L’OPINIONE / Franz Caruso: Incidenti post partita tra Cosenza-Catanzaro fatto inqualificabile

di FRANZ CARUSO – Gli incidenti verificatisi ieri sera nel post partita tra Cosenza e Catanzaro sono un fatto inqualificabile e che merita la più assoluta riprovazione e condanna.

Il vile attacco contro persone inermi, tra le quali donne e bambini, sorpresi all’interno del Mc Donald’s di Rende, di fronte allo svincolo autostradale di Cosenza Nord, mentre stavano consumando in tranquillità, è quanto di più vergognoso e ignobile potesse verificarsi. Sono certo che le autorità preposte, con la massima solerzia e in tempi rapidi, individueranno ed assicureranno alla giustizia chi si è macchiato di questi esecrabili gesti – una vera barbarie – .

Allo stesso modo chiedo che sull’intera vicenda sia fatta piena luce, posto che, come è del tutto evidente, più di una cosa non ha funzionato. Sarebbe ad esempio il caso di valutare attentamente se i numeri della tifoseria ospite corrispondevano effettivamente agli ottocento posti assegnati o non siano andati ben oltre il consentito. Nel contempo, mi corre l’obbligo di esprimere solidarietà alle forze dell’ordine che, nel corso degli incidenti, sono rimaste ferite, così come massima vicinanza esprimo alle famiglie e alle singole persone, alcune delle quali anche loro ferite, che, loro malgrado, sono rimaste coinvolte in quei drammatici momenti di particolare tensione e apprensione.

Un encomio particolare lo voglio rivolgere al direttore del Mc Donald’s di Rende che con grande freddezza è riuscito, chiudendo le porte dell’esercizio commerciale e dando ricovero alle tante persone impaurite, nelle toilettes e persino nelle cucine, a limitare i rischi per l’incolumità dei presenti. Gli incidenti di ieri sera hanno rovinato quella che sul campo e sugli spalti, al di là del risultato finale, si era rivelata una festa dello sport sulla quale, ora, purtroppo, grava questa macchia indelebile. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Estirpare violenza facendo piena luce sui fatti

di NICOLA FIORITA – Prima e più di ogni altra cosa voglio esprimere la mia piena solidarietà alle forze dell’ordine e voglio  ringraziare il sindaco Franz Caruso e la città di Cosenza per l’accoglienza cordiale che mi hanno riservato. Voglio rimarcare questo dato perché credo sia giunta l’ora di isolare i facinorosi e di superare una volta per sempre questa stupida rivalità che divide due città civili e colte di una stessa regione.

Ma se si vuole davvero estirpare la mala pianta della violenza legata al calcio, occorre che sugli episodi che accadono prima, durante e dopo le partite si faccia piena luce, attribuendo ad ognuno le proprie responsabilità. Lo chiedo anche per quanto accaduto nel dopopartita di ieri. Autorevoli giornalisti (e tifosi) cosentini hanno sostenuto che la miccia dei disordini potrebbe essere stata innescata da pochi scalmanati che hanno scagliato sassi e fumogeni contro i pullman dei tifosi giallorossi.

Nessuna intenzione di giustificare alcuno, se ci sono state reazioni incontrollate e violente vanno perseguite, ma la correttezza della nostra tifoseria è fuori discussione. Non è la prima volta che nell’immediatezza i fatti vengono percepiti in maniera incompleta o distorta, era accaduto già a Bolzano, ma il tempo consente sempre di attribuire con precisione le responsabilità. Il mio appello è rivolto a tutte le tifoserie calabresi: isolate i violenti e i facinorosi. Con il calcio non hanno nulla a che fare. Dispiace solo che per colpa di pochi sia stata gettata un’ombra su quella che è stata una bellissima giornata di sport, con due squadre che hanno dimostrato le proprie qualità e con due grandi tifoserie che hanno sostenuto i propri colori.

Viva la passione e abbasso la violenza, da qualunque parte provenga. (nf)

[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]

 

L’OPINIONE / Maria Limardo: Grazie della fiducia, ma non sono disponibile a ricandidatura

di MARIA LIMARDO – Quelli che si stanno per concludere sono stati cinque anni davvero intensi, duri, probanti, ma anche entusiasmanti e ricchi di soddisfazioni. Di certo sono stati anni, per certi versi, singolari, durante i quali non mi sono mai risparmiata e mai ho indietreggiato di un millimetro nonostante bufere giudiziarie, covid, rischio dissesto, esodo del personale e offese gratuite.

