Il ministero dell’Università: Modifica a statuto Università Dante Alighieri di Reggio priva di effetti

Il ministero dell’Università e della Ricerca ha riferito come «la modifica allo Statuto dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 dicembre 2024, è priva di effetti, perché sull’approvazione di tale atto non si è esaurito il potere di controllo prescritto dalla legge in capo al Ministero dell’università e della ricerca (Mur)».

«Nel dettaglio – viene spiegato – la disciplina vigente in materia (legge 9 maggio 1989, n. 168) prevede che sulle proposte di modifiche statutarie avanzate dagli Atenei il Ministero dell’università e della ricerca eserciti il controllo di legittimità e di merito».

«Nel caso specifico dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria – continua la nota – tale potere non si è esaurito, in quanto dal MUR sono state richieste, prima che il Decreto Rettorale fosse stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, delle integrazioni documentali, necessarie e propedeutiche al completamento dell’istruttoria, che non sono state fornite».

«Pertanto, non essendo stato concluso l’iter procedimentale – conclude la nota – la modifica statutaria in questione è priva di effetti». (rrm)

REGGIO – Si presenta “Liberata” di Domenico Dara

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 17.30, all’androne del Palazzo Trapani Lombardo, sarà presentato il libro “Liberata” di Domenico Dara.

L’evento stato organizzato dal Circolo Culturale “Guglielmo Calarco” in collaborazione con  la Libreria Ubik Nuova Ave. Conversa con l’autore Fabio Cuzzola, letture a cura di Cinzia Messina

“Liberata”, l’ultimo romanzo di Dara tanto atteso dai suoi lettori, ha come protagonista Liberata Macrì, che ha un modo tutto suo di vivere: dattilografa a tempo perso, crede a quello che non si vede, convinta che sia l’invisibile la vera misura del mondo. E sogna a occhi aperti sulle pagine dei fotoromanzi che colleziona e custodisce con cura, soprattutto se il protagonista è Franco Gasparri, l’attore che ama con completa devozione. In anni di profondo cambiamento, segnati dalla violenza nelle piazze e dalla strategia del terrore – ma anche dalle conquiste che rendono le donne più autonome e consapevoli del proprio posto nel mondo –, Liberata vive una metamorfosi, proprio come quegli insetti collezionati dal padre che dimostrano, sempre e comunque, come per divenire adulti si debba sacrificare e perdere una parte di sé.

Domenico Dara con “Liberata” evoca un mondo in cui le persone e le cose apparentemente più semplici racchiudono saggezze, sollevando il velo del quotidiano per farne sprigionare l’incanto. E in quell’incanto noi lettori avventurosamente, dolcemente, ci immergiamo. (rrc)

REGGIO – Al Planetario conversazione con il chimico Giuseppe Alonci

Domani sera, a Reggio, al Planetarium Pythagoras, si parlerà di chimica e astronomia con l’incontro dal titolo “L’universo è un posto semplice, almeno chimicamente. O forse no?” con il dottor Giuseppe Alonci, chimico e direttore di Ricerca e Sviluppo.

«All’inizio – scrive lo staff scientifico nella presentazione dell’evento – l’Universo conteneva idrogeno, più due o tre altri elementi. Oggi siamo circondati da una moltitudine di elementi chimici ed innumerevoli composti che sono riusciti a organizzarsi fino a costruire forme di vita complesse come gli esseri umani».

«Come è avvenuta questa evoluzione? – continua la nota –. Dove nascono gli elementi e cosa tiene insieme i «mattoni della vita»? Perché sono così concentrati sul nostro pianeta e non ugualmente distribuiti nello spazio? Dietro alla nascita della vita sulla Terra, cosa si nasconde? Cosa può dirci la chimica sulla composizione di una cometa? Qual è il legame tra astronomia e chimica? Due scienze apparentemente distanti, eppure così connesse. Da questa domanda, il dottor Alonci intraprenderà un viaggio appassionante e misterioso tra chimica, astronomia, fisica e vita quotidiana accompagnando il pubblico in un viaggio tra molecole e pianeti, offrendo una comprensione più profonda dei meccanismi che regolano l’Universo, evidenziando come la chimica riesce a connettere lo studio sulla nascita della vita allo studio della natura nei suoi componenti assolutamente fondamentali».

