L’OPINIONE / Francesco Forciniti: No alla svendita del porto di Corigliano Rossano

di FRANCESCO FORCINITI –  In questi giorni il dibattito politico locale è quasi interamente concentrato sulla richiesta della multinazionale americana Bakery & Hughes, che vorrebbe occupare una vasta area del Porto di Corigliano per realizzare un insediamento di industria pesante legato alla filiera del GNL, il gas naturale liquefatto.

La prima cosa che lascia perplessi è il fatto che un’intera comunità sia costretta a interrogarsi su qualcosa che gli viene calata dall’alto dall’oggi al domani, e soprattutto senza che ci sia uno straccio di documento o atto pubblico a disposizione della comunità per capire quali siano le reali intenzioni di questa grande azienda. Nessuno sa cosa si costruirebbe in concreto, che tipo di macchinari sarebbero necessari, quanto spazio occuperebbero, quanti scarti, scorie, emissioni e rifiuti ed emissioni sarebbero liberati, quanto sarebbe compatibile tale insediamento con le attività di pesca, turismo e agricoltura che ad oggi ci danno da vivere, quali ripercussioni ci sarebbero sugli altri progetti che riguardano il porto, alaggio e varo e banchina crocieristica in primis.

Nessuno ci ha detto nulla, nessuno sa nulla, eppure la campagna propagandistica della multinazionale buona che viene qui ad arricchirci tutti con l’industria pesante è già partita a spron battuto. In assenza di informazioni ufficiali siamo costretti a fare l’esegesi di alcune blande e generiche dichiarazioni dei vertici della Bakery & Hughes, i quali parlano di «un concentrato di tecnologia all’avanguardia che incontra la crescente domanda di gas naturale liquefatto (GNL) e da una risposta concreta al cosiddetto trilemma energetico».

Dunque, una delle poche certezze che abbiamo è che le produzioni che si vorrebbero realizzare al porto, a poche decine di metri dai bagnanti, dalle abitazioni e dai pescatori, riguardano il GNL. E il GNL – che arriva in Europa principamente dagli Stati Uniti –IOè una fonte di energia drammaticamente inquinante, insostenibile e costosa, perché siamo costretti a importarlo da oltreoceano con delle petroliere, per poi lavorarlo con i rigassificatori, i quali rilasciano in mare una quantità impressionante di scarti e rifiuti, con un conto finale che arriva a costarci come Paese anche tre-quattro volte in più rispetto al gas naturale che ci forniva la Russia.

Poi che i rigassificatori siano piazzati nel nostro porto oppure altrove in Calabria o in Italia (ci sono iter autorizzativi in corso nei porti di mezza Italia da Vado Ligure ad Agrigento) cambia poco: la filiera del GNL arricchisce solo chi ce lo vende, mentre noi come Paese ci impoveriamo, costretti a pagare sempre di più l’energia e sempre più subalterni e dipendenti dagli interessi geopolitici americani. Peraltro il boom del GNL è un fenomeno che rischia di rivelarsi temporaneo e volatile, e non dà alcuna garanzia di medio-lungo periodo.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui, secondo me, dovremmo tutti respingere questo ennesimo tentativo di occupazione quasi “coloniale” del nostro porto. La nostra economia si regge su altri asset che sono chiaramente incompatibili con l’industria pesante a poche decine di metri dalle spiagge che ci danno da vivere, e inoltre la filiera del GNL porta ricchezza e benessere solo a chi ce lo vende. Piuttosto che elemosinare con il cappello in mano quattro presunti posti di lavoro pagati con i proventi di una speculazione energetica che nel complesso ci impoverisce, dovremmo opporci contro la svendita un pezzo alla volta del nostro Paese agli americani, reclamare lo stop alle folli sanzioni alla Russia, il ripristino dei rapporti con il vicino oriente, e la fine della folle corsa al riarmo voluta oltreoceano.

[Francesco Forciniti è già deputato del Gruppo Misto – L’Alternativa c’è]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: L’assenza di industrie contaminanti un bene per ambiente e salute pubblica

di EMILIO ERRIGO – Mi viene da ridere se penso all’indimenticabile metafora del Caro Otello Profazio: «In Calabria si campa d’aria, non lo sapevate?».

