Reggio accoglie la Patrona in Duomo: è la festa settembrina della devozione mariana

Una grande suggestione, con una folla straboccante che ha accompagnato in processione la Sacra Effigie della Madonna della Consolazione dall’Eremo alla Cattedrale, dove vi rimarrà fino al 22 novembre. SI rinnova la festa settembrina della devozione mariana dei reggini che ha origini antichissime (il quadro venerato è del 1547).

Folta la partecipazione delle autorità cittadine dietro la Vara. Il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ha espresso la sua commozione: «Vedere la Sacra Effigie rivolta verso Palazzo Campanella – ha detto il Presidente Cirillo – è stato un momento di profonda emozione. In quello sguardo abbiamo sentito l’abbraccio della Madonna della Consolazione alla casa di tutti i calabresi».

L'Arcivescovo Morrone tra il Presidente Cirillo e il sindaco Cannizzaro«La festa della Madonna della Consolazione è il momento in cui Reggio ritrova la parte più profonda della propria identità e rinnova un legame di fede, affidamento e speranza che attraversa i secoli e le generazioni. Al passaggio della Vara, la città si riconosce in un unico abbraccio, portando ai piedi della Madre preghiere, gratitudine, ferite e attese. Palazzo Campanella sorge lungo lo storico percorso che conduce la Patrona dall’Eremo verso il cuore della città: per questo abbiamo voluto che il Consiglio regionale partecipasse pienamente alle celebrazioni insieme alla città di Reggio Calabria.
Da qui la scelta di aprire il Palazzo ai cittadini e ai fedeli con la mostra “Consolazione, culti, devozione, memoria e comunità”, di illuminare d’azzurro la sede e proiettare sulla facciata i volti della Madonna e del Bambino raffigurati nel venerato Quadro. Un percorso che proseguirà con la presentazione della nuova sezione mariana del Polo culturale “Mattia Preti”, per custodire e trasmettere questo patrimonio anche alle nuove generazioni.
Consolare significa non lasciare solo chi soffre, ascoltare e trasformare la solidarietà in responsabilità concreta. È un messaggio che interpella anche le istituzioni, chiamate a prendersi cura dei più fragili e a difendere la dignità di ciascuno. La Madonna protegga Reggio, i calabresi vicini e lontani e quanti lavorano per il bene comune. Il suo sguardo ci aiuti a costruire una Calabria più unita, solidale e giusta».
Il sindaco Cannizzaro ha iniziato la giornata salendo sul pullman che conduceva i portatori all’Eremo e non ha nascosto la sua emozione: «Quest’anno essere qui, per me, desta un’emozione ancora più forte perché per la prima volta indosso la fascia di primo cittadino. Oggi la città consegna le speranze, le raccomandazioni alla Madonna. Di conseguenza è una società che spera e spera che la sua classe dirigente sia all’altezza della città». Per il tragico luttuoso incidente sulla bretella del Calopinace, il sindaco Cannizzaro ha annullato i concerti di sabato sera: un gesto di partecipata sofferenza di tutta la città verso una giovane vita.
L’eurodeputata Giusi Princi ha voluto sottolineare il senso di profonda fede che avvolge le feste di settembre: «Viviamo – ha detto – una fase importante per la città che si lega alla fede e richiama migliaia di reggini attorno al momento liturgico. Coniughiamo fede, gradizione e identità di una comunità».
La processione del 12 settembre 2026 a Reggio

Una folla immensa e i portatori della Vara veri interpreti della devozione popolare. Il loro presidente Gaetano Surace ha voluto ringraziare gli organi di stampa e le tv per il servizio reso. In particolare Surace ha voluto sottolineare il servizio reso alla città da RTV: «Grazie a una programmazione ricca di servizi approfonditi e, soprattutto, alla impeccabile e prolungata diretta televisiva della solenne processione, RTV ha svolto una funzione sociale e spirituale di inestimabile valore. Il network ha saputo abbattere ogni distanza geografica e fisica, portando le immagini, i suoni e l’emozione della nostra festa identitaria direttamente nelle case di chi non ha potuto scendere in piazza.

