Tavernise (M5S): Fare chiarezza sul progetto “Cantiere Abatemarco”

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, in una interrogazione rivolta al presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha chiesto «quali iniziative sta assumendo la Regione» per definire il soggetto attuatore del progetto Cantiere Abatemarco.

Nell’interrogazione, Tavernise ha evidenziato come la definizione del soggetto attuatore porta allo sblocco delle risorse impiegate, «e iniziando, così, concretamente il risanamento del sistema idrico calabrese, con un migliore utilizzo della rete e il recupero di notevoli volumi d’acqua».

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 “La Calabria – continua Tavernise – è l’unica regione d’Italia che non ha adeguato la gestione del servizio idrico alle norme nazionali, con un ritardo che sta compromettendo la qualità del servizio e aumentando il numero dei Comuni in dissesto finanziario. Tutta la Calabria vive una continua emergenza idrica. Eppure, al momento, non risulta essere stato effettuato alcun intervento sull’acquedotto Abatemarco, per perfezionare il servizio e modernizzare un impianto spesso inefficiente, obsoleto e costoso”.

            “E’ necessario, quindi, fare chiarezza sul progetto <Cantiere Abatemarco> – prosegue Tavernise – per evitare il disimpegno delle risorse finanziarie allocate nel Por Calabria 2014/2020 e nel Patto per la Calabria. Risorse previste  per interventi di ingegnerizzazione delle reti idriche, che riguardano, oltre ai comuni del cosentino ricadenti nel progetto <Cantiere Abatemarco>, anche i 5 comuni capoluogo di provincia (per oltre 30 milioni di euro), 6 comuni della provincia di Catanzaro, 11 comuni della provincia di Cosenza, 7 comuni della città metropolitana di Reggio Calabria, 3 comuni della provincia di Crotone, 9 comuni della provincia di Vibo Valentia, per un totale di € 99.605.083”.

«L’acquedotto Abatemarco – ha spiegato – è il più grande e complesso degli schemi idrici della Calabria. Attraversa per oltre 60 km alcune delle aree geologicamente e morfologicamente più tormentate dell’intero territorio calabrese, fornendo il 10% di tutte le risorse idriche degli acquedotti regionali. Nel 2017 Regione Calabria, Sorical, Unical e i comuni interessati, nel mezzo di una crisi idrica, aggravata da un lungo periodo di siccità, hanno definito una serie di interventi per la messa in sicurezza dello schema idrico dell’acquedotto e per l’ingegnerizzazione delle reti idriche dei comuni serviti dallo stesso acquedotto. Nel 2018, poi, l’assessore regionale alle infrastrutture dell’epoca, Roberto Musmanno, ha illustrato ai sindaci dei comuni, serviti dall’acquedotto, il progetto Cantiere Abatemarco».

«Ad essere previsti – ha proseguito – lavori infrastrutturali sulla condotta adduttrice e sulle reti comunali dei 25 comuni serviti dall’acquedotto, oltre ad importanti innovazioni nella gestione amministrativa del servizio idrico. Nello specifico, i lavori infrastrutturali avrebbero dovuto consentire la riduzione delle perdite idriche sulle reti dei comuni. Ad essere previsti, inoltre, interventi per l’ingegnerizzazione delle reti idriche, già avviati per Cosenza, e che avrebbero dovuto essere estesi ai rimanenti Comuni serviti dall’Abatemarco».

«Nel 2021, infine – ha concluso il consigliere regionale – i sindaci dei comuni della provincia di Cosenza serviti dall’acquedotto, alla presenza dell’assessore all’Ambiente, Sergio De Caprio, hanno firmato l’accordo di programma per poter avviare le gare d’appalto e i successivi lavori sulle reti idriche comunali. L’assessore, in quell’occasione, ha riferito di aver siglato altri cinque accordi, su base provinciale, con i comuni più grandi, per lavori che, così, amplierebbero gli investimenti complessivi destinati al settore delle reti idriche calabresi. Si tratterebbe, però, di un progetto i cui risultati sono ancora attesi». (rrc)

PD Calabria presenta interrogazione su emergenza sanitaria nella Piana di Gioia Tauro

Il gruppo Pd del Consiglio regionale ha presentato una interrogazione, a risposta scritta, sull’emergenza sanitaria nella Piana di Gioia Tauro, provocata dalla chiusura dei Punti di Primo Soccorso.