Ringrazio il mio partito, Forza Italia, per l’investitura di questi giorni. Però sono stati giorni non facili, nel corso dei quali gli eventi mi hanno indotto a ripensare ciò che è giusto per la coalizione, ma soprattutto ciò che è giusto – mi sia consentito – per me. Sono pronta a fare la mia parte, ma non in qualità di candidato sindaco.

Ho sempre detto che un progetto politico di rilancio di una città ha bisogno di dieci anni per completarsi, un’idea della quale resto convinta: il progetto deve andare avanti, perché ci sono tutte le carte per vincere. A differenza degli altri schieramenti che punteranno su parole e accuse, noi potremo parlare con i fatti.

Ritengo, infatti, di lasciare una città migliore rispetto a come l’ho ereditata e soprattutto sono orgogliosa di aver rappresentato quel cambio di passo che, seppur oggi non ancora da tutti percepito, è certamente in atto ed ha dato la possibilità di attuare una visione di città completa, strategicamente avanzata rispetto ai prossimi anni.

Sono stata sempre mossa dal desiderio di fare e ottenere il meglio per la mia città, la mia gente, indossando la fascia tricolore con onore e orgoglio.

E questo nonostante i gratuiti attacchi, tanto continui e numerosi quanto spesso infondati e ingenerosi. Sono rimasta al mio posto anche quando avrei voluto lasciare tutto, assolutamente consapevole del mandato affidatomi dagli elettori e dal dovere di portare a compimento atti di fondamentale importanza per la vita dell’ente, per le generazioni future, il bene comune e dunque quello della comunità amministrata, come quelli assunti nell’ultimo consiglio comunale dove, oltre al via libera agli importanti finanziamenti fatti recapitare al Comune di Vibo Valentia, si è formalmente e definitivamente concluso il processo che ha condotto la città fuori dal dissesto e alla conquista dell’agognato risanamento finanziario.

Alla luce di tutto quanto ciò, ringrazio quanti hanno riposto fiducia nella mia persona, ma non sono disponibile ad una ricandidatura. (ml)

[Maria Limardo è sindaco di Vibo Valentia] 

L’OPINIONE / Francesco De Biase: Gli anziani non possono essere discriminati

di FRANCESCO DE BIASE – Gli anziani non possono essere discriminati. Nei loro confronti il Governo non può decidere di offrire le prestazioni necessarie alle loro cure in base all’età. È questo un criterio inaccettabile che cozza, drammaticamente, con le richieste avanzate dalla Uilp che si muovevano nel solco di una scelta prestazionale legata al bisogno delle persone anziane.

Il nuovo Decreto legislativo approntato dal Governo, proprio sotto questo aspetto, non ci convince. Per la Uilp, infatti, è determinante guardare all’offerta dei servizi non in base all’età ma alla condizione della persona, soprattutto in territorio qual è quello calabrese dove più marcati sono i disagi, più accentuata la debolezza sociale ed economica di larghe fette di popolazione e più sensibile il divario di servizi con il resto del Paese.

Come Uilp, da tempo, stiamo ribadendo la necessità del carattere universalistico del diritto alle cure e all’assistenza, che devono evidenziare un carattere pubblico, universale e uniforme e devono trovare finanziamento attraverso la fiscalità generale.

Così come non ci siamo mai stancati di sostenere la necessità di una Legge nazionale organica sulla non autosufficienza e sulla disabilità, ritenendo questo l’unico intervento normativo utile a uscire dalla frammentazione delle politiche di welfare territoriale e garantire omogeneità nelle prestazioni su tutto il territorio nazionale.

Prestazioni che, per la loro copertura finanziaria insufficiente, non riescono a garantire concretamente la platea degli assistiti e vedere riconosciuti i Livelli essenziali delle prestazioni.

È questo l’unico strumento a nostra disposizione per limare quelle pesanti diseguaglianze che persistono fra il Sud, la Calabria in particolare, e il resto del Paese.

Diseguaglianze percepibili, infine, anche nel settore della residenzialità, di cui riteniamo non più rinviabile una riforma perché non vorremmo che le Rsa rischino di divenire, come sottolineato dal nostro Segretario generale Carmelo Barbagallo, “case di riposo eterno”.

