A Locri e a Roccella “Tieste” chiude la rassegna di Teatri Calabresi Associati

È con lo spettacolo Tieste, la tragedia di Seneca in programma a Locri (alle 21.30 il 15 settembre a Villa Zappia) e a Roccella Jonica (alle 21.30, al Teatro al castello), che si chiude la rassegna organizzata dal Tca – Teatri Calabresi Associati, con la direzione artistica di Domenico Pantano.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro della Città, adattamento e regia di Giuseppe Argirò, è interpretato da Giuseppe Pambieri nei panni di Atreo e Paolo Graziosi nelle vesti di Tieste. Ad affiancare la straordinaria e inedita coppia di attori, Sergio Basile, Elisabetta Arosio, Roberto Baldassari e Vinicio Argirò.

La vendetta e l’inganno nel connubio perfetto tra il potere e il male sono al centro della tragedia senecana. La pièce declina la violenza in tutte le sue forme connesse al sopruso e alla prevaricazione, non solo una violenza simbolica e rituale, ma reale, volta all’affermazione autoritaria e al disprezzo di qualsiasi norma giuridica che regoli la convivenza civile.

Seneca indaga la lotta tra il bene e il male e descrive il ribaltamento di valori esistente in ogni totalitarismo che persegue il proprio disegno politico, sociale ed esistenziale.

L’odio familiare divora ogni cosa e rappresenta l’impossibilità di qualsiasi pacificazione sociale. La banalità del male fa da sfondo alla tragedia, dimostrando che la violenza non è solo originata dalle passioni incontrollabili, ma spesso è frutto di un disegno razionale, spietato volto ad affermare il potere ineludibile e mostruoso del tiranno, che non conosce ostacoli e rinnegando gli Dei si sostituisce a essi affermando il culto della personalità e pretendendo l’acquiescenza del popolo. 

La vicenda ruota attorno alla vendetta di Atreo nei confronti del fratello Tieste, che ha cercato con l’inganno di sottrargli il regno e sedurre la moglie. Il legittimo re riuscirà a sventare le macchinazioni del fratello e a salvaguardare il trono ma non dimenticherà il tradimento.

L’opera di Seneca, l’unica a non avere un modello greco corrispondente, è una tragedia senza catarsi e non offre alcuna redenzione ai personaggi, che perdono ogni umanità dimostrando che la violenza e il disprezzo per la vicenda umana sono un prodotto culturale determinato dal potere e dalla storia, che si ripete in modo inesorabile, non risparmiando nessuno.

Un grande finale, dunque, per il cartellone messo a punto dal Circuito teatrale calabrese T.C.A. e dal direttore Domenico Pantano che è riuscito, anche quest’anno, nonostante tutte le difficoltà dovute all’emergenza pandemica, a realizzare un programma di alto livello artistico, che ha qualificato l’offerta culturale regionale. (rrc)

 

LOCRI (RC) – Sabato in scena “Fedra”

Domani sera, a Locri, alle 21,30, alla Villa della Fondazione Zappia, in scena Fedra, per la traduzione di Maurizio Bettini, diretto dal regista Manuel Giliberti.

Lo spettacolo, una produzione del Teatro della Città, rientra nell’ambito della rassegna teatrale organizzata dal T.C.A. (Teatri calabresi associati), diretto da Domenico Pantano, vede in scena Viola Graziosi nelle vesti dell’eroina senecana, affiancata da Riccardo Livermore nel ruolo del casto Ippolito, Deborah Lentini in quello della Nutrice, Graziano Piazza che interpreta Teseo e Liborio Natali che, nel ruolo di Corifeo e del Messaggero, assume in sé la funzione del coro greco. Le musiche sono di Antonio Di Pofi.

Fedra, moglie di Teseo, è innamorata follemente del figliastro Ippolito. Disperata, struggente, rifiutata e suicida. Da Euripide il mito di Fedra rinasce in Seneca come protagonista, non più vittima di una passione proibita dovuta a un errore dei sensi ma a un diritto naturale. Seneca mette l’essere umano davanti al crollo della volontà, mostrando come il più delle volte sia l’istinto a prevalere: uno scandaglio profondo della contemporaneità offerta dal classico.

