REGGIO – Intitolata la Sala Stampa del Granillo al giornalista Tonio Licordari

Nella giornata di sabato è stata intitolata la Sala Stampa dello stadio comunale ” Oreste Granillo” a Tonio Licordari, storico ed indimenticato giornalista reggino scomparso nel 2016.

Il sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme al vicesindaco Paolo Brunetti ed al consigliere comunale delegato allo Sport, Giovanni Latella, è intervenuto ad una cerimonia che ha visto partecipare il figlio e la moglie di Licordari, il giornalista Natale e la signora Alba Verduci, il presidente ed il direttore generale della Reggina 1914, Virgilio Minniti e Giuseppe Praticò, i decani del giornalismo sportivo cittadino, i rappresentanti dei sindacati dei giornalisti, numerosi amici e familiari dell’ex vice caporedattore del quotidiano Gazzetta del Sud.

«È un gesto dovuto e sentito», ha commentato il sindaco Falcomatà, sottolineando come «l’amministrazione comunale continui il proprio percorso di recupero della memoria storica di reggini illustri che, con il loro operato, hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia della nostra città».

«L’idea di intitolare a Tonio Licordari la sala stampa dello stadio comunale – ha spiegato il primo cittadino – è stata quasi naturale perché, in questo luogo, ancora riecheggia l’eco delle gesta, delle parole e del lavoro di chi rappresentato, a tutti gli effetti, un esempio per i tanti giovani che si avvicinano al mestiere affascinante e complesso del giornalista».

«Licordari – ha ricordato Giuseppe Falcomatà – ha sempre avuto un approccio preciso alle tematiche, non soltanto quelle sportive ma anche di cronaca, società e costume, volto ad approfondire gli argomenti ed a comprendere tutte le sfaccettature delle diverse situazioni che andava ad argomentare. Ha sempre avuto un piglio arguto e pungente nell’idea di dover offrire il proprio contributo, attraverso la sua penna, alla crescita culturale sociale e culturale della città».

Particolarmente significative ed emozionanti sono state le testimonianze del figlio Natale e del responsabile della Gazzetta del Sud, Piero Gaeta, così come gli aneddoti raccontati dal dg della Reggina, Giuseppe Praticò, dal sindacalista Eugenio Marino, dal decano del giornalismo reggino, Tonino Raffa, e dall’ex presidente della squadra amaranto Mimmo Praticò(rrc)

Il 25 gennaio a Locri l’incontro “La Shoah tra storia e memoria”

di ARISTIDE BAVA  – Si avvicina il 27 gennaio giornata in cui  si celebra in tutto il mondo la Giornata della Memoria, una ricorrenza in cui si rende omaggio e si commemorano le vittime dell’Olocausto legata al giorno, appositamente scelto,  in cui le truppe sovietiche dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

E, in vista di questa giornata, alcune autorevoli Associazioni del territorio della Locride hanno organizzato un convegno di notevole caratura sociale che si avvarrà della presenza di tre docenti universitari che tratteranno in maniera decisamente completa il delicato argomento. Nel convegno anche la testimonianza del figlio di un deportato che riuscì a salvarsi .  L’incontro è previsto presso la sede del Lions Club di Locri, in Piazza Stazione  per sabato 25 gennaio, e nasce sotto il tema “La Shoah tra storia e memoria – per non dimenticare”.

È organizzato dai Club Lions di Locri, Roccella, Siderno e Napoli Host con la collaborazione della sezione Fidapa di Siderno, dell’ Associazione Italiana di cultura classica della Locride, del Sidus Club e del Centro Socio Culturale senior “La meglio gioventù” di Siderno.

Dopo i saluti istituzionali di Toni Zuccarini. Gianluca Leonardo, Alfredo Pisapia, Silvana Ferraro, Maria Caterina Aiello, Cesira Sorace, rappresentanti delle associazioni organizzatrici i lavori saranno introdotti da Franco Ferraro, presidente di zona Lions e inizieranno con la testimonianza di Giuseppe Ventra, figlio di Rocco Ventra un deportato calabrese scampato alla morte dopo una lunga detenzione a Mauthausen  che, peraltro, ha scritto, unitamente alla sorella Giacoma, un libro dal titolo “Il Viaggio della memoria” proprio in memoria del genitore, sulla base dei dettagliati raccontati dallo stesso, fatti dopo la fine del suo terribile incubo. 