Nell’interrogazione, viene evidenziato come «a distanza di 14 anni dall’inizio dell’iter, il R.U.P. per la Regione Calabria, riscontrando una nota trasmessa dall’Associazione ProSalus di Palmi, in data 12 gennaio 2022 ha rappresentato che la consegna dei lavori non potrà avvenire senza che siano definite le vicende inerenti le problematiche su terre e rocce da scavo, lo spostamento degli elettrodotti, gli adeguamenti prescritti in sede di Conferenza dei Servizi, l’approvazione del Progetto Definitivo e, successivamente, del Progetto Esecutivo».

Ma a destare preoccupazione è l’intera rete di assistenza territoriale nella fascia tirrenica reggina, nella Piana e nei territori pre-aspromontani che risenta risente di uno stato di emergenza costante, dovuto alla carenza di personale ed al deficit strumentale e strutturale e aggravato dalla decisione, nell’ottobre 2021, di disporre la chiusura del Pronto Soccorso di Gioia Tauro.

Un quadro che adesso è ancora più fosco dopo la recente decisione, assunta con provvedimento del 10 luglio 2022, prot. n. 34841, dal Collegio di Direzione dell’ASP di Reggio Calabria con cui è stata disposta la chiusura dei Punti di Primo Intervento di Palmi, Scilla ed Oppido Mamertina, trasferendo temporaneamente il personale medico presso il Pronto Soccorso del nosocomio di Polistena.

I consiglieri del Pd chiedono, dunque, che il governo regionale faccia chiarezza sui provvedimenti da assumere, con celerità, per evitare che la situazione possa trasformarsi in una catastrofe sanitaria.

«La penalizzazione della Provincia di Reggio Calabria e del territorio della Piana di Gioia Tauro sotto il profilo della tutela sanitaria – hanno dichiarato i consiglieri dem – non può essere tollerata ulteriormente. Servono risposte precise e un cronoprogramma degli interventi per invertire la rotta a partire dalla gestione dei punti di primo soccorso. A tal proposito il gruppo del Pd si dichiara pienamente solidale con i sindaci del territorio in protesta proprio per segnalare che la situazione è arrivata vicinissima al punto di non ritorno». (rrc)

Mammoliti (PD): Chiede di vietare attività nei campi agricoli nelle ore più calde

Tramite interrogazione con richiesta di risposta immediata, il consigliere regionale del Partito DemocraticoRaffaele Mammoliti, ha chiesto al presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, quali sono i provvedimenti che si intendono adottare  per disciplinare l’attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole.

Mammoliti, infatti, ha rilanciato la richiesta inoltrata dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil che – dopo la morte di un bracciante agricolo debilitato dal caldo nei campi di Corigliano-Rossano – si sono rivolti al presidente Roberto Occhiuto e all’assessore al ramo, Gianluca Gallo, per emanare una ordinanza che vieti l’attività nel settore agricolo nelle fasce orarie più calde. Come è già accaduto in Puglia.

«La Calabria, come il resto dell’Italia, è investita, ormai da alcune settimane, da una intensa ondata di calore, con temperature che assai spesso superano i 40 gradi – scrive Mammoliti nell’interrogazione –. Le alte temperature, oltre ad aver compromesso le produzioni dell’intero comparto agricolo calabrese, mettono a serio rischio la salute dei lavoratori agricoli, impegnati nei campi anche nelle ore più calde della giornata. In ragione di quanto sopra alcune amministrazioni regionali, al fine di salvaguardare la salute dei lavoratori, hanno emanato ordinanze che vietano, per i mesi di luglio ed agosto, il lavoro nei campi nelle ore più calde della giornata e nei giorni segnalati ad alto rischio».

