LAMEZIA – Il Comune avverte dell’invasione delle processionarie nella pineta di S. Mina

Il Comune di Lamezia Terme, in una nota ha informato i cittadini che la pineta di S. Mina, e quelle del suo circondariato, sono invase dalla processionaria, molto pericolosa per le persone e per gli animali domestici e non. 

«Si chiede dunque, a tutti i cittadini – continua la nota – di prestare massima attenzione e agli organi competenti. di verificare la situazione da noi sottolineata, affinché possano essere predisposti e attuati tempestivamente, con ogni urgenza e solerzia, tutti gli interventi necessari. Il nostro scrivere è finalizzato meramente alla tutela e salvaguardia della salute e della incolumità pubblica e privata, non tralasciando chiaramente, la tutela ambientale. È inoltre indispensabile mette in moto, ogni azione che possa guardare all’equilibrio uomo-ambiente, evitando dunque, quelli che potrebbero essere i rischi dissesto idrogeologico».

«La pineta (quelle in oggetto le sono individuabili sui fogli di mappa catastali dell’ex comune di Sambiase n 36-44-57-58-59-69) – conclude la nota – rappresenta un cuore pulsante di ossigeno, un luogo geografico di incontro, un luogo emozionale di svago per il cuore e la mente. Essere cittadini attivi vuole dire proprio, considerare ogni centimetro del nostro territorio regionale, come quella casa da custodire, difendere, arricchire.

LAMEZIA – Firmato accordo per realizzare gli ambulatori solidali

È stato siglato un accordo tra la Caritas Diocesana di Lamezia Terme, rappresentata dal direttore Fabio Stanizzo e l’Ambulatorio Solidale prima gli ultimi, rappresentato da Nicolino Panedigrano, per fornire assistenza sanitaria ai più bisognosi.

L’accordo, secondo quanto è scritto nel documento firmato da don Fabio e Panedigrano, prevede di «collaborare nel territorio ricadente nell’ambito di competenza della Diocesi di Lamezia Terme in forma di partenariato per poter offrire alla popolazione, ognuna nel proprio specifico settore, servizi per una migliore qualità della vita di soggetti che versano in stato di bisogno».

L’obiettivo, quindi, è «quello di avviare un rapporto di collaborazione che, nella sinergia tra le parti e nel rispetto delle rispettive vocazioni, aiuti processi di sviluppo nei rispettivi campi di attività, nel territorio ricadente nell’ambito di competenza della Diocesi di Lamezia Terme».

«Questo accordo – ha dichiarato il vescovo Giuseppe Schillaci – ci permette di essere sempre più attenti alle esigenze del nostro territorio soprattutto ai fragili, agli invisibili a chi non riesce. L’attenzione che dobbiamo avere è quella verso le persone tra cui c’è’ chi non ha la forza di gridare. Ecco il perché di questa iniziativa che la Caritas sta mettendo in atto. Non si tratta di volersi sostituire perché siamo una piccola goccia e questa goccia non vogliamo farla mancare».

Duqnue, la Caritas, tramite i centri di ascolto sparsi sull’intero territorio diocesano, raccoglierà quelle che sono le esigenze di tipo sanitario della propria utenza, dall’altro l’associazione mette a disposizione, al momento 25 medici (tra cui primari e ospedalieri andati in pensione), specializzati in varie branche, che, gratuitamente, offriranno le loro prestazioni specialistiche all’interno dei locali che la Caritas, nel complesso interparrocchiale San Benedetto, ha messo a disposizione proprio con la finalità di aprire i laboratori.

«In modo simbolico – ha evidenziato al riguardo don Fabio – si mette un tassello molto importante nel nostro territorio. La nostra Diocesi da tempo voleva raggiungere questo obiettivo ed in questo periodo abbiamo operato per rispondere ai bisogni del nostro territorio che abbraccia 25 comuni. La società ci interroga la’ dove ci sono le criticità della politica e delle amministrazioni, e sono contento di questo momento, frutto di dialogo e di confronto, perché affidiamo un servizio a persone competenti».