Queste sono questioni dirimenti per la nostra Organizzazione sindacale e, pertanto, chiediamo alla Regione Calabria di attivarsi nei confronti del Governo per ricercare le migliori soluzioni per rendere la tutela della salute e l’assistenza degli anziani un punto fermo dell’azione sociale dello Stato. (fdb)

[Francesco De Biase è segretario generale di Uilpensionati Calabria]

L’OPINIONE / Aldo Ferrara: Rendere operative le procedure per Zes Unica

di ALDO FERRARANon c’è più tempo, bisogna immediatamente rendere operative le procedure perché il nuovo modello della Zes Unica per il Mezzogiorno vada a regime.

Ci sono degli elementi importanti da tenere in considerazione perché, mai come adesso, in Calabria, ma direi in tutto il Mezzogiorno, c’è bisogno di investimenti. Siamo in una fase in cui c’è un rallentamento dell’economia ed è proprio qui e ora che si deve sostenere la volontà degli imprenditori di scommettere sul futuro. Ecco, quindi, che lo stallo in cui versa la Zes Unica e la contemporanea eliminazione del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno pongono un doppio limite alle intenzioni di investimenti al Sud. E un altro serio limite all’attrattività della Zes è l’impossibilità di cumulare i vantaggi Zes con quelli del credito d’imposta introdotto nel Piano Transizione 5.0.

A pagare in quanto a capacità attrattiva degli investimenti sono e saranno sempre le regioni del Mezzogiorno, aumentando i divari socio-economici con il resto del Paese e dell’Europa. Ci sono imprenditori che aspettano ormai da diversi mesi una risposta alla domanda inoltrata per avviare un investimento in area Zes e il rischio che molti di essi rinuncino all’idea spostando l’investimento altrove è enorme: aver sospeso fino a fine marzo la valutazione delle domande pone un serio limite alla possibilità di sviluppo delle attività economiche e quindi dei territori

Continuiamo a ribadire come sia necessario eliminare il limite minimo di 200mila euro agli investimenti in area Zes: si tratta di una misura che tiene fuori una grandissima parte di imprese. Inoltre, affinché le scelte gestionali relative alla Zes siano efficaci perché realmente rispondenti alle necessità dei territori e delle imprese che intendono operarvi, è strettamente necessario coinvolgere nella cabina di regia della Zes Unica il sistema confindustriale e le parti sociali: insomma, si acceleri definitivamente sul nuovo modello di Zes, il tempo dell’attesa è finito, ora bisogna correre per recuperare i seri ritardi accumulati. (af)

[Aldo Ferrara è presidente di Unindustria Calabria]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Manifesti “La Base” satira? No, istigazione all’odio

di GIACOMO SACCOMANNO – La protesta ha dei limiti di decenza e rispetto dell’altrui persona. Tutti vogliamo la libertà, ma questa si scontra con la libertà degli altri. Una invasione di questa è da ritenersi una pesante violazione dei diritti costituzionali. I manifesti realizzati dai ragazzi de “La Base” violano questi principi e sono, sicuramente, di cattivo gusto. Ma, quel che è più grave istigano pesantemente alla violenza! Ma, non solo questo. Diffondono anche notizie false e non veritiere.

La Politica vera e la satira corretta non possono percorrere questa strada di possibili reazioni incontrollate. La sinistra sta utilizzando per esclusi scopi di presunto consenso elettorale un disegno di legge che ha voluto e votato nel 2001! Tanta ipocrisia che poi autorizza a manifestare in modo inconsulto e senza conoscere il vero dettame della proposta legislativa. A questi ragazzi ricordo che per la “questione Merdionale” si dibatte da una vita e mai nessuno è riuscito a risolvere il problema ed il Sud negli anni ha sempre aumentato il divario con il Nord. Ora che si cerca di affrontare la difficile ed irrisolta situazione, voluta dalla sinitra nel 2001, si formano barricate che non potranno che aumentare il disastro attuale.

La sinistra, che ha tanti deputati e senatori in Parlamento, deve utilizzarli per rettificare eventuali errori ed integrare al meglio la norma che ha voluto la stessa. Il resto è qualcosa di inconsulto. E, comunque, dimostra la mancanza di capacità politica e di dialogo corretto tra istituzioni. Inserire in un pseudo manifesto funesto le foto dei senatori e dei deputati, oltre che del presidnete della Giunta Regionale, è un qualcosa di ignobile. La Lega condanna tali atteggiamenti che sprigionano solo odio e si pone accanto a queste persone per bene che stanno lavorando per il bene del proprio territorio, che è stato distrutto proprio dall’incapacità della sinistra di amminitrarlo in oltre 10 anni, nel quali sono stati nei governi che si sono succeduti nel tempo.

