TROPPI MATRIMONI RINVIATI: È CRISI NERA
PER LE AZIENDE DEL COMPARTO WEDDING

Il mondo del wedding, in Calabria – ma come in tutta Italia – è in sofferenza: nel 2020, non si sono celebrati 3.400 matrimoni in Calabria, in pratica 64 a settimana. Sono i dati riportati dall’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, in cui viene ribadito che «il settore del wedding – che, insieme a quello di eventi, cerimonie e ricorrenze di vario genere, ha subito in misura maggiore gli effetti della crisi Covid-19 a causa dei provvedimenti introdotti per il contenimento del virus – ha una rilevanza strategica nella nostra regione che è la quarta nel Paese per numero di matrimoni celebrati ogni 1.000 abitanti sopra i 16 anni di età nel 2019».

Un vero e proprio danno per la Calabria che conta 17.528 imprese totali nei settori potenzialmente coinvolti in cerimonie e wedding, pari al 9,3% dell’intero sistema imprenditoriale presente nella regione. Due imprese su cinque del settore (6.768) sono artigiane.Tra i settori coinvolti, quindi, quelli ad elevata vocazione artigiana sono: Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici (93,0% totale imprese), Oreficeria gioielleria orologeria (89,3%), Attività fotografiche (86,3%), Legatoria e servizi annessi (78,3%), Confezione di altro abbigliamento esterno (76,1%), Gelaterie e pasticcerie (75,6%), Produzione di pasticceria fresca (75,0%), Fabbricazione di altri articoli nca (fabbricazione di cesti floreali, bouquet e corone di fiori artificiali o secchi, colorazione di fiori, fabb. di candele, ..) (75,0%), Altra stampa (69,2%), Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente (56,8%) e Confezioni varie e accessori per l’abbigliamento (52,9%).

Nei settori potenzialmente coinvolti in cerimonie e wedding operano complessivamente 36.505 occupati, pari al 10% degli addetti totali e la dimensione media di queste imprese è di 1,79 addetti per impresa (in linea con la dimensione media dell’intero sistema produttivo di 1,89 addetti/impresa).

A livello provinciale le imprese rientranti in questa perimetrazione sono 6.775 in provincia di Cosenza, di cui 37,7% artigiane, 4.626 a Reggio Calabria, di cui 41,9% artigiane, 3.334 a Catanzaro, di cui 38,7% artigiane, 1.484 a Crotone, di cui 32,7% artigiane e 1.309 a Vibo Valentia, di cui 38,2% artigiane.

«Nei confini del settore cerimonie e wedding – viene spiegato in una nota – rientrano imprese che operano in svariati campi di attività – Organizzazione, Location, catering e intrattenimento; Partecipazioni, fotografi e videomaker; Capelli, abiti, fedi e accessori; e Fiori, bomboniere, lista nozze e viaggio di nozze – e conseguentemente il peso relativo di matrimoni e altre cerimonie sul fatturato totale di queste imprese varia notevolmente, per alcune è del 100% e per altre mostra una dimensione più contenuta. All’interno di questi 5 ambiti si individuano 30 settori economici di cui alcuni sono fortemente specializzati in cerimonie e wedding – agenzie matrimoniali, quelle che operano nell’organizzazione di feste e cerimonie, wedding planner, altre rappresentazioni artistiche (musicisti, cantanti, disc[1]jockeye), vendita bomboniere e fotografi – presentando una più accentuata dipendenza rispetto ad altri settori per cui cerimonie e wedding rappresentano un importante, ma non unico, segmento di mercato. In generale comunque tutti questi comparti sono stati penalizzati, seppur in misura diversa, dalla riduzione, oltre che di matrimoni, anche di eventi, congressi, fiere e attività culturale e di attrazione turistica».

«La riapertura prevista dal Governo centrale con la ripartenza delle cerimonie dal 15 giugno fa sperare per una ripresa – ha dichiarato il presidente dei Fotografi di Confartigianato Imprese Calabria, Sebastiano Aloia – anche se ci vorrà del tempo per recuperare le importanti perdite subite dal settore che in Calabria si basa su micro realtà che hanno dovuto fare i conti con i pochi ristori stanziati. Tra l’altro, non dimentichiamo che i matrimoni che saranno celebrati nei prossimi mesi sono quelli rinviati dal 2020 e con l’incertezza che vi è stata fino a pochi giorni fa sulle riaperture, pochi sono i nuovi matrimoni organizzati».

