Consiglio regionale approva mozione di Giannetta per fermare la peste suina

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la mozione del consigliere regionale, Domenico Giannetta, per contrastare la diffusione del virus della PSA (Peste Suina Africana).

Ad integrazione dell’ordinanza emanata nei giorni scorsi dal Presidente della Giunta regionale Occhiuto, che istituisce la “zona infetta” e regolamenta i comportamenti da adottare nei ventisei comuni rientranti nella stessa, il consigliere Giannetta impegna la Giunta ad accelerare il selecontrollo nei comuni limitrofi, per scongiurare il dilagare della peste suina e ad attivare un sistema organico, univoco, unitario per tutta la Calabria, per la disciplina – attraverso l’adozione di protocolli e procedure – del selecontrollo e di ogni altra azione utile a circoscrivere il propagarsi della peste suina e arginare ogni possibile conseguenza che da essa possa derivare, in particolare sugli allevamenti, sull’attività venatoria e su tutto l’indotto. (rrc)

Lunedì si riunisce il Consiglio regionale: All’odg stato di attuazione della programmazione europea

Lunedì 22 maggio si riunisce il Consiglio regionale della Calabria.

All’ordine del giorno, si discuterà dello stato di attuazione della programmazione europea 2020-2024, della proposta di legge Modifiche alla legge regionale 14/1984 (Provvidenze in favore dei mutilati ed invalidi civili e del lavoro) ” del consigliere Crinò e della proposta di legge di iniziativa dei Consiglieri G. Gallo, P. Molinaro, P. Caputo, M. Comito, G. Neri, recante: “Interventi normativi sulle leggi regionali n. 19/1986, n. 28/1986, n. 7/1996, n.19/2002, n. 15/2006, n. 22/2010, n. 45/2012, n. 2/2013, n. 24/2013, n. 30/2016, n. 9/2018, n. 5/2021, n. 8/2023, n. 9/2023 e disposizioni normative” . (rrc)

La consigliera Straface: Proposta istituzione dell’Osservatorio per Dipendenze psicologiche

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto di aver proposto alla Giunta regionale di istituire l’Osservatorio per le Dipendenze Psicologiche.

«Nei mesi scorsi – ha spiegato Straface – il presidente Roberto Occhiuto ha voluto delegarmi a questo particolare settore e con grande impegno, anche grazie al lavoro di supporto del Dipartimento Tutela della salute, stiamo ricostruendo un servizio che sia utile al territorio».

«L’istituzione dell’Osservatorio – ha proseguito – ha come principali obiettivi la conoscenza del fenomeno delle dipendenze patologiche nel territorio regionale e della sua evoluzione, attraverso stime, ricerche, studi sociologici e statistici, basandosi su un sistema informativo molto articolato che preveda flussi di dati provenienti non solo dai Ser.D. ma anche da altri servizi pubblici e del privato sociale che operano nel settore delle dipendenze: come ad esempio i medici di medicina generale, equipe che operano nel carcere, il servizio di emergenza 118 (interventi per eccesso di sostanze stupefacenti), le comunità terapeutiche, gli  ospedali per i pazienti dimessi con diagnosi di tossicodipendenza e alcolismo o per  accessi ai reparti di pronto soccorso per uso di sostanze psicoattive, gli Enti Locali, le scuole, le forze dell’ordine, le associazioni di categoria, il terzo settore, le associazioni di volontariato».

«Inoltre – ha spiegato ancora Pasqualina Straface – l’Osservatorio promuove una strategia di programmazione regionale che, distinguendo tra uso, abuso e dipendenza, permetta una crescita culturale rispetto a questi fenomeni, introduca modelli di contrasto e di riduzione del danno, secondo alcuni presupposti fondamentali».

«L’amministrazione regionale e la struttura commissariale guidata dal governatore hanno inteso procedere nell’istituzione dell’osservatorio e di affidarmi la “ricostruzione” del settore dipendenze piscologiche – ha concluso – che oltre ad essere incluse nei Livelli essenziali di assistenza in termini di estensione delle prestazioni e servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire ai cittadini, rappresentano un fenomeno complesso e particolarmente diffuso tra i giovani e conseguentemente risulta necessario ed urgente anche per la Regione Calabria individuare alcune misure  di intervento per il miglioramento della politica di contrasto e di prevenzione delle dipendenze sia comportamentali che da sostanza, legale ed illegale». (rrc)

Endometriosi, sarà istituito il Registro regionale

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la proposta di legge di Michele Comito con cui «si riconosce la rilevanza sociale dell’endometriosi e si procede all’istituzione del registro regionale».