«Ci auguriamo – ha concluso – che da qui a poco riusciamo a concretizzare tutto: per fine settimana, sempre nel complesso interparrocchiale San Benedetto, saranno completati i lavori della mensa e del deposito. Quando mettiamo il bene davanti a tutto, il bene riesce a superare l’individualismo. Ed in questo caso possiamo dire che la fratellanza ha superato e vinto sull’individualismo». (rcz)

LAMEZIA – Al Grandinetti il Gran Premio del Teatro Amatoriale Fita 2020

Domani sera, al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, alle 21, in diretta streaming su www.fita.tv; Facebook; YouTube, è in programma il Gran Premio del Teatro Amatoriale, ideato ed indetto dalla Fita – Federazione Italiana Teatro Amatoriale, coordinato da Pasquale Manfredi.

Per la stagione 2020/21, la serata è stata organizzata dall’associazione teatrale I Vacantusi con la regia organizzativa di Nico Morelli, e dal comitato regionale Fita Calabria, coordinato da Giuseppe Menniti, membro del direttivo nazionale Fita, con il patrocinio della ragione Calabria e del comune di Lamezia Terme.

Una serata di gala per tutte le Associazioni appartenenti alla importante realtà Fita, che si contenderanno il Premio dei Premi e, naturalmente, la gioia più grande, rappresentata dal sorridente applauso del pubblico.
Con una veste nuova ed originale, uniti nel circuito della rete, le compagnie protagoniste allieteranno il pubblico che se pur fisicamente lontano, potrà far sentire la sua presenza collegandosi attraverso diversi social.

Le compagnie si sono esibite durante la scorsa stagione teatrale, portando le peculiarità del loro vernacolo e la serietà della loro arte amatoriale nella location lametina. Una serata che decreterà dunque, si un vincitore, ma in generale, sarà una festa del teatro, celebrandone il suo potere terapeutico per l’animo ed il suo essere strumento culturale per la società.

«Siamo onorati – hanno dichiarato dal comitato Fita Calabria – di poter ospitare nella nostra regione, non una mera manifestazione celebrativa ma un incontro di cuori, di culture e tradizioni diverse ma accomunate dalla medesima passione per l’arte teatrale. L’amore per il pubblico e la volontà di cogliere tutte le sfumature della vita, è il comune denominatore per tutte le associazioni iscritti alla grande famiglia Fita che durante questo fragile momento, ha trasformato gli ostacoli in stimolo e nuove opportunità».

«La Calabria quest’anno, – hanno proseguito – ha avuto il privilegio di ospitare nel periodo pre-covid, numerosi gruppi provenienti da tutta Italia, diventando terra di contaminazioni culturali e di contagioso pathos teatrale. A tutti gli attori auguriamo un forte in bocca al lupo ed al pubblico che seguirà da casa, un ringraziamento per l’innegabile supporto al mondo dello spettacolo di cui ne costituisce linfa vitale. Non ci resta dunque, che attendere le ore 21 di sabato prossimo per sintonizzarci sulla frequenza Fita e celebrare dal palcoscenico della città di Lamezia Terme, con l’arte amatoriale la giornata mondiale dedicata al teatro».

