SCILLA (RC) – Al Castello Ruffo la mostra “Viaggi. Mostra internazionale tra mito, natura, bellezza”

Ultimo cinque giorni per visitare, al Castello Ruffo di Scilla, la mostra Viaggi. Mostra internazionale tra mito, natura, bellezza, curata da Guido Folco, direttore del Museo MIIT di Torino e della rivista Italia Arte. 

Tra gli obiettivi del museo Miit c’è la promozione delle nuove correnti artistiche, affiancando alle mostre tradizionali personali e collettive, anche esposizioni mirate e a tema, incentrate sull’attività di particolari correnti e gruppi artistici, ponendo in risalto le peculiarità di ognuno.  Oltre ai fondatori di tali correnti, altri artisti, maestri dalle carriere conclamate oppure giovani di ottime speranze, sono chiamati ad unirsi a tali gruppi, nel caso di condivisione di poetiche, intenti, visioni, per sviluppare concetti ed idee attraverso una produzione coerente ed una attività espositiva internazionale promossa dal Museo MIIT presso prestigiosi enti, istituzioni, fondazioni, musei, gallerie, fiere d’arte internazionali.  

Tra i primi ‘Manifesti’ promossi e divulgati dal gruppo c’è la ‘Vision Board’, corrente fondata dallo scultore e pittore Carlo Bellomonte e dal pittore Giovanni Di Ceglie, già oggetto, negli scorsi anni, di alcune mostre curate dal museo. Con questa ulteriore esposizione si mette a fuoco il percorso ideale e il significato della ‘Vision Board’, coinvolgendo altri artisti italiani e stranieri che potranno, in seguito, entrare a far parte della corrente, condividendone i principi artistico-culturali. La filosofia di “Vision Board”, oltre alla forma espressiva in pittura o scultura, conta il contenuto, l’idea: il gesto viene unito al pensiero positivo di poter e voler realizzare i propri desideri. Aspettative, speranze di un futuro come lo vorremmo che sono già reali, concrete e hanno solo bisogno di essere svelate e accolte: una tecnica e una metodologia esistenziale che permetterebbe di concentrarsi giorno dopo giorno sui nostri desideri, mettendoli a fuoco e cercando quindi di realizzarli. 

L’arte e la creatività possono aiutare questo procedimento, in quanto liberano la mente e contribuiscono ad affrontare la realtà con immaginazione. A questa tematica è dedicata la doppia personale dello scultore Carlo Bellomonte e del pittore Giovanni Di Ceglie. Una riflessione su opere di due artisti molto differenti fra loro, ma complementari per affinità introspettive e psicologiche. Anche la formula adottata, con Carlo Bellomonte ad invitare Giovanni Di Ceglie per presentare i suoi lavori armoniosamente fusi con le sue sculture, racconta di un percorso umano e creativo nuovo, in cui amicizia e speranza si manifestano per il raggiungimento di un obiettivo comune.

D’altra parte, la Vision Board di Bellomonte e Di Ceglie parte dal concetto fondante dell’Uomo e della natura, intesi come elementi indissolubili del Creato. Ogni scultura di Bellomonte, infatti, presuppone la conoscenza del Sè, l’indagine profonda sulla spiritualità dell’Essere che, attraverso la materia, si fa realtà, manifestandosi ai nostri occhi. L’utilizzo del ferro di recupero, di cromatismi sorprendenti per risolvere una visione dello spazio e dell’idea vibrante e fluida, rende le opere di Bellomonte un continuo percorso alla ricerca dell’essenza della vita, a volte interpretata con ironia, altre con disincantata passione. I sette livelli del Nirvana, la sagoma femminile appena accennata dal movimento del metallo, la forza dirompente di strutture complesse trasformano in alchemica rappresentazione il materiale inerme, infondendogli nuova linfa vitale. Anche i lavori di Di Ceglie, dalle composizioni quasi monocrome e dipinte a velatura, con sovrapposizioni tonali in trasparenza e forme definite da contorni evidenti, agli elegantissimi teli in cui forme e figure sublimate nello spirito appaiono come ectoplasmi sognati, indefiniti e impalpabili, ci parlano di una Vision Board interiorizzata e pulsante. L’artista sogna, immagina e crea e tale processo diventa realtà tangibile, forma, spazio, colore donato all’osservatore per una sua profonda autoanalisi. Non nuova corrente artistica formale, quindi, ma espressione di libertà di sentimenti e aspettative esistenziali e artistiche. 