«Quando sono stato invitato dal Teatro della Città a sviluppare una mia regia per Fedra – spiega il regista Manuel Giliberti – non ho potuto fare a meno di legarla idealmente al mio spettacolo del 2020 Arianna nel labirinto. Arianna e Fedra, in fondo, sono entrambe vittime di Teseo. In due modi diversi, tutte e due subiscono il fascino, l’arroganza e il maschilismo violento di questo uomo rude che non sembra avere sentimenti. In particolare, nel caso di Fedra, ho voluto sottolineare come lei si fosse invaghita già del giovane Teseo quando era ancora una bambina e lo vide arrivare a Creta per fronteggiare e combattere il Minotauro. Questo sentimento verso il giovane Teseo, affievolito negli anni a causa della durezza d’animo del Teseo uomo maturo, diventa quasi una discolpa per la donna. Infatti, è come se Fedra rivedesse poi in Ippolito quel giovane di cui si era invaghita e che era stato oggetto del suo desiderio puro di bambina, mai dimenticato. È un modo per discolparla? Forse sì o forse no. Di sicuro è un modo per sottolineare come Fedra sia l’unico personaggio della tragedia in grado di seguire l’amore, il sentimento e l’autodeterminazione».

«Fedra pone un tema molto femminile – sottolinea la protagonista Viola Graziosi – quello dell’amore, della passione amorosa, del desiderio, dell’Eros e ci mostra il limite tra ragione e istinto. Per avvicinarla a me, donna oggi, per comprenderla e potermi mettere in ascolto della sua vibrazione, ho eliminato ogni giudizio sociale, morale, occidentale».

Spazio, dunque, alla grandezza del mito e dei suoi insegnamenti senza tempo nel cartellone messo a punto dal Circuito teatrale calabrese T.C.A. e dal direttore Domenico Pantano che firma, ancora una volta, una stagione teatrale di qualità, che ha riscosso consenso di critica e successo di pubblico, malgrado il difficile momento per il Teatro italiano e per il settore culturale, a causa dell’emergenza pandemica. (rrc)

Locri premia la calabrese Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza

Locri premia ‘le sue radici’, conferendo ad Antonella Polimeni, locrese e Rettrice dell’Università La Sapienza di Roma, il Premio Radici Calabresi, «visto il suo prestigioso incarico, la sua professionalità, l’amore verso questa terra e per la sua importante professione in campo scientifico, accademico e culturale».

Istituito dal Comune di Locri, per «esaltare la nostra terra e dimostrare che la calabresità è un valore», il Premio vuole conferire il giusto riconoscimento alle donne e agli uomini di origini calabresi che, con impegno e professionalità, hanno dato lustro alla Calabria consentendo di divenire fucina di personalità socialmente e culturalmente rilevanti in ambito internazionale.

La serata, svoltasi nel giardino della Fondazione Zappia, e impreziosita dall’intermezzo musicale della cantante Michelangela Trichilo, dell’Associazione Musicale Santa Cecilia, ha visto il giornalista Pietro Melia, direttore della rivista Riviera, intervistare la Rettrice e discutere di Cittadini illustri nel mondo scientifico e accademico.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Locri, Giovanni Calabrese: «la nostra prestigiosa Rettrice, dalle solide origini locresi, mi ha colpito per essere una persona semplice, competente e molto determinata. Oggi, la professoressa Polimeni rappresenta per tutti il simbolo dell’Altra Locride, la Locride importante, la Locride accademica, la Locride che si è affermata ai vertici del mondo accademico scientifico, sindacale, culturale, della burocrazia pubblica, del giornalismo, della magistratura, dell’avvocatura, delle professioni e dell’imprenditoria. Personalità che rappresentano l’orgoglio della Locride e della Calabria».

