Magorno (IV): Buon lavoro a Roberto Occhiuto

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, ha augurato un buon lavoro al nuovo Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, «che ha vinto queste elezioni con un’importante percentuale di consensi».

«Roberto Occhiuto, con il suo impegno – ha concluso – seguirà la rotta indicata dalla preziosa esperienza di governo di Jole Santelli. La Calabria è una terra meravigliosa, la speranza di tutti è realizzare un futuro migliore». (rp)

Auddino (M5S): Importante visita di Conte al Porto di Gioia Tauro

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha sottolineato come «l’incontro del Presidente Giuseppe Conte dopodomani a Gioia Tauro con i cittadini e i portuali, in particolare, davanti al Gate, luogo simbolo di tante battaglie dei lavoratori, è molto importante perché conferma l’interesse del M5S per lo scalo gioiese».

«Il rilancio del porto – ha aggiunto – con poderosi investimenti sta portando risultati sorprendenti e sotto gli occhi di tutti: il Porto di Gioia Tauro oggi è il primo scalo di transhipment d’Italia, operativo 24 ore su 24, permettendo l’ormeggio senza sosta e assicurando il trasbordo container anche a tre mega navi contemporaneamente. Tutto questo è frutto di un grande lavoro svolto con leale spirito di gruppo, con costanza e impegno dall’inizio della legislatura insieme al Premier Conte».

«Fin dal 2018 – ha detto ancora – al lavoro con il Governo sulle problematiche inerenti al porto, grazie al premuroso interesse dimostrato fin da subito dall’ex ministro Danilo Toninelli (recatosi più volte a Gioia Tauro) e grazie all’attenzione dell’allora Presidente del Consiglio Conte, insieme all’allora Commissario Andrea Agostinelli, (oggi Presidente dell’Autorità Portuale), abbiamo fatto in modo che il porto esprimesse quel potenziale enorme che ho intravisto fin da subito, appena eletto».

«Abbiamo rilanciato – ha spiegato ancora – la realtà portuale con un trend in continua crescita nonostante l’emergenza sanitaria in atto – aggiunge il senatore. Il nuovo Rapporto 2021 ‘Italian Maritime Economy’ Di Srm (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), che ha analizzato gli impatti della pandemia sull’economia marittima, attesta che il Porto di Gioia Tauro durante la pandemia ha mostrato una spiccata resilienza rispetto ad altri porti registrando nel 2020 un’impennata dei volumi di traffico». 

«Lo scalo gioiese nel corso del 2020 – ha proseguito – nonostante il lockdown, ha registrato un aumento dei volumi del +26% rispetto al 2019, con un traffico di container di oltre 3 milioni. Grazie principalmente all’ottima performance di Gioia Tauro, nel primo trimestre 2021, l’import – export via mare ha registrato un incremento del +3%. Ciò dimostra che la Calabria può contribuire, davvero, alla crescita dell’intero Mezzogiorno e che il motore di sviluppo del sistema economico calabrese ha la sua centralità nella infrastruttura portuale di Gioia Tauro, come sostengo da sempre». 

«I risultati sono sorprendenti – ha concluso – e non posso che essere soddisfatto ed orgoglioso del lavoro svolto fin qui. Continuerò a lavorare ed a mantenere alta l’attenzione sul Porto perché sono convinto che da qui passino delle ottime chanches di sviluppo per la Calabria, per il Meridione e per tutto il Paese». (rp)


Granato (Alt. C’è): Abramo chiarisca su somma di denaro per Catanzaro Città dello Sport

La senatrice de L’Alternativa c’èBianca Laura Granato, ha chiesto che il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, chiarisca in merito alla somma di denaro da versare per il riconoscimento di Catanzaro a Città Europea dello Sport 2023.

«Il sindaco di Catanzaro e tutta l’amministrazione – ha detto Granato – piangono di gioia perché il Capoluogo di Regione, e anche Rende e sembra anche qualche altra città in Italia, sarà Città dello Sport 2023. Anche noi gioiamo, ma solo perché arrivano dei segni di vita da Palazzo de Nobili, già da settimane intontito dalla campagna elettorale, imbavagliato da santini e fac simili, narcotizzato dall’attesa di quello che succederà dopo. Con buona pace dei cittadini che devono aspettare la ripresa di un’attività che possa garantire loro servizi di qualità e quelli per cui pagano le tasse».