Se le condizioni metereologiche lo consentiranno, lo Staff del Planetario guiderà il pubblico all’osservazione del cielo con gli strumenti. L’ingresso è libero e gratuito. (rrc)

CALABRIA, DISAGIO SOCIALE ED ECONOMIA
AL PALO: INTERVENIRE, NON BASTA LA FEDE

di EMILIO ERRIGO  – Nell’anno del Giubileo, il popolo della Calabria non sembra godere di tanta buona fede religiosa necessaria per superare le complesse e complicate avversità che la vita riserva a ognuno di loro.

Appare come se fosse intrappolato in errori umani di valutazione della vita reale di tutti i giorni, incapace di intraprendere iniziative di  pregio relazionale, che  dovrebbero condurre a soluzioni pacificanti e riconcilianti con quanti si oppongono alle indifferenze e prepotenze altrui,  da ritenersi ingiuste e prive di umanità.

La gente di animo buono che, numerosissima, vive nel disagio sociale nei luoghi più disparati delle periferie più distanti dai centri delle sedi dei 97 Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria, necessità di ogni cosa che sia considerata bene comune e pubblico servizio, dall’acqua potabile, strade sicure, rete idrica sufficiente e sistemi adeguati di raccolta rifiuti, collettamento e trattamento dei reflui urbani, assistenza medica domiciliare, presidi sanitari di pronto soccorso ed altri servizi di pubblica necessità e igiene che rendano le Comunità autosufficienti e sicure  per la soddisfazione da ogni bisogno pubblico e privato.

I disagi sociali ed economici sono tanti e meritano più attenzione. Le belle e suggestive fiumare di un tempo e adiacenti aree golenali, sono oramai divenute delle vere e proprie discariche a cielo aperto di rifiuti di ogni genere e categoria di pericolosità e tossicità, sono scarsamente vigilate tecnicamente ispezionate costantemente, manutenzionate e periodicamente bonificate, con il conseguente rischio e pericolo incombente che al sopraggiungere di eventi meteorologici avversi e piogge temporalesche durature per più giorni, le esondazioni delle acque dagli argini dove ancora esistono, creino danni incommisurabile.

Le tante aree alluvionabili sono esposte all’incombente serio pericolo che si ripetano le cause delle alluvioni mortali e i disastri ambientali degli anni 1950-1954.

Le alluvioni fangose  di Africo e delle periferie di Reggio Calabria, San Gregorio, Ravagnese, Arangea, Saracinello, Mortara, San Leo, Occhio di Pellaro e Pellaro e non dovrebbero essere e rappresentare solo, un triste e indimenticabile ricordo delle conseguenze dell’incuria, indifferenza, disattenzione, imprudenza, negligenza e imperizia umana di chi avrebbe dovuto agire e operare, per prevedere e prevenire quei disastri e distruzioni dei territori incurati e  abitanti  dimenticati dagli uomini e dalla Fede Cristiana.

Benedetto XIV nella Enciclica firmata  a Roma,  a Santa Maria Maggiore, l’8 settembre del 1745, anno sesto del Pontificato, dal titolo significativo “Gravissimum Supremi“, rivolgendosi ai Venerabili Fratelli Arcivescovi, Vescovi e Ordinari del Regno Napoletano, scriveva: “Il poderoso ministero del Supremo Apostolato, che Ci fu conferito senza merito, richiede soprattutto due elementi:

– primo condurre ad abbracciare la Santa Religione quei popoli che non l’hanno mai ricevuta o dopo che dopo averla ricevuta, per una miseria, infelice sciagura, la perdettero;

secondo, che la Religione stessa acquisita venga diligentemente mantenuta in quei luoghi nei quali è conservata integra per Divina Provvidenza.

In verità i Romani Pontefici Nostri Predecessori, per rispondere a questo dovere, scelsero in ogni epoca uomini eminenti per pietà e dottrina per diffondere in ogni continente la Fede Cattolica.