Spiega Carlo Bellomonte: «Non siamo in una sorta di “Dadaismo” romantico, se non inteso come libertà espressiva, proprio perchè non identificabili nel gruppo da una liaison, anche se accomunati da quell’energia che garantisce la convivenza fra gli artisti e i lavori esposti. Nell’Arte, è luogo comune affermare si sia già visto tutto, cosa cui non credo, come credo sia inderogabilmente giunto il momento di sentire e sentire nel più profondo. Nel ferro di recupero e a volte rottamato, cerco quel pezzo che si sposa con il mio pensiero del momento ed ancor più, è interessante scoprire che quel qualcosa di apparentemente insignificante si rivelerà essenziale, anche solo per una piccola traccia di colore conservata fra le ruggini: e per questo viene “salvato”, per testimoniare ancora, per non finire nell’oblio, per gratificare di un’emozione che ci sopravvive».

Tra gli artisti presenti, si segnala la personale del Maestro Adriano Sambri, che presenta una selezione originale e raffinata di dipinti su tela, caratterizzati dal suo linguaggio immediato e fortemente cromatico: una quindicina di opere che raccontano il percorso stilistico di Adriano Sambri e la sua grande passione per i maestri del Cubismo, di cui ha realizzato importanti copie d’autore. Nella sua arte la forma e la geometria si fondono con un senso innato per i contrasti chiaroscurali, dal ritmo incalzante e ottimamente sviluppati sul supporto, che diventa scenografia teatrale, immagine simbolica dell’esistenza. Adriano Sambri ha esposto in tutto il mondo presso istituzioni pubbliche e private come musei, fondazioni, Istituti Italiani di Cultura, gallerie prestigiose. 

Infine la personale del Maestro Luciano Bonetti, i cui dipinti su tela e tavola, sono caratterizzati da cromatismi, arricchiti da simbologie e metafore. Luciano Bonetti, artista maturo e risolto dei nostri tempi, affonda il suo spirito pungente e romantico al contempo nelle piaghe e nelle pieghe del mondo, con profonda umanità e sottile ironia. Nei volti anonimi, accatastati, calpestati di migranti in fuga, così come in quelli asprigni e scaltri dei burocrati, Bonetti scava negli sguardi, realista contemporaneo, svelando paure e sospiri di una società malata. Nel colore appassionato trova però il riscatto dell’anima, nel gesto dinamico del segno la speranza di un futuro destinato a cambiare, in perenne mutamento, quindi suscettibile anche di giorni migliori. Quella di Luciano Bonetti è un’arte raffinata, per forma e contenuto, per il messaggio sociale e trasversale, alto e popolare che viene in aiuto al nostro pensiero a volte sconsolato e rassegnato. L’esistenza entra nei suoi dipinti con veemenza, nelle ultime carte realizzate su fogli grezzi emerge tutta la sintesi potente di una linea che si fa forma, volume, idea nell’immediatezza di un’emozione. Ogni opera è come uno scatto fotografico, in cui il viaggio diventa pensiero e ascolto, il colore sentimento ed emozione, il segno denuncia e speranza. L’Uomo è il grande protagonista della sua arte, con le proprie ansie e le proprie utopie, attore di un nuovo Rinascimento possibile. Bonetti ha esposto in tutto il mondo presso istituzioni pubbliche e private come musei, fondazioni e importanti gallerie. (rrc)

In copertina, i “Volti del mediterraneo” di Luciano Bonetti.

REGGIO – Alle Mura Greche l’evento “Incontro con la follia”

Questa sera, a Reggio, alle 21.30, al sito archeologico delle Mura Greche sul Lungomare Falcomatà, l’evento Incontro con la follia.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione IN.SI.DE in collaborazione con il Servizio Sanitario RegionaleOMCEO Reggio e l’Associazione Fronesis, e promosso dall’Accademia Internazionale del Bergamotto.

