Il sindaco di Reggio Falcomatà a confronto col Comune di Villa S. G.: Focus su infrastrutture e trasporti

Trasporti e infrastrutture nell’area dello Stretto e lo sviluppo di percorso sinergico che punti al coinvolgimento istituzionale del territorio, anche in vista dell’ipotesi di avvio dei lavori del ponte sullo Stretto sono stati al centro dell’incontro tra il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, e gli Amministratori del Comune di Villa San Giovanni, guidata dal sindaco Giusy Caminiti.

Presenti, all’incontro, il consigliere regionale Giovanni Muraca, e una nutrita rappresentanza della Giunta e del Consiglio comunale villese.

Al centro del confronto, tra l’altro, anche l’ipotesi condivisa di uno spostamento degli attracchi per l’attraversamento dello Stretto nell’area a sud del porto storico di Villa San Giovanni, in una zona più idonea ad accogliere i flussi di traffico veicolare, consentendo inoltre la prosecuzione di un unico fronte mare cittadino, tra la periferia nord di Reggio Calabria e quella sud di Villa. Sul tavolo anche la sinergia tra i due Enti, e con gli altri Comuni del comprensorio dell’area dello Stretto, in vista delle prossime attività propedeutiche all’iter relativo alla realizzazione del ponte sullo Stretto, da affrontare con un approccio istituzionale condiviso che punti a rappresentare le istanze del territorio e le prerogative delle comunità residenti a Villa San Giovanni, a Reggio Calabria e complessivamente nell’area interessata dai lavori.

Al termine del confronto il sindaco Giuseppe Falcomatà ha ringraziato il sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti e gli altri amministratori villesi presenti.

«Un incontro utile – ha affermato il sindaco – che rinsalda un percorso sinergico da tempo avviato e che consente alle nostre Amministrazioni di continuare a lavorare in piena sintonia, nell’ottica di una visione comune che riguarda principalmente gli aspetti legati alla programmazione ed allo sviluppo strategico territoriale».

«Il tema dei trasporti e delle infrastrutture – ha concluso il sindaco – riveste in quest’area un’importanza specifica, non solo per ciò che riguarda il ponte sullo Stretto, ma per l’intero sistema integrato, con l’ambito portuale, con il tema dell’attraversamento, della ricettività portuale a fini commerciali e turistici, con l’ambito aeroportuale ed il sistema intermodale di collegamento tra le diverse infrastrutture ad oggi presenti o ancora da realizzare».

Il sindaco Giusy Caminiti ha ringraziato il sindaco Falcomatà nella doppia veste di sindaco metropolitano e di sindaco della Città di Reggio Calabria, città con la quale, spiega Caminiti, è necessario aprire un unico tavolo di confronto sulle tematiche portuali e sull’area integrata dello Stretto: «La visione della portualità commerciale va integrata con quella crocieristica portata avanti dall’amministrazione di Reggio e con quella diportistica su cui sta puntando la nostra Città, liberando le comunità dall’assedio dei mezzi da e per la Sicilia e immaginando una continuità del nuovo waterfront che va progettato».

«La nuova visione – ha concluso Caminiti – va condivisa dalla politica che già con questo incontro si è espressa favorevolmente e va costruita in un tavolo permanente di confronto: un dialogo avviato con grande disponibilità dal sindaco Falcomatà, che ringraziamo per l’attenzione riservata ai problemi della nostra Città». (rrc)

I consiglieri comunali di Campo Calabro Messineo e Richichi: Serve visione comune su Ponte

Rocco Messineo e Giovanni Richichi, consiglieri comunali di Campo Calabro, hanno rimarcato la necessità di una visione comune, oltre che l’importanza di affrontare la questione con coraggio, considerando gli aspetti cruciali di sostenibilità ambientale e tutela del territorio per il Ponte sullo Stretto.

Lo hanno detto nel corso del Consiglio comunale aperto dello scorso 26 gennaio, a cui hanno partecipato sindaci, amministratori locali e rappresentanti del mondo associativo per discutere, appunto, dell’infrastruttura.