«E, poi – ha proseguito – piangiamo e basta perché si continua ad esaltare questo riconoscimento che arriva dall’Aces come se Catanzaro fosse stata inserita nell’elenco delle città che possono aspirare al Nobel per la pace, invece esultiamo per un titolo che a quanto pare viene dato da un’associazione no-profit, ma che per la candidatura vuole 2.350 in denaro. Risulta vera questa informazione caro sindaco? Non a caso ci sono anche altre città dello Sport in giro per l’Italia. Non è compito nostro sindacare l’operato dei commissari che ispezionano le strutture sportive di Catanzaro dipingendole come all’avanguardia e pronte ad ospitare le Olimpiadi».

«Ma conterà qualcosa che non ci sono spazi a misura di disabili? – ha concluso la Granato –. Che non c’è traccia di una programmazione in grado di coinvolgere le associazioni sportive che ogni anno faticano a rimanere in piedi perché non riescono a sopportare i costi delle sedi dove allenarsi; non abbiamo notizie di una regolamentazione che permetta a tutti di accedere ad impianti sportivi  a norma, in sicurezza. Non metto in dubbio che Catanzaro sia una città ricca di strutture sportive e che arriveranno finanziamenti per realizzarne degli altri e stratosferici: il problema è la gestione, per evitare che il degrado e l’incuria cancellino ogni opportunità di utilizzo per mancanza di manutenzione. Vorremmo avere delle risposte anche su questo». (rp)

Granato (Alt. c’è): Rischio che gli alunni non vaccinati vengano bullizzati

La senatrice di Alternativa c’èBianca Laura Granato, ha dichiarato, a seguito della conferenza stampa del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che «si corre il rischio che gli alunni non vaccinati vengano bullizzati».

«Il ministro della scuola ‘affettuosa non caramellosa’ – ha spiegato – con un’aria da lupo travestito da agnello, ha detto candidamente in conferenza stampa che “se tutti in classe saranno vaccinati allora i ragazzi potranno togliersi le mascherine”, ovviamente sapendo bene  che i bambini o i ragazzi non vaccinati saranno così ignobilmente bullizzati da pregare i genitori perché li facciano vaccinare».

«Sistema di carota e bastone analogo a quello che hanno utilizzato per portare alla vaccinazione i giovani tra i 20 e i 40 anni – ha detto ancora – solo che qui si tratta di minori, soggetti privi di capacità giuridica, fragili. Siamo arrivati ormai al capolinea. Innanzitutto non può essere consentito alle scuole di accedere ai dati personali degli studenti come l’eventuale effettuata vaccinazione, dato che non parliamo di vaccinazioni obbligatorie».

«Se poi dovessero sorgere fenomeni di bullismo a causa di eventi correlati a queste discriminazioni – ha detto ancora – un’onda incontrollata di denunce travolgerà le comunità scolastiche. E non si tratterà dei soliti ricorsi di associazioni affiliate o sponsorizzate sottobanco dal governo per far finire le legittime proteste sul binario morto, come quelli finora portati avanti di fronte al Tar, perdenti in partenza, col duplice fine di acquisire consensi, inducendo la gente alla rassegnazione. Sento già parlare di genitori che vogliono organizzarsi per richiedere e attuare l’istruzione parentale. Prevedo uno scontro sociale di ingenti proporzioni se si toccheranno i minori.  Sarebbe una catastrofe formativa e sociale».

«Noi docenti – ha rimarcato ancora – che crediamo nell’inclusione quale fondamento pedagogico su cui abbiamo sempre basato il nostro lavoro non possiamo accettare tutto questo, per una paura che, a questo punto, c’è ragione di ritenere sempre meno fondata, dato che il contenimento della pandemia, dalle misure messe in campo, pare l’ultima preoccupazione del governo».

