CATANZARO – Domani la presentazione del percorso della Grande Catanzaro

Domani mercoledì 14 giugno, alle ore 16, nella Biblioteca comunale “De Nobili”, si terrà l’incontro tecnico sui nuovi modelli di associazionismo intercomunale, rivolto ai sindaci della provincia coinvolti, che aprirà il percorso verso la “Grande Catanzaro”.

A presiedere l’iniziativa il sindaco Nicola Fiorita. Sono previsti i saluti del segretario di Anci Calabria, Franco Candia, e le relazioni di responsabili e coordinatori del progetto Italiae – promosso dal Dipartimento degli Affari Regionali e delle Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri – che offriranno il proprio supporto alle attività. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Il vescovo Parisi celebra Sant’Antonio

«Quando penso a S. Antonio da Padova, all’impatto della sua predicazione, alla capacità aggregativa che questo Santo ha ancora sulle persone, penso a questo sguardo limpido, autentico, dell’uomo sulla vita umana. Uno sguardo che, anziché escludere Dio, immette in questo circuito Dio come Colui che ispira tutte le potenzialità. A partire dalla carità, dall’amore capace di generare relazioni nuove». Così il vescovo di Lamezia Terme monsignor Serafino Parisi che, al Santuario di S. Antonio di Padova, ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica nel giorno della festa del Protettore della città, alla presenza delle rappresentanze delle forze dell’ordine, delle associazioni d’arma e di alcune realtà del volontariato della comunità lametina.

Sul tema della sapienza si è incentrata l’omelia del pastore della chiesa lametina, sottolineando come «il libro della Sapienza, nella tradizione biblica, sconvolge le logiche con cui fino a quel momento veniva visto il rapporto tra il Creatore e la creatura, tra Dio e l’uomo. L’uomo non è più guardato da Dio dall’alto verso il basso, ma l’uomo inizia ad alzare lo sguardo, si mette in ricerca perché Dio può essere compreso. La sapienza è la forza della ragione che non vuole restare chiusa in sé stessa o appagata da parole pronunciate dall’alto e incontestabili, ma scopre che la vita dell’uomo è una continua ricerca di senso».

«Noi celebriamo S. Antonio come maestro di sapienza – ha proseguito monsignor Parisi – E la sapienza, mettendo l’uomo in ricerca e ponendolo di fronte a Dio quasi in un atteggiamento di “sfida leale”, fa scoprire all’ uomo di essere uomo. La sapienza fa riconoscere all’uomo il proprio limite, la propria fragilità, il dramma della propria esistenza. E proprio quando l’uomo arriva alla consapevolezza di non poter comprendere tutto pur volendo comprendere molto di più, di non poter fare tutto pur volendo fare molto di più, allora scopre che non oltre il proprio limite ma dentro il limite della sua vita sta la sua potenza. Pensiamo all’umanità segnata dalla sofferenza, dal dolore, da quel male che a volte definiamo “banale” e incomprensibile. Può una vita umana essere giudicata “indegna” di essere vissuta perché, a causa della sofferenza, diventa bisognosa di tutto e di tutti? É proprio in questa condizione che tu sperimenti e fai sperimentare all’altro la bellezza di una vita condivisa. Il limite dà all’uomo la possibilità di comprendere le sue potenzialità, non se si mette al posto di Dio, non se nega Dio, ma se di Dio riesce a cogliere i doni che fa all’uomo. E una volta che l’uomo scopre la sapienza, come ci ha ricordato la prima lettura, apprezza tutto quello che ha e comincia ad assumere quell’atteggiamento fondamentale nel rapporto con Dio e verso gli altri che è la gratitudine».