«l’abbiamo richiesto fin dall’ottobre scorso – si legge in una nota – quando con un’interpellanza al sindaco e al presidente del consiglio abbiamo chiesto di trattare la tematica oggi ribadiamo che è necessario agire con tempestività per dotare il Consiglio Comunale e la comunità di Campo Calabro di uno strumento che possa garantire un’analisi approfondita delle sfide e opportunità legate al Ponte sullo Stretto».

«Non è possibile affrontare la tematica ponte in maniera individuale – hanno detto i consiglieri comunali – è necessaria una sinergia ed una informazione totale rispetto ad eventuali future iniziative, Il futuro di Campo Calabro, come sottolineato dai consiglieri, è intrinsecamente legato a questa impresa, che potrebbe rappresentare la chiave per spezzare le catene dell’emigrazione forzata e aprire le porte a una nuova era di sviluppo e opportunità».

Richichi ha enfatizzato che il dialogo e la collaborazione tra tutte le Amministrazioni Comunali, città metropolitana sono essenziali per la pianificazione territoriale, superando campanilismi e adottando politiche unitarie, ribadendo che La sostenibilità ambientale e la tutela del territorio comportano anche rischi da affrontare che la classe politica e dirigente deve avere il coraggio di intraprendere pertanto Le Amministrazioni Comunali tutte, nessuna esclusa, devono unire le forze e gli sforzi attraverso un’unica voce ed unico obiettivo: agevolare e governare la costruzione del Ponte sullo Stretto.

Messineo ha ampliato la prospettiva analizzando non solo gli aspetti strutturali del Ponte, ma anche le potenziali ricadute occupazionali. Ha evidenziato la fuga dei giovani calabresi in cerca di lavoro e ha visto nel Ponte una speranza importante e un’opportunità per invertire questa tendenza, aprendo, con la possibile realizzazione dell’opera, nuove porte, grazie allo sviluppo turistico, infrastrutturale ci possono essere positive risvolte occupazionali per il Sud Italia e soprattutto la Calabria.

Entrambi i consiglieri hanno proposto la creazione di un comitato con competenze tecniche e scientifiche per approfondire l’aggiornamento del progetto del Ponte, studiando tutte le implicazioni sul territorio di Campo Calabro, inclusi gli aspetti legati agli espropri e alle questioni coinvolgenti i cittadini. 

Proposta questa prontamente sposata dal sindaco che ha saputo cogliere lo spirito propositivo dei consiglieri. (rrc)

L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: Ci siano restituite le risorse dei Fondi della Coesione

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – Vorrei fare i complimenti per come è stato organizzato questo Consiglio comunale aperto, con un approccio costruttivo e concreto, da amministratori. Ho ascoltato con attenzione l’introduzione del sindaco Sandro Repaci, mi ha fatto riflettere sugli errori che spesso gli amministratori pubblici commettono rispetto al dibattito sul Ponte sullo Stretto, ossia non concentrarci su cosa ruota attorno a questa grande opera pubblica.

Un punto di vista ed una discussione che non si limita alla sola infrastruttura o ad un approccio influenzato prettamente dall’ideologia, tra chi è comunque ragionevolmente favorevole e chi allo stesso modo è contrario.

Fra i vari commenti, ho ascoltato quelli di chi, come rappresentanti istituzionali, aveva timore di avviare opere pubbliche per paura delle infiltrazioni mafiose. Non possiamo permettere a nessuno di dire che questo Ponte non unirà due coste, ma due cosche. Chi l’ha detto se ne deve assumere la responsabilità. Noi sappiamo cosa significa fare i sindaci, i consiglieri comunali, al Sud, in Calabria, nella nostra provincia, non servono le statistiche o gli elenchi dei amministratori minacciati per ricordarci quanto sia gravoso il nostro lavoro. Allo stesso tempo noi la criminalità la contrastiamo e faremo sempre di tutto affinché le necessarie opere pubbliche, per il bene collettivo, siano realizzate per i territori.

Oggi la domanda non è più: Ponte sì o Ponte no. Siamo già più avanti rispetto a questa domanda che poteva valere fino a quando il decisore politico non aveva ufficialmente attivato questo processo. Il dubbio che dobbiamo sciogliere ora è che ruolo giocare come Enti pubblici territoriali, decidere se subire la decisione oppure governarlo, da protagonisti, accendendo i fari su tutto quello che saranno le fasi di approvazione del progetto esecutivo, avvio lavori lavori e completamento. Questo è il nostro ruolo.

