Il sindaco di Reggio Falcomatà: Ben 140 i beni acquisiti al nostro patrimonio comunale

«Con orgoglio di sindaco e di cittadino, mi piace ricordare che sono oltre 140 i beni acquisiti al patrimonio disponibile del Comune, frutto di richieste di acquisizioni in sinergia con l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati». È quanto ha detto il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, intervenendo al Corso nazionale di perfezionamento in materia di Gestione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità, promosso dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, svoltosi oggi all’aula magna ‘Quaroni’ dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

«Siamo lieti di ospitare nella nostra città – ha detto Falcomatà – un corso formativo di grande rilevanza nazionale, un gesto di attenzione importante da parte del Consiglio nazionale e provinciale dei dottori commercialisti che ringrazio. Si tratta di un evento che è perfettamente in linea con il percorso che la nostra città sta portando avanti rispetto all’idea che i beni confiscati, soprattutto nelle nostre città del Sud Italia, devono consentire di arrivare ad un riutilizzo».

«Noi, come Enti assegnatari – ha aggiunto Falcomatà – abbiamo l’obbligo di un completamento di un’azione già portata avanti dalle forze dell’ordine, dalla magistratura partita con il sequestro e successivamente con la confisca dei patrimoni conseguiti illecitamente».

«Quindi proviamo – ha detto ancora – a completare questo percorso, nell’idea della piena realizzazione e dell’intuizione della legge ispirata da Pio La Torre, che era quella che i beni non vanno solo sequestrati ai mafiosi ma devono essere pienamente restituiti alla collettività”. “In questi anni, grazie all’istituzione dell’Ufficio beni confiscati, partecipiamo con impegno a questa attività».

«Solo nell’ultimo anno – ha ricordato il primo cittadino reggino – sono stati utilizzati locali confiscati per destinazioni quali: la Casa delle donne vittime di violenza, l’Agenzia sociale per la casa e il Centro di aggregazione giovanile. Per noi è importante che in questi luoghi di respiri aria di legalità. Cosi come sono importanti dei simboli di legalità, come il patrimonio artistico di quadri ed opere d’arte confiscati che ha dato vita alla collezione del Palazzo della Cultura della Città Metropolitana, un contesto di straordinario valore che ci inorgoglisce molto e che sarà protagonista, da qui a qualche giorno, di una mostra dal titolo SalvArti che abbiamo organizzato in sinergia con i Ministeri dell’Interno e della Cultura, con il Comune di Milano e l’Agenzia nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati».

«Tornando al settore commerciale invece – ha aggiunto Falcomatà – ci tengo a sottolineare anche i tanti amministratori giudiziari subentrati in aziende sotto sequestro, con i quali non è mai mancato il confronto e che hanno portato avanti le attività evitando la chiusura.

«In ambito di ulteriori sinergie – ha concluso – stiamo per firmare insieme alla nostra università, dipartimento di Architettura, un protocollo volto alla valorizzazione dei beni confiscati. Sui beni finalizzati ad attività lucrative, invece, siamo in fase di approvazione un regolamento specifico, per dare maggiore operatività a questa parte di beni». (rrc)

REGGIO – L’incontro su ” la spedizione Sanfedista del cardinale Ruffo”

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 16.45, alla Villetta De Nava, si terrà l’incontro “Repubbliche Giacobine e Controrivoluzione del  1799: la spedizione Sanfedista del cardinale Ruffo”.

L’evento rientra nell’ambito de I Simposi del Mercoledì, ideato dal Presidente nazionale A.I.Par.C., dott. Salvatore Timpano, in collaborazione con la Città di Reggio Calabria, la Biblioteca Pietro De Nava e la Deputazione di Storia Patria per la Calabria.

Relaziona il prof. Giuseppe Caridi, storico e già ordinario di Storia Moderna nell’Università di Messina. Dialoga con l’autore il dott. Salvatore Timpano, presidente nazionale A.I.Par.C.

Dopo il colpo di stato del 4 settembre 1797 (18 fruttidoro, secondo il calendario repubblicano), la Francia allargò  i suoi confini, circondandosi di repubbliche satelliti, con autonomia molto ridotta.

Nel 1798 si aggiunse la Repubblica Romana, proclamata al posto del potere temporale del Papa.

