MONASTERACE (RC) – Successo per il Festival dei Borghi Mediterranei

È con oltre 20mila presenze che si è chiuso, a Monasterace, il Work From Italy – Festival dei Borghi Mediterranei, manifestazione rientra nell’ambito degli eventi estivi del Digital Tourism Fest ideati, organizzati e co-finanziati da Search On Media Group e WMF e messi a disposizione di Monasterace nell’ambito del progetto More.

«Siamo nati per utilizzare le tecnologie e il digitale per generare impatto sui territori. Riuscire a generare impatto all’estero o in grandi città, da sicuramente soddisfazione, ma farlo “nella” e “per” la comunità da cui siamo partiti è ancor più entusiasmante. Siamo quindi  molto soddisfatti della riuscita di questi eventi», ha dichiarato Cosmano Lombardo, ceo di Search On Media Group, ideatore del WMF – We Make Future, della Notte dei Bronzi e del Festival dei Borghi Mediterranei.

«La Comunità di Monasterace – ha aggiunto – ha dimostrato di poter essere un nuovo punto di riferimento per la Calabria e per il settore turistico degli eventi e della formazione imprenditoriale e digitale. È questo l’obiettivo del nostro impegno costante, non solo in Italia ma anche all’estero, e siamo felici come Search On di poter contribuire all’innescarsi di un circolo virtuoso di opportunità tra piccoli centri locali e grandi dinamiche globali».

«Ci teniamo a ringraziare anzitutto la Comunità – ha concluso – l’amministrazione comunale, le associazioni, le aziende locali e i singoli cittadini che hanno supportato con grande dedizione le iniziative che abbiamo deciso di realizzare a Monasterace. L’auspicio è chiaramente quello di tornare nel 2025 con un nuovo calendario eventi, ci auguriamo, costruito sempre più in concerto con il territorio».

«Le attività e gli eventi realizzati da Search On quest’estate stanno dando i loro frutti: prima con la Notte dei Bronzi e ora con il Festival dei Borghi Mediterranei – ha dichiarato il sindaco di Monasterace, Carlo Murdolo –. È stato un successo straordinario, sia per le attività commerciali che per il riscontro dei turisti, molti dei quali hanno già prenotato per la prossima stagione. Questo per noi è fondamentale. Si tratta di iniziative concrete, che portano risultati tangibili alla nostra comunità, offrendo visibilità e facendo vivere il territorio” e continua “È essenziale dare continuità a questo tipo di eventi e stiamo già lavorando per farlo: il nostro compito come amministrazione è supportare al meglio chi, come Search On, porta avanti progetti che fanno crescere il nostro territorio».

Due giornate dunque, quelle di Work From Italy e Festival dei Borghi Mediterranei, che hanno offerto non solo opportunità di incontro e scoperta, ma anche di formazione, divertimento e musica grazie ai numerosi eventi che hanno avuto luogo. Tra questi, importante il riscontro della prima giornata interamente dedicata a talk, volti a scoprire progetti per la valorizzazione dei borghi di tutta Italia. Oltre all’introduzione a cura di Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti (Search On Media Group) e al saluto istituzionale del sindaco di Monasterace Carlo Murdolo, coinvolti da diverse Regioni italiane gli speaker Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, Marco Lotito, Innovation Manager della Rete HubitatFabio Carrera (MIT Design X Venice), Chiara Maria Di Clemente (Monaci Digitali)Valerio Cascia (Visit Borgo Salemi), Davide Imeneo (Avvenire Calabria), e ancora Giuseppe Talarico (The Calabreser), Antonio Centorrino e Marco Macrì (Aliva) e Christian Zuin (Protur Media).

Spazio poi, durante la seconda giornata del 1° settembre, ad un vero e proprio palinsesto musicale e di intrattenimento: migliaia gli accessi al paese per godere dei concerti live di Santino Cardamone, Mimmo Cavallaro e di Bandabardò & Cisco, così come del DJ Set di Skankaman. Grande la partecipazione anche per l’apertura di serata realizzata insieme a Studio 54 Network, in diretta dalla piazza con interviste live e musica, al Birrificio J4 e Associazione Monasterace For Future che hanno offerto al pubblico bevande artigianali e cocktail innovativi.

Tanta anche l’arte e le iniziative culturali che hanno permeato il borgo di Monasterace Superiore: dalla via degli artisti realizzata dal collettivo “Repubblica degli artisti” agli spettacoli del Mangiafuoco, a quelli di giocoleria, ai trampolieri e all’esibizione con tessuti aerei che hanno intrattenuto un pubblico entusiasta in Piazza Duomo; molto apprezzata anche l’iniziativa “Terrazza Festival” a cura dell’Associazione “La Pigna”: un vero angolo di pace affacciato su colline e mare, dedicato alla scoperta dei cibi più tipici e tradizionali.

E poi mostre artistiche e fotografiche tra cui quelle a cura di Pro Loco Antica Kaulon e quella dedicata all’antimafia a cura di Associazione Antimafia Duemila, con osservazioni astronomiche a cura di Bruno Monteleone, stand di artigianato e stand gastronomici per assaporare a 360° le unicità del territorio. (rrc)

Successo a Roccella per il libro di poesie di Anzia Lombardo

Grande successo, a Roccella Jonica, per la presentazione del libro di poesie Un Chiaroscuro Diverso di Anzia Lombardo.

L’evento, svoltosi a Largo Colonne Rita Levi Montalcini, rientra nell’ambito dei Caffè Letterari.

Durante la serata, la poetessa Anzia Lombardo ha dialogato con Antonella Multari, una sua ex alunna, esplorando i temi centrali del libro. La presentazione è stata arricchita dalla lettura di alcune poesie da parte dell’assessore alla Cultura, Rossella Scherl, le cui interpretazioni hanno dato vita ai versi in modo toccante ed evocativo.