Per quanto mi riguarda, sul Ponte ci sono anche dei ‘no’ Ponte. Ad esempio diciamo no ai progetti ‘calati dall’alto’, senza il protagonismo dei territori. Diciamo di no ad un progetto che ci priva dei Fondi di Coesione, risorse che la Costituzione stabilisce che siano aggiuntive, e non sostitutive, per far crescere lo sviluppo di aree in difficoltà rispetto alle regioni più ricche. Ad oggi, invece, circa un miliardo di euro di fondi previsti per la Coesione, previsti per le regioni Sicilia e Calabria, stanno dentro il progetto del Ponte. Si tratta di risorse marginali se pensiamo all’investimento generale dell’infrastruttura, ma che risultano invece decisive per i nostri territori.

Non sono d’accordo su quanto dichiarato nei giorni scorsi dal viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, a Reggio Calabria, che quelle risorse sono state prelevate perché le Regioni Calabria e Sicilia non hanno capacità di spesa. Si tratta di un incidente istituzionale poco consono anche nei confronti di chi le governa.

Un altro ‘no’, infine, lo diciamo ad un Ponte che con il progetto scellerato dell’autonomia differenziata, rischia di voler unire un’Italia di fatto divisa, tra chi ha già tutto e avrà ancora di più e chi invece avrà sempre meno. (gf)

[Giuseppe Falcomatà è sindaco di Reggio]

I consiglieri di minoranza di Villa S. Giovanni incontrano Ciucci (ad Società dello Stretto di Messina)

Marco Santoro, Filippo Lucisano, Daniele Siclari, Stefania Calderone e Domenico De Marco, consiglieri di minoranza di Villa San Giovanni, hanno incontrato nei giorni scorsi Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società dello Stretto di Messina.

Un incontro in cui i consiglieri hanno espresso il loro sostegno al Ponte sullo Stretto, definito da loro come «un’opportunità senza precedenti per Villa San Giovanni.

Il capogruppo Santoro ha espresso un caloroso ringraziamento e grande soddisfazione per la nomina del Dott. Ciucci ad Amministratore delegato della Stretto di Messina SpA. Tale incarico prestigioso, confermato dal Governo centrale, riflette il riconoscimento per l’importante contributo del Dott. Ciucci negli anni passati, con la chiara intenzione di riavviare le attività per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Durante la riunione, i consiglieri di minoranza hanno sottolineato la necessità che le risorse del territorio siano utilizzate a beneficio della città, facendo riferimento a esperienze positive durante l’ammodernamento dell’autostrada. Hanno citato un progetto approvato dal Ministero dell’Ambiente nell’anno 2012 durante l’amministrazione di centrodestra, che riguardava il ripascimento della spiaggia di Porticello e parte di Cannitello.

I consiglieri hanno chiesto di ripetere l’attività con i nuovi lavori per il Ponte, considerando l’attuale situazione del litorale villese, che con l’erosione sta creando seri problemi, in primis alle abitazioni di Cannitello ed ai suoi abitanti. Seri problemi di erosione si riscontrano da Acciarello fino alla Costa Viola e, pertanto, ci auguriamo che dai lavori per il Ponte possa arrivare l’aiuto necessario per mettere in sicurezza tutto il litorale.

Un’altra richiesta per l’Amministratore Ciucci arriva dal consigliere De Marco, che si augura che a breve la Stretto di Messina possa far conoscere ai cittadini villesi il grande progetto del Centro Direzionale che nascerà su Villa San Giovanni, realizzato dall’archistar Daniel Libeskind, magari presentato da lui. Un progetto meraviglioso che, una volta realizzato, darà una svolta al modo di progettare nel nostro territorio.

