Il 26 marzo la finale del terzo ciclo del Contamination Lab Unical

Sono 12 i team che parteciperanno alla finale del terzo ciclo di UniCaLab, il percorso di formazione di contamination lab dell’Unical, finanziato dal Miur e volto a fornire ai partecipanti, studenti e laureati, competenze per lo sviluppo di idee di impresa in programma il 26 marzo nel virtuale e innovativo studio radiofonico di UniCaLab.

Adiutor, Co-Housing, Computational Consulting, Consulenza on demand, Didattica Museale, Fly Away, Giacca Termica, Rinnovabili, Smart Place, T.Space, Modelife, Insetti Edibili sono i team che saranno valutati dalla giuria composta da Fortunato Amarelli, Presidente di Confindustria Cosenza; Anna Amati, Partner & Director Institutional Relations – Eureka Venture Sgr Spa; Stefania Bajo, Smart Lab UniCredit; Roberto Della Marina, Managing Partner di Venture Factory e Operating Partner di Vertis Sgr; Giorgio Scarpelli, Svp Chief Technology Officer & Innovation Ntt Data Italy; Ivan Tallarico, Ceo di Hi-Interiors; Massimiliano Ventimiglia, Fondatore e Ceo di Onde Alte; Luca Verre, Ceo e Co-founder di Chronocam; Andrea Zorzetto, Managing Partner, Plug and Play Italy; Giuseppe Naccarato, Socio fondatore di Altrama Italia.

Sarà nel particolare “studio radiofonico” di UniCaLab, infatti, che i team racconteranno l’idea di impresa che hanno sviluppato durante il percorso ad una giuria tecnica che stabilirà quali sono le tre idee vincitrici e meritevoli, dunque, di essere incubate in TechNest (l’incubatore Unical di startup innovative) perché aventi maggiori capacità di entrare nel mercato.

Media partner dell’Unical per la final competition di UniCaLab è il podcast Start Me Up (Smu) che prenderà parte all’evento in qualità di “giudice della comunicazione” assegnando al team con il miglior pitch da un punto di vista dell’impatto comunicativo il “Premio UniCaLab Speaking”, consistente in un’intervista da parte degli speaker di SMU che si occupano di valorizzazione di casi imprenditoriali nati nel Sud d’Italia.

Il programma della final competition prevede una sessione dedicata a “UniCaLab On Air”, il talk degli esperti di impresa e innovazione al quale prenderanno parte i giurati della competizione. Inoltre, il concetto di startup sarà declinato anche in ambito artistico grazie alla partecipazione di Naip, cantante, polistrumentista, rivelazione di X Factor 14, che, oltre a raccontare come ha sviluppato il suo progetto musicale, eseguirà dei suoi brani. (rcs)

RENDE (CS) – La presentazione del libro “L’Avventura di Andreatta in Calabria”

Domani pomeriggio, alle 14, in forma online, è in programma la presentazione del libro L’Avventura di Andreatta in Calabria – Un Campus per competere nel mondo di Franco Bartucci.

L’evento rientra nell’ambito del ciclo delle lezioni del corso “Pedagogia della comunicazione” tenuto dal prof. Mario Caligiuri, del Corso di laurea magistrale  “Scienze Pedagogiche” dell’Università della Calabria.

Il libro, con la prefazione di Enrico Letta, è dedicato

alla figura del primo Rettore dell’Università della Calabria dal mese di aprile del 1971 al mese di giugno 1975. Ci sarà l’introduzione del prof. Mario Caligiuri, seguita da un intervento di presentazione del libro da parte del prof. Vito Teti, un docente e una figura storica appartenente alla Facoltà di Lettere e Filosofia e conseguente dipartimento dell’Università della Calabria. 