Anche Noi abbiamo seguito lo stesso pensiero ogni volta che giunsero alle nostre orecchie le lamentele dei Fedeli affinché con lo zelo attenuassimo le note negligenze prima di presentarci al Giudice Supremo. Infatti abbiamo designato Visitatori muniti di autorità pontificia che riconducessero alla pristina disciplina, dove fosse necessario. Comprendiamo le difficoltà che frenano i Missionari dal recarsi presso i Sanniti e i Calabri. Tuttavia, essendovi in quei luoghi i Padri Domenicani e i Gesuiti, i loro Generali per ordine Nostro raduneranno i Provinciali, affinché scelgano alcuni di loro uomini, che colà facciamo Missioni, senza alcun compenso da parte del clero o dei pubblici amministratori, quando fanno le missioni. I loro nomi saranno comunicati al Cardinale Spinello, a cui si rivolgeranno i Vescovi del Sannio e della Calabria, affinché  le Missioni si svolgano regolarmente nelle loro Diocesi, come fuor dubbio confidiamo accadrà nelle Diocesi che non sono molto lontane della Città di Napoli. Così il popolo, toccato dalla vostra presenza e della vostra virtù, sarà più infervorato ad imboccare la strada del Signore”.

Sono trascorsi oltre 3 secoli dal 17 settembre 1745, ma le realtà di quei “luoghi del Sannio e della Calabria”, non sono affatto e per nulla o poco mutati, anzi  parrebbero addirittura peggiorati!

Forse occorre l’intervento con una Enciclica di Papa Francesco per lenire i disagi e le difficoltà umane che devono fronteggiare, ogni giorno e notte, gli abitanti di moltissimi luoghi periferici dei 97 Comuni Metropolitani, perché credo e mi sono convinto, che da solo per quanto ce la possa mettere tutta, il caro sindaco della Nostra Città Metropolitana di Reggio Calabria, e chiunque altro gli subentrerà quale futuro sindaco, da soli e in assenza del sostegno, aiuto e opere di missioni degli Arcivescovi, Vescovi e coinvolgimento diretto dei due Presidenti delle Autorità dei Sistemi Portuali, dello Stretto e del Mare Tirreno Meridionale e dello Ionio, dei  Magnifici Rettori e Professori Ordinari  delle Università della Calabria, nessuno potrà pensare di rianimare e diffondere la speranza  in un futuro più giusto, migliore, onesto, sicuro e così agendo, adoperarsi in ogni modo e con tutte le forze, per  diffondere la Fede e rianimare la speranza necessaria a Reggio Calabria – Città Metropolitana d’Italia. (ee)

(Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria è docente universitario, studioso di diritto internazionale all’ambiente e dell’ambiente, attuale Commissario Straordinario delegato di Governo per il Sito di Interesse Nazionale di Crotone-Cassano All’Ionio e Cerchiara di Calabria)

REGGIO – Domani si presenta il libro “Portami al mare”

Si intitola Portami al mare, in viaggio per la Calabria con il Garante della Salute, tra diritti negati e speranze ritrovate, il libro di Domenico Latino, che sarà presentato domani, a Reggio, nella Sala “Federica Monteleone” del Consiglio regionale, alle 16.

Dieci storie vere. Dieci frammenti di vita, raccolti dal giornalista e portavoce dell’Ufficio, Domenico Latino, che racchiudono la forza di chi lotta per i propri diritti e la determinazione di chi non si arrende. All’evento, coordinato dalla stessa Garante Anna Maria Stanganelli, interverranno il magistrato Luciano Gerardis, già presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria; l’editore, Marco Marchese e l’autore, Domenico Latino. Con loro dialogheranno i protagonisti delle storie narrate, i medici che hanno supportato la Garante nella risoluzione dei casi e gli operatori dell’informazione che ne hanno acceso i riflettori. Previsti degli intermezzi musicali al pianoforte, a cura di Antonio Ruoppolo.

In una Calabria sospesa tra bellezza e difficoltà, l’autore del libro, edito da Officine editoriali da Cleto, ci guida attraverso un percorso fatto di sofferenze, speranze e risultati raggiunti grazie all’impegno della Garante della Salute, protagonista di un approccio costruttivo nel risolvere casi complessi. Ogni capitolo è un viaggio nel cuore di un sistema sanitario vulnerabile, tra sfide apparentemente insormontabili e conquiste che ridanno dignità e fiducia a chi ne ha più bisogno. In due anni di mandato, la Garante affronta storie che sembrano senza via d’uscita.

Dai bambini come Mariano, affetto da una rara malattia che limita la sua libertà di muoversi; Gabriele, un’anima fragile alla ricerca di un luogo dove essere accolto; Manuel, che, in lista d’attesa per un intervento alle tonsille, riesce a operarsi nella sua regione, senza dover affrontare lunghi viaggi, alle storie di adulti come il signor Giuseppe, prigioniero in casa senza una carrozzina adeguata o Placido, paziente oncologico in attesa di una terapia salvavita, passando per le battaglie contro l’inquinamento dei comitati di quartiere.