A Simona Loizzo, a Domenico Furgiuele, a Tilde Minasi, a Roberto Occhiuto, a Mario Occhiuto, a Wanda Ferro, a Fausto Orsomarso ed a tutti coloro che hanno sostenuto l’Autonomia Differenziata la piena solidarietà della Lega e una forte condanna per tali condotte inverosimili e che non appartengono ad una democrazia ed a un dialogo sereno e di spessore. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

L’OPINIONE / Umberto Calabrone: Serve un approccio diverso per dare un futuro produttivo a Calabria

di UMBERTO CALABRONE – L’assenza di politiche industriali in Calabria è lampante, gli investimenti ristagnano, aziende medio-piccole dove spesso il lavoro rimane precario e di scarsa qualità e solo piccole nicchie sono in grado di collocarsi in una dimensione nazionale o internazionale, anche perché le politiche industriali non si affidano solo a bandi che offrono incentivi automatici e generalizzati al sistema delle imprese, senza indicatori reali sulla occupazione che deve essere l’indice di riferimento per qualità, incremento e Ccnl applicati.

La Corte dei Conti, nella analisi annuale fotografa una situazione drammatica sull’utilizzo delle risorse, dichiarando in modo inequivocabile che le risorse del Pnrr in Calabria sono ferme, dichiarando di fatto il fallimento della Regione: nulla si è speso e di conseguenza, per come dichiarato sia dallo Svimez che da Bankitalia, la Calabria è la regione che soffre, la regione che dipende in maniera decisiva degli investimenti pubblici, tagliati dal governo nazionale con l’accordo del governo regionale, fondi che se non utilizzati o spesi male incrementano il divario con altre realtà del nostro Paese ampliando la povertà e la disoccupazione.

Le aziende informatiche presenti che vedono nelle nuove generazioni calabresi qualità e competenze necessitano di infrastrutture digitali adeguate che devono essere messe a disposizione del territorio attraverso un sistema di appalti adeguato e sicuro evitando spezzatini che mettono in discussione la sicurezza e i diritti previsti dai Ccnl dei lavoratori spesso senza prevedere la continuità occupazionale prevista nella piattaforma di rinnovo del Ccnl Industria Metalmeccanica.

Avviare la bonifica delle aree contaminate, spesso sovrapponibili a quelle industriali, deve essere una priorità insieme al riutilizzo delle stesse per nuovi insediamenti produttivi che permetterebbero di ridurre il consumo del suolo e di avviare percorsi virtuosi ecosostenibili.

In Calabria bisogna diffondere le comunità energetiche in modo da supportare un mondo di piccole e medie imprese spesso in difficoltà anche per i costi energetici e di pari passo va costruito un piano energetico regionale lungimirante che veda l’utilizzo di fondi rinnovabili come punto di riferimento incentivandone l’utilizzo e non sponsorizzando progetti che guardano al passato come fonte energetica di approvvigionamento.

La scelta del Governo nazionale sulla Zes di centralizzazione rischia di compromettere lo sviluppo delle aree più deboli di cui facciamo parte e gli investimenti programmati dalla Zes in Calabria come quello della Baker Hughes di non ripetersi.

Aldilà dei proclami, In Calabria manca una vera strategia di sviluppo che metta al centro il lavoro, quello sostenibile, sicuro, ed in questo contesto sarà fondamentale da parte della Fiom far partecipare alle assemblee per il rinnovo del Ccnl industria metalmeccanica il maggior numero di lavoratori anche perché la piattaforma presentata insieme a Fim e Uilm, oltre alla richiesta di aumenti salariali, ha una visione d’insieme che mette al centro la conciliazione di tempi vita – lavoro, l’ambiente, salute e sicurezza sul lavoro, regole per il mercato del lavoro spesso oggetto di frantumazione e di flessibilità a discapito dei lavoratori.

È evidente che per dare un futuro produttivo, capace di generare ricchezza e creare lavoro, oltre all’applicazione dei Ccnl serve un approccio radicalmente diverso, sia da parte delle istituzioni, a partire dalla Regione, sia da parte delle organizzazioni di rappresentanza, troppo prese da azioni lobbistiche più che di promozione sociale.

