REGGIO – Un terreno confiscato a S. Giovanni di Pellaro sarà un’impresa sociale

Un’ex azienda confiscata di San Giovanni di Pellaro diventer un’impresa sociale in campo agroalimentare. È quetso l’ambizioso progetto approvato dal Comune di Reggio, che rientra fra gli assi finanziati dal Pon-Poc Metro.

«Un’attività – ha spiegato il sindaco – che si inserisce nell’ambito del lavoro per la rigenerazione ed il riutilizzo dei beni confiscati, in grado di promuovere un progetto di grande valore sociale, capace di coinvolgere startup attive nel campo dell’agroalimentare, uno dei settori più in espansione sul nostro territorio, incidendo quindi in positivo sulla qualità della vita dei cittadini di quell’area ed in generale per un’attività strategica in grado di supportare il tessuto socioeconomico produttivo della città».
Il programma approvato dalla Giunta e finanziato con i fondi del Pon-Poc Metro prevede che il bene confiscato, un terreno agricolo con capannone, sia bonificato e ristrutturato direttamente dall’Ente e poi assegnato, in seguito a procedura di selezione pubblica, ad una cooperativa sociale, già attiva o di nuova formazione, capace di coinvolgere professionalmente soggetti svantaggiati e creare occupazione sul territorio, avviando un’attività nel settore agroalimentare. La stessa attività produttiva sarà anche sostenuta, successivamente, nella sua fase di startup, da un altro progetto, sempre finanziato con fondi del Pon-Poc Metro, per dare un concreto supporto alla cooperativa sociale che sarà selezionata per l’avvio dell’attività commerciale.
«Da sottolineare – ha spiegato il sindaco – è l’obiettivo qualificante per il quale l’esecutivo si approccia a simili interventi, tesi a supportare le categorie solitamente considerate “svantaggiate”, fornendo soluzioni efficaci a problemi concreti per il raggiungimento di una più alta forma di benessere sociale, ridestinando beni che un tempo sono stati appannaggio dell’economia criminale».
«Sul tema dei beni confiscati – ha aggiunto – questa amministrazione è diventata un esempio su scala nazionale. Siamo da sempre convinti infatti che una proprietà sottratta al malaffare e che torna alla legalità producendo sviluppo, economia e socialità è la vittoria più grande per una comunità, non solo dal punto di vista simbolico ma anche sostanziale. Un segno di come l’amministrazione virtuosa dei beni tolti alla criminalità possa costituire un’occasione per far trionfare il bene di fronte alla prepotenza, alla prevaricazione ed alla violenza delle mafie».
«Del resto – ha concluso il sindaco Falcomatà – sulla gestione di questi patrimoni abbiamo ingaggiato battaglie affinché il sistema complessivo possa ulteriormente migliorare ed andare oltre le conquiste ottenute con la legge 109 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Uno strumento, quest’ultimo, di fondamentale importanza e che riconosce in uomini straordinari come Giuseppe Di Lello, magistrato ex componente del pool antimafia di Falcone e Borsellino, e Don Luigi Ciotti la propria fonte d’ispirazione. Da quell’esempio dobbiamo tratte la forza del pensiero successivo ed è, dunque, tempo di fare un passo avanti destinando parte del “Fondo unico della giustizia”, dove confluiscono i capitali confiscati alle ‘ndrine, alla ristrutturazione dei beni che, spesso, arrivano ai Comuni o alle associazioni privi di agibilità, incompleti o in stato di degrado e che devono essere quindi ristrutturati come oggi stiamo facendo, nel caso del bene di San Giovanni di Pellaro, attraverso l’utilizzo dei fondi europei». (rrc)

POLISTENA (RC) – Venerdì la consegna dei Premi “Girolamo Tripodi”

La Fondazione Girolamo Tripodi, nell’ambito della II edizione dei Premi di Studio “Girolamo Tripodi”, consegnerà, il prossimo 12 novembre, i Premi di Studio ai «diplomati più brillanti» dell’anno scolastico 2020/2021 dell’Istituto Istruzione Superiore “Giuseppe Renda” di Polistena e del Liceo Statale “Giuseppe Rechichi” di Reggio.

L’iniziativa, promossa calla Fondazione, prevede l’assegnazione di premi che sono indirizzati ad incoraggiare l’impegno dei giovani destinati a divenire la classe dirigente di un territorio che il senatore Girolamo “Mommo” Tripodi ha profondamente amato ed al quale ha dedicato l’intera sua esistenza. Sempre schierato per il riscatto degli ultimi, Mommo è stato protagonista di battaglie memorabili al fianco dei “senza voce”, dei braccianti, delle gelsominaie, delle raccoglitrici di olive, ai quali ha conferito dignità e speranza in un avvenire improntato alla libertà e alla giustizia sociale.