Per Franco Bartucci sarà un’opportunità per ricordare la figura di Andreatta e tutti gli eventi che hanno caratterizzato la nascita, la crescita  e lo sviluppo dell’Università della Calabria aprendo per certi aspetti le manifestazioni che saranno organizzate da qui in avanti per celebrare di questo Ateneo il  cinquantenario anniversario della nascita che cade proprio in quest’anno con la scelta dell’insediamento dell’Università calabrese nell’area del cosentino, su decisione assunta dal Governo Colombo nel mese di febbraio 1971 e successivamente la nomina del Comitato Tecnico Amministrativo, dei Comitati Ordinatori delle quattro Facoltà, fatte nel mese di aprile del 1971 dal Ministro della Pubblica Istruzione, on. Riccardo Misasi, che hanno portato nel successivo mese di maggio alla elezione del prof. Beniamino Andreatta a Rettore dell’Università della Calabria.

Il libro è edito da Pellegrini Editore(rcs)

RENDE (CS) – Le iniziative dell’Unical per la Giornata della Donna

All’Università della Calabria, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, fino al 20 marzo sono in programma una serie di lezioni dedicate ai temi delle discriminazioni di genere.

Inoltre, per tutto il mese di marzo docenti, studentesse, componenti del personale tecnico-amministrativo dell’Unical si racconteranno in brevi video, che saranno pubblicati ogni giorno sui canali social del Centro di Women’s Studies.

L’iniziativa è stata organizzata dal  Centro di Women’s Studies, l’Ufficio Pari opportunità, le delegate e i delegati alle Pari Opportunità dei Dipartimenti Unical.

Per comunicare la disponibilità, è possibile inviare una mail a centrows.unical@gmail.com, indicando il nome del corso, il giorno e l’orario di lezione prescelto. L’elenco completo delle adesioni sarà presto disponibile su: women.unical.it

Prevista, per martedì 16 marzo, in collaborazione con la Prefettura di Cosenza, la presentazione del libro Codice Rosso, scritto da Paola Di Nicola e Francesco Menditto. Entrambi parteciperanno all’incontro.

Nicola Gratteri al Master di Intelligence: Occorre un sistema a livello Europeo per combattere le mafie

di FRANCO BARTUCCI – Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro,  è intervenuto ieri (venerdì 5 marzo ndr) al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto dal prof. Mario Caligiuri, sostenendo che: «Occorre un sistema penale a livello Europeo per combattere efficacemente le mafie».  

Ha svolto una lezione sul tema: Ossigeno Illegale. Come le mafie approfittano della crisi del Covid 19.

Nell’aprire i lavori, ha esordito affermando che nella lotta alle mafie è necessario avere un sistema penale unico in tutta Europa. «Oggi, infatti, le mafie investono sempre di più all’estero, in paesi ricchi come la Germania, la Francia, la Svizzera ma anche nei Paesi dell’Est Europa, dove si stanno investendo consistenti fondi europei. Il problema dell’espansione delle mafie non riguarda solo il nostro Paese ma coinvolge tutto il mondo occidentale e l’economia globalizzata».

«Tuttavia – ha aggiunto – molti Paesi Europei sono restii ad adottare una legislazione antimafia più forte. In primo luogo, perché non considerano un vero allarme le mafie; in secondo luogo perché un sistema giudiziario più pervasivo potrebbe minare la privacy dei loro cittadini, e per alcuni Stati questo non è immaginabile; in terzo luogo una legislazione più rigorosa, ad esempio, sul riciclaggio di denaro, potrebbe limitare i commerci e gli affari».

«L’Italia – ha affermato ancora – nonostante abbia uno dei sistemi normativi più evoluti del mondo nel contrasto alla mafia, ed una conoscenza molto approfondita del fenomeno, non riesce ad essere incisiva in Europa per fare adottare una legislazione antimafia omogenea, che sia più incisiva nel contrasto alle mafie. Abbiamo grandi difficoltà, ad essere ascoltati su questo tema fondamentale in Europa. Significativa è la circostanza, ad esempio, che le sedi dell’Eurojust, dell’Europol e dell’Interpol siano in Olanda». 

«Oggi – ha proseguito Gratteri –  le mafie non si manifestano all’opinione pubblica e vengono identificate solo da chi ha un rapporto diretto con esse ossia dalle forze dell’ordine, dai magistrati e dagli usurati: per tutti gli altri non esistono». 

