Minasi (Lega): Nessuna divisione, Ponte è scelta condivisa

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha smentito le notizie secondo cui ci sia una «presunta divisione interna alla Lega nazionale, che vedrebbe il gruppo del Nord, capeggiato dal capogruppo in Senato e nuovo coordinatore della Lombardia Massimiliano Romeo, contrapposto a una “fazione” del Sud, e quindi in particolare alla realizzazione del ponte sullo Stretto».

«Non c’è alcuna divisione interna – ha precisato la senatrice – Semplicemente il capogruppo Romeo ha sottolineato, ai rappresentanti del suo territorio, la necessità di parlare dei loro problemi specifici, esattamente come facciamo noi. Il senso e il valore della rappresentanza politica, d’altronde, è proprio questo: serve a far valere le esigenze dei singoli territori. Ed è questo che Romeo ha voluto rimarcare, anche in interviste appena diffuse dai media».

«Questo, però – ha aggiunto – non vuol dire che investire sul ponte o sulla Statale 106 Jonica, come questo governo e il Ministro Salvini stanno facendo, tolga qualcosa al Nord, tutt’altro! Significa potenziare la crescita di aree che possono così diventare nuova fonte di ricchezza e sviluppo, a vantaggio di tutta l’Italia. E su cui l’intero partito concorda».

«Dispiace, dunque – ha continuato – leggere ricostruzioni giornalistiche evidentemente fuorvianti. La Lega è compatta, su tutte le scelte operate dal leader Salvini, e soprattutto sulle scelte di politica economica. Prime tra tutte il Ponte sullo Stretto». (rp)

Irto (PD): Ponte progetto privo di approfondimenti su terremoti e maremoti

Il senatore del PD, Nicola Irto, ha reso noto come «Matteo Salvini ha risposto picche al question time con cui gli avevamo chiesto conto della sicurezza sismica del ponte sullo Stretto di Messina, dell’incompletezza degli studi alla base dell’approvazione del progetto definitivo e della necessità di approfondimenti scientifici, anche sul rischio di maremoti a danno dell’infrastruttura».

«Il ministro ha avuto un comportamento omissivo – ha spiegato – perfino sulla gravissima vicenda della relazione sismica attribuita all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ne aveva disconosciuto la paternità e l’aveva imputata all’iniziativa autonoma di due ricercatori interni. Il ponte è un’opera priva di sostenibilità economica e di garanzie di sicurezza, di cui non c’è traccia nel Piano strategico da poco presentato dal Gruppo Ferrovie dello Stato».

In Senato, in replica alla risposta del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Irto ha attaccato il governo, dicendo: «Avete congelato 1,6 miliardi del Fondo per lo sviluppo e la coesione delle regioni Calabria e Sicilia, risorse che sarebbero servite per asili, per istruzione, per la digitalizzazione, per migliorare le nostre città».

«Le avete bloccate – ha proseguito – per un ponte che non si farà: per la sua illusione, ministro. Avete deciso che questa deve essere una priorità e avete cancellato totalmente l’Alta velocità ferroviaria in Calabria e in Sicilia. Avete fatto sparire la perequazione infrastrutturale tra il Nord e il Sud del Paese; penso per esempio alla Taranto-Reggio Calabria, alla Statale 106, quella che si chiama “Strada della morte”, sparita dai radar perché avete posto le attenzioni solo all’illusione del ponte sullo Stretto».

«Lei, ministro, cerca sempre di dare la responsabilità a qualcuno. Un giorno la responsabilità è di un chiodo, un giorno di Tajani e oggi del Tar. Ministro – ha concluso in Aula il senatore Irto – le assicuro che in questo caso la responsabilità è tutta sua». (rp)

La Stretto di Messina risponde all’esposto presentato all’Agcm: Nessuna violazione

La Stretto di Messina spa ha risposto all’esposto presentato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, precisando che non c’è «nessuna violazione e nessuna mancata trasparenza. La società agisce sempre nel pieno rispetto delle norme».