Lungo tutto l’arco della sua vita, e senza tentennamenti, Girolamo Tripodi ha avversato con coraggio e tenacia le organizzazioni mafiose divenendo un punto di riferimento per quanti, non solo in Calabria, sono impegnati nella lotta per l’affermazione della legalità e per sconfiggere la ‘ndrangheta.

Con l’organizzazione di questo Bando di Concorso e l’istituzione dei Premi di Studio “Girolamo Tripodi”, destinati agli studenti calabresi, la Fondazione intende mantenere viva la memoria di una storia collettiva che non va dispersa e che ha rappresentato la prima e finora unica stagione di riscatto delle classi umili e diseredate della Calabria e del Mezzogiorno.

L’obiettivo, dunque, è quello di «dare un piccolo sostegno ai giovani studenti degli istituti scolastici reggini che rappresentano la nostra speranza per un futuro migliore».

 

REGGIO – Successo per la conferenza sulla “Via Giudecca” del prof. Laganà

Successo, a Reggio, per la conferenza sul tema Via Giudecca: un luogo, una storia, tenuta dall’arch. Renato Laganà, nell’ambito delle attività culturali del programma Archeologia, Cultura e Territorio dell’Associazione Amici del Museo di Reggio Calabria.

L’area centrale di Reggio conserva nel suo sottosuolo le tracce delle mutazioni urbane avvenute nel corso dei secoli passati che riemergono di quando in quando in occasione di scavi. Le carte di archivio ci aiutano a riscoprire le immagini e le vicende delle città scomparse. Il tour lungo la Via Giudecca e le aree contermini ha consentito di rilevare i luoghi dei ritrovamenti archeologici attraverso una rilettura della fondamentale ‘Carta Archeologica di Reggio’ a suo tempo curata proprio da questa Associazione, delle trasformazioni subite nei secoli dall’ambito urbano che dall’età ellenistico-romana si è ristretto nel periodo medievale per poi allargarsi gradatamente nei secoli successivi.

L’attenzione si è poi concentrata sull’area della Giudecca, attiva sino al 1511, per poi fare tesoro delle notizie desunte dagli atti notarili e dai documenti dell’archivio diocesano che hanno fatto rivivere i luoghi e le persone che animavano quella che in quel periodo costituiva la parrocchia della Candelora, la cui chiesa, sino al 1908, era localizzata nel vertice orientale dell’isolato ad angolo tra la Via Giudecca e la Via Torrione. Un quartiere urbano dapprima entro le mura, prossimo al Torrione della Battagliola, e in basso estendentisi sino alle mura occidentali, comprendendo la Chiesetta di S. Andrea, quella di S. Pietro e il Monastero della Vittoria.

Le immagini, a corredo della puntuale esposizione, hanno tracciato il quadro delle presenze cittadine nel corso del Settecento, individuando, con il supporto dei dati del Catasto Onciario, le famiglie dei nobili, quelle dei civili, quelle degli artigiani, e altre figure che animavano con le loro attività quel comparto urbano.

Le vicende successive al terremoto del 5 febbraio 1783 hanno trasformato la città, mutando non solo l’aspetto geometrico della trama urbana, ma anche la composizione sociale nei nuovi isolati. È stato possibile ricostruire l’aspetto dei luoghi nel corso dell’Ottocento ricomponendo l’immagine delle facciate degli edifici partendo in basso da Palazzo Sarlo, poi l’Orfanotrofio accanto a S. Giorgio al Corso, poi il palazzo Melacrino e la Casa Crispo per arrivare alla ricostruzione del prospetto della Chiesa della Candelora e chiudere con il palazzo Casile.

A completamento della ricognizione, l’attenzione si è soffermata sul Palazzo Canale e sulla Chiesa di S. M. della Cattolica dei Greci, la cui architettura è rimasta immutata perché, edificati sull’impianto delle antiche mura urbane, hanno resistito alle violente scosse del terremoto del 28 dicembre 1908, costituendo una delle poche testimonianze della Reggio ottocentesca. (rrc)

REGGIO – La Città Metropolitana si dota delle linee guida sul linguaggio di genere

La Città Metropolitana di Reggio Calabria si è dotata delle Linee guida sul linguaggio di genere, a cui i Servizi e gli Uffici dovranno attenersi per l’attività redazionale dei provvedimenti amministrativi, della modulistica e della comunicazione istituzionale dell’Ente.