Alla serata prenderanno parte le  compagnie:
I Vacantusi, Calabria con la commedia La Cameriera Brillante; Archivio Futuro, Campania, con la commedia Filumena Marturano; Piccolo Borgo Antico, Sicilia, con la commedia Uno nessuno e centomila; C’era l’acca, Piemonte, con la commedia Ragazzi Irresistibili; La Moscheta, Veneto, con la commedia Ben Hur; Claet, Marche. con la commedia I giusti nel tempo del male; Primadonne, Lombardia, con la commedia Due donne di provincia; 3 Stelle, Emilia Romagna, con la commedia Fatalità a Notre Dame; La Quinta Praticabile, Liguria, con la commedia Vero West; Piccolo Teatro di Terracina, Lazio, con la commedia Il Nome; Torre del Drago, Puglia, con la commedia Rune di sangue; Teatro dell’accadente, Toscana, con la commedia Le serve; L’Armonia, Friuli Venezia Giulia, con la commedia Una mentina?; Compagnia Artigianale del Teatro Sassese Enza Corleto, Basilicata, con la commedia Filumena Marturano.

«Siamo felici –  ha sottolineato il Presidente Nazionale, Carmelo Pace – di aver realizzato nuovamente il Gpta dal vivo, grazie ai Vacantusi ed a Fita Calabria. Un territorio sempre accogliente per le manifestazioni nazionali della Federazione. Con quella di sabato, celebriamo anche la Giornata Mondiale del Teatro e ci auguriamo che sia di buon auspicio per la ripresa dello spettacolo dal vivo». (rcz)

 

LAMEZIA – Successo per il webinar sulla sostenibilità

Grande successo per il webinar Sostenibilità ambientale e Agenda 2030 dell’Onu, spunti dal testo Verso la society 5.0 (Delfino editore febbraio 2021) di Dora Anna Rocca e Paolo Maraffa organizzato dal Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Lamezia Terme e dall’editore Andrea Ferriani di Milano.

Il webinar moderato dall’editore Ferriani, ha riscosso grande successo di pubblico in quanto oltre alla piattaforma Zoom utilizzata dall’editore il docente Giacinto Orlando del team digitale del Liceo scientifico, ha reso fruibile l’evento con una diretta streaming su Youtube che è stata visualizzata dagli studenti liceali delle classi terminali non presenti su piattaforma Zoom per motivi di capienza.

Sono intervenuti Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, presidente dell’Associazione Lavoro & Welfare e nel consiglio di amministrazione Inail, che ha sottolineato come «una riorganizzazione  del lavoro e ammortizzatori sociali saranno fondamentali per poter risollevarsi dall’attuale crisi, sollevata dalla pandemia da Covid. Questo secolo ha visto non una ma diverse pandemie e l’umanità deve essere in grado di saperle fronteggiare, specie ora che le difficoltà del momento impongono un cambio di paradigmi, compreso quello del lavoro che oggi più che mai mette a rischio le categorie più fragili, mentre il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, ha relazionato su Ci saranno giovani nel 2100?.

Come ha spiegato d’Ippolito, questo fenomeno potrebbe accadere realmente a causa del comportamento dissacrante dell’uomo nei confronti dell’ambiente, sempre più inquinato per attività antropiche indiscriminate. Diventa fondamentale, oggi più che mai, ridurre l’emissione di Anidride carbonica nell’atmosfera con l’utilizzo di fonti di energie pulite anziché derivata da fonti fossili e far ricorso all’economia circolare.

Su tale comportamento irrispettoso dell’uomo nei confronti dell’ambiente, è intervenuta anche Michela Mayer, esperta e formatrice da più di 30 anni nel settore dell’educazione ambientale e sostenibilità, secondo la quale non abbiamo un altro pianeta su cui vivere e se continuiamo a depauperarlo delle sue risorse esso saprà riadattarsi mentre l’uomo sarà destinato a soccombere.

Una fotografia purtroppo allarmante che anche gli autori del testo Verso la Society 5.0: Rocca e Marraffa hanno ripreso, la prima sottolineando che l’Agenda 2030 dell’Onu fornisce degli obiettivi da cui non si può prescindere per il miglioramento della società a 360 gradi e il secondo considerando il binomio inscindibile tra legalità e sostenibilità.

A seguire, interessanti le esperienze dei ragazzi del Liceo scientifico Galileo Galilei, che hanno presentato i progetti, realizzati durante il lockdown, di riciclo della plastica e del sughero nell’ottica della sostenibilità.