«Alla Rettrice – ha aggiunto – e a tutto questo affermato mondo, in gran parte presente ad onorare Antonella Polimeni, ho rivolto un appello a dare un contributo alla propria terra, a contribuire alla rinascita della Locride che gli ha dato le origini.
Noi che viviamo la Locride quotidianamente con impegno, sacrificio e amore abbiamo bisogno di quest’Altra Locride che sono certo risponderà presente alla nostra richiesta di aiuto e, tutti insieme, costruiremo un futuro bellissimo e per il nostro meraviglioso territorio».
«Qualcuno dirà che sono un passionale visionario – ha concluso – ma sono convinto che con l’amore e con una visione, lunga e strategica, si può cambiare anche un destino segnato da tante negatività. Io amo la mia terra e continuerò a lottare per darle un futuro sempre più bello».

La prof.ssa Polimeni, che ha accettato di far parte del comitato scientifico di Locride capitale della cultura, ha ringraziato i presenti e apprezzato il premio, affermando che si tratta di un riconoscimento da condividere con tutte le forze positive della Calabria, e ha lanciato un appello ai giovani: «studiate e lavorate per questa terra». (rrc)

A Locri e a Portigliola il 5 e 6 agosto Lo spettacolo “Ulisse Contemporaneo”

Giovedì 5 agosto, a Locri, alle 21, al Tempio di Marasà del Parco Archeologico di Locri Epizephiri, in scena lo spettacolo Ulisse Contemporaneo. La parola, il verso, il mare con Elisabetta Pozzi, promosso e prodotto da Q Academy con la direzione artistica di Piero Maccarinelli, regista e direttore artistico e il coordinamento di Giovanna Marinelli.

Lo spettacolo rientra nell’ambito del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia.

Ulisse Contemporaneo. La parola, il verso, il mare rievocherà l’Ulisse di James Joyce, Konstantinos Kavafis, Derek Walcott, Giovanni Pascoli, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Ghiannis Ritsos e Primo Levi, ma citerà anche Francesco Guccini e Guido Gozzano prima di concludere con il breve e magnifico passo di Dante. Le voci di Elisabetta Pozzi e Francesco Migliaccio saranno accompagnate dalle musiche dei QuartAumentata, con Paolo Sofia alla voce, Salvatore Gullace alla chitarra e al mandolino, Peppe Platani al basso e Massimo Cusato alle percussioni. Commento di Giuseppe Manfridi.

«Ulisse è sempre stato un contemporaneo , io credo. – ha dichiarato Elisabetta Pozzi –. Scrittori di  tutte le epoche hanno attinto dalla sua storia  l’ispirazione per parlare delle vicende umane, dell’inquietudine  dell’ essere umano. Non c’è  stata epoca che lo abbia potuto dimenticare. Ulisse è colui che non si affida al destino,  ma trova in sé e nelle proprie facoltà intellettuali la forza vitale, la volontà di affrontare il grande viaggio, il bisogno  di non smettere di cercare. In  questa figura di uomo esule,  nella perpetua ricerca di sé  e nella sua inquietudine  ci siamo senz’altro potuti   riconoscere per secoli. Oggi forse Ulisse non riesce più a rappresentarci ma rimane un riferimento alto immenso che bisogna ad ogni costo continuare ad evocare».

Venerdì 6 agosto, a Portigliola, a Teatro Greco Romano, in scena Ulisse Contemporaneo. La Grecia, durante la quale l’Odissea di Omero e quella suggestiva di Derek Walcott saranno messe a confronto con Odisea di Nikos Kazanzatkis, che prende le mosse proprio dalla fine del poema omerico. In questo sequel (sempre per utilizzare un termine moderno a noi ormai familiare) Ulisse è costretto a ripartire da Itaca per un complotto che minaccia di ucciderlo. A Sparta rapisce Elena, ancora bellissima, e raggiunge prima Creta e poi l’Egitto. Combatte e quindi incontra la Morte, con cui trascorre un’intera giornata. Qui, il suo viaggio si trasformerà in un percorso attraverso il tempo in cui «tutto svanisce come bruma e soltanto un grido resta sospeso per brevi istanti sulle calme acque notturne».