«Negli ultimi giorni – si legge – si stanno moltiplicando gli appelli, del tutto condivisibili, al Presidente della Giunta regionale, non ultimo quello del Segretario regionale della CGIL Calabria, affinché emani un’ordinanza che vieti anche in Calabria il lavoro nei campi nelle ore più calde della giornata, sulla scorta di quanto fatto in altre regioni e, lo scorso anno, anche in Calabria; analoghe preoccupazioni ed analoghe richieste, anche queste condivisibili, vengono poi avanzate dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’edilizia per quei lavoratori impegnati nei cantieri edili e stradali non proteggibili dal sole; che sarebbe, dunque, opportuno che si valutasse l’emanazione di un’ordinanza che raccolga le preoccupazioni espresse dal mondo del lavoro al fine di tutelare la salute dei lavoratori esposti al sole in maniera prolungata». (rrc)

Alluvione a Vibo, Lo Schiavo annuncia interrogazione per gli 11 mln per la messa in sicurezza

Il consigliere regionale di De Magistris PresidenteAntonio Lo Schiavo, ha annunciato una interrogazione per avere chiarimenti in merito a un finanziamento di 11 milioni destinati alla messa in sicurezza di Vibo Valentia, colpita dall’alluvione nel 2006.

Il Consiglio regionale, poi, ha approvato la variazione del Piano di Sviluppo e coesione, che ha trasferito il trasferimento ad altri utilizzi di un fondo di sette milioni di euro destinato a risarcire le imprese colpite dall’alluvione di Vibo Valentia del 3 luglio 2006.

«Si conclude, nel peggiore dei modi – ha detto – l’iter relativo al risarcimento delle imprese colpite dall’alluvione di Vibo Valentia del 2006. Ieri la maggioranza di centrodestra che guida la Regione Calabria ha messo la parola fine a questa vicenda e, proprio nei giorni in cui ricorre il 16esimo anniversario della tragica alluvione, ha deciso di stornare su altri capitoli di spesa i sette milioni di euro destinati a risarcire le imprese colpite da quel tragico evento e per i quali, in tutti questi anni, non si è riusciti a definire un concreto utilizzo».

«Soldi – ha spiegato – che spettavano ai cittadini ed alle imprese e che non si è riusciti invece ad impiegare a beneficio del territorio. Un’altra occasione sprecata per la città di Vibo e per le attività colpite dall’alluvione, con grave danno per tutti quegli imprenditori che hanno dovuto farsi carico delle perdite subite dalle loro attività».

«Così come, ancora oggi  – ha proseguito – non vi è traccia di un altro cospicuo finanziamento, che ammonta a più di 11 milioni di euro, derivante dalle economie dei fondi stanziati nell’immediatezza dell’emergenza e che, nonostante l’autorizzazione alla spesa ottenuta dal ministero competente risalga al 2017 e, addirittura, la Regione Calabria, con delibera di Giunta del 20 novembre del 2018, abbia approvato il “Piano direttorio per il completamento di interventi necessari al superamento delle criticità”, individuando finanche il soggetto attuatore, non è stato mai erogato».

«Su questioni di tale rilevanza per la salvaguardia della sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico non possiamo più permetterci lassismo e pressappochismo. Pertanto, presenterò nei prossimi giorni un’apposita interrogazione consiliare per richiamare la necessità di dare seguito a quanto stabilito nella delibera del 2018 e chiedere conto dell’effettiva disponibilità di tali finanziamenti e del perché di tali ritardi, sollecitando soprattutto – ha concluso il consigliere regionale – l’erogazione di tali importantissime risorse destinate alla messa in sicurezza di un territorio già così duramente colpito». (rrc)

Giovedì si riunisce il Consiglio regionale della Calabria

Giovedì 30 giugno si riunisce il Consiglio regionale della Calabria.