«L’endometriosi– ha spiegato Comito – è una patologia complessa della quale non si conoscono le cause, nonostante diverse teorie fisiopatologiche avanzate. Arrivare tardivamente alla diagnosi può essere causa di conseguenze organiche e cliniche devastanti, in particolare quando la malattia invade altri organi. Ecco perché è fondamentale una precisa conoscenza della malattia ed è necessaria una continua campagna divulgativa di sensibilizzazione».

Con la proposta di legge è stato inoltre meglio definito il registro regionale, con in previsione la creazione di un elenco di professionisti di più branche specialistiche che, a vario titolo, possano essere un riferimento volontario e gratuito per le pazienti: e quindi ginecologi, chirurghi, urologi, gastroenterologi, radiologi, terapisti del dolore, fisiatri, fisioterapisti, infermieri, psicologi, nutrizionisti.

Il consigliere Comito dà atto inoltre dell’impegno di diverse associazioni di volontariato che con la loro opera «hanno contribuito a diffondere la conoscenza della malattia, favorendo quindi una più rapida diagnosi”. Tra le iniziative menzionate, quella di “Endopank: sediamoci sul giallo», una panchina gialla installata in ogni città o paesino con indicazioni tramite Qrcode sulla natura della malattia.

Con l’iniziativa legislativa è stato inoltre suggerito di organizzare ambulatori dedicati presso le unità operative di Ginecologia negli ospedali Hub e Spoke, e Centri ancor più specifici e attrezzati distribuiti su tutto il territorio regionale. Infine, nel riconoscere la preziosa attività delle associazioni di volontariato, come quella del Telefono giallo gestito dal sodalizio La voce di una è la voce di tutte, si è stanziato un piccolo contributo economico, mentre altro contributo è stato stanziato per la realizzazione di manifestazioni e materiale divulgativo. Ma è in particolare alla dottoressa Carmen Amato, dell’Associazione “La voce di una è la voce di tutte”, che va il ringraziamento dell’on. Comito, per aver “contribuito in maniera sostanziale alla stesura della legge stessa, fornendo quel supporto di esperienza e competenze che ha impreziosito il nostro lavoro”.

«Ogni 28 marzo – ha concluso l’esponente di maggioranza – celebreremo la giornata regionale dell’endometriosi in concomitanza con la giornata mondiale. Un modo per tenere sempre accesa l’attenzione verso una malattia che può diventare invalidante e verso la quale, in questo caso, la politica ha fatto fronte comune superando ogni steccato, con l’obiettivo, per quanto di propria competenza, di fornire un supporto concreto alle iniziative di carattere prettamente scientifico». (rrc)

Fusione dei Comuni, Lo Schiavo e Tavernise presentano proposta di legge per modifica del referendum

I consiglieri regionali Antonio Lo SchiavoDavide Tavernise hanno presentato una proposta di legge che punta a «definire in modo più chiaro l’esito referendario e tutelare l’espressione democratica del voto popolare nei singoli comuni, relativamente alle consultazioni per la Fusione dei Comuni quando l’iniziativa sia intrapresa dal Consiglio regionale».

Secondo le modifiche proposte, l’esito referendario «si intende accolto solo qualora la maggioranza dei voti validamente espressi in ciascun comune interessato alla proposta referendaria sia favorevole alla stessa».

Come viene spiegato nella relazione illustrativa della proposta, l’attuale normativa regionale consente di concludere il procedimento legislativo di fusione anche con un esito referendario sfavorevole alla fusione in uno o più di essi. Con la normativa vigente, quindi, il risultato referendario è condizionato dal «bacino elettorale di tutti i comuni interessati i cui voti calcolati complessivamente determinano o meno l’approvazione della proposta referendaria. La norma in vigore dispone, di conseguenza, che l’esito referendario sia connesso alla maggioranza dei voti validamente espressi complessivamente nei comuni interessati, mentre con la presente proposta di legge si specifica che l’esito deve essere favorevole in ciascun comune della fusione».

L’altro elemento di novità della proposta di legge consiste nel rendere obbligatoria, in caso di proposta di fusione di iniziativa del Consiglio regionale, la «richiesta di parere sulla stessa agli organi comunali competenti, che la esprimono entro sessanta giorni dalla richiesta». La finalità della proposta di legge è anche quella di assicurare il riconoscimento normativo indicato all’articolo 3 del Tuel che vede il Comune come “ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”, principio messo in discussione in occasione delle fusioni dei Comuni su iniziativa del Consiglio regionale.