Dopo i saluti di Pasquale Veneziano, presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria, di Michele Zoccali, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Calabria, di Gabriele Romeo, coordinatore didattico S.P.P.G, e di Vittorio Caminiti, presidente Accademia del Bergamotto, introduce Irene Calabrò, Assessore Patrimonio Storico e Artistico Comune di Reggio Calabria.

Intervengono, alla tavola rotonda, la neuropsicologa Silvia Paola Caminiti, lo psichiatra Giacomo Romeo, la docente di Filosofia, Chiara Ortuso, e lo psichiatra Vincenzo Maria Romeo. Conduce la giornalista di RTV Eva Giumbo.

Infine, l’attrice Giulia Palmisano reciterà Sulla soglia di un transito di Giacomo Romeo. (rrc)

GAMBARIE (RC) – Entra nel vivo l’Estate 2019

A Gambarie prosegue con successo l’Estate 2019, organizzata dal Comune di Santo Stefano in Aspromonte in collaborazione con Gambarie Bike Park, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Parco Nazionale dell’Aspromonte in collaborazione con i Comitati Festa e le Associazioni.

Si parte questo pomeriggio, alle 18.00, all’Hotel Centrale, con la presentazione del nuovo regolamento per l’utilizzo dei beni confiscati. A seguire, al Ristorante Piazzeria “Al Terrazzo”, il concerto Oltre le vette, dentro la musica.

Si prosegue domani, alle 19.00, a Piazza Mangeruca, con il Gambarie Breys Music Contest e il Premio Breys Music Festival. A seguire, la degustazione della birra gambarie.

Giovedì 22 agosto, alle 19.00, alla locanda del Brigante, lo spettacolo di Aldo al Quadrato, mentre venerdì 23 agosto, dopo Il genio quiz, si prosegue, alle 21.00, con il cinema sotto le stelle, a piazza D. Tomeno a Santo Stefano in Aspromonte.

Sabato 24 agosto, alle 21.00, a Piazza Grande, il concerto di Giordana AngiFederica Carta. Nel corso della giornata, alle 17.00, all’Hotel Centrale di Gambarie, l’incontro con gli autori dal titolo Kalavria, la terra dei greci di Calabria. Alle 19.00, a via Monte Scirocco, la conferenza La montagna della sacra scrittura: dove cielo e terre si incontrano. (rrc)

SCILLA (RC) – Il reading-concerto del libro “Tredici gol dalla bandierina”

Oggi, a Scilla, alle 18.30, alla piazzetta Spirito Santo, il reading-concerto Tredici gol dalla bandierina di e con Ettore Castagna.

L’evento, organizzato in collaborazione con Derive Festival, chiude l’edizione 2019 dello Scilla Jazz Festival.

Il libro è il secondo romanzo di Castagna, antropologo culturale e musicologo oltre che scrittore, insegnante nella scuola statale e per Università di Bergamo. Nel reading si mescolano racconto e musica, l’autore ripercorrerà l’epoca in cui tutto si discute e si trasforma, in una luce irregolare e travolgente: l’amore, la politica, l’impegno civile e la libertà sessuale. I tredici gol sono quelli veramente segnati dalla bandierina, fra il 1974 e il 1981, ma rappresentano anche la metafora e la parabola della storia di un ragazzo che sogna vita, musica e rivoluzione rivolgendosi alla figura mitica di Massimeddu (Massimo) Palanca, leggendaria ala sinistra del Catanzaro.

Come si legge nella presentazione del libro, edito da Rubettino è «un’immagine inedita e molto contemporanea di un Sud spesso considerato solo periferia. Un racconto agrodolce sulle illusioni e le disillusioni di una generazione nel quale la vita di alcuni compagni di liceo e gli eventi calcistici della loro squadra si fondono in un equilibrio bello e imperfetto. Che non potrà durare».

Un ultimo appuntamento per assaporare, al tramonto, la bellezza della cittadina tirrenica che, ancora una volta, accoglie e abbraccia la splendida mistura tra musica e forme d’arte, in questo caso la letteratura. 

