S. Giorgio Megalomartire Patrono di Reggio Calabria

La festa di San Giorgio, patrono di Reggio, suggerisce la lettura di un libro fantastico, edito da Kaleidon e firmato da Nicola Ferrante e Franco Arillotta, San Giorgio Megalomartire Patrono di Reggio Calabria. Un volume riccamente illustrato che si foglia e si legge con piacere della scoperta di curiosità e particolari legati a un santo molto amato in tutto il mondo . Perché Reggio lo ha scelto come proprio patrono? L’indagine storica ha permesso ai due autori di apprendere  nuove notizie e trovare correlazioni che nemmeno si potevano immaginare. La ricca e straordinaria documentazione  iconografica consente di avviare un percorso di scoperta che finisce con l’appassionare anche il più scostante lettore: si viaggia nel tempo, attraverso le ragioni del culto, per capire la scelta da parte di tanti paesi e città di individuare in San Giorgio un santo cui dedicare la comunità. Gli autori sono mons. Nicola Ferrante, apprezzato parroco della Chiesa del Loreto di Reggio (scomparso alcuni anni fa) che ha curato le notizie sul Santo e il prof. Franco Arillotta, apprezzatissimo e valoroso studioso di cose reggine, che invece si è occupato del Patrono. Un libro da regalare o farsi regalare, prezioso dalla prima all’ultima pagina, che piacerà non solo ai reggini, ma andrebbe conservato con orgoglio nella biblioteca di ogni calabrese appassionato della sua terra.

Per la cronaca, le tracce di San Giorgio a Reggio si fanno risalire alla Guerra Gotica (con un primo riferimento che risale al 536), sono qui riferite le leggende normanne e gli assalti dei turchi e dei saraceni e poi… ma perché lo raccontiamo? Cercate il libro e leggetevi tutta la storia. È davvero avvincente. (rl)

SAN GIORGIO MEGALOMARTIRE
di Nicola Ferrante e Franco Arillotta
Kaleidon Editrice, ISBN 9788888867106

IL GESÚ DI NATUZZA
di Luciano Regolo

Fra i diversi libri e le tante pubblicazioni sulla mistica di Paravati, questo di Luciano Regolo è decisamente il più suggestivo e completo. Regolo, giornalista di lungo corso, è peraltro uno dei maggiori esperti della storia straordinaria di Natuzza Evolo, una donna che parlava con Gesù, con Maria e con i Santi. Adorata in vita e venerata dopo la sua scomparsa (è in corso la causa di beatificazione) ha sempre avuto un interminabile stuolo di fedeli che hanno creduto e credono in lei. Una storia affascinante in grado di far venire dubbi anche al più agnostico dei lettori: il dialogo di Natuzza con Cristo è durato una vita, rivelando l’incredibile capacità di una donna semi-analfabeta di interpretare il senso profondo della cristianità e il messaggio del vangelo diffuso con parole semplici, tra visioni e suggestioni, sempre disponibile a ricevere e incontrare chiunque, con umiltà e una generosità senza pari.

Luciano Regolo, calabrese di Catanzaro, è molto apprezzato nella sua terra: ha diretto con polso e grande mestiere il quotidiano L’ora della Calabria prima di andare a  Famiglia Cristiana dove è condirettore. Ha lavorato per Repubblica, Oggi, Chi e diretto Novella 2000, Eva Tremila e Vip.

In questo libro ricostruisce e propone una vera e propria “cristologia” secondo Natuzza, così da offrire ai lettori, innanzitutto la certezza che il messaggio della mistica è perfettamente aderente a quello evangelico; e, dall’altra parte, offrendo uno sguardo nuovo, davvero “materno” sul Gesù della fede, di cui Natuzza si sentiva davvero – secondo quel che lei stessa fece comprendere – contemporaneamente figlia e madre. Di una mamma, infatti, provava i sentimenti nei confronti di Gesù. Una nuova prospettiva che introduce la Evolo nel novero dei grandi interpreti della teologia cristiana. Un grande libro ricco di emozione, che restituisce un ritratto quanto mai autentico ed estremamente genuino della mistica di Paravati. (rl)