Problemi che riguardano tutti coloro che credono ad un’altra Calabria possibile. (uc)

[Umberto Calabrone è segretario generale di Fiom Cgil Calabria]

L’OPINIONE / Giovanni Giordano: L’arrivo di Ryanair a Reggio uno straordinario punto di partenza

di GIOVANNI GIORDANO – Nelle ultime settimane, in Calabria, abbiamo assistito ad una serie di iniziative nel settore del turismo che denotano un particolare dinamismo che – come Confapi e Maavi – ci trova totalmente compiaciuti. Attendevamo da tempo un cambio di passo e adesso non possiamo che applaudire al Presidente Occhiuto fautore di questa svolta.

La valorizzazione dell’aeroporto di Reggio Calabria, con il posizionamento della compagnia low-cost Ryanair, che coprirà cinque destinazioni estere e tre nazionali, è uno straordinario punto di partenza. Un’opportunità per la Città Metropolitana che attendeva da tempo la giusta e meritata valorizzazione, vista la sua storia, il suo posizionamento geografico e la ricchezza culturale di cui è depositaria.

Ma le ricadute positive riguardano tutta la Calabria che con Reggio, adagiata sullo Stretto di Messina, si proietta strategicamente nel cuore del Mediterraneo. L’implementazione dei voli della stessa compagnia dagli aeroporti di Lamezia e Crotone è un’ulteriore segnale che la Calabria vuole crescere da protagonista nello scenario di uno sviluppo turistico ormai inarrestabile, dopo la profonda crisi pandemica.

Ovviamente, la regione ha bisogno di una rete infrastrutturale interna, che metta in connessione l’intero territorio calabrese, altrimenti aeroporti, porti e stazioni ferroviarie rimarranno cattedrali nel deserto. Esprimiamo un plauso anche per l’incontro voluto dal Presidente Occhiuto a Catanzaro nei locali della Regione alla presenza dei principali attori del settore turistico. Quest’importante momento di confronto – a cui siamo stati presenti come Confapi Calabria – ha voluto confermare l’indirizzo che afferma con decisione come la Calabria, con le sue immense risorse, ha bisogno di maggiore consapevolezza, di ambizione, di sogni da voler raggiungere e di tanto lavoro di squadra.

Noi di Confapi e Maavi vogliamo cogliere questo momento positivo e – sicuri della profonda sensibilità ed operosità del Presidente Occhiuto – segnalare che senza il turismo non c’è futuro per la Calabria, così come non c’è futuro per il settore senza il turismo organizzato, fatto di tante agenzie di viaggio e tour operator qualificati. Nonostante ciò, non possiamo non sottolineare l’importanza di intraprendere, al più presto e con più decisione da parte delle istituzioni, una serrata e drastica lotta all’illegalità, declinata in tutte le sue sfaccettatura, a partire dalla lotta senza quartiere all’abusivismo, che uccide le tantissime imprese regolari che a causa di ciò fanno ancora più fatica ad andare avanti.

Dunque, pronti a fare la nostra parte, diamo il benvenuto al nuovo corso e diciamo – soprattutto ai tanti imprenditori onesti – che con speranza, coraggio ed entusiasmo, è giunto il momento di contribuire con generosità e con più forza al rilancio della nostra terra! (gg)

[Giovanni Giordano è Vicepresidente Nazionale Confapi Turismo e Cultura, Presidente Confapi Turismo e Cultura Calabria e Delegato Regionale Maavi  (Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane)]

L’OPINIONE / Maria Elena Senese: Sicurezza sui luoghi di lavoro è una materia delicata e complessa

di MARIA ELENA SENESE – La sicurezza sui luoghi di lavoro è una materia delicata e complessa. Per realizzare l’auspicato azzeramento delle morti bianche è necessaria la massima sinergia fra le istituzioni interessate. C’è bisogno che il Governo faccia la sua parte, accettando le proposto che il Sindacato ha avanzato in maniera unitaria.

Così come c’è bisogno che la Regione riconosca la necessità di un non più rinviabile potenziamento della pianta organica degli ispettori in forza alle Aziende sanitarie provinciali. Le Asp, infatti, svolgono un ruolo importante nel garantire il rispetto di queste normative, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e la salute dei lavoratori.