Nelle sale espositive del Castello Ruffo di Scilla fino al 25 agosto prosegue Viaggi. Mostra internazionale tra mito, natura, bellezza. Espongono la brasiliana Izabel Alcolea, l’argentino Daniel Barroso, lo scultore Carlo Bellomonte, Federica Bertino con la sua opera Per te e i suoi delicati e simbolici acquerelli, Luciano Bonetti con la tematica forte dell’ecologia e dell’immigrazione, Milena Buti dalle opere personali e materiche, Anna Canale con le sue visioni astratte, Marinella Carubelli dal classicismo espressionista, Liliana Cavigioli, sintetica e cromatica nei dipinti essenziali, Renata Cuomo che presenta acquerelli e un’opera informale fortemente introspettiva, Curci, la fotografa dei riflessi e dell’acqua Enza De Paolis, il raffinato Giovanni Di Ceglie con i suoi dipinti su lino antico, il noto fotografo Carlo Di Giacomo che elabora linguaggi post industriali e urbani, ‘Aster’ dalla pittura informale e astratta, la colorista Fonachi, Giuliana Maddalena Fusari che coniuga fiber art e tecniche miste su carta e stoffa, Maria Pia Giacomini dalla classicità figurativa.

 Luca Givan, creatore del Virtualismo materico, il giapponese e intarsiatore su legno Koichi Hasegawa, Fabiana Macaluso, giovani pittrice che affronta con mestiere tematiche quali l’immigrazione e la diversità dei popoli, Gabriella Martino, pluripremiata artista italiana, Laurita Mazapan, fotografa e performer spagnola di Madrid, la svizzera Manuella Muerner Marioni, il fotografo e performer Nuuco, Carmela Oggianu ‘Caroggi’ che presenta due opere tra il figurativo e l’impressionismo, Barbara Pecorari con le ‘Sardines’ metafora della vita e del mutamento ecologico, Mariella Pinto e Marenza Pinto, dalla profonda intensità pittorica e simbologia classica, la russa Jessica Gabbai Poliakoff, Maria Elena Ritorto, presente con quattro opere tra figurazione e astrazione, Elena Rizzardi con il suo dipinto materico e ricco di assemblaggi, Adriano Sambri che presenta una selezione di diversi dipinti tratti da grandi capolavori cubisti o di fantasia, il ricercatore dei materiali Antonio Saporito, il fotografo polacco Artur Skorupski, Eleonora Tranfo, che espone un prezioso acquerello su tavola, tecnica difficile e rara e Griscia Tufano, presente con tre opere dal forte impatto cromatico e simbolico. (rrc)

ROCCELLA JONICA – Porto delle Grazie, Fabio Filocamo è il nuovo Amministratore Unico

Questo pomeriggio, a Roccella Jonica, alle 19.00, al Porto delle Grazie, la presentazione del nuovo Amministratore Unico del Porto delle Grazie s.r.l, il dott. Fabio Filocamo.

La presentazione avverrà in occasione della seduta dell’Assemblea dei Soci, dove verrà proposto, come nuovo Amministratore Unico, il dott. Filocamo, che prenderà il posto del presidente uscente, il dott. Giorgio Sotira.

«Lo scorso 19 luglio – si legge in un comunicato di Vittorio Zito, sindaco di Roccella Jonica –  il dott. Giorgio Sotira ha presentato alla stampa e ai cittadini i principali indicatori relativi all’operatività della Porto delle Grazie S.r.l.,  congedandosi così dall’incarico di Amministratore Unico della società. Incarico che ha ricoperto dal febbraio del 2016 e che ha lasciato a seguito della sua nomina a Vice Presidente esecutivo di Civita Holding».

«Il 22 luglio abbiamo, quindi – prosegue il comunicato – pubblicato l’avviso pubblico per la raccolta delle candidature per la nomina ad Amministratore Unico della Porto delle Grazie, dandogli la massima visibilità. Allo spirare del termine per la presentazione delle candidature, il Responsabile dell’Area Affari Generali mi ha trasmesso l’elenco delle presentazioni pervenute e i curricula dei candidati.  Come è noto, la procedura prevede che il Sindaco designi, su base fiduciaria e tenuto conto degli indirizzi generali espressi con Delibera del Consiglio Comunale n. 12/2010, il soggetto da proporre all’Assemblea dei Soci per la nomina ad Amministratore Unico.  Pur essendo una prerogativa propria del Sindaco, ho ritenuto di dover condividere con tutti i Consiglieri di maggioranza la definizione dei criteri che avrebbero dovuto guidare la scelta del nuovo Amministratore Unico della Porto delle Grazie. E ciò per due precisi motivi che fanno di questa, una scelta di assoluta importanza». 