Qui non c’è bisogno di niente abbiamo tutto, non vi scomodate, perché interessarvi di noi, qua si campa d’aria! Non credo che quando l’Otello internazionale, oramai una vera icona della musica e filosofia meridionalista, cantata e saputa interpretare dal grande cantautore del Sud Italia, ripeteva che in Calabria e al Sud si stava bene, pur senza lavoro, autostrade, ferrovie, ospedali, scuole, cimiteri e ogni altro bene alimentare e pubblico.

Oggi possiamo dire senza alcun tema contrario per essere smentiti e contraddetti, che la mancata industrializzazione siderurgica, chimica, petrolifera e fabbriche di bioproteine, ha salvato l’ambiente della Calabria e i Cittadini Calabresi, sempre con la C maiuscola per rimarcare il marchio di nascita regionale identitaria.

Pensate e ragionate su quel che vado scrivendo in questa mia opinione e riflessione, a quali e quante gravissime conseguenze ambientali e quindi sanitarie irreparabili saremmo stati esposti se avessero portato a termine i loro disegni criminosi per l’ambiente e salute pubblica.
Se avessero costruito e reso produttive, le due fabbriche, previste dal “Pacco Colombo”: la prima, il V Centro Siderurgico, oggi per fortuna economica il più grande ed efficiente Porto Intenazionale Trashipment di Gioia Tauro, la seconda là mai costruita e mai entrata in esercizio industriale, la fabbrica Liquichimica di Saline Joniche, ora ferraglia arrugginita e pericolosa per l’ambiente grazie a Dio incontaminato e oasi internazionale e Sic degli oramai unici e rari esemplari di ogni specie di fauna e uccelli migratori, biodiversità ed ecosistemi da tutelare e proteggere.

Andate a vedere e osservare con i vostri occhi e poi se volete, diffondete liberamente ad amici e conoscenti, i vostri convincimenti e giudizi personali sulle stragi di bergamotteti, aranceti, limoneti, annoneti, mandarineti e tanti alberi sempre verdi, tagliati a raso zero ed espiantati dai loro fertilissimi terreni, ora cimiteri di archeologia industriale.

Gran peccati politici inconfessati e mai più riparati, dei danni ambientali arrecati al più affascinante tratto di costiero, con lunghe e sabbiose che si affacciano sul Mare Jonio della nostra sempre più bella e cara terra di Calabria. Meglio così, non si preoccupino coloro che avrebbero voluto costruire fabbriche contaminanti e dannose per ambiente e la salute degli esseri viventi umani e animali, flora, fauna ed ecosistemi ancora integri e salubri.

Vi siamo infinitamente grati e molto riconoscenti, per la vostra incapacità politica nel portare a compimento e realizzazione, i vostri progetti esecutivi, cattedrali di ferro e cemento armato, opere incompiute e oggi inoperose, costate all’erario, quindi alla casse dello Stato, a spese del Cittadino contribuente, miliardi e miliardi di vecchie lire e nuovissime miliardi e euro.

Oggi grazie ai vostri insuccessi di politica-economica-industriale programmata, finanziata e in parte realizzata e opere pubbliche mai ultimate e rese produttive, quasi tutta la fascia costiera Jonica è veramente bella e affascinante, mare azzurro limpido, (con qualche eventuale strisciata brutta a vedersi ma innocua per i bagnanti), possiamo goderci i 97 territori dei Comuni costieri, collinari e montani della Cittá Metropolitana di Reggio Calabria, anche se per percorrere in macchina o in moto, la SS 106 , non possiamo superare i 70 chilometri orari, ma chi se ne importa della velocità? Chi va piano, va sano e lontano!

Un binario ferroviario da Melito Porto Salvo a Catanzaro Lido, pazienza, ce ne faremo una ragione. Importante è vivere bene e in salute.
In Calabria si campa di aria pura, carne e pesce incontaminati , cibi genuini, tutto il resto è inutile, inconferente e inesistente.
L’ alta e altissima velocità ferroviaria è già arrivata in Calabria, gli Aeroporti sono in via di adeguamento funzionale e a breve termine, saranno potenziati le rotte aeree nazionali, europee e internazionali, grazie allo straordinario e inesauribile impegno politico e personale del nostro caro Presidente della Regione Calabria on. Roberto Occhiuto e sempre più attenti parlamentari calabresi e nazionali.