Infine, gli esperti del Formez, Domenico De Caro e Sara Garofalo, hanno offerto interessanti spunti di riflessione ai ragazzi invitandoli a pensare delle proposte su come loro stessi immaginano una scuola sostenibile.  (rcz)

Il sindaco Sergio Abramo: La Regione revochi dispositivo che conferisce i rifiuti nella discarica di Lamezia

Il sindaco di Catanzaro e presidente dell’Ato, Sergio Abramo, ha chiesto al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria di revocare il dispositivo con cui autorizza le altre province calabresi a conferire i rifiuti nella discarica di Lamezia Terme.

Se ciò non avverrà entro la serata, il primo cittadino ha riferito che «io e gli altri sindaci dell’Ato di Catanzaro, occuperemo l’impianto per impedire l’ennesimo smacco nei confronti dell’unico Ambito territoriale che ha fatto le cose a dovere per rendersi autonomo ed efficiente».

«Se facessimo passare – ha spiegato – senza dir nulla questo dispositivo, gli altri territori conferirebbero senza problemi facendo passare in coda chi ha la gestione dell’impianto, cioè l’Ato di Catanzaro: è chiaro che si tratta di un provvedimento inaccettabile.   Ho informato della volontà di occupare la discarica, riportando quanto condiviso dall’Ato di Catanzaro, sia l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, che i vertici del dipartimento regionale: questo atteggiamento, che oltretutto va in direzione opposta a tutti gli incontri sul tema svolti alla Cittadella, deve finire subito».

«Non è più possibile – ha detto ancora – assistere a uno stillicidio di tentativi mirati a penalizzare l’unico territorio calabrese autosufficiente in materia di rifiuti. Non è più possibile cercare di evitare gli sgambetti che il Dipartimento regionale all’Ambiente cerca di farci, per consentire ad altri territori di non pensare ai propri ritardi. La realtà dei fatti è una sola: se si esclude l’Ato di Catanzaro, gli altri Ambiti territoriali ottimali della Calabria sono rimasti fermi alla presentazione del Piano regionale rifiuti, cioè quel piano che in 18 mesi avrebbe dovuto risolvere ogni problema ma che, 6 mesi dopo la sua approvazione, è ancora lettera morta».

«Bisogna anche ricordare – ha proseguito – che quei territori non hanno mai individuato i siti per la realizzazione dei propri impianti, ma nemmeno la Regione, che li ha commissariati, ha fatto qualcosa di concreto. Inutile dire che gli altri Ato non si avvicinano neanche al percorso virtuoso, di autonomia gestionale, che è ormai una realtà concreta del solo Ato di Catanzaro. Però, se qualcuno non fa ciò che deve non è che l’unico a riuscirci debba sopperire alle mancanze altrui».

«Mi aspetto – ha concluso – che la Regione ritiri immediatamente il dispositivo. Altrimenti può già cominciare a scegliere, per domani, un sito extra-calabrese dove inviare i rifiuti prodotti dagli altri Ato: alla discarica di Lamezia ci saranno 80 sindaci che non faranno passare uno spillo». (rcz)

I cronisti calabresi: annacquato il diritto di informare al maxiprocesso di Lamezia

«È un provvedimento tardivo, parziale e tutt’altro che rispondente alle esigenze della libera informazione e, in particolare, del diritto costituzionale di informare ed essere informati». Così il Gruppo Cronisti Calabria “Franco Cipriani” dell’Unci, guidato dal giornalista Michele Albanese, commenta la decisione assunta dal Tribunale di Vibo Valentia (presidente Brigida Cavasino, a latere Claudia Caputo e Gilda Romano) che – «dopo una lunga ed inspiegabile attesa», evidenzia l’Unci Calabria – ha finalmente autorizzato le riprese audiovisive del maxiprocesso Rinascita Scott.