«Prevedere, infatti – ha spiegato ancora – le mascherine sui mezzi di trasporto e nei luoghi chiusi tra soggetti tutti dotati di Green Pass e poi fare altro nelle aule scolastiche, in assenza di distanziamento obbligatorio, è una delle tante incoerenze e incongruenze  che fanno chiaramente intendere quale sia il subdolo piano sotteso alla “scuola affettuosa del sorriso” del Ministro Bianchi. O il pericolo del virus non esiste più, o l’obiettivo del governo non è certo quello di contenerlo e mantenere le scuole aperte. Evidentemente serve carne fresca su cui sperimentare il siero salvifico”».

«Siccome – ha concluso – si sa benissimo che proprio negli ambienti frequentati da soli muniti di Pass verde il virus circola che è una bellezza (vedi caso Rsa Longobucco) , anche la salute dei docenti plurivaccinati è, a rigore, a rischio. Infatti sono gli stessi bugiardini dei vaccini che raccomandano di non dismettere dpi e distanze di sicurezza – conclude Granato -. Confido che, toccato il fondo, ci sia uno scatto di dignità e di solidarietà all’interno della comunità educante tale da porre un argine a tali discriminazioni che sono l’antitesi del modello pedagogico che perseguiamo da sempre». (rp)

Siclari (FI): Aeroporto, qual è la programmazione commerciale?

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, riconoscendo che «l’ottenimento del finanziamento di 25 milioni di euro per l’aeroporto è stato sicuramente un successo importante del partito e del gruppo parlamentare di Forza Italia, guidato alla Camera da Mario Occhiuto», ha sottolineato come, in termini di programmazione commerciale, «da parte della governance di Sacal, non si comprende quale sarà il destino, in termini di successo e di crescita, dello scalo reggino».

«È giusto progettare la ristrutturazione e il restyling dell’aeroporto – ha aggiunto – ma questo deve essere accompagnato dal rilancio dell’infrastruttura aeroportuale attraverso l’individuazione di un ruolo strategico del nostro scalo, e di una programmazione commerciale in grado di incoraggiare i turisti e le aziende a visitare i nostri territori.
La mia battaglia per l’infrastrutturazione del Sud, ed in particolare della Calabria, nasce dall’esigenza di colmare il gap che il nostro territorio ha nei confronti delle altre aree del Paese dove la vocazione turistica è sviluppata e realizzata».

«Sin dalla mia elezione – ha spiegato – ho chiesto a Sacal di presentare un piano industriale che dimostri l’intenzione di sviluppare l’aeroporto pensando a Reggio Calabria come una metà non soltanto per i reggini, ma per chiunque vuole immaginare un Italia che non finisce ad Eboli ed un Sud che possa mettere in mostra le ricchezze naturali ambientali, culinarie e storiche che Reggio Calabria custodisce da sempre. Ho presentato in Senato, in sede di discussione del bilancio di previsione 2019, l’Ordine del Giorno G/981/40/5  sottoscritto anche dai senatori Damiani, Fantetti, Ferro, Pichetto Fratin, Saccone e Conzatti, che è stato trasformato in raccomandazione ed approvato all’unanimità, con il quale il Governo si è impegnato a classificare l’aeroporto di Reggio Calabria come “strategico”, modificando l’attuale comma 2 dell’articolo 1 del D.P.R. 17 settembre 2015, n. 201».

«È questa la chiave di volta per far decollare l’aeroporto “Tito Minniti” – ha evidenziato –: il passaggio da aeroporto d’interesse nazionale ad aeroporto ad “interesse strategico”, che consentirà di usufruire dei fondi speciali che sono riservati esclusivamente a tale tipologia di scali, scongiurando, una volta per tutte, il rischio chiusura o di sottodimensionamento. Attualmente risultano avere particolare rilevanza strategica gli aeroporti di Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo e Cagliarsi e come è facile notare si tratta di città che hanno una primaria importanza: ecco rivendichiamo per la città di Reggio e per quella di Messina, per le rispettive Città Metropolitane e per tutta l’Area Metropolitana Integrata dello Stretto la stessa importanza e strategicità riconosciuta ad altre aree».