«Per questa ragione – ha detto ancora – il problema delle mafie non è nell’agenda politica, perché non crea allarmismo sociale. La politica in genere si muove in funzione degli argomenti che i media di élite pongono all’attenzione in prima pagina dei quotidiani e nei titoli di testa dei telegiornali. Ed a volte il sistema mediatico diffonde notizie false che indeboliscono l’attività giudiziaria della magistratura». 

Gratteri ha, poi, suggerito una serie di riforme che servirebbero al nostro ordinamento giudiziario per meglio agire contro le mafie. 

«Credo – ha detto – che sia arrivato il momento di creare una specializzazione per i magistrati e per le forze di polizia. Occorre potenziare gli uffici delle indagini preliminari e porvi a capo magistrati attivi e brillanti. Per quanto riguarda la polizia giudiziaria, in particolare, andrebbe ridotta la scala gerarchica a livello burocratico, per renderla più snella e concentrarla nel lavoro sul territorio.  Sarebbe importante, inoltre, per le forze dell’ordine prolungare il tempo di durata dei corsi di aggiornamento che riguardano, ad esempio, le tecniche dell’affiancamento, del pedinamento, degli appostamenti e della stesura delle informative. Bisognerebbe investire maggiori risorse per consentire ai sottoufficiali delle forze dell’ordine il trasferimento presso altre sedi al fine di evitare che restino in uno stesso posto per lungo tempo».

«Inoltre – ha detto ancora – è necessaria l’informatizzazione del sistema giudiziario perché ne riduce i costi e ne aumenta l’efficienza. E’ importante riflettere su questi argomenti- ha detto ancora Gratteri-  perché creare una legislazione più efficace e migliorare il funzionamento della giustizia sono condizioni indispensabili per persuadere che non è conveniente delinquere. Occorre quindi un sistema penale, investigativo e carcerario efficiente ed efficace». 

A tal proposito, ha ribadito che «agli ndranghetisti ed ai mafiosi detenuti è necessario presentare progetti credibili e convenienti. Per convincerli a collaborare con lo Stato non servono discorsi etici e morali ma è necessario che si instauri un sistema che non renda più conveniente delinquere».

Nel proseguire la sua lezione, il Procuratore Gratteri ha ancora tenuto a precisare: «Non basta tuttavia cambiare solo le regole del gioco, ma occorre anche molta generosità personale verso gli altri; occorre impegnarsi sempre di più. Evitare un approccio burocratico al problema e tenere conto che con la propria attività di magistrato, di operatore della giustizia e delle forze dell’ordine si incide sulla qualità della vita delle famiglie, delle persone, dei territori e delle istituzioni».  

Parlando poi dei giudici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha ricordato che si è giunti ad emettere sentenze definitive di condanna a carico di coloro che avevano partecipato alle stragi di Capaci e Via D’Amelio, per il lavoro incessante e serio svolto da grandi investigatori e grandi magistrati.

«L’omicidio di Falcone – ha detto – era imprevedibile perché da anni non era in prima linea. Mentre, forse, la morte di Borsellino poteva essere evitata. Sia Falcone che Borsellino si sono trovati di fronte ad una mafia violenta, rappresentata da Riina, che ha voluto lanciare un guanto di sfida, perché voleva dettare l’agenda allo Stato che ha reagito con forza».

A questo proposito ha detto ancora Gratteri «è bene ricordare che per proteggere i magistrati non basta solo la scorta.  Altrettanto importante è la condivisione e la sinergia con gli altri apparati dello Stato. La lotta ed il contrasto ai fenomeni mafiosi non è un derby tra magistrati da un lato e mafia, ‘ndrangheta e camorra dall’altro ma riguarda tutte le Istituzioni della Repubblica, che nei momenti importanti devono fare squadra, dimostrando una visione e una strategia comune».