In collaborazione con l’Ispettorato del lavoro anche le Asp, in particolare con i servizi di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, possono condurre controlli, ispezioni e indagini sui luoghi di lavoro al fine di verificare il rispetto delle normative vigenti.

Procedere al potenziamento di queste strutture periferiche, come è facilmente intuibile, vorrebbe dire allargare la platea ci colo i quali possono verificare il corretto andamento di un cantiere, aumentare il numero delle ispezioni e limitare gli incidenti.

In questa materia, noi abbiamo le idee chiare e le nostre proposte le abbiamo già messe nero su bianco e girate a chi ci governa. Oggi vogliamo ribadirle.

È necessario, poi, rafforzare gli organi ispettivi ma occorre un ispettore dedicato al settore edile; così come è fondamentale la condivisione di una banca dati delle notifiche preliminari tra Cassa edile, Ispettorato e Asp e proprio sugli ispettori delle Asp chiediamo alla Regione di potenziare gli organici attuali.

Riteniamo indispensabile procedere alla tracciabilità della formazione su piattaforma telematica per facilitare i compiti degli ispettori e porre un freno ai certificati falsi.

E’ necessario, infine, anche agire sulla prevenzione, e lo si può fare sensibilizzando Ance a facilitare le visite tecniche in cantiere, predisposte dai nostri Enti edili. Queste ultime consentirebbero all’imprenditore edile di avere a disposizione, gratuitamente, un tecnico che potrà coadiuvarlo nell’individuare eventuali situazioni di rischio e predisporre le relative misure di prevenzione e protezione utili a tutelare la sicurezza fisica dei propri dipendenti e a evitare eventuali sanzioni a suo carico nonché probabili infortuni. (mes)

[Maria Elena Senese è segretaria generale di Fenealuil Calabria]

L’OPINIONE / Giuseppe Nisticò: Antonio Tajani al Congresso di FI ha dimostrato di essere il vero erede di Berlusconi

di GIUSEPPE NISTICÒ –  Si è svolto a Roma al Palazzo dei Congressi dell’Eur, con grande successo il 23-24 febbraio, il Congresso Nazionale di Forza Italia.

Al Congresso sono intervenuti importanti politici del Ppe come Manfred Weber, Presidente del Partito Popolare Europeo, Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione Europea e Roberta Metsola, presidente del Parlamento Europeo che hanno rinnovato la loro profonda amicizia e stima nei riguardi di Antonio Tajani e del partito di Forza Italia.

Nella mattina del 23 febbraio, Antonio Tajani ha tenuto la sua prolusione principale. È stata una relazione a tutto campo, a 360 gradi, di alto profilo politico, economico, sociale ed etico.

Ha affrontato con grande competenza i problemi più importanti del nostro Paese ed ha esposto con grande lucidità la politica di Forza Italia per risolverli.

Conosco Tajani da ormai 30 anni da quando cioè siamo scesi in campo con Berlusconi nel 1994. Egli ha vissuto 30 anni di lavoro intenso, svolto con grande modestia sacrificio, dimostrando di essere un uomo di poche parole, ma che quando dice una parola è uomo d’onore, mantenendo gli impegni assunti. Oggi, ha fatto un discorso molto efficace, razionale, ma anche ricco di emozioni.

Ha assorbito ed accumulato in questi ultimi 30 anni gli insegnamenti di Berlusconi e le esperienze migliori delle politiche europee per cui ha raggiunto un livello di conoscenza della politica molto alto ed ha creato validissimi rapporti internazionali, essendo stato sempre un alleato affidabile, serio e corretto.

Con Berlusconi in vita, Antonio “viveva di rendita” perché seguiva le indicazioni di un uomo grande e geniale che nessuno di poteva mai raggiungere e questo lui lo aveva capito prima e meglio di tutti noi! Oggi, paradossalmente, senza Berlusconi e anche per me, devo confessare, è stata una sorpresa ed una grande meraviglia, Tajani è diventato più forte e più autorevole perché come dimostrato nella sua relazione al Congresso Nazionale, ha fatto emergere la sua vera personalità, una personalità forte, incisiva e a volte vulcanica.

È stato autenticamente sincero ed ha saputo convincere gli italiani e, secondo me, saprà creare un partito forte di Centro allargando i consensi di persone moderate che di solito non vanno a votare, ma anche di persone di sinistra, che ormai sono stanche e deluse della politica sterile e preconcetta di Elly Schlein.