Il professor Pistoia, nella prefazione della raccolta, ha sottolineato come Lombardo riesca a trattare la dualità dell’esistenza umana attraverso un linguaggio poetico profondo e riflessivo. Il titolo Un Chiaroscuro Diverso esprime l’intento dell’autrice di esplorare le sfumature della vita, andando oltre le tradizionali dicotomie e offrendo una visione più complessa e sfaccettata del mondo.

La serata ha assunto un tono particolarmente emotivo quando l’autrice ha ricordato figure a lei care, come la collega Pina Calveri, la cugina Anzia Scali e l’amica Mirella, alla quale legge regolarmente le sue poesie. Questi ricordi personali hanno aggiunto una dimensione intima alla presentazione, evidenziando il legame profondo tra l’autrice e le persone che hanno influenzato il suo percorso poetico.

I nipoti dell’autrice, Francesco e Rebecca Mazzaferro, hanno contribuito a creare un’atmosfera di intensa emozione declamando alcune poesie della raccolta, con Rebecca che ha anche eseguito una canzone, donando al pubblico un toccante momento musicale.

Il professor Rocco Romeo ha concluso la serata con un intervento critico, offrendo una lettura approfondita del libro. Romeo ha evidenziato l’importanza della parola poetica come strumento di introspezione e dialogo, lodando l’abilità di Lombardo nel coniugare sentimenti profondi con una ricerca stilistica raffinata. Ha posto l’accento sull’uso del “chiaroscuro” come metodo per esplorare le contraddizioni e le sfumature dell’animo umano, invitando il pubblico a riflettere sulla complessità delle relazioni umane.

In sintesi, la presentazione di Un Chiaroscuro Diverso ha offerto ai partecipanti un’esperienza ricca di emozioni, riflessioni e approfondimenti, confermando il valore letterario e umano della poesia di Anzia Lombardo. (rrc)

 

Armonie d’Arte fa tappa al Museo Archeologico di Reggio Calabria

Armonie d’Arte Festival fa tappa al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con tre appuntamenti tra teatro, danda e intelligenza artificiale.

Si parte martedì 3 settembre con “Umano C”, creazione di Remi Picò, artista visivo esperto in nuove tecnologie ed attivo in contesti statunitensi di altissimo prestigio, e coreografie di Filippo Stabile, uno dei più apprezzati coreografi italiani under 35, una metaperformance tra intelligenza artificiale e umani partecipanti, tra naufragio e rinascita. Il tentativo di situare il progresso tecnologico nell’interstizio tra eredità antropologica e creatività contemporanea, rimanda ad una poetica complessa e restituisce visioni esperenziali che si alimentano però di culturalità concettuale.

Così il segno del viaggio, della memoria, della migrazione e del naufragio, ma anche della scoperta/rinascita e quindi di futuro, incarnato dai Bronzi di Riace, suggerisce e stimola interazioni tutte da sondare e da attivare. Questo studio ne è una testimonianza ed è l’avvio anche di un laboratorio permanente orientato alla ricerca e all’output di ricerca sul rapporto tra intelligenza artificiale e artisticità umana. Prima assoluta, produzione del Festival in collaborazione con Entopan, la performance è preceduta da un breve talk.

Venerdì 6 settembre è invece la volta della compagnia “Muta Imago” con “Dopo il diluvio”.

Muta Imago è una compagnia teatrale nata a Roma nel 2006. È guidata da Claudia Sorace, regista, e Riccardo Fazi, dramaturg e sound artist. Da anni la compagnia sta portando avanti un percorso di ricerca sulla percezione del tempo e sulle possibilità che il teatro ha di formulare nuove modalità di racconto che indaghino le caratteristiche del rapporto tra tempo, memoria e identità. E così sarà anche con questo nuovo lavoro, con la regia di Claudia Sorace, drammaturgia / suono Riccardo Fazi, voci di Fazi e Sorace, canto Sara Bertolucci, musiche originali eseguite dal vivo da Lorenzo Tomio.

Una cerimonia augurale, nella quale rituali passati, urgenze presente e previsioni future si incontrano. Un’orchestrazione di voci e suoni, luci e gesti che, susseguendosi in un ritmo narrativo e percettivo immersivo, dà vita ad un cortocircuito temporale. Attraverso “Dopo il diluvio” il luogo ospite diventa così sede, grazie alla visione di Muta Imago, di una rinnovata liturgia degli “Auspici”.

In scena si avvicendano frammenti di conoscenza, armonie oramai estinte provenienti da antichi strumenti a fiato, e frequenze elettroniche sintetiche che evocano un passato dimenticato insieme a un futuro tanto distopico e imprevedibile quanto seducente. Il pubblico, accolto inizialmente da uno spazio in apparente rovina, scenario di un possibile evento catastrofico, attratto dal fluire della partitura composta da voci e dal passaggio di luci, si troverà all’interno di un Tempio riemerso dalle sue stesse rovine. Invitato a muoversi liberamente nello spazio, seguirà, con la propria cadenza, i sistemi evocativi, che da territori di memoria trasportano verso dimensioni desideranti. Come nel teatro antico, spazio e tempo di scena e di vita ritrovano la loro traccia comune. Anche con “Muta imago” un breve talk precederà la performance.

Infine, domenica 8 settembre, a Reggio arriva la Compagnia Abbondanza Bertoni, una delle realtà più importanti italiane più volte premio Ubu, con “Idem – Io contengo moltitudini”.

Idem è una delle infinite e possibili messinscene della verità tra quattro esseri umani. Prendono forma le moltitudini che li attraversano presentando iconografie di gruppo e morfologie di identità personali tramite continue migrazioni di spazi, luoghi e personalità.

Idem è una danza di forme ed espressioni, atteggiamenti e attitudini che percorrono continuamente il corpo e il viso degli interpretati. Il movimento implode dentro di loro senza mai trovare una via d’uscita.

Idem è così vibrazione di un corpo e più corpi: creature tarantolate che urlano il loro essere mille in uno e che trovano identità e condivisione nella compulsività della relazione.