«Chiedo a S. Antonio per la nostra comunità cittadina, per la nostra comunità diocesana, per il nostro territorio, di poter fare esperienza sapienziale del senso vero della vita – ha concluso Parisi – Partendo dalle cose che abbiamo, impariamo a ringraziare, a collaborare, a diventare protagonisti del futuro. E, per essere protagonisti del futuro, occorre essere persone pienamente appagate. Sperimentando il nostro limite, possiamo scoprire il Signore e fare in modo che la relazione con l’altro possa essere costruttiva di pace, di umanità vera, essere e vivere da persone che sanno riconoscersi per quello che sono: nella loro dignità, nella loro forza, in tutte le loro potenzialità». (rcz)

CATANZARO – L’esperienza del Gruppo di Scicli raccontata agli studenti dell’Accademia delle belle arti

Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro hanno avuto l’occasione di conoscere e confrontarsi con Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro, due componenti del Gruppo di Scicli. La lectio magistralis ha aperto per i corsisti dell’Aba una finestra su uno dei più importanti e longevi gruppi artistici italiani del ‘900. Il collettivo, nato con Piero Guccione e Franco Sarnari all’inizio degli anni ’70, ha proseguito la sua attività per 35 anni, coinvolgendo via via nuovi artisti: «Il gruppo si è formato sulla base del talento – ha spiegato Puglisi -, ma era anche un gruppo di amici che non era nato attorno a un manifesto, anzi, nel Gruppo di Scicli ogni artista è stato sempre libero di fare la propria ricerca e coltivare il proprio talento, supportando e aiutando a sviluppare il talento anche degli altri componenti».

Proprio Puglisi e Zuccaro hanno quindi portato agli studenti la loro esperienza diretta e personale: entrano a far parte del Gruppo di Scicli, infatti, da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, scoperti dal loro docente Sarnari. Una circostanza, questa, che ha permesso loro di aprire i giovani corsisi dell’Aba catanzarese ad un dibattito intenso, appassionato, curioso che si è protratto per oltre tre ore in un continuo scambio di vedute e sulla base di parecchie domande.

Così, partendo dalla produzione artistica degli esponenti del Gruppo di Scicli (oltre ai già citati Guccione, Sarnari, Puglisi e Zuccaro, ne hanno fatto parte, tra gli altri, Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Salvatore Paolino e Franco Polizzi), il racconto si è snodato attraverso i ricordi e gli aneddoti vissuti all’interno di uno dei contesti culturali più vivi e vivaci dell’Italia nella seconda metà del secolo scorso: «È stata una bella giornata – ha detto Piero Zuccaro, che è anche docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro – in cui abbiamo potuto far vedere agli studenti com’è nato il nostro percorso artistico e professionale grazie ai maestri incontrati nell’esperienza del Gruppo di Scicli. Un gruppo che, per longevità, è stato forse una situazione anomala nell’intero panorama della storia dell’arte e che per questo rappresenta per gli studenti un elemento interessante da analizzare nelle dinamiche artistiche e personali che lo hanno caratterizzato».

«La presenza di Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro per questa lectio magistralis mi riempie di gioia e di orgoglio – ha detto il direttore dell’Aba Catanzaro, Virgilio Piccari – Sono felice che siano qui a raccontare ai nostri studenti della loro esperienza diretta all’interno di uno dei contesti artistici più significativi del Novecento italiano, quando hanno avuto l’occasione di studiare, formarsi e lavorare al fianco di grandi maestri come Guccione e Sarnari. Basti pensare che Vittorio Sgarbi definì Piero Guccione come il pittore italiano più importante degli ultimi 50 anni assieme a Fontana, Gnoli, Schifano e Burri. Inoltre, l’esperienza del Gruppo di Scicli ci racconta come l’arte possa essere, anche e soprattutto per un territorio com’è quello calabrese, un’occasione incredibile per l’evoluzione e lo sviluppo sociale e culturale». (rcz)

CATANZARO – All’ex Stac le storie speciali di chi ha superato le disabilità

L’arte, la scrittura, la musica coniugate alla tecnologia per andare oltre le disabilità e dare forma al proprio mondo interiore. Questo il messaggio significativo che è stato al centro della mostra “Tecnologica-Mente Creativi”, ideata e curata dall’Associazione di promozione sociale “Don Dino Piraino”, tenutasi con successo nelle sale della Palazzina ex Stac in piazza Matteotti a Catanzaro. L’iniziativa espositiva è stata accompagnata da un incontro-dibattito con protagonisti tre testimoni speciali, autori delle opere e degli scritti proposti al pubblico.
Raffaella Spinelli, artista affetta da sclerosi multipla e allettata da diversi anni, realizza i propri lavori grazie all’ausilio di un tablet e di un’app che le consente anche di superare i problemi con la vista.

