Manifestazione unitaria di Siderno, i Comuni della Locride chiedono interventi sul territorio

In occasione della manifestazione unitaria di Siderno, che ha visto la presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio LandiniLuigi SbarraPierpaolo Bombardieri, l’Associazione Comuni della Locride, ha presentato un documento, a firma di Caterina Belcastro, presidente Assemblea dei Sindaci della Locride e di Giuseppe Campisi, presidente del Comitato dei Sindaci della Locride, ai sindacalisti in cui chiedono interventi sul territorio.

«L’Assemblea dei Sindaci della Locride – si legge nel documento – ricomprende al suo interno i Sindaci dei 42 Comuni dell’intera fascia costiera.  La Locride è il nome in cui si identifica un’area della Città Metropolitana di Reggio Calabria sul versante Jonico della Calabria. Un territorio unico intriso di arte e storia, incastonato tra l’Aspromonte e il mare Jonio dal quale gli antichi greci portarono la cultura e la grandezza dell’Ellade».

«I 42 sindaci riuniti nell’Associazione dei Comuni della Locride – si legge ancora – nel ringraziarvi per la vostra presenza, sottopongono alla Vostra attenzione questo breve, ma intenso documento affinché, in questo particolare contesto storico, vengano guardate con la giusta attenzione le istanze del nostro territorio. La fase storica che stiamo vivendo ci consegna profonde trasformazioni legate al diffondersi della pandemia da Covid-19. L’eccezionalità del momento ha fatto emergere nuovi bisogni e acuito antiche e nuove disuguaglianze. L’emergenza sanitaria ha avuto conseguenze pesanti su un mercato del lavoro già fermo da decenni». 

«Gli indicatori sociali ed economici – continua il documento – ci consegnano un quadro molto preoccupante, ancora di più, in Calabria e nella Locride. In questi anni i sindaci, sempre in prima linea, con dignità e orgoglio, hanno portato avanti tantissime battaglie rivendicando il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione, alla mobilità, allo sviluppo per questo territorio, tutti costituzionalmente riconosciuti ma tutti puntualmente negati.  Abbiamo denunciato le carenze strutturali della sanità territoriale e dell’Ospedale di Locri, abbiamo insistito sulla necessità di migliorare l’accessibilità di questa area portando all’attenzione delle Istituzioni competenti la questione della Strada Statale 106 e della Ferrovia Jonica, dell’ammodernamento della Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno e della realizzazione dell’attraversamento Bovalino-Bagnara». 

«Abbiamo insistito e, insistiamo – continua – sulla necessità della messa in sicurezza del territorio, sul quale le conseguenze del dissesto idrogeologico le viviamo sulla nostra pelle ogni qualvolta si verificano, sempre più spesso, eventi metereologici di eccezionale portata. Potremmo continuare, ma correremmo il rischio di ripeterci e di ripetere, inutilmente, argomenti a Voi tutti ben noti.  Sono temi sui quali piccoli e timidi passi sono stati fatti, ma moltissimo resta ancora da fare. Continueremo caparbiamente a portare avanti le nostre battaglie affinché ai nostri cittadini possano esse garantiti, su questo territorio, i diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione».

«Continueremo a lavorare e rappresentare lo Stato – si legge ancora – quale Istituzione più prossima ai cittadini, per costruire in questa nostra terra spazi di libertà dove tutti, ed in particolare i nostri ragazzi che oggi si vedono costretti a partire, possano costruire i percorsi realizzativi della propria esistenza.  Non è retorica: quotidianamente tanti amministratori dedicano con passione e sacrificio la loro vita per migliorare la condizioni delle proprie comunità. Lo fanno spesso nel silenzio, senza clamore, con fatica, rendendo concreti e tangibili la democrazia, la partecipazione, la solidarietà, la legalità, l’amministrazione della cosa pubblica, che spesso sembrano parole vuote».

«Continueremo, dunque – dice il documento – a fare il nostro dovere, e non possiamo sottrarci dal portare alla vostra attenzione alcune questioni specifiche strettamente legate alla vita dei nostri Comuni. Probabilmente saranno delle cose a voi note, ma abbiamo il dovere di ribadirle. Ci sono due servizi in particolare, strettamente legati al tema della transizione ecologica, che pesano sulla vita amministrativa dei Comuni e la cui efficienza gestionale è la precondizione per l’avvio di qualsiasi azione di sviluppo del territorio, soprattutto in chiave turistica».

«La gestione del ciclo integrato delle acque e dei rifiuti – viene spiegato – rappresentano, ancora oggi, per la stragrande maggioranza dei Comuni una criticità che si riverbera necessariamente sulle condizioni finanziarie degli enti: i maggior costi dovuti alle carenze strutturali e gestionali e la non adeguata capacità di riscossione creano forti scompensi nei bilanci degli Enti. Servono investimenti sulle reti, sugli impianti e serve soprattutto garantire un modello di gestione pubblico efficiente. In questi anni gli stringenti parametri dentro cui si è dovuta contrarre la spesa pubblica hanno reso gli organici dei comuni ridotti al minimo. Paradossalmente l’avvio del percorso di superamento del precariato storico degli Lsu/Lpu impiegati negli enti locali ha prodotto una drastica diminuzione della forza lavoro a disposizione dei Comuni. Nella stragrande maggioranza dei casi si è passati dalle 26 ore settimanali dei contratti a tempo determinato alle 18 ore dei contrati a tempo indeterminato. Al precariato storico si è aggiunto più recentemente un altro bacino di precari che è quello dei “tirocinanti”, vicenda sulla quale ancora in queste ore si sta consumando un dibattito che non dà nessuna certezza per il futuro».

«I Comuni – viene spiegato ancora – hanno la necessità di correre verso la creazione di strutture in grado di erogare i servizi ai cittadini e di affrontare la necessaria transizione digitale: devono poter contare su lavoratori motivati e devono poter selezionare personale in grado di affrontare le sfide del presente e del futuro. Qualche tecnico in più dentro gli uffici tecnici dei Comuni non basta per affrontare e risolvere il problema dell’efficienza della pubblica amministrazione. Se saremo chiamati a dover essere parte attiva nei processi di spesa per investimenti programmati per i prossimi anni (Pnrr, Fondi Coesione, ecc.), nella condizione in cui siamo sarà difficile adempiere in maniera rapida e puntuale».