Entrando nello specifico, per quanto riguarda l’art. 72 direttiva Ue e costi del progetto, la Stretto di Messina ha spiegato:

«La crescita del valore dell’investimento da 8,5 mld del 2011 a 13,5 (come previsto nel DEF 2023), non si riferisce a maggiori opere ma al forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, fenomeno che ha coinvolto e coinvolge tutti i progetti infrastrutturali. Inoltre va sottolineato che il valore di 13,5 miliardi non riguarda solo il contratto con il Contraente generale e gli altri affidatari, ma il costo complessivo del progetto».

«La Direttiva 2014/24/Ue sarà, pertanto, rispettata come peraltro espressamente richiamato nel Decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, recante: “Agli atti di cui ai commi 3 e 4 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 della Direttiva 2014/24/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio e le relative norme interne di attuazione e i medesimi sono adottati in coerenza con le disposizioni normative dell’Unione europea in materia di contratti pubblici”».

68 osservazioni del Comitato Scientifico

La Società ha ricordato come «il Comitato Scientifico, organo autonomo e indipendente istituito per legge, ad esito della sua attività collegiale, di studio e analisi per ciascuna disciplina riguardante l’aggiornamento del progetto del ponte sullo Stretto di Messina, ha rilasciato all’unanimità parere favorevole».

«Le osservazioni (68), che in parte riprendono quelle del precedente Comitato Scientifico, non sono da intendersi in distonia con l’espressione di un parere positivo, ma riguardano aspetti da approfondire in sede di progettazione esecutiva, legati all’evoluzione delle conoscenze tecniche e dei materiali e all’evoluzione normativa in tutti gli ambiti di interesse».

Parere Via Mase

«Il parere favorevole rilasciato dalla Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase), sul progetto definitivo del ponte sullo Stretto è un importante passo avanti per il progetto e la realizzazione dell’Opera».
«Le 62 prescrizioni rilasciate contestualmente, da ottemperare in sede di progettazione esecutiva (due addirittura dopo l’entrata in esercizio del ponte), non rappresentano lacune progettuali ma richieste di approfondimenti già, in larga misura, programmati da Stretto di Messina che, comunque, non riguardano la fattibilità dell’Opera».

Progettazione per fasi

«La Progettazione esecutiva, che potrà essere sviluppata per fasi costruttive, non determina alcuna violazione del bando per la selezione del Contraente generale, anzi è in linea con le best practice internazionali e ha l’obiettivo di ottimizzare la costruzione dell’opera, contenendo tempi e costi».

Finanziamento opera

«Nella Finanziaria 2024 era previsto un finanziamento pari 11,63 miliardi, che sommati ai 370 milioni di risorse proprie della Stretto di Messina, offrivano una copertura complessiva di 12 miliardi.
La Finanziaria 2025, in discussione, dovrebbe prevedere ulteriori 1,5 miliardi di euro, per garantire la copertura totale dei 13,5 miliardi di euro, che come detto non rappresentano un aumento dei costi, ma la conferma delle previsioni del Def 2023».
«Per quanto concerne la trasparenza si ricorda che la recente disposizione normativa (art. 2 DL 89/2024 convertito con Legge 120/2024), il cosiddetto Decreto Infrastrutture, ha introdotto nuovi passaggi procedurali volti ad assicurare il controllo da parte dello Stato, nel rispetto della massima trasparenza. In particolare, l’importo aggiornato del contratto con il Contraente generale è sottoposto, prima della stipula del relativo atto aggiuntivo, all’asseverazione di uno o più soggetti di adeguata esperienza e qualificazione professionale nominati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti».

Affidamenti

«Si ricorda che la Stretto di Messina è una società ‘in house’ del Ministero dell’economia e delle finanze pertanto soggetta al cosiddetto ‘controllo analogo’ ovvero lo stesso controllo il ministero esercita sui suoi Dipartimenti. La società si conforma alle normative in materia di trasparenza (decreto legislativo 33/2013) e di prevenzione della corruzione (legge 190/2012), ponendo in essere gli adempimenti previsti dalle suddette disposizioni nonché dai provvedimenti emanati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione».