All’ordine del giorno, proposta di provvedimento amministrativo n. 67/12^, di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2021, della relazione sulla gestione 2021 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi del Consiglio regionale della Calabria” – (relatore: consigliere Cirillo); proposta di provvedimento amministrativo n.64/12^ di iniziativa del consigliere Mattiani recante: “modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale ” – (relatore: consigliere Mattiani). (rrc)

Lo schiavo: In Consiglio regionale via libera per comprare le quote private di Sorical

Il consigliere regionale di De Magistris PresidenteAntonio Lo Schiavo, ha reso noto che «in Consiglio regionale, con emendamento blitz della maggioranza, si è data autorizzazione a comprare, ad un prezzo simbolico di 1 euro, le quote del socio privato di Sorical Spa che, quindi, diventerà totalmente pubblica».

«Ho dovuto però ricordare – ha aggiunto – per smorzare facili entusiasmi, che si sta comprando a questo prezzo perché su quelle quote continuerà a gravare il pegno a favore del fondo governativo tedesco (creditore di decine di milioni di euro) che continuerà quindi ad esercitare il suo diritto di voto e di veto nell’assemblea della società nella sua nuova compagine. Ovviamente i tedeschi non mollano. Nonostante quindi il giubilo della maggioranza, ho dovuto riportare la discussione alla realtà dei fatti: Sorical continua ad essere azzoppata da debiti prodotti da chi ha consentito a fondi speculativi e ai privati di poter lucrare sull’acqua pubblica calabrese».

«Ancora deve iniziare la vera partita del risanamento della società – ha proseguito – che dovrà gestire il sistema idrico regionale e spero che tutti questi debiti alla fine non li debbano pagare come al solito i cittadini calabresi. Per questo ho ribadito al presidente Occhiuto che noi non rimarremo silenti o subalterni nel nostro ruolo di opposizione, ma che con lealtà ci troverà sempre dalla stessa parte nel dare il nostro contributo tecnico o politico a tutela dei diritti dei calabresi». (rrc)

Tavernise (M5S): Approvata mozione per continuazione collegamenti “fast” nella tratta Reggio-Cosenza

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha reso noto che «è stata approvata nella seduta del consiglio regionale calabrese del 6 giugno, la mozione che “impegna la giunta regionale ad assumere ogni utile e necessaria iniziativa nei riguardi di Trenitalia al fine di mantenere, sulla tratta ferroviaria Reggio Calabria – Cosenza i due collegamenti veloci”, trattandosi di collegamenti fondamentali per una regione come la Calabria con numerosi e strutturali problemi di trasporto pubblico locale».

La mozione è stata sottoscritta dai capigruppo: De Nisi, Laghi, Crino, Arruzzolo, Neri, Loizzo, Bruni, Bevacqua, Graziano. Da tutti i gruppi politici presenti nella massima assise regionale, che hanno poi votato in aula all’unanimità la mozione, un messaggio forte perché la Regione eviti, per come previsto a partire dal 13 giugno 2022, la cancellazione dei due collegamenti “fast”, nella tratta ferroviaria tra Cosenza e Reggio Calabria Centrale, espletati con convogli ETR 104 “Pop” di ultima generazione.