Quindi le relazioni di Silvio Mastrocola, dell’Università S. Orsola Benincasa di Napoli sul tema “ Gli Ecrei da Orazio al giardino di G. Bassani”, di Gaetano Di Palma , docente della Pontificia Facoltà Teologica S. Tommaso D’Acquino di Napoli sul tema “Cristiani e Giudei nel nuovo testamento” e di Francesco Lucrezi, docente dell’ Università di Salerno e del S. Orsola Benincasa di Napoli sul tema “ L’odio antico”.

I lavori saranno ,poi, conclusi da Vincenzo Mollica, delegato del Governatore Lions del Distretto 108 ya per la Shoah.

L’obiettivo principale del convegno è quello di rammentare che il ricordo della Shoah non può, e non deve, essere limitato ad una sola giornata ma deve essere il filo conduttore del nostro vivere civile.

Non a caso le relazioni dei tre autorevoli docenti universitari abbracciano temi di grande spessore, certamente diversi tra loro ma riconducibili a ricordare che la memoria di quegli anni è cosa preziosa per non dimenticare quello che è successo in quegli anni tremendi. (ab)

 

A Locri, Gioia Tauro e Condofuri gli eventi formativi del Claai

Sono stati tre gli appuntamenti che la Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane (Claai) hanno organizzato a Locri, Gioia Tauro e Condofuri per informare adeguatamente operatori e aspiranti operatori del settore della ricettività turistica sulle opportunità legate ai due bandi regionali sul turismo in pre-informazione e destinati alla riqualificazione e/o realizzazione di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere.

Sono stati esposti i principali punti legati agli avvisi pubblici “Per l’emersione e qualificazione della ricettività delle seconde case” e quello “Per il sostegno all’accoglienza turistica di qualità in Calabria”.

La Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane (Claai) «ha ritenuto opportuno informare – si legge in una nota – anche in questa modalità pubblica i potenziali interessati anche alla luce dell’obbligatorietà, nel caso del bando legato alle “seconde case”, di dover “fare rete” tra gli operatori partecipanti».

Una previsione utile alla creazione di un microsistema diffuso di imprese e di cooperazione su alcuni aspetti accessori, ma di fondamentale importanza nell’esperienza turistica, che potrà rafforzare il fragile tessuto della ricettività extra alberghiera regionale.

Organizzazioni di categoria come la Claai ed eventi pubblici informativi come quelli di Locri,presso la sede Claai, Gioia Tauro, presso la sede del Patronato e Caf MCL, e Condofuri presso l’Auditorium comunale “Angelina Romano” (foto) che hanno visto protagonisti quasi cinquanta potenziali interessati al bando possono essere provvidenziali incubatori per la nascita e lo sviluppo dell’azione coordinata obbligatoria prevista dal bando.

«La Claai dell’area metropolitana di Reggio Calabria ritiene doveroso e opportuno contribuire allo sviluppo del tessuto turistico territoriale che può trainare quello socioeconomico e soprattutto del settore artigiano che a sua volta, con le sue inimitabili peculiarità, può valorizzare l’esperienza del turista», hanno dichiarato i responsabili Claai e organizzatori degli incontri Antonio Guerrieri, Rosario Antipasqua e Antonino Casile.

Particolare attenzione è stata data alle legittime perplessità e titubanze di chi ancora non svolge attività imprenditoriale e vorrebbe avviare una nuova attività e numerose sono state le richieste di proroga rispetto alla data di avvio dello sportello per la presentazione delle domande prevista per il 3 febbraio alle 10:00.

È stata, inoltre, data ampia illustrazione del bando sulle attività imprenditoriali turistiche già esistenti e vista la grande richiesta di informazioni pervenuta è stato già stabilito di organizzare per mercoledì 22 un nuovo evento informativo gratuito online per tutti gli interessati. (rrc)

ROCCELLA (RC) – Al Convento dei Minimi la mostra “Mediterraneo, gli invisibili”

Domani pomeriggio, a Roccella Jonica, alle 17.30, nelle sale dell’ex Convento dei Minimi, sarà inaugurata la mostra composta dei quadri del progetto “Mediterraneo, gli invisibili” della pittrice Tina Parisi, sul tema dell’immigrazione.

