Alternativa ha ricordato che «la scomparsa per Covid della piccola Ginevra ha scioccato tutti i calabresi».

«Dei bambini – ha incalzato Sapia – si parla troppo poco, come se non ci fossero o se non avessero tutele maggiori, puntualmente ignorate, soprattutto nei luoghi delle decisioni. Io spero – continua – che il commissario Roberto Occhiuto, finita la fase iniziale degli annunci, passi subito ai fatti e inserisca tra le priorità il diritto alla salute dei minori, che non devono essere costretti a partire per Roma o per il Nord».

«Passato il teatrino dell’elezione del presidente della Repubblica, l’intera rappresentanza parlamentare calabrese – ha concluso Sapia – si preoccupi del nuovo Programma operativo, sparito dai radar dallo scorso luglio, la cui approvazione consentirebbe al Servizio sanitario regionale di avere i primi 60 dei 180 milioni stanziati nella seconda legge Calabria. Servono con urgenza mezzi e personale». (rp)

Comunità Energetiche Rinnovabili, intesa tra d’Ippolito (M5S) e il presidente Occhiuto

Il deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito, ha reso noto che «con il presidente Roberto Occhiuto, a Montecitorio, ho avuto un incontro costruttivo sul tema delle Comunità energetiche rinnovabili, di cui la Calabria potrebbe essere leader in Italia».

«È emersa piena convergenza sulla necessità – ha spiegato – di avviare percorsi istituzionali per sfruttare le risorse finanziarie e le possibilità concrete che l’attuale quadro normativo offre in proposito. Appena possibile, abbiamo concordato con il presidente Occhiuto, terremo insieme un convegno pubblico sull’utilità delle Comunità energetiche rinnovabili per la Regione Calabria, nonché su come costruire le sinergie che servono per passare alla fase attuativa».

«Se mettiamo insieme le giuste collaborazioni istituzionali, coinvolgendo anche l’Università della Calabria, possiamo – ha spiegato D’Ippolito – ottenere ottimi risultati e favorire grandi risparmi per i cittadini calabresi, che già adesso sono costretti a fare i conti con l’aumento esponenziale delle bollette. Si tratta di una strada felice, che va nella direzione della tutela dell’ambiente, della transizione ecologica e della sostenibilità».

Per il deputato, infatti, «la Calabria  ha la possibilità di ripartire, diventando in primo luogo una delle regioni leader nel campo delle energie rinnovabili, dunque protagonista attiva della transizione ecologica. Lo dobbiamo all’impulso e alle iniziative parlamentari del Movimento 5 Stelle anche nel recepimento di due direttive UE: la cosiddetta RED II e quella sul mercato interno, entrambe approvate negli ultimi mesi dello scorso anno».

«Esse rivitalizzano una legislazione precedente, tra cui, in Calabria – ha proseguito – la legge regionale numero 2 del 2021, che finora era rimasta praticamente lettera morta. Tali provvedimenti rendono oggi praticabile la possibilità di sviluppare l’autoproduzione d’energia e le comunità energetiche da fonti rinnovabili. In sostanza, volendo semplificare, essi rendono possibile la produzione di energia, con evidenti risparmi sul costo della bolletta elettrica, direttamente ad opera dei cittadini singoli o da associati in comunità. Sino ad oggi questa possibilità era resa alquanto complicata da alcune direttive tecniche che ne rendevano difficile l’operatività».

«La stessa regione Calabria, che pur aveva approvato una legge sulle comunità energetiche, è ancora sprovvista delle necessarie direttive della Giunta. Soltanto l’innovato quadro normativo, ne consentirebbe oggi l’approvazione e il funzionamento – ha illustrato d’Ippolito – perché offre l’opportunità di finalizzare una serie di strumenti finanziari che incentivano, in alcuni casi al 100% o a tasso agevolato e/o a fondo perduto, lo sviluppo dell’autoproduzione, individuale o collettiva, di energia da fonti rinnovabili».

«Cito ad esempio: l’ormai noto Super bonus 110%; il Fondo Nazionale Efficienza Energetica – ha detto – che favorisce gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e di investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi; il decreto Crescita con i contributi (a fondo perduto) ai Comuni per la realizzazione di progetti relativi a investimenti nel campo dell’efficientamento energetico e dello sviluppo territoriale sostenibile; i Fondi Strutturali e di Investimento europei; il PNRR, che dispone un fondo di 2,2 miliardi, ad esplicito ed esclusivo uso di finanziamento per la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), da parte di qualsivoglia soggetto che abbia sede nei territori dei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti. Ecco perché la Calabria si può candidare, allora, a diventare una regione leader nella produzione di energia da fonti rinnovabili (energia eolica, termica, geotermica, mareomotrice, fotovoltaica, idraulica, solare, termodinamica ecc.)».

«L’energia così prodotta potrà essere utilizzata per i propri usi domestici, mentre l’eccedenza verrebbe venduta ai grandi gestori della rete, usufruendo di una tariffa incentivante prevista da un decreto del ministero dello Sviluppo economico. La tariffa incentivante è strutturata per promuovere l’autoconsumo, anche tramite l’impiego dei sistemi di accumulo, con un ulteriore notevole risparmio sui costi della bolletta elettrica. Per esempio, l’energia prodotta nel periodo estivo (quando c’è minor consumo e maggiore produzione) potrà essere accumulata per l’utilizzo nel periodo invernale. Ovvero, più semplicemente: l’energia prodotta di giorno, con minor consumo, può essere adoperata di notte.  Evidente è, quindi, l’interesse e il vantaggio anche per il mondo delle imprese, specie quelle più energivore».

«Sto quindi lavorando per avviare una forte campagna di sensibilizzazione verso tutti i Comuni interessati – ha annunciato – perché stimolino o, addirittura, promuovano la formazione di comunità energetiche che oggi rappresentano un importante strumento per la creazione di piccole iniziative imprenditoriali e per la formazione di nuovi posti di lavoro, nonché un efficace ed effettivo sistema per ridurre il fabbisogno di energia da fonti fossili – intanto gas e petrolio – e per scongiurare il ritorno all’energia nucleare  e alle pratiche di combustione, che tanti danni hanno provocato nel mondo e la cui sicurezza resta una chimera. Analogo lavoro sto programmando per sensibilizzare e informare i cittadini su come funziona questo modello unico di CER basato sul concetto di “condivisione”». (rp)

Parentela (M5S): Riaperto il Centro Riabilitativo di Squillace

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, ha espresso soddisfazione per la riapertura, prevista per il 31 gennaio, del Centro Riabilitativo di Squillace, sottolineando che si tratta di «un’ottima notizia per tutti i cittadini del comprensorio, che così riavranno un servizio indispensabile».

«Ringrazio il commissario dell’Asp di Catanzaro, Ilario Lazzaro, cui avevo chiesto di salvaguardare le attività di questa struttura – ha spiegato Parentela – di proprietà del Comune di Squillace. Grazie all’attenzione dei vertici dell’Asp, insieme ai sindaci e alle altre rappresentanze locali – ha concluso Parentela – siamo riusciti a mantenere questo presidio sanitario, peraltro in un periodo molto delicato per la sanità pubblica regionale. Continuerò nel mio impegno in favore della tutela della salute del territorio». (rp)