Nel Novembre l’esercito dei Borbone di Napoli tentò di abbattere la Repubblica Romana, ma la guerra si risolse in un disastro per Ferdinando IV che, precedendo l’ingresso delle truppe francesi, abbandonò la Capitale e, protetto dalle navi inglesi, si trasferì in Sicilia.

Il 23 gennaio 1799 il generale Championnet  si impadronì di Napoli e proclamò la Repubblica Partenopea.

Con l’avvento della Repubblica e la fuga in Sicilia di Ferdinando IV di Borbone, il Cardinale Ruffo, in qualità di delegato regio, nel febbraio del 1799  intraprese la spedizione sanfedista che 4 mesi dopo portò alla riconquista del Regno di Napoli. (rrc)

CATANZARO – Giovedì al Politeama “Il vedovo allegro”

Giovedì 23 gennaio, alle 21, al Teatro Politeama di Catanzaro, in scena “Il vedovo allegro” con Carlo Buccirosso, per la stagione “Musica&Cinema” della Fondazione Politeama.

In scena il remake de “Il vedovo allegro”, ispirato al celebre film del 1950 con Amedeo Nazzari, Carlo D’Apporto e Ave Ninchi. Una nuova commedia pieni di colpi di scena e momenti di suspence, che regalerà al pubblico risate e riflessioni affrontando temi universali e attuali grazie all’inconfondibile maestria narrativa di Buccirosso.

La storia ha al centro la vicenda di Cosimo Cannavacciuolo, tre anni dopo la fine della pandemia,  stabilmente affetto da ansie e paure, inquilino del terzo piano di un antico palazzone situato nel centro di Napoli. Rimasto vedovo, ha visto la sua attività di antiquariato fallire e rischia di perdere l’appartamento in cui vive. Alle sue preoccupazioni e alla solitudine, si aggiungono i vicini,  depositari di un drammatico segreto. Tuttavia, la presenza di Salvatore, il custode bizzarro, e dei suoi figli Ninuccio e Angelina, porta un tocco di vitalità alla sua vita quotidiana. Riuscirà ad uscire dal baratro e a risollevare la sua esistenza? Con la sua inconfondibile ironia, Buccirosso tratteggia un racconto che esplora le fragilità umane senza mai rinunciare a strappare un sorriso. (rcz)

CROTONE – Si presenta il master “La filiera digitale dei ben culturali”

Venerdì 24 gennaio, al Museo di Pitagora di Crotone, alle 10, sarà presentato il master di II livello “La filiera digitale dei beni culturali dalla conoscenza alla valorizzazione”.

Si tratta di un master che si propone di formare professionisti esperti nella gestione digitale dei Beni Culturali, affrontando aspetti come la conservazione, la tutela, la valorizzazione e la fruizione consapevole e che rientra nell’ambito della collaborazione, sempre più consolidata, del Consorzio Jobel con l’Università della Calabria e la Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

Il corso si rivolge a professionisti del settore pubblico e privato, operatori e neolaureati con un forte interesse per il patrimonio culturale e le tecnologie digitali.

Previsto l’intervento del delegato del Rettore per l’Alta formazione nonché coordinatore del progetto dei Patti Territoriali, Mauro Francesco La Russa, e dei direttori del master Fabio Bruno e Michela Ricca, introdotti dal presidente di Jobel, Santo Vazzano, dal sindaco Vincenzo Voce, dal presidente della Camera di Commercio di Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia, Pietro Falbo, e dal direttore di Confcommercio Calabria Centrale, Giovanni Ferrarelli.

«Si tratta di un corso altamente qualificante, che si inserisce all’interno del percorso di sviluppo locale che stiamo portando avanti puntando sul capitale sociale. Ci abbiamo tenuto fortemente a sostenerne l’organizzazione perché è immediatamente spendibile nel mercato del lavoro anche qui a Crotone, dove sono richieste queste figure professionali per il progetto Antica Kroton», ha dichiarato il presidente Vazzano.

Il master, attraverso approcci innovativi come lo storytelling e la gamification, prevede 60 Cfu (Crediti Formativi Universitari) e 1.500 ore di studio, con lezioni in presenza e online affiancate da 200 ore di tirocinio. 

Le iscrizioni sono aperte fino al 15 febbraio 2025. (rkr)

REGGIO – I consiglieri di FI: Falcomatà convoca conferenze per comunicare risultati inesistenti

I consiglieri di Forza Italia al Comune di Reggio Calabria, Federico Milia, Antonino Maiolino e Roberto Vizzari, hanno evidenziato come «il sindaco Giuseppe Falcomatà convoca conferenze stampa per comunicare risultati invisibili, noi per opporci ad un racconto della città che non corrisponde al vero: non è questione di “stile”, ma di ipocrisia».