«Non vi è dubbio che le fusioni – si legge ancora –, a fronte di alcuni vantaggi, contengono elementi di criticità che di fatto ne rendono difficoltosa l’attuazione. Tra i tanti quello principale è il timore, da parte dei cittadini, di perdere l’identità territoriale e le occasioni di partecipazione democratica che vengono sicuramente ridotte dalla natura intrinseca della fusione. Per queste ragioni la ratio della proposta di legge è anche quella di evitare che procedure di fusione si trasformino in annessione di comuni più piccoli demograficamente o deboli politicamente, in favore di comuni più grandi».

La Proposta di legge prevede infine che la commissione consiliare competente incarichi «gli uffici del Consiglio regionale della realizzazione di uno studio di fattibilità tecnico-economica” nonché l’acquisizione del “parere dei Consigli comunali interessati al fine di valutare in maniera compiuta l’esistenza dei requisiti formali, le ragioni civiche e/o di opportunità storica, culturale, sociale, di funzionalità istituzionale, nonché  di razionalizzazione dei servizi che sono a fondamento della fusione proposta». (rrc)

 

Il presidente Mancuso: Da Consiglio regionale straordinaria attenzione per valorizzare patrimonio naturalistico

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, ha voluto segnalare «l’attenzione straordinaria che questo Consiglio regionale sta riservando al tema dell’ambiente, ampliando le Aree protette e dando ad esse una normativa organica per sostenerle efficacemente».

Nel corso del suo intervento sulla legge in materia di Aree protette e sistema regionale della biodiversità, Mancuso ha ricordato come «la Regione sta approvando leggi significative, in linea con le nuove sensibilità che si registrano in tutto l’Occidente e coerenti con l’obiettivo della transizione ecologica per la quale l’Europa mette a disposizione dell’Italia col Pnrr circa 70 miliardi di euro».

Il presidente Mancuso ha ricordato che «il Consiglio regionale, in ossequio agli articoli  9 e 32 della Costituzione e alla normativa dell’Unione europea con al centro lo strumento ‘Rete Natura 2000’, ha approvato la legge sui ‘Cammini’ naturalistici, storici e spirituali che la Regione, tra le poche in Italia, ancora non aveva; la legge che istituisce la Riserva Naturale del Mesima; la legge che istituisce la Riserva naturale del Vergari; la legge che ha istituito il Parco marino della ‘Secca di Amendolara’ e la legge sulle Piante officinali, che darà anche impulso alle tante iniziative imprenditoriali nel settore, tutelando la biodiversità».

Ha aggiunto: «L’importante e qualificata azione legislativa che in diciotto mesi di Legislatura abbiamo messo in campo su questo specifico settore, non è affatto esaurita, infatti le Commissioni sono chiamate a confrontarsi su altri progetti di legge in materia».

Circa la legge sulle “Aree protette e sul sistema della biodiversità”, il Presidente dell’Assemblea legislativa ha ringraziato «per l’impegno profuso  i consiglieri Caputo e Montuoro, il presidente della Commissione Ambiente  Raso e i suoi componenti e il competente Dipartimento della Regione».

«Si tratta di una legge – ha concluso – che riforma la normativa risalente a vent’anni addietro. Una legge innovativa che consta di oltre 80 articoli e che consentirà alla Calabria di agire con una visione di sistema e il cui obiettivo è la protezione dei beni ambientali di una regione che per patrimonio boschivo è la quarta d’Italia». (rrc)

Il presidente del consiglio regionale Mancuso sostiene il progetto “Giustizia e umanità liberi di scegliere”

Il presidente Filippo Mancuso è intervenuto alla riunione della Commissione “Sanità, attività sociali, culturali e formative” presieduta da Pasqualina Straface, sul progetto di legge (la cui definizione è prevista per la prossima seduta della Commissione) recante: “Riconoscimento e sostegno del progetto Giustizia e umanità liberi di scegliere”.

Dopo aver ringraziato «la collega Valeria Fedele che con me ha predisposto il pdl», Mancuso ha spiegato: «Con il progetto di legge siamo pronti a dare seguito, come mi ero impegnato nei mesi scorsi, al protocollo d’intesa firmato tra il consiglio regionale e l’associazione Biesse di Reggio Calabria, per consolidare la promozione della Regione alle iniziative socio-culturali del progetto “Giustizia e umanità liberi di scegliere”, ormai divenuto in ambito nazionale un esempio per altre iniziative nel campo della promozione dei valori costituzionali e dell’impegno civico».

Le basi del progetto traggono origini dall’esperienza personale e diretta del giudice Roberto Di Bella negli anni in cui ha prestato servizio presso i Tribunali per i minori e in particolare a Reggio Calabria.