Altre storie portano il lettore nelle vite di Sara, che lotta per l’ottenimento di ausili essenziali; Francesco, giovane avvocato che nutre il sogno della paternità; Luigi, portatore delle istanze dei pazienti colpiti da fibrosi polmonare idiopatica. Infine, c’è Luca, nato con una malattia degenerativa che si batte con forza per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità, dimostrando che la voce di uno può accendere la speranza per molti. Con empatia e concretezza, Anna Maria Stanganelli lavora fianco a fianco ad autorità sanitarie, medici, associazioni e cittadini, spesso con il supporto dei giornalisti locali, vere e proprie “sentinelle” del territorio, ottenendo risultati tangibili e costruendo ponti di solidarietà.

Ogni racconto è un mosaico di emozioni in cui il mare, filo conduttore di queste storie, rappresenta la possibilità di ritrovare serenità dopo ogni tempesta. Le dieci storie raccontate nel libro rappresentano solo una piccola parte del lavoro preso in carico dall’Ufficio del Garante regionale della Salute; al di fuori delle sue pagine c’è tutto il resto di un impegno quotidiano che non si esaurisce con la risoluzione di un singolo caso.

Il volume contiene due prefazioni a cura del prof. Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) e di Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano All’Jonio e vicepresidente della Cei mentre la postfazione è stata redatta dal magistrato Luciano Gerardis. (rrc)

 

REGGIO – Riunito il Consiglio comunale: via libera allo Ius Scholae

Il consiglio comunale di Reggio Calabria ha approvato la mozione sullo Ius Scholae.

La mozione, proposta dai consiglieri Filippo Burrone, Carmelo Versace e Antonino Castorina, che ha relazionato in Aula, ha lo scopo di sollecitare formalmente il Governo e il Parlamento affinché venga esaminata e approvata una riforma della legge sulla cittadinanza che riconosca tale diritto ai minori stranieri nati o arrivati in Italia in giovane età che abbiano completato almeno un ciclo scolastico di cinque anni nel nostro Paese.

L’assemblea si è aperta con un minuto di silenzio (su invito del consigliere Giuseppe Marino) in ricordo dei dipendenti del Comune Pierluigi D’Apice, Lorenzo Alampi e Nicola Sergio, scomparsi nel corso dell’ultimo anno. L’Aula ha espresso cordoglio anche ai consiglieri Giovanni Latella e Marcantonino Malara per la perdita di loro congiunti.

Nella fase preliminare della seduta si è registrato l’intervento del consigliere Antonino Minicuci che, tra le altre cose, ha auspicato che la magistratura giudicante riesca ad esprimersi prima delle prossime elezioni rispetto all’inchiesta relativa a quelle del 2020, dando poi il via a un ulteriore dibattito politico sulla recente classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita. Ne è seguito un botta e risposta tra l’opposizione (intervenuta per bocca, oltre che di Minicuci, dei consiglieri Demetrio Marino, Massimo Ripepi e Giuseppe De Biasi) e la maggioranza (con gli interventi di Filippo Quartuccio, Giuseppe Marino, Francesco Barreca e Filippo Burrone).

A chiudere il dibattito l’intervento del sindaco Giuseppe Falcomatà che ha risposto alle questioni sollevate dagli esponenti dell’opposizione a partire proprio dalla classifica del Sole 24 ore, per poi spaziare sull’argomento del ricorso rispetto alla procedura Via-Vas relativa al progetto del Ponte sullo Stretto e sui progetti inerenti i campus universitari in città; il primo cittadino ha fatto riferimento non solo a quello annunciato recentemente da 4 milioni di euro, ma ha invocato chiarezza anche su quello da 90 milioni di euro che doveva essere realizzato a Saline Joniche, specificando che quello da 4 milioni di euro riguarderebbe più che altro un’acquisizione immobiliare e non la realizzazione di un vero e proprio campus.

Il Consiglio comunale ha, poi, approvato a maggioranza 48 dei 49 punti previsti all’ordine del giorno. Il primo, su cui ha relazionato il dirigente Francesco Consiglio, riguarda la ratifica della delibera di Giunta comunale n. 205 del 9 novembre scorso con cui si è dato via libera a una variazione d’urgenza al Bilancio di previsione 2024/2026 relativa a una quota vincolata del risultato di amministrazione per l’importo complessivo di 5.843.736,65 euro, dei quali 4.773.208,91 euro per la parte capitale e 1.070.527,74 euro per la parte corrente.