«Il primo – prosegue il comunicato – è che il Porto, per la sua storia e per le lunghe lotte che hanno portato all’affidamento della gestione della infrastruttura ad una società controllata dal Comune, è considerato da tutti i roccellesi come patrimonio della comunità ed è l’infrastruttura pubblica che più di ogni altra rappresenta Roccella. Scegliere il nuovo Amministratore della società significa, quindi, designare il soggetto al quale affidare il futuro del gioiello più prezioso della nostra cittadina.  Il secondo è che Sotira ci ha lasciato un Porto in pieno sviluppo, ma che ancora non ha espresso in pieno il suo potenziale. Non si tratta, quindi, di scegliere qualcuno in grado di governare stabilmente l’ordinario, ma qualcuno in grado di continuare sulla strada tracciata da Sotira, sviluppando ancora di più e meglio il potenziale di ricaduta economica che le attività del Porto possono e devono avere sulla nostra comunità.  Da qui, quindi, le caratteristiche che avremmo voluto trovare nel candidato da proporre all’Assemblea: possedere una solida formazione e una adeguata esperienza professionale, utili a garantire una efficace gestione manageriale della società; avere adeguate competenze per potenziare la dimensione internazionale del Porto e la sua capacità di aprirsi al mondo; infine, e se possibile, rappresentare la sfida che politicamente abbiamo lanciato con la nostra candidatura lo scorso maggio: essere capaci, come generazione, di raccogliere il testimone, i sacrifici e gli sforzi di chi ci ha preceduto, per dare a Roccella e al territorio delle Locride ulteriori orizzonti di sviluppo e di progresso». 

«Le candidature pervenute – prosegue il comunicato – sono state 6, di cui una carente degli allegati richiesti. Dalla lettura delle stesse, tutte degne di considerazione ed alcune assolutamente autorevoli – e permettetemi qui di ringraziare tutti coloro i quali hanno deciso di avanzare la loro candidatura – ci si è quindi determinati di chiedere al Dott. Fabio Filocamo di confermare la sua volontà di assumere la guida della Porto delle Grazie. Il Dott. Filocamo si è laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti e lode presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Dottore di ricerca in Diritto Internazionale dell’Economia presso l’Università del Molise, ha conseguito un Master in Diritto e Finanza presso l’Università di Harvard. Avvocato Cassazionista in Italia, nonché Avvocato e Notaio abilitato negli USA. Fondatore e Amministratore della Dynamis, società che opera nello sviluppo e trasferimento di nuove tecnologie. Presidente dell’Harvard Club of Italy. Membro del CdA di importanti società. Autore di numerose pubblicazioni, editorialista del Corriere della Sera e membro dei Comitati Scientifici per Innovazione e Imprese in RCS Media Group.  In precedenza, dopo anni di consulenza tra l’Italia e New York, ha ricoperto importanti incarichi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stato Direttore per la Ricerca Industriale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Già Professore Incaricato di Diritto commerciale e bancario presso l’Università di Cassino». 

«Il Dott. Filocamo – prosegue il comunicato – parla e scrive correntemente in inglese, francese e spagnolo. Parla inoltre tedesco e portoghese. Ha, quindi, una solidissima preparazione professionale di carattere internazionale che offre evidenti garanzie sulle sue capacità manageriali utili allo sviluppo della Porto delle Grazie».

«Al Dott. Filocamo – conclude il comunicato – che ringraziamo per la disponibilità manifestata confermandogli la piena collaborazione e fiducia del Comune di Roccella, vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro». (rrc)

GIOIOSA JONICA (RC) – Il Gioiosa Percussioni Festival

È in corso, a Gioiosa Jonica, fino al 23 agosto, la quinta edizione del Gioiosa Percussioni Festival – Musica per l’integrazione.