«Mi aspetto – ha proseguito – maggiore attenzione ed efficacia da Sacal, da una parte, e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Comune di Reggio Calabria, dall’altra, che, mi dispiace affermare, hanno dimostrato incapacità politica e miopia amministrativa nel non cogliere l’opportunità di imporre la propria presenza nel capitale sociale della società di gestione e/o nella gestione dello scalo al fine di tutelare il futuro e la crescita del proprio territorio: oggi una famiglia che vuole volare in vacanza da un aeroporto italiano verso lo Stretto, è costretta a partire da soli due aeroporti italiani, Milano e Roma, e spende la stessa cifra che si spende, durante tutto l’anno, per andare negli Stati Uniti».

«Il rilancio e lo sviluppo dell’aeroporto dello Stretto – ha detto ancora – passano necessariamente per la sua classificazione come aeroporto strategico, ed i fondi finanziati devono essere spesi in questa prospettiva con  la precisa e chiara volontà aziendale di SACAL di guardare Reggio come un territorio che “deve poter volare”. Quando Sacal dimostrerà di riconoscere Reggio come meta sulla quale investire, sarà più facile lavorare per fare riconoscere l’aeroporto di Reggio “strategico”, e lo scalo potrà diventare la principale infrastruttura turistica per tutta l’area dello Stretto e consentire, attraverso un’adeguata politica tariffaria, tale da rendere competitiva l’offerta turistica, di inserire le nostre mete fra le tappe più richieste dai tour operator mondiali».

«L’aeroporto – ha sottolineato Siclari – serve il territorio di due Città Metropolitane, quella di Reggio Calabria e quella di Messina, sfornite di altre vie di comunicazione e trasporto e non servite, oggi, dall’alta velocità ferroviaria. Il bacino potenziale di utenti supera il milione di utenti e lo scalo è quello che deve ricevere tutto il potenziale flusso turistico per le Isole Eolie e per le altre rinomate località della zona (Scilla, Parco Nazionale dell’Aspromonte, Costa dei Gelsomini, Costa Viola, Gerace, Stilo, Pentidattilo, il promontorio di Milazzo, i laghetti di Ganzirri, i borghi dei Peloritani, Savoca, Forza d’Agrò, il Parco dell’Alcantara, Montalbano Elicona – il Borgo più bello d’Italia 2015, Capo d’Orlando e Santo Stefano di Camastra)».

«Inoltre – ha detto ancora – l’aeroporto serve tutta la fascia jonica reggina completamente isolata in termini di trasporti, potendo usufruire della sola statale 106 e di una linea ferroviaria a binario unico e non ancora elettrificata. In mancanza ed in attesa del Ponte sullo Stretto, l’aeroporto rappresenta l’unica porta per l’Italia e per l’Europa di una delle aree potenzialmente più ricche del Paese, finora abbandonata al malaffare, alla criminalità organizzata ed al sottosviluppo».

«Il Governo Draghi, a brevissimo, deve procedere nella classificazione dello scalo ad aeroporto strategico – ha detto ancora il senatore – i vari livelli istituzionali coinvolti, Regione, Città Metropolitana e Parlamentari, senza distinzione di colore politico, devono agire in sinergia per destinare le risorse stanziate per interventi che consentano la messa a norma ed in pieno esercizio dell’aeroporto, ma al contempo per soddisfare le esigenze di intermodalità e di ricettività turistica. La Sacal, concessionaria di tutti gli scali calabresi, deve coi fatti e con l’adozione di una chiaro piano industriale, strategico e commerciale, dimostrare che lo scalo reggino e quello crotonese non sono “figli di un dio minore”».

«Ogni scalo – ha evidenziato ancora – deve avere una mission ed una vision per programmare lo sviluppo turistico, obbligando, così, gli operatori del settore trasporti, ferroviario e stradale, a smettere la competizione malsana con il comparto aereo, intraprendendo la strada dell’intermodalità e della sinergia».