Approvati anche la ricognizione annuale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, la ricognizione periodica delle partecipazioni pubbliche al 31 dicembre 2023 e i patti parasociali per l’esercizio del controllo analogo congiunto sulla società Atam Spa, punti sui quali ha relazionato la dirigente Gerolama Daniela Roschetti.

I consiglieri di opposizione hanno lasciato l’Aula dopo la discussione del secondo punto all’odg, di seguito il Consiglio ha dato il via libera, con alcune astensioni su singoli punti, al riconoscimento di oltre 40 debiti fuori bilancio. (rrc)

A Reggio una rappresentanza dell’associazione Cina-Italia di Shanghai

È stata ricevuta, a Palazzo Alvaro di Reggio Calabria, una rappresentanza dell’Associazione Cina-Italia di Shanghai, in rappresentanza del governo popolare municipale di Zhenjiang.

«Ritengo sia stato un momento importante ed interessante, il primo di una serie di incontri che faremo in futuro con i rappresentanti del governo cinese. Per questo ringrazio gli amici cinesi ed italiani oggi ricevuti alla Città metropolitana», ha detto il consigliere metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Ranuccio, nel ricevere il senatore Giuseppe Zhu, presidente dell’associazione Cina-Italia di Shanghai, Wu Dongjin, vicepresidente della Camera di commercio Jiangsu e la consultante dell’Associazione Cina-Italia di Shanghai, Alessandra Ravelli. Insieme al consigliere Ranuccio erano presenti anche la dirigente della Città metropolitana, Giuseppina Attanasio e la funzionaria Anna Maria Franco.
La delegazione cinese ha rappresentato il governo popolare municipale di Zhenjiang e si trova nel circolo economico di Shanghai e nel circolo metropolitano di Nanchino. «Abbiamo valutato positivamente questa visita nella nostra sede istituzionale – ha aggiunto Ranuccio – l’incontro è stato utile per avviare una serie di azioni che possono portare ad un gemellaggio, una partnership che punti sul turismo, sulla valorizzazione delle nostro territorio anche sotto il profilo culturale, turistico ma non solo. Abbiamo ipotizzato anche scambi commerciali, professionali e di formazione che uniscano le nostre esperienze con le loro».
«Contiamo di rivederci nei primi mesi del 2025 – ha detto Ranuccio – in quell’occasione avremo modo di mostrare, avendo più tempo a disposizione, le nostre straordinarie ricchezze turistiche, culturali paesaggistiche. Sono sicuro che avvieremo una collaborazione importante per scambiarci, non solo idee e professionalità, ma anche per valorizzare e far nascere – ha concluso – grandi occasioni di crescita e di sviluppo per l’intera area metropolitana».
Il senatore Giuseppe Zhu si è mostrato molto interessato dal territorio reggino «un’area molto ricca di risorse turistiche e culturali – ha detto – sono felice di essere qua. Mi impegnerò a promuovere rapporti di amicizia tra la vostra terra e l’area cinese che rappresento. Spero di poter realizzare un ulteriore incontro, insieme ad una delegazione ufficiale del governo popolare municipale di Zhenjiang insieme al vostro sindaco, per poter realizzare concretamente qualche progetto di collaborazione».
La delegazione dell’associazione Cina-Italia di Shanghai ha fatto visita anche ad alcuni territori dell’area jonica della Città Metropolitana di Reggio Calabria ed è stata ricevuta dal sindaco di Siderno Mariateresa Fragomeni. (rrc)

L’OPINIONE / Paolo Bolano: Cari amministratori, non fate morire Reggio e la Calabria

di PAOLO BOLANO – Buongiorno. Auguri di Buone Feste. Questa mattina ho un’idea, non è originale, lo dico subito. Amministratori comunali meridionali fateci un pensierino. Succede che anche il Nord piange, ma reagisce. Vediamo come. Parlo di un paesino interno della Liguria. Meno di duemila abitanti. Si chiama: “Isola del Cantone”.

Il sindaco si è presentato con una lista civica e ha preso il 65 per cento dei voti. Il programma? Non fare morire il paese. Vogliono mantenere in vita il paese dove sono nati e cresciuti e vogliono restare. Quindi, i “Restanti” si danno da fare. Sentite e se volete tremate. Sindaco, Assessori, consiglieri hanno messo a disposizione della comunità lo stipendio di amministratori. Non sembra vero. Forse un altro mondo è possibile.