Avviandosi verso la conclusione della sua lezione, il Procuratore Gratteri ha ricordato poi che i rapporti tra ‘ndrangheta, Cosa nostra e Camorra risalgono al XIX secolo, quando nel carcere di Favignana venivano reclusi gli esponenti di queste tre consorterie malavitose e si realizzavano i primi scambi anche linguistici. Per esempio, i termini “picciotto” e “camorrista” nascono all’interno della camorra e poi vengono adattati ed utilizzati rispettivamente dalla mafia siciliana e dalla ‘ndrangheta. 

«Quello mafioso – ha concluso Gratteri – è un fenomeno storico e per contrastarlo efficacemente abbiamo bisogno anche della politica ed in particolare di grandi politici, che siano in grado di disegnare scenari nuovi ed adottare strategie visionarie e lungimiranti». (rcs)

MAIDA (CZ) – Il Comune acquisisce protocollo con Unical per valorizzare il turismo residenziale

Il Comune di Maida, guidato dal sindaco Salvatore Paone, con delibera di Giunta fa proprio il protocollo d’intesa, già acquisito dall’Università della Calabria, con atto approvato dal Dipartimento di Scienze aziendali e Giuridiche diretto dal prof. Alfio Cariola, per favorire la valorizzazione del turismo residenziale.

L’obiettivo è quello di accrescere il bagaglio di conoscenze che aiuti la governance: sulle tendenze turistiche in atto a livello nazionale ed internazionale; sulle evoluzioni attinenti l’andamento e le esigenze della domanda e della offerta turistica; sul mercato turistico a livello nazionale ed internazionale; sull’uso e sulla gestione sostenibile del territorio e delle risorse comuni in chiave turistica; sulle possibilità di sviluppo e di governance del turismo delle abitazioni private (o turismo residenziale)”

Il prof. Tullio Romita sarà il referente del protocollo per il Dipartimento in qualità di responsabile scientifico del CreST (Centro Ricerche e Studi sul Turismo).

Per il Comune di Maida, guidato dal sindaco Salvatore Paone, sottoscrittore del protocollo è lo stesso primo cittadino il quale in una nota ha evidenziato «è un risultato importante che avvia una collaborazione con il mondo universitario calabrese. In questi mesi ho avuto modo di apprezzare il lavoro in particolare del prof. Tullio Romita e la sua attenzione alla tematica del turismo, con approfondimenti interessanti a quella particolare forma di turismo residenziale che guarda con attenzione ai tanti calabresi nel mondo che hanno voglia e vorrebbero tornare anche per pochi giorni a visitare i luoghi delle proprie origini, il cosiddetto “turismo delle radici”, tra l’altro al centro di un master universitario partito da pochi giorni. Questo lavoro corrisponde agli obiettivi dell’amministrazione che mi onoro di guidare che in questi anni ha recuperato e rilanciato i rapporti con le nostre comunità all’estero».

Il Comune di Maida punta, dunque, ancora una volta, sull’Università e, in particolare, all’intesa con un dipartimento di una delle più importanti università del Meridione d’Italia, per affrontare insieme la tematica del turismo, dei flussi turistici, contribuendo in questo modo alla creazione di una rete sempre più forte a livello regionale e che vede protagonisti mondo accademico, enti locali e associazioni di categoria.

Nel protocollo il Comune offre le proprie strutture per l’organizzazione di convegni e attività di formazione al fine di realizzare l’oggetto del protocollo. (rcz)

RENDE (CS) – Il webinar “Per una nuova pedagogia nelle università calabresi e meridionali”

Si intitola Per una nuova pedagogia nelle università calabresi e meridionali il webinar in programma giovedì 25 febbraio, alle 15, su Teams, organizzato dai dipartimenti dell’Università della Calabria Dices (Culture, Educazione e Società) e Demacs (Matematica e Informatica) e dal Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche.

Il seminario costituisce un primo momento di riflessione sulla necessità di una nuova pedagogia nelle università calabresi e meridionali, al quale seguiranno altre importanti iniziative scientifiche promosse dall’Università della Calabria per porre l’educazione nel dibattito culturale, politico e scientifico nazionale.