«La buona politica, come ha dimostrato Forza Italia – ha concluso – ha dato allo scalo qualcosa di importante e continuerà a lavorare per fare ancora meglio, ma la politica da sola non basta; adesso tocca a Sacal fare la sua parte considerando che Reggio Calabria e l’Area Integrata dello Stretto hanno una sola opportunità per rilanciare l’economia, l’impresa ed il lavoro, a tutela del futuro di oltre 500.000 cittadini reggini e di oltre 600.000 cittadini messinesi che passa dall’aeroporto di Reggio». (rp)

Siclari (FI): Obbligo defibrillatore luoghi pubblici e di lavoro è legge

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ha reso noto che lo sforzo legislativo del sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, che prevede d’obbligo la presenza dei defibrillatori nei luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro, è diventata legge.

«Non possiamo – ha detto Siclari – che unirci alla soddisfazione dell’amico e collega, avendone sostenuto l’iniziativa legislativa in Commissione Salute in Senato. Ho seguito da vicino i lavori della commissione con grande soddisfazione per il valore e l’importanza di questa legge. Si tratta di una norma fondamentale che consentirà di salvare tantissime vite umane che oggi purtroppo si spengono per la tardività dei soccorsi. Ha così concluso il senatore azzurro capogruppo in commissione salute». (rp)

Vono (IV): Dl Recovery, Ponte sullo Stretto non c’è, ma Draghi segue il dossier

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, ha ribadito come «questa legislatura può essere veramente decisiva per posare la prima pietra dei lavori del Ponte sullo stretto».

«Non più una leggenda – ha aggiunto – ma un sogno che si avvera, grazie a tre fattori in sinergia mai verificatisi prima: il fronte politico favorevole sempre più ampio, (ne è la prova l’intergruppo parlamentare per la realizzazione), la grande determinazione dell’Ing. Pietro Salini, pronto a sostenere in gran parte l’opera con Webuild e la piena disponibilità delle Regioni Calabria e Sicilia di rivolgersi al mercato finanziario per reperire i fondi mancanti».

«Un Governo – ha concluso – che punta sulla crescita non può che essere a favore dell’opera e ringrazio il Presidente Draghi che sta seguendo direttamente questo dossier e che non appena gli impegni istituzionali glielo consentiranno si confronterà con una delegazione dell’Intergruppo parlamentare che coordino». (rp)

Granato (Alt. c’è) sulle nuove spese di personale dell’Arpacal

La senatrice di Alternativa c’èBianca Laura Granato, ha dichiarato che «come se non bastassero le nomine bulimiche di portaborse nelle strutture elefantiache di un Consiglio regionale ‘sciolto’ – e quindi che non avrebbe tutta questa urgenza di ingrossare le fila dei propri collaboratori pseudo esperti – a tre mesi dalle elezioni regionali, dalle parti della Cittadella pensano bene di Autorizzazione preventiva a nuove spese di personale per Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria (A.R.P.A.Cal.)».

«Siamo alla sfacciataggine elevata all’ennesima potenza – ha aggiunto – in sfregio delle difficoltà economiche e sociali dei calabresi alle prese sulle sempre più drammatiche conseguenze di una pandemia che non ha fatto altro che amplificare criticità ataviche».

«Nella deliberazione n. 284 della seduta del 29 giugno 2021 – ha proseguito – si parla del provvedimento del Direttore Generale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente n. 94 del 31/03/2021 recante “Piano dei Fabbisogni del Personale 2021/2023 dell’Arpacal”, si parla di quanto previsto per l’anno 2021, vale a dire l’assunzione di n. 7 unità di personale appartenenti alle categorie protette di cui n. 1 operatore tecnico specializzato di categoria BS, n. 4 assistenti di categoria C e n. 2 collaboratori tecnici professionali di categoria D; il passaggio da part-time a full-time di n. 18 unità di personale (personale ex LSU/LPU); l’assunzione a tempo determinato di n. 3 unità di personale con qualifica dirigenziale, (due con profilo tecnico e uno con profilo amministrativo) per la copertura dei servizi vacanti del Bilancio, del Patrimonio e dell’Impiantistica del Dipartimento provinciale di Catanzaro, finalizzata a superare le gravi difficoltà gestionali in cui si trova attualmente ad operare l’Agenzia».