Grande soddisfazione è stata espressa dal consigliere metropolitano delegato, Filippo Quartuccio, che ha evidenziato «l’importanza di un provvedimento che esalta il principio di pari opportunità tra uomini e donne e che si inserisce, a pieno titolo, nel patrimonio culturale europeo ed occidentale, considerati i numerosi percorsi intrapresi da associazioni, parlamenti, istituzioni in materia di riconoscimento delle differenze e di promozione di un linguaggio di genere e di tutti quegli atti connessi al rispetto della persona e della identità di genere».

«Negli anni – ha sottolineato Quartuccio – sono stati moltissimi gli indirizzi in questo senso e la garanzia della promozione delle pari opportunità tra uomo e donna è ampiamente indicata dall’articolo tre della nostra Costituzione. Il linguaggio di genere, quindi, è uno strumento fondamentale che serve a rappresentare e diffondere una cultura paritaria ed a rendere visibile la presenza, o anche l’assenza, delle donne nel mondo del lavoro ed in ogni ambito della società».

«Non può che essere rimarcato – ha proseguito il consigliere metropolitano – l’impegno della comunità internazionale e delle istituzioni europee che, nel corso di tutti questi anni, hanno prodotto un’intensa attività normativa e legislativa in favore di questo orientamento, così come l’Italia, su un fronte tanto delicato, è sempre stata in prima linea. La Città metropolitana, nel proprio statuto, ha specificato come voglia attuare azioni volte a garantire, ad entrambi i generi, pari rappresentanza in tutti i propri organi e strutture amministrative, nonché negli organi collegiali e degli enti, delle aziende o delle istituzioni da esso dipendenti».

«Tuttavia – ha specificato il consigliere delegato – dispiace molto dover registrare come non vi sia alcuna donna eletta fra i banchi del Consiglio metropolitano, segno di una sconfitta per tutti e del lavoro, tanto, ancora da fare. Anche per questo, bisogna accogliere con favore la disposizione normativa secondo la quale diciamo che, per l’elezione di secondo livello del consiglio metropolitano, è previsto che almeno il 40% in lista debba essere rappresentata dall’altro sesso. Ancor di più, dunque, era inevitabile e non più rinviabile la promozione di un linguaggio rispettoso del genere in tutti gli atti dell’amministrazione metropolitana per raggiungere un obiettivo prioritario capace di favorire la realizzazione della parità eliminando ogni possibile forma di discriminazione».

«Abbiamo voluto– prosegue la nota del consigliere Quartuccio – dare avvio a un percorso che, sicuramente, sarà potenziato e sviluppato attraverso altre azioni. È necessario, comunque, un cambiamento degli usi linguistici tali da rendere visibile la presenza della donna individuando, appunto, modalità operative per utilizzare concretamente un linguaggio rispettoso della identità di genere».

«Sarà mia cura – ha concluso – inviare questo provvedimento a tutte le amministrazioni comunali che fanno parte della Città metropolitana affinché valutino la possibilità di adeguare la loro produzione di atti amministrativi alle indicazioni di questa delibera sindacale. Sarebbe un gran bel segnale per il rispetto del linguaggio di genere, ma soprattutto un bel modo per approfondire e sostenere un tema sul quale bisogna ancora impegnarsi a fondo». (rrc)

ROCCELLA JONICA – Nel Comune sarà operativo un Ufficio delle Dogane

A Roccella Jonica, a breve, sarà operativo un Ufficio delle Dogane, a seguito della decisione assunta dalla Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM), per rispondere le esigenze connesse alla necessità di accelerare le procedure di smaltimento delle imbarcazioni poste sotto sequestro a seguito di operazioni di polizia e di salvataggio dei migranti che oggi sono presenti nelle banchine del Porto delle Grazie.

Al fine di accelerare l’avvio della operatività dell’ufficio nei giorni scorsi si è tenuto un incontro nella cittadina jonica presieduto dal Sindaco Vittorio Zito, al quale ha partecipato una delegazione ADM della Direzione regionale Calabria guidata dal Dirigente dell’Ufficio Affari Generali, Rocco Carbone ed al quale erano presenti il vicesindaco Francesco Scali e l’ing. Lorenzo Surace, Responsabile dell’Area Infrastrutture del Comune. 