Prevedo un presente e un futuro migliore in tutti i sensi, aspetti ambientali, civili, sociali ed economico-occupazionale, grati al ai tre poteri costituzionali, legislativo, esecutivo e giudiziario. Il Governo nazionale in carica ha deciso di concentrare la propria attenzione e missione istituzionale per un Sud Italia migliore, dove ambiente, salute e benessere, non siano solo manifestazioni e rassicurazioni di buoni intendimenti.

Fatti concreti e poche promesse per una Calabria migliore e vivibile in parità di condizioni e opportunità economiche e dignità sociale. (ee)

[Emilio Errigo Commissario Straordinario del Governo Delegato per la bonifica e riparazione ambientale del Sito di Interesse Nazionale di Crotone -Cassano All’Ionio e Cerchiara di Calabria]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Alle parole di Picierno devono seguire fatti concreti

di GIACOMO SACCOMANNO – La vicenda dei porti italiani, che potrebbero essere messi in forte difficoltà nel caso in cui non dovesse essere revocata o modificata la direttiva ETS, sembra abbia trovato una possibile soluzione. Dopo le dichiarazioni totalmente negative del portavoce della Commissione Europea, secondo cui non ci sarà nessuna deroga per Gioia Tauro, la presa di posizione della Lega Calabria ecco le dichiarazioni della vice presidente del Parlamento Europeo, Pina Picerno (PD), secondo cui “la misura è specificatamente progettata per combattere l’evasione e proteggere i porti di trasbordo europei”.

Questa sarebbe la cosiddetta “regola delle 300 miglia” che prevede, infatti, la redazione di una lista di scali di trasbordo di Paesi extra-Ue che saranno soggetti a Ets, parificandoli ai porti europei, con inclusione anche di East Port Said in Egitto e Tanger Med in Marocco. Non sembra, però, che, tale ventilata ed incredibile soluzione, possa essere facilmente applicabile e, in qualche modo, soddisfare le esigenze vitali del porto di Gioia Tauro.

Tutti ci auguriamo che si possa trovare una soluzione sostenibile per superare una direttiva folle, voluta e sostenuta dalla sinistra europea ed italiana, ma ci chiediamo come possa l’Ue imporre a degli Stati non aderenti alla stessa di applicare una normativa emessa dalla medesima? Non sembra che ci sia una norma, un protocollo, un’intesa che consenta un procedimento del genere. Quindi, ancora una volta un annuncio che non sembra possa applicarsi e possa ripristinare un percorso virtuoso e produttivo per i porti italiani e, in particolare, quello di Gioia Tauro.

Forse sarebbe meglio eliminare annunci e polemiche ed attivarci tutti per trovare una soluzione possibile, sostenibile ed applicabile. L’esistenza del porto di Gioia Tauro è vitale per l’economia italiana e per gli oltre 4.000 lavoratori, che potrebbero perdere il posto di lavoro, con un disastro per il territorio e le comunità locali. Tutto il resto è soltanto un chiacchiericcio senza sostanza. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: La sinistra europea e italiana dichiarano la morte dei porti italiani

di GIACOMO SACCOMANNO – Tante parole, proclami, visite, passarelle, impegni, promesse, ma nessun risultato! La notizia ultima è: l’Ue non torna indietro, l’Ets non verrà abrogata o modificata. La conseguenza è la morte dei porti italiani e, in particolare, di quello di Gioia Tauro. Va sottolineato che la sinistra europea non ha fatto alcun passo indietro sulla direttiva Ets (Emission Trading System), dimostrando così la precisavolontà di danneggiare l’economia italiana.