L’evento, organizzato e patrocinato dall’Amministrazione comunale, prenderà il via con un dialogo che coinvolgerà l’autrice della mostra, i rappresentanti della Caritas diocesana Locri-Gerace, i volontari della Croce Rossa Italiana (CRI) “Riviera dei Gelsomini” e i ragazzi del progetto “Jungi Mundu” di Camini. A moderare l’incontro sarà l’assessore alla Cultura del Comune di Roccella Jonica, Rossella Scherl.

Nel corso della serata, verrà, inoltre, proiettato il videoclip “Maila” di Simone Ferioli e Antonella Iaschi, liberamente tratto dalla fiaba “L’isola del mondo Indaco. Il sogno di Seku”. 

Nella mostra che sarà ospitata a Roccella Jonica, cittadina che ha accolto in questi anni numerosi migranti sbarcati al Porto delle Grazie, l’artista reggina esporrà le sue opere realizzate nell’ambito del progetto “Mediterraneo, gli invisibili” come omaggio alle vittime dell’immigrazione. Dipinti, questi, dedicati, come evidenzia il critico Paolo Ciro, «a tutti quegli ‘invisibili’ senza nome che spariscono nel buio coi barconi, nel tentativo disperato di fuggire dalla tragedia della guerra e della miseria che affligge il loro paese. Un dramma epocale di cui Tina Parisi sente di dover dare una testimonianza civile, affidando all’arte il compito di porre domande e far pensare su un fenomeno che morde sulla nostra coscienza storica, coinvolge la nostra responsabilità e mette a rischio un pezzo importante della nostra umanità di uomini». (rrc)

 

REGGIO – Alla Montalbetti successo per il progetto Rotary Lotta all’obesità infantile

Alla Montalbetti di Reggio Calabria, ha fatto tappa il progetto del Distretto Rotary 2102, guidato da Maria Pia Porcino, “Rotary a scuola: Lotta all’obesità infantile”.

La tappa nella Scuola Secondaria “Montalbetti” è stata possibile grazie alla sinergia tra il Rotary Reggio Calabria Nord e l’Istituto Comprensivo Telesio.

Ad illustrare le varie fasi del programma sociale ed educativo, la dirigente scolastica Marisa Maisano, la presidente Club Rotary Reggio Calabria Nord ed endocrinologa Maria Domenica Crea, il Presidente Commissione Loi, ideatore e leader del progetto Vincenzo Ursino.

«Il progetto si propone di contrastare l’obesità infantile attraverso un insieme di attività mirate all’informazione, alla formazione e all’approfondimento – ha spiegato la dottoressa Crea –. Le iniziative sono destinate agli alunni, ai genitori e ai docenti di tutte le scuole, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di adottare stili di vita sani ed aumentare la consapevolezza sulle malattie legate all’obesità».

Il Rotary, da sempre attento alle esigenze del territorio, mira proprio a fornire agli adolescenti e non, le indispensabili conoscenze per diventare attori del cambiamento e, grazie a questo tipo di iniziative, cerca con tutti i suoi rappresentanti di evitare di incorrere in problemi legati alla salute personale e della società.

«Il progetto – ha ribadito Ursino – nasce dalla necessità di sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di uno stile di vita sano. Attraverso un percorso educativo mirato vogliamo fornire strumenti concreti per comprendere i rischi legati all’obesità e per adottare comportamenti virtuosi. Crediamo che la prevenzione sia la chiave per migliorare il benessere delle persone e per costruire una società più consapevole e in salute».

L’obesità può portare problemi molto seri, tra cui l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari o metaboliche, senza dimenticare le ricadute sul versante psicologico, che non sono da sottovalutare. Per tale motivo, la prevenzione e la conoscenza diventano le armi importanti per formare ed informare grandi e bambini. (rrc)

REGGIO – In Settima Commissione la proposta di realizzare il “Monumento al Carabiniere”

Realizzare di un “Monumento al Carabiniere” per commemorare il contributo dell’Arma alla città di Reggio Calabria. Se ne è discusso nel corso della seduta della Settima Commissione Consiliare “Istruzione, Formazione e Lavoro”, presieduta da Marcantonino Malara, del Comune di Reggio Calabria.