Il Comune non ha i soldi per i servizi e per fare bello il paese? Subito arrivano i soccorsi dei cittadini. La maestra del doposcuola la pagano i cittadini amministratori. Le buche però delle strade, le erbacce che crescono ai lati delle vie del paese, un aiuto alla casa per anziani, la pulizia delle strade, il rubinetto del bagno della scuola che non funziona, l’impianto elettrico, imbiancare le pareti per avere un paese bello ecc. ecco che arrivano i volontari del paese.

Sono vecchi alpini, iscritti all’Anpi, cittadini comuni di tutte le provenienze: sono liguri, argentini, rumeni, marocchini ecc. Tutti aiutano. Vogliono mantenere in vita il paese. Una grande famiglia semplice e allegra. Dimenticavo. Questi cittadini dell’entroterra ligure curano gli orti, c’è il fieno d’estate da raccogliere, in autunno la legna. Insomma si fa tutto per non morire.

L’Italia dei piccoli comuni con il dissesto idrogeologico dove i servizi sono una priorità reagisce alla politica che, in questi anni, è stata sempre assente. A questo punto invito gli Amministratori dei paesi interni della Calabria e del Mezzogiorno a riflettere su questa idea che viene dal Nord.

Agli amministratori della città di Reggio Calabria consiglio di aprire un dibattito nelle periferie e seguire l’esempio che viene dal Nord. Reggio muore. È ultima in tutte le statistiche nazionali. I giornali nazionali hanno appena aperto le prime pagine con queste notizie.

È una vergogna per chi amministra la città. I giovani vanno via, i quartieri sono spopolati. Benedetto sia il nostro Dio. Volete svegliarvi dal sonno di questi ultimi decenni? Volete invertire la rotta? Lo so che è difficile e l’egoismo è duro a morire. Ma qui a Reggio Calabria ne va per la stessa esistenza della città. Avanti! Non ho altri consigli da dare. Ma il mio obiettivo di “Restante” è di non fare morire Reggio e la Calabria. Almeno proviamoci. (pb)

A Reggio e Locri lo spettacolo “Tra le note e i ricordi”

Il 28 dicembre, a Locri, all’Auditorio Palazzo della Cultura, alle 21, Katia Riscelli andrà in scena con “Tra le note e i ricordi”, mentre il 29 dicembre alle 20 all’Auditorium Zanotti Bianco di Reggio.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 31esima Stagione Teatrale della Locride 2024 a cura del Centro Teatrale Meridionale e del T.C.A. Teatri calabresi associati.

La pièce  è un viaggio intimo e coinvolgente nella straordinaria carriera di Katia Ricciarelli, soprano di fama internazionale ma anche attrice di successo, che si racconta attraverso parole, musica ed emozioni, guidata dal maestro Leonardo Quadrini al pianoforte, accompagnata da un quartetto d’archi e impreziosita dalla voce del tenore Aldo Gallone.

Lo spettacolo, in forma di racconto e di testimonianza di una delle cantanti liriche più famose e amate al mondo, sarà un’occasione unica per il pubblico calabrese, grazie al lavoro del direttore artistico Domenico Pantano.

«Ogni anno ci impegniamo a progettare un cartellone che non solo rifletta la ricchezza e la varietà del panorama teatrale contemporaneo– ha detto Pantano – ma che stimoli anche il pensiero, l’emozione e la riflessione».

«La nostra programmazione spazia da classici rivisitati con linguaggi moderni a nuove produzioni, frutto del lavoro di autori emergenti e registi di grande talento», ha detto ancora Pantano, sottolineando come «il teatro, come sempre, diventa un luogo di confronto, di dialogo tra generazioni e culture diverse. Il teatro è un’arte che vive nel presente, e noi vogliamo che ogni spettacolo offra al pubblico un’esperienza che sia tanto intellettuale quanto emotiva, coinvolgente e memorabile». (rrc)

A Reggio una serata memorabile con il concerto di Sergio Cammariere

È stato un concerto emozionante e indimenticabile quello di Sergio Cammariere al Museo Archeologico di Reggio Calabria, proprio davanti ai Bronzi di Riace.