Manuel Sirianni, ragazzo autistico non verbale, ha scoperto nell’uso di una tastiera lo strumento per entrare in contatto con l’esterno e raccontare il proprio vissuto – come ha spiegato la mamma Oceania – diventando anche autore del romanzo “Il bambino irraggiungibile” e ispirando la realizzazione del docu-film di prossima uscita “Oceani”. Anche il fratello Daniel ha superato le stesse difficoltà trovando, però, nella musica la chiave giusta per esprimersi e coltivare il proprio talento. Luca Talarico, giovane studente dell’Itis Scalfaro, ha scelto i colori e le forme vivaci del fumetto per parlare al mondo e sperimentare un percorso didattico inclusivo tra i banchi di scuola. E dalle parole della mamma Stefania, è emerso anche il profondo lavoro portato avanti dalla famiglia per superare insieme, con il gioco, tutte le paure e combattere stereotipi e preconcetti.

Le loro storie sono state al centro di un intenso dibattito nell’ambito dell’iniziativa presentata da Maria Marino, presidente dell’associazione “Don Dino Piraino”: «E’ stata la prima attività messa in campo dal nuovo sodalizio nato per ricordare e tramandare i grandi insegnamenti spirituali, etici e culturali che il sacerdote ha lasciato alle comunità di Gagliano, Piano Casa, Chiaravalle. La testimonianza di resilienza, coraggio e forza di volontà dei protagonisti della mostra, unita alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, può rappresentare un esempio ed una fonte di ispirazione per tante altre persone in difficoltà che sentono il bisogno di dire: Noi ci siamo».

L’evento è stato patrocinato dalla presidenza del consiglio regionale della Calabria, nella persona di Filippo Mancuso, e dal Comune di Catanzaro, rappresentato per l’occasione dall’assessore Antonio Borelli, i quali hanno espresso il proprio plauso per l’alto valore dell’iniziativa. (rcz)

CATANZARO – Slitta al 19 giugno la rassegna “Ci vediamo da Margherita”

Prende il via il 19 giugno, a Villa Trieste a Catanzaro, la rassegna Ci vediamo da Margherita, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune. La manifestazione proseguirà fino al 28 giugno.

Per preservare al meglio l’organizzazione complessiva delle giornate e la regolare partecipazione del pubblico, il calendario della manifestazione è stato, quindi, spostato alla settimana prossima, anticipato da una speciale anteprima. Le presentazioni dei libri, già fissate nell’originaria programmazione, si svolgeranno regolarmente in location al chiuso, sempre nell’area di Villa Margherita, per una tre giorni “off”.

Si parte domani mercoledì 14 giugno, alle 18.30, all’interno dell’Accademia di Belle Arti, con La Russia di Putin di Andrea Borelli. L’autore, dottore di ricerca in storia, discuterà insieme a Salvatore Bullotta sul suo libro che affronta le tappe della costruzione dell’identità geopolitica russa, interrogandosi sulla solidità e sulle eredità del putinismo.

Giovedì 15 giugno, alle 18.30 nella Biblioteca comunale De Nobili, sarà la volta dell’illustratore Riccardo Francaviglia che presenterà il suo albo per ragazzi, Il cacciatore di nuvole, affiancato da Maria Saveria Ruga.

Venerdì 16 giugno, dalle 17 sempre in Biblioteca, incontro su Albert Camus a cura di Club Fahrenheit con l’intervento di Andrea Tramontana. A seguire, “Ci vediamo daMargherita” ospiterà Gabriella Genisi, autrice di due cicli di celebri romanzi noir che hanno come protagoniste femminili il commissario Lolita Lobosco (che ha ispirato l’omonima serie tv) e il maresciallo Chicca Gomez. Proprio quest’ultima è al centro del volume L’angelo di Castelforte – di cui l’autrice parlerà insieme a Giulia Zampina – romanzo di parole, respiri, tramonti, amore e morte che racconta il lato più perturbante degli scrittori.