La direttiva Ets, infatti, è un sistema di scambio di quote di emissione di gas serra nell’Unione Europea, che mira a ridurre le emissioni di CO2 e ad affrontare il cambiamento climatico. Questa direttiva sta mettendo a rischio tutto il sistema portuale italiano e, in particolare, Gioia Tauro, che è uno dei principali porti del Mediterraneo per il trasporto di merci. Dopo una votazione folle da parte del PD e di 5Stelle, che hanno consentito all’Ue di approvare la direttiva, senza alcuna riflessione e difesa degli interessi italiani, pur in presenza di una negazione da parte della Lega, oggi, dopo la “scoperta” tardiva degli effetti devastanti della stessa, si sono riversati a Gioia Tauro tanti esponenti della sinistra, promettendo interventi e cambiamenti, ma, allo stato, non sembra che si sia fatto qualcosa ed, anzi, l’Ue fa sapere che non assumerà nessun provvedimento!

Vi è, pertanto, oggettiva preoccupazione da parte della Lega nei confronti delle politiche ambientali dell’Unione Europea e del loro pesante impatto sull’economia italiana. Specialmente dinnanzi alla evidenza che a pochi chilometri i porti sulla costa africana continuano a operare senza alcuna limitazione e, quindi, consentono l’utilizzo degli stessi senza alcun divieto. Emissioni che continueranno ad aggravare la situazione climatica e che, comunque, con l’applicazione della direttiva Ets si verrà a penalizzare solo le nazioni dell’Europa che hanno dei porti nel mediterraneo.

Una Ue che ha agito senza alcuna visione strategica e che, grazie anche al PD ed ai 5Stelle, porteranno alla possibile distruzione del sistema portuale italiano. Condotte gravi che non si possono dimenticare e che devono far riflettere sulla anomala rappresentanza italiana di tali partiti in Europa: invece di difendere la propria nazione consentono e partecipano all’emissione di provvedimenti in danno dell’Italia! (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

L’OPINIONE / Rubens Curia: La lettera del dott. Amodeo va sostenuta

di RUBENS CURIA – La forte, coraggiosa e concreta lettera del dottore Enzo Amodeo, che è impegnato a rilanciare la cardiologia nell’Asp di Reggio, nonostante i molti muri di gomma invisibili, va sostenuta dalle Istituzioni Sanitarie Regionali e dal Management Aziendale.

Comunità Competente raccoglie la denuncia propositiva di Amodeo che si batte perché i cittadini della Locride e della Piana siano curati nei Presidi Ospedalieri di Polistena e Locri; da tempo Amodeo chiede lo sblocco delle assunzioni dei cardiologi già individuati secondo una utilizzazione ben definita, l’attivazione dell’Emodinamica a Polistena, come previsto dal precedente Atto Aziendale e che lo aveva spinto ad accettare l’Ospedale di Polistena, ed una adeguata formazione del personale secondo un suo Piano Formativo!
Richieste estremamente positive.

Dobbiamo apprezzare chi come Amodeo si batte per una sanità pubblica efficiente senza sotterfugi mettendo la sua professionalità e competenza per una sanità a misura di persona.

Conosciamo la sensibilità della Direttrice Generale Di Furia e, siamo certi che farà suo l’appello di Amodeo perché è tempo di sviluppare pienamente la Cardiologia dell’Asp di Reggio Calabria. Comunità Competente sta con Enzo Amodeo. (rc)

[Rubens Curia è portavoce di Comunità Competente]

L’OPINIONE / Caterina Villirillo: Il capodanno è di tutti gli altri ragazzi che meritano un’opportunità

di CATERINA VILLIRILLO – Cara signora, sono molto dispiaciuta del suo continuo dire contro la città di Crotone, che l’ha supportata nelle varie iniziative intraprese per chiedere giustizia a Davide. Io, in primis, nonostante lei mi abba messa in difficoltà col suo atteggiamento in presenza della consigliera Passalacqua, che era venuta per lanciarle un messaggio di vicinanza e di legalità che appartiene alla nostra Crotone.

Le sono sicuramente vicina per il dramma che sta vivendo per il coma di Davide, ma in tutte le città d’Italia ci sono drammi come questo che vivono altre mamme coraggio; lei ha la speranza a cui aggrapparsi, a noi è stata tolta!