La possibilità di dare nell’immediato piena operatività all’ufficio deriva da un eccellente lavoro sinergico che ha coinvolto le istituzioni interessate. Il Comune di Roccella, infatti, metterà subito a disposizione dell’ADM una parte dei locali attualmente in uso all’Agenzia delle Entrate, nelle more di una sistemazione dell’Ufficio delle Dogane nel sedime portuale, naturale sede operativa per gli uffici dell’Agenzia.

L’incontro è, in particolare, risultato utile per avviare una strategia condivisa tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti, che toccherà diversi punti, il primo dei quali è la liberazione delle banchine portuali dalle imbarcazioni utilizzate per trasportare i migranti, attraverso procedure sempre più snelle e meno onerose dal punto di vista dei costi pubblici legati alle attività di smaltimento delle imbarcazioni.

L’incontro è, poi, proseguito con un sopralluogo al Porto delle Grazie, dove le delegazioni hanno incontrato il Comandante della Guardia Costiera Tommaso D’Arpino per fare il punto tecnico sulle modalità di avvio delle attività che, come confermato dal Dirigente Carbone, porteranno allo smaltimento di ben 16 imbarcazioni che oggi occupano gli spazi portuali in mare e in banchina.

Particolarmente soddisfatto per l’attenzione prestata dall’ADM alle esigenze del territorio si è detto il Sindaco Zito, che ha pregato il Dirigente Carbone di significare al Direttore Generale, Marcello Minenna, la gratitudine del Comune e dell’intero territorio per l’apertura dell’Ufficio delle Dogane di Roccella che rappresenterà per i cittadini e le imprese un importantissimo arricchimento in termini di efficienza dei servizi, precondizione per lo sviluppo economico della Locride. (rrc)

 

REGGIO – Successo per l’Omaggio al Milite Ignoto

L’Associazione Culturale Le Muse di Reggio ha reso omaggio al Milite Ignoto, con un evento organizzato nella Chiesa di San Giorgio al Corso, in occasione delle celebrazioni del 4 novembre, per i primi 100 anni del Milite Ignoto.

«Un appuntamento, questo, importante per la città di Reggio Calabria – ha dichiarato il parroco don Nuccio Cannizzaro – subito dopo l’apertura istituzionale con l’Inno D’Italia cantato dal Coro delle Muse e dal Coro Giovanile Laudamus diretto dal Maestro Enza Cuzzola con l’accompagnamento del maestro Fabio Migiano».

«Le istituzioni – dice Cannizzaro – hanno dimenticato e continuano a dimenticare il ruolo di questo edificio, di questa chiesa che da poco è definita “chiesa degli artisti”, ma è  un vero e proprio “sacrario” che dovrebbe essere un riferimento per eventi di tal genere soprattutto per la festa del 4 novembre».

«Omaggio al Milite Ignoto – ha affermato il presidente Muse, Giuseppe Livoti – è  organizzata nell’ambito dei 100 anni, ovvero da quando i resti di un soldato, tra i tanti morti al fronte nella prima guerra mondiale, furono traslati al Vittoriano a Roma, diventato per tutti il monumento al Milite Ignoto o Altare della Patria. ​​Dopo la 1ª Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno».

Livoti ha chiosato mettendo in evidenza i vari monumenti del Milite Ignoto nel mondo, da Mosca a Londra, da Praga a Vienna soffermandosi sulle scelte stilistiche e architettoniche varie per modalità ed impatto ambientale, così come si ha descritto nello specifico l’altare della patria, il monumento nazionale a Vittorio Emanuele II o (mole del) Vittoriano, definito Altare della Patria, monumento nazionale italiano situato a Roma, in piazza Venezia, sul versante settentrionale del colle del Campidoglio, opera dell’architetto Giuseppe Sacconi, posto al centro della Roma antica e collegato urbanisticamente alla Roma moderna da strade che si dipartono a raggiera da piazza Venezia.

L’incontro è stato voluto in sinergia con Le Muse con le guardie d’onore alle Reali Tombe del Pantheon rappresentate dal dr. Giovanni Guerrera – il quale ha raccontato come è nato l’istituto nazionale, durante il regno di S. M. Vittorio Emanuel II, primo Re d’Italia, con un gruppo di ufficiali che fondò associazioni di veterani delle guerre d’indipendenza. Alla morte del Sovrano, avvenuta il 9 gennaio 1878, per mantenere viva la devozione e la riconoscenza all’Augusta Casa di Savoia, tali associazioni decisero, sul proprio onore, di prestare un servizio di guardia alla venerata spoglia mortale del “Padre della Patria”, presso il suo luogo di sepoltura al Pantheon di Roma. S.M. Umberto I approvò tale decisione il 18 gennaio 1878.