Il pensiero dei portatori e la loro gratitudine vanno alla cura con cui è stata data la possibilità a tutti gli anziani e agli ammalati di vivere questi momenti di profonda devozione dal proprio letto o dalle proprie case, sentendosi parte integrante della comunità orante.

Al contempo, il prezioso lavoro di RTV ha gettato un ponte ideale verso i tantissimi reggini lontani, residenti in altre regioni d’Italia e all’estero».

Anche il neo-Presidente del Consiglio comunale di Reggio Federico Milia ha voluto evidenziare il fortissimo legame della città con la Madonna dlel’Eremo: «La fede e la devozione del popolo reggino si rinnovano ogni anno con una forza straordinaria, dimostrando quanto sia solido e indissolubile il legame tra la nostra comunità e la Venerata Effigie della Madonna della Consolazione. È nei momenti come questo che Reggio ritrova il senso più autentico del proprio essere unita, stringendosi attorno ai propri valori religiosi, culturali e identitari,

Infine, la sen. Tilde Minasi – ricordando il tragico incidente in cui ha perso la vita Anthea Ranieri – ha detto «Si rinnova un rito secolare, che si ripete ogni anno identico a se stesso e tiene insieme un’intera città, stretta con affetto attorno alla sua patrona, la Madonna della Consolazione. Un’emozione che si manifesta con la stessa straordinaria forza ogni volta e che riempie i cuori di tutti noi – continua Minasi – cuori che quest’anno sono tuttavia particolarmente addolorati per la tragica vicenda che ha colpito i giovani Anthea e Giovanni. La devozione per la Madonna della Consolazione è innanzitutto l’occasione per unirsi, ritrovare il senso di comunità e sostenersi a vicenda – conclude – e più che mai dev’essere così quest’anno».   (rrc)

Palazzo Campanella rende omaggio alla Madonna della Consolazione

Palazzo Campanella rende omaggio alla Madonna della Consolazione con una grande collettiva d’arte, uno degli appuntamenti centrali del programma di iniziative con cui il Consiglio regionale accompagnerà i giorni più intensi e partecipati delle celebrazioni mariane di Reggio Calabria.
La mostra dal titolo “Consolazione, culti, devozione, memoria e comunità” sarà inaugurata venerdì 11 settembre, alle 18.30, nella Sala Federica Monteleone.
Voluta dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, riunisce dodici artisti conosciuti e apprezzati del panorama artistico calabrese, che hanno scelto di mettere gratuitamente le proprie opere a disposizione dell’iniziativa: Matteo Curcio, Giuseppe Iaria, Tiziana Marra, Tina Nicolò, Luigi Palamara, Sebastiano Plutino, Gregorio Procopio, Nino Romano, Salvatore Russo, Simona Treccosti, Tiziana Zimbalatti e Raffaella Polifroni.
Attraverso opere artistiche, gigantografie, infografiche e materiali storici, l’esposizione racconta culto, devozione, memoria e tradizioni della comunità calabrese. La mostra sarà visitabile, con ingresso gratuito, dall’11 al 15 settembre 2026, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Sarà arricchita dalla mostra sulla Vara e sulla sua storia che il Consiglio regionale ha concesso in comodato d’uso gratuito all’Associazione Portatori della Vara della Madonna della Consolazione
La collettiva si inserisce nelle iniziative, ospitate al Consiglio regionale, che accompagneranno la Festa. Dall’11 al 15 settembre Palazzo Campanella sarà illuminato di azzurro, con la proiezione sulla facciata dei volti della Madonna e del Bambino raffigurati nel venerato Quadro custodito nella Basilica dell’Eremo. Sabato 12 settembre, il Presidente Cirillo, insieme a tutti i dipendenti del Consiglio e alle rispettive famiglie, renderà omaggio alla Patrona in occasione del passaggio della Vara davanti alla sede dell’Assemblea legislativa.
Lunedì 14 settembre, alle 11, nella Sala Giuditta Levato, sarà presentata la nuova sezione mariana del Polo culturale “Mattia Preti”. Insieme al presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, interverranno fra gli altri l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone, e una rappresentanza dei Portatori della Vara, insieme al presidente dell’Associazione Gaetano Surace.
«Ringrazio gli artisti che hanno accolto il nostro invito e scelto di mettere gratuitamente le proprie opere a disposizione della comunità – afferma il presidente Cirillo –. Come presidente del Consiglio regionale della Calabria ho voluto fortemente che, in questi giorni così importanti per Reggio, Palazzo Campanella non si limitasse al semplice omaggio floreale alla Madonna al passaggio della Vara, ma partecipasse pienamente, insieme alla città, alle celebrazioni in onore della sua Patrona. Da qui nasce la scelta di aprire il Palazzo ai cittadini e ai fedeli con la mostra collettiva, l’illuminazione della sede e la proiezione delle immagini della Madonna e del Bambino, fino all’istituzione della nuova sezione mariana del Polo culturale “Mattia Preti”. Un insieme di iniziative attraverso le quali vogliamo valorizzare, anche attraverso l’arte e la cultura, una devozione che appartiene profondamente alla storia e all’identità delle nostre comunità. Questo vuole essere un punto di partenza: dal prossimo anno intendiamo ampliare ulteriormente la partecipazione degli artisti calabresi e far crescere un appuntamento capace di raccontare ciò che la devozione mariana rappresenta non soltanto per Reggio, ma per l’intera Calabria».