IL GESÚ DI NATUZZA di Luciano Regolo
ISBN 9788892219939, Edizioni San Paolo (2019)

“Co-Veni, Co-Vid-Co-Vici”
(autori vari)

Co-Veni, Co-Vid, Co-Vici è il libro scritto da avvocati e bambini – su idea dell’avvocato Antonella Sotira, presidente dell’Associazione Iusgustando Simposi Giuridici – che uscirà il 10 aprile per la casa editrice Bastogi.

Si tratta di racconti brevi e brevissimi, di cui otto sono stati scritti da bambini, «gli unici a non aver temuto il limite delle 100 parole»; insieme a loro, lo scrittore Andrea Bocconi, Angelo MartinelliMaria Rosaria RizzoGiovanni IorioGianni Spallone, i giornalisti Catia Acquesta ed Emanuele Gagliardi, gli avvocati Giovanna Corrias LucenteAnton Emilio KroghGiuliana BarbieriIrma ContiLucilla AnastasioAntonia Manfredi, Anna Sistoapoli, Monica Schipani, Giovannella Mazza, Tiziana Colamonico,  Antonietta Lazzaruolo,  Emilia Vera Giurato, Maria Rita Verdiglione, Raffaella Scutieri, Nadia Boni, Elian Furlan, Ivan Vaccari, Massimiliano Bonifazi, Giuseppe Belcastro, Giuseppe Cherubino, Fabio Federico Alberto Campisi.

E ancora, i poeti Dante MaffiaMaria Buongiorno e Antonella Pagano, l’amministratore unico di Cisal, Francesco Greco, i dirigenti Stefania SacconeGiampiero Stancati e le mamme Alessandra Maggiora Vergano ed Elena Dunova, la creativa Paolina Picozzi e il direttore commerciale Curcio Editore, Roselyn Mirialachi.

«L’iniziativa – ha spiegato Antonella Sotira – è stata occasione di incontro intimo e fraternizzante con gli autori, alcuni semplici conoscenti, che ci ha consentito di contenere la paura, la sofferenza e la preoccupazione di questo drammatico momento. Dai racconti trapela tristezza, disperazione ma anche tanta tenerezza e speranza. Molti   sono carichi di humor ed ironia, di metafore con licenza poetica, e tutti egualmente densi di pietas e humanitas. La creatività è sempre una risorsa terapeutica a cui bisogna saper attingere nei momenti di crisi».

I proventi, infine, saranno devoluti al Comitato Croce Rossa “Riviera dei Gelsomini” nella locride per contribuire all’emergenza sanitaria Covid. (rl)

LA GRANDE BALLA
di Roberto Napoletano

Direttore del Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia, Roberto Napoletano dall’aprile dell’anno scorso col suo giornale ha, meritoriamente, lanciato una coraggiosa campagna contro lo “scippo” delle ricche regioni del Nord nei confronti di quelle del Mezzogiorno. La sua campagna quotidiana, a volte feroce, a volte implacabile, ha creato non pochi mal di pancia alle regioni dell’autonomia differenziata, suggerendo, tra l’altro, con successo, al Presidente del Consiglio Conte di far diventare regola la riserva del 39% degli investimenti a favore del Mezzogiorno. La grande balla ripercorre un anno di battaglie quotidiane di Napoletano, grande conoscitore dell’economia non solo del Mezzogiorno e insuperabile esperto di finanza statale, e racconta un’Italia che molti non conoscono proprio: «Quanti dei cittadini lombardi e veneti – scrive – sanno che sessantuno miliardi dovuti al Sud vengono ogni anno regalati al Nord?».