L’evento sarà introdotto dai saluti dei direttori dei due dipartimenti, Roberto Guarasci e Gianluigi Greco, e dagli interventi del prorettore Unical, Francesco Scarcello, dal direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, Maria Rita Calvosa, e dal Presidente della Cunsf, Maria Grazia Riva.

La relazione base della discussione sarà curata da Mario Caligiuri, coordinatore del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche. A seguire gli interventi di Edoardo Martinelli, allievo di don Milani, dei docenti Unical, Antonella Valenti, Rossana Adele Rossi, Nicola Trebisacce, Monica Lanzillotta, Giancarlo Costabile, e da quelli della “Mediterranea” di Reggio Calabria, Laura Marchetti, Rossella Marzullo, Viviana Vinci, Rosa Sgambelluri, della “Magna Graecia” di Catanzaro, Anna Maria Murdaca, dell’ateneo di Bari “Aldo Moro”, Loredana Perla, della “Parthenope” di Napoli, Maria Luisa Iavarone.

Le conclusioni sono affidate a Pierpaolo Limone, Rettore dell’Università di Foggia, Antonino Zumbo, Rettore dell’Università “Dante Alighieri” di Reggio Calabria e Maurizio Sibilio, prorettore dell’Università di Salerno. (rcs)

Confindustria Cosenza e Unical insieme per l’innovazione e il trasferimento tecnologico

Importantissimo protocollo d’intesa è stato siglato tra Confindustria CosenzaUniversità della Calabria per realizzare una rete per la valorizzazione delle esperienze e competenze universitarie ed imprenditoriali che dia luogo a progetti congiunti capaci di generare e favorire lo sviluppo di imprese innovative e spingere la crescita del territorio.

Il protocollo è stato presentato online dal presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli e dal rettore dell’Università della Calabria Nicola Leone, con i contributi del direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda e del delegato del Rettore al Trasferimento Tecnologico Maurizio Muzzupappa.

«Le azioni che abbiamo già identificato per dare concretezza all’accordo – ha dichiarato il presidente Fortunato Amarelli – intendono dare voce alla volontà condivisa di creare nuove opportunità per il territorio. La diffusione dell’innovazione tecnologica, che la pandemia ha contribuito ad accelerare, è tra le missioni delle nostre organizzazioni: l’università rappresenta un polo d’eccellenza anche in questo ambito e le imprese che vogliono guardare al futuro sanno bene che le competenze legate all’innovazione costituiscono una opportunità ma anche una necessità».

«Attraverso il nostro sportello di assistenza alle start up e le azioni di tutoraggio dei nostri associati agli aspiranti imprenditori – ha aggiunto – cerchiamo di sostenere la nascita di imprese sane e competitive. È fondamentale la rigenerazione industriale perché, in un certo periodo, abbiamo perduto la capacità di costruire industria. È questa la partita del futuro, che sarà possibile vincere grazie alle tecnologie studiate e messe a punto in ambito universitario in uno con la capacità degli imprenditori di applicarle».

«Aprirsi al territorio, condividere il sapere e contribuire all’innovazione e alla crescita culturale e sociale – ha asserito il Rettore Nicola Leone – è l’obiettivo della cosiddetta “terza missione” dell’università. Nel caso della Calabria, essendo una terra dal punto di vista economico svantaggiata, per l’Unical questa diventa quasi una missione primaria. Una visione che ho inserito nel mio programma di mandato e che sto cercando di attuare con forza».

«Una missione – ha aggiunto – che deve rappresentare un’apertura anche nel mondo sociale, culturale e nel public engagement. Per fare questo è indispensabile interloquire con tutti gli attori presenti sul territorio e, per quanto riguarda gli aspetti legati all’innovazione e allo sviluppo economico, Confindustria è certamente uno dei soggetti con i quali l’Unical intende interagire. Condividere competenze e obiettivi significa illuminare la strada dello sviluppo ed è con questo spirito che nasce l’accordo di oggi».