«La mozione – ha spiegato il consigliere regionale Tavernise – va ben oltre la missiva che nei giorni scorsi avevo inviato al Dipartimento turismo, marketing territoriale e mobilità della Regione, rappresentando un atto di indirizzo politico chiaro espresso dal consiglio regionale che impegna direttamente l’esecutivo calabrese. Una mozione, poi, rafforzata dal consenso trasversale di tutte le forze politiche, per cui mi aspetto nei prossimi giorni che la Regione, committente del servizio, indirizzi Trenitalia verso la permanenza delle due corse veloci, che hanno contribuito a migliorare il nostro trasporto pubblico regionale». (rrc)

PD Calabria: Continui colpi di mano della maggioranza calpesta dignità del Consiglio regionale

I consiglieri regionali del Pd Mimmo Bevacqua, Ernesto Alecci, Franco Iacucci, Nicola Irto e Raffaele Mammoliti, esprimono il loro forte dissenso per quanto avvenuto durante l’ultima seduta di Consiglio regionale.

«Si è davvero oltrepassato il limite – hanno detto in una nota congiunta –. Come se non bastassero le leggi approvate in fretta e furia durante gli scorsi mesi, senza rispettare le prassi e saltando i passaggi in Commissione e ogni dovuto approfondimento, stavolta la maggioranza di centrodestra si è superata e ha infilato in un provvedimento omnibus norme di rilevante portata che avranno impatto notevole sul futuro della Calabria e dei calabresi».

«Provvedimenti che incidono sulla gestione degli impianti termali calabresi, settore fondamentale per lo sviluppo del turismo, e sulla governance di Sorical e dunque sulla gestione dell’acqua – prosegue la nota del gruppo del Pd – non possono essere inseriti all’ordine del giorno con queste modalità».

«Quello al quale abbiamo assistito durante la seduta del Consiglio – dicono ancora i consiglieri del gruppo Pd di Palazzo Campanella – è stato un vero e proprio blitz che calpesta la dignità della massima Assemblea elettiva calabrese e degli stessi cittadini che hanno votato i loro rappresentanti nelle Istituzioni».

«Temi così rilevanti – concludono i consiglieri regionali del Pd – hanno necessità di essere approfonditi, discussi nelle sedi competenti e con un adeguato percoso di confronto e di audizioni prima di arrivare in Aula. In questo modo l’opposizione non può svolgere il suo ruolo di controllo, né ha la possibilità di proporre le opportune proposte emendative. E, onestamente, i consiglieri di maggioranza non tengono fede al loro mandato limitandosi soltanto a fare i passacarte di una giunta che ha scordato, evidentemente, competenze e ruolo che lo Statuto affida all’Assemblea legislativa regionale». (rrc)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Consenso da parte Consiglio regionale per Vertenza Calabria salto di qualità che auspicavamo

I segretari generali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno espresso soddisfazione per aver trovato, da parte del Consiglio regionale, «consenso propositivo e raccolto la volontà della stessa ad abbracciare questa dirimente azione di rivendicazione sindacale», sottolineando che «questo è il salto di qualità che da tempo abbiamo auspicato per la Calabria, per far ripartire la crescita economica e sociale e mettere alla prova le classi dirigenti».

«Sulle vertenze antiche – hanno aggiunto – non ci può essere divisione, sul futuro del territorio calabrese non ci possono essere colori ed appartenenze politiche, sul futuro delle giovani generazioni non ci possono essere campanili. Ora è giunto il momento che tutta la politica faccia squadra per trovare una soluzione condivisa e funzionale alla risoluzione dei cinque punti che i Segretari generali Landini, Sbarra e Bombardieri hanno individuato e condiviso con i vertici dell’amministrazione regionale calabrese. Cinque problematiche la cui risoluzione appare fondamentale per far fare il salto di qualità alla nostra regione».

«Adesso, però – hanno proseguito Sposato, Russo e Biondo – è necessario dare concretezza alle richieste avanzate. E’ necessario fare prendere coscienza all’intero ceto politico locale e nazionale che il Governo deve fare il proprio dovere, deve rispettare la Calabria ed i calabresi a partire dalla risoluzione dell’atavica problematica legata al lavoro, all’arretratezza delle infrastrutture viarie e di collegamento con il resto del Paese. Sulla Strada statale 106, nello specifico, è necessario che il Governo, nell’allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza, chiarisca non soltanto che l’opera è strategica, che l’opera va ultimata, ma deve anche dire in maniera formale, nero su bianco, che i tre miliardi che si pensa di destinare all’infrastruttura non sono congrui al completamento dell’intera opera ma solo a completare i tratti già cantierati».