«I reggini fremono per tornare al voto al più presto, cosi da poter archiviare 11 anni di buio per Reggio a causa di quest’Amministrazione inconcludente», hanno detto i consiglieri, a margine delle due conferenze organizzate, dove nella prima la maggioranza ha esposto i risultati conseguiti, mentre nella seconda il centrodestra ha smentito, con dati alla mano, quanto detto dal primo cittadino.

«È ufficialmente iniziata la campagna elettorale di Falcomatà: è in atto la messa a punto di una strategia di comunicazione di distrazione, che esalti gli obiettivi raggiunti a fronte di una situazione drammatica che la città sta vivendo da anni, ma la realtà non si può mistificare», ha detto Milia in apertura della seconda conferenza stampa.

«Il sindaco convoca una conferenza stampa e, tra i risultati brillanti di quest’Amministrazione, si annovera il Natale: 1 milione di euro spesi, per cosa? Per l’albero? Per le luminarie?», ha chiesto, sottolineando come «questi non sono risultati. Lo sono gli entroiti economici, la visibilità, l’impulso al turismo che il Capodanno Rai, frutto del lavoro della Regione Calabria, ha garantito alla città». 

«Lo sono i turisti arrivati a Reggio in un aeroporto vivo – ha aggiunto – grazie all’azione sinergica del nostro deputato Francesco Cannizzaro e del Presidente Roberto Occhiuto. Questi sono risultati concreti, i loro sono il riflesso di risultati raggiunti da altri».

A seguire il consigliere Maiolino, riferendosi alle Linee programmatiche del 2020 presentate dall’Amministrazione comunale in consiglio comunale, rispolvera lo slogan dell’idea di città del futuro secondo Falcomatà: «Si legge in questo documento: “Vogliamo costruire una Reggio Verace: V come verde, E come economia, R come responsabilità, A come accoglienza, C come cooperazione, E come ecologica”».

«Ecco, questo è l’atto che mette a nudo la verità – ha aggiunto – le bugie politiche di un Sindaco che, in 11 anni di mandato, ha collezionato solo una serie infinita di incompiute, perché nulla di quello che è scritto in quest’atto è stato poi realizzato».

«Supportato dagli atti – ha proseguito Maiolino – oggi ho elencato tutto quello che il Sindaco aveva programmato di fare e non ha fatto: e mi rammarica che un Sindaco e il suo esecutivo non abbiano mai speso una sola parola di ringraziamento per chi, invece, quel che dice poi lo realizza: parlo dell’On. Cannizzaro che non menziono perché come me è di forza Italia, ma perché è un parlamentare della nostra città, eletto nella nostra città, che sta facendo il proprio lavoro portando risorse al nostro territorio».

Infine, l’intervento del consigliere Vizzari ha stigmatizzato la conferenza stampa convocata dal Sindaco come «“inutile”, perché le conferenze stampa si convocano per parlare di risultati, qui in 11 anni di risultati ce ne sono molto pochi».

«Mi dispiace dirlo, lo dico sommessamente – ha proseguito – tanti assessori non sono nemmeno individuabili nella comunità reggina. Non è un fatto personale ma è un fatto chiaro a tutti. Basta chiedere ai reggini i nomi degli assessori per capire che nulla di memorabile è rimasto nella storia di questa città, se non una serie di insuccessi, disillusioni ed opere incompiute collezionate da quest’Amministrazione, a partire dalle condizioni in cui si trovano gli impianti sportivi».

«È di qualche giorno fa – ha concluso – la notizia registrata nel corso di un evento sportivo, sospeso perché in una struttura che era stata attenzionata dal Comune e dove sono stati realizzati dei lavori, entrava l’acqua: non è possibile assistere a queste scene nel 2025». (rrc)

 

San Giovanni in Fiore (CS) – Consegnati i lavori per messa in sicurezza del costone roccioso petraro

Sono stati consegnati i lavori di messa in sicurezza del Costone Roccioso Petraro di San Giovanni in Fiore.

Si tratta di un intervento fondamentale per garantire la sicurezza dei cittadini e preservare l’integrità ambientale della zona che si è reso possibile grazie all’ottenimento di un finanziamento di 1 milione 950 mila euro.