La recitazione e il commento, anche in questo caso affidati rispettivamente a Elisabetta Pozzi e Francesco Migliaccio e a Giuseppe Manfridi, saranno per l’occasione accompagnati dalle musiche del Trio Francesco Scaramuzzino composto, oltre che dallo straordinario pianista che rappresenta uno dei più importanti talenti musicali del panorama jazzistico internazionale, da Pino Delfino al contrabbasso e Fabio Tropea alla batteria.

Due appuntamenti che, permettendo una volta di più al pubblico di sognare, potranno non solo sottolineare la bellezza dei nostri luoghi, ma anche dimostrare l’interesse da loro suscitato negli operatori provenienti da fuori regione, attratti dalla presenza costante nel Parco Archeologico di Locri Epizephiri di importanti personalità dello spettacolo come il direttore artistico delle scorse edizioni del Festival Tra Mito e Storia Edoardo Siravo e l’attrice Elisabetta Pozzi, che consideriamo ormai un’amica sempre pronta a sostenere la nostra kermesse. Un passaggio che dimostra il ruolo sempre più importante ricoperto dalla nostra rassegna a livello nazionale grazie all’incessante e proficuo lavoro relazionale condotto dal sindaco di Portigliola Rocco Luglio, che ha saputo far incontrare i grandi del teatro italiano con i più brillanti artisti del territorio. (rrc)

Sainato (FI): Ministro Franceschini, impedisca chiusura Museo di Locri ad agosto

Il consigliere regionale di Forza ItaliaRaffaele Sainato, ha chiesto l’intervento del ministro della Cultura, Dario Franceschini, affinché impedisca sia paventata chiusura, per tutto il mese di agosto, del Museo del Territorio di Locri, sito a Palazzo Nieddu del Rio, e sia per quanto attiene la mancata fruizione del Sito archeologico sommerso dell’antica Kaulon a Monasterace.

«Si tratta – ha spiegato – di due realtà di rilevante importanza, che caratterizzano l’offerta culturale della Locride e che richiamano migliaia di appassionati, da ogni parte d’Italia e di Europa. Non potere godere appieno di queste risorse priva il territorio di una parte significativa della propria offerta culturale e ha ricadute economiche negative per tutta l’area».

«Auspico – ha concluso – che il ministro Franceschini, in tempi celeri, sblocchi queste due situazioni, offrendo l’opportunità, a chiunque lo desideri, di fruire di questi due luoghi di bellezza e conoscenti». (rrc)

LOCRI (RC) – Il concerto del duo pianistico Helga Pisapia & Rosangela Flotta

Domani sera, a Locri, alle 21.30, ai Giardini dell’Accademia Senocrito, il concerto del duo pianistico Helga Pisapia & Rosangela Flotta.

L’evento rientra nell’ambito delle attività musicali congiuntamente organizzate da Ama Calabria e dell’Accademia Senocrito di Locri -Gerace.

Di particolare interesse il programma che prevede l’interpretazione della Petite Suite di Claude Debussy, della Sonata Kv 381 in re maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart, delle Danze Spagnole di Moritz Moszkowski, dei Valzer di Johannes Brahms e di alcuni brani di Astor Piazzolla(rrc)

LOCRI (RC) – Il Liceo Scientifico ‘Zaleuco’ ha aderito al progetto Universitas della Fondazione Rui

Il Liceo Scientifico “Zaleuco” di Locri è molto attento alla crescita umana e culturale dei propri studenti, ed è per questo che ha aderito al progetto Universitas della Fondazione Rui, che propone, agli studenti delle ultime classi che aderiscono, una serie di incontri orientativi sui corsi di laurea.

La Fondazione, rappresentata da Serena Gorla e Cristian Ciardelli, d’intesa con la dirigente e i docenti dello Zaleuco ha proposto un interessante percorso che ha avuto inizio con un primo webinar dal titolo Cosa vuoi fare di grande. Protagonisti dell’incontro on line lo scrittore e docente Alessandro D’Avenia e il filosofo dell’Università di Milano, Silvano Petrosino.