Durante la seduta, Gianfranco Aricò, rappresentante dell’Associazione Nazionale Carabinieri Ispettorato Regionale Calabria, ha illustrato la proposta, sottolineando l’importanza dell’opera «per onorare i caduti dell’Arma che hanno dato la vita per il mantenimento dell’ordine pubblico e della legalità in questa terra».

L’idea di realizzare il monumento si inserisce in un progetto volto a rafforzare il legame tra l’Arma dei Carabinieri e Reggio Calabria, città in cui, attualmente, non è presente un’opera dedicata ai carabinieri. A supporto di questa proposta sono intervenuti diversi consiglieri comunali, tra cui il presidente Malara, e il capo di Gabinetto Antonio Ruvolo, il quale ha ricordato che nei giorni scorsi si sono tenuti incontri tra il sindaco Giuseppe Falcomatà e altre autorità locali per discutere dell’iniziativa.

La collocazione del monumento, secondo quanto emerso durante la seduta, avrebbe ricadute positive sul territorio, come ha sottolineato lo stesso Malara. Il percorso prevede anche il coinvolgimento delle scuole cittadine, che saranno chiamate a scegliere una delle tre proposte di bozzetto per il monumento, che sarà poi realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti.

Malara ha aggiunto: «C’è sia il valore artistico che quello simbolico del ricordo e della memoria. Non si tratta solo di una condivisione di forma, ma anche di sostanza da parte delle istituzioni a tutti i livelli: sia culturale che amministrativo».

Tra gli interventi registrati nel corso della seduta, quelli dei consiglieri Giuseppe Cuzzocrea, Giuseppe Giordano, Massimo Ripepi. Ruvolo ha sottolineato, oltre alla valenza sociale, simbolica e artistica dell’iniziativa, anche l’importanza del coinvolgimento degli studenti, descrivendo l’iniziativa come «una missione sociale e un’attività pedagogica che mira a far sentire la vicinanza dell’Arma al cittadino e al territorio». (rrc)

PALMI (RC) – Lunedì il convegno su Informazioni Interdittive Antimafia e Controllo Giudiziario

Lunedì 20 gennaio, a Palmi, alle 15.30, alla Pinacoteca della Casa della Cultura, si terrà il convegno su Informazioni Interdittive Antimafia e Controllo Giudiziario.

L’evento, organizzato dalla Camera Civile di Palmi in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e la Camera Penale della cittadina pianigiana, metterà a confronto le esperienze ed i punti di vista dell’Autorità Prefettizia, della Magistratura Penale ed Amministrativa e dell’Avvocatura per meglio definire i contorni di due istituti che hanno il fine di impedire le infiltrazioni della criminalità nelle attività imprenditoriali ma che, nell’applicazione pratica, entrano spesso in frizione con i diritti di difesa e di libertà di iniziativa economica, entrambi dotati di tutela costituzionale. 

Saranno presenti, per porgere gli indirizzi di saluto, il dott. Piero Viola, Presidente facente funzioni del Tribunale di Palmi, la dott.ssa Caterina Criscenti, Presidente del Tar Calabria, sede di Reggio Calabria, il dott. Emanuele Crescenti, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, l’avv. Giuseppe Ranuccio, sindaco di Palmi, l’avv. Francesco Napoli, vicepresidente del Consiglio Nazionale Forense, l’avv. Angelo Rossi, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, l’avv. Vittorio Chindamo, Presidente della Camera Civile di Palmi e l’avv. Giuseppe Milicia, Presidente della Camera Penale di Palmi.

I lavori verranno introdotti dall’avv. Pasquale Simari della Camera Civile di Palmi che avrà anche il compito di moderare gli interventi della dott.ssa Clara Vaccaro, Prefetto di Reggio Calabria, del dott. Stefano Musolino, Procuratore Aggiunto Direzione Distrettuale Antimafia Reggio Calabria, dell’avv. Oreste Morcavallo, delegato regionale della Società Italiana Avvocati Amministrativisti e autore del volume “L’informazione interdittiva antimafia e lo scioglimento dei Comuni” e dell’avv. Maria Teresa Santoro, Vice Presidente Camera Penale di Palmi.

A trarre le conclusioni di un dibattito che si preannuncia denso di contenuti e non privo di stimoli critici sarà il dott. Vincenzo Salamone, Presidente del Tar Campania sede di Napoli. (rrc)

PLAMI (RC) – Domenica escursione nei Sentieri Dimenticati

Domenica 19 gennaio, da Palmi, è in programma un’escursione lungo i Sentieri Dimenticati dell’Associazione Escursionistica “Gente in Aspromonte”.