«È innegabile – ha proseguito Leone – che per crescere bisogna fare rete e l’università deve superare il vecchio approccio che la vede arroccata sulla sua torre d’avorio, per confrontarsi con tutti i soggetti esterni, compresi gli imprenditori, perché ottenere risultati di eccellenza scientifica senza che questi impattino sullo sviluppo del territorio non sarebbe sufficiente. Per questo motivo, è opportuno colmare il distacco esistente tra l’ateneo e il tessuto imprenditoriale, in modo da trasformare le idee innovative in successi aziendali che diano occupazione e benessere».

Confindustria Cosenza e Unical, attraverso il suo incubatore TechNest, si sono impegnati a collaborare in attività e programmi volti alla realizzazione di progetti di innovazione per le imprese mediante l’apporto di conoscenze da parte di startup innovative e gruppi di ricerca, alla nascita e allo sviluppo di startup innovative attraverso l’impiego di competenze manageriali e di mercato, all’accesso a finanziamenti privati da parte delle startup anche tramite accordi con operatori specializzati.

«Si tratta di un passo importantissimo – ha affermato il professore Muzzupappa – che va nella direzione di non dispendere il capitale umano generato dall’università, per il vantaggio dei laureati e del territorio. Abbiamo l’obbligo morale di assicurare ai nostri studenti la possibilità di scegliere fra andare all’estero perché lo vogliono, oppure rimanere perché hanno la possibilità anche qui di affermarsi. E questo accordo favorisce ciò, risultando in linea con il lavoro che da anni svolge il Liaison Office d’Ateneo e l’incubatore TechNest».

Già pronte per l’avvio le prime attività concordate: l’apertura dello Sportello startup che prevede l’assistenza da parte degli uffici di Confindustria Cosenza a favore delle imprese dell’incubatore TechNest dell’Unical; il coinvolgimento di Confindustria Cosenza nei percorsi di formazione d’impresa Unical come il “Contamination Lab”; la definizione del progetto Adotta una startup che consiste in servizi di tutoraggio per startup innovative, da costituire o già costituite, grazie al coinvolgimento di imprenditori esperti; l’organizzazione di webinar su Industria 4.0 tenuti da startup e spin-off Unical per le aziende del sistema Confindustria.

Prime iniziative, alle quali ne seguiranno altre, utili a costruire un sistema imprenditoriale capace di contare su una serie di servizi e opportunità di affermazione sul mercato. A raccontare come nasce una startup e di cosa c’è bisogno affinché cresca, sono stati i co-founder di due imprese Unical: Carmine Maletta della spin-off “2SMArtEST” e Giuseppe Luci della startup “MediCal”. (rcs)

 

Il sindaco Abramo: Al via percorso per istituire corso di laurea interateneo in Lingue a Catanzaro

All’Università Magna Graecia di Catanzaro sarà attivato un nuovo corso di lingue straniere, in sinergia con l’Università della Calabria. Lo ha reso noto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che ha intrapreso e coordinato il percorso con i Rettori Giovambattista De Sarro e Nicola Leone e il consigliere regionale Baldo Esposito.

«Allargare l’unione e la collaborazione già in atto delle due grandi Università calabresi – ha detto ancora Abramo – ognuna con le sue specificità, punta nella direzione di potenziare l’offerta formativa sul territorio. Dopo l’attivazione del Corso di laurea in Tecnologie mediche all’Unical, la possibile apertura di un Corso di laurea in Lingue all’Umg persegue lo stesso, ambizioso e autorevole obiettivo di creare una rete che sfrutti il know how di ciascun Ateneo offrendolo a un territorio – e quindi agli studenti – di un contesto diverso».

Il primo cittadino ha spiegato che il percorso avviato con questa nuova partnership è a livello iniziale, ma che esiste la forte volontà di tutti i soggetti coinvolti.

«Sinergia e collaborazione – ha proseguito il primo cittadino – sono state le parole d’ordine ampiamente condivise nella discussione che, insieme al consigliere Esposito, abbiamo avuto con i rettori. La visione di fondo è quella, assolutamente strategica, mirata a una tutela e potenziamento concreti dell’Università di Catanzaro che si traducano anche in un incremento del suo indotto economico».