Nel periodo successivo a questo primo incontro, si sono svolti i colloqui tra gli aspiranti studenti universitari e i mentor messi a disposizione dalla Fondazione. Durante il webinar, i due relatori hanno parlato di scelte di vita, di atteggiamenti esistenziali e del valore degli studi universitari.  Gli studenti hanno apprezzato l’iniziativa, esprimendo giudizi molto positivi. Per Saverio, ormai prossimo alla conclusione, «il webinar è stato una lezione di vita: mi ha fornito molti elementi di riflessione circa la vita e il valore dello studio».

Per Vittoria, ancora al quarto anno, «Il webinar è stato a dir poco entusiasmante. Entrambi i relatori sono stati chiari e stimolanti. Ho capito che le emozioni e i sentimenti che accompagnano il nostro impegno di studio sono perfettamente normali, che gli errori vanno affrontati con serenità e che si può essere grandi uomini anche senza una laurea: il nostro futuro lavoro non definirà il valore della nostra persona. Dopo l’incontro ho avuto il piacere di scambiare una brevissima conversazione su Instagram con Alessandro D’Avenia».

Giuseppe, pure lui al quarto anno, ha affermato: «L’incontro è stato altamente formativo: discutendo sugli atteggiamenti migliori per affrontare l’avvenire, gli ospiti hanno saputo dare risposta ad alcuni interrogativi cardini della vita di uno studente liceale, hanno saputo, inoltre, fornirci una chiara idea circa l’atteggiamento da tenere per dissipare le ansie che segnano la nostra esistenza e che rischiano di ostacolare il nostro progetto formativo».

Giudizi positivi, inoltre, sono stati espressi dai giovani anche dopo i colloqui con i Mentor. Un altro webinar, altrettanto qualificato, è stato messo a disposizione dei giovani aderenti al Progetto Universitas: un incontro con il prof. Dario Consoli, responsabile ranking universitari per l’Italia e consulente per diversi progetti internazionali, organizzato da Arces, Associazione che opera in Sicilia e che, come la Fondazione Rui, gestisce alcuni collegi universitari di merito a Catania e a Palermo.

Lo specifico di queste iniziative è dato dalla “vision” medesima della Fondazione Rui, istituzione nata sessanta anni addietro, e di Arces: formare i giovani universitari affinché siano studenti di qualità, acquisiscano competenze, sviluppino le proprie potenzialità e riflettano sui valori fondamentali dell’uomo per diventare professionisti capaci, cittadini responsabili e persone di valore impegnate nella famiglia e nella società: persone che fanno la differenza e lasciano traccia.

In considerazione di questi valori comuni e dell’esperienza maturata da alcuni allievi dello Zaleuco nei college della Rui, è parso importante alla dirigente, prof.ssa Serafino, al docente responsabile dell’Orientamento universitario, prof. Carpentieri, al docente responsabile dei rapporti con gli Enti, prof. Giarmoleo, e agli altri docenti,  intensificare il rapporto con la Fondazione non solo perché vivere in un college potrebbe interessare gli studenti nel proseguo degli studi, dopo il diploma,  ma anche per gli importanti momenti formativi che mette già a disposizione dei liceali: un’opportunità colta al volo dallo Zaleuco con senso di riconoscenza nei confronti della Rui e di plauso nei confronti dei suoi studenti che hanno compreso il valore del Progetto “Universitas”. (rrc)

LOCRI (RC) – Il progetto “Ripartiamo da una pizza” del Rotary

Si intitola Ripartiamo da una pizza il progetto ideato dal Rotary Club di Locri e finanziato dal Distretto 2100, presieduto da Massimo Franco, riservato al riscatto sociale e professionale di giovani adulti in carico all’Ussm (Ufficio Servizi Sociale per i minorenni) di Reggio Calabria di cui è Direttore la dott.ssa Giuseppa Maria Garreffa.