LA RIFLESSIONE / Il ritorno della Madre della Consolazione

di FRA GIUSEPPE SINOPOLIPotrebbe sembrare un tema ormai inflazionato scrivere sulla Madonna della Consolazione. E, poi, cosa offrire che non sia stato già stato condiviso. Sarebbe un ripetersi. Personalmente, credo che quando si parla con la Mamma o si scrive della Mamma è come un lasciarsi abbracciare da quel cuore così innamorato di figli da ispirare emozioni e commozioni inimmaginabili e fortemente coinvolgenti. È come una sorgente in cui ci si immerge, per poi riemergere con nei volti la tenerezza di meraviglie sempre antiche e sempre nuove.

Al di là delle date, che comunque si rinnovano nella memoria e nella profezia, vi sono aneliti pellegrini di incontri, di confidenze e di affidamenti, individuali e comunitari, che sostanziano il patrimonio di ogni devoto della Vergine della Consolazione; attestazioni relazionali immanenti e trascendenti o di semplice approccio antropologico e fenomenologico che suscitano, a seconda del proprio “sentire”, sentimenti unici e irripetibili.

Se dovessimo ripercorrere gli avvenimenti storici inerenti a situazioni di particolare importanza, contestualizzati alle celebrazioni devozionali liturgiche e paraliturgiche, compresi quelli strutturali, occorrerebbero molti volumi e ciò riguardo alle biografie, elaborati, conferenze, articoli di giornali, di riviste, e documenti cartacei, fotografici e serigrafici. E che dire, poi, dei documenti che si conservano negli archivi pubblici e privati, tantissimi dei quali attendono di vedere la luce? Luce, sì, perché ogni sillaba, ogni vocale, ogni disegno e ogni bozza sprigionano sentimenti che illuminano il volto e infervorano il cuore, per chi crede; per chi rimane sul muretto degli eventi storici, culturali e di tradizioni potrebbero suscitare curiosità, interesse e slancio di specifico approfondimento.

Perché la Consolatrice, in modo speciale per Reggio e l’Arcidiocesi, costituisce una presenza sempre viva ed attuale, un patrimonio di straordinaria valenza, anche relazionale, che ispira e accompagna l’esistenza nelle sue manifestazioni a livello personale e comunitario che scaturiscono dal cuore di Madre e a lei ritornano con il cuore di figli. Certo vi sono tanti che ne fanno memoria a proprio utilità e magari con sentimenti che non hanno nulla a che fare con lo spirito filiale, e che vivono come un evento da accogliere e da cui trarre qualche beneficio.