«In particolare, Stretto di Messina pubblica nell’apposita sezione “Società Trasparente” del proprio sito istituzionale informazioni, dati e documenti previsti in assolvimento degli obblighi su trasparenza, anticorruzione e affidamenti». (rrm)

Ponte, presentato un esposto all’Agcm per presunta violazione delle norme sulla libera concorrenza

Domenico Marino, docente dell’università Mediterranea, Aura Notarianni, avvocata e attivista, ed Enzo Musolino, segretario del Pd di Villa San Giovanni, hanno presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro il Ponte sullo Stretto.

L’esposto ha per oggetto presunte violazioni delle norme che regolano la Concorrenza e il mercato da parte di Stretto di Messina Spa, Webuild Spa e Eurolink Spa, sulla questione “Ponte sullo Stretto di Messina”.
Le censure riguardano specificatamente la violazione dell’art. 72 della direttiva 2014/20/Ue: per il costo dell’Opera più che raddoppiato; per la riattivazione del contratto tra Stretto di Messina Spa e Eurolink senza procedere a nuova gara internazionale nonostante i costi di realizzazione siano notevolmente superiori al 50% del valore iniziale; per un rapporto contrattuale tra società concessionaria e contraente generale basato su un contratto del 2006, rilanciato da un progetto del 2010 che non ha superato la valutazione ambientale, per la relazione del progettista – dopo l’accelerazione salviniana sull’Opera – che contiene 68 raccomandazioni al momento inevase; per la Commissione Via Vas che ha recentemente emesso parere “positivo” con 62 prescrizioni alcune da ottemperare prima  del progetto esecutivo e un parere “negativo” in riferimento alla valutazione di incidenza appropriata per i siti ZPS ITA 030042 e ZPS IT 9350300, per i quali non si può escludere che il progetto possa determinare incidenze significative.
E ancora, per le documentate perplessità sulla Trasparenza e la sostenibilità economica dell’Opera, aggravate dall’assenza di chiare stime sui costi di mantenimento del Ponte; per il contrasto tra bando di gara e l’avvio dei lavori per “fasi di costruzione” previste da dl n. 89/2024; per l’incremento, contenuto nella Legge di Bilancio in discussione, della dotazione finanziaria per il Ponte fino a 14,7 miliardi di euro, con una differenza tra la base d’asta del bando di gara iniziale e l’attuale ammontare dell’ appalto di ben 10,8 miliardi di euro; per le modifiche alla compagine societaria di Eurolink e all’abuso di posizione dominante di Webuild nell’acquisto di quote di partecipazione e, infine, per la violazione delle regole di Concorrenza e di mercato sull’affondamento di incarichi senza che gli affidamenti siano stati preceduti da manifestazioni pubbliche di interesse.
Gli esponenti, dunque, con l’esposto hanno chiesto All’Autorità Garante di avviare un’istruttoria sul presunto abuso di posizione dominante e di intraprendere le azioni necessarie, anche cautelari, per tutelare la libera concorrenza e il mercato. (rrm)

Ciucci (Ad Stretto): Società applica normative di trasparenza e anticorrunzione

«A differenza di quanto riportato da due membri della Camera dei Deputati, a società si conforma alle normative in materia di trasparenza (decreto legislativo 33/2013) e di prevenzione della corruzione (legge 190/2012), ponendo in essere gli adempimenti previsti dalle suddette disposizioni, nonché dai provvedimenti emanati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione». È quanto ha detto Pietro Ciucci, amministratore Delegato di Stretto di Messina, rispondendo al capogruppo del Pd in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo e il capogruppo del PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani, che hanno presentato un’interrogazione alla Camera rivolta ai ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

«In particolare, Stretto di Messina pubblica nell’apposita sezione “Società Trasparente” del proprio sito istituzionale informazioni, dati e documenti previsti in assolvimento degli obblighi su trasparenza e anticorruzione», ha concluso Ciucci, rispondendo ai parlamentari del Pd.