Idem è fatto di sensi con cui il pensiero si identifica, di ansie, di piaceri e di paure. Di mille nascite, piccole morti e di una sola resurrezione finale. L’intento di questo spettacolo è quello di lasciare libero spazio per una libera forma a queste voci in un flusso liquido e continuo di “identità” che germogliano, sfioriscono e si incrociano prendendo contorno e contenuto per una visionaria metafora ballata del vivere.

Con i tre appuntamenti di Armonie d’Arte a Reggio si consolida la collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Reggio, guidato dal direttore Fabrizio Sudano e la Fondazione Armonie d’Arte, guidata dal presidente Chiara Giordano.

«Una collaborazione – ha dichiarato il direttore Sudano – che nasce dalla comune volontà di valorizzare il grande Patrimonio italiano oltre che calabrese, in un’ottica culturale che pone al centro una rinnovata narrazione e un diverso posizionamento del mediterraneo nel dibattito socio cultuale e socio economico globale». 

«Per la prima volta una sezione di un Festival internazionale all’interno di un luogo potente come il Museo archeologico di Reggio – ha dichiarato il presidente Giordano – che a pieno titolo può candidarsi ad essere un epicentro culturale a tutto tondo in grado di esprimere un patrimonio eccezionale e, nel contempo, rappresentare anche un’agorà culturale ed artistica tal che il Museo sia uno spazio dinamico dello stare per la cultura contemporanea e per un pubblico sempre più trasversale».

«Cercheremo di essere all’altezza della fiducia che il direttore del Museo dott. Sudano ha riposto in noi e che, d’altronde – ha concluso – noi tutti della comunità culturale e non solo riponiamo in lui e nella sua capacità di un rinnovato protagonismo del Museo e di Reggio Calabria al centro del panorama nazionale e internazionale. Sarà la prima volta, quindi, che il Museo vedrà la presenza di un Festival culturale internazionale con un’attività strutturata e dedicata». (rrc) 

Mosorrofa e Morigerati, due comunità unite da San Demetrio

Mosorrofa e Morigerati sono due comunità unite da San Demetrio. Lo scorso 25 agosto, infatti, la Comunità Parrocchiale di San Demetrio di Mosorrofa, guidata dal parrocco Domenico Labella, con l’organizzazione dell’Azione Cattolica, si è recata a Morigerati che, quel giorno, festeggiava il patrono, San Demetrio.

Ad attenderli nella piazza principale di Morigerati il sindaco Guido Florenzano, il vice parroco don Marco Nardozza e una folta rappresentanza della popolazione del luogo. L’occasione della visita è la celebrazione della festa patronale che in questo luogo si svolge in agosto per consentire a tutti gli emigranti del posto di partecipare. Il Giornale del Cilento titolando Gemellaggio religioso tra Morigerati e Mosorrofa scriveva: «A Morigerati San Demetrio è un guerriero con l’armatura e la lancia. A Mosorrofa di Reggio Calabria, invece, il santo è a Cavallo. Nell’iconografia due diverse raffigurazioni, ma nella fede un’unica e intensa devozione per il Martire di Tessalonica, patrono di entrambe le comunità».

 È stato un gemellaggio molto riuscito. Sono stati due giorni molto intensi di preghiera ma anche di conoscenza dei luoghi. Molto arricchente la visita al museo Etnografico che ha messo in evidenza come si svolgeva la vita a Morigerati, gli usi, i costumi e, soprattutto, i lavori che consentivano alla popolazione di vivere bene. L’escursione alle grotte del Bussento ha impreziosito il gemellaggio; panorami di rara bellezza grotte, cascatelle, muschi pendenti e la rara novità del mulino con ruota orizzontale, una vera meraviglia.  Il culmine religioso è stata, il 26 agosto, la solenne concelebrazione Eucaristica presieduta da don Mimmo Labella, durante la quale le due comunità si sono fuse in un unico corpo nel Corpo di Cristo. Molto toccante l’omelia di don Mimmo che ripercorrendo le gesta di San Demetrio ha lasciato i presenti con una domanda che ognuno deve rivolgere a se stesso: quanto mi sento Santo? Quanto la mia vita è specchio della santità a cui mi invita il Megalomartire di Tessalonica? Alla fine della celebrazione Pasquale Andidero, presidente di Azione Cattolica, in rappresentanza della comunità mosorrofana ha porto il saluto e a consegnato dei segni di fratellanza.

In primis, a don Antonino Savino, parroco di Morigerati, colui che ha avviato l’iter per questo gemellaggio, assente per motivi di salute e a seguire al sindaco Guido Florenzano, a don Marco Nardozza, viceparroco,  e a don Fernando Barra, sacerdote nativo di Morigerati, devoto e studioso di San Demetrio,  sono stati donati due volumetti uno “San Demetrio di Tessalonica tra storia e leggenda” scritto dal mosorrofano Demetrio Pellicanò e l’altro “I mie ottantanni di vita” del Canonico Antonino Caridi parroco a Mosorrofa per 52 anni dal 1911 al 1962, che ne ripercorre tutta la storia in quegli anni. Poi ha consegnato alla Chiesa di Morigerati e al Comune due tegole lavorate con impressa l’immagine di San Demetrio, realizzate dall’artista per passione Crucitti Carmela, meglio nota come Cacà.

Il viceparroco don Marco ha consegnato a don Mimmo e a Pasquale il volumetto “Memorie della vita e del culto di San Demetrio di Tessalonica” del Padre Gioacchino Taglialatela che la parrocchia di Morigerati ha ristampato nel 50° anniversario dell’arrivo in parrocchia della reliquia di San Demetrio, un femore, donato dalla Chiesa di San Lorenzo in Campo. Dopo la celebrazione si è svolta per le vie del paese la processione sotto un caldo asfissiante. Era presente tutto il paese, la banda musicale, dei ceri votivi molto particolari, le autorità civili e il tutto accompagnato anche dai canti della popolazione, anche la delegazione mosorrofana ha avuto modo di intonare il proprio Inno a San Demetrio ed anche in questo c’è stata la fusione delle due comunità. Il Santo è stato portato a spalle sia dai morigeratesi che dai mosorrofani e prima di entrare in chiesa anche dai due sacerdoti don Marco e don Mimmo.

