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“Diario di un maestro” del maestro De Seta incanta gli studenti dell’Università Magna Graecia

Giornata dedicata al regista Vittorio De Seta, in occasione del centenario della nascita e dei 50 anni dalla presentazione del film “Diario di un maestro”.

L’iniziativa è stata organizzata dai docenti dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, Emilio Gardini e Antonio di Ruggiero, unitamente al Presidente della Cineteca della Calabria Eugenio Attanasio.

La manifestazione si è tenuta presso l’Aula Magna di Sociologia, in Catanzaro, Discesa Eroi, ed è proseguita con la proiezione del film Diario di un maestro al cinema Supercinema di Catanzaro, nell’ambito del Cineforum Universitario promosso dalla Fondazione dell’Università Magna Grecia.

Davanti ad un pubblico composto da studenti universitari, si è tenuto questo seminario dedicato al regista e al Diario di un maestro, film prodotto dalla Rai che nel 1973 registrò un indice d’ascolto altissimo.

Magistrali gli approfondimenti critici dei docenti di Ruggiero e Gardini; il regista Attanasio ha invece inquadrato l’opera sotto l’aspetto storico narrando peraltro aneddoti inediti su Vittorio De Seta. «Un film commovente, di grande attualità ancora oggi, con una sceneggiatura eccelsa, arricchisce le conoscenze e diventa nutrimento prezioso per lo spirito degli studenti ma, soprattutto, dei docenti che nei metodi di insegnamento sono rimasti indietro. Inoltre, non si più fare finta di ignorare le nuove tecnologie. Un film da proiettare anche negli Istituti di pena minorile», ha affermato il Vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, Luigi Stanizzi.

Ancora oggi, anche grazie alla Cineteca, viene proiettato nelle scuole e nei Festival di tutto il mondo: il regista arriva a girare questo film traendo ispirazione dal libro di Albino Bernardini, Un anno a Pietralata ma anche dalla lezione di Mario Lodi. Per De Seta, il cinema era un metodo e quindi anche un mezzo di conoscenza di quello che lui andava a rappresentare.

Non conosceva molto del mondo della scuola ma, per affrontare questo lavoro che non voleva dimostrare tesi precostituite, aveva lavorato molto in preproduzione. L’idea geniale del film è stata quella di costruirlo con i ragazzi che frequentavano questa scuola elementare del Tiburtino terzo e che, quindi, modificavano ogni giorno l’andamento delle riprese. Oltre a un anno scolastico, un altro anno fu necessario per il montaggio. Grandioso il successo in televisione che portò lo stesso De Seta a montare una versione per le sale cinematografiche, di circa due ore e venti, riducendo le oltre quattro ore delle quattro puntate televisive. (rcz)