La realizzazione del Ponte è stata prospettata come un catalizzatore di sviluppo per tutta l’Area dello Stretto e i territori limitrofi. Ma proprio perché lo ritengono tale, si augurano che a breve ci sia un incontro tra l’Amministratore Ciucci e tutti i Sindaci dell’Area dello Stretto, per condividere scelte, scambiarsi opinioni, idee su quello che potrà essere il futuro del nostro territorio legato alla costruzione del Ponte sullo Stretto, perché nulla sarà più come prima ed i benefici saranno principalmente per tutti i comuni dell’Area dello Stretto.

Il dott. Ciucci ha apprezzato le parole dei consiglieri di minoranza, ricordando gli sforzi congiunti degli anni passati in collaborazione con le precedenti Amministrazioni. Ha evidenziato un inizio di collaborazione con questa Amministrazione per la realizzazione dell’Isola ecologica nell’area di servizio Agip, per i lavori del lungomare e per l’attenzione dedicata a Forte Beleno. Inoltre, ha comunicato la volontà della “Stretto di Messina” di pubblicare l’avviso alle ditte dopo l’approvazione dell’aggiornamento del progetto definitivo.

I consiglieri concludono ribadendo l’importanza di un’analisi attenta sugli espropri, per non mettere in difficoltà le tante famiglie già colpite da un così repentino cambiamento della loro vita. (rrc)

Il sindaco Falcomatà: Ponte sullo Stretto sia tassello in un sistema intermodale più complesso

Il sindaco della Metrocity Rc, Giuseppe Falcomatà, ha evidenziato come «il Ponte sullo Stretto deve essere un tassello in un sistema intermodale più complesso».

Il primo cittadino, infatti, ha partecipato all’incontro organizzato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria dal titolo Palermo/HelsinkiIl corridoio con il Ponte sullo Stretto per lo sviluppo sostenibile del Mezzogiorno d’Europa, «un’occasione di confronto per la quale ringrazio l’Università Mediterranea e il magnifico rettore Zimbalatti, l’ordine degli ingegneri, con il presidente Foti», ha detto Falcomatà, sottolineando come l’evento sia stato anche «l’occasione per ribadire il ruolo che, rispetto alla tematica del Ponte sullo Stretto, vogliono recitare la Città Metropolitana e il Comune di Reggio Calabria, sicuramente non un ruolo da spettatore ma di protagonista, nella piena consapevolezza che il Ponte è un tassello, un elemento all’interno di un sistema intermodale più complesso».

All’incontro presenti il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il presidente di RfI Dario Lo Bosco, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci. L’evento è stato organizzato dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Reggio Calabria e dall’Università degli Studi Mediterranea ed ha registrato, tra gli altri, l’intervento in ‘remoto’ del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini.
«Rendere i territori protagonisti – ha aggiunto Falcomatà – significa discutere di tutto quello che c’è, insieme ed intorno al Ponte sullo Stretto, ossia gli aeroporti, i porti, la rete ferroviaria, quindi l’alta velocità, la rete stradale, nella Città metropolitana che è la più piccola come numero di abitanti, ma la quarta come estensione territoriale. Il Ponte sullo Stretto deve essere l’occasione anche per ridurre le distanze e l’isolamento con il completamento e la realizzazione di una rete autostradale, all’interno del territorio metropolitano finalmente moderna».
«Abbiamo anche ribadito – ha evidenziato il primo cittadino – il nostro rammarico per il fatto che parte delle risorse per la realizzazione del Ponte, circa 800 milioni di euro, saranno prelevate dalle risorse per il Fondo sviluppo e coesione. Risorse aggiuntive che nella propria programmazione lo Stato, attraverso l’Unione Europea, stanzia e che devono essere non sostitutive delle risorse ordinarie ma aggiuntive per andare a colmare quel gap di sviluppo che c’è su alcuni territori del paese».
«Ci auguriamo – ha concluso Falcomatà – che questa decisione possa essere rivista e che gli 800 milioni che sono marginali rispetto al quantitativo totale per la realizzazione del Ponte, ma sono fondamentali per le attività di coesione sui territori, possano essere restituiti al loro naturale indirizzo». (rrc)