«Preliminarmente – evidenzia l’Unci Calabria – ci domandiamo quale evento nuovo sia intervenuto affinché il collegio giudicante di uno dei procedimenti penali più importanti della storia giudiziaria italiana, riconoscesse che “sussiste un interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento”.
Perché tale “interesse sociale” non è stato riconosciuto sin dall’inizio del processo? Perché le numerose richieste pervenute da colleghi di tutto il mondo al Tribunale di Vibo Valentia sono rimaste inevase?». L’Unci rammenta anche di «aver incontrato (attraverso il presidente Michele Albanese e il segretario Pietro Comito) il presidente del Tribunale di Vibo Valentia, Antonio Erminio Di Matteo, affinché fosse latore delle osservazioni dei cronisti al collegio del maxiprocesso Rinascita Scott. Anche in quel caso, l’appello a superare il diniego delle riprese fu disatteso.

Cosa è accaduto di nuovo? E soprattutto, ci domandiamo, perché autorizzare le riprese, ma con una serie di limitazioni che finiscono, a conti fatti, col rendere questa stessa autorizzazione quasi inutile?».
Vediamo, infatti, cosa ha stabilito il Tribunale: «Due persone per ogni testata. Le riprese potranno essere effettuate – spiega l’Unci calabrese – solo attraverso telecamere fisse. E poi “al fine di garantire l’assoluta genuinità della prova è fatto divieto di diffusione, prima della lettura del dispositivo, delle riprese audiovisive effettuate, fatta salva la divulgazione di immagini e brevi video (privi di audio) funzionale alla realizzazione di servizi di cronaca giudiziaria”.
Ci chiediamo in che modo la divulgazione delle immagini audio-video prima della sentenza possa in qualche modo minare la genuinità della prova dibattimentale. Ai colleghi delle radio, a quelli di Radio Radicale, che nel processo ’Ndrangheta stragista hanno reso un servizio straordinario al Paese Italia, che diciamo? Che non possono trasmettere l’audio delle udienze prima della sentenza perché il Tribunale di Vibo è più sensibile alla “genuinità della prova” rispetto a quello di Reggio Calabria? Certamente siamo grati a questo collegio che ci autorizza a pubblicare “brevi video (privi di audio)” funzionali a servizi di cronaca giudiziaria, ma questa “brevità” come la possiamo calcolare? Un minuto, tre, cinque, mezzora?».
E ancora: «Per evitare assembramenti di telecamere e operatori, avevamo proposto come Unci Calabria che fosse un solo service ad occuparsi delle riprese. Perché avere in aula un esercito di telecamere fisse che possono riprendere solo dalle retrovie un solo campo visivo, quando se ne potevano sistemare solo quattro, sempre fisse, ma in punti strategici, per effettuare riprese più rispondenti alle necessità documentaristiche dell’informazione? Ovviamente, anche questa proposta, ignorata».

La conclusione: «Siamo fortemente rammaricati. Per due motivi. Il primo è per la perdurante, ingiustificata ed ingiustificabile chiusura del Tribunale di Vibo Valentia alle esigenze della libera informazione su un processo che, comunque finirà, segnerà una pagina fondamentale della storia giudiziaria italiana. Il secondo è che mai avremmo voluto criticare questo collegio giudicante, chiamato a presiedere un procedimento penale enorme, per numeri e significato. Noi ci abbiamo provato, abbiamo compiuto ogni passaggio con enorme rispetto e responsabilità, ma adesso non possiamo più tacere». (courtesy giornalistitalia.it)