«Parliamo, quindi – ha proseguito – di nuove assunzioni, dietro lo scudo di esigenze certificate nel Piano Triennale dei Fabbisogni di personale 2021/2023 anno 2021, che sanno tanto di clientela, consueta e anche un po’ stantia, chiamata a raccolta per garantire consensi e tradurre in voti le aspettative di tanti, giovani e meno giovani, alla ricerca spasmodica di un posto di lavoro precario – conclude Granato -. Non possiamo che chiederci, visto il bisogno: perché procedere adesso, a una manciata di settimane dalle elezioni regionali? La domanda è retorica, ovviamente».

«Anche se una risposta sarebbe tanto gradita – ha concluso –. Così siamo ancora al vecchio schema dello sfruttamento dei bisogni e delle aspettative dei calabresi, da piegare alle proprie fameliche esigenze elettorali. Un metodo condiviso, quanto a destra tanto a sinistra, che si applica con rigore scientifico soprattutto quando già si campeggia nelle stanze dei bottoni e si maneggia il “potere” a proprio uso e consumo, all’insegna dell’autoconservazione». (rp)

 

Magorno (IV): La situazione dei rifiuti è drammatica

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, ha dichiarato che «è sempre più drammatica l’emergenza rifiuti, che è diventata un flagello per la provincia di Cosenza».

«Una realtà inaccettabile – ha aggiunto – la cui gravità si accentua considerato il fatto che i sindaci e i cittadini sono stati colpevolmente lasciati soli. È arrivato il momento di dire basta, non si può perdere altro tempo. Per questo lancio un appello alla forze politiche e sociali, a chi si occupa seriamente della tutela dell‘ambiente; è il momento di unirci e scendere in campo per tutelare la Calabria, terra meravigliosa e dalle grandi potenzialità che non può subire un ulteriore colpo a causa di questa situazione non degna di un Paese civile». (rp)

Cerimonia in Senato per il dipinto di Franco Azzinari dedicato ai due papi

di ROSARIO SPROVIERI – Malli i Arberit, Omaggio a Papa Francesco e Papa Albani. L’appuntamento è per il 12 Luglio 2021 al Senato della Repubblica, ore 16, Sala Zuccari – Palazzo Giustiniani – Via della Dogana Vecchia, 29 Roma, un evento internazionale che riporta alla ribalta la magia, la storia e la grande tradizione arbëreshë.