L’evento partirà alle 9.30 con il raduno allo Scoglio dell’Ulivo alla Tonnara di Palmi, per poi partire alle 10.

Partiremo dallo Scoglio dell’Ulivo e da questo scenario marino, seguiremo la costa con le sue sabbie bianche, il lungomare con gli stabilimenti balneari ed alcuni ristoranti posti lungo il dispiegarsi dell’antico villaggio di pescatori, proseguendo verso la darsena del porto, dove il promontorio roccioso dell’antica Taureana si adagia verso il mare, supereremo lo scoglio “du Grongu” posto proprio sotto la Torre Saracena e subito più avanti “U Scogghiazzu”. 

Tra gli scogli della località Pietre Nere, più avanti, dove ai tempi di Murat era ubicato un Fortino a forma esagonale fornito di cannoni inizia, invece, la nostra risalita. Da qui si attraversa, a destra, la strada bitumata dirigendosi verso la via della vecchia Dogana e all’incrocio della Piazza, nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, dove anticamente sorgeva una Cappella rurale dedicata alle Anime Abbandonate del Purgatorio, avremo di fronte un’antica fontana, da qui, prenderemo, a destra, la pista che risale verso Taureana attraverso case Romeo e la contrada Fallacca. La risalita è lenta e gradualmente attraverseremo una serie di pianori coltivati ad ortaggi ed uliveti tra case coloniche, dove furono rinvenuti tombe pagane, alla contrada Fallacca scollineremo.

Da qui il percorso lambisce i dirupi che si affacciano lungo la Costa Viola, il paesaggio costiero è molto suggestivo ed affascinante: lo Stretto di Messina e le isole, da una parte, sembrerà di toccarle con mano; dall’altra, il litorale tirrenico da Capo Vaticano fino Scilla, con le antiche vigne poste a ridosso di Bagnara e della Marinella, con lo scoglio dell’Ulivo e Monte S. Elia che sovrasta la città di Palmi; l’Aspromonte, alle nostre spalle, chiude la cornice di questo variegato angolo di Calabria. 

Dopo la risalita e l’attraversamento dei terrazzamenti saremo sulla via del Vescovado che attraversa la contrada Cupola (o Cubbula) fino a raggiungere il Parco dei Tauriani “Antonio De Salvo”. 

Lungo un percorso panoramico interno al Parco che conduce al complesso monastico architettonico/archeologico di San Fantino è possibile ripercorrere oltre duemila anni di storia, vedremo, infatti: la Casa mosaico, il basamento del Tempio etrusco/italico, un tratto del basolato con gli spezzoni di lastricato dell’antica via Romana o via Aquilia, il Palazzo di Donna Canfora, i resti del Teatro romano, la Torre Saracena, fino a raggiungere il complesso monastico architettonico/archeologico di San Fantino, con i resti di una cisterna romana del I -IV secolo a.C., la Cripta paleocristiana del sec. IV, i resti archeologici di una basilica bizantina e il Tempio del XIX secolo. Il percorso, in linea, prevede il rientro seguendo la pista fatta all’andata. (rrc)

REGGIO – Prorogata al 2 marzo la mostra “Gli dei ritornano”

Si può visitare fino al 2 marzo 2025 la mostra “Gli Dèi ritornano. I bronzi di San Casciano”, ospitata al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e a cura di  Massimo Osanna e Jacopo Tabolli.

L’esposizione, promossa dal Ministero della Cultura e realizzata dalla Direzione generale Musei del MiC con il MArRC, è frutto della collaborazione tra una pluralità di istituzioni preposte alla ricerca, alla tutela e alla valorizzazione del territorio.

La proroga è stata decisa a seguito del grande interesse e della significativa partecipazione di pubblico che ha riscosso l’esposizione, che offre un affascinante viaggio alla scoperta delle antiche pratiche rituali legate alle acque termali nel santuario etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni e costituisce un’opportunità significativa per esplorare il significato storico e culturale dei ritrovamenti, che includono il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto in Italia.