CARA GIORGIA, LA STAMPA SI È SCORDATA
DI CHIEDERLE DI MEZZOGIORNO E DI PONTE

di SANTO STRATI – Non abbiamo potuto partecipare per ragioni di salute alla conferenza stampa di fine anno (posticipata a ieri) della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e nel caso, probabilmente non avremmo avuto la fortuna di essere selezionati (per sorteggio) tra i 45 giornalisti ammessi a porre una domanda (senza diritto di replica). Ma una domanda fuori tempo massimo la formuliamo lo stesso: sul Ponte – che è l’evento clou dell’attività del Governo di quest’anno – non ha nulla da dire? Ha affidato al vicepremier Salvini l’intero onere di organizzare, pianificare, programmare e portare a termine la cerimonia di inizio lavori (luglio 2024) ma, fino ad oggi, non abbiamo mai trovato esposta a chiare lettere la sua posizione sull’Opera più colossale del Millennio. Lei è favorevole o perplessa (certo non contraria…) al Ponte? Perché non ha mai apertamente dichiarato che cosa pensa a tal proposito? Il sospetto – ce lo conceda cara Presidente – è che ci sia, sotto sotto, una furbata colossale: lasciando la patata bollente in mano a Salvini avrà la possibilità – in caso di successo – di ascriverne i meriti al Governo, in caso di flop potrà indicare nel vicepremier il responsabile del fallimento. È perfida, come considerazione, lo sappiamo, ma glielo avremmo chiesto senza alcuna indulgenza, pretendendo una posizione chiara, una risposta che dia il segnale di una precisa presa di responsabilità sulla questione Ponte dello Stretto.

Ancora, a malincuore, abbiamo dovuto osservare, nelle tre e passa ore di incontro, che nessuno dei 45 giornalisti che hanno posto altrettante domande ha trovato di qualche interesse chiederle cosa intende fare il Governo per il Mezzogiorno, soprattutto alla luce dell’entrata in vigore della Zes unica, ma in particolar modo dopo l’assurda gabella ETS che condanna i porti italiani (e in particolar modo quello di Gioia Tauro che sta mostrando segnali di grande crescita). Ma il Sud non è materia d’interesse dei giornali e i media italiani, più che altro sono impegnati a riempire di gossip le proprie colonne o gli schermi, dimenticando che «se non riparte il Mezzogiorno non riparte l’Italia».

Tant’è, ma l’unico accenno al Sud ha riguardato il grande dolore della tragedia di Steccato di Cutro. Ma in una conferenza stampa di fine anno i lettori (per mezzo dei giornali e dei giornalisti) non vogliono sapere di (pur apprezzabili) sentimenti di sofferta condivisione del dolore, bensì amerebbero capire quali sono le intenzioni di un Governo che aumenta le tasse sui pannolini e pensa che chi guadagna 20mila euro al mese sia un riccone da spennare in tasse.

No, si è parlato di futilità e tutto ciò a suo vantaggio. Con questa opposizione e gran parte della stampa italiana che chiede, con timidezza, quali sono gli obiettivi primari non ha da temere nulla: altro che spettro della crisi, a Palazzo Chigi ci starà per decenni.  (s)

Ponte sullo Stretto, Maraio (Psi): «Vergognoso si realizzi con lo scippo di fondi a Sicilia e Calabria»

«Il Ponte sullo Stretto può rappresentare un’opera strategica per quella parte del Mezzogiorno, ma non lo si può immaginare utilizzando i fondi di Sicilia e Calabria come fossero un bancomat. Ora anche il Presidente della Regione Sicilia, il forzista Schifani, si accorge che il governo amico gli “scippa” i soldi per costruire il Ponte sullo Stretto. Evidentemente non si aspettava che gli sarebbero stati sottratti soldi da quel Fondo per lo Sviluppo e la Coesione che è carburante necessario per rimettere in moto la macchina del Mezzogiorno» – lo ha detto il segretario del Psi; Enzo Maraio, che aggiunge: «E invece proprio Sicilia e Calabria dovranno privarsi di parte di quelle somme per co-finanziarne la costruzione. Una scelta scellerata, quella del Governo, che mette alle strette gli amministratori locali che proprio sui fondi di coesione puntavano per intervenire nei loro territori. Il tutto avviene con la complicità di amministratori locali vicini a questo Governo: fa davvero impressione come il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto si sia dimostrato compiacente alle scelte calate dall’alto, autorizzando “furti” di risorse necessarie al miglioramento della sua regione» – ha concluso. (rrm)

Il movimento No Ponte ricorda Franco Nisticò a 14 anni dalla sua scomparsa

di NO PONTE CALABRIA – Sono trascorsi 14 anni da quel 19 dicembre del 2009 quando, al termine di un accorato intervento sul palco allestito nella piazza di Cannitello, Franco Nisticò ci lasciava stroncato da un malore.