Questo libro, che ha lievità di un bell’editoriale da leggere con la dovuta attenzione, conduce in un lungo viaggio nelle piccole patrie dell’assistenzialismo, ma non sono al Sud, sono tutte al Nord. «Volete sapere dove sono finiti i sessantuno miliardi l’anno, seicento tondi in dieci anni calcolati per difetto? – scrive Napoletano – Nei mille poltronifici lombardo-veneto.piemontesi. Solo in Lombardia sessantamila stipendi in micromunicipalizzate. Il numero degli amministratori, politici trombati amici degli amici, è di sovente superiore a quello dei dipendenti di una società. In mille consulenze di favore e negli appalti egemonizzati dalla ‘ndrangheta».

Se voleva farci indignare, Napoletano ci riesce in pieno, ma lo la con la grazia d’un saggista raffinato che parla come mangia: i concetti sono espressi con estrema chiarezza, non è necessario un master in economia per comprendere quanto vuol far risaltare l’autore sul divario sempre più crescente Nord-Sud: «Se nasci a Reggio Calabria o nell’entroterra vesuviano di Napoli le mense scolastiche le vedi solo col binocolo, ma se ha la fortuna di venire al mondo in Brianza hai l’imbarazzo della scelta. […] i bambini di Crotone appartengono di fatto a uno stato diverso da quello dei bambini di Monza».

I protagonisti di questo libro siamo abituati a vederli scorrere nelle immagini dei telegiornali, nelle prime pagine dei giornali e Napoletano non ne trascura alcuno: lo scopo è tracciare tanti ritratti di gente che, senza vergogna, ha campato, campa e camperà sulle disgrazie del Sud. Napoletano è un abile affabulatore, ma non vuole incantare serpenti, costringe ad aprire gli occhi e fustiga, senza pietà, i rapaci affamatori del Mezzogiorno, dando il dovuto omaggio a chi merita il plauso (come il rettore dell’Unical Nicola Leone per i suoi corsi di intelligenza artificiale, e Mario Draghi «un grande italiano») o ha il coraggio di affermare che «il Paese ha bisogno di liberarsi dalla logica del capro espiatorio – l’Europa, la finanza, i mercati, gli immigrati – per fare le cose, non per continuare a dire sempre più rumorosamente perché non si fanno (Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia).

Un libro scritto e uscito prima che il flagello del coronavirus sconvolgesse qualsiasi equilibrio precedente: in questi giorni di clausura forzata, si dovrebbe costringere i nostri governanti a leggerlo (e se lo hanno fatto non lo ammetteranno mai). Aspettando il nuovo De Gasperi, Napoletano è tutto sommato ottimista e fiducioso, tra perequazione industriale e stato imprenditore. Non occorre l’autonomia differenziata, serve l’intelligenza al potere. Ma così dicendo La grande balla rischia di passare per un libro di fantascienza, quando in realtà vuol far passare un suggerimento ai lettori per l’operazione verità che si prefigge: non rimproverate nessuno dei responsabili del grande scippo, fategli solo capire che voi sapete. (s)

La grande balla di Roberto Napoletano
La Nave di Teseo, ISBN 9788893950633

KISSES ON THE LONDON EYE
di Barbara Panetta e Tiziana Iaccarino

Un romanzo a quattro mani, dove la scrittrice reggina Barbara Panetta, da anni a Londra, con Tiziana Iaccarino racconta la storia lieve di un amore “difficile”. Alla psicologa Hellen, tra l’altro affermata modella, manca l’amore o meglio l’uomo giusto. L’incontro con un affarista americano che vuole disintossicarsi dal vizio del gioco d’azzardo farà scattare la classica scintilla. Uno scherzo del destino o una fortunata combinazione per l’incontro di due anime che scoprono la voglia di “gemellarsi”? Tocca al lettore scoprirlo, assorbendo emozioni e colpi di scena, dove la passione dovrà fare i conti con la realtà quotidiana.