Tuttavia Lei passa mostrando il suo Bambino con animo benedicente e lasciando il regalo della sua tenerezza materna e l’amabile sguardo della consolazione. Una Mamma che chiede di asciugare il sudore della sofferenza, delle preoccupazioni, delle difficoltà quotidiane fatte di solitudine, emarginazione, incomprensione, di debole o inesistente speranza. Una Mamma che vuole lasciare il profumo dell’accoglienza, della benedizione e dell’intercessione presso il Figlio perché ogni famiglia possa tornare alla gioia, alla fiducia e all’amore. 

È semplicemente indescrivibile il trasporto emotivo devozionale quando la Vara portata da circa 100 portatori, abbracciando le stanghe, a significare l’abbraccio alla Madre, procede solenne lungo le strade con una passione davvero coinvolgente. Ogni tanto si ferma e si colgono altre emozioni devozionale singolari, come quella di sollevare un bambino fino alla sacra immagine oppure quella di un malato in carrozzella o aiutato dai familiari viene accompagnato fin sotto l’Immagine per uno sguardo intriso di preghiera silenziosa e assai intima, trovando conforto e rinnovata speranza. È tutto un tripudio di occhi e di cuori, di piedi nudi e di mani intrecciati da corone di rosario, di candele che ardono perpetuando i legami votivi per una grazia ricevuto o implorata.

Ritorna, pertanto, la Madonna e con essa la Città che, rappresentata dai suoi figli, ne perpetua la bellezza di un connubio forte, vivente, santo e gradito al suo Figlio, dal cui cuore sgorgano grazie, tenerezza e benedizioni. E griramulu ccu tuttu u cori: oggi e sempri, viva Maria! (gs)

Il sindaco di Reggio Falcomatà dona il Cero Votivo alla Madonna della Consolazione

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, ha donato il “Cero votivo” alla Madonna della Consolazione da parte dell’Amministrazione comunale.

A margine della Santa Messa al Duomo, il primo cittadino ha ribadito come «è sempre una prima volta, questo è sicuramente il momento che mi è mancato di più, durante il periodo della sospensione, perché è senza dubbio l’emozione più grande che un sindaco possa provare. Parlare in Cattedrale con alle spalle il quadro della nostra Madonna della Consolazione, rivolto alla città, è davvero un’emozione e un onore enorme».

«È l’occasione per ribadire quanto nella nostra città – ha proseguito – sia necessario, insieme all’impegno di tantissime donne e uomini di buona volontà, cooperare, lavorare insieme, fare squadra ed essere comunità. Credo che questa sia la cosa più importante. L’intervento in Cattedrale non deve essere un freddo elenco delle cose fatte, o dei problemi che ancora oggi devono essere risolti, deve essere un richiamo all’unità, al sentimento di identità e di appartenenza, senza i quali, naturalmente, ogni discorso successivo sarebbe superfluo».

Il discorso integrale

Eccellenza reverendissima, Reverendo Capitolo Metropolitano, porgo a voi e al Reverendo Clero di questa Chiesa reggina e bovese l’omaggio filiale della Civica Amministrazione, riconfermando e rinnovando a voi la sua antica e profonda devozione per la sua celeste Patrona, la Madonna della Consolazione.
Insieme con il suo popolo le siamo andati incontro e con il suo popolo ci siamo preparati all’incontro con lei – accompagnati da una pioggia incessante – con il cuore colmo di speranza, con intima trepidazione ma facendo nostre le ansie e le paure che ancora oggi agitano il popolo di Maria.