«Per questo – viene detto – chiediamo alle Organizzazioni Sindacali di farsi essi stessi promotori di un dibattito che possa portare ad un intervento governativo risolutivo sul tema del lavoro all’interno dei Comuni. Serve un superamento definitivo del precariato, storico e recente, con contratti a tempo pieno e non parziale, anche per dare dignità ai tanti lavoratori che vivono una condizione francamente insostenibile. Tale processo non deve ovviamente “pesare” sui Comuni che devono poter mantenere inalterata la propria capacità assunzionale al fine di non inficiare l’avvio di processi di ricambio all’interno della pubblica amministrazione attraverso l’avvio di concorsi pubblici. Le politiche sul lavoro e sull’occupazione, sia nel comparto pubblico che privato, sono determinanti per aumentare rapidamente la competitività e l’attrattività di questo territorio. Questa è la direzione giusta, mettere in campo tutte le strategie e le azioni possibili per perseguire questo obiettivo. La sfida è ardua ma non impossibile. La Zes, di cui auspichiamo un effettivo avvio dell’operatività, può rappresentare un motore di ripresa economica, un volano di sviluppo i cui effetti occupazionali e socio-economici potrebbero e dovrebbero riguardare anche questa area attraverso un diretto coinvolgimento».

«Non vogliamo consegnarvi un “pianto di dolore” – si legge ancora – né pensiamo che la soluzione salvifica ai nostri problemi debba arrivare da chissà dove. Non siamo una classe dirigente rassegnata, tutt’altro: siamo consapevoli e responsabili, sappiamo che dovremmo essere noi e le nostre comunità a dover lavorare. Questa è una terra bella, dove ci sono energie positive, bellissime esperienze di vissuti politici, sociali e imprenditoriali. Con umiltà, consapevolezza e responsabilità da un lato, e con dignità, coraggio, fermezza e orgoglio dall’altro, chiediamo e rivendichiamo attenzione per un territorio che ha la volontà di trasformare le proprie potenzialità in occasione di crescita economica e ricchezza sociale, per sè stesso e per l’intero Paese». 

«In questo – si legge – il Lavoro diventa lo strumento determinante, individuale e collettivo, per liberare le nostre comunità da vessazioni e soprusi che nel tempo hanno subito e che non sono più disposte a subire. Confidiamo nella vostra proficua collaborazione e capacità di ascolto, consci che siete consapevoli della condizione che questo territorio vive, tenuto conto che in particolare per due di voi, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, la Locride è la terra dove siete nati e cresciuti.  Certi della vostra sensibilità, Vi chiediamo di farvi interpreti dei bisogni e delle istanze di questa terra e di rivendicare, insieme a noi, diritti». (rrc)

In copertina, Caterina Belcastro

SBARRA: IL CORAGGIO DEL MEZZOGIORNO
PER RISCATTARE LO SVILUPPO CALABRESE

di LUIGI SBARRA – Unitariamente a Siderno, nel cuore della Locride, a rinnovare l’impegno coerente di Cgil, Cisl, Uil sulle tante criticità dell’estremo Sud della nostra penisola, a sostenere la voglia di riscatto della comunità calabrese che non vuole perdere le opportunità del Recovery Fund e dei piani di sviluppo e crescita previsti dal Governo.

È stato un segnale importante, fortemente sostenuto dalla Cisl, l’approvazione dell’emendamento al decreto Semplificazioni che ‘blinda’ il capitolo Mezzogiorno nel Pnrr prevedendo che il 40% delle risorse, anche nei bandi, sia indirizzato al Sud. Avviare il motore sociale e produttivo delle nostre zone deboli significa, infatti, far ripartire l’intero Paese: un obiettivo che riguarda tutti e che deve vedere ogni soggetto sociale e istituzionale coinvolto nel cantiere dello sviluppo. Quello che serve ora è una attivazione rapida ed efficace degli investimenti pubblici, con un controllo stringente su crono-programmi, trasparenza, legalità, qualità e stabilità del lavoro.

La ripartenza economica e sociale attraverso un vero governo della transizione digitale, ambientale, energetica va concertata, anche e soprattutto al Sud, per garantire il pieno utilizzo delle risorse senza la polverizzazione dei progetti, per assicurare tempi certi di realizzazione, buona qualità della spesa e condizioni chiare che leghino le dotazioni finanziarie a forti incrementi occupazionali.

Questo è per la Cisl un punto centrale. È ora di smetterla con gli incentivi a pioggia per imprese che non si impegnano a investire nel Sud, ad assumere a tempo pieno giovani, donne, disoccupati meridionali. Basta con le multinazionali che una volta incassati benefici fiscali e benefit, scappano via, come sta facendo in maniera inaccettabile la Whirpool a Napoli che, senza vergogna, rompe i patti e si defila in cerca di paradisi fiscali e di purgatori contrattuali, dove applicare il peggior dumping salariale, senza alcun rispetto per la dignità delle persone.

Il Mezzogiorno, con i sui gap infrastrutturali, con l’aumento della povertà, con le tante famiglie monoreddito, intercetta e amplifica tutte le criticità economiche, sanitarie e sociali. Riscattare il Sud alla crescita, alla coesione significa da sempre, e in questo momento più che mai, realizzare la migliore politica di sviluppo per tutto il Paese. Ma, questo processo di ricostruzione, ha bisogno di riforme concrete per cambiare la pubblica amministrazione, velocizzare i tempi della giustizia, tagliare le tasse a chi investe stabilmente nel sud, puntare ad un grande piano per la formazione delle nuove competenze. Solo agendo con determinazione su questi fronti, solo facendo vera convergenza, potremo raggiungere i livelli di crescita auspicati dal Governo nei prossimi anni.