Dulbecco Institute a Lamezia, il commissario Giuseppe Nisticò: presto i locali

«Si farà o non si farà il Centro di Ricerca Renato Dulbecco a Lamezia Terme?», si chiede sulle pagine de Il Quotidiano del Sud l’ex presidente del Consiglio comunale di Lamezia Salvatore De Biase. «Mesi fa – ha scritto De Biase – si disse: finalmente una buona notizia, nascerà a Lamezia il “Renato Dulbecco Institute”, centro d’eccellenza per la produzione di anticorpi monoclonali, attualmente impiegati per la cura del Covid e in campo oncologico. Si precisò che l’istituto, che prende il nome dal mai dimenticato premio Nobel nato a Catanzaro, sorgerà nei locali della Fondazione Mediterranea Terina. Un investimento tra i 20 e i 30 milioni in grado di creare fino a cento posti di lavoro. Il professore Nisticò, fautore e propositore del progetto e farmacologo di fama internazionale, specificò nell’occasione – ha detto De Biase – che questo sarà “il primo tassello di una rete di centri di eccellenza”. In altri termini, il “Renato Dulbecco Institute” in cui si integrano sanità, ricerca scientifica, medicina territoriale ed economia, avrebbe dovuto rappresentare la prima realizzazione del progetto “Calabria Silicon Valley”. Un’idea lungimirante e dal valore scientifico inestimabile per la nostra regione».

Calabria.Live ha sentito in proposito il prof. Giuseppe Nisticò. Sono grato – ha detto l’ex presidente della Regione Calabria e attuale commissario del Dulbecco Institute – al presidente De Biase che ha colto con grande sensibilità le istanze che vengono dalla Calabria ma anche da giovani calabresi brillanti che lavorano all’estero nel campo delle biotecnologie mediche e in quello del settore agroalimentare. E soprattutto perché condivide la nostra ansia di veder realizzata una infrastruttura di eccellenza anche per la produzione di nanoanticorpi che rappresentano la forma più avanzata e intelligente per combattere il COVID 19 e tutte le varianti.

«Voglio rassicurare il presidente De Biase e quanti mi chiedono notizie sul nascente centro di ricerca scientifica di Lamezia che la Regione Calabria, che ha già firmato il riconoscimento giuridico della Fondazione, ha già predisposto le delibere per la concessione dei locali che andranno a ospitare il Dulbecco Institute. Una volta messi a disposizione i locali, la Regione dovrà provvedere ad assicurare le risorse necessarie per la ristrutturazione e la realizzazione dei laboratori necessari. Questo non è difficile perché c’è un impegno a rimodulare i fondi POR della UE non spesi prima che siano restituiti all’Europa!!!

«Intanto – sottolinea il prof. Nisticò – poiché la scienza vola ad una velocità superiore a quella della burocrazia con il prof Roberto Crea, padre delle biotecnologie che verrà a dirigere il Dulbecco Institute lasciando dopo 40 anni la California dove vive, abbiamo avviato i primi 2 progetti di ricerca e cioè uno in collaborazione con l’Oncologia dell’UMG diretta dal prof Pierfrancesco Tassone e il prof Piersandro Tagliaferri volto alla valutazione degli effetti dei primi nanoanticorpi (pronectine) in forme di cancro resistenti alle terapie tradizionali

Il secondo progetto sarà presto avviato in collaborazione con il prof Giuseppe Ippolito Direttore del prestigioso Spallanzani per valutare gli effetti anti Covid dei primi nanoanticorpi. Nell’insieme il progetto sta procedendo e mi auguro che presto possano essere avviati i lavori per la ristrutturazione. Sono anche lieto che l’assessore all’Agricoltura abbia chiesto alla Fondazione Dulbecco di fare un certificato di qualità e sicurezza dei prodotti agroalimentari della Regione realizzando così la missione originaria del Centro Agroalimentare di Lamezia!». (rrm)

 

Sull’aereo del Papa c’è il vino calabrese

La Calabria, se così possiamo dire, ha accompagnato il Papa nel suo viaggio in aereo in Iraq: durante il volo, infatti, è stato servito del vino calabrese, nello specifico delle Cantine Lento di Lamezia Terme.