Non parlo solo da cittadina,ma anche come Presidente dell’Associazione Libere donne che vive le problematiche del nostro territorio, e Crotone da lei merita un po’ di rispetto! Sono anni che lei è la sua famiglia continua a buttare fango negli studi televisivi contro Crotone, ma le ricordo che qua vivono tante persone perbene che si battono tutti i giorni per costruire un futuro dignitoso per i propri figli.
Non ho perso il mio amato Giuseppe in un incidente, l’ho perso proprio come lei, per mano di un’assassino in un agguato efferato, violento e per futili motivi, tutto ciò per combattere contro la criminalità organizzata di questa nostra Calabria, ho lo stesso dolore, se non di più perché mio figlio è morto tra le mie braccia senza poter fare nulla per salvarlo, ma la differenza tra me e lei che io ho sempre cercato di riscattare il nome di Crotone negli studi televisivi e sui giornali, perché la mia battaglia continua nonostante tutto in nome di Giuseppe.
Ho parenti, amici e conoscenti in questa città che si battono insieme a me per la legalità e la dignità di questa città tutti i giorni, abbiamo chiesto giustizia per Davide e per Giuseppe, ma dobbiamo farlo anche per tutti i ragazzi Crotonesi che meritano un opportunità e perché no anche con questo capodanno.
Il Comune si è costituito parte civile anche nel processo di mio figlio, ma io non ho mai condizionato l’attività dell’amministrazione comunale, ne tanto meno pensato mai di coinvolgere la Regione eppure “Giuseppe è stato il figlio di tutta l’Europa e non solo”.
Sono sconvolta dal fatto però che lei è un giudice onorario, io mi prodigo per aiutare e sostenere le forze dell’ordine, lei invece dovrebbe rappresentare la legalità e non seminare odio e violenza.
Ma voglio pensare che il suo sfogo continuo, sia dettato da uno di quei giorni “bui” che noi due conosciamo bene. (cv)
[Caterina Villirillo è presidente dell’Associazione Libere Donne e mamma di Giuseppe Parretta]

L’OPINIONE / Antonio Barberio: I ritrovamenti del cantiere della metropolitana rimangano a Santa Maria (CZ)

di ANTONIO BARBERIO – Nel cantiere della metropolitana di superficie, che interessa il tratto del quartiere Santa Maria, sono state completate ieri le operazioni di trasporto di parte dei preziosi ritrovamenti archeologici individuati, nel corso dei lavori di realizzazione dell’importante infrastruttura.

In particolare, con l’utilizzo di mezzi pesanti, si è provveduto a spostare e mettere in sicurezza l’antico palmento medievale momentaneamente in altra sede, sempre con la supervisione della ditta e dei soggetti coinvolti nel progetto della metropolitana di superficie, al fine di proseguire con le attività di cantiere.

La gestione e la valorizzazione del rilevante patrimonio archeologico, che ha aperto nuovi possibili orizzonti nello studio e nella rilettura della storia del nostro territorio, è un tema che deve essere affrontato al più presto al fine di garantire l’adeguata fruizione al pubblico. L’amministrazione comunale è stata coinvolta nelle interlocuzioni con la Regione Calabria, la direzione dei lavori, la competente Soprintendenza al fine di concertare le soluzioni per assicurare la migliore collocazione a questi ritrovamenti.

Si è già condivisa l’idea di mantenere i reperti il più possibile vicini alla sede in cui sono stati scoperti e, al tal fine, credo sia necessario compiere il massimo sforzo per individuare, nel quartiere Santa Maria, uno spazio idoneo ad ospitarli e renderli visibili. Chiedo, dunque, un incontro immediato con il sindaco Fiorita e l’assessore Scalise al fine di portare avanti il dialogo avviato con la Soprintendente e gli altri soggetti coinvolti, così da mettere sul tavolo un progetto concreto che dia visibilità al rilevante patrimonio archeologico all’interno del quartiere. (ab)

[Antonio Barberio è consigliere comunale di Catanzaro]

L’OPINIONE / Giovanni Calabrese: Continuo il mio impegno per la sanità

di GIOVANNI CALABRESE – A chi sostiene che io abbia abbassato la guardia sulla sanità rispondo che ho sempre lottato e continuo a farlo con ruolo e modalità diverse sempre nel solo esclusivo interesse della collettività. Presto presenteremo il “Sanità Day 2023 – La Svolta” e in arrivo anche nella Locride nuove moderne ambulanze, auto mediche attrezzate. La verità sulla sanità? Abbiamo invertito la marcia e si continua a lavorare verso la normalità.