E il tutto con lo sfondo di una Londra da scoprire, con luoghi ai più sconosciuti, grazie al racconto minuzioso e attento di una città affascinante. La Panetta, già apprezzata autrice di racconti ospitati nelle due fortunate raccolte  Lo dice il mare e On the Radio, conferma la sua capacità di descrivere persone, emozioni e situazioni con un ritmo e una verve che conquistano il lettore. Tra l’altro la Panetta, che è laureata in lingue e letterature moderne con un master in linguistica sperimentale, è stata un’affascinante modella per numerosi prestigiosi nomi della moda. Vive da molti anni a Londra con la sua famiglia ed è al suo primo romanzo. La Iaccarino è una book-blogger oltre che autrice di diverse opere: ha raccontato che l’idea di questo romanzo è nata quando viveva a Londra ed è maturata dopo l’incontro con la Panetta. La scrittura a quattro mani, per quanto complicata e difficile il più delle volte, in questo caso produce un grazioso, delicato, romanzo che si legge d’un fiato. La lettura giusta in queste forzate serate del #iorestoacasa. (rl)

Kisses on the London Eye
di Barbara Panetta e Tiziana Iaccarino

Edizioni il Foglio, ISBN 9788876067839

IL CAMMINO DEGLI EROI
di Dan Faton

Che bella idea mettere insieme fantasia e realtà storica con protagonisti i Bronzi di Riace per farne un romanzo atipico che si legge d’un fiato. La firma Dan Faton in realtà nasconde un collettivo di autori qualificati (l’archeologo Daniele Castrizio, il sociologo Tonino Perna e lo storico Fabio Cuzzola) che ha costruito un romanzo arguto e appassionante dove si mescola su più piani temporali l’intrigo dei bronzi, il mistero della loro identità, del loro autore e, soprattutto, la ver aorigine. Castrizio sui Bronzi ha scritto numerosi saggi ed è un autorevole archeologo che parla con cognizione di causa. In quest’occasione, le conoscenze si frammentano in uno snello, ma non frettoloso, racconto d’una Calabria che forse è insieme mito e passionalità, tradizione e cultura, sogno e civiltà millenaria.

Da dove vengono gli eroi scoperti nel mare di Riace in una calda estate del 1972? Chi li ha scolpiti? Qualcuno ha sottratto altri elementi che facevano parte di un più complesso gruppo scultoreo? Non è un libro di indagine, ma il pretesto dei Bronzi si presta a provocare nel lettore interrogativi di non facile soluzione. Va preso come il romanzo provocatorio di una storia che più che mai offre sponda alla leggenda e alle insinuazioni e per quetso è gustoso e conquisterà il lettore. Peccato che l’edizione in nostro possesso, alla seconda ristampa, sia piena di insopportabili refusi: c’è da augurarsi che l’editore abbia provveduto, perché facile prevedere l’ira degli dei del Mediterraneo di cui i bronzi sono l’immagine plastica. (rl)

IL CAMMINO DEGLI EROI di Dan Faton
Società Editrice Dante Alighieri, 2019 – ISBN 9788853442079

Rubbettino regala l’epub “Il cielo comincia dal basso” di Sonia Serazzi

Simpatica iniziativa di Rubbettino, l’editore di Soveria Mannelli, che regala oggi e domani il romanzo Il cielo comincia dal basso di Sonia Serazzi: l’edizione epub sarà scaricabile gratuitamente oggi sabato 14 e domani domenica 15, direttamente dal sito della Casa editrice: https://www.store.rubbettinoeditore.it/il-cielo-comincia-dal-basso-6546.html

«Abbiamo scelto questo libro – ha dichiarato Florindo Rubbettino che guida l’omonima editrice –  perché ci pare che il messaggio di speranza che veicola, l’atmosfera domestica che trasuda dalle sue pagine e, soprattutto, l’insegnamento di godere di quello che si ha, delle cose semplici, della famiglia, del pane caldo con l’olio, di una pianta cresciuta per caso tra le crepe del cemento…, siano particolarmente adatti ai giorni difficili che stiamo vivendo.