Barbagallo e Simiani, infatti, nell’interrogazione hanno evidenziato come «dopo i rilievi posti dalla Corte dei Conti sulla gestione finanziaria di Anas il Governo non può più girarsi dall’altra parte. La Corte, infatti, ha sottolineato che il bilancio 2023 si è chiuso con una perdita di 162,7 milioni di euro riconducibile alla svalutazione del valore della partecipazione detenuta nella società Stretto di Messina», hanno detto Barbagallo e Simiani.

«Secondo i magistrati contabili – hanno aggiunto –la disciplina vigente non è compatibile con il criterio della valorizzazione ‘al costo’ della società SdM nel bilancio Anas 2022, nel quale si ometteva l’analisi dei costi funzionali al riavvio dell’opera di collegamento stabile tra Sicilia e Calabria».

«Una violazione della legge accertata anche dal perito indipendente nominato dal Mef – hanno proseguito – che ha ritenuto non funzionali al riavvio dell’opera oltre 85 milioni di euro di costi sostenuti da SdM, con conseguente grave svalutazione del valore delle azioni di SdM. Inoltre, sempre la Corte, contesta anche il ricorso a onerosi e ingiustificati pareri di professionisti esterni e segnala la necessità che la Sdm, particolarmente esposta a gravi comportamenti corruttivi, debba essere riportata nell’ambito di applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza, dalla quale attualmente risulta esclusa in quanto partecipata da FS».

«Il Ponte, dunque – hanno concluso – rischia di affossare i bilanci dell’Anas, società importante che va difesa e tutelata. Il governo deve garantire la vigilanza esplicitamente invocata nella relazione della Corte dei conti, superando l’attuale situazione di incertezza determinata dal rapporto concessorio e riportando Anas nell’ambito di applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza. Il governo intervenga al più presto». (rrm)

Al Porto di Gioia lo stoccaggio del materiale per il Ponte

Il Porto di Gioia Tauro è stata scelta come sede di stoccaggio di materiali per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Lo ha reso noto l’Autorità di Sistema Portuale, esprimendo soddisfazione per la proficua sinergia intercorsa con la Autorità Marittima ed il team della società Stretto di Messina, coordinato dall’ing. Valerio Mele, nel tentativo coronato da successo di rispondere pienamente alle esigenze di accosto e di  spazi di deposito e lavorazione per la costruzione di un’opera strategica per la Nazione, e la necessità altrettanto imprescindibile di salvaguardare l’operatività del porto commerciale evitando la diminuzione delle banchine commerciali e dei piazzali assentiti alla logistica dei contenitori.

La società costruttrice del Ponte, infatti, secondo un cronoprogramma ufficiale fino al 2032, utilizzerebbe le aree a sud ovest del bacino di evoluzione portuale, ed anche una parte delle aree retrostanti al terminal containers, al netto delle recenti acquisizioni operate dal terminal contenitori e previ accordi con il Consorzio Regionale per le attività produttive, titolare delle aree.

Il progetto originario del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria individuava Gioia Tauro come porto di stoccaggio dei conci prefabbricati e delle bobine dei cavi per la costruzione del Ponte e costituiva una sensibile interferenza con la operatività portuale, dovuta all’ormeggio delle navi che trasportavano tali materiali presso l’accosto “alti fondali” della banchina di levante in concessione a MCT SpA e la interruzione della continuità logistica dovuta al   passaggio di tali materiali verso aree retrostanti non in concessione. 

Nel corso della Conferenza dei Servizi che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha promosso in data 16 aprile 2024, questa Autorità di Sistema Portuale aveva depositato un congruo parere, sottolineando l’impatto negativo e le dannose interferenze di tale progetto con le attività dei soggetti terminalisti, MCT in primis, e della operatività portuale in genere.

Si descrivevano, cioè, le potenziali conseguenze negative che la “revoca” anche di una piccola parte di concessione del terminal contenitori e la interruzione della continuità logistica avrebbe potuto comportare sulla economia del porto. 

Nel contempo è stata fornita una proposta risolutiva, anche in esito a sopralluoghi ed incontri con i tecnici della società “Stretto di Messina Spa”, consistente nella infrastrutturazione della parte sud del bacino di evoluzione e l’utilizzo per le aree di stoccaggio delle aree retrostanti. 