Dalla nostra abbiamo due opportunità straordinarie. La prima: un’Europa che finalmente parla il linguaggio della solidarietà e della coesione. Il Recovery Plan guarda al Sud del continente ed il nostro meridione è la punta di lancia di questa sfida comunitaria. La seconda occasione è la “pax politica”, che assicura al Parlamento e al Governo Draghi una stabilità essenziale per le riforme. L’auspicio è che questa coesione duri e sappia agganciarsi stabilmente alla progettualità sociale, attraverso un nuovo patto ed una vera politica di concertazione che metta in priorità la ripartenza delle realtà deboli. 

In quest’ottica, la Calabria è la quintessenza della questione meridionale, e dunque il distillato di tutte le problematiche nazionali. Lavoro, sanità, infrastrutture, politiche industriali, povertà, legalità: non c’è voce che non trovi in questi territori le ferite più profonde. Sono nodi da sciogliere insieme, all’interno di un Patto per la Calabria che muova un pezzo importante del Next Generation Italia sul territorio, per sbloccare infrastrutture e investimenti produttivi, politiche sociali e occupazionali, fiscalità di sviluppo e strategie industriali.

Vanno riscattate le aree interne, rilanciata la portualità e le reti viarie, avviato un grande piano per il risanamento idrogeologico. E, poi, bisogna sbloccare le assunzioni pubbliche, stabilizzare il precariato storico, ammodernare le scuole, gli ospedali ed i servizi pubblici, con una guerra ad ogni forma di criminalità e malaffare. Questo serve alla Calabria e al Sud. Bisogna estendere il perimetro delle responsabilità e pretendere dalle amministrazioni regionali e locali il massimo della trasparenza, della rapidità decisionale, della competenza.

Lo diremo con forza a Siderno: il Mezzogiorno è il terreno dove si combatte una battaglia morale ed economica che non possiamo perdere. Il costo sarebbe altissimo, da ogni punto di vista. Fallire significherebbe marginalizzare un terzo della popolazione, cristallizzare un’economia perpetua della sopravvivenza e “meridionalizzare” l’intero Paese, condannandolo a bassi tassi di crescita e sviluppo. Tutto questo il sindacato non può permetterlo. Per questo siamo mobilitati, in Calabria e nel resto del Paese. Va aperta una stagione di riforme e di investimenti che non lasci indietro nessuno e punti ad unire il Paese con il protagonismo dei lavoratori. 

Luigi Sbarra è Segretario Generale Cisl.

Il testo è la lettera che il segretario della Cisl ha inviato al Direttore del Quotidiano Del Sud / L’Altravoce dell’Italia Roberto Napoletano, in occasione della manifestazione di Siderno.

[Courtesy Il Quotidiano del Sud]

All’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil a Siderno arriva il plauso da destra

Un plauso, per l’iniziativa dei sindacati – e la presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio LandiniLuigi SbarraPierpaolo Bombardieri, arriva da Cambiamo! La Calabria e dal consigliere regionale Giacomo Crinò, che hanno accolto con positività l’intenzione di ripartire proprio dalla Locride per discutere di lavoro nel post pandemia, «ma sicuramente anche dei problemi locali che affliggono il nostro territorio».

«Questa iniziativa del sindacato è, pertanto, un’occasione per lo sviluppo che dobbiamo sostenere con forza» ha dichiarato il consigliere regionale Giacomo Crinò, aggiungendo che «a noi altri che siamo impegnati nelle Istituzioni, chiediamo per primi passione, sacrificio, senso di responsabilità. La condanna ad un territorio così bello è cento volte ingiusta. Contano l’attenzione, la fiducia, le relazioni. Il sindacato batte un colpo e tutti dobbiamo ascoltare».

«La fiducia che saremo capaci di generare – ha concluso – servirà a tutto il circuito istituzionale. I risultati nel campo delle libertà, del lavoro, della tutela della salute, delle infrastrutture danno dignità alle comunità ed umanizzano una politica che ha tanto da recuperare. Crediamoci per davvero».

Di «giornata importante per l’intera Locride», ne ha parlato Francesco Meduri, responsabile organizzazione e Sviluppo Territoriale di Cambiamo! Calabria, che ha ribadito che «occorre sollecitare un sistema virtuoso che conduca, soprattutto, in Calabria dalla formazione all’ingresso nel mercato del lavoro, valorizzando le competenze e riconoscendo la funzione formativa svolta anche dalle imprese. Occorrono nuove regole che garantiscano i diritti di lavoratori, determinando una soglia di salario minimo, che riducano drasticamente il cuneo fiscale e che prevedano forme di flessibilità contrattuale più rispondenti alle esigenze dei diversi settori». 

«A fronte degli interventi normativi degli ultimi anni – ha proseguito il Responsabile Organizzativo regionale – che, introducendo al tempo stesso eccessiva rigidità e un’eccessiva surrettizia “liquidità” contrattuale, hanno causato l’impennata della inoccupazione, la risposta non può essere il finanziamento dell’assistenzialismo “modello reddito di cittadinanza. Deve piuttosto consistere nel recupero di un sistema virtuoso che premi la produttività e lasci spazio, in un quadro di regole condivise, alla compartecipazione intra-aziendale e alla contrattazione decentrata, che consenta di adeguare i rapporti lavorativi ai contesti geografici, sociali e produttivi, incentivando la ripresa dei livelli occupazionali.  Va perseguito inoltre un sistema che favorisca un effettivo rispetto delle pari opportunità: pari accesso, pari dignità, pari condizioni salariali e forme adeguate di conciliazione fra lavoro e famiglia».

«La pandemia – ha concluso Meduri – sia anche l’occasione per uscire progressivamente da questo torpore che da decenni ci affligge.   Prendiamo come esempio le eccellenze del territorio e lavoriamo per farle diventare parte integrante di un progetto che possa nel tempo affermarsi come un Modello Locride per competenze ed efficienze.  Questo territorio e l’intera Calabria hanno bisogno di raccontare al resto d’Italia e al mondo il loro immenso patrimonio in tutti i settori». (rrc)

Nella Locride i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil

Oggi, lunedì 26 luglio, a distanza di due anni, nella Locride torneranno i segretari generali di Cgil, CislUil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. Una presenza, quella dei segretari, che per Angelo Sposato, segretario generale di Cgil Calabria, che rappresenta un «segnale di forte attenzione del sindacato confederale nazionale verso la Calabria».