I lavori riguarderanno la regimazione delle acque a monte, il disgaggio di rocce, il consolidamento e rafforzamento corticale con rete funi metalliche e gli ancoraggi per aumentare la stabilità della coltre alterata e fratturata.

«Continuiamo con l’impegno di sempre, aggiungendo un altro tassello importante per la salvaguardia del nostro territorio», ha dichiarato la sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, sottolineando l’importanza di questo progetto: «In un territorio soggetto a dissesto idrogeologico come il nostro, è fondamentale investire nella messa in sicurezza dei costoni rocciosi».

«Questa iniziativa – ha aggiunto – non solo garantirà la sicurezza dei cittadini, ma contribuirà anche alla protezione dell’ambiente e alla valorizzazione del nostro paesaggio».

La sindaca Succurro ha, infine, ribadito proprio la priorità della messa in sicurezza del territorio, quale investimento strategico per garantire la sicurezza delle popolazioni, la salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità economica: «È un compito – ha concluso – che richiede impegno e cooperazione a tutti i livelli, affinché si possano costruire comunità più resilienti e preparate ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e del dissesto idrogeologico». (rcs)

Touring Club RC: Bene Reggio tra le finaliste per Capitale della Cultura

Il Club di Territorio di Reggio Calabria del Touring Club Italiano ha espresso soddisfazione per l’inserimento della nostra città tra le finaliste per la candidatura a “Capitale italiana della cultura 2027”, e si è detto disponibile «a collaborare con l’Amministrazione per il successo della candidatura della ns. città quale “Capitale della cultura 2027” invitando tutte le altre associazioni ad uno sforzo congiunto e sinergico per il successo finale».

Tra le finalità del progetto “Cuore mediterraneo” è detto che l’impegno dell’amministrazione è fra l’altro di “rafforzare ulteriormente l’impegno verso la valorizzazione del patrimonio culturale, la promozione del turismo sostenibile e la costruzione di una città sempre più aperta, accogliente e inclusiva”. Tale finalità è in piena sintonia con quella che è la mission del Touring Club Italiano. (rrc)

 

A Miglierina successo per il Presepe Vivente

di CATERINA RESTUCCIASebbene si siano spente da pochi giorni le colorate e belle luci natalizie, rimangono alquanto alti e accesi gli entusiasmi di tante attività svolte in nome di una vera fede cristiana e di un profondo credo calabrese. 

Proprio credo calabrese è la ragione per cui numerose cittadine si sono adoperate nella rappresentazione del Natale sotto tutte le forme possibili e tra queste non poteva non mancare: il presepe vivente.

In provincia di Catanzaro, nell’interno che guarda tanto ad ovest quanto ad est dei due fianchi calabresi, si trova Miglierina, comune associato al club dei Borghi autentici d’Italia. Esattamente nel suo labirintico andare di viuzze e stradine, di piazzette e affacci, si è svolta e conclusa da poco l’undicesima edizione del suo Presepe Vivente.

Giunto alla sua XI Edizione, rimanendo in sospeso, come tante altre realtà culturali e sociali per i due anni pandemici, ha visto un susseguirsi di visitatori e visitatrici da ogni luogo della Calabria, registrando migliaia e migliaia di ospiti. 

Ed anche in questo caso a fare la parte del leone sono state le Associazioni, che hanno notevolmente lavorato per contribuire alla costruzione di tutto: dalla Compagnia Teatrale Miglierinese alla Pro Loco Miglierina, dalla Banda Musicale Santo Gagliardi alla Parrocchia di Santa Lucia. Il lavoro minuzioso, che è iniziato ai primi di ottobre scorso per concludersi alle porte di Natale, ha anche potuto godere dei patrocini morali e finanziari del Comune di Miglierina e della Presidenza del Consiglio Regionale e della generosa offerta di prodotti tipici locali delle aziende presenti. 

«A Miglierina collaboriamo tutti per la nobiltà della nostra terra calabra, diamo il nostro umile contributo con la naturale bellezza del nostro autentico borgo, ricco di storia e di arte», ci dice Marco Torchia, Sindaco dell’incantevole cittadina.

Spettacolari e originali, intrattenendo le numerosissime visite,  sono state le scene recitate a cura della Compagnia Teatrale, che ha rappresentato momenti di grande fascino: l’Annunciazione e la Strage degli innocenti ordinata dal Re Erode, le marce dei soldati romani. Ogni dettaglio, curato con dovizia e particolare attenzione, ha denotato quell’amore e quella dedizione che gli abitanti di Miglierina nutrono per i luoghi, per le persone, per l’evento natalizio tanto atteso.