Questa è per me l’emozione più grande che un sindaco possa provare, poter ritornare cioè a porgere questo saluto da primo cittadino; un’emozione che, a volte, ho avuto paura di non poter riprovare.
Eppur tuttavia, se le vicende degli uomini rispondessero sempre a una fredda concatenazione di cause ed effetti, significherebbe che il mondo è regolato solo ed esclusivamente dalla meccanica della materia, dalla sua fisica, dalla sua chimica, dal semplice susseguirsi di azioni razionali; e, di conseguenza, non esisterebbero ingiustizie, conflitti sanguinari, violenze, povertà; non esisterebbero le tante sofferenze che vediamo nei nostri ospedali; non saremmo messi quotidianamente al cospetto delle fragilità dell’animo umano o, più semplicemente, non perderemmo, da un giorno all’altro, un grande affetto, come purtroppo è accaduto anche a me in questo anno.
Un mondo perfetto non esiste perché la perfezione appartiene al Cielo e non è di questo mondo, ecco perchè ciascuno di noi sente ancora di più oggi il bisogno, oh Madre celeste, di rivolgersi a Te e invocare il tuo sguardo benevolo sul tuo popolo.

Perchè, allo stesso modo, anche una città perfetta non è di questo mondo ma, ciononostante, esistono tante donne e tanti uomini di buona volontà che ogni giorno, invece, lavorano con fatica e dedizione dando il meglio di loro stessi per far si che le cose possano funzionare, possano andare bene.
Ma nessun uomo è un’isola, nessuno si salva da solo. Ed in un mondo, in una città, che ogni giorno chiede salvezza contemplando i limiti e i confini della propria esistenza, queste donne e questi uomini operosi che lavorano con passione e sacrificio hanno il dovere di farlo insieme. Nello spirito di fraternità e di condivisione che la Madonna, la Mamma più eccelsa, ci ha insegnato, donando
dal suo grembo l’esempio vivente del Dio fatto uomo, testimonianza della misericordia divina.
Hanno, abbiamo cioè, il dovere di cooperare, dialogare, confrontarci sulle politiche di crescita culturale, economica e sociale del territorio. In una sola parola essere comunità.
E comunità si diventa piano piano. Giorno dopo giorno, sentendoci tutti parte di una stessa vita, sentendo come nostre le angosce dei nostri fratelli ma, parimenti, facendo nostra la voglia di rinascita e di crescita, riuscendo a cogliere la presenza di un diamante anche in mezzo al fango o alla polvere, custodendo i beni comuni ancora oggi oggetto continuo di atti di delinquenza, adottando comportamenti rispettosi gli uni degli altri attraverso sentimenti di identità e appartenenza.
Ricostruendo, cioè, questa città mattone dopo mattone, rialzandoci a ogni caduta, con orgoglio e fiera appartenenza, smettendola di pensare continuamente di essere nati nella parte sbagliata del cielo e nella consapevolezza che la ragione non sta mai dalla parte del più forte o di chi urla di più, e che le difficoltà ci aiutano a essere persone migliori.

E tuttavia la consapevolezza che la stragrande maggioranza dei reggini è fatta di queste persone di buona volontà non sarà mai sufficiente a completare questo percorso di rinascita se si rimane silenti di fronte ai tanti soprusi e ai gangli che affliggono la nostra terra. Bisogna esporsi! Bisogna denunciare, bisogna difendere Reggio da chi la vorrebbe vedere soffocare sotto il giogo della ‘ndrangheta e lavorare per liberarla da tutto ciò che è abuso, corruzione, malaffare. Ringrazio, in questo senso, il diuturno lavoro della magistratura, delle forze dell’ordine e delle forze di polizia, nonché l’operato del nostro Prefetto nelle quotidiane vicende che interessano il nostro territorio.
Le crepe esistono, è vero, ma esistono affinché la luce possa entrarvi e illuminare le nostre menti e rendere meno incerto il nostro cammino. Perché non importa quanto si vive, ma con quanta luce si ha dentro.
E questa luce la chiediamo a te, Vergine Madre, affinché nel disordinato modo in cui si presentano i colori della vita, non cogliamo soltanto il grigio e le sue declinazioni, bensì quell’arcobaleno infinito che può essere percepito soltanto attraverso l’anima, altrimenti c’è il nulla.