Organizzato dall’Associazione Culturale Mascarò e dal Comune di Gioiosa Jonica, il Festival nasce dalla volontà di costruire un evento che possa valorizzare il forte legame che la comunità gioiosana ha con la musica e le percussioni in particolare, e come pratica del dialogo multiculturale, favorendo l’unione delle comunità e dei popoli, come linguaggio universale di pace.

Tantissime le iniziative: da oggi, fino al 23 agosto, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, la libera pupazzeria – Creazioni in cartapesta a cura di Massimo PiuntiSilvia di Gregorio e del Teatro Stabile d’Abruzzo; Il 20 e il 21 agosto, il workshop sulla tecnica del taiko a cura di Rita Superbi; il 21 agosto, alle 19.00, la lezione aperta sul taiko, mentre il 23 agosto, a Palazzo Amaduri, l’incontro-dibattito Viaggi da raccontare.

Questa sera, a Piazza Vittorio Veneto, alle 21.00, lo spettacolo Drum Circle a cura di Massimo Carrano; il 21 agosto, sempre a piazza Vittorio Veneto, alle 22.00, lo spettacolo Taiko No Koe – La voce del tamburo giapponese a cura di Rita Superbi; il 22 agosto, a Largo Dante Alighieri, alle 22.00, la Conversazione tra un uomo e i suoi strumenti a cura di Massimo Carrano, a cui seguirà, a Palazzo Amaduri, il concerto di Karima 2G.

Il 23 agosto, alle 21.30, da Largo Cinque Martiri partirà lo spettacolo itinerante conclusivo dei laboratori, a cura di Libera Pupazzeria e Massimo Carrano. A seguire, alle 22.30, a Piazza “A. Moro”, il Ballo pirotecnico delle pupazze, a cura di Libera Pupazzeria e del Teatro Stabile d’Abruzzo. (rrc)

REGGIO – Dire Fare Comunicare, il giornalismo di Mantineo

Si può fare del buon giornalismo nell’era delle fake news? Certamente, se ci sono le professionalità adeguate e si rispettano i principi di deontologia: è quanto emerso dall’interessante incontro di ieri sera al Circolo del Tennis Rocco Polimeni di Reggio con il giornalista Aldo Mantineo, autore del libro Dire fare Comunicare (Media&Books edizioni), Eduardo Lamberti Castronuovo, editore di ReggioTv, e il giornalista Santo Strati. Il libro di Mantineo (già caposervizio a Reggio della Gazzetta del Sud, narratore e formatore) è un non-manuale sulle regole del giornalismo, con attenzione alla comunicazione istituzionale mediata dagli uffici stampa. Gli addetti stampa (e non solo quelli di enti e istituzioni) hanno il compito di informare i colleghi giornalisti che a loro volta devono intermediare la comunicazione ricevuta. Se manca la professionalità (e una legge apposita, la 150 la richiede) è facile creare confusione e disordine nella comunicazione, col risultato di fare cattiva informazione.

Il tema della serata, dunque, era il buon giornalismo e le regole: Lamberti Castronuovo ha incalzato Mantineo con puntute domande riuscendo ad innescare un vivace confronto sulla qualità dell’informazione e Strati ha evidenziato la necessità della formazione dei giovani aspiranti giornalisti. Se manca la qualità – è emerso dal dibattito – è facile produrre informazione parziale se non totalmente inventata, ma ai giovani occorrono strumenti formativi che li guidino e insegnino loro il “mestiere”. Manca una scuola di giornalismo in Calabria ed ecco che, in diretta col rettore dell’Università per gli Stranieri di Reggio, il dott. Lamberti Castronuovo (che a UniStraDa insegna Etica del giornalismo) ottiene il via per progettare un corso specifico.