La Cantina, infatti, è stata selezionata tra i fornitori ufficiali di Alitalia e «questo, per noi – ha dichiarato Manuela Lento, una delle responsabili aziendali – appresenta un motivo di grande vanto aziendale e orgoglio personale, anche perché a causa del Covid tutti i protocolli di selezione sono stati molto più rigidi e in pochissimo ci siamo adoperati per poter fornire le bottiglie in un formato mignon».

Quello del Papa, infatti, è il primo volo dopo l’inizio della pandemia che, vede, tra i passeggeri, solo persone immunizzate. (rcz)

Al Comune di Lamezia Terme 5 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio

Sono 5 milioni di euro la somma destinata al Comune di Lamezia Terme per la messa in sicurezza del territorio.

Il Comune, infatti, è beneficiario di un contributo del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Economia e delle Finanze stanziato per investimenti relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza del territorio.

Nello specifico, 980.000,00 euro saranno utilizzati per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico del Torrente Piazza;  980.000,00 euro per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico delle aree interne al centro storico della Città di Lamezia Terme (Torrente Canne ramo est- area mulini- castello); 900.000,00 per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico mediante regimentazione idraulica della Località Calvario; 640.000,00 per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico area Bosco Sant’Antonio; 800.000,00 per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico mediante regimentazione delle acque nell’area di Contrada Lagani – Misà.

E ancora, 700.000,00 per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico delle aree collinari gravate da fenomeni di dissesto con frana a San Minà, Cubiti, Caronte ed Acquafredda.

I detti progetti, redatti grazie al grande lavoro portato avanti in situazione emergenziale dai funzionari comunali, erano stati approvati con deliberazione di Giunta Comunale n. 258 del 15/09/2020 dall’Amministrazione guidata da Paolo Mascaro e «costituiscono – si legge in una nota – l’ennesima riprova del grande lavoro svolto in un anno che, pur contrassegnato dal Covid, ha condotto, tra le tante cose, la Città ad eclatante risanamento economico certificato dai dati di bilancio finalmente positivi, al boom della percentuale di raccolta differenziata ed alla acquisizione di notevoli risorse pubbliche tramite svariati finanziamenti». 

«Nonostante, quindi – conclude la nota – le criticità derivanti dalla cronica carenza di personale e dalle limitazioni per il periodo Covid, la Città di Lamezia Terme, grazie alla positiva sinergia creatasi tra Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale, ha costituito esempio concreto di indiscutibile ottima amministrazione». (rcz)

    

LAMEZIA – Il service del Lions “Alberi per la vita”

È in programma, per domani mattina, alle 11, al Parco Fluviale “F. Mastroianni, Alberi per la Vita, il service organizzato dal Lions Club Lamezia Terme, in collaborazione con l’Associazione “Malgrado tutto” ed in sinergia con il comitato cittadino “Quelli che il parco”. 

Alla manifestazione prenderà parte il vescovo, Mons. Giuseppe Schillaci, autorità lionistiche e civili. Un evento che porta con sé la necessaria urgenza di guardare all’equilibrio uomo-natura per restituire voce agli alberi, attraverso il nostro silenzio. Durante il momento di condivisione infatti, saranno piantumati alcuni alberi come incisivo simbolo di crescita umana e spirituale per guardare al futuro con sguardo rinnovato.

L’albero e le sue radici sono emblema del legame vitale dell’uomo con Dio e con madre natura, da cui discendiamo e alla quale dobbiamo guardare con rispetto e orgoglio.

«Il service – ha dichiarato il presidente, la professoressa Annamaria Aiello – sarà arricchito da alcuni inserti culturali che, attraverso il potere della musica e della poesia, ci aiuteranno a porci in una dimensione di povertà di forma e ricchezza di opere». 

L’evento si svolgerà nel massimo rispetto di tutte le misure anti contagio Covid 19, limitando l’accesso del pubblico. (rcz)