«Con Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri – ha detto Sposato – proveremo a mettere nuovamente al centro dell’attenzione nazionale i problemi del Sud, della nostra Regione, del lavoro, della salute, della legalità, del territorio. Una fase difficile per la Calabria che vive la più grave crisi economica, sociale, politica, dalla nascita del regionalismo».

«La Calabria si cura con il lavoro e con l’impegno collettivo» ha concluso. (rrc)

Ieraci e Falzone (Cambiamo RC): Continua la difficile situazione in cui versa la Sanità nella Locride

Roberto Ieraci, responsabile Area Locride di Cambiamo Reggio Calabria, ha dichiarato che«la spiacevole vicenda avvenuta all’Ospedale di Locri mette in evidenza, qualora ci fosse ancora bisogno, la difficile situazione in cui versa la sanità nella Locride».

«L’aggressione di un medico del Pronto Soccorso – ha aggiunto – da parte di alcuni familiari di un paziente è un gesto da condannare ma è, sicuramente, il frutto di uno sconforto e di un disagio avvertito oramai da troppo tempo dalla popolazione locridea. Il nostro territorio ha bisogno di risposte certe e concrete, il diritto alla sanità va tutelato e salvaguardato ad ogni costo, a tutti i livelli istituzionali. L’esasperazione per la mancanza dei servizi essenziali e le continue promesse in salsa politichese, non trovano poi conferma nei risultati che i cittadini analizzano quotidianamente. Un popolo avvilito che non è più disposto ad accettare passivamente una situazione che, negli anni, si è solo aggravata».

«Di certo, non possiamo ritenere responsabile – ha continuato Ieraci – di questo stato di cose, il “povero” personale medico e paramedico che, quotidianamente, cerca di sopperire a alle ataviche inefficienze: mancanza di personale, di attrezzature mediche e diagnostiche. Professionalità che andrebbero, invece, premiate ed incentivate. Mi auguro che questi spiacevoli episodi rimangano dei casi isolati in quanto rappresentano atti che vanno assolutamente condannati ma è innegabile che spetta alle istituzioni  intervenire tempestivamente per  sanare una frattura che sta diventando sempre più accentuata ed intollerabile  Auspichiamo che il candidato presidente, Roberto Occhiuto, sia presto in visita nella zona della Locride per dare un segnale forte ai cittadini ed ascolti il grido d’allarme di un  territorio che  ha una grande necessità di ripartenza».

«Notizie sconcertanti che non fa piacere ascoltare – ha dichiarato il Responsabile del Comitato di Cambiamo Siderno, Fabio Falzone – ma che attestano le nostre innumerevoli difficoltà.  Il crollo del tetto del Pronto Soccorso dell’Ospedale, fortunatamente senza conseguenze, è solo l’ultimo tassello di una sanità che cade letteralmente a pezzi. Siderno e tutta la fascia jonica hanno diritto ad avere un Ospedale sicuro e vivibile Tolleranza zero per chi, con comportamenti incivili, mette in dubbio l’operato del personale medico e paramedico». (rrc)

 

PRIME PROIEZIONI: LA SINISTRA VA A PICCO
CENTRO-DESTRA PERDE 7 PUNTI, E DEMA…

di SANTO STRATI – Il malumore del popolo della sinistra continua a crescere sulla scelta di Maria Antonietta Ventura a candidata del pd-5 Stelle: ovviamente non è in discussione la figura della top manager (già presidente di Unicef Calabria) bensì si contesta il metodo adottato a Roma per designare la candidatura. Da ultimo c’è la protesta di un cospicuo gruppo di sindaci a partire dal sen. Ernesto Magorno (che si candida per Italia Viva a presidente della Regione) per finire alla Città Metropolitana di Reggio dove sei primi cittadini di area pd hanno contestato la scelta romana: Caterina Belcastro (Caulonia) presidente dell’assemblea dei comuni della Locride, Giuseppe Campisi (Ardore) presidente del comitato dei sindaci della Locride, Giuseppe Alfarano (Camini), Vincenzo Valenti (Bivongi), Daniela Arfuso (Cardeto) e Domenico Penna (Roccaforte del Greco), coralmente, hanno parlato dell’«ennesimo errore politico nel metodo e nel merito» con un preciso attacco alla dirigenza regionale dem «sono tutti senza coraggio e incuranti degli interessi dei cittadini calabresi e del partito».

Diversa la situazione nel campo avversario dove oggi, alle 11 a Lamezia Terme, Matteo Salvini e Antonio Tajani (di persona) e Giorgia Meloni (in telecollegamento) “coroneranno” ufficialmente la candidatura di Roberto Occhiuto, alla presenza di Licia Ronzulli in rappresentanza dei Berlusconi, e di tutti i parlamentari calabresi, sindaci e amministratori dei partiti della coalizione di centro-destra.  La quale si presenta con un candidato unitario, premessa di una vittoria pressoché scontata.

Ma è possibile, a tre mesi dalle elezioni (data probabile domenica 10 ottobre) tracciare uno scenario di cosa succederà alle urne? Calabria.Live, in esclusiva, ha commissionato e propone i risultati di uno studio basato esclusivamente sui flussi (non sulle intenzioni di voto), simile a quello presentato in occasione delle elezioni al Comune di Reggio (ampiamente confermato dai risultati). È ancora presto, lo scenario, soprattutto a sinistra, è ancora da definire, ma come prime indicazioni lo studio di Calabria.Live permette di farsi un’idea abbastanza chiara delle tendenze dei prossimi esiti elettorali.