«Noi, invece – hanno detto – siamo convinti che si debba pensare al completamento dell’intera opera e, quindi, Governo deve spingere su Anas al fine di stabilire, una volta e per tutte anche alla luce del rincaro dei costi delle materie prime, il peso economico complessivo dell’intera infrastruttura viaria. Il Consiglio dei ministri, poi, deve sostenere la progettazione totale dell’opera e, soprattutto, deve impegnare anche governi successivi su questo progetto attraverso lo stanziamento di un fondo pluriennale per il completamento di un’infrastruttura, la Strada statale 106, che con il suo inserimento nella rete Ten-t ha assunto un interesse non solo nazionale ma anche europeo».

«Sulla realizzazione dell’Alta velocità, inoltre – hanno detto ancora – il Governo deve impegnarsi a prevedere futuri stanziamenti, attraverso il varo di un piano triennale, per la copertura dei tratti rimanenti rispetto a quelli già previsti aprendo così, di fatto, alla realizzazione di una infrastruttura ferroviaria capace di avvicinare la Calabria al resto del Paese e di inserirla nei circuiti economici virtuosi dell’Europa».

«Serve, infine – hanno concluso – velocizzare i tavoli di confronto settoriali su sanità, ambiente, lavoro, politiche sociali. Su questi temi ci aspettiamo un salto di qualità da tutta la giunta regionale». (rcz)

Occhiuto ha informato il Consiglio regionale sulla Vertenza Calabria

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha portato la Vertenza Calabria in Consiglio regionale, il prezioso documento frutto dell’incontro con i segretari generali nazionali e regionali di CgilCislUil da sottoporre al Governo.

Nel corso dell’informativa, il Governatore si è soffermato sui temi al centro del confronto con i sindacati, nel corso del quale sono state fissate cinque priorità: la realizzazione della Strada statale Jonica 106, lo sviluppo della Zes di Gioia Tauro, l’Alta Velocità ferroviaria, la semplificazione burocratica nella produzione di energia da fonti rinnovabili, lo sblocco delle assunzioni nella sanità.

Sulla Statale 106, «su cui qualche tempo fa il Consiglio regionale ha votato una mozione all’unanimità, perché su questi temi non può esserci solo un’azione del governo regionale», ha ricordato Occhiuto, spiegando che «ho chiesto al governo di inserire nell’allegato Infrastrutture del Def una parte specifica sulla Statale 106, una parte che la qualifichi come un’opera strategica non solo per la Calabria ma per tutto il Mezzogiorno e per il Paese. Nei mesi passati, con l’assessore Dolce che ringrazio per l’impegno, ho avuto diverse interlocuzioni con i vertici dell’Anas, con il ministro delle Infrastrutture, con la Ragioneria generale dello Stato, per chiedere che il governo designi alla Statale 106 oltre alle risorsa già a disposizione almeno altri 3 miliardi, e spero che il governo accolga questa richiesta, ma se anche dovesse farlo non riterrei l’impegno del governo sufficiente».

L’auspicio di Occhiuto, dunque, è quello di «anche dopo il voto del Consiglio regionale, è che la Statale 106 possa essere finanziata con un’apposita norma in legge di bilancio che stabilisca fin da subito di destinare tutto il finanziamento necessario per la conclusione dell’opera fino a dicembre» che, sempre per il Governatore, «sarebbe un risultato straordinario».

Per quanto riguarda la Zes, «ho chiesto al governo che ci sia chiarezza sugli investimenti, e ai sindacati e a tutti gli attori sociali di fare un’azione di moral suasion presso il governo» ha proseguito Occhiuto nell’informativa, spiegando che, secondo lui, il progetto del rigassificatore a Gioia Tauro «sia importante per sviluppare l’aerea retroportuale di Gioia Tauro».