Era l’ultimo degli interventi conclusivi di una grandissima manifestazione che aveva attraversato le strade di Villa San Giovanni, blindata per l’occasione. E blindata non perché ce ne fosse ragione alcuna, ma solo perché chi ha in mente il saccheggio di questi territori aveva deciso che gli abitanti dello Stretto dovevano aver paura del movimento No Ponte, di chi invece questi territori li vorrebbe difendere.

Chissà cosa penserebbe oggi Franco alla luce della situazione attuale e del quadro sempre più devastante che si profila per la nostra Calabria, destinata al triste ruolo di hub energetico per il resto di Italia e d’Europa, con terreni agricoli trasformati in enormi distese di pannelli fotovoltaici, panorami mozzafiato deturpati da migliaia di pale eoliche e con la volontà di realizzare un rigassificatore, impianto “a rischio di incidente rilevante”, nel Porto di Gioia Tauro.

Chissà cosa penserebbe oggi Franco di un presidente della Regione che dice di non essere fesso quando accetta di distogliere dal Fondo Coesione risorse destinate alla Calabria perché, a suo dire, così ci finanzieranno i lavori per l’autostrada e la SS.106. Come se la Calabria non facesse parte dell’Italia e come se non fosse un nostro diritto avere delle infrastrutture degne di un paese civile. Ma far passare l’essersi arreso ai ricatti e ai diktat dei partiti nazionali come delle vittorie, cercare di far fessi tutti i calabresi, è strategia cara al nostro Occhiuto, visto che dopo aver avallato l’infame autonomia differenziata, ci disse che così finalmente avremmo potuto definire quei Lep che è la Costituzione a prevedere, non un premio alla furbizia. E chissà cosa si inventerà per convincerci che le gabbie salariali saranno, se veramente approvate, un premio per i calabresi e non un’ulteriore motivazione da dare ai nostri figli per farli emigrare in cerca di fortuna altrove.

Allora non è vero che “ccà nisciuno è fesso” ma, al contrario, è vero chi ci stanno tanti fessi che continuano a dare credito a chi, in questi 14 anni, ha continuato ad aggravare un quadro già desolante per la nostra Calabria. Purtroppo, a fronte di questa deriva, non possiamo non denunciare l’incapacità di fare sintesi, di uscire da logiche autoreferenziali, dai particolarismi, che come un virus hanno infettato i movimenti territoriali e sociali della nostra regione.

Così vogliamo ricordare Franco, nella speranza che quelle sue parole oggi possano nuovamente fare breccia nelle menti e nei cuori e avviare una nuova fase di lotta e di riscatto.

«I molti problemi del nostro territorio, come il dissesto idrogeologico, i giovani, il lavoro, non hanno bisogno di divisione, ma hanno bisogno di unità. Dobbiamo lottare con forza e tutti insieme per sconfiggere chi marcia contro. E allora la speranza siamo tutti noi, vecchi e giovani. Per dare insieme una speranza a questa Calabria abbandonata da tutti». (npc)

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Strumentale la polemica sui fondi SFC per il Ponte

di GIACOMO SACCOMANNOLa polemica insorta per essere stati utilizzati alcune somme del Fondo di Sviluppo e Coesione delle regioni Calabria e Sicilia per contribuire alla realizzazione del Ponte sullo Stretto è veramente tendenziosa e strumentale. Intanto, entrambe le regioni partecipano alla società delle Stretto, con l’evidente conseguenza che, in tale veste, devono necessariamente contribuire alla realizzazione dell’opera.