Tre giorni di “Sfogliando Margherita” che segneranno il conto alla rovescia verso l’inizio ufficiale della manifestazione, sempre all’insegna della valorizzazione del centro storico e del fare comunità. (rcz)

CATANZARO – Il sindaco Fiorita spinge per la nascita della Grande Catanzaro

«Inizia a prendere corpo il percorso di costruzione verso la “Grande Catanzaro». A dirlo è il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita.

Mercoledì 14 giugno prossimo, alle ore 16, nella Biblioteca comunale “De Nobili”, si terrà un primo incontro formativo, rivolto ai sindaci della provincia coinvolti, per avviare una fase concreta di dialogo e di concertazione mirata a dare vita ad un nuovo modello di associazionismo intercomunale.

«Il capoluogo di Regione vuole porsi come soggetto promotore e propulsivo di questo processo – dice il primo cittadino – con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e della vita degli abitanti di un ampio territorio, con progetti di ampio respiro nel campo della trasportistica, dei cicli delle acque e dei rifiuti, dell’istruzione, della cultura e del turismo, partendo da quanto già in itinere, a livello provinciale, con gli Ambiti Territoriali Ottimali. Una sfida che, se ben interpretata, potrà contestualmente giocare un ruolo decisivo anche per rafforzare la capacità rappresentativa dell’intero territorio e la sua dimensione politica e amministrativa nel contesto regionale».

Continua Fiorita: «Un percorso che ho inteso avviare avvalendoci del più alto supporto specialistico. Per l’organizzazione della riunione tecnica di mercoledì, l’Anci ha garantito la propria collaborazione, tramite le sue strutture nazionali e le rappresentanze regionali. Catanzaro ospiterà il team di esperti del progetto Italia – promosso dal Dipartimento degli Affari Regionali e delle Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri – che ha già sperimentato con successo percorsi mirati alla nascita di Unioni di Comuni. Sarà l’occasione per entrare nel vivo di una materia complessa, quanto mai attuale e necessaria, partendo da modelli concreti che possono rappresentare un riferimento per la “Grande Catanzaro”». (rcz)

CATANZARO – I bimbi del Pascoli-Aldisio salutano la scuola a bordo di un trenino giallorosso

Giorno 9 Giugno una grandissima emozione ha attraversato i cuori dei bambini di 5 anni della Sez. A. della Sc. dell’Infanzia “L. D’Errico” che hanno salutato la loro scuola e i loro compagni per poi dirigersi verso un trenino tutto giallorosso, realizzato insieme alle loro insegnanti, e intraprendere il tanto atteso viaggio verso la scuola primaria.

Un trenino davvero speciale visti i colori della squadra del cuore ai quali i bambini sono legatissimi. Sicuramente un momento davvero toccante soprattutto per le maestre che, pur consapevoli di lavorare negli anni proprio per preparare i loro bambini a vivere al meglio questo “distacco”, non hanno potuto trattenere le forti emozioni tra lacrime e sorrisi.

Le maestre Maria Celi e Teresa Fanara salutano con amore e affetto infinito i loro remigini: Arcuri Filippo, Bellini Marianna, Cacia Edoardo, Cicco Gabriele, Crudo Ginevra, Molinaro Manuel, Scarfone Martina.

L’augurio che le maestre porgono ai loro bambini, pronti a “partire” per questo nuovo viaggio, «è che questo trenino faccia loro scoprire nuovi posti, persone, emozioni, e che il loro possa essere il viaggio della crescita e delle nuove scoperte! I colori della nostra città e della nostra squadra siano il migliore degli auspici affinchè possano esserci nuovi traguardi da raggiungere e di cui gioire insieme!! Ci attendiamo per tutti un successo da… serie A!!! Ad maiora semper!». (rcz)

CATANZARO – Al via il progetto “Diamoci una mano” della Casa Rifiugio “Mondo Rosa”

Ha preso il via Diamoci una mano, il progetto della Casa Rifugio Mondo Rosa del Centro Calabrese di Solidarietà destinato alle donne vittime di violenza.