Il centrodestra, pur perdendo circa 7 punti rispetto al gennaio 2020, manterrebbe comunque un consistente vantaggio di 17 punti sull’alleanza PD-Cinquestelle che, a sua volta, prenderebbe meno voti di quanto i due partiti abbiano preso in autonomia nelle ultime regionali. Exploit di De Magistris che con un potenziale 12-14 %, sfonderebbe nettamente lo sbarramento ed entrerebbe in Consiglio regionale. Probabile delusione per le liste di Tansi, che arretrerebbero di due punti a tutto beneficio di DeMa, e per quelle di Magorno di Italia Viva che raccoglierebbe un insignificante 1%.

Lo studio sui flussi elettorali in vista delle Regionali di ottobre non è assolutamente un sondaggio e non tiene conto della popolarità e del consenso dei candidati presidente, ma viene condotto con modelli matematici sui risultati storici e sull’andamento dei sondaggi sui partiti nazionali.

Si tratta della stessa modalità di indagine – proposta lo scorso fine agosto – che ha anticipato, con sorprendente precisione, i risultati elettorali delle ultime Comunali di Reggio Calabria. Dati da prendere, ovviamente, con le classiche pinze per via del notevole tempo che ancora ci separa dalle urne (più di tre mesi) e da sempre possibili novità negli schieramenti. Sono quindi da considerare come indicatori di tendenze, sia pure consolidate dai numeri, che potrebbero anche registrare cambiamenti da qui al prossimo ottobre.

La sintesi dello studio

Centrodestra 48-52%

Il centrodestra, capeggiato da Roberto Occhiuto di Forza Italia in ticket con il leghista Nino Spirlì, si attesterebbe in una forbice tra il 48 e il 52%, punto medio di caduta 50%, circa 7 punti in meno rispetto a quanto conseguito dalle liste della Santelli nel 2020 (57,13%), ma comunque sempre più che sufficiente per una larga vittoria.

Nel dettaglio, il primo partito della coalizione si confermerebbe Forza Italia, grazie all’effetto traino del candidato presidente Occhiuto, con una forbice tra l’11 e il 13%, seguito da Fratelli d’Italia tra il 10 e l’11 che, a sua volta scavalcherebbe, una Lega in forti difficoltà valutata tra il 6 e l’8% (4-5 punti in meno rispetto al 2020). La lista del Presidente potrebbe toccare il 7%, mentre l’Udc confermerebbe il 6%, così come la lista Casa delle Libertà, sia pure in lieve flessione. Esordio non esaltante per Coraggio Italia che non andrebbe oltre 1,5%, anche se potrebbe conseguire un risultato più alto grazie a robuste candidature.

PD/Cinquestelle/Leu  32-34%

L’alleanza guidata dall’imprenditrice Maria Antonietta Ventura si attesterebbe tra il 32 e il 34%, 3-4 punti in più di quanto raccolto da Pippo Callipo. Ma l’analisi – che registra una fuga di consensi dei dissidenti Cinquestelle verso De Magistris – porta alla conclusione che tale percentuale è inferiore a quella raccolta in autonomia da PD e Cinquestelle nell’ultima tornata elettorale.

Nel dettaglio, il PD si confermerebbe primo partito in Calabria con il 13-14%, i Cinquestelle attestati tra il 5 e il 6, una lista Leu e Socialisti potrebbe toccare il 2%, la lista Ventura Presidente il 7, Democratici e Progressisti il 5.

DeMa/ Primavera della Calabria

Le liste di Luigi De Magistris, trainate dalla popolarità televisiva del sindaco di Napoli, potrebbero essere la sorpresa delle elezioni regionali di ottobre. Il potenziale è tra il 12 e il 14%, portato anche dai dissidenti dei Cinquestelle, da Sinistra Italiana che svuoterebbe Leu, dal movimento Primavera della Calabria di Anna Falcone.

Tesoro Calabria-Tansi

La perdita di candidati e l’occupazione dell’area del dissenso da parte di De Magistris porterebbe ad un ridimensionamento delle liste di Tesoro Calabria e Tansi che furono la sorpresa nelle ultime regionali. Per le liste dell’ex capo della Prociv, la stima è tra il 3 e il 4%.

Italia Viva

La lista di Italia Viva, guidata dal senatore Ernesto Magorno, non andrebbe oltre l’1%, sia in considerazione dei sondaggi nazionali che danno il movimento di Matteo Renzi poco oltre il 2%, ma anche per il fatto che IV ha accusato tutta una serie di defezioni sul territorio calabrese.

Fin qui le proiezioni basate sui flussi di voto delle precedenti consultazioni regionali. La sensazione è che, salvo interventi improvvisi (e salutari) la sinistra consegna il governo regionale nuovamente al centro-destra. L’ipotesi di fantapolitica di una ritrovata (?) e inaspettata unità delle varie forze progressiste e riformiste per un’intesa su Anna Falcone Presidente con un ticket di vicepresidenza assegnata a De Magistris ha fatto inorridire il cosiddetto “popolo della sinistra”, ma a conti fatti (Francesco Boccia aveva fatto un pensierino su De Magistris) non ci sono alternative.

La figura dell’attuale candidata della coalizione pd-5 Stelle Maria Antonietta Ventura è politicamente scialba se non del tutto opaca e non dovrebbe stupire un’eventuale rinuncia da parte sua nel giro di una decina di giorni, non appena avrà verificato il vuoto di consensi che si andrebbe a formare intorno al suo nome. La via d’uscita è puntare su un candidato di rottura che non può essere De Magistris (sarebbe uno smacco per il pd ortodosso) ma allo stesso sindaco di Napoli che sta mietendo consensi in crescita (comunque insufficienti a garantire il risultato) occorre offrire una via d’uscita onorevole: o la vicepresidenza della Regione o un importante ruolo politico “compensativo”. In quest’ultimo caso, il probabile ritiro di De Magistris aprirebbe a una vicepresidenza “partitica” di peso: chi meglio di Nicola Irto?, che – ricordiamolo – porta in dote 12mila e passa voti personali. Difficilmente l’ex presidente del Consiglio regionale – in uno scenario del genere – potrebbe continuare a voler restare fuori (ha comunque garantito tutto l’appoggio al candidato scelto da Roma).