L’aver indicato la possibile utilizzazione di alcuni importi del Fondo di Sviluppo e Coesione non è, sicuramente, una “rapina o uno scippo”, per quanto sopra precisato, in quanto, tra l’altro, si tratta di opera strategica che interessa particolarmente le due regioni. Tra l’altro, a breve, scade il termine per l’utilizzo dell’importo concesso per il periodo 2014-2020, con l’evidente conseguenza che se le somme riconosciute non sono state spese, vi è il rischio di perderle! E sembra proprio che non tutte le somme sono state spese. Ma, a parte questo, non può non evidenziarsi che entrambe le regioni hanno ottenuto riconoscimenti importanti da parte del Governo: cosa che non è mai successa negli ultimi anni.

Un’attenzione particolare che ha messo in moto i lavori per le linee ferroviarie interne, con elettrificazione di queste, che ha rispolverato circa 500 milioni per la sistemazione dei passaggi a livello (somme ferme da moltissimi anni), che sta definendo i progetti per l’alta velocità Salerno-Palermo, che ha stanziato tre miliardi per la 106, due per l’autostrada, ed altre somme per le trasversali o i collegamenti in Sicilia, oltre ai rifacimenti di molte stazioni ferroviarie. Senza aggiungere altre risorse per opere minori e la previsione del rigassificatore a Gioia Tauro che potrebbe trasformare lo sviluppo di tale area.

Comprendiamo che questo evidente interessamento per le due regioni non è gradito a soggetti che, per decine di anni, hanno solo promesso, ma non hanno realizzato nulla. Ma, questo non vuol dire che oggi bisogna criticare chi sta operando concretamente per la crescita della Sicilia e della Calabria in un modo che mai si era visto. Il Ministro Salvini ed il Governo vogliono eliminare il divario esistente tra Sud e Nord, ma questo potrà avvenire, solamente ed esclusivamente, realizzando le opere fondamentali perché ciò possa accadere. E le infrastrutture sono essenziali per la crescita del territorio. Una persona seria, anche se di colore o idea diversa, dinnanzi alla possibilità di rendere le due regioni competitive e non come oggi ultime in quasi tutte le classifiche, dinnanzi a tali possibilità può e deve interessarsi che le stesse vengano eseguite celermente e nel migliore dei modi per la collettività.

Le critiche di posizione partitica non condizionano più le intelligenze dei calabresi e siciliani, che sapranno valutare seriamente chi sta lavorando per il bene dei propri territori. Le chiacchiere e le polemiche non portano crescita, sviluppo, economia, occupazione, benessere. E il meridione ha bisogno di azioni concrete e non di altre tante promesse che lo hanno portato al disastro sociale ed economico. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

Il sindaco di CZ rilancia proposta di referendum sul Ponte sullo Stretto

Un referendum consultivo in Calabria sull’utilità del Ponte sullo Stretto e, di riflesso, sulla possibilità che la Regione contribuisca al finanziamento dell’opera rinunciando a parte del Fondo di Sviluppo e Coesione. È la proposta lanciata dal sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ospite di Radio24.

«Se c’è la volontà politica si può votare anche assieme alle Europee della prossima primavera – ha detto il primo cittadino –. Qualcuno, terrorizzato da questa ipotesi, sostiene che il referendum consultivo non è contemplato. Non è così. Il referendum consultivo su questioni di interesse regionale è previsto dall’art.12 dello Statuto e a farne richiesta possono essere il 10% del corpo elettorale o il 40% dei Consiglieri regionali. Manca, è vero, la legge attuativa e la Calabria, se non erro, è una delle tre Regioni che non lo hanno fatto, assieme a Basilicata e Molise».

«Cosa impedisce al Consiglio regionale – ha aggiunto – di varare in due mesi la legge attuativa e consentire così lo svolgimento del referendum? Io credo sia interesse dello stesso presidente Occhiuto e dello stesso ministro Salvini conoscere la volontà popolare della Calabria su un tema così serio».

«È l’unico strumento democratico – ha concluso – per sapere se davvero la Calabria, come sostiene Salvini , è favorevole al Ponte e se è disposta ad ogni sacrificio pur di averlo. Se la Calabria si pronuncerà per il ponte, allora il ragionamento di Salvini di una compartecipazione della nostra Regione, potrebbe anche avere una logica. Si faccia dunque senza paura il referendum». (rrm)