«Tutto ciò – ha concluso Abramo – pure in considerazione del fatto che questo nuovo Corso di laurea potrebbe essere insediato nel centro storico del capoluogo, e possa essere incentrato su lingue appetibili e ormai centrali nel mercato dell’economia globale come il cinese e l’arabo». (rcz)

Confindustria Cosenza e Unical insieme per valorizzazione del sistema imprenditoriale

Confindustria Cosenza e l’Università della Calabria insieme per mettere in rete e valorizzare le competenze e le esperienze imprenditoriali, di ricerca e di innovazione presenti sul territorio.

I due Enti, infatti, martedì 16 febbraio firmeranno il protocollo d’intesa, dove attraverso il suo incubatore TechNest, si impegneranno a collaborare in attività e programmi per favorire azioni come: la realizzazione di progetti di innovazione per le imprese mediante l’apporto di conoscenze da parte di startup innovative e gruppi di ricerca; la nascita e lo sviluppo di startup innovative attraverso l’impiego di competenze manageriali e di mercato; l’accesso a finanziamenti privati da parte delle startup anche tramite accordi con operatori specializzati (Banche, Fondi di seed e venture capital, investitori privati, ecc.).

Le azioni previste dal Protocollo, di durata quinquennale, partiranno subito con le prime attività già concordate e che saranno illustrate nel corso della conferenza. Si tratta delle iniziative: Sportello startup, che prevede assistenza e servizi gratuiti da parte degli uffici di Confindustria Cosenza a favore delle imprese dell’incubatore TechNest dell’Unical; coinvolgimento di Confindustria Cosenza nei percorsi di formazione d’impresa Unical come il “Contamination Lab”; Adotta una startup che consiste in servizi di mentorship per startup innovative, da costituire o già costituite, grazie al coinvolgimento di imprenditori esperti; webinar su Industria 4.0 tenuti da startup e spin-off Unical per le aziende del sistema Confindustria.

Il programma della conferenza di presentazione dell’intesa Confindustria Cosenza e Unical, prevede gli interventi del presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli e del Magnifico Rettore dell’Università della Calabria Nicola Leone. I lavori, moderati dal direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda, prevedono le testimonianze di spin off e start up dell’Unical, a cura di Carmine Maletta dell’impresa “2SMArtEST” e di Giuseppe Luci per “MediCal”. (rcs)

 

Smettiamola con le critiche e le polemiche tipiche calabresi per l’istituzione del corso di laurea in “Medicina e Tecnologie digitali”

di FRANCO BARTUCCI – Ritengo che sia una cosa vergognosa e deprecabile quanto sta accadendo nella nostra Regione, circa l’istituzione del corso di laurea magistrale in “Medicina e Tecnologie digitali”, deciso a seguito di un comune accordo fatto tra l’Università della Calabria e l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro.

Leggere notizie di contestazioni ed interrogazioni di consiglieri regionali, come di ricorsi al Tar avverso a tale delibera ad opera di associazioni catanzaresi, dopo l’approvazione del progetto da parte della Giunta regionale, ci fa vergognare  perché sono il simbolo di un’arretratezza culturale d’altri tempi in cui a vigere erano le regole dei campanilismi pericolosissimi per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della nostra Calabria. Soprattutto oggi che stiamo vivendo la tremenda esperienza dell’epidemia del Covid-19.

Quella delle polemiche e delle campagne campanilistiche tra le città capoluoghi della nostra regione hanno un’anzianità di circa cinquant’anni di storia con l’istituzione a Cosenza dell’Università della Calabria, in cui né Catanzaro e né Reggio Calabria gradivano tale soluzione, tanto è vero che, con il passare degli anni, abbiamo visto anche in quelle città la nascita delle rispettive Università. Ricordo che finanche il Rettore della prima università statale calabrese, prof. Beniamino Andreatta, per bloccare quelle aspirazioni indipendenti, arrivò a proporre un sistema universitario integrato sotto la direzione della prima Università riconosciuta dalla Repubblica Italiana. 