Rimarrebbe il nodo della presidenza: l’idea del “sindaco” della Regione avanzata dal sen. Magorno è suggestiva e apprezzabile, ma i pd non convergerebbero mai sull’attuale sindaco di Diamante. Il prof. Enzo Ciconte che ha sparato a zero contro Enrico Letta e Giuseppe Conte in un’intervista sul quotidiano Domani è fuori dai giochi. E non ci sono all’orizzonte personalità di partito in grado di coagulare le forse di sinistra in un’armata (variegata) in grado di far preoccupare la coalizione di centro-destra.

In questa ipotesi (del IV tipo, irrealizzabile con l’attuale dirigenza), però, i numeri di una sinistra “unita contro il bis del centro destra” sarebbero molto vicini a quelli della coalizione guidata da Roberto Occhiuto e un tale (pressoché impossibile) raggruppamento potrebbe stimolare al voto migliaia di astensionisti delusi. E allora? Mentre si aspettano colpi di scena che non mancheranno, qualche nostalgico della sinistra che fu guarda con malinconia al progetto di fantapolitica Falcone/De Magistris-Irto e pensa come sarebbe bello che, una volta tanto, sulle discordie, i dissapori e gli odi personali prevalesse il buon senso e la ragionevolezza. Per il bene della Calabria e dei calabresi. (s)

 

 

 

 

 

 

“La Fabbrica teatrale di Portigliola”, il progetto d’apertura per una Locride Capitale della Cultura 2025

Si intitola La fabbrica teatrale di Portigliola il progetto d’apertura verso la candidatura della Locride a Capitale della Cultura 2025, che sarà uno spazio per la produzione, il trasferimento di conoscenze e per la creazione del teatro di comunità.

Alla presentazione del progetto, presenti Rocco Luglio, sindaco di Portigliola, Francesco Macrì, presidente Gal Terre Locridee, Antonio Blandi, di Officina delle Idee, Teresa Timpano di Scena Nuda e Elisabetta Pozzi, direttrice della Scuola di recitazione dello Stabile di Genova.

Il sindaco Luglio, in apertura, ha rimarcato l’importanza della partecipazione collettiva a questi progetti, ha sottolineato la sua volontà di fare teatro e di portare eventi culturali sul territorio, mentre Macrì si è soffermato sul racconto del progetto di Locride Capitale della cultura 2025. In particolare, Macrì ha ricordato un episodio, l’incontro con un turista che sottolineava come la Locride sia bruttissima o bellissima. Il presidente vuole quindi che si prenda spunto alla riflessione di questo cittadino e che il percorso del Gal e del progetto Locride 2025 porti a migliorare e a trasformare i posti brutti in belli e poi in luoghi bellissimi.

«Il direttore del Gal – si legge in una nota – ha, quindi, parlato di un percorso che abbia un obiettivo più importante di Locride 2025, una mission ambiziosa che anche grazie al teatro può essere perseguita. Gli elementi della Fabbrica teatrale sono degli elementi importanti per realizzare tutto ciò, questo progetto racchiude la conoscenza, la creatività e la socialità».

Blandi ha insistito sul concetto che questa iniziativa della fabbrica teatrale è un seme che da qui deve contagiare tutto il territorio, perché la Locride è sempre stata terra di produzione culturale.

Teresa Timpano che ha spiegato che “Scena Nuda” è impegnata nella realizzazione di un’altra importante produzione nazionale: da qualche giorno, infatti, a Portigliola, si è aperta la seconda fase di lavoro in vista della messinscena, il 20 agosto, di Tesmoforiazuse, per la regia di una tra le più importanti protagoniste del teatro italiano, Elisabetta Pozzi.

Elisabetta Pozzi, Direttrice della Scuola di recitazione dello Stabile di Genova, che ormai è di casa a Portigliola ha raccontato la nascita di questo laboratorio teatrale che si svolgerà nella Locride con l’obiettivo di realizzare una produzione teatrale ideata e realizzata nel territorio. Cioè una vera è propria fabbrica di cultura, un modello questo che vuole diventare il simbolo della proposta di candidatura di Locride capitale della cultura. Una Locride che torni ad essere centro della produzione culturale del mediterraneo. (rrc)

A Portigliola presentata proposta di costituzione del Distretto turistico per sviluppo della Locride

Nella splendida cornice del Teatro Greco Romano di Portigliola, è stata presentata la proposta per la costituzione di un Distretto Turistico per lo sviluppo della Locride, organizzato dal Gal Terre Locridee.

Presente l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha voluto ricordare che la compianta Jole Santelli «amava alla follia la Locride, un territorio per troppi anni dimenticato anche dalla politica, a cui l’ex governatore aveva sentito l’esigenza di dare un’opportunità». Gallo ha sottolineato come sia necessario tornare padroni delle bellezze del territorio, orientando le risorse in modo da ottenere modelli di sviluppo diversi, evitando che i figli di questa terra continuino a partire. Agricoltura e turismo sono il futuro di questa regione e la Locride con questa iniziativa ha dimostrato come tutti insieme abbiamo la possibilità di fare e di cambiare.

L’incontro si è aperto con i saluti del sindaco di Portigliola, Rocco Luglio, che ha sottolineato come questo progetto sia un’occasione importante, ma che la Locride deve avere la maturità di camminare insieme verso un obbiettivo unitario e che deve coinvolgere tutto il territorio. Sono intervenuti Giuseppe Campisi, presidente del comitato dell’associazione dei comuni della Locride, Maurizio Baggetta, presidente della Jonica Holiday, Ettore Lacopo, presidente dell’ordine dei commercialisti, Domenico Mantegna, consigliere delegato della città metropolitana di Reggio Calabria, Pietro Marrapodi, responsabile della Lega a Milano, e Domenico Vecchio, presidente di Confindustria Reggio Calabria.