Così, nella sua relazione, ha fatto esplodere il cumulo della sua esperienza trentennale con convinzione, determinazione e con un’oratoria, che mentre in passato appariva piuttosto monotona e ripetitiva, oggi nonostante di base sia stata calma e razionale è diventata molto più passionale, altitonante specie quando ha fatto riferimento a tematiche di viva attualità, come il rispetto che meritano le forze dell’ordine o i nostri giovani che dopo la laurea vorrebbero trovare un posto di lavoro qualificato e non essere costretti a migrare all’estero o dalle Regioni meridionali verso le Regioni più ricche del Centro Nord.

La mia gioia e piena soddisfazione per il ruolo fondamentale che il Congresso ha riconosciuto a Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria con la sua elezione a vice segretario Nazionale. Pertanto la Calabria, ovviamente, si rafforzerà per realizzare i progetti di sviluppo economico e sociale anche grazie al ruolo importante svolto dalla sottosegretaria Maria Tripodi, nonché dai parlamentari di Forza Italia come l’on. Giuseppe Mangialavori, presidente della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, il dott. Francesco Cannizzaro, responsabile delle Politiche di FI per il Meridione, l’on. Fulvia Caligiuri, presidente dell’Arsac, l’on. Giovanni Arruolo e l’on. Mario Occhiuto.

Conosco la profonda stima che Antonio Tajani ha sempre nutrito nei riguardi di Roberto e la grande considerazione che lui ha sempre avuto nei riguardi della Calabria, dei suoi bisogni, delle difficoltà socio-economiche. Ho apprezzato molto il fatto che nel suo discorso programmatico Tajani abbia fatto riferimento alla creazione di Silicon Valley per valorizzare i migliori cervelli nel Meridione come quella che con Occhiuto stiamo realizzando in Calabria cioè l’Istituto di Biotecnologie “Renato Dulbecco” di Lamezia Terme.

Ho sperimentato personalmente il grande impegno e rispetto, dimostrato sempre da Tajani, nel potenziare la ricerca scientifica. Ricordo che quando insegnavo a Tor Vergata, Tajani veniva spesso a trovarmi e mi è stato di grande aiuto nell’attivare il Corso di Laurea in Farmacia in lingua inglese.

D’altro canto, desidero ancora oggi esprimere la mia gratitudine nei suoi confronti perché ha proposto il mio nome al ministro della Salute Nino Sirchia quale rappresentante italiano per la Commissione scientifica dell’Agenzia Europea del Farmaco. Così pure, in seguito, ha sostenuto il mio nome al Parlamento Europeo, proposto dal gruppo inglese del Ppe, come membro del Management Board dell’Emea di Londra.

Da Parlamentare Europeo sono ancora fiero di aver fatto parte del gruppo di Forza Italia guidato da Antonio Tajani e che comprendeva colleghi di alto profilo intellettuale, professionale e politico come Renato Brunetta, Francesco Fiori, Mario Mauro, etc.

Antonio Tajani ha guidato il gruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo con grande equilibrio e rispetto nei nostri riguardi. Non posso dimenticare che quando io ho presentato come primo nome l’emendamento sull’uso sperimentale di cellule staminali di embrioni umani soprannumerari, Antonio, nonostante personalmente non fosse d’accordo perché da cattolico fervente seguiva le indicazioni del Vaticano, pure non si oppose.

Evidentemente, lo stesso Berlusconi, ex allievo dei Salesiani come me aveva una mentalità più aperta e condivideva il significato scientifico e morale dell’uso terapeutico di cellule staminali per salvare vite umane. Pertanto, le sue indicazioni erano di lasciare ai parlamentari del gruppo di votare con libertà di coscienza.

Antonio, si era reso conto, intelligentemente, che non si poteva spaccare l’Europa su quell’emendamento perché in alcuni Paesi avanzati, come Svezia ed Inghilterra, le staminali embrionali erano già usate. Il punto di compromesso fu che le cellule di embrioni soprannumerari potessero essere impiegate sperimentalmente solo quando queste non servivano a creare esseri umani, ma erano destinate ad essere distrutte.

Inoltre, un’altra linea di compromesso era che l’uso delle cellule staminali dei vari Paesi, era permesso solo se i Governi sia erano dichiarati favorevoli.