La soluzione proposta da questa Autority, di concerto con la locale Capitaneria di porto, è stata accolta e successivamente confermata nel corso di una recente interlocuzione con il costruttore, avendo sciolto la Autorità Marittima la riserva sulla assoluta non interferenza con l’attuale bacino di evoluzione delle navi. 

Tale soluzione ha riscosso, inoltre, il compiacimento dei terrminalisti MCT e Automar, impegnati ormai da un quinquennio nel rilancio del transhipment nello scalo gioiese, con nuovi investimenti nell’equipment portuale e nuovi record commerciali. 

Una lettera personale recapitata nei giorni scorsi al presidente Agostinelli testimonia la soddisfazione dell’armatore MSC per la soluzione che soddisfa da una parte le esigenze del costruttore, evitando nel contempo dannose interferenze alle operazioni del terminal. (rrc)

Minasi (Lega): Ponte sullo Stretto simbolo di unità nazionale

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha commentato le ultime affermazioni del Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, il quale è tornato a sottolineare come l’opera, dal valore complessivo stimato in 13,5 miliardi di euro, genererà oltre 120.000 posti di lavoro, apportando benefici significativi in termini di occupazione, logistica, turismo e sostenibilità ambientale.

«Le dichiarazioni del Ministro Matteo Salvini sul Ponte sullo Stretto, rilasciate durante il convegno organizzato da Unioncamere a Roma, confermano una visione ambiziosa e concreta per il rilancio del nostro Paese, e in particolare del Sud Italia. Il Ponte rappresenta molto più di una semplice infrastruttura: è un simbolo di unità nazionale e un motore per la crescita economica e sociale dell’intera area del Mezzogiorno», ha detto Minasi, sottolineando come «questi numeri non sono solo proiezioni: sono una prospettiva concreta che il Governo ha il dovere di sostenere e realizzare. Investire nel Ponte significa investire nelle persone, nelle imprese e nel futuro delle nostre regioni».
Le analisi condotte dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ribadisce – confermano ciò che abbiamo sempre sostenuto: il Ponte sullo Stretto è un progetto economicamente sostenibile e strategicamente indispensabile. Il rapporto benefici/costi pari a 1,2 e un Valore Attuale Netto Economico positivo per oltre 1,8 miliardi di euro dimostrano chiaramente che questa grande infrastruttura avrà ricadute positive e tangibili sul tessuto produttivo.

Il Ponte sullo Stretto – ha spiegato Minasi – non sarà solo un collegamento tra Calabria e Sicilia, ma un’opera capace di ridurre significativamente le distanze economiche e sociali tra il Sud e il resto del Paese. È il simbolo di un’Italia finalmente connessa e integrata, dove ogni territorio avrà le stesse opportunità di crescita e sviluppo».

«L’opera – ha aggiunto – rappresenta una risposta concreta alle esigenze di modernizzazione del Mezzogiorno: non si tratta solo di costruire un’infrastruttura, ma di realizzare un progetto che crei sinergie, attragga investimenti e renda il Sud una piattaforma logistica e turistica competitiva a livello europeo».

Grazie al Ponte sullo Stretto – ha proseguito la senatrice – si rafforzerà il ruolo strategico dell’Italia nei corridoi europei e globali, ponendo il Mezzogiorno al centro delle rotte economiche e logistiche del futuro. Questa infrastruttura rappresenta un’opportunità unica per sviluppare commercio e turismo, due pilastri fondamentali della nostra economia, e per attrarre investimenti privati e pubblici, stimolando crescita e occupazione e chi continua a negarne o a sottovalutarne l’importanza non comprende le dinamiche di un mondo sempre più interconnesso, dove infrastrutture efficienti e sostenibili sono la chiave del progresso».