Nel pomeriggio, dopo una foto di gruppo sotto la statua di San Demetrio e i saluti con la meravigliosa e ospitale gente del posto, la delegazione mosorrofana ha ripreso il cammino del ritorno. Sul pullman si respirava già un’aria di nostalgia per le meravigliose e arricchenti ore trascorse a Morigerati e qualcuno azzardava “dobbiamo ritornare”. Certo è che le due comunità hanno deciso di incontrarsi ancora e Mosorrofa sta già aspettando con gioia la visita dei morigeratesi. 

Con San Demetrio e per San Demetrio si è reso gloria a Dio per il dono della vita e della fratellanza. In San Demetrio le due comunità si sono riscoperte un solo popolo. (rrc)

A Roccella la Conferenza internazionale sull’intelligenza artificiale

Dal 2 al 6 settembre al Convento dei Minimi di Roccella Jonica si terrà la Roccella Conference on Inference and AI – Roc(k)in’Ai, la conferenza internazionale sul tema dell’intelligenza artificiale a cui parteciperanno i principali esperti e ricercatori in ambito internazionale nel campo della fisica, della matematica, delle neuroscienze e dell’informatica con l’obiettivo di offrire nuove prospettive scientifiche sull’IA.

La conferenza nasce dalla collaborazione tra il Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste, il Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna e il Dipartimento di Computing Sciences dell’Università Bocconi di Milano. Tra i temi trattati nella conferenza si annoverano: modelli matematici che descrivono il funzionamento delle memorie associative e la generazione di contenuti testuali e grafici, i limiti dell’apprendimento automatico ed anche possibili applicazioni all’IA dei vetri di spin, sistemi fisici il cui studio è valso il premio Nobel a Giorgio Parisi nel 2021.

L’intelligenza artificiale (Ia) gioca ormai da diversi anni un ruolo fondamentale nelle nostre vite al punto che la si considera una vera e propria rivoluzione industriale. La disponibilità di enormi quantità di dati e di una straordinaria capacità di calcolo ha reso possibili molteplici applicazioni dell’Ia, che vanno dalla traduzione di testi, al riconoscimento di lesioni tumorali in immagini mediche, fino ai moderni strumenti di generazione di contenuti testuali e grafici, come l’ormai celebre ChatGPT, il prodigioso chatbot lanciato da OpenAi. L’Ia è destinata a generare grandi ricchezze grazie alla sua efficacia tecnologica, ma le sue basi scientifiche sono ancora
lontane dall’essere pienamente comprese.

Alla conferenza di Roccella parteciperanno 100 studenti e ricercatori da tutto il mondo che si sono iscritti per seguire le relazioni dei docenti, ricercatori universitari ed esperti presenti che provengono da alcune dei più prestigiosi atenei, quali l’Università degli Studi La Sapienza di Roma, la Radboud University, l’École Normale Supérieure, la Toronto Metropolitan University, l’International School for Advanced Studies (Sissa), l’Imb Research, l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (Epfl), l’Eth Zurich, l’Università degli Studi Alma Mater di Bologna, l’Institute for Science and Technology Austria (Ista), l’Università degli studi di Parma, l’Harvard University, l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (Epfl) e l’Università Bocconi di Milano.

«Roccella Ionica costituisce un ambiente ideale per lo scambio scientifico oltre che essere una delle coste più belle del mar Mediterraneo», hanno dichiarato gli organizzatori di questo evento internazionale, che hanno voluto inserire nel programma anche una giornata dedicata alla conoscenza del territorio organizzando, con il sostegno del Gal Terre Locridee, una passeggiata collettiva guidata in Aspromonte. 

«Come abbiamo modo di sperimentare ogni giorno attraverso i nostri smartphone, smartwatch, computer e quant’altro – hanno aggiunto i promotori dell’evento – l’impatto dell’Ia non si è limitato solamente al modo scientifico, ma ha velocemente invaso la nostra vita quotidiana. Si rende quindi necessario discutere dei suoi risvolti con un pubblico più ampio della comunità scientifica». 

Per questo motivo si è prevista una tavola rotonda, in collaborazione con il Comune di Roccella Ionica, per instaurare un dialogo fra il pubblico e un panel di esperti del settore, con l’ausilio di un moderatore. La tavola rotonda, dal titolo provocatorio “Chi ha paura dell’intelligenza artificiale?”, si prefigge l’obiettivo di rispondere ad alcuni interrogativi: che impatto avrà l’Ia sul mondo del lavoro? Chi è da ritenere responsabile dei contenuti che queste macchine generano? Esiste veramente il pericolo che l’intelligenza artificiale acquisisca una sua autocoscienza e prenda il sopravvento sull’umanità? 

Queste e tante altre le domande che saranno discusse giovedì 5 settembre 2024 in Largo Colonne – Rita Levi Montalcini alle ore 21:00, con gli interventi di Pierluigi Contucci, Professore di Fisica Matematica all’Università di Bologna; Federica Gerace, Ricercatrice in Fisica Teorica all’Università di Bologna e Direttrice del Reparto di Ricerca e Sviluppo di SynDiag s.r.l e Domenico Talia, Professore di Ingegneria Informatica all’Università della Calabria. (rrc)

MONTASERACE (RC) – Al via il Festival dei Borghi Mediterranei

Prende il via oggi, a Monasterace, il Work From Italy – Il festival dei Borghi Mediterranei, ideato prodotto e organizzato da Search On Media Group e WMF.

Il Festival, una due giorni che unisce la formazione agli spettacoli dal vivo, alla cultura ed enogastronomia locale, fa parte di Digital Tourism Fest ideato, prodotto e organizzato da Search On Media Group e WMF e messo a disposizione di Monasterace nell’ambito del progetto M.O.R.E. L’evento, ad accesso gratuito, è cofinanziato al 51% da Search On e al 49% da fondi Pnrr.