Il progetto, dunque, si pone come obiettivo proprio questo ambizioso traguardo: attraverso un corso finalizzato a far apprendere come eseguire professionalmente una perfetta manicure estetica e pedicure è propedeutico anche all’apprendimento della tecnica del semipermanente, le donne che parteciperanno avranno gli strumenti per individuare un percorso lavorativo che le renda e indipendenti e sicure di sé. Il progetto è finanziato dalla Regione Calabria, grazie alla ripartizione delle risorse del “fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, DPCM 16.11.2021.

«Le mani sono un aspetto sempre più importante nella cura della persona, è un atto d’amore verso se stessi e gli altri.  Le mani sono sottoposte a tutte le aggressioni esterne: freddo, caldo, detersivi, lavori domestici, e sono le prime a mostrare segni di fatica. Per questo bisogna averne cura – spiega la referente del progetto, Katia Vitale –.  Il corso finalizzato a far apprendere come eseguire professionalmente una perfetta manicure estetica e pedicure è propedeutico anche all’apprendimento della tecnica del semipermanente».

«Le allieve riceveranno nozioni teoriche – ha proseguito – quali l’anatomia della mano e la fisiologia e patologie delle unghie, per poi passare alla parte pratica dove andranno a realizzare in modo professionale i trattamenti, partendo dal taglio e limatura dell’unghia fino all’applicazione dello smalto. Al termine del corso le allieve saranno in grado di realizzare la manicure idonea alla forma della mano e dell’unghia della cliente, rimuovere dove serve le antiestetiche cuticole ma soprattutto anche riconoscere eventuali patologie dell’unghia potendo così sapere se la cliente può essere trattata o se le si deve consigliare una visita medica specialistica».

Il progetto, che ha una durata di 12 mesi, quindi ha l’obiettivo specifico di favorire l’empowerment economico e sociale attraverso il rafforzamento delle competenze professionali, diminuendo così l’insicurezza personale e occupazionale e favorendone l’integrazione nella società civile delle beneficiarie svantaggiate.

Per finalizzare quest’obiettivo, verrà offerto alle beneficiarie un percorso di orientamento e bilancio delle competenze e un corso di formazione.

«L’esperienza maturata in questi anni di gestione della Casa Rifugio, ci permette di sostenere con forza la necessità di voler continuare ad investire in un progetto finalizzato a potenziare azioni di sostegno territoriale per garantire alle donne la fattiva possibilità di uscita dalla violenza – ha proseguito Vitale –. Il punto centrale del progetto è la competenza del personale impiegato nell’ ascoltare e raccogliere, nel lavoro con le donne che subiscono violenza e maltrattamenti, le difficoltà a nominare i propri vissuti, le disparità relazionali ricorrenti, le risposte ricevute dalle proprie reti informali e formali. Un momento cardine diviene il metodo centrato su un percorso individualizzato che parte dal dare credito al racconto della donna e dalla fiducia costruita nella relazione. Si tratta di offrire prestazioni trasformate in relazioni». (rcz)

La Scuola della Pace di Lamezia premiato al contest “Parrocchie ecoligiche”

Ad inizio 2023, è stata inaugurata la Scuola della Pace promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, nata nella Parrocchia di Santa Maria Goretti in Lamezia Terme.

Oltre i confini della Parrocchia in cui è nata, estendendo il suo campo di azione sul territorio della Diocesi di Lamezia Terme, la Scuola della Pace, in questi mesi, ha risposto a bisogni educativi riscontrati, principalmente, nella zona di Nicastro (Lamezia Terme) con l’obiettivo di proporre, garantire e concretizzare un’istruzione di qualità per bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e 18 anni, di diversa provenienza ( soprattutto marocchini, nigeriani, rom ma anche lametini), che hanno svariate difficoltà sul piano educativo, sociale ed economico. È nato così, per loro, il progetto “Impariamo divertendoci” che, con le sue attività, vuole proporre un reale momento di integrazione e condivisione, partendo dall’istruzione, punto centrale della formazione della persona, diventando, nel contempo, risposta concreta alle fragilità sociali e familiari in cui, spesso, i minori cosiddetti a rischio vivono. 