Rivendico con orgoglio le battaglie per difendere l’ospedale di Locri. Una lotta fatta contro tutti, contro i poteri forti. A chi sostiene che io abbia abbassato la guardia sulla sanità rispondo che ho sempre lottato e oggi continuo a farlo con ruolo e modalità diverse sempre nel solo esclusivo interesse della collettività. A differenza di altri non ho mai avuto interessi privati da difendere, non sono stato dipendente della sanità, non ho parenti diretti che lavorano nella sanità, non ho pratiche professionali da tutelare. Ho solo un interesse che si chiama funzionamento ospedale e sanità sul territorio.

Per tanti anni abbiamo lottato, spesso anche in solitudine, per difendere il diritto dei cittadini della Locride ad avere un ospedale funzionante. Abbiamo lottato non contro una parte politica ma contro governi di centrodestra e di centrosinistra e abbiamo lottato per evitare l’attuazione di un demenziale progetto politico affaristico che puntava a smantellare il nostro ospedale per portarlo alla chiusura. Dietro tale progetto ci sono stati interessi evidenti sulle spalle dei cittadini in un Asl prima e un’Asp dopo sciolte per infiltrazioni mafiosa.

Abbiamo urlato, siamo scesi in piazza e lottato non facendo demagogia ma perché la situazione era critica e devastante per la nostra sanità. Ricordo a tutti che erano gli anni in cui all’azienda sanitaria di Reggio Calabria si sostituivano i vertici mediamente ogni otto mesi. Erano gli anni in cui nessun reparto aveva un primario. Erano gli anni in cui non c’erano strumentazioni diagnostiche. Erano gli anni in cui i reparti di ortopedia e radiologia venivano chiuse con disposizione del direttore di presidio per mancanza di medici. Erano gli anni in cui al pronto soccorso non c’era personale per il cambio turno. Erano gli anni in cui gli ascensori non funzionavano e i pazienti venivano portati a mano da un reparto ad un altro. Erano anni in cui l’elisoccorso non funzionava nelle ore notturne e spesso neanche in quelle diurne.

Erano gli anni in cui la Tac era perennemente guasta. Erano gli anni in cui era più facile morire che sopravvivere in ospedale. Erano gli anni in cui si continua a parlare di un progetto di ristrutturazione di 15 milioni di euro che però non trovava concretezza. Erano anni difficili e nessuno dava risposte. Per questo abbiamo combattuto. Erano anni in cui era necessaria quella lotta e quella difesa partendo dalle catene e quelle manifestazioni che rivendico con orgoglio. Grazie a quelle catene, quelle iniziative e quelle manifestazioni abbiamo impedito la chiusura dell’ospedale. Lo abbiamo fatto quando altri, per svariati motivi, non hanno voluto unirsi alla nostra lotta. Non avevamo al nostro fianco pseudo sodalizi che oggi agiscono per altri interessi o per completare saccheggi iniziati nella preistoria.

E oggi com’è la situazione? Tanto è stato fatto e ancora certamente c’è tanto da fare. Non si risolve un problema di quasi un ventennio di abbandono in 5 minuti. La verità è che oggi la situazione è radicalmente modificata. C’è una visione chiara, ci sono risultati tangibili, c’è un’evidente inversione di tendenza. Oggi innanzitutto abbiamo un commissario, il presidente Occhiuto, che coraggiosamente sta affrontando anni di ritardo e di scempio. Un commissario che fa e non dice di fare. Un Presidente di Regione che con la coalizione di governo ha messo la sanità al primo posto dell’agenda politica regionale. Il percorso di risanamento dell’ospedale si sta oggi consolidando grazie a un rinnovato e competente impegno politico.

Con Occhiuto e il direttore generale Di Furia risultati tangibili e tutto il resto è noia…o per alcuni paranoia. A differenza degli anni di lotta oggi quasi tutti i reparti dell’ospedale di Locri hanno primari vincitori di regolare concorso, strumentazioni nuove e all’avanguardia. Il guasto alla Tac può, purtroppo, capitare ma rappresenta oggi un imprevisto e non la regola. Abbiamo ottenuto la risonanza magnetica che è stata una conquista per la sanità locridea. Come in tutta la Calabria oggi grazie alla felice intuizione del Presidente Occhiuto stiamo tamponando la carenza di personale con le qualificate prestazioni dei medici cubani. Presto arriveranno anche nella nostra Asp nuove moderne ambulanze, auto mediche attrezzate.