La giornata di domani è dedicata alla scoperta di nuovi strumenti di valorizzazione e promozione di territori, borghi e piccoli centri. A partire dalle ore 17.00 al “Catoio delle idee” presso Monasterace Superiore (RC) tanti gli ospiti provenienti da varie regioni e numerosi i talk in programma: si inizia con il saluto del Sindaco di Monasterace Carlo Murdolo e l’introduzione all’evento di Cosmano Lombardo, CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF, seguito da Giorgio Taverniti, Head of SEO di Search On Media Group, che parlerà di promozione digitale dei territori; spazio poi a Marco Lotito, Innovation Manager della Rete Hubitat, che presenterà le iniziative della rete Hubitat del WMF per creare nuove opportunità nelle comunità locali, mentre Fabio Carrera illustrerà il progetto MIT Design X Venice, volto a sostenere l’imprenditorialità e il ripopolamento di Venezia.

Centrale il tema del nomadismo digitale, con Chiara Maria Di Clemente che racconterà il progetto “Monaci Digitali”, pensato per rivitalizzare le periferie, mentre Valerio Cascia di Visit Borgo Salemi esporrà le strategie per valorizzare il borgo siciliano di Salemi. Toccato anche l’importante tema della sanità, con un ospite d’eccezione, Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, che discuterà del futuro della sanità nei borghi, tra disuguaglianze nell’accesso ai servizi (TBC) e quello dell’Intelligenza artificiale, grazie all’intervento di Davide Imeneo, Direttore di Avvenire Calabria, che presenterà un progetto educativo sull’intelligenza artificiale. Tra gli altri interventi anche The Calabreser che illustrerà il proprio progetto digitale, Antonio Centorrino (Aliva), con un focus sull’imprenditorialità al sud e Christian Zuin (Protur Media) con un intervento su impresa e promozione al sud e, infine, spazio alle associazioni del territorio, tra cui Associazioni “La Pigna” e “La Campomarzese”Pro Loco “Antica Kaulon”, per una tavola rotonda ricca di spunti di riflessione e confronti. 

Un vero e proprio Festival Musicale quello che si terrà durante la seconda giornata del Festival dei Borghi Mediterranei. Dalle 18.30 al via con l’Happy Hour insieme a Studio 54 Network che trasmetterà in diretta dalle 19, da piazza Celestino Placanica: un inizio serata tra musica e free drink grazie alla collaborazione con l’Associazione Monasterace for Future e il Birrificio J4. Largo poi, a partire dalle 20.30, ai concerti dal vivo sul palco principale con Santino Cardamone, cantautore folk blues tra i più autentici e rivoluzionari della sua generazione, ad aprire la lineup che animerà la serata con 3 concerti e un DJ Set per una festa lunga tutta la notte.

A seguire, dalle 21.30, il concerto di Mimmo Cavallaro, che si esibirà accompagnato da strumenti popolari e gruppi di musica etnica offrendo uno spettacolo autentico che celebra la tradizione e le radici culturali della Calabria. A seguire, il concerto di Bandabardò & Cisco, storica voce dei Modena City Ramblers, che porterà live il disco “Ultimo Tango” in un’esplosione di energia e tradizione folk. L’accostamento di Bandabardò, celebre per i suoi concerti festosi e la sua inconfondibile carica, e l’icona folk-rock italiano Cisco, offrirà una performance che mescola stili e storie musicali per celebrare le radici della musica folk italiana con un taglio moderno e coinvolgente. Allo scoccare della mezzanotte sarà il turno invece del dj calabrese Skankaman, al secolo Ivan Lentini, ex voce dei Marvanza, che con il suo nuovo progetto artistico farà vibrare il borgo con un DJ set esplosivo.

Non solo concerti: la giornata dell’1 settembre offrirà infatti varie esperienze tra mostre artistiche e culturali, esibizioni itineranti e spettacoli dal vivo, stand di imprese e artigianato locale aperti dalle ore 17.30, fino a momenti più goderecci dedicati alla scoperta dell’enogastronomia locale e del cibo tradizionale.

Tra gli spettacoli, spazio allora all’esibizione del Mangiafuoco, offerta da Studio Bucchino e a cura della compagnia Fire Storm – Tempesta di Fuoco, che affascinerà il pubblico con performance visive mozzafiato ma anche alla performance ipnotica con i tessuti aerei e agli spettacoli di giocoleria offerti da Luxury Restauri e Ristrutturazioni e Nuova Edilizia Vasile, attraverso i quali trampolieri, funamboli e artisti di strada coinvolgeranno il pubblico divertendolo tra i vicoli e le piazze del borgo. A popolare di bellezza Monasterace Superiore saranno anche diverse mostre: dalla mostra “Le Meraviglie del Cosmo”, di Bruno Monteleone che curerà anche l’osservatorio astronomico attivo dalle ore 22.0, alle mostre “Monasterace com’era” e a quella dedicata alle opere di  Luigi Lombardo a cura di Pro Loco Antica Kaulon , sino a quella diffusa lungo “la via degli artisti”, realizzata dal collettivo la Repubblica degli Artisti.

Non mancheranno infine gli stand gastronomici e i drink corner per un’esperienza di gusto a 360° tra panini gourmet e cibo tradizionale, cocktail e gelateria artigianale. In paese sarà possibile anche ritrovarsi al “Terrazza Festival”, messo a disposizione da Associazione “La Pigna”: uno scorcio caratteristico del borgo affacciato sul mare dove si potranno scoprire prodotti tipici locali e godere di musica dal vivo in un clima rilassato. i(rrc)

A Gambarie successo per il Concorso Nazionale Letterario di Poesia per la Pace

di BEATRICE BRUNOOrganizzato dal Comune di Santo Stefano d’Aspromonte e tenutosi nella splendida pineta di Gambarie, si è affermato il Concorso Nazionale Letterario di Poesia per la Pace, seconda edizione.