«Il Ponte non è un costo – ha ribadito  Minasi – ma un investimento strategico che integra territori, favorisce lo sviluppo del Mezzogiorno e posiziona l’Italia come snodo cruciale nei corridoi europei e mediterranei. Come Lega siamo orgogliosi di sostenere un’opera di tale rilevanza, che rappresenta una vittoria per il Sud e per l’Italia intera. Il Ponte sullo Stretto non è solo un’infrastruttura: è un messaggio di fiducia e di futuro per le generazioni a venire». (rp)

Ponte, i consiglieri di minoranza di Villa S.G.: Con ok da Commissione Via smontate accuse da maggioranza

I consiglieri comunali di Forza Italia di Villa San Giovanni, Marco Santoro, Filippo Lucisano, Daniele Siclari, Stefania Calderone e Domenico De Marco, hanno evidenziato come in seguito al parere favorevole rilasciato dalla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) «è stato, definitivamente, smontato il castello accusatorio costruito da parte dell’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni, che ha cercato, attraverso un documento privo di contenuti costruttivi, di ostacolare la realizzazione del Ponte sullo Stretto».

I consiglieri di Forza Italia ritengono che questo parere, unitamente alle 62 prescrizioni contenute nel rapporto finale, rappresenti un importante passo in avanti verso l’approvazione definitiva del progetto da parte del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile), che si attende entro la fine dell’anno.

Secondo i consiglieri di Forza Italia, il progetto del Ponte sullo Stretto non è più un sogno o una proposta lontana, ma una realtà in movimento, pronta a prendere forma. La Commissione di Via ha espresso parere favorevole, condizionato a una serie di approfondimenti che, come sottolineato dagli esperti, sono del tutto normali in progetti di questa portata e verranno affrontati nella fase di progettazione esecutiva. Le prescrizioni e gli approfondimenti richiesti, infatti, riguardano principalmente aspetti ambientali, tecnici e operativi, senza che vi sia alcuna indicazione che metta in discussione la fattibilità dell’opera. Il progetto definitivo è pronto, ed è ormai chiaro che il Ponte sullo Stretto si avvia a diventare una delle opere infrastrutturali più significative per il futuro del Sud Italia.

Il gruppo di Forza Italia non nasconde la propria preoccupazione per l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni, che ha tentato di ostacolare il progetto attraverso un documento che, anziché fornire un contributo costruttivo e tecnico, si è limitato a sollevare preoccupazioni infondate e a rispondere a logiche politiche piuttosto che a reali problematiche tecniche.

«Il documento presentato dall’Amministrazione di Villa San Giovanni – hanno detto i consiglieri – non era altro che un tentativo malcelato di ostacolare il progetto del Ponte, mascherato da un presunto approfondimento tecnico. Un documento che non aveva alcun valore aggiunto rispetto a quanto già previsto dai progettisti e dagli enti coinvolti».

«Non si è cercato un confronto costruttivo – hanno sottolineato – né si sono ascoltate le voci degli esperti e dei progettisti. Piuttosto, si è preferito abbandonarsi a slogan e richieste infondate, alimentando un clima di pregiudizio nei confronti di un’opera che rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo per il nostro territorio».

I consiglieri di Forza Italia hanno poi evidenziato che, a differenza di quanto accaduto a Messina, dove il dialogo con i progettisti è stato continuo e senza oneri per la città, a Villa San Giovanni si è assistito a una forte politicizzazione della questione, con una parte della politica locale che ha messo in atto una vera e propria battaglia ideologica contro il progetto del Ponte.

I consiglieri hanno voluto chiarire ulteriormente che le 62 prescrizioni contenute nel parere favorevole della Commissione di VIA sono un fatto del tutto normale per un’opera di queste dimensioni. È importante sottolineare che, a fronte di una mole di oltre 10.000 elaborati progettuali, 40 chilometri di raccordi a terra, per l’80% in galleria, e un investimento complessivo di 13,5 miliardi di euro, solo 62 prescrizioni sono state avanzate.

Per fare un confronto, la Commissione di Via ha rilasciato 20 prescrizioni su un progetto ferroviario di 28,5 km, con un valore di 1,3 miliardi di euro. Questo rende evidente come le prescrizioni per il Ponte sullo Stretto siano perfettamente in linea con le normali prassi per progetti complessi e di grande impatto.