«Condividiamo – aggiunge il presidente del consiglio regionale – l’attivazione di un percorso educativo che coinvolge le scuole di ogni ordine e grado e che ha la finalità di contribuire alla formazione di una cultura della legalità e dell’etica pubblica, attraverso la promozione e divulgazione del libro “Liberi di scegliere”. Per contrastare il fenomeno della criminalità organizzata, occorre senz’altro l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche una reazione corale della società civile a favore della legalità. E un’attenzione verso i minorenni che hanno commesso dei reati e a cui bisogna garantire la possibilità del recupero sociale».

Infine, ad avviso di Mancuso: «Sul presupposto che l’educazione dei giovani alla legalità e dell’importanza di parlare ai giovani di giustizia e valori contro le barriere del silenzio e della paura, il consiglio regionale condivide un progetto che dà la possibilità a tanti figli di ‘ndrangheta di ricostruirsi una vita, aiutando questi giovani e giovanissimi – figli o parenti di mafiosi spesso sostenuti da tante madri – a scegliere liberamente fra la legalità e un destino di mafia, tra legalità e un destino di carcere o morte. Nel potenziamento della rete di sostegno sociale, necessaria per dare aiuto logistico, occupazionale e relazionale ai minori, donne o interi nuclei familiari che intendono dissociarsi dalle logiche criminali e dalle loro famiglie, ogni Istituzioni deve sentirsi coinvolta».

Il sostegno del consiglio regionale (a legge approvata) consiste nel finanziamento del premio culturale, pari a cinque borse di studio, intitolate a vittime delle mafie, dell’importo di 2mila euro ciascuna, da assegnare a studenti o classi di istituti scolastici di ogni ordine e grado a seguito di partecipazione al concorso bandito annualmente. (rrc)

Il consiglio regionale torna a riunirsi il 15 e il 22 maggio: Odg su bilancio, ambiente, mese dei Bronzi

La Conferenza dei capigruppo, coordinata dal presidente Filippo Mancuso, ha programmato due sedute del consiglio regionale per il 15 e il 22 maggio, nella seconda è prevista la discussione sui fondi comunitari e il confronto sui provvedimenti frattanto esaminati dalle Commissioni.

Nella seduta di lunedì prossimo (inizio ore 14.00) figurano i seguenti punti all’ordine del giorno: 1) Proposta di Provvedimento amministrativo n.122/12^ di iniziativa della giunta regionale recante: “Bilancio di previsione 2023-2025 dell’Azienda regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura calabrese (Arsac)” – Relatore: A. Montuoro; 2) Proposta di Legge n.153/12^ di iniziativa della giunta regionale recante: “Modifiche alla legge regionale 3 agosto 1999, n.20 (Istituzione dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente della Calabria – Arpacal)” – Relatore: P. Raso; 3) Proposta di Legge n.154/12^ di iniziativa del consigliere G. Crinò recante: “Modifiche alla legge regionale 14/1984 (Provvidenze in favore dei mutilati ed invalidi civili e del lavoro)”- Relatore: G. Crinò; 4) Proposta di Legge n.156/12^ di iniziativa del consigliere S. Cirillo recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 19 novembre 2020, n. 25 (Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche da fonti rinnovabili)” – Relatore: S. Cirillo; 5) Proposta di Legge n.157/12^ di iniziativa dei consiglieri G. Gallo, K. Gentile recante: “Modifiche alla legge regionale 14 ottobre 2002, n. 41 ‘Norme per la salvaguardia della coltura e della qualità della produzione di Bergamotto. Disciplina del Consorzio del Bergamotto’” – Relatore: K. Gentile; 6) Proposta di Legge n.164/12^ di iniziativa dei consiglieri M. Comito, P. Straface, K. Gentile, L. De Francesco, A. Montuoro, F. Laghi, G. Graziano, S. Mannarino recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 3 agosto 2018, n. 28 (Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’endometriosi e istituzione del Registro regionale)” – Relatore: M. Comito; 7) Proposta di Legge n.167/12^ di iniziativa dei consiglieri D. Tavernise, K. Gentile recante: “Istituzione del ‘Mese dei Bronzi di Riace’” – Relatore: S. Cirillo; 8) Proposta di Legge n.117/12^ di iniziativa dei consiglieri A. Montuoro, P. Caputo recante: “Norme in materia di aree protette e sistema regionale della biodiversità” – Relatore: A. Montuoro. (rrc)

Si è insediato in Consiglio regionale l’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro

Si è insediato, in Consiglio regionale, dell’Osservatorio regionale contro le discriminazioni nei luoghi di Lavoro, presieduto da Ornella Cuzzupi.

Istituito con la legge regionale n° 41 del 28 novembre 2022, l’Osservatorio ha funzioni consultive e di monitoraggio delle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, delle discriminazioni e delle situazioni di mobbing.