«Una nuova ondata di versi – così il Presidente della Giuria, fra Giuseppe Sinopoli – che, alta, forte e autorevole, si è alzata, nell’etere del mondo come accorato appello, meglio urlo di pace. Troppo sangue innocente sta scorrendo sul volto dell’umanità, sventrata con infernale e sorda violenza, fin nelle profondità del cuore. A brandelli, fino ad oggi, sono caduti gli appelli di pace, colpiti dai missili e dai droni più efferati, occhi e cuori ciechi e sordi, direi metallizzati dalle eruzioni di pensieri torvi e disumani, come le loro atroci parole e i loro respiri. Si continua ad ammazzare ed a violentare in nome di pseudo valori, rannicchiati ai tavoli degli avidi ricchi epuloni che mandano giovani e adulti, ragazzi, ragazze, padri e madri alla carneficina, stando attenti a tutelare i loro legami familiari e parentali. Mandano al macello gli altri, mentre loro gozzovigliano nelle sontuose stanze del potere. Drogati di follia. Chiediamo a chi forse crede di non aver voce di unirsi a noi, specie a quelli che vogliono la pace ma che fino ad oggi sono rimasti seduti sul muretto ad osservare, come alcuni intellettuali, per uno tsunami di pace e di rinascita nella bellezza della vita e dell’amore con tutti i colori e le emozioni dell’arcobaleno, in un cielo non più seviziato da macchine di guerra, ma deliziato dalle nuvole che traghettano, dai quattro punti cardinali, oceani tersi di azzurro, riflessi negli occhi bambini che giocano ai sogni degli ideali oltre ogni immaginazione del bello e del buono. Mentre madre terra si riveste a nuovo con miriadi di fiori, sapori e aromi! La pace e la gioia dell’armonia della vita! È questa la vera poesia della pace, che fa sentire famiglia, e, per chi crede, famiglia di Dio!».

Concetti, questi, che sono stati offerti e sensibilizzati, in più occasioni con grande empatia e con spirito di abnegazione, da Francesco Malara, sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte, coadiuvato dai suoi collaboratori; da Giovanni Suraci coordinando con appassionata concretezza e creatività, chiaramente in concerto con il Sindaco e ogni membro della giuria, ogni opportunità relazionale e valoriale a che il Concorso potesse incarnare i propositi e le finalità, e cioè di smuovere la cronica apatia a tutti i livelli, in modo specifico quella intellettuale, perché il mondo potesse, finalmente, tornare a godere la gioia della pace e della libertà.

«Le poesie, ha continuato il Presidente della Giuria nella stupenda pineta di Gambarie, sono come le foglie di questi maestosi alberi ad alto fusto, svettanti nell’aere terso di splendore, che elevano fin nelle altezze più affascinanti e ispirate». Sensazioni di estasi che sono rimaste intatte, anche quando la pioggia ci ha fatto trasferire, conservando intatta la serenità, presso la sontuosa sala dell’Hotel Centrale.

Quest’anno le adesioni hanno registrato un incremento notevole di liriche, tra le quali quelle composte dai giovani. Sia in lingua italiana che in lingua dialettale. Componimenti di spessore e di avvincente valenza contenutistica. E tutti declamati dai poeti, preceduti dall’Inno alla Pace, scritto dal Sinopoli e musicato da Mario Taverriti, e intervallati da stacchi musicali dai maestri Franco Donato e Paolo Martino.

Una festa di poesia per la pace che ha estasiato il cuore dei presenti e che, ci si augura con la pubblicazione delle liriche, di contagiare i lettori per quell’urlo di pace oggi, più che mai, urgente e non più afono. Perché ogni persona è sacra, specialmente chi è fragile o subisce violenza, e deve essere rispettata nell’inalienabile diritto ad una vita serena, pacifica e giusta.

«Ogni guerra è distruzione della fraternità umana, dichiara Papa Francesco, è una sconfitta. Non si risolve nulla con la guerra. Niente. Tutto si guadagna con la pace, con il dialogo». Messaggi a cui i poeti si sono ispirati con sentimenti di profonda compassione e solidarietà con i popoli che soffrono il flagello della guerra e gli atroci disagi delle mutilazioni, delle condizioni sociali e ambientali.

Alla festa-cerimonia della premiazione ha portato il dono della sua presenza don Pasqualino Catanese, Vicario Generale della Diocesi di Reggio Calabria-Bova, il quale, a nome dell’Arcivescovo Fortunato Morrone, impedito da imprevisti impegni pastorali a parteciparvi, ha espresso compiacimento per lo svolgimento dell’evento, all’insegna della gioia e della concretezza valoriale, facendo dono anche di una sua bella lirica per la pace. 

La valutazione della Giuria, persone di alto profilo letterario e morale, ha selezionato: per la sezione giovani, le liriche, rispettivamente, “Diritto alla Pace” di Ruffato Claudia e “Un sogno” di Irato Sofia; per la lingua italiana, la lirica “L’attesa” di Cotroneo Giuseppe; per la lingua dialettale, la lirica “Cuva la Paci” di Iannini Giovanni

Le motivazioni tratte dai componimenti evidenziano, per le vincitrici della sezione giovani, lo stupore negli occhi bambini che rivelano la magnificenza del vivere quotidiano, la quale accoglie la tristezza della notte “come un mantello nero che si posa sul mondo” e si materializza, addirittura, in “un seminatore di buio, tra i cuori della gente”. Ma accanto alla luna, che sorride “come una madre”, splende “tra le stelle il desiderio di un bambino, che sogna la fine della guerra”. La bellezza di “Un sogno” viene ad essere contestualizzata nell’armonia del creato. Una grande lezione dal mondo dei giovani, che il mondo adulto non può e non deve ignorare, rimanendo aggrappato alla testardaggine di ciò che ad esso piace.