«Le prescrizioni della Commissione di Via sono, in gran parte, richieste di approfondimento che non pregiudicano in alcun modo la realizzazione dell’opera. Esse riguardano aspetti che sono già stati previsti dai progettisti e che verranno perfezionati nella fase successiva di progettazione esecutiva – hanno spiegato ancora i consiglieri di Forza Italia –. Non vi sono allarmi geologici o sismici, come alcuni hanno cercato di far credere, ma richieste di approfondimento su vari aspetti, dal rumore alle vibrazioni, fino agli impatti ambientali e ai siti di deposito».

I consiglieri di Forza Italia hanno concluso il loro intervento con un appello alla responsabilità politica e un monito all’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni, affinché si metta da parte l’opposizione ideologica al progetto e si ponga al servizio della comunità per tutelare gli interessi del territorio.

«Il Ponte sullo Stretto rappresenta una straordinaria opportunità per il nostro territorio – hanno sottolineato – un’opera che potrà portare sviluppo, crescita e occupazione. L’Amministrazione comunale ha il dovere di garantire che questo progetto porti il massimo delle ricadute positive per la nostra città. Ci impegneremo affinché si faccia tutto il necessario per tutelare gli espropriandi, firmare gli strumenti già pronti e garantire che la nostra comunità possa beneficiare di tutte le opportunità che questa grande infrastruttura porterà».

Infine, i consiglieri hanno ribadito che Villa San Giovanni non può permettersi di restare spettatrice del cambiamento, ma deve diventare protagonista del proprio futuro.

«Il Ponte sullo Stretto è ormai una realtà in movimento – hanno concluso – e l’Amministrazione di Villa San Giovanni deve essere parte attiva di questo processo di cambiamento, non ostacolarlo. È giunto il momento di guardare al futuro e di fare in modo che la nostra città non perda le occasioni di sviluppo che questa straordinaria opera infrastrutturale porterà». (rrc)

 

L’OPINIONE / Pino Gesmundo: Ponte, già spesi sul nulla 1,1 mld

di PINO GESMUNDO – Dal 1981 ad oggi sono stati spesi sul nulla più di un miliardo e cento milioni di euro, e appare tuttora un’incognita il costo finale dell’opera. Tra il 1981 e il 1997 sono stati spesi 135 miliardi di lire per vari studi di fattibilità iniziale.

Nel 2013 il Governo Monti liquida la società, costo 342 milioni fra penali e indennizzi, ai quali si aggiungono altri 130 milioni già spesi per altri studi di fattibilità. Pende ancora in giudizio una richiesta di risarcimento di Eurolink di 657 milioni di euro per illegittimo recesso e ci sono altri contenziosi attivi. Dal 2005 le previsioni di spesa sono più che triplicate, attestandosi ad oggi a 14,6 miliardi di euro, dato puramente indicativo, perché la scelta di procedere per fasi costruttive non permette a nessuno di quantificare l’effettivo costo del Ponte. La cosa già chiara, però, è che con l’emendamento della lega, si sottraggono 7 miliardi di euro al Fondo di coesione e sviluppo di tutto il Mezzogiorno.

L’INVG ha dovuto smentire il Governo, chiarendo che i due ricercatori hanno lavorato a titolo personale. Ma ammesso che non sia obbligatorio il parere dell’INVG, davvero l’Esecutivo intende procedere senza il parere della massima istituzione scientifica italiana sul tema? Bastano le banali previsioni del Ministro dei Trasporti?
Il CNR e l’ISPRA, poche settimane fa, hanno confermato il loro grido d’allarme sul rischio di costruire un’opera su due faglie che continuano ad allontanarsi e nel mentre la Presidente Meloni continua nel suo tentativo di procedere in deroga alla norma che viete l’edificabilità su faglie sismiche.
Già oggi 3.000 imprese sono sottoposte a procedura di esproprio e 450 nuclei familiari sono costretti a lasciare le proprie abitazioni senza nessuna prospettiva per il loro futuro.
Si fermi questo scempio e si affrontino i problemi reali del Mezzogiorno.
Si risolva definitivamente la nuova emergenza del dissesto idrogeologico e si migliori il sistema di approvvigionamento e distribuzione dell’acqua. Oggi, ad esempio, la Sicilia disperde 340 milioni di metri cubi di acqua l’anno per la vetustà del suo sistema di distribuzione e di invasi (con i suoi cittadini, che, per assurdo, hanno un indicatore tariffario fra i più alti d’Italia).
Si completi veramente l’alta velocità Salerno Reggio Calabria, si elettrifichi e si metta in sicurezza la ferrovia ionica e si completino le infrastrutture autostradali e ferroviarie siciliani e calabresi perché oggi, mentre si discute sul nulla il tempo di percorrenza tra Palermo a Siracusa con il treno è di circa 8 ore. (pg)
[Pino Gesmundo è segretario confederale Cgil]