Il Governatore, poi, ha ricordato di aver rispolverato, subito dopo il suo insediamento «questo progetto che è in pancia a Sorgenia, che oggi è una società di fatto di proprietà dello Stato essendo partecipato al 72% da F2i che è il fondo di Cassa Depositi e Prestiti, e ho verificato che le autorizzazioni sono stranamente tutte valide e operative. Si tratta di un investimento che va da 1,3 a 1,8 miliardi, produrrebbe un terzo del gas che attualmente l’Italia importa dalla Russia, ed è una infrastruttura che ha collegata a sé la piastra del freddo».

Alta velocità. Occhiuto, ricordando della necessità di «garantire tutte le risorse occorrenti per l’Alta Velocità ferroviaria», ha riferito che «insieme ai sindacati abbiamo chiesto di dare certezza per la dotazione finanziaria di queste opere».

Per quanto riguarda la sanità, Occhiuto ha spiegato che «credo che l’opera di rifondazione che stiamo facendo dalle ansi, dal piano operativo alla ricognizione del debito, produrrà risultati: nella sanità ci sono mille micro centri di potere amministrativo, all’interno delle aziende sanitarie e nel nostro sistema, che se non funzionano rendono difficile produttore risultati».

Il Commissario ad acta, poi, ha spiegato un problema ricorrente: che si potrebbero fare i concorsi senza aspettare i Ministeri, «ma il fatto è che non si presenterebbe nessuno, perché i giovani medici che escono da un policlinico universitario possono scegliersi il posto di lavoro, e ovviamente sceglierebbero una sede meno complicata della Calabria. Ecco, su questo è utile che ci sia un impegno di tutti: io ho verificato che spesso i commissari fanno procedure a tempo determinato e non a tempo indeterminato perché queste ultime hanno tempi molto più lunghi. Noi siamo una regione commissariata».

Il presidente, in chiusura, ha espresso il desiderio «che ci fosse la partecipazione di tutte le forze sociali al processo di formazione delle soluzioni ai problemi della Calabria, vorrei che ci fosse anche all’interno di questo consiglio regionale» e ha espresso soddisfazione che «la politica, il Consigli regionale, i sindacati abbiamo colto la gravità della condizione della Calabria e si siano uniti per risolvere insieme i problemi».

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha riferito che «anche su questa bella pagina di politica e di relazioni sindacali, è pronto a fare la propria parte, ma anche perché consideriamo la sinergia tra Istituzioni e forze sociali, tesa a porre all’attenzione nazionale alcuni punti chiave per lo sviluppo della Calabria, positiva  e apprezzabile».

«All’indomani della Festa del 1 maggio – che quest’anno ha avuto come sfondo la crisi più profonda dal dopoguerra -, proprio questo modo di procedere unitariamente – ha proseguito il presidente Mancuso – per affrontare questioni decisive per lo sviluppo della Calabria,  ci pare essere il modo più utile per sottolineare che, accanto ai temi della pace e della sicurezza del lavoro, nelle aree più svantaggiate del Paese c’è la necessità   di intervenire con maggiore slancio e determinazione, per rimuovere i divari occupazionali, di genere e generazionali che al momento vanificano l’articolo 4 della Costituzione a garanzia del diritto al lavoro». 

«Ci attendiamo – anche da questa iniziativa che dà risalto alla condivisione del percorso di riscatto della Calabria e alla mobilitazione di tutte le energie positive – scatti in avanti – ha concluso – per la soluzione di questioni come l’Alta velocità, lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro e l’avvio della Zes, lo sblocco delle assunzioni della sanità e l’ammodernamento della SS 106 per la quale il Consiglio regionale ha approvato il 28 febbraio scorso all’unanimità una specifica mozione». (rrc)