Nell’agosto del 1900 si rese purtroppo necessario erigere nel Pantheon un secondo monumento funebre, per onorare il secondo Re d’Italia, UMBERTO I, assassinato a Monza il 29 luglio di quell’anno. In conseguenza di ciò gli statuti furono modificati, e le Guardie d’Onore estesero il loro servizio alle due Tombe Reali delle LL. MM. Vittorio Emanuele II, “Padre della Patria” e primo Re d’Italia, ed Umberto I, il “Re Buono”.

Il dott. Fabio Arichetta, componente della Deputazione di Storia Patria della Calabria, si è soffermato sull’ idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet. ​Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921. Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l’opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina.

Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani.

La scelta importante fu proprio quella di una donna che rappresenta la madre spirituale, donna che riconcilia, che ha l’incarico di portare nella comunità nazionale la pace. Altro personaggio importante è Gasparotto, ministro della Guerra nel luglio 1921 nel governo Bonomi I, durante il quale promosse il rito del Milite ignoto, fino al febbraio 1922. Eletto deputato ancora nel 1924, fu vice presidente della Camera e, pur non aderendo alla secessione aventiniana contro Mussolini fece parte dell’opposizione in aula e si dimise da vicepresidente nel dicembre 1926. Conclusa la legislatura nel 1928, si ritirò dalla vita politica.

Degne di nota la presenza degli scultori Cosimo Allera e Pino Gattuso che, pur rappresentando l’innovazione della scultura uno e l’altro la tradizione del tutto tondo bronzeo, si sono soffermati su delle proposte in cui ancora una volta, consegnare il messaggio del milite ignoto.

Allera ha presentato un plastico attraverso la forza ed il gioco lamellare di forme di uomini deportati in guerra mentre Gattuso si è soffermato su ex tempore con particolari di stele marmoree e decori bronzei. Con il suggestivo brano La leggenda del Piave, conosciuta anche come La canzone del Piave, Il Piave mormorava o semplicemente Il Piave, celebre canzone patriottica italiana composta nel giugno 1918 dal maestro napoletano Ermete Giovanni Gaeta, il Coro delle Muse ha concluso ufficialmente la manifestazione all’insegna di una ritrovata unità nazionale. (rrc)

REGGIO – Il workshop “Dall’aula al cantiere” all’Accademia di Belle Arti

Domani, all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, prende il via il workshop Dall’aula al cantiere. Materiali, tecniche e stili della decorazione a cura di Francesco Finotti, docente di Plastica Ornamentale, presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

L’evento rientra nella programmazione delle attività di Orientamento promosse nell’ambito del progetto “Laboratorio dello Stretto” (finanziato in coerenza con le “Linee guida per le Istituzioni AFAM calabresi finalizzate al sostegno di interventi a valere sull’Azione 10.5.1 del POR Calabria FESR/FSE 2014-2020”), presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Maria Daniela Maisano e presieduta da Francesca Maria Morabito.

Si tratta di un percorso di conoscenza dei materiali, propedeutico all’inizio dei lavori. Il workshop condurrà alla scoperta delle infinite possibilità di indagine e interpretazione che offrono tecniche e strumenti, al fine di far emergere gusto e stile personale.

Strutturato in tre step tematici da 20 ore ciascuno, il percorso offrirà agli studenti l’opportunità di essere seguiti e supportati dall’artista di chiara fama Silvia Moro, Artmaker, che illustrerà le tecniche della Decorazione utilizzate nel mondo della decorazione di interni, una nicchia di mercato molto interessante, nonostante le nuove tecnologie. 

Dopo aver dimostrato le potenzialità di questa professione, che oggi sembra aver smarrito una sua connotazione certa, il percorso contribuirà alla formazione de gli studenti, già iscritti al triennio e al biennio presso l’Accademia, affinché siano pronti ad affrontare il mondo del lavoro.

