DRAMMATICA LA SITUAZIONE IN CALABRIA
UN APPELLO AL GOVERNO DI CGIL CISL E UIL

La situazione in Calabria sta diventando ogni giorno più drammatica, ma il Governo non se ne accorge. Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, pur sollecitato da ogni parte a venire in Calabria per rendersi conto delle troppe criticità, non sembra prestare orecchio a quanti lo invitano a verificare di persona lo stato davvero irrecuperabile della sanità.

Ogni giorno i giornali locali devono registrare situazioni al limite in ogni parte della regione: è evidente che il piano vaccinale non va, i centri di assistenza non funzionano (nonostante l’abnegazione e lo spirito di sacrificio che non viene mai meno tra medici e operatori sanitari pur allo stremo delle forze, e la situazione economica e sociale è pronta ad esplodere.

C’è solo l’incauto e non condivisibile ottimismo del presidente facente funzioni Nino Spirlì che continua a pontificare e a occuparsi di cose futili anziché cercare soluzioni, quando non è impegnato a litigare con qualche giornalista (vedi il caso di Lino Polimeni estromesso, a quanto pare, dal Palazzo di Germaneto, che ha dovuto fare l’intervista al commissario Guido Longo fuori della Cittadella). Il presidente ff si giustifica dicendo che non ha potere (e questo è vero) e che le ordinanze non fanno altro che seguire pedissequamente quelle del Ministro della Salute, quindi il suo ruolo, a conti fatti, è di “passacarte” (che non è un’offesa, ma certamente non equivale a sinonimo di brillante carriera).

Gli unici che si rendono conto della gravissima situazione che sta per esplodere in Calabria sono i sindaci (regolarmente ignorati dall’Amministrazione centrale) e i sindacati. Cgil Cisl e Uil, per tramite dei rispettivi segretari generali regionali Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno incontrato via streaming la sottosegretaria per il Sud e la Coesione Territoriale, la calabrese Dalila Nesci alla quale hanno chiesto di intercedere con il Governo, affinché sul piano nazionale si apra un focus sulla condizione drammatica della Calabria.

La sanità – riferisce una nota –, con la grave emergenza contagi che non si attenua e la lenta campagna di vaccinazione regionale, insieme alla questione economica, sono stati i temi prioritari al centro del dibattito. E poi ancora infrastrutture, investimenti pubblici, Zes e Gioia Tauro, spesa pubblica nazionale e europea.

A conclusione delle due ore di confronto, la Sottosegretaria Nesci accogliendo la richiesta dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, si è impegnata a organizzare presso i Ministeri competenti, una serie di tavoli tematici sulle questioni che attengono le criticità e la programmazione di interventi nella nostra regione.

Dalila Nesci, di Tropea, è l’unica calabrese al Governo e, forse, rappresenta la sola speranza di ottenere un’interlocuzione con il Governo, ovvero con Mario Draghi. Il Presidente del Consiglio conosce bene le gravi difficoltà che sono sempre stata una caratteristica della Calabria, ma probabilmente non ha avuto modo di accertarsi personalmente di come ora la situazione rischi di precipitare in maniera irreversibile.

Crescono i contagi, non diminuisce il numero dei morti, le vaccinazioni vanno a rilento con una disorganizzazione per la somministrazione che rasenta l’assurdo. Sono state segnalate persone anziane inviate a centinaia km di distanza per ricevere la prima dose del vaccino. Senza assistenza pubblica per l’accompagnamento, se non quella di parenti che hanno provveduto ad portare, quando possibile, i familiari a luogo della vaccinazione, destinazione stabilita non si sa in base a quale criterio, vista le incongruenze e i disagi inflitti a persone fragili e di età avanzata.

L’altro fronte, quello economico. sociale, non è meno esplosivo. Molti imprenditori sono ormai alla canna del gas e i ristori promessi , quando arrivati, si sono rivelati assolutamente insufficienti per consentire di superare il momento di blocco delle attività commerciali. Il rischio maggiore è che la ‘ndrangheta si sostituisca allo Sttao fornendo “assistenza” e prestiti a strozzo ad artigiani, commercianti e imprenditori in difficoltà, con l’evidente obiettivo di impossessarsi di attività pulite, da utilizzare successivamente come insospettabili “lavanderie” di denaro riciclato. È un allarme che aveva lanciato già lo scorso anno il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, alle prime avvisaglie della pandemia: nessuno gli ha dato ascolto e gli esercenti, gli imprenditori, gli artigiani sono stati praticamente abbandonati, facile prede della delinquenza mafiosa. È anche questa un’emergenza da non sottovalutare, ma dallo Stato centrale non arrivano che deboli segnali di attenzione. Sarà accolto l’appello dei tre segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil?

Gli stessi segretari che, nei giorni scorsi, avevano lanciato un appello a tutte le forze politiche per uno sforzo comune, data l’emergenza, superando conflittualità e contrasti di partito, in settimana presenteranno un programma di discussione e confronto per avviare una interlocuzione con tutte le forze sociali, politiche e produttive della regione. (rrm)