Il progetto, giunto alla seconda edizione e coadiuvato dalla Scuola Nazionale Pizzaioli Professionisti, presieduto da Francesco Matellicani, prevede che, grazie a un corso di 80 ore, i corsisti possono inserirsi concretamente nel mondo del lavoro.

«Abbiamo accolto con grande entusiasmo – ha dichiarato il Presidente del MPI, Movimento Pizzaioli Italiani – la proposta del Rotary di Locri che va in direzione di progetti di reinserimento dei giovani nel mondo del lavoro».

«Questo progetto – ha aggiunto il Presidente del Rotary Club Locri, dott. Vincenzo Schirripa – rappresenta l’essenza della presenza del Rotary sul territorio di cui l’obiettivo principale è quello del service». (rrc)

LOCRI (RC) – Col Rotary Club Locri si è parlato di “Emergenza sanitaria e diritti inviolabili”

Interessantissimo il caminetto organizzato, in modalità virtuale, dal Rotary Club di Locri, sul tema Emergenza sanitaria e diritti inviolabili. La normativa anticovid tra dubbi e interrogativi.

A prendere la parola è stato il presidente del sodalizio locrese, Vincenzo Schirripa, che ha così introdotto: «A seguito dell’emergenza sanitaria da covid-19 (nel gennaio 2020 è stata dichiarata l’emergenza sanitaria dalla organizzazione mondiale della sanità: il contagio da coronavirus viene definito Pandemia), sono state imposte varie limitazioni alle individuali, alla libertà di circolazione, di riunione, di pratiche sportive, di pratica della propria religione, giustificate dall’esigenza di assicurare il primario diritto alla salute mediante il contenimento del contagio. L’art. 32 della costituzione sancisce che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Tale diritto, però, deve essere letto in combinato con l’art.2 della Costituzione che riconosce i diritti inviolabili dell’uomo. Si impone l’esigenza di un ragionevole bilanciamento degli uni con gli altri».

A trattare gli aspetti giuridici dell’argomento, è stato il socio Francesco Agostino, il quale ha tracciato la cronistoria dei provvedimenti adottati dal Governo e dal Parlamento per fronteggiare l’emergenza sanitaria che da oltre un anno ha condizionato e sta condizionando il vivere civile. Nella sua relazione, Agostino ha evidenziato la difficoltà d’intervento dell’esecutivo nell’immediatezza dell’emergenza, i dubbi di costituzionalità dei provvedimenti emessi e i diversi precetti che hanno suscitato, nell’opinione di diversi giuristi, alcuni dubbi e interrogativi sull’operato del Governo, principalmente per quanto riguarda la libertà personale di ogni individuo, forzatamente limitata nell’interesse della comunità.

Altro tema importante affrontato durante l’incontro, è stato quello relativo all’obbligo delle vaccinazioni cui sono sottoposti i sanitari e, in genere, coloro che operano nel mondo della sanità. Anche su tale questione, non priva di dubbi di legittimità e di interrogativi, il relatore ha richiamato le norme a livello comunitario e le pronunce della Corte Costituzionale su questo spinoso tema che, tuttora, divide l’opinione pubblica.

Al termine dell’incontro, parecchi sono stati i commenti e le domande rivolte al relatore a suggello di un incontro che ha stimolato e “incuriosito” gli intervenuti che hanno potuto riflettere sulle norme dettate a tutela della salute, sia personale che collettiva, sotto profili forse “non considerati” dai non addetti ai lavori. Il presidente Schirripa, al termine della serata, ha concluso l’incontro ringraziando il relatore e i partecipanti per l’interessante contributo scaturito dalla discussione. (rrc)   

In copertina, il presidente Vicenzo Schirripa

LOCRI (RC) – Il Comune intitola a Paolo Pollichieni uno spazio culturale e smart library

L’Amministrazione comunale di Locri, guidata dal sindaco Giovanni Calabrese, ha disposto l’apertura di uno spazio culturale all’interno di Palazzo Nieddu del Rio, intitolato alla memoria di Paolo Pollichieni, cronista, giornalista d’inchiesta scomparso il 6 maggio del 2019

Il progetto, sarà presentato venerdì alle 11.30 a Palazzo Nieddu del Rio, che prevede, dunque – di concerto con la famiglia – uno spazio destinato ai cittadini, agli studenti e a chiunque lì voglia consultare parte dei volumi della libreria privata di Paolo Pollichieni, donata dalla famiglia alla città di Locri.