«A tale proposito – ha concluso – per sostenere il settore duramente colpito sarebbe interessante mettere in campo un meccanismo di incentivazione regionale, come fatto in altre realtà, che avrebbe certamente risvolti anche sul piano del turismo. Auspichiamo che la regione possa farsi carico di questa problematica e convochi, nel breve, un tavolo tecnico per valutare la fattibilità di una simile iniziativa».

«Quella che occorre, però, è una certezza: una data» hanno detto gli operatori del comparto wedding, ribandendo che «tutto il comparto degli eventi ha necessità di ristori regionali, che identifichino perfettamente questo settore che ha perso in Calabria oltre il 90% del fatturato dell’anno precedente. Il dato di perdita di fatturato che viene presentato su scala nazionale si attesta invece sull’80%, ma questo perché nella maggior parte delle regioni del Nord i matrimoni con pochi invitati si sono tenuti lo stesso».

Nell’incontro con l’assessore regionale alle Attività Produttive, Fausto Orsomarso, chiederanno di «fornire alle location per matrimoni le stesse possibilità dei ristoranti con le medesime regole, ossia: nominare una persona covid manager per la gestione del personale e degli invitati del ricevimento nel locale; rilasciare a tutti gli invitati un foglio che giustifichi lo spostamento dopo il coprifuoco per i ricevimenti serali massimo le ore 1.30-2.
– evitare qualsiasi forma di assembramento, balli di gruppo, foto di gruppo; anticipare la data di partenza anziché il 15 giugno al 1° giugno, che in qualsiasi zona, gialla, arancione, o rossa, gli eventi privati si possono tenere con distanza di almeno 2, 2,5 m fra i vari tavoli; gli invitati una volta seduti al tavolo possono togliere la mascherina, se si alzano dal tavolo devono indossarla; verranno sfruttati al meglio e al massimo gli spazi esterni delle location, ove è possibile, se la chiesa lo permette, si potranno organizzare anche i matrimoni religiosi all’americana, ovvero all’aperto».

«Siamo i professionisti di un settore dimenticato e abbandonato da tutti, il comparto del wedding, sezione Calabria – fanno sapere i lavoratori – Siamo tutti laviratori che hanno deciso di non lasciare la propria terra e crearsi il futuro qui, per valorizzare le risorse calabresi e migliorare anche il turismo con il destination wedding».

«Il vero problema del perché non si sono fatti i matrimoni nel 2020 – hanno spiegato i professionisti del settore wedding – è semplicemente la chiusura delle location che possono ospitare (in media in Calabria) ‪300-350‬ persone. Secondo le nuove regole emanate dal Governo si può festeggiare con ‪180-200‬ persone, numeri che purtroppo non esistono più considerando la crisi economica e la malinconia degli sposi che hanno spostato la data non 2 volte bensì 4 o addirittura 5 volte. Ad oggi, grazie alle parole del presidente Mario Draghi, le coppie hanno timore a confermare di nuovo tutto il progetto wedding, proprio perché non c’è nessuna certezza. Abbiamo Ville e Sale Ricevimento con grandi spazi esterni. Adottiamo tutte le misure di sicurezza da oltre un anno, e conserviamo con accuratezza i dati per 14 giorni. Sono eventi tracciabili al 100%».

«La nostra – hanno detto ancora – è stata l’unica regione italiana a tenere gli stessi dati del 2019 nel 2020, ma questo primato, dai primi dati statistici, pare venga infranto nel 2021 e la causa sarà proprio la mancanza di matrimoni. Il numero medio di matrimoni all’anno in Italia si attesta su 185.000, molti celebrati al Sud».

«Adesso ci serve una data precisa da comunicare ai nostri sposi – hanno concluso i professionisti del wedding – perchè gli sposi che avevano rimandato al 2021, sono di nuovo in un clima di incertezza e si affidano alle tante notizie diverse che arrivano dai socialmedia». (rrm)