Scaccia l’accidia e il disordine, liberaci dall’indolenza, favorisci la riconciliazione, oh Madre.
Aiutaci a non assuefarci al brutto, aiutaci a cogliere il bello e il buono nelle cose e nelle persone, aiutaci a continuare a sorprenderci ed emozionarci ogni giorno e non rassegnarci a un’esistenza di ordinarie, seppur concilianti, abitudini.
Perchè ciò che non è ordinario alimenta la fede, ci fa battere più forte il cuore, ci ricorda che siamo vivi e dobbiamo cogliere questo dono unico e irripetibile onorando la nostra esistenza, cercando di essere fonte di ispirazione gli uni per gli altri, cercando di essere da esempio per i nostri figli attraverso l’amore.

Perché tutto ciò che esiste è l’amore, “a-mors” cioè senza morte.
L’amore è una lunga strada, piena d’incroci, vie laterali, non è un rettilineo, né mai un unico punto, ma innumerevoli punti da unire insieme. L’amore lo ritrovi nel piacere della condivisione, ma anche nelle cadute, negli intralci, nello zoppicare, nelle paure, nei dubbi, nella pietà che non cede mai al rancore.
E’ una prospettiva che si nutre e necessita di essere guardata da punti di vista differenti, perché le differenze sono fonte di ricchezza.
La misura dell’amore sta nella sua costanza, nel suo essere lento. E costanza e lentezza, per chi ha l’onore di servire questa città si traducono in pazienza e capacità di mediazione, nella capacità – cioè – di tenere insieme le stelle e il marciapiede, essere sì visionari ma con i piedi ben saldi a sentire la terra.
Con la Madonna della consolazione come guida e la virtù come compagna.

Vergine madre, a te affidiamo la nostra città e a te ci affidiamo nella qualità di amministratori. Infondi in noi la forza e il coraggio di affrontare la notte. Perché durante il giorno i ritmi frenetici ci impongono di rimuovere attimi che non abbiamo il tempo di collocare, di decifrare. Ma la notte è lì, rapace, a riproporli, a ingigantirli, a farci convivere con il dubbio di non avere fatto abbastanza, e che non è mai abbastanza. E così se la gioia e la speranza, che il giorno ha portato in dono, cedono il passo; l’ansia, la paura, l’ora di un rinnovato addio terreno si fanno strada fino all’estremo, perchè neanche un dolore muto, interiore, conosce silenzi.

Eccellenza Reverendissima, in questo cero c’è l’insieme della speranza e dei timori propri di chi, come la nostra città, è in movimento verso nuove mete. Questa città ha voglia di crescere, lo percepiamo ogni giorno girando per le strade e per le piazze dei nostri quartieri. La nostra comunità ha scelto la propria direzione e si è messa in viaggio. Con fatica, battendosi contro le difficoltà quotidiane, con tutti i limiti di ogni umana esperienza, ma con un desiderio intenso di percorrere la propria strada, voltandosi indietro per trarre linfa dalla propria storia, ma con la consapevolezza che quelli davanti a noi saranno giorni migliori di quelli che ci lasciamo alle spalle.
La ringrazio per il manifesto amore e la speranza Cristiana che animano il Suo Alto Ministero e, con medesimi sentimenti, rivolgo il cuore e l’animo al Clero reggino, custode attento della benevolenza della nostra Avvocata e riferimento prezioso per tutto il suo popolo.
O Patrona, con l’orgoglio del Primo cittadino, ravvivo la promessa del figlio verso la Madre e ti chiedo di continuare a stare vicina a tutti i tuoi figli e alla tua città affinché affronti le sfide a cui è chiamata nel segno del rinnovamento e della tradizione: il rinnovamento attraverso il lavoro per i tanti nostri giovani costretti a lasciare la loro terra per cercare realizzazione altrove; la tradizione attraverso la gentilezza dei modi e il sentimento di ospitalità che da secoli distingue la nostra comunità.
Viva Maria, oggi e sempre. (rrc)

A Reggio la processione per la Madonna della Consolazione

Reggio ha riabbracciato la sua Patrona, con la tradizionale processione della Vara della Madonna della Consolazione, patrona della città.