«Oggi si inaugura una pagina importante per la Calabria – ha detto la presidente Cuzzupi –. Con l’insediamento di questo Organismo, l’obiettivo sarà quello di ascoltare ogni esigenza legata al mondo del lavoro, con particolare riferimento a tutte le discriminazioni. Ringrazio per la fiducia il presidente della Giunta Roberto Occhiuto e il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso ai quali mi lega una sincera stima».

Con l’istituzione dell’Osservatorio «la Calabria dà vita ad un’alleanza tra tutti i soggetti istituzionali, sociali ed economici coinvolti sulla questione, per fronteggiare la piaga della discriminazione e per vigilare e monitorare la sicurezza e la salute dei lavoratori», ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso.

«Si tratta di un Organismo che darà lustro alla nostra regione – ha aggiunto – e dovrà coadiuvare, anche col sostegno di esperti della materia, sia la politica che i lavoratori e le imprese. Sono certo che ci sarà un’attività propositiva dell’Osservatorio e un vigile, puntuale e costruttivo percorso di collaborazione».

«Il Consiglio regionale – ha concluso Mancuso – ascolterà con attenzione tutte le proposte che l’Organismo avanzerà per contrastare ogni discriminazione sui luoghi di lavoro». (rrc)

 

Tavernise (M5S): Regione intervenga contro fenomeno dell’erosione costiera

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha presentato una interrogazione alla Regione Calabria, chiedendo quali iniziative sta assumendo «per rimuovere gli ostacoli che fino ad ora hanno impedito l’avvio e il veloce completamento di interventi urgenti e necessari come quello di difesa costiera e ricostruzione del litorale di Crosia?».

«Intende la regione attivarsi, a fronte dell’emergenza erosione costiera – ha chiesto – per conoscere la situazione dei vari interventi previsti dalla delibera di giunta regionale n. 355 del 31 luglio 2017, nonchè l’attuale effettiva disponibilità delle risorse, e ottenere precise indicazioni sul cronoprogramma degli interventi da attuare in favore delle spiagge calabresi con la messa in sicurezza al 31 dicembre 2023 di 42 chilometri di costa, finanziata con fondi Por Calabria 2014-2020?».

L’interrogazione, come ha sottolineato Tavernise, prende le mosse da un provvedimento della regione, la delibera di giunta regionale n. 355 del 31 luglio 2017, prevedente, tra gli altri, un progetto per il litorale di Crosia, in località Pantano e Centofontane per fronteggiare l’esteso fenomeno erosivo in atto, attraverso la realizzazione di pennelli, e per il ripascimento della spiaggia, mediante versamento di materiale proveniente dagli scavi per l’imbasamento dei pennelli e dalla scolmatura dell’alveo del fiume Trionto.

«Nonostante la grande disponibilità di risorse, il progetto di difesa costiera e ricostruzione del litorale di Crosia non è ancora stato avviato, e in località Pantano continua a sussistere il problema dell’accesso alle abitazioni lambite dalle acque dello Ionio che non sono più raggiungibili anche a causa della degradazione della strada realizzata a ridosso della scogliera. Un problema che interessa anche altre zone della Calabria. Rischiamo così di perdere i fondi europei senza aver realizzato gli interventi».

«Il litorale di Crosia – ha rimarcato il consigliere regionale – è interessato da un forte fenomeno erosivo che ha causato la quasi totale scomparsa della spiaggia in località Pantano e la riduzione della stessa in località Centofontane. Importante località balneare e dalle grandissime potenzialità di attrazione del turismo, il litorale risulta caratterizzato da spiaggia sottile e, in alcuni tratti, senza duna costiera a causa del fenomeno di antropizzazione, presenta una delle situazioni a maggior rischio della fascia jonica. Il processo erosivo in atto è tuttora in progressione, con decine di metri in meno rispetto alla linea di riva del 1957. Molte abitazioni sono state ormai raggiunte dal mare e a rischio scalzamento, senza che siano presenti opere di difesa organica del litorale».

«Senza un’accelerazione dei tempi – cha concluso Tavernise – si potrebbe andare incontro ad un possibile disimpegno delle risorse finanziarie, essendo queste relative alla programmazione 2014-2020. E questo sarebbe inaccettabile. I notevoli ritardi nella cantierizzazione degli interventi, inoltre, possono vanificare l’efficacia delle opere visto che, a distanza di anni, la situazione dei luoghi potrebbe trovarsi diversa, con peggioramenti che richiederebbero interventi e risorse aggiuntive rispetto a quanto previsto nel 2017». (rrc)