Di seguito sono intervenuti Giuseppe Zimballatti, neodirettore generale dell’ateneo di Reggio Calabria, che ha sottolineato la disponibilità dell’Università al progetto della Locride, sperando di poter essere all’altezza delle aspettative, con molteplici iniziative che possono essere utili ad accompagnare questo percorso. Zimballatti ha evidenziato come non ci si soffermi più sui problemi del territorio, ma tutti uniti per organizzare programmi. E la senatrice Silvia Vono, che ha descritto l’aria della Locride come un’aria da riqualificare, con un’immagine diversa da trasmettere, perché quando si parla della Calabria non si richiamano la bellezza di questa terra e le capacità della gente che vi abita, gli argomenti sono sempre altri.

La Calabria merita di essere promossa, e questo progetto turistico dell’area della Locride può essere l’idea giusta per avere una visione completa del nostro territorio. Questo si può fare se si inizia a ragionare in modo diverso, iniziando dalla politica locale. Ora che si ha la possibilità di investire bisogna agire, utilizzando i suggerimenti di menti attive e geniali.

Il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, prima di dare la parola all’assessore Gallo, ha voluto sottolineare l’impegno di tutto il Gal Terre Locridee nel portare avanti tutte le attività volte allo sviluppo del territorio, cercando di raggiungere in tutti i modi questo risultato. In chiusura ha invitato tutti i partecipanti a sottoscrivere il protocollo d’intesa. (rrc)

REGGIO – Con Cambiamo! si è parlato della candidatura della Locride a Capitale italiana della cultura 2025

La buona politica a sostegno delle buone prassi di sviluppo locale è stato il titolo del webinar organizzato da Cambiamo Reggio Calabria, dove si è parlato della candidatura della Locride a Capitale italiana della cultura 2025, che è anche sostenuta da Vittorio Sgarbi, componente della VIII commissione Cultura e ospite dell’incontro.

Un progetto ambizioso, sul cui serve la condivisione ed il supporto di tutti affinché possa concretizzarsi e diventare realtà per un territorio che ha tutte le potenzialità per emergere ed aspira a riscattarsi. 

Insieme a Sgarbi, hanno partecipato al webinar Francesco Macri, presidente Gal Terre Locridee, Antonio Blandi, Project Manager Locride 2025, Pietro Molinaro, consigliere regionale e Francesco Meduri, responsabile Provinciale Organizzazione e Sviluppo Territoriale di Cambiamo, che ha moderato l’incontro.

«Cambiamo – si legge in una nota – sostiene ed accompagnerà questo percorso così importante per  il raggiungimento del prestigioso riconoscimento,  in quanto la cultura deve essere un punto di rilancio per questo territorio. La Locride presenta un patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico vastissimo come la Villa romana di Casignana o la Cattedrale di Stilo, solo per citare alcuni siti. I beni architettonici, paesaggistici ed enogastronomici possono essere volano di sviluppo. Anche dal punto di vista medico va evidenziato un microclima eccezionale, favorevole alla cura di diverse patologie. Ringrazio l’On. Sgarbi per la sua presenza e, soprattutto, per il supporto al progetto».

Sgarbi ha  evidenziato il suo forte legame con la Calabria che dura da circa trent’anni avendo instaurato un rapporto speciale con Gerace: «Ritengo sia una proposta valida ma, indubbiamente, impegnativa – ha spiegato – poiché parteciperanno diverse città ma in cui riscontro un elemento innovativo: la candidatura non di una città ma di un intero territorio».

«È un’occasione importante – ha spiegato ancora – perché avrebbe un riscontro positivo anche a livello turistico. Il ricco patrimonio culturale distribuito su diversi comuni, le tradizioni e la sua storia unite alla straordinaria accoglienza calabrese sono da traino ad una candidatura significativa. Mi auguro che la Commissione preposta valuti con attenzione la qualità della vostra proposta e non basi le sue decisioni su ragioni prettamente politiche. Credo che le scelte delle città partecipanti dovrebbero rispettare dei criteri precisi legati al numero di abitanti ed alle tradizioni culturali dei territori. Prossimamente tornerò nella Locride per sostenere questa candidatura perché è un territorio che ha tanto da offrire».

«Anche se non riuscissimo in questa grande impresa – ha spiegato il presidente del Gal Macri – avremmo comunque raggiunto un risultato fondamentale, far conoscere un’altra faccia di un territorio ricco di storia e cultura. Non a caso lo slogan scelto è “Locride tutta un’altra storia” che identifica il nostro progetto. Credo sia la prima volta che si porti avanti un’iniziativa che coinvolge i 42 Comuni della Locride. Siamo consapevoli che ci aspetta un percorso lungo ma il Gal si sta impegnando al massimo per ottenere l’ambito riconoscimento».

«Stiamo creando  – ha detto ancora – un comitato promotore e scientifico affiancato da piccoli laboratori culturali e sociali. In questo momento abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Il Gal, in questi anni, ha contribuito allo sviluppo di un comprensorio, spesso, abbandonato facendosi promotore di idee innovative. A breve il progetto verrà presentato a Roma. Mi auguro – ha aggiunto – che anche la città Metropolitana di cui Locri fa parte, si decida a investire su questo territorio».

Per Blandi, Project Manager Locride 2025, la candidatura ha diversi obiettivi ma, in primis, la voglia di raccontare la storia di un’area straordinaria: «La Locride ha un patrimonio culturale immenso da scoprire e riscoprire fatto di eccellenze e piccole realtà che assieme formano un grande mosaico. Siamo convinti che abbiamo tutte le capacità per poter competere facendo emergere tutte le potenzialità e gli aspetti positivi. Un obiettivo che deve essere condiviso da tutta la regione e che potrebbe veicolare economia».

«La scelta del 2025 – ha spiegato – è ricaduta per consentirci di portare avanti un progetto serio e che consenta  ai giovani di rimanere, in futuro, nella propria terra. Sottolineo con orgoglio che l’adesione dei Comuni è stata corale, anzi, è stata accolta con grande entusiasmo. I grandi obiettivi si raggiungono con la passione ed in questo momento la Locride ne ha tantissima».

 A sposare con entusiasmo l’iniziativa, anche il consigliere regionale Molinaro che ha ribadito: «In quanto calabresi dobbiamo sostenere con determinazione questo progetto; solo con un’azione comune riusciremo a centrare questo importante obiettivo. Ognuno di noi deve offrire il proprio contributo per lanciare un territorio che vanta beni culturali di straordinaria bellezza».