Tale proposta non fu accettata e, qualche anno dopo, alla fine degli anni Settanta, con Rettore il prof. Pietro Bucci, ritornò l’esigenza di avere anche all’Università della Calabria la Facoltà di Medicina. Ricordo, e le cronache giornalistiche ne sono una testimonianza, che il prof. Bucci raggiunse un accordo con il sindaco di Catanzaro dell’epoca, finalizzato ad attivare i primi tre anni di medicina all’Università della Calabria e gli ultimi tre anni di cliniche presso la libera Università di Catanzaro. Ci fu un accordo di disponibilità tra l’Università della Calabria ed il mondo politico istituzionale catanzarese che non fu accettato da quello universitario, chiudendo così ogni rapporto di collaborazione tra le Università che nel frattempo con il passare degli anni vennero riconosciute anch’esse statali dai vari governi che si sono succeduti nella nostra Repubblica Italiana.

In più occasioni, ed in tempi diversi sempre con i Rettore Bucci, Aiello, Frega e Latorre si è tentato l’approccio con l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro di attivare all’Università della Calabria la Facoltà di Medicina, avendo come stimolatore il preside della Facoltà di Farmacia, prof. Sebastiano Andò, senza arrivare a questa importante meta, come dimostra la nutrita rassegna stampa di volta in volta predisposta, che finiva per caratterizzare  una  netta spaccatura tra le forze istituzionali, politiche ed associative, come accademiche, delle due città Cosenza e Catanzaro.

Onore, quindi, agli attuali Rettori delle due Università, prof. Nicola Leone e prof. Giovanbattista De Sarro, che nella storia sono riusciti ad abbattere il muro dei campanilismi e aperto le due Università ad un sistema integrato universitario e di stretta collaborazione, per attivare questo importate corso di laurea magistrale in “Medicina e Tecnologie Digitali”, facendolo approvare dai rispettivi Senati Accademici delle due Università e dal Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Calabresi (Coruc), apprezzato dal mondo sociale ed imprenditoriale dei due territori provinciali, con l’aggiunta in questi  giorni della Giunta regionale, presieduta dal presidente f.f. Nino Spirlì.

Adesso toccherà di ottenere l’approvazione da parte del Consiglio Universitario Nazionale (Cun) e dal Ministero dell’Università attraverso l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario di Ricerca (Anvur), che speriamo arrivi presto affinché il primo anno possa partire con l’anno accademico 2021/2022. Bando alle polemiche campanilistiche prive di contenuti seri tenendo conto che l’obiettivo del progetto è quello di formare i medici del futuro, professionisti che, alla preparazione in campo sanitario uniranno forti competenze in intelligenza artificiale, robotica, data scienze, ingegneria bioinformatica, data mining.

Si  tratta di settori che stanno conquistando un ruolo sempre più importante in medicina, con applicazioni che riguardano la prevenzione, la diagnostica, la chirurgia e l’oncologia di precisione, la riabilitazione, lo sviluppo dei farmaci e di terapie personalizzate, ma anche la gestione delle emergenze e la programmazione.

Un corso di laurea magistrale a numero chiuso attivato in Italia solo a Milano ed a pagamento; mentre noi lo potremmo avere nelle condizioni economiche molto basse stabilite dai regolamenti  interni, avendo concordato che gli studenti seguiranno i primi tre anni di corso presso le strutture dipartimentali dell’Università della Calabria e i successivi tre anni di cliniche presso l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro. In questo, c’è una richiesta specifica da fare ed è bene che tutti concorriamo a chiedere alle autorità accademiche delle due Università, come governative nazionali e regionali, che il criterio di ammissione a detto corso di laurea sia quello previsto istituzionalmente e per legge fin dal primo anno accademico dell’Università della Calabria, che l’80% dei posti sia riservato a studenti calabresi o figli di emigranti calabresi residenti all’estero, per il 15% a studenti di altre regioni italiane e per il 5% a studenti di altri paesi del mondo.

Solo così il progetto avrà un senso completo, e consentirà alla Calabria di crearsi una sua classe medica di prestigio e qualità, di fronte alla forte carenza esistente,  come sono le richieste che vengono oggi dalla società calabrese. (rcs)