Così, con questo emendamento di compromesso che portava come primo nome il mio seguito dal nome di molti Parlamentari sia del Ppe che dal PSE e di altri partiti fu possibile approvare il VI Programma Quadro della Ricerca Scientifica.

Lo stesso emendamento è stato, dopo di allora, mantenuto nei Programmi Quadro della ricerca scientifica negli anni successivi fino ad oggi.

Tajani, è stato sempre stato il pupillo di Silvio Berlusconi e fu fatto approdare in politica da Gianni Letta che lo presentò a Berlusconi per cui divenne uno dei primi fondatori di Forza Italia nel 1994.

Aveva capito fin da allora che a Berlusconi bisognava solo obbedire, a differenza sia mia che di Renato Brunetta i quali volevamo proporre a Berlusconi soluzioni, a nostro avviso, migliori se ci fosse stato permesso.

Ricordo che allora io dicevo ad Antonio Tajani che non condividevo una obbedienza cieca perché come insegnamento di mio padre ero convinto che è “meglio essere testa di lucertola che coda di leone”. Tuttavia, Antonio fu sempre fedelissimo verso Berlusconi con il quale ha continuato a convivere con grande armonia fino alla sua scomparsa.

La sua elezione, il 17 Gennaio 2017, al Presidente del Parlamento Europeo è stata la consacrazione di una carriera parlamentare europea durata circa 30 anni. Al Parlamento Europeo, come posso testimoniare, Tajani aveva svolto ruoli di pesante responsabilità che quotidianamente con santa pazienza si caricava come un fardello sulle spalle.

Poi, fu nominato dal 2008 al 2010 Commissario ai Trasporti ed in seguito fino al 2014 Commissario all’Industria, ottenendo grandi consensi internazionali tanto che gli furono conferite numerose onorificenze all’estero come la prestigiosa Legion d’onore in Francia, la Gran Croce al merito civile in Spagna, il Gran Cordone dell’Ordine del Sol Levante in Giappone, etc.

La fortuna di Antonio è anche dovuta sia alla moglie Brunella, una signora bionda, dolce e simpatica che ai due bellissimi figli Flaminia e Filippo, che ricordo con grande affetto. Ho seguito Filippo come bravo giocatore di pallone e oggi svolge con successo la sua attività nel mondo della Medicina dello Sport. Flaminia è diventata una mamma felice di due bambine.

Antonio è molto tifoso della Juventus ed ogni tanto, quando la Juventus perde, ci divertiamo a mandargli messaggini di complimenti noi che siamo romanisti!

Antonio, inoltre, è stato sempre molto fiero di essere di origine calabrese dal momento che suo nonno era di Cutro, in provincia di Crotone e certamente da lui ha ereditato i principi della Scuola pitagorica (libertà, democrazia, etica e pace).

Oggi, oltre ad essere Segretario Nazionale indiscusso di Forza Italia è vicepresidente del Consiglio dei Ministri e con Giorgia Meloni ha rapporti di grande amicizia e stima, fondamentali ai fini di mantenere stabile il Governo certamente fino alla fine della legislatura.

Oggi, Tajani per il suo culto nei riguardi delle Istituzioni, il suo alto pensiero politico, economico e sociologico e per la sua non comune onestà intellettuale e morale si erge come un leader del Partito Popolare Europeo.

Non posso non ricordare, chiudendo perché è stata a suo tempo una notizia shock la sua rinuncia all’indennità transitoria di Commissario di 468 mila euro, dimostrando onestà, sobrietà e di non essere schiavo del Dio danaro, ma di avere una grande solidarietà per i milioni di cittadini europei che ancora vivono in condizioni economiche disagiate.

Il suo pensare è il pensare per il Bene, mai rancoroso o vendicativo, ma ha sempre coltivato l’amicizia oltre che verso Berlusconi anche verso le persone più semplici come i suoi collaboratori, che come ricordo, invitava a cena con noi parlamentari a Bruxelles ed anche con persone incolte ed analfabete.

Così, dopo un viaggio durato 30 anni, per lidi lontani, transoceanici ed anche perigliosi, alla ricerca del vello d’oro (cioè della felicità) Antonio è approdato in maniera morbida e vellutata quale novello Ulisse nella sua Itaca per ritrovare la sua Penelope, i figli ed i nipotini e tutta la gente che lo ha acclamato come il vero erede di Berlusconi. (gn)

[Giuseppe Nisticò è ex presidente della Regione Calabria]