Ed il borgo antico catanzarese è diventato tutto un teatro all’aperto, dando vita a laboratori artigiani di ogni tipo, a piccole scene domestiche e familiari, a spaccati di vita del tempo biblico.

E sono stati: il mercato, il ponte sul ruscello, il ruscello stesso, la cascata con il laghetto del pescatore, la ruota del mulino ad acqua ed infine la carbonaia. Sono tutte grandi novità comparse in quest’ultima edizione, realizzando idee dei cittadini volenterosi e delle cittadine laboriose. 

Ma Miglierina si è distinta non solo per tutta questa vivacità, ma anche per la capacità di osservare ogni cosa con l’occhio storico, ogni espressione di modernità è stata coperta con maniacale cura, tanto che “l’allestimento esterno con canne e sacchi atti a coprire le parti “moderne” del paese è una pratica ormai consolidata da anni” dichiara lo scenografo Pasquale Caligiuri, che si sofferma in seguito, lodando i concittadini e le concittadine affermando ancora «ci sono, poi, altre scene in cui i proprietari degli immobili curano e mantengono i beni stessi in condizioni eccellenti, quali la sede di Erode, che è l’antica farmacia, o il Pozzo dell’antico palazzo Puccio e la bottega alimentari, rimaste nel tempo immutati e immutate». 

Il Presepe di Miglierina è stato una rievocazione storica che ha portato in scena, senza pretese, solo con naturale attenzione tutti quei costumi storici e quegli strumenti che difficilmente si possono riproporre con tanta aderenza. E, difatti, i costumi sono il frutto di una vera e propria comunione di beni tra quelli di proprietà privata, custoditi gelosamente durante l’anno e cuciti da signore del paese, e quelli acquistati per l’evento, come per le guardie Romane e le guardie di Erode, o ancora le Odalische, e anche altri ancora appartenenti alla Parrocchia di Santa Lucia.

L’occhio dell’ospite ha, peraltro, potuto ammirare stupito e sorpreso su tutto questo sfondo artistico e scenografico, in cui la Nascita si rinnova ogni anno, anche uno sbalorditivo spettacolo sulla magnifica facciata della Chiesa, interamente costruita dai famosi Mastri Miglierinesi ed assistere alla straordinaria proiezione di un video mapping, che ha raccontato in pochi minuti la storia, l’arte, i mestieri e lo straordinario paesaggio dí Miglierina. (cr)

Il fascino del Presepe a Serra San Bruno

di MICHELE DROSI – Nel corso dei mesi di dicembre e di gennaio la Gipsoteca “Giuseppe Maria Pisani”, a Serra San Bruno, ha allestito una mostra su “Il Presepe Serrese”, esponendo pastori e scarabattoli della tradizione, con sculture in terracotta dipinta create dagli artisti Raffaele Regio, Angelo Gabriele Valente e Alfonso Scrivo. E anche un bellissimo quadro risalente al 1738 di un pittore anonimo, recuperato nel fiume Ancinale e salvato nel 1959 da Giuseppe Maria Pisani, raffigurante la natività con i suoi protagonisti dipinti in uno stile, una raffinatezza, delle sfumature di colori che lasciano davvero estasiati e senza parole.

Regio, Valente e Scrivo, come si può notare ammirando le loro opere, si sono dedicati alla realizzazione di statuine per il presepe e lo hanno fatto con grande passione e con un certo successo, guadagnandosi un posto di rilievo nel mondo artistico della terracotta. Come testimoniano concretamente i loro tanti pezzi che sono entrati a fare parte di collezioni private e di quelle di tante Chiese.

Le loro dita, operando febbrilmente sotto l’impulso creativo con sicurezza e maestria, davano forma all’argilla per dare vita a suonatori di zampogna, pifferai, giovani e premurose donne con in testa la cesta dei doni, re magi, pastorelli che portavano le pecorelle e a tutte quelle figure tipiche che da sempre fanno parte della classica iconografia del presepe. Creazioni ricche di espressività e collocate nei vari luoghi ricostruiti con grande perizia e precisione e con quella immensa fantasia che dotava ogni presepe di quella originalità che lo rendeva un esemplare unico.