Paolo, cronista impegnato in prima linea contro la ’ndrangheta, è rimasto sempre profondamente legato alla Calabria e a Locri, sua città natale, dove ha mosso i primi passi nel mondo del giornalismo.
«La creazione di questo spazio multimediale intitolato alla memoria di Paolo rappresenta per noi il modo più sincero e autentico per ricordare il suo impegno professionale e il suo amore per la sua città natale – dichiarano i familiari in una nota –. Offrire un luogo di studio e di incontro per le cittadine e i cittadini di Locri e dei comuni limitrofi è il modo migliore di coltivare quel senso di comunità che ha caratterizzato tutta l’attività professionale di Paolo. L’apertura di questo spazio multimediale, grazie al lavoro e all’aiuto del Comune di Locri, e in particolar modo del sindaco Giovanni Calabrese e dell’assessore Domenica Bumbaca, vuole offrire proprio questo: una piccola agorà nel cuore della Magna Grecia, dove la nostra comunità possa riunirsi. Compatibilmente con le restrizioni pandemiche, daremo vita ad altre iniziative per ricordare Paolo non appena ci sarà l’opportunità. L’apertura della smart library è solo la prima di queste».
Soddisfazione viene espressa dal sindaco Giovanni Calabrese che, nel ringraziare la famiglia per la donazione, ricorda quanto Paolo fosse legato a questa terra e tanto ha dato alla cultura.
«Impreziosire adesso uno spazio a lui dedicato – ha detto il primo cittadino – offrendo ai giovani l’opportunità di crescita non solo culturale ma anche sociale e imprenditoriale, è per noi motivo di orgoglio. Un progetto che mi auguro possa attivare un percorso tra i giovani, anche lavoratori che rientrano nella nostra terra e offrire occasioni di incontro ed aggregazione in un luogo importante, già sede della biblioteca comunale (in fase di riqualificazione) e sede dell’importante museo cittadino».
«La smart Library avrà un importante impatto positivo sulla vita della nostra comunità – ha dichiarato l’assessore alla cultura Domenica Bumbaca –. Ringrazio la famiglia Pollicheni, per la donazione del patrimonio librario del giornalista Paolo, tra l’altro mi lega un ricordo particolare, in quanto mio direttore in una delle esperienze lavorative più belle nel giornalismo. E, se c’è una cosa che il maestro ha insegnato, era quella di non arrendersi in questa terra, ma viverla, apprezzarla e crederci. Pertanto, abbiamo accettato positivamente la proposta progettuale della famiglia e ringrazio il figlio Pietro per l’entusiasmo e la tenacia dimostrati per la realizzazione di un progetto che offrirà ai cittadini e alle cittadine di Locri e dei comuni limitrofi possibilità di ritrovarsi in uno spazio culturale per lo studio, incentivando il lavoro in team e creando opportunità di lavoro».
Uno spazio attrezzato all’interno del quale saranno accessibili anche parte dei volumi provenienti dalla biblioteca personale di Paolo Pollichieni. L’area sarà caratterizzata da un servizio smart library grazie al quale lo spazio multimediale e i volumi al suo interno saranno accessibili direttamente dagli utenti, anche in assenza del personale. All’interno dell’area multimediale sarà anche possibile organizzare eventi tenendo vivo questo spazio d’incontro per la comunità nel ricordo del giornalista. Un luogo d’inclusione, da cui partire con ottimismo per ripensare la Locri e la Calabria di domani. (rrc)