«È una candidatura – ha concluso il responsabile Provinciale Organizzazione e Sviluppo Territoriale di Cambiamo Meduri – che coinvolge ben 42 Comuni e  richiederà un grandissimo impegno e  lavoro, quindi, bisognerà lavorare in maniera costruttiva e trasversale. Un obiettivo che deve essere sposato da destra a sinistra proprio per l’importanza che riveste e per l’enorme impatto che potrebbe avere su tutto il territorio».

«Auspico – ha detto ancora – che riusciremo a vincere questa sfida. È un progetto che va oltre la vittoria, perché la Locride è un territorio che va raccontato e valorizzato facendo emergere i tanti aspetti positivi di cui gode e che attendono la collaborazione di tutti per affiorare».

«Un ringraziamento particolare – ha concluso – a Maricetta Tirrito di Laboratorio una Donna, sempre pronta ad elaborare progetti di rilancio culturale, economico e sociale.  Senza il suo contributo non avremmo potuto organizzare questo webinar e promuovere la candidatura della Locride. Ci auguriamo sia ospite del Gal Terre Locridee nei prossimi mesi». (rrc)

 

Spirlì e il viceministro Morelli incontrano i sindaci della Locride per la statale 106

Il viceministro alle Infrastrutture, Alessandro Morelli, nel corso della sua visita in Calabria, ha incontrato i sindaci della Locride per discutere delle problematiche del territorio, in particolare della Statale 106.

Insieme al viceministro, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo e il presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, che ha sottolineato come «la Locride, da anni, subisce  un doppio abbandono: per le strade e le ferrovie borboniche e per i tesori culturali difficilmente raggiungibili. È una vergogna che si perpetua da anni, davanti alla quale molti governanti hanno promesso senza poi fare».

Sulla 106, Spirlì ha sottolineato la necessità «di compiere un atto di coraggio. La Regione, per le sue competenze, lo sta facendo, ma serve anche il massimo impegno da parte del Governo nazionale. Basta giochi sulla 106. Il suo destino non può essere quello di “strada della morte”».

Rivolto al viceministro, il presidente della Regione ha chiesto massima attenzione, oltre che per la 106, anche per la ferrovia jonica.

«Si tratta – ha detto – di infrastrutture necessarie per collegarci alla dorsale Adriatica. La Calabria ha tantissime ricchezze da promuovere, ma per farlo bisogna garantire l’accessibilità. L’Italia e l’Europa non possono dimenticare queste aree».

l viceministro Morelli ha rimarcato la volontà di segnalare la presenza dello Stato e del Governo «in una realtà che ha bisogno di avere un megafono nei palazzi romani».

«La 106 – ha aggiunto – è conosciuta per le sue tante tragedie. Noi dobbiamo cambiare questa prospettiva. Invito tutti a guardare a questa arteria come un’opera fondamentale per la rete infrastrutturale che collega il porto di Gioia Tauro e l’aeroporto di Reggio Calabria. Sono tutte opere fondamentali per lo sviluppo della Calabria, dell’Italia e dell’Europa. Stiamo creando le condizioni affinché tutto questo diventi realtà».

Il viceministro ha infine ribadito l’impegno a tornare per constatare di persona le varie necessità della Locride: «C’è la massima disponibilità all’interlocuzione, noi faremo la nostra parte».

«Abbiamo ribadito, ancora una volta, che fare rientrare la Statale 106 nella pianificazione delle priorità del governo è di fondamentale importanza per il nostro territorio» ha dichiarato il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, a margine dell’incontro con il viceministro Morelli.

«La Città metropolitana di Reggio Calabria su questo – ha aggiunto – come su altri temi strategici, ha assunto un impegno molto preciso nei confronti del territorio, ovvero fare in modo che tutte le politiche di sviluppo facciano registrare una nostra partecipazione attiva e un autentico coinvolgimento nelle scelte che si intendono adottare, specialmente per un settore così importante come le infrastrutture. E non solo con riferimento ai tempi dell’esecuzione dell’opera, ma anche su come questa viene pensata».

La Città metropolitana ha la competenza sulla pianificazione strategica del territorio, ha poi ricordato Falcomatà, «e dobbiamo, dunque, essere nelle condizioni di poterci assumere delle responsabilità anche rispetto al futuro di questa importantissima arteria».

«Ma, per fare ciò – ha proseguito il primo cittadino – è necessario che i sindaci siano sempre coinvolti nei processi decisionali, poiché sono loro il primo “front office” di tutte le problematiche esistenti sul territorio, oltre che profondi conoscitori delle stesse».

«Come sindaci del territorio, inoltre – ha detto ancora – abbiamo da subito posto al governo la grave anomalia della quota del 37% di risorse destinate al Mezzogiorno nel quadro del Recovery Fund, perché come tutti gli studi e gli osservatori economici con in testa la Svimez affermano, affinché tali fondi rappresentino un elemento aggiuntivo tale da consentire al Sud di colmare la distanza dal resto del Paese, servono stanziamenti pari almeno al 60%».

«Quindi occorre come prima cosa intendersi sulle regole del gioco – ha rimarcato Falcomatà – e credo sia profondamente sbagliato anche il criterio che qualcuno ha avanzato secondo cui bisogna intervenire laddove si sono verificati maggiori danni economici, perché è del tutto evidente che questi hanno interessato in larga parte quelle aree in cui il tessuto produttivo era ampiamente più forte, già prima della pandemia».

Rispetto al cruciale momento storico che stiamo vivendo, ha infine sottolineato il Sindaco metropolitano, «è opportuno mettere al centro il senso di responsabilità istituzionale, ma soprattutto l’identità territoriale, lasciando da parte divisioni e appartenenze politiche e partitiche. Mai come in questa fase abbiamo bisogno di partecipazione, idee e protagonismo da parte di tutti. E così vogliamo affrontare le sfide, immani, della ripartenza post Covid». (rrc)