In una Piazza Orsi gremita, com’è chiamato il piazzale interno del Museo, si è vissuta una serata dall’atmosfera magica, indescrivibile, intrisa di musica e poesia.

Il cantautore crotonese, oramai tra i più grandi della musica d’autore italiana, accompagnato dal suo immancabile pianoforte, dalla brava e raffinata violoncellista Giovanna Famulari e dal virtuoso sassofonista Daniele Tittarelli, ha stregato tutti; non solo il pubblico che ha esaurito i biglietti in meno di mezz’ora, ma anche i due mitici guerrieri che, nel vortice di emozioni trasmesse dalla splendida sequenza di brani, sono apparsi animati, partecipi e consapevoli di contribuire a rendere memorabile l’evento. Annunciato come un concerto unico, destinato a scrivere una pagina storica del fortunato binomio tra musica e cultura in Calabria, è andato anche ben oltre, superando ogni attesa per la capacità di emozionare, quasi inebriare, il numeroso pubblico, immergendolo in un viaggio musicale di sensazioni, suggestioni, sentimenti puri.

La serata è stata aperta dall’intervento del Direttore del Museo Fabrizio Sudano, che ha presentato il progetto “Museo in Fest”, la serie di eventi che lo trasformeranno in una preziosa location teatrale. Dopo aver ringraziato Claudia Ventura, responsabile dell’Area Valorizzazione, tutto lo staff del Museo e Ruggero Pegna, a cui ha affidato la direzione artistica, ha dato il via al concerto, iniziato con uno dei brani più amati dallo stesso musicista, “Sorella mia”.

Uno dietro l’altro, sono arrivate altre perle della sua ricchissima discografia, che raccoglie ben 15 album, tra cui una raccolta e due dal vivo, sei colonne sonore, un numero innumerevole di grandi successi: da “Non mi lasciare qui” a “L’amore non si spiega”, passando per “Valzer di chimere“, “Tempo perduto”, “Cantautore piccolino”, brano seguito da applausi interminabili.  Una menzione speciale merita l’angolo di profonde suggestioni trasmesse da brani come “Capocolonna”, il luogo dei ricordi del cantautore crotonese, cuore della Magna Graecia, dove forse erano diretti i Bronzi nel loro viaggio per il Mediterraneo. Non meno emozionante l’esecuzione di “Padre della notte”, che Cammariere esegue sempre con una partecipazione viscerale e contagiosa, fino a commuoversi e commuovere. “Tutto quello che un uomo”, brano incluso anche da Mina in un suo album, cantato come sempre insieme al pubblico, e “Dalla pace del mare lontano”, che evoca mirabilmente sentimenti e desideri universali di pace, hanno chiuso il concerto in un vortice di pulsazioni travolgenti, incastonando l’intera serata in un angolo del cuore di ogni spettatore.

«Grazie a tutti, a chi mi ha voluto in questo luogo fantastico che porterò sempre con me… È stato bellissimo, buon Natale!», visibilmente emozionato ha stretto a sé i magnifici musicisti che hanno impreziosito il concerto, mentre Piazza Orsi gli tributava scroscianti applausi e una lunga standing ovation, nell’immediata percezione di aver vissuto qualcosa di unico.

Perfetta l’organizzazione del Museo e bravissimi i tecnici della Show Net,  capaci di assicurare suoni perfetti in un ambiente acusticamente complesso.

Dopo il live di Cammariere, Museo in fest proseguirà domani, 26 dicembre alle 18, con il concerto di Vincent Bohanan & The Sound of Victory, il più grande gruppo Gospel dell’area metropolitana newyorchese, da Brooklyn al Bronx, tra i più prestigiosi, sold out da giorni.

Ingresso libero, invece, il 5 gennaio alle 18, vigilia dell’Epifania, quando “Museo in Fest” si sposterà all’esterno, in Piazza De Nava, per “Zoé, il Principio della Vita”, un evento spettacolare del “Piccolo Nuovo Teatro” di Bastia Umbra, tra le più note compagnie internazionali di Teatro Urbano, che mette insieme testi suggestivi, artisti di strada tra i più originali, danza aerea e su trampoli, giocoleria, ma anche nuove macchine sceniche, effettistica luminosa e pirotecnica, basi musicali a tema, costumi ammalianti. “Zoé” è uno spettacolo affascinante che ha come tema il rapporto tra Uomo e Natura. Tutte le informazioni sono reperibili al sito ufficiale del Museo.