Il progetto della ristrutturazione della cosiddetta greca con uno stanziamento di 15 milioni di euro si è concretizzato in atti chiari e regolari amministrativi con l’obiettivo di iniziare i lavori nel 2024. Questi sono solo una minima parte di risultati che presto con il Presidente Occhiuto ed il Direttore Generale Di Furia illustreremo in un’edizione straordinaria del “Sanità Day 2023 – La Svolta” dove verranno rappresentati gli ulteriori risultati e tutte le importanti ulteriori novità che riguardano l’ospedale di Locri e la sanità sul territorio Locrideo. Con impegno, responsabilità e serietà affrontiamo le criticità, programmiamo il futuro e ci confrontiamo nelle sedi proposte solo con chi si impegna e lotta per una giusta sanità e non per tutelare interessi privati. Avanti. (gc)

[Giovanni Calabrese è assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale]

L’OPINIONE / Giuseppe Foti: Reggio, la città che muore

di GIUSEPPE FOTILa città che muore. Sembrerebbe il titolo di un romanzo horror, ma in questo caso descrive ciò che sta succedendo alla nostra città, Reggio Calabria.

Una città, appunto, comincia a morire nel momento in cui i pilastri di una società, definibile civile, si frantumano nella retorica collettiva. Un grande pensatore, come Jean Paul Sartre, scrisse una frase che oggi, più che mai, ha grande significato: “l’ideologia è libertà mentre si fa oppressione quando si è costituita”. 

L’oggetto della critica è che ogni singolo cittadino può essere vittima e carnefice del proprio destino, fin quando l’inerzia e il pessimismo lo sovrasta e lo rende schiavo del sistema che egli stesso ha favorito. La politica si sviluppa su questi meccanismi che hanno reso la nostra città priva di tutto e con la consapevolezza di tutti che… il fatto non ci interessa! Veniamo il più delle volte, come hanno fatto le sirene con Ulisse, ammaliati, pero in questo caso non da melodie suadenti, ma da argomenti o fatti di una banalità inaudita che in maniera subliminale rendiamo di vitale importanza. L’inerzia, come condizione umana, può essere solo rotta dal conflitto interiore che nasce in noi e ci fa transitare da oggetto inerme, nelle mani dell’ipocrisia, a soggetto attivo che pretende i propri diritti.

Questo reificare che rende l’uomo un oggetto, non ha mai fatto parte della mia cultura e per tale motivo scelgo sempre, come qualcuno mi ha insegnato, di leggere e lavorare nella contraddizione per essere libero. Sulla scorta di quanto scritto, nasce la speranza di rivedere la mia città di nuovo viva e libera dall’alienazione. Le distanze sociali sono abissali, tanto più, il popolo sovrano (solo sulla carta), sarà schiavo inerte di sé stesso e di chi ne muove le fila, da saggio burattinaio.

Sia chiaro non voglio fare lezioni a nessuno, ma da cittadino sono deluso, ma mai avvinto, da una politica (non gongolate bipartisan), che con l’indissolubile narcisismo retorico ci ha resi “servi” ignari, ma, come si dice, il servo ha bisogno del padrone, quanto il padrone ne ha di lui. Bisogna che il cittadino riprenda la propria soggettività e si interfacci con la politica, sia parte del discorso politico e si riappropri dei propri diritti, se vuole ancora far parte di un sistema che nasceva democratico e si è trasformato in elitario.

Ma davvero vogliamo tutto questo? (gf)

 

L’OPINIONE / Mario Occhiuto: Cosenza su politiche green sembra tornata indietro di 30 anni

di MARIO OCCHIUTO – Stavo pensando che mi fa piacere che Cosenza sia rimasta ancora nella top ten delle città italiane ai primi posti della graduatoria Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia pubblicata ogni anno dal Sole 24 Ore.