Partiamo dall’invito ufficiale che viene da Majlinda Dodaj, capo Missione dell’Ambasciata della Repubblica di Albania presso la Santa Sede, e il Sovrano Militare Ordine di Malta, in occasione del 30° Anniversario delle Relazioni Diplomatiche tra la Santa Sede e l’Albania nel 3° Centenario della morte di Papa Clemente XI.
Non a caso, il tema della conferenza principale che darà il via a questa solenne manifestazione sarà proprio questo: Il ruolo di Papa Clemente XI per il risveglio identitario albanese e nella cultura italiana del tempo. Alla cerimonia parteciperà, a nome del Santo Padre, il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, una delle massime autorità accademiche e intellettuali della Chiesa moderna, teologo di spessore davvero sovranazionale.
Il programma ufficiale di Palazzo Madama prevede una serie di saluti e di interventi ufficiali secondo quest’ordine: Majlinda Dodaj – Capo Missione Ambasciata d’Albania presso la Santa Sede; S. Em.za Rev.ma Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Francesco Altimari, Università della Calabria con Papa Albani per la Rinascita Culturale Albanese e Arbereshe; Gezim Gurga, Università di Palermo con L’insegnamento della lingua Albanese sotto il Pontificato di Papa Albani; Carla De Bellis, Università di Roma “La Sapienza” su Clemente XI e le Accademie Romane. L’Arte della Propaganda; Matteo Mandala, Università di Palermo con Papa Albani e il Processo di Costruzione di Identità tra gli Arbereshe; Franco Azzinari, che presenterà dell’Opera Artistica Malli i Arberit – Omaggio a Papa Francesco e Papa Albani.
Per l’occasione, torna in Italia il grande pittore di origini calabresi, egli stesso figlio dell’Arberia, il grande Franco Azzinari, e torna per presentare in Senato un singolare dipinto dedicato questa volta a Papa Francesco e al suo immaginario incontro con Papa Clemente XI, due Pontefici che hanno in comune l’amore e la dedizione verso il popolo arbëreshë e verso le millenarie tradizioni di questa cultura che ha radici ancora profonde in Italia, e soprattutto in provincia di Cosenza, dove i più giovani hanno imparato a parlare la lingua albanese dai nonni e dai genitori più vecchi.
Il dipinto che il maestro Azzinari regalerà al Cardinale Ravasi, perché venga poi portato a Sant’Anna, dimora abituale di Papa Francesco, propone in primo piano i due Papi, uno accanto all’altro, con sullo sfondo il cupolone e i riflessi bluastri dei bellissimi e incontaminati tramonti romani, un’opera ad olio di dimensioni un metro per settanta. È il racconto di un incontro impossibile, tra due Papi che hanno vissuto a distanza di trecento anni l’uno dall’altro, e che oggi il ritrattista ufficiale di Gabriel Garcia Marquez ha rimesso insieme e fatto ritrovare nella stessa casa comune di Pietro.
È la grande magia della pittura, ma forse ancora di più è la visione di un grande artista internazionale come Franco Azzinari, che non ha esitato a lasciare l’America Latina per tornare in Italia e trovare lo spazio di tempo appena necessario per questo suo regalo personale e bellissimo a Papa Francesco.
«Spiegherò ai tanti amici che quel giorno verranno a trovarci a Palazzo Giustiniani – anticipa a PPN il famoso artista arbërëshe – che il sorriso di questi due pontefici non è altro che la costruzione ideale di una Chiesa senza tempo, sempre rispettosa dei popoli e della loro fede, e soprattutto alla ricerca continua e affannosa di una unità di intenti e di obiettivi che fanno grande la storia del mondo”. Indubbiamente svelare “un volto così espressivo”, la faccia di un Papa del quale rimangono solo pochissime lacunose incisioni, lo si deve solo alla grande sensibilità di questo artista, che – da anni – ha scelto di nutrire il suo intelletto e, di trarre quella forza ostinata e segreta, che irrora le sue opere, proprio dal humus fertile della ricerca e della conoscenza. Azzinari ha metabolizzato il pensiero che appartenne a Primo Levi “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario».
Clemente XI fu un Papa operoso, di grande spessore culturale, egli era un discendente di Filippo de’ Laci, capitano del principe dell’Epiro Giorgio Castriota Scanderbeg. Da papa s’interessò molto dell’Albania, occupata dai turchi, si battè, soprattutto per la salvaguardia della lingua albanese e della religione cattolica. Un Papa integerrimo, che respinse tutti i tentativi della famiglia di approfittare della carica del loro congiunto per accaparrarsi cariche politiche o religiose, o titoli nobiliari e uffici pubblici. Clemente XI istituì la “Festa dell’Immacolata” – Approvò la fondazione dell’Accademia dei nobili ecclesiastici  (Pontificia Accademia Ecclesiastica) che cura la preparazione dei sacerdoti destinati al servizio diplomatico della  Santa Sede.
È sempre di Clemente XI  la scelta di proteggere i reperti archeologici che, già in quel tempo, venivano dissotterrati in tutto il territorio dell’Urbe; da Papa né vietò l’esportazione e, avviò i primi scavi sistematici nelle catacombe di Roma. A lui si devono l’ammodernamento del Porto di Ripetta, per la cui ristrutturazione furono impiegati materiali provenienti dal Colosseo. Sono sempre su ordine di Clemente XI il rifacimento della facciata della chiesa di San Silvestro in Capite, la costruzione della fontana antistante la Chiesa di San Pietro in Montorio; l’edificazione della meridiana di Santa Maria degli Angeli; anche il totale rifacimento della basilica dei Santi Apostoli. Poi ancora, la ristrutturazione della basilica di San Clemente al Laterano, la ricostruzione della chiesa di Santa Maria in Monticelli. Il Papa commissionò anche la Fontana dei Tritoni, presso la piazza della Bocca della Verità; l’erezione dell’Obelisco del Pantheon, fece costruire anche, un  pregevole viadotto nella città di Civita Castellana e l’acquedotto di Civitavecchia. (rp)