Le motivazioni tratte dalle poesie in lingua italiana e dialettale richiamano i sentimenti intensi e coinvolgenti col fascino dell’appartenenza alla famiglia umana e all’habitat universale, che il tempo non può dissolvere. Un’appartenenza sovente trafitta da folli eventi di guerra, generando rovine e morti. Tra chi è costretto a partire e chi rimane a casa rivive quel patto esistenziale, fortemente annotato dall’attesa, cioè da quei sentimenti imprescindibili che si materializzano come un abbraccio direi quasi carnale, “mitigato da assorte preghiere”. E’ proprio qui che la poesia coglie il pathos della ritrovata pace e lo condivide con la semplicità del ritorno, sostanziato dal pianto di “perle fuse sulle membra stanche del reduce, alba di nuovo sogno e unzione di nuova fratellanza.

Proprio perché festa di poesia per la pace, tutti i poeti, attorniati dai familiari e dagli amici, sono stati insigniti della menzione di merito, dandosi appuntamento all’anno che verrà, che auguriamo sia splendente di pace. (bb)

Gallico-Gambarie, dal caminetto del Rotary ottime notizie: «I lavori sono al 93 per cento di avanzamento»

I lavori di realizzazione della strada a scorrimento veloce Gallico – Gambarie sono completati al 93%, ed entro la primavera del prossimo anno l’opera sarà finita. È quanto emerso dal caminetto svoltosi a Gambarie d’Aspromonte e organizzato dal Rptary Club Reggio Calabria.

Il partecipato momento di informazione pubblica, moderato dall’ingegnere Giovanni Suraci, socio rotariano, ha avuto un taglio eminentemente tecnico. I lavori sono stati introdotti dal presidente del Rotary Club Reggio Calabria, Giampaolo Latella: «I tempi per l’entrata in esercizio della Gallico-Gambarie non saranno lunghi e quel sogno a lungo accarezzato si appresta a diventare realtà dopo aver superato avversità di ogni tipo, dalle aule di tribunale alle alluvioni».

«La testimonianza più bella che ci lascia questo caminetto – ha detto – è che la Calabria è una terra con tanti problemi ma ricca di persone serie, grandi lavoratori che nel pubblico e nel privato  operano quotidianamente con dedizione, senso del dovere, passione ed entusiasmo. Speriamo che il Rotary abbia contribuito a prestare un servizio alla cittadinanza rendendo edotta l’opinione pubblica sui notevoli progressi compiuti».

Ai saluti del consigliere comunale di Santo Stefano in Aspromonte, Giovanni Trapani, del presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Reggio Calabria, Francesco Foti, e del consigliere nazionale dell’ordine, Domenico Condelli, è seguita la relazione di Domenica Catalfamo, oggi dirigente del settore Ambiente della Città Metropolitana, già primo responsabile unico del procedimento e dirigente del settore Viabilità della Provincia di Reggio dall’avvio dell’iter di finanziamento sino al 2020, quando è stata nominata assessore alle infrastrutture della Giunta regionale presieduta dalla compianta Jole Santelli. L’ingegnere Catalfamo ha illustrato «il complesso iter che ha condotto ad ottenere dalla Commissione Europea 65 milioni di euro per la realizzazione dell’unica grande opera finanziata con il finanziamento europeo per il periodo di programmazione 2007-2014».

Da parte sua, il dirigente del settore Viabilità della Città metropolitana, Lorenzo Benestare, ha snocciolato tutti i numeri di questa grande opera per tutta la vallata del Gallico, analizzando nello specifico tutte le tipologie costruttive di viadotti, rilevati, opere provvisionali ed opere idrauliche propedeutiche alla realizzazione dell’infrastruttura viaria. «Dal punto di vista operativo – ha sottolineato – il primo tratto è pronto al 96% e si spera possa essere messa in esercizio nei prossimi mesi».

Il direttore dei lavori, Bruno Polifroni, ha affermato che la Gallico-Gambarie è ormai una realtà. Il tratto principale “Mulini-Ciarro” è al 96% di avanzamento, mentre il tratto aggiuntivo “Ciarro-Podargoni” è prossimo al 75%, dunque nel complesso, l’opera è oggi al 93%.

«Entro quest’autunno – ha aggiunto – il primo dei due tratti dovrebbe essere reso disponibile al pubblico, ed entro la primavera 2025 lo sarà l’intera costruzione. Un cantiere molto tecnico, multidisciplinare, capace di sottoporci grandi sfide, a cui non ci siamo sottratti. Siamo orgogliosi di aver fatto la nostra parte per materializzare una infrastruttura che è da sempre nei sogni di tutti e che certamente lascerà il segno nella storia reggina».

Il direttore tecnico di cantiere, Antonio Casciano, infine, ha portato i saluti del gruppo AVR che sta portando il cantiere verso il completamento con enormi sforzi, «onorando con serietà il contratto e dimostrando grande responsabilità nei confronti dell’Amministrazione metropolitana oltre che verso tutto il territorio. L’opera ha coinvolto oltre mille risorse nel ciclo costruttivo diretto, cui devono aggiungersi le ricadute indirette dei vari servizi accessori.  La costruzione ha visto protagoniste, sotto la gestione tecnico-operativa di AVR, imprese provenienti da ben 11 regioni italiane, con materiali di alta qualità e prodotti ad elevata tecnologia di fornitori leader anche in ambito europeo». (rrc)

A Taurianova al via i festeggiamenti in onore della Madonna della Montagna

Hanno preso il via, a Taurianova, i festeggiamenti in onore della Madonna della Montagna, patrona della della città.