La smentita, Stretto di Messina: Falso che sono stati spesi 1,1 mld

La Stretto di Messina Spa, tramite una nota, ha replicato alle dichiarazioni del segretario Gesmundo.

«Dal giugno del 1981, anno di costituzione della Stretto di Messina, al 2013 gli investimenti per la ricerca, lo sviluppo, gli studi di fattibilità – si legge nella nota – le progettazioni nonché l’esperimento di quattro gare internazionali sono stati pari circa 300 milioni».

«Un importo – ha concluso – assolutamente in linea con parametri internazionali nonostante il ponte sia un’opera con caratteristiche eccezionali». (rrm)

Il Comitato Ponte Subito: “Ok a impatto ambientale grande notizia”

Il Comitato Ponte Subito ha evidenziato come il via libera della Commissione Via-Vas al Ponte «conferma la bontà dell’impegno e delle competenze di progettisti, ingegneri, tecnici e scienziati che hanno lavorato alla stesura, e di recente all’aggiornamento, del grandioso progetto che unirà Calabria e Sicilia».

«Bene, anche – ha aggiunto il Comitato –le prescrizioni già richieste e numerose, che vanno nella direzione da noi sempre auspicata, cioè fornire indicazioni da parte dei tecnici che serviranno alla migliore progettazione esecutiva così come previsto dalle leggi».

«Adesso siamo molto fiduciosi – prosegue la nota – che anche l’ultimo decisivo tassello, quello del Cipess, arriverà nei tempi previsti e cioè entro la fine dell’anno, dando così il via libera ai lavori e segnando il punto di non ritorno per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, che sogniamo da decenni».

«Sono trascorsi, infatti – viene spiegato – 16 anni da quando ci siamo costituiti in un Comitato proprio per chiedere con forza la realizzazione del Ponte per favorire lo sviluppo, la crescita sociale ed economica e l’emancipazione di Calabria e Sicilia, e finalmente vediamo l’intenzione politica di recuperare tutto il tempo perduto nel governo Meloni e nel Ministro Salvini che stanno mantenendo l’impegno preso con gli elettori nella scorsa campagna elettorale».

«Dispiace assistere – si legge – alle continue bufale e fake news che dilagano anche sui giornali più autorevoli del Paese, anche nelle ultime ore con la solita favoletta del franco navigabile. La Società Stretto di Messina ha ufficialmente smentito quanto scritto da alcuni tra i principali giornali del Paese, escludendo che tra le prescrizioni del Mase ci sia quella del franco navigabile, già ampiamente chiarita da tempo. È evidente che i poteri forti del Paese remano contro la realizzazione dell’opera più importante d’Italia, il più grande investimento della storia nel Sud. Ma non abbiamo alcun dubbio che questo Governo, che ha già dimostrato perseveranza straordinaria, continui a lavorare per il bene del territorio e dei cittadini».

«Il Ponte – ha concluso Comitato Ponte Subito – rilancerà Calabria e Sicilia in una nuova dimensione, in una prospettiva totalmente diversa da quella storica fatta di emarginazione, sottosviluppo, povertà e arretratezza, elevando l’Italia ad un colosso industriale ed economico proprio grazie alla crescita del Sud che finalmente potrà competere ad armi pari rispetto al resto del territorio Nazionale una volta che sarà servito da infrastrutture e collegamenti adeguati. Il grande sogno è sempre più vicino». (rrc)