La sinossi. Rosa Sirace è una che impara a fiorire nel posto che ha, e fiorendo scrive la sua vita di cose piccole su un’agenda: fogli con sopra il numero del giorno, e la carta che tiene il conto ripete quotidianamente che una storia non ha tutto lo spazio e il tempo che vuole. Così Rosa Sirace disciplina fatti, incontri e volti costringendoli sulle righe, e sceglie di essere sincera su quello che c’è intorno: la verità resiste a ogni poco. Allora la figlia di un Visconte operaio e di una Baronessa casalinga si porta in casa il lettore offrendogli un mondo senza imbrogli. Ma nell’offerta qualcosa brucia e qualcosa profuma, poi c’è il cielo, un azzurro modesto che Rosa Sirace insegue sul messale e impara da sua nonna: Antonia Cristallo. E Rosa tutto il cielo che scava lo appende in alto, a cominciare ogni pagina, e spera che bastino le Scritture a far scintillare la terra rivoltata. Il cielo comincia dal basso è un libro che mastica duro cercando il bene, e lo trova. (rl)

 

CALABRIA
il racconto fotografico
di Antonio Renda

Dodici colori per raccontare la terra che il Signore fece più bella delle Haway e degli arcipelaghi giapponesi. Almeno secondo Leonida Repaci, nella sua bellissima “Quando fu il giorno della Calabria”. La lirica del grande scrittore di Palmi – fondatore del premio Viareggio – sembra avere ispirato l’opera del grande fotografo Antonio Renda che ha pubblicato per Touring Club “Calabria, un racconto a colori”, uno straordinario viaggio per immagini.

Renda, che è stato affiancato in questa avventura editoriale da Raffaele Cardamone e Guglielmo Sirianni, è l’ideatore della Fototeca della Calabria, un impressionante archivio di quasi un milione di foto che narrano le bellezze e i misteri di questa terra.

Le foto di Antonio Renda trasudano di amore sviscerato verso la Calabria, le sue tradizioni, i suoi paesaggi, la sua natura così diversa e imprevedibile, i suoi colori resi ancora più accessi dalla luce particolare. E soprattutto dal sole. Sempre ricordando Repaci, secondo cui il Signore aveva donato all’inverno il sole, alla primavera il sole, all’autunno il sole, all’estate il sole.

Calabria di Antonio Renda

In questo imperdibile e affascinante lavoro, Antonio Renda ha abbandonato le classificazioni da manuale (cronologica oppure geofisica) per abbracciare quella più romantica e artistica dei colori.

E così la Calabria fotografata da Renda è quella arancio degli agrumi e dell’interno dei fichi, è quella blu del mare e del cielo, è quella marrone della tradizione artigiana del legno e della liuteria, è quella nera degli ultimi carbonai, è quella bianca delle distese silane ammantante di neve, è quella verde delle ceramiche di Seminara, è quella gialla delle ginestre e delle luci di Morano Calabro, è quella amaranto delle statue di certe sperdute chiese.

La “tavolozza” ideata da Renda offre una nuova chiave di lettura dell’iconografia della Calabria, esaltando i “doni” che il Signore – teso in uno sforzo creativo – ha dato, secondo il grande Repaci, a questa terra unica. (sd)

LA LEGGENDA DEL CATANZARO di Sergio Dragone

Il racconto di una grande storia sportiva, quella del Catanzaro Calcio che nel 2019 ha compiuto i suoi primi novant’anni, attraverso 70 quadri d’autore. Settanta piccole-grandi monografie che si leggono d’un fiato come le pagine di un romanzo offrendo un’inedita quanto appassionante storia dei giallorossi catanzaresi.

Ogni “quadro” riserva al lettore grandi sorprese, aneddoti assolutamente inediti, riferimenti inaspettati alla storia, alla letteratura, al cinema e alla musica. Emergono così, dal passato, eventi e figure leggendarie, personaggi che hanno fatto la storia del calcio italiano e che hanno legato in qualche modo la loro vicenda umana e sportiva al club giallorosso. E non manca il vivido racconto di alcune partite “storiche”, quelle indimenticabili, che sono rimaste nel cuore di ogni tifoso.