È intervenuto nel dibattito anche il giornalista Tonino Raffa, storica voce di RaiSport e assiduo protagonista dei Caffè Letterari del Rhegium Julii. Ha introdotto la serata con l’abituale affabilità il presidente del Circolo “Rocco Polimeni” dott. Igino Postorino e ha moderato con piglio deciso il presidente del Rhegium Julii Pino Bova che non ha nascosto la soddisfazione del grande successo dei Caffè Letterari proposti con grande successo al Circolo del Tennis, un appuntamento di grande cultura che promuove un continuo scambio di idee ed opinioni e favorisce il contatto diretto tra autori e lettori. (rrc)

REGGIO – Caffè Letterari, l’incontro con Pino Caridi

Questa sera, a Reggio, alle 21.15, al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”, incontro con lo storico Pino Caridi, autore del libro Alfonso il Magnanino (Editore Salerno).

L’evento rientra nell’ambito dei Caffè Letterari organizzati dal Circolo Culturale Rhegium Julii.

Dopo i saluti di Igino Postorino e Pino Bova, l’autore sarà presentato dal prof. Franco Cernuto con Teresa Scordino ed Enzo Filardo.

Pino Caridi è professore ordinario di Storia moderna presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Messina, studioso degli aspetti sociali, economici, religiosi e politico–amministrativi della Calabria, autore di numerosi libri, monografie, saggi e articoli. Dal novembre 2000 ricopre l’incarico di Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria ed è, inoltre, Presidente del Centro Studi e promozione Culturale “Gaetano Cingari”, componente del Comitato Scientifico del Cis della Calabria e componente della Giuria dei Premi Rhegium Julii. Ha pubblicato: Uno stato feudale nel Mezzogiorno spagnolo (Gangemi 1988); Il latifondo calabrese nel settecento (Herder 1990); La spada, la seta e la croce. I Ruffo di Calabria dal XIII a XIX secolo (SEI, 1995 – Premio Rhegium Julii); Popoli e terre di Calabria nel mezzogiorno moderno (Rubbettino, 2001); Essere re e non essere re. Carlo di Borbone a Napoli e le attese deluse (Rubbettino, 2006) Reggio Calabria dal secolo XIV al terremoto del 1908 (Falzea 2008); La modernizzazione incompiuta nel Mezzogiorno borbonico (Rubbettino 2012); Carlo III. Un grande re riformatore a Napoli e in Spagna (Salerno 2014), Francesco di Paolo. Un santo europeo degli umili e dei potenti (Salerno, 2016). Nel 2019 è uscito Alfonso il magnanimo (editore Salerno). (rrc)

LOCRI – Il reading concert di Maurizio Marino

Questo pomeriggio, a Locri, alle 18.30, all’Auditorium del Licei Mazzini, il reading concert di e con Maurizio Marino, autore del libro L’Acrobata immobile.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione MY S.O.U.L., presieduta da Gianfranco Ozzimo , e prevede gli interventi del prof. Francesco Sacco, dirigente Licei Mazzini, del sindaco della città di Locri, Giovanni Calabrese e dell’Assessore al bilancio, alle Politiche del Personale, allo Sviluppo Economico e Promozione delle Attività Produttive della Regione Calabria, Mariateresa Fragomeni.

Con L’acrobata immobile (ed. Scatole Parlanti), ci introduce alla riflessione, l’autore vuole farci riflettere su quanto spesso l’equilibrio sia generato dagli opposti che non ci scalzano dalla narrazione e non rendono claudicante il percorso di questi fulminei racconti. .
Maurizio Marino, narra dell’eroicità del quotidiano e dell’universalità dell’umano che in qualche maniera, ora con un mantra, ora con una vista lunga da gigante, diventano amore. La pietas umana, spietatamente ripulita di ogni retorica, si fa bellezza e pace. Le pagine si susseguono attraverso visioni nitide, epifanie che sbocciano come fiori di loto, come consapevolezze ferme in mezzo allo scorrere della vita. È in queste pagine che la “casta dei perdenti” avrà, più che mai, la sua rivalsa.
Piccoli racconti, brevi osservazioni che s’ingigantiscono man mano che l’occhio legge; le pagine che sembrano autobiografiche s’insinuano come cocci in mezzo alla quotidianità di tutti quanti. È come se l’acrobata ci suggerisse che lì, dentro a quelle pagine, ci siamo noi. Come se ci mostrasse quanto il piroettare sul filo della vita quotidiana rimandi a tutti noi e alle nostre piccole grandi felicità e debolezze. (rrc)