Oltre ai reperti archeologici, il percorso espositivo è arricchito da approfondimenti multimediali che permettono ai visitatori di comprendere meglio il contesto storico e religioso in cui queste opere sono nate. Testimonianze video, ricostruzioni 3D e pannelli esplicativi offrono una visione completa del santuario e della sua evoluzione nel tempo, evidenziando l’importanza delle acque sacre nel mondo antico come fonte di vita, guarigione e devozione.

La proroga consente al pubblico ancora un’occasione per ammirare pregevoli reperti databili tra il II e il I secolo a.C., un periodo storico di grandi trasformazioni che vede la definitiva romanizzazione delle potenti città etrusche.

L’ultimo giorno di mostra, domenica 2 marzo 2025, coincide con l’iniziativa #domenicalmuseo promossa dal Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese, permettendo ad un pubblico ancora più ampio di ammirare i preziosi bronzi di San Casciano e di immergersi nell’affascinante storia dell’antico santuario termale. (rrc)

Fondazione Mediterranea, appello per Piazza del Popolo a Reggio

Piazze reggine senza pace, oggetto di sconsiderate mire postmoderne o fonte di aspri scontri, continuano a occupare la cronaca cittadina. Stavolta è di turno Piazza del Popolo che, col suo portato identitario e storico oltre che per essere legata alla vita quotidiana reggina non solo del quartiere su cui insiste, non può essere vista come una pratica burocratica da sbrigare in relazione a direttive europee sul commercio e la concorrenza, come intenderebbe fare l’amministrazione comunale, né essere considerata un qualcosa che non può essere cambiato o adattato ai tempi, come pretenderebbe l’opposizione a Palazzo san Giorgio.

Il problema in effetti è alquanto complesso e, pur doverosamente e razionalmente semplificato, non può essere comunque riportato a qualche formuletta di comodo. La ratio di questa affermazione è quasi banale nella sua semplicità: la questione Piazza del Popolo dev’essere trattata considerandola un insieme con l’adiacente già Casa del Fascio, oggi sede del Tribunale Amministrativo Regionale, ovvero se ne dovrebbe parlare solo in vista di una sua riqualificazione che si riallacci alla sua storia.

Già il compianto Italo Falcomatà ne aveva parlato e, da illuminato amministratore, pur chiaramente politicamente schierato, aveva sempre sostenuto un recupero di memoria storia che andasse oltre il ricordo di fatti legati alla sensibilità dei tempi. Ed è la strada già indicata dal prof. Italo che occorre percorrere. Come? È indubbio che l’attività mercatale, quella regolare, nel corso degli ultimi anni si è progressivamente smunta, riducendosi a pochi gestori con ridotta utenza. Non entriamo nel merito delle cause del fenomeno né del tema del rispetto della legalità, che esigerebbero una trattazione approfondita, ma registriamo solo i fatti.

Questi fatti ci dicono che un po’ d’ordine va messo: il mercato come c’era una volta, pittoresco e variegato, colmo di odori e di voci, affollato da varia umanità, con le grida dialettali dei cambi di prezzo allo scadere di un certo orario, con il suo ambiente popolano, non c’è più e non può essere ripristinato. Ormai è il passato. Qualsiasi sarà l’uso della piazza, certamente non può essere lasciata in mano ad ambulanti di mercanzie varie e di vestiario di bassa qualità che nulla hanno in comune con i nostri ricordi e le nostre tradizioni.

Sarà un parcheggio? Pessima fine. Sarà un altro mercato? Non più proponibile. Luogo di eventi? Lo può sempre essere. Comunque sia, l’obiettivo deve assolutamente essere quello di una riqualificazione dello spazio che passi attraverso un suo attento restauro che si rifaccia all’identità del luogo e alla sua memoria storica. Non possiamo dimenticarci, infatti, che l’adiacente già Casa del Fascio, opera dell’architetto Flaminio de Mojà e inaugurata nel 1936, complesso costituito dalla Caserma dei Giovani Fascisti «Luigi Razza» e dalla sede della Federazione dei Fasci di Combattimento, è stata unanimamente considerata come una delle migliori espressioni in Italia della corrente architettonica del razionalismo. Come tale, con l’annessa piazza che con essa costituisce un unicum, potrebbe a ben diritto essere considerata un bene architettonico culturale da sfruttare per fini turistici e di promozione cittadina. Questo c’è da fare in prospettiva. Tutto il resto sono vane chiacchiere e miopi distinguo. (rrc)