Tra i momenti più attesi, U ‘Mbitu, un rito che ogni anno coinvolge con passione la comunità taurianovese. Questo antico rituale, che rappresenta un pilastro della tradizione locale, si distingue per una serie di gesti simbolici che uniscono fede, cultura e identità collettiva.
L’accensione del grande fuoco avverrà ad opera del parroco e del sindaco di Taurianova, Roy Biasi. Le fiamme, che nei tempi antichi comunicavano alle contrade vicine l’inizio della festa, sono oggi alimentate dalla partecipazione attiva dei cittadini e delle istituzioni, rappresentando un potente simbolo di purificazione e rinnovamento spirituale. Come sottolinea il parroco don Mino Ciano:«Il fuoco che accenderemo domani, oltre ad essere un segno della tradizione, ricorda a ciascuno di noi che l’incontro con Maria e con il suo Figlio, se è vero, deve bruciare d’Amore, e l’Amore deve essere una fiamma viva che tocca la nostra vita nella gioia e nel dolore, una fiamma d’amore che va alimentata per poter ricevere forza e luce».
Il rito di U ‘Mbitu, in cui vengono bruciati i rami di lupini, non è quindi solo una tradizione, ma un’occasione per la comunità di riflettere sulle priorità della vita, bruciando metaforicamente ciò che è superfluo e proteggendo ciò che ha valore. Il coinvolgimento delle nuove generazioni, che affiancano con entusiasmo gli anziani, testimonia la vitalità di una tradizione che continua a rinnovarsi nel tempo, mantenendo viva la fede e il senso di appartenenza di una comunità che quest’anno vivrà anche il dono di un anno di grazia concesso della Santa Sede. Per mezzo del vescovo, mons. Alberti, è stato infatti annunciato che, a partire dal 9 settembre, la chiesa parrocchiale sarà designata Chiesa Giubilare per un anno intero, offrendo ai fedeli la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria secondo le disposizioni della Chiesa. (rrc)

A Siderno al via la Festa Patronale

di ARISTIDE BAVALa città è già in festa. Anche se i giorni clou dei festeggiamenti patronali sono previsti dal 4 all’ 8 settembre, Siderno si è già vestita a festa, con l’installazione delle luminarie, e le manifestazioni in onore della augusta patrona della città, Maria SS. Di Portosalvo, sono già partite giovedì 29 agosto. Le manifestazioni religiose, infatti, hanno previsto per le 20 la solenne discesa e la esposizione della statua lignea della Madonna che sarà annunciata dal festoso concerto delle campane. Poi alle ore 22 una serata a cura dell’associazione giovanile Santa Maria di Portosalvo dal titolo “Noi… fazzoletti rossi nel giardino fiorito di Maria madre della gioia”, con presentazione dell’inno composto dal sacerdote Cosimo Castanò nel trentennale dell’Associazione.

Quindi ogni mattina dalle ore 6.45  e poi alle ore 7.30,8.50 e 9.30 S. Rosario, preghiera per i naviganti, S. Messa e preghiera per la novena. Ogni sera alle ore 18.15, 19, 21.30, 22,  canti, preghiere e S. Messe con la Chiesa che rimarrà aperta sino alle ore 24. Giornate religiose particolarmente intense, poi giovedi 5 settembre con una S. messa alle ore 22 dedicata particolarmente ai giovani, i e venerdì 6 settembre con una serata animata dalle associazioni Asd I girasoli della Locride, Team Calabria Special Olympics e Camminando uniti Onlus; sabato 7 settembre  la solenne vigilia con varie manifestazioni religiose tra le quali (ore 17) la processione a mare con la venerata immagine della Madonna.

Infine per la giornata di chiusura dell’8 settembre S. Rosario e S. Messe sino alle ore 11. quando arriverà nella cattedrale sidernese intestata alla Patrona. il Vescovo Mons. Francesco Oliva per l’atto di offerta del cero votivo da parte della sindaca Mariateresa Fragomeni a nome della città. Alle ore 17, poi, la solenne processione con l’immagine della Patrona per le vie della città. Il tutto coordinato da Don Bruno e Padre Giò con la collaborazione di Don Francesco Carlino, Don Giuseppe Giovinazzo, Don Marius Okemba, Don Giuseppe De Pace, Don Giuseppe Alfano, Don Nicola Commisso Meleca, Padre Eugenio Perrico, Don Giovanni Armeni, e il Vicario generale Don Pietro Romeo

Decisamente “intense” quest’anno anche le manifestazioni civili che prevedono per  venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 settembre tre importanti concerti. Venerdì Fiordaliso, sabato Cosimo Papandrea e domenica Alex Britti. Ma i festeggiamenti civili entreranno nel vivo già mercoledi 4 settembre con l’apertura della bicentenaria “Fiera di Portosalvo” e le tante bancarelle che affolleranno le vie principali della città e, prima dei tre concerti, il tradizionale ballo dei giganti, la sfilata del concerto bandistico “Città di Siderno”. 

A conclusione della festa, ricca anche di altre singole iniziative, uno spettacolo pirotecnico realizzato da “Pirotecnica Apocalisse” di Raissa Panetta. I festeggiamenti patronali dureranno, quindi, per più di dieci giorni, con punti fortemente attrattivi dalla tradizionale fiera alle centinaia di bancarelle che occuperanno buona parte delle strade centrali di Siderno e soprattutto con la solenne processione a mare e quella per le vie della città:   momenti particolarmente solenni molto sentiti dai fedeli che seguiranno in processione la statua della Madonna, sia sul bagnasciuga da dove sarà poi trasferirla su un’imbarcazione addobbata da fiori e attorniata da altri natanti che le faranno da scorta per la benedizione del mare, sia il giorno successivo lungo le vie della città.

Altro momento molto atteso è quello della giornata finale con la messa solenne presieduta dal Sua Ecc. Mons. Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace in occasione dell’ offerta del cero votivo da parte della sindaca a nome della Città. Il culto di Maria SS. di Portosalvo risale a tempi molto antichi e testimonia anche le origini marinare della città, un tempo ricca di pescatori. La leggenda narra che a seguito di una violenta tempesta un gruppo di pescatori vennero salvati proprio dalla Santa Vergine.

E da quel momento Maria SS. di Portosalvo diventò la patrona della città. E proprio il culto di Maria SS. di Portosalvo e la successiva istituzione di una “fiera” contribuirono a far diventare con il passare degli anni la festa patronale sidernese uno degli eventi più attesi della Calabria. La processione a mare è un rituale che da sempre si accompagna ai festeggiamenti patronali sidernesi con la Celebrazione comunitaria dei Vespri e la conclusione della Novena e la scorta di molte imbarcazioni a quella dove viene issata la statua della Madonna.