Il corso avrà luogo dal 9 al 12 e dal 15 al 18 novembre2021, presso l’Accademia di Belle Arti, ore 9.00 / 13.00 e 15.00 / 19.00, è aperto a tutti gli studenti già iscritti con la priorità a quelli della Scuola di Decorazione. Biennio e Triennio. Gli incontri si svolgeranno presso l’Aula di Decorazione dell’Accademia di Reggio Calabria. Gli studenti non potranno essere più di 15. Per iscriversi bisogna seguire le indicazioni fornite sul sito dell’Accademia, nell’area dedicata al Laboratorio dello Stretto (www.accademiabelleartirc.it/infopoint/lds-aula-cantiere/). (rrc)

LOCRI (RC) – Il 13 novembre il seminario di studi “Direzione di viaggio… per affrontare nuove sfide”

Si intitola Direzione viaggio… per affrontare nuove sfide il seminario di studi in programma il 13 novembre nella sede di Fratelli d’ItaliaGioventù Nazionale Locri e organizzato da Gioventù Nazionale Locri e il Dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia.

La giornata di studio, sarà la prima di una serie di incontri, che andranno a fornire ai militanti di Gioventù Nazionali ed ai giovani simpatizzanti del movimento giovanile, gli strumenti per meglio comprendere il mondo di oggi. Direzione di Viaggio, parafrasando il mondo marinaro, vuole fornire: una bussola, una carta nautica ed un diario di bordo, per meglio affrontare la postmodernità. 

Al centro di questo primo incontro, si dibatterà sulle prossime sfide che il movimento giovanile andrà ad affrontare, con un’ampia riflessione sulle idee che muovano l’agire politico e non solo delle nuove generazioni. I relatori saranno, l’avvocato Giovanni Scarfò, responsabile del dipartimento cultura del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Locri, Giovanni Puro, presidente della federazione provinciale di Gioventù Nazionale Reggio Calabria ed introdurrà e farà da moderatore, Matteo Bruzzese, presidente del circolo territoriale di Gioventù Nazionale Locri.

A conclusione degli interventi programmati, si darà ampio spazio al dibattito ed al confronto, proprio perché l’obiettivo di questi incontri è quello di creare momenti di formazione, approfondimento e crescita. (rrc)

 

REGGIO – Lunedì la presentazione del libro “La stampa periodica di Reggio C. e Provincia”

Lunedì 8 novembre, a Reggio, alle 16.39, nella Biblioteca Comunale “Villetta Pietro De Nava”, la presentazione del libro La stampa periodica di Reggio Calabria e Provincia – Prima parte 1817-1908 di Rosario Alberto De Stefano, edito da Kaleidon Editrice.

La serata sarà introdotta dai saluti di Irene Calabrò, sssessore al Bilancio del Comune di Reggio Calabria. Relazioneranno Maria Pia Mazzitelli, Direttore dell’Archivio Storico della Diocesi di Reggio Calabria-Bova e Rossella Agostino, Presidente della Sezione di Reggio Calabria di Italia Nostra, cui seguirà l’intervento dell’sutore Rosario Alberto De Stefano. Il coordinamento della serata sarà affidato alla Presidente del Cis della Calabria, Rosita Loreley Borruto. Sarà presente il Direttore Editoriale di Kaleidon Editrice, Filippo Arillotta.

In questo primo volume, Alberto De Stefano ha passato in rassegna tutte le testate che hanno animato il dibattito politico-culturale della città di Reggio e della sua provincia, dal Periodo francese fino al 1908. L’Autore ha ricercato minuziosamente tutte le pubblicazioni, accompagnandone la presentazione con un commento sulle diverse vicende che ne hanno accompagnato la vita, dalla nascita fino alla chiusura.

Attraverso questo excursus il lettore, oltre ad avere una completa panoramica della stampa periodica reggina, ha anche contezza del grande dibattito che inserisce la città di Reggio nella vita culturale prima del Sud Italia e poi dell’intera Nazione. (rrc)

SINOPOLI (RC) – Domani la città torna al voto

Domani, i cittadini di Sinopoli tornano al voto mettendo, così, fine al 26 mesi di Commissariamento. Il Comune del reggino, infatti, è tra i 7 Comuni sciolti per mafia chiamati alle urne (in Calabria si vota anche ad Africo e San Giorgio Morgeto).

La città, dunque, si appresta a “salutare” la Commissione straordinaria composta dal prefetto Samuele De LuciaAlfonsa Calò e dal funzionario Sergio Raimondo che, in questi mesi di commissariamento, hanno comunque fatto tanto per la città: sono stati inaugurati un campo da bocce, realizzato a Piazza Matteotti, e uno stabile confiscato alla criminalità che, una volta restaurato, è diventato un centro diurno di aggregazione. Infine, è stato anche ripristinato l’orologio storico da torre risalente al 1900. (rrc)