Quest’anno Cosenza è al settimo posto ma ricordo che durante i miei mandati ha raggiunto il quarto posto per vivibilità, prima città in assoluto del Centro Sud, risalendo per la prima volta dopo molti anni di più di 90 posizioni e piazzandosi stabilmente fra le prime insieme a città come Mantova, Parma, Bolzano, Trento.
Se tutto ciò è avvenuto e ancora oggi possiamo pregiarci di un posto alto in classifica lo dobbiamo esclusivamente alle politiche green che noi portammo avanti in quegli anni con grande visione urbanistica e sociale e in controtendenza rispetto alle altre città del centro Sud Italia, a volte assumendo decisioni impopolari in contrasto con le cattive abitudini consolidate negli ultimi 50 anni.
Ricordo che siamo stati tra i primi nel centro sud ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema “porta a porta”, ad efficientare l’illuminazione pubblica installando lampade a led, a ridurre di più del 50% le perdite idriche, a creare piste ciclabili in tutta la città con la Ciclopolitana, a realizzare decine di nuove piazze e slarghi incrementando tutti gli spazi pedonali, a creare viali verdi e reti ecologiche cittadine al posto di strade bitumate, a stimolare i cittadini a camminare a piedi o in bici e a praticare sport e attività fisica all’aperto grazie ai “campi di strada”, a creare ZTL e a disincentivare l’uso spropositato delle auto in città, ad implementare il trasporto pubblico urbano con le Circolari Veloci e le corsie preferenziali, a costruire percorsi tattili per non vedenti e nuovi marciapiedi accessibili in tutto il centro cittadino, a smantellare due baraccopoli con campi rom che inquinavano costantemente la città, a ristrutturare tutte le scuole comunali, a rigenerare interi quartieri all’epoca degradati come Gergeri e via Popilia attraverso la realizzazione di grandi opere pubbliche di qualità, a riqualificare e restaurare tutti gli edifici pubblici e i monumenti storici della città (compreso il Castello), a rendere la città più viva e attrattiva con installazioni, luci artistiche, dettagli architettonici, sculture di pregio e continui eventi culturali all’aperto.
Oggi purtroppo vedo che al contrario si smantellano le piazze pedonali e le rotonde, si eliminano piste ciclabili, si consente il parcheggio di auto davanti alle Ville e alle piazze, si incentiva l’uso e l’abuso delle auto in tutti i modi dando la sensazione che la città sia ritornata indietro di 30 anni, si disconosce l’enorme valore sociale, culturale e ambientale del Viale del Benessere e degli spazi verdi e pedonali, si installano busti e pezzi di lamiera al posto delle opere d’arte, non si completano volutamente le tante opere pubbliche importanti per la città lasciate in itinere alla fine del mio mandato.
Sottolineo che anche noi abbiamo amministrato con le medesime difficoltà finanziarie (e anche di più) e che tutte le opere durante i miei mandati sono state realizzate con finanziamenti statali ed europei. Il Comune di Cosenza infatti era già in un una procedura di dissesto notificata dalla Corte dei Conti al momento dell’insediamento della mia prima Giunta nel 2011, a causa degli ingenti debiti e del deficit ereditati dal periodo di Mancini e quindi fummo costretti ad adottare immediatamente un Piano di risanamento e di Riequilibrio finanziario (Predissesto) dell’Ente che prevedeva la riduzione della spesa e l’aumento delle riscossioni (dei tributi) e a contrarre un mutuo iniziale di ben 150 milioni di euro per pagare parte dei debiti del passato.
Questi sono i fatti, riscontrabili dagli atti, e tutte le narrazioni all’incontrario sono il frutto della malafede politica di parte, della maldicenza e dell’invidia sulle nostre capacità amministrative.
Il mio intento non è quello di alimentare polemiche ma di affermare la verità davanti alle false narrazioni che leggo, evidenziando la realtà con la speranza che possa cambiare la visione sulla città per ritornare a quel percorso di progresso ambientale, sociale ed economico che era stato intrapreso con grande successo e con soddisfazione di tutti gli amanti della città e della sostenibilità. (mo)
[Mario Occhiuto è senatore di FI e già sindaco di Cosenza]