Il progetto vuole permettere a tanti bambini a rischio dispersione scolastica, analfabetismo e lavoro precoce di poter avere accanto operatori volontari che li accompagnino nel supporto scolastico, garantendo anche un sostegno affettivo, un’educazione religiosa e alla solidarietà e interculturalità. In realtà, il progetto ben presto si è esteso perché ai ragazzi, si sono affiancate anche le loro mamme straniere che hanno chiesto aiuto per apprendere la lingua italiana. Si tratta di donne che hanno già un titolo di studio nel loro Paese, di grande intelligenza e desiderio di imparare ed integrarsi per cui rapportarsi con loro è davvero un piacere e una soddisfazione.

Con questo progetto la Scuola della Pace, unitamente alla Parrocchia di Santa Maria Goretti, che ha dato un contributo significativo per la sua concretizzazione, al Progetto Policoro, che ha sostenuto e aiutato a strutturare il percorso e ad altri partner ha partecipato alla seconda edizione del Contest Parrocchie ecologiche, promossa dal Movimenti Lavoratori dell’AC nel mese di maggio 2023. 

Grazie allo stimolo del goal 4 dell’agenda 2030, di garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti, si è pensato di proporre il progetto per il conseguimento di tali obiettivi attraverso le seguenti attività e laboratori:

1) Doposcuola incentrato sulle carenze dei beneficiari, divisi per classi di appartenenza;

2) Laboratori di riciclo creativo;

3) Attività ludico-ricreative attraverso giochi e sport;

4) Formazione e informazione sui rischi e pericoli dell’era digitale.

Il gruppo informale di volontari, che con grande entusiasmo, disponibilità e generosità si sono messi a disposizione, è formato da membri della Comunità di S. Egidio, da volontari provenienti dalla Parrocchia di S. Maria Goretti; dall’ AC Parrocchia di S. Maria Goretti; dal Progetto Policoro Diocesi di Lamezia Terme; da Docenti in pensione, studenti universitari e ragazzi facenti parte della Parrocchia.

La Scuola della Pace, dopo essere stata ammessa alla seconda fase del contest, è stata selezionata tra i 9 vincitori di questa seconda edizione. Grande la felicità per questo risultato raggiunto, che fa ben sperare per il futuro, è, infatti, un riconoscimento prestigioso dell’azione che con tanta pazienza, fatica, ma anche gioia immensa, entusiasmo, fiducia, si sta portando avanti e riprenderà a settembre dopo la pausa estiva.

La Scuola della Pace ha intercettato un bisogno importante presente sul territorio a cui le strutture pubbliche, private, associative presenti e già operanti non riescono a rispondere sufficientemente. L’auspicio è che, visto il riconoscimento della validità del progetto e dell’operato, dato da questa vittoria, ma anche dalla notevole affluenza di bambini e mamme, si possa trovare una sede per la Scuola della Pace che garantisca stabilità, luogo di incontro e di crescita comunitaria, libera, spensierata, gioiosa, nutrita da relazioni sane che implementano la speranza nei/dei bambini, uomini del domani. Ringraziamo di cuore il Movimento lavoratori dell’AC che ha creduto nel progetto e a quanti ci hanno aiutato a idearlo e realizzarlo. (Sr Elisa Ciuffa)

CATANZARO – Mercoledì si presenta Armonie d’Arte Festival 2023

Martedì 14 giugno, a Catanzaro, alle 11.30, all’Auditorium BCC Centro Calabria, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2023 di Armonie d’Arte Festival, diretto da Chiara Giordano.

Un festival artistico internazionale, un progetto di sviluppo armonico sostenibile e un epicentro di cointeressenze mediterranee;  luoghi della storia che raccontano “approdi” lungo le rotte del mare nostrum, e 4 temi del nostro tempo: cultura, natura, salute e pace. Un festival espanso che guarda alle radici ed ugualmente al tempo contemporaneo e allo scenario globale. (rcz)