«È sempre un’emozione tutta l’attesa che la città vive, già dalle nelle settimane precedenti, proprio per prepararsi al meglio e accogliere la sua Madre che scende in città dalla nostra basilica dell’Eremo. La preghiera che noi fedeli rivolgiamo a Lei è quella di proteggere questo nostro territorio, la nostra città, da tutti gli aspetti negativi e che non si comprende da dove arrivino», ha dichiarato il sindaco f.f. della Metrocity, Carmelo Versace.

«Per chi come me, e tanti altri, che credono in Lei – ha aggiunto – non può mancare un messaggio d’auspicio affinché le cose possano migliorare, con un impegno sempre maggiore e crescente da parte di tutti noi. Questo è il pensiero che mi sento di rivolgere a tutti i nostri concittadini e ai tanti colleghi impegnati nelle Istituzioni. Anche a loro rivolgo un pensiero legato alla ricerca di una maggiore intesa per fare rete e cercare di far decollare maggiormente il nostro territorio».

Presente alla tradizionale processione della Santa Patrona il Sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria Paolo Brunetti.

«In questa giornata particolare – ha affermato – la città di Reggio si stringe attorno alla sua Patrona e ci si affida a Maria della Consolazione per l’anno che si apre. Sono momenti importanti per la città e anche noi come Amministrazione».

«Spesso ci rivolgiamo alla Madonna – ha aggiunto – perché ci affianchi nelle scelte che facciamo, ci illumini nelle scelte che andiamo ad assumere quotidianamente, quindi è un momento gioioso per la città, un momento di profondo raccoglimento, durante il quale pensiamo a quello che si è fatto e a quello che si dovrà fare».

«Quest’anno – ha concluso Brunetti – ho da fare una una richiesta particolare alla Madonna, che illumini tutti, che ci dia la forza di riscoprirci reggini pieni di orgoglio, di dignità, con un barlume di speranza che deve infondere in ognuno di noi, affinché si possano raggiungere livelli sempre maggiori nella nostra città, illuminando anche la mente di chi l’amministra». (rrc)

Il Consiglio regionale omaggia la Sacra immagine della Madonna della Consolazione

Il Consiglio regionale omaggia la sacra immagine della Madonna della Consolazione, avvocata del popolo reggino, «durante la processione del Quadro che fa tappa dinanzi la sede del Consiglio, prima di essere accolto dall’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria, monsignor Fortunato Morrone». È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, sottolineando che si tratta di «un momento straordinario di spiritualità, unità e identità attorno al quale si stringono preghiere e passioni del popolo reggino».

«Un evento atteso e sentito – ha aggiunto – che si rinnova ormai da quasi cinque secoli e che, anche quest’anno, richiamerà migliaia di fedeli nel percorso processionale che parte dalla Basilica dell’Eremo fino all’arrivo in Cattedrale».

«La processione della Madonna della Consolazione, organizzata dalla Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, è un evento fortemente radicato nelle tradizioni spirituali e popolari della città, la cui immensa manifestazione di fede e commozione riunisce intere famiglie sotto lo sguardo protettore della sua Signora – ha proseguito –. A Lei, con autentica devozione, la città affida le proprie speranze, le proprie inquietudini, ma soprattutto i desideri di un futuro sereno per i suoi giovani e per gli ultimi».

«Con questo sentimento di rispetto e deferenza, auspico che l’impegno della Chiesa calabrese – ha concluso – sui grandi temi sociali continui, come sempre, a rappresentare un incoraggiamento ed una spinta formidabile per le Istituzioni di ogni livello, affinché possano costruire azioni amministrative finalizzate alla crescita delle nostre comunità». (rrc)