Questi artisti, naturalmente insieme a pochi altri, seguendo il proprio istinto naturale, hanno dedicato alla lavorazione dell’argilla intere giornate, creando centinaia e centinaia di statuine che, di anno in anno, andavano ad arricchire i presepi di piccole e grandi Chiese, di ricchi palazzi e di modeste case.

A quei tempi non c’era ancora l’uso della plastica e quindi i pastori dei presepi erano fatti con l’argilla, che veniva modellata e poi infornata per trasformarla in terracotta e successivamente dipinta e decorata, utilizzando dei pennellini, con colori sfavillanti. Prendevano corpo, così, tante statuine di diverse dimensioni che rappresentavano la vita quotidiana ed erano espressione di un verismo straordinario e inimitabile, sicuramente distante anni luce dai personaggi di plastica in vendita negli scaffali degli empori dei cinesi.

Raffaele Regio, Angelo Gabriele Valente e Alfonso Scrivo operavano in tempi difficili segnati da ristrettezze economiche nelle quali erano costretti ampi strati della popolazione. Questa condizione di miseria e di povertà emergeva in tante loro opere; certamente in quelle che si ispiravano al mondo contadino che, nella loro semplicità, risultavano aderenti alla storia sociale e civile delle nostre contrade rurali.

Queste terrecotte, pertanto, sono anche l’inno all’arte popolare, a quell’arte, cioè, che non conosce accademie e che scaturisce spontanea dall’estro dei veri figli del popolo, che in silenzio e lontano dai clamori, hanno saputo dare il meglio di se in tantissimi anni di paziente lavoro.

Grande apprezzamento, dunque, agli animatori della Gipsoteca “Giuseppe Maria Pisani” di Serra San Bruno, che con la loro meritoria iniziativa hanno saputo riproporre mirabilmente la tradizione e l’atmosfera del presepe, che conserva ancora intatto tutto il suo fascino e che, nella stagione del turbo consumismo e dei valori sempre più sfumati ed evanescenti, è forse l’unico segno che continua a dare un senso, un significato e una carica di emozioni al Santo Natale.

REGGIO – Intitolata la Sala Stampa del Granillo al giornalista Tonio Licordari

Nella giornata di sabato è stata intitolata la Sala Stampa dello stadio comunale ” Oreste Granillo” a Tonio Licordari, storico ed indimenticato giornalista reggino scomparso nel 2016.

Il sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme al vicesindaco Paolo Brunetti ed al consigliere comunale delegato allo Sport, Giovanni Latella, è intervenuto ad una cerimonia che ha visto partecipare il figlio e la moglie di Licordari, il giornalista Natale e la signora Alba Verduci, il presidente ed il direttore generale della Reggina 1914, Virgilio Minniti e Giuseppe Praticò, i decani del giornalismo sportivo cittadino, i rappresentanti dei sindacati dei giornalisti, numerosi amici e familiari dell’ex vice caporedattore del quotidiano Gazzetta del Sud.

«È un gesto dovuto e sentito», ha commentato il sindaco Falcomatà, sottolineando come «l’amministrazione comunale continui il proprio percorso di recupero della memoria storica di reggini illustri che, con il loro operato, hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia della nostra città».

«L’idea di intitolare a Tonio Licordari la sala stampa dello stadio comunale – ha spiegato il primo cittadino – è stata quasi naturale perché, in questo luogo, ancora riecheggia l’eco delle gesta, delle parole e del lavoro di chi rappresentato, a tutti gli effetti, un esempio per i tanti giovani che si avvicinano al mestiere affascinante e complesso del giornalista».

«Licordari – ha ricordato Giuseppe Falcomatà – ha sempre avuto un approccio preciso alle tematiche, non soltanto quelle sportive ma anche di cronaca, società e costume, volto ad approfondire gli argomenti ed a comprendere tutte le sfaccettature delle diverse situazioni che andava ad argomentare. Ha sempre avuto un piglio arguto e pungente nell’idea di dover offrire il proprio contributo, attraverso la sua penna, alla crescita culturale sociale e culturale della città».

Particolarmente significative ed emozionanti sono state le testimonianze del figlio Natale e del responsabile della Gazzetta del Sud, Piero Gaeta, così come gli aneddoti raccontati dal dg della Reggina, Giuseppe Praticò, dal sindacalista Eugenio Marino, dal decano del giornalismo reggino, Tonino Raffa, e dall’ex presidente della squadra amaranto Mimmo Praticò(rrc)