Sergio Dragone, con la sua penna raffinata, ma soprattutto ispirata da una passione condivisa con migliaia e migliaia di tifosi, riesce a coinvolgere anche chi di calcio s’entusiasma difficilmente: è una bella storia, una grande storia, che meritava di essere ri-raccontata con mestiere e autorevolezza, perché 90 anni sono già una leggenda. (rl)

Francesco Maria Spanò: Gerace la città delle Cento Chiese

Difficile non innamorarsi a prima vista di Gerace, la bella cittadina nella Locride: è un luogo mistico e insieme pieno di vitalità che invita il visitatore a scoprire i suoi segreti e le sue storie. Lo stesso succederà con quanti si avvicineranno al bel libro di Francesco Maria Spanò  Gerace, la città delle Cento Chiese  (Gangemi Editore), presentato la scorsa settimana al Museo archeologico di Reggio. Spanò è ovviamente di Gerace, come di Gerace è il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri che ha scritto una breve introduzione al volume. Difficile non restare avvinti e incantati dalle tante testimonianze che disegnano una città che non si può fare a meno di amare ed ammirare, invidiando i suoi abitanti e le personalità che da lì hanno preso il via verso altri lidi. Nella diaspora calabrese di persone illustri, i geracesi primeggiano nel campo della cultura e del giornalismo e hanno lasciato evidenti tracce in tanti altre aree della società.

Spanò, senza indulgere alla malinconia di un figlio devoto, riesce a raccontare la “sua” città servendosi anche di una grande ed apprezzabile varietà di immagini fotografiche che illustrano scorci e famiglie di cui non si potranno mai perdere le tracce. Non a caso il sottotitolo del libro tradisce questo obiettivo: “storie e immagini rivissute”. È il rivissuto, in effetti, il vero protagonista di questo libro: «Non saprei vivere in nessun’altra città» scrive Nicola Gratteri, e Leon Panetta (ex capo della CIA) di rincalzo dichiara la sua devozione: «Sono orgoglioso di essere figlio di un geracese». Così, Spanò confessa che «lasciandomi trasportare dall’intensità» degli episodi di un tempo “raccontato” «mi è inconsapevolmente accaduto di dare nuova vita agli avvenimenti stessi e di vederli alla base della mia identità». Una dichiarazione d’amore che spiega perché, sfogliando queste pagine, si avverte l’appartenenza a un luogo che sembra inventato eppure esiste e rivela una grande storia fatta di persone, avvenimenti, persino di piccoli curiosi banali istanti di vita, che acquistano un vigore inaspettato in queste preziose pagine di ricordi e di emozioni.

«La memoria della sensazione – dice l’autore – ha valicato i confini della narrativa fotografica. E sono stato travolto da un torrente di momenti felici, di attimi extratemporali che poi sono diventati la Gerace dei volti, dei gruppi della chiesa, dei personaggi illustri e delle famiglie a me care, dei simboli, delle stagioni di una terra che vede da sempre i colori del mare».

Un suggerimento: non è un libro che deve seguire il naturale scorrere delle pagine. Va aperto a caso e ogni immagine s’impadronisce dell’incauto lettore, curioso ma magari svogliato, che si scopre coinvolto da una semplice immagine in un gioco di rimandi e di connessioni che il filo del tempo riesce a intessere in maniera incredibile e da cui non si vuole più uscire. Si sfoglia, si legge il libro e si diventa, orgogliosamente, cittadini di Gerace, custodi immaginari delle sue Cento Chiese, del suo passato magno-greco, in un percorso esperienziale che viene voglia di condividere con le persone care. Calabresi e non: Gerace è la Calabria, ma non solo. È quanto riesce a trasmettere l’autore, Francesco Maria Spanò, uno dei tantissimi calabresi che non nasconde l’orgoglio di sentirsi tale e la soddisfazione di saper trasmettere la sua “calabresità” ai figli e ai figli dei figli che verranno. Con amore, devozione e quella sana passione per